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👽🤖💢 Il mio cervello non sta cervellando, comunque: “Se mi ignori (il fermo di polizia) ti multo (come un omicida), se non mi avverti (di un sit-in) ti sanziono (a te, alla tua famiglia e alla tua mucca)! Sembrano politiche degne di uno stato autoritario, invece sono solo alcune delle norme del Ddl Sicurezza del Governo Meloni raccontate da Matteo; cosa ci aspetta?”

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Cose da sapere sulle proteste in Iran

1. Le accuse di "vittime di massa" tra i manifestanti iraniani non sono affidabili. Provengono da un gruppo chiamato Center for Human Rights in Iran. Il Center for Human Rights in Iran NON si trova in Iran. Si trova a New York.

2. È un gruppo iraniano? No. È finanziato dal National Endowment for Democracy di Washington DC, collegato alla CIA, e da enti correlati, specializzati in disinformazione.

3. È guidato dal popolo iraniano? No. La presidente è Minky Worden, un'americana che ha condotto campagne anti-cinesi per molti anni. Ha cercato di far sì che le Olimpiadi invernali di Pechino venissero ribattezzate "Olimpiadi del genocidio" e annullate. Ha fallito.

4. In precedenza, la signora Worden ha lavorato a stretto contatto con il movimento "pro-democrazia" di Hong Kong (anch'esso finanziato dal NED) e suo marito era nel consiglio di amministrazione di Apple Daily e aveva un contratto con il Pentagono. Sì, le operazioni di cambio di regime degli Stati Uniti in tutto il mondo sono COSÌ incestuose.

5. L'altra principale fonte di storie incredibili di proteste di massa e di un numero enorme di morti in Iran proviene dall'Human Rights Activists News Agency (HRANA). Anche questa è un'agenzia di disinformazione finanziata dal NED e con sede negli Stati Uniti.

(Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran)

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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La destra italiana non capisce un cazzo?
Chiedono misure sempre più repressive contro ogni forma di dissenso, anche solo verbale, ma poi piangono per la democrazia e i diritti civili in Iran.
in Italia si fa ormai un uso intimidatorio dei fogli di via e del DASPO urbano per allontanare attivisti climatici, politici, di genere o sindacalisti.
Il dissenso, in ogni sua forma, è sistematicamente criminalizzato e parificato a un reato comune, in altre parole le manifestazioni politiche sono semplici ostacoli al diritto di sperperare i nostri soldi nei centri commerciali mentre il mondo sprofonda nella terza guerra mondiale.
Intanto nel paese l'uso della forza anche contro dimostrazioni pacifiche è ormai sdoganato e ampiamente supportato dall'opinione pubblica.
Un dubbio sorge forte: e se quelli veramente bisognosi di democrazia fossimo noi?
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✍️✍️ Siamo andati a vedere con Elena Catozzi il documentario "Disunited Nations" di Christophe Cotteret che racconta con accuratezza la terrificante crisi del ruolo dell' Organizzazione delle Nazioni Unite.
Leggete qui:

https://www.capibara.media/articoli/disunited-nations
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🔼🚀 Ti hanno detto che il transfemminismo è “un’esagerazione”, “una moda”, “una deriva”. Bene: fermati un secondo. Perché se lo riduci a uno slogan, stai guardando il dito e non la luna.
Il transfemminismo non è una nicchia identitaria: è una lente. Nasce dal femminismo, ma allarga il campo e mette al centro una domanda scomoda: chi decide quali corpi contano, quali voci sono legittime, quali vite sono sacrificabili?

Parla di donne, sì. Ma anche di persone trans, non binarie, precarie, razzializzate. Di lavoro, salute, linguaggio, potere. Dice che il patriarcato non opprime tutti allo stesso modo e che il genere, da solo, non basta a spiegare le disuguaglianze. Serve incrociare classe, razza, orientamento, controllo dei corpi.

