https://youtube.com/live/bB2UvxmgAzs
A breve live sul canale di Gabriele, un'intervista a Enrico Tomaselli LIVE su Venezuela e Iran
Vi aspettiamo!
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Venezuela e Iran: l'Impero al bivio - con Enrico Tomaselli LIVE 12.30
🛑 Venezuela e Iran: l’Impero al bivio – Live con Enrico Tomaselli
Oggi ore 12:30 – diretta speciale
Negli ultimi giorni siamo stati testimoni di una svolta drammatica nella politica internazionale: gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump hanno lanciato…
Oggi ore 12:30 – diretta speciale
Negli ultimi giorni siamo stati testimoni di una svolta drammatica nella politica internazionale: gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump hanno lanciato…
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Un aggiornamento prima delle news:
🔥 - Il nostro sito è ostaggio di alcuni yankee per un pugno di dollari (letteralmente), stiamo cercando di risolvere la questione nel minor tempo possibile, intanto dateci una mano sui social e iscrivetevi al nostro nuovo canale Telegram.
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🌍 Transizioni Globali: Daniele Dall'Aglio
https://strategic-culture.su/news/2026/01/12/the-rubicon-crossed-team-trumps-nihilistic-anti-values-paradigm/
Eccellente articolo di Alastair Crooke su Trump, America e relazioni internazionali.
https://www.almayadeen.net/articles/%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B1%D8%A8-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D9%85%D9%8A%D8%B1%D9%83%D9%8A%D8%A9-%D8%B9%D9%84%D9%89-%D8%A5%D9%8A%D8%B1%D8%A7%D9%86----%D8%A3%D9%83%D8%AB%D8%B1-%D9%85%D9%86--%D8%A3%D8%B1%D8%A8%D8%B9%D8%A9-%D8%B3%D9%8A%D9%86%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D9%88%D9%87%D8%A7%D8%AA-%D9%88%D8%AB%D9%84%D8%A7%D8%AB
Articolo che propone possibili scenari per l' Iran. Non c'è tutto, ma molto informativo.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/13/ilva-risarcimento-arcelormittal-disegno-predatorio-notizie/8254027/
I commissari dell’ex-Ilva propongono una causa da 7 miliardi contro ArcelorMittal, il colosso franco-indiano che ha avuto in gestione Acciaierie d’Italia, perché avrebbe evitato di effettuare gli investimenti previsti, nonché la banale manutenzione degli impianti, per compromettere la futura produttività di Acciaierie. Chissà perché, ci chiediamo, dato che ArcelorMittal era il principale concorrente dell’ex-Ilva e tuttora opera in quel mercato…
https://www.ilsole24ore.com/art/ponte-messina-arrivo-norma-rimettere-pista-l-opera-lo-stop-corte-conti-AINNpAr
Lo stop della Corte dei Conti non fermerà i lavori per il Ponte sullo Stretto: lasciando stare i problemi dei trasporti italiani nonché quelli specifici della Sicilia, il ministro Salvini sta lavorando ad un atto che permetterebbe di ottenere le autorizzazioni ancora non pervenute e risolvere i problemi contabili del progetto, ma anche di placare le faglie sotto lo Stretto, invertire la desertificazione dell’isola e risolvere definitivamente i problemi di siccità, coprire finalmente i rifiuti bruciati a Licata, e ancora… Ah, Natale è passato?
https://valori.it/morte-lavoro-milano-cortina-2026/
Dopo la morte di un lavoratore di vigilanza brindisino nel cantiere di Milano Cortina 2026 la scorsa settimana, Luca Pisapia utilizza un report pubblicato da Libera per fare luce sull’aumento dei costi pubblici e lo stato dei lavori, la stragrande maggior parte dei quali in effetti non sarà completata entro l’inizio delle Olimpiadi perché semplicemente non ha niente a che vedere con esse bensì rientra nella categoria legacy, l’eredità di questi Giochi. Oltre alla memoria di Pietro Zantonini e dei larici secolari abbattuti, si intende.
https://www.aljazeera.com/features/2026/1/14/my-leg-went-to-heaven-before-me-israeli-war-extinguishes-gaza-childhoods
Traumi fisici e psicologici dei bambini palestinesi residenti a Gaza: il lungo costo della guerra
https://www.aljazeera.com/news/2026/1/14/are-irans-protests-different-this-time-around
Le nuove proteste iraniane sono diverse?