Il transfemminismo non chiede permesso, non addolcisce il conflitto: lo rende visibile. E proprio per questo spaventa. Se vuoi capire il presente — non quello dei talk show, ma quello reale — devi partire da qui.
Segui, perché le cose semplici che ti hanno raccontato… semplici non sono mai state.

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🔼⚡️🔴 Il Venezuela, oggi alla ribalta per il sequestro USA del Presidente Maduro e della Primera Combatiente Flores, oppure per il commercio del petrolio con la Cina, ha una storia di lotta alle spalle e proprio a partire dal cibo, il diritto più fondamentale. Il processo bolivariano, nonostante le sanzioni e le contraddizioni interne, ha registrato importanti successi verso l'autosufficienza alimentare, e senza rinunciare al sostegno agli strati sociali svantaggiati né alla crescita economica.
Possiamo imparare qualcosa anche noi?

#venezuela #maduro #cibo

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Link per approfondire:

Progressi nell'80 anniversario FAO e del Giorno Mondiale per l'alimentazione (spagnolo, 2025): https://lainventadera.com/2025/10/18/venezuela-avances-por-la-soberania-alimentaria-y-la-erradicacion-del-hambre/

Progressi del Venezuela su sicurezza alimentare, salute, educazione, casa (italiano, del 2024): https://www.pressenza.com/it/2024/09/venezuela-alti-indici-di-sicurezza-alimentare-educazione-salute-abitazioni/

Le statistiche FAO sul Venezuela (inglese): https://www.fao.org/faostat/en/#country/236

Perché gli USA (e l'UE) attaccano il Venezuela a mezzo stampa (italiano, 2024): https://www.sinistraineuropa.it/approfondimenti/geraldina-colotti-sul-venezuela-la-stampa-europea-al-servizio-del-golpista-machado/

Perché le sanzioni USA contro il Venezuela sono strumenti militari (inglese, 2023): https://mronline.org/2023/08/18/how-u-s-sanctions-are-a-tool-of-war-the-case-of-venezuela/
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🔼🚀⬇️ Ti hanno detto che queer vuol dire confuso, estremo, provocatorio. In realtà vuol dire molto di più e molto di meno di quello che ti spingono a credere.
Queer nasce come insulto: strano, storto, fuori norma. E viene ribaltato, non per moda, ma per necessità. Perché prima qualcuno ti etichetta, poi decide quanto vali.

Non è un’identità chiusa, non è una bandiera con istruzioni per l’uso. È una posizione. Dice: non accetto che il mondo sia costruito su un solo modello di corpo, amore, famiglia, desiderio. Mette in crisi le categorie rigide — uomo/donna, normale/deviante, giusto/sbagliato — e chiede: chi le ha create, e a vantaggio di chi?

Parla di sessualità, sì. Ma anche di potere, linguaggio, cultura, controllo sociale. È uno strumento per smontare ciò che viene spacciato come naturale quando è solo abitudine imposta.

Non chiede di essere capito da tutti, chiede di essere lasciato esistere e proprio per questo è così politico.
Segui, perché il mondo è più complesso — e più interessante — di come te l’hanno raccontato.

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È scoppiata una nuova guerra
Esplode un altro conflitto in Medio Oriente questa volta tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Il detonatore iniziale è stato lo Yemen, dove le forze supportate dai sauditi hanno eliminato i proxy emiratini dal paese.
Il conflitto era solo ibernato, precedentemente infatti i due governi si erano schierati su fronti diversi anche in Sudan e Somalia, sempre a ridosso del Mar Rosso, dove transita oltre il 20% del commercio marittimo mondiale.
In Somalia gli Emirati sostengono il separatista Somaliland e in Sudan le RSF, dalla parte dei governi ufficiali si pongono invece i sauditi, che malignamente fanno notare la vicinanza tra le posizioni di Dubai e quelle di Tel Aviv.
Emerge ancora una volta dunque lo spettro di Israele nei conflitti regionali.
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Dopo il Venezuela toccherà a Cuba, questa è la minaccia di Donald Trump.
Cosa sta succedendo nel continente americano?

Sta accadendo ciò che, un paio di anni fa, i più attenti avevano già intuito: gli Stati Uniti hanno ancora la forza per colpire, ma non hanno più la forza per vincere un confronto diretto con i propri nemici senza rischiare l’autodistruzione.

Da qui la nuova postura ultra-aggressiva.
Non si tratta più di espandere l’egemonia, ma di conservare ciò che resta.

La Casa Bianca accetta ormai un multipolarismo di fatto, su più livelli:
- Ritagliandosi un’area di influenza diretta nel continente americano: vittorie elettorali delle destre in Cile, Argentina, ecc.;
- Sequestro di Maduro;
- Minacce a Cuba e Messico;
- Presa della Groenlandia (oggi nelle mani di un vassallo).
- Tollerando rivalità centrifughe tra alleati: Turchia vs Israele; Arabia Saudita vs Emirati Arabi Uniti; ecc.

In altre parole, gli USA hanno perso la capacità di imporre un ordine mondiale.

La tentazione strategica diventa allora evidente:
- Chiudersi nel continente americano (protetto dagli oceani);
- Mantenere il controllo sull’Europa (tenuta impegnata in un eterno dissanguamento ucraino);
- Balcanizzare il Medio Oriente (garantendo il primato di Israele);
- Usare Australia, Nuova Zelanda e gli alleati asiatici come strumenti di pressione sulla Cina.

Intanto le società dell’“Occidente collettivo” vengono nuovamente irregimentate in un ragionevole fascismo democratico.

Gli USA conserverebbero società ordinate, ubbidienti, disciplinate, orientate a un capitalismo selvaggio e polarizzante; gran parte delle rotte e del commercio globale e resterebbero primus inter pares, ma rinchiusi in un fortino ben armato.

Qualche anno fa avevano provato a spostare tutto su una nuova frontiera (spazio, intelligenza artificiale) ma i risultati sperati non sono arrivati.
Da qui, forse, anche una nuova frattura nella classe dirigente (Trump vs Musk).
E allora si torna al vecchio e brutale controllo della Terra.

Dobbiamo immaginare un Donald Trump laconico che, come Rossella O’Hara, fissa l’orizzonte e dice:

“Tara! A casa… a casa mia!
E troverò un modo per riconquistarla.
Dopotutto, domani è un altro giorno.”

- Gab
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GAZA DIVENTA UNA COLONIA USA
Trump ha annunciato la formazione di un consiglio internazionale per Gaza sotto la sua guida, con nomi che parlano da soli: Marco Rubio, Jared Kushner e Tony Blair.
Il tutto venduto come un piano per ricostruire Gaza dopo anni di devastazione.

Fermiamoci un secondo: Tony Blair è il principale artefice politico della guerra in Iraq, la cui eredità di sangue è nota.
Kushner è volto noto dell’establishment sionista, torna in scena con ruoli chiave nel processo di pace: mentre a Gaza si muore ancora.

Il meccanismo prevede che solo i Paesi che versano un miliardo di dollari ottengano un ruolo permanente.
I soldi contano più delle vite umane.

Un consiglio dominato da figure dell’Occidente che non rappresenta i palestinesi. Gaza viene così trasformata in un laboratorio degli interessi globali.

Ora sappiamo cosa intendono per pace: colonialismo, soldi e potere.
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Non mi hanno mai chiamato negro
Curioso che le poste USA decidano di celebrare Muhammad Ali con un francobollo.
Una foto iconica del 74 di un atleta che non fu solo sport, ma politica, lotta, disobbedienza.

Quella stessa America che oggi lo celebra è il paese che, fino agli anni Settanta, gli impediva di entrare in certi ristoranti.
Lo stesso paese che Ali denunciò sacrificando persino la sua carriera, rifiutandosi di andare in Vietnam.
“I vietcong non mi hanno mai chiamato negro”, diceva.

Ali combatteva contro un impero che perseguitava minoranze, opprimeva popoli e mandava una generazione a morire.
E quell’impero è lo stesso che oggi continua a produrre violenza.

Questo francobollo è il simbolo perfetto delle contraddizioni USA:
un afroamericano può diventare campione del mondo,
ma può anche essere ucciso a un posto di blocco.
Oggi si parla di legge marziale.

Fa impressione vedere la commemorazione di Ali, mentre nello sport che lui accusava di indifferenza continuano a essere protetti e normalizzati Stati genocidiari.

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Una selezione essenziale per capire cosa si muove davvero, oltre la superficie. Ecco i link consigliati di oggi 👇

🟥 Gaza, ritorno al mandato coloniale
Trump rilancia Tony Blair per la gestione della Striscia: un déjà-vu inquietante.
✍️ Gabriele Germani

🌍 I sacerdoti Yoruba a Cuba parlano del 2026
Tradizione, geopolitica e futuro: le previsioni per l’anno che viene.
✍️ Alessandra Ciattini

⚠️ Aggressione a un cittadino palestinese in Cisgiordania
Un video diffuso da ArabNews riporta l’ennesima violenza sul campo.
✍️ Alessandra Ciattini

🇨🇺 Cuba sarà la prossima?
Dopo il Venezuela, nel mirino anche Cuba e Messico? Analisi e scenari.
✍️ Gabriele Germani

🇹🇷 La Turchia supporterà Damasco
Ankara conferma il sostegno al governo siriano, tra ambiguità e interessi strategici.
✍️ Gabriele Germani

🧊 Groenlandia, pomo della discordia
Scontro UE-USA sulle minacce di Trump e sulla sovranità dell’isola.
✍️ Gabriele Germani

🚆 Liberalizzazione degli Intercity: un disastro annunciato
PNRR e privatizzazioni: chi paga davvero il prezzo?
✍️ Elisa Perindani

⚡️ La Cina investe 574 miliardi nella rete elettrica
Pianificazione, infrastrutture e corsa all’AI: due modelli a confronto.
✍️ Elisa Perindani

⛏️ Trump vuole l’oro di Caracas
Dall’Orinoco all’insider trading: l’assalto alle risorse venezuelane continua.
✍️ Elisa Perindani

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🇵🇸 UDITE UDITE, Karem From Haifa a Friccicore {Via delle Acacie 14, Roma} il 27 gennaio alle ore 20 - Imperdibile!
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Venite numerosi!
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👽 GLI USA STANNO SCIVOLANDO IN UNA GUERRA CIVILE?

Minneapolis è in uno stato di forte tensione dalla sparatoria del 7 gennaio in cui è rimasta uccisa Good, con proteste diffuse in tutta la città. Nell’ultima settimana sono stati segnalati alcuni scontri tra manifestanti e agenti federali.
Inoltre, venerdì il Dipartimento di Giustizia ha annunciato di aver avviato un’indagine su due dei principali esponenti democratici dello Stato — il governatore Tim Walz e il sindaco di Minneapolis Jacob Frey — per presunti tentativi di ostacolare le operazioni federali sull’immigrazione. Entrambi hanno condannato le operazioni dell’ICE in città. 32 morti causati dall'ICE da quando Trump è al potere, il caso di Reneè Good non è isolato. In Minnesota le scuole sono tornate in e-learning come durante il covid perché l'ICE aspetta davanti alle scuole i bambini che escono.
Stanno arrestando persone per le strade senza chiedergli i documenti o chiedendogli se parlano lo spagnolo o semplicemente perché hanno un accento non americano.
Alcuni la stanno chiamando una "guerra civile silenziosa", mentre Trump ha gli occhi puntati verso la Groelandia.
Intanto però proteste continuano, con numerosi eventi organizzati in tutta la città e oltre, tra richieste di indagini trasparenti sull’uccisione di Renee Good e dibattiti più ampi sulle pratiche dell’ICE e l’applicazione delle leggi sull’immigrazione negli Stati Uniti.

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🌍 Putin gioca a scacchi, Trump gioca a poker di Alessandra Ciattini

🔼⚡️ Nel nuovo articolo di Capibara un’analisi netta su come i due leader mondiali affrontano le crisi globali: secondo l’analista Scott Ritter, Vladimir Putin agisce con logica strategica e pianificazione, mentre Donald Trump si muove più per intimidazione e reazione impulsiva. L’articolo mette a confronto questi due approcci e cosa potrebbe significare per l’equilibrio internazionale.
👉 Leggi l’articolo completo e scopri come questa metafora di gioco riflette scelte politiche reali.

https://capibaracms.vercel.app/articoli/putin-gioca-scacchi-trump-poker

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La Cina inizia a fare sul serio?
In conferenza stampa, Pechino ha respinto la narrazione della minaccia cinese sulla Groenlandia, accusando Washington di usarla come pretesto per giustificare ambizioni strategiche nell’Artico.
Il portavoce del Ministero degli Esteri, ha ribadito il rispetto del diritto internazionale e della sovranità dei paesi artici: le attività cinesi sono pacifiche, trasparenti e orientate a cooperazione scientifica, tutela ambientale e sviluppo sostenibile.
Una risposta alle parole di Trump che ha evocato il controllo USA sulla Groenlandia per fermare Cina e Russia.
Gli USA investono in armi, sequestrano presidenti, minacciano alleati, paesi vicini e lontani, ma la minaccia globale è la Cina.
Siamo al punto dove ormai: la guerra è pace, la bugia è verità.

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Per una volta ha colto il segno.
Forwarded from Mondo multipolare
❗️— Il presidente francese Emmanuel Macron ha respinto la proposta di Trump di partecipare al "Consiglio di pace" per la gestione della Striscia di Gaza a causa delle preoccupazioni che questa istituzione sia stata creata per minare la struttura e i poteri delle Nazioni Unite.
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🔼🔼 Oooh, guarda qua che bello tutto questo verde! E a proposito di verde, anzi green, sai cosa ci vorrebbe?

🟠 Un bel termovalorizzatore, cioè un inceneritore, sì, che dovrà bruciare almeno 600.000 tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati

➡️ Produzione di energia? Modesta: meno di una centrale termoelettrica a combustibili fossili, ma più inquinante
☕️ Rischi per la salute? Assicurati! Tra le emissioni ci sono elementi, come le diossine, ritenuti cancerogeni certi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che infatti ne raccomanda la prevenzione
Posizione dell’impianto? Pessima: in una zona di valore paesaggistico e culturale, dove già la discarica di Roncigliano aspetta la bonifica, e a monte delle falde acquifere da cui prendiamo l’acqua per Roma sud - e pagata, con soldi pubblici, probabilmente sopra al valore di mercato
L’utilità pubblica? L’impianto genera poca occupazione, il pubblico pagherà gli extra-costi, mentre RenewRome, la società assegnataria, è al 70% circa privata, e infatti ringrazia il sindaco
🚀 Vabbè ma l’alternativa c’è? Sì, nel nostro articolo su capibara.media, e torneremo sul tema anche nei nostri canali social.

#romeitaly #gualtieri #inceneritore #santapalomba #romasud

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Proteggere i propri dati personali oggi significa molto più che controllare chi conosce la tua residenza. Significa affermare il tuo controllo in un sistema che conosce dettagli su di te più profondi di quelli che percepisci, e utilizza queste informazioni per proporti stati d’animo modellati. La tua attenzione diventa la materia prima. La tua polarizzazione diventa il prodotto finito.

#tecnologia #privacy #filosofia

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