Forse la maggiore assertività israeliana e statunitense, dopo la guerra dei 12 giorni, rende in parte la vicenda differente.
https://www.aljazeera.com/news/2026/1/14/france-to-launch-greenland-consulate-in-political-signal-to-us
Lasciamo il Sud Globale per andare al profondo Nord: la Francia apre un consolato simbolico in Groenlandia. Donald Trump corre a nascondersi per la paura...
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https://www.dailysabah.com/politics/diplomacy/turkiye-pursues-dialogue-as-iran-us-tensions-grow
La Turchia prova a mediare la pace, tra non molte speranze. La Casa Bianca vuole la guerra.
Segui Capibara Media: visita il nostro sito (quando lo avremo riscattato dalle prigioni imperialiste), iscriviti alla nostra pagina Fb e IG, al canale Telegram e da domani pubblicheremo anche reel e shorts su Tik Tok e Youtube.
Ti aspettiamo!
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The Rubicon crossed – Team Trump’s nihilistic anti-values paradigm
When the moral pose is openly and exultantly flaunted as sham then young Christians who take themselves seriously become rebellious. Join us on Telegram, Twitter, and…
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Riguardo l’Iran in questi giorni penso spesso a un film che, la prima volta che lo vidi, mi scosse profondamente: "La montagna sacra di Jodorowsky". Rimasi così turbato da guardarlo due volte di fila, in silenzio, senza capire dove finisse il delirio e iniziasse il genio.
Un film discutibile sotto molti aspetti, ma lucidissimo su un punto centrale della società moderna: la costruzione della verità.
Nel film i bambini vengono educati a odiare un nemico attraverso fumetti, film, barzellette. Il nemico viene mostrificato, disumanizzato.
Sull’Iran, ad esempio, ricordo l’imbarazzante (e subliminale) propaganda di 300, dove i persiani — gente saggia che, ad esempio, era solita discutere i problemi prima da lucida e poi riduscuterli da ubriaca — vengono ridotti a una massa informe guidata da un monarca androgino. Un concentrato di razzismo e suprematismo: maschi bianchi ipertrofici che sconfiggono orde non umane, indistinte. Già raccontarli come una massa amorfa è mostrificazione.
Ricordo che uscii dal cinema molto turbato: quello era il cuore della propaganda, una serie di passaggi psicoanalitici che lo spettatore medio non avrebbe mai capito.
È sempre la stessa narrazione: il barbaro asiatico. Le orde siberiane schierate dalla Russia, i ceceni ridotti a cecchini, gli sciamani tungusi, i dittatori centroasiatici. Tutto fa brodo.
Il problema — e torniamo a Jodorowsky — è che noi con questa roba ci siamo cresciuti.
Siamo educati a essere razzisti. Il nostro paternalismo li vede come bambini da salvare: “manifestiamo per le povere donne”, eternamente vittime, mai soggetti storici. La popolazione subisce il suo governo (che però vota), il suo ordinamento (che però non rovescia), la sua storia (che include un golpe anglo-americano nel 1953).
Riemerge così l’Aladino immaginario: il figlio dello Scià, figura amatissima dalla stampa italiana. Nessuno raccontava però la Persia della Savak, delle torture con gli spilloni sotto i piedi, delle carceri piene di prigionieri politici. Il gossip sul “Kennedy mediorientale” vendeva meglio e noi eravamo abbastanza razzisti da accettare che qualcuno morisse, purché scorresse il petrolio.
Negli anni tutto ha parlato male dell’Iran: cinema, fumetti, stampa, TV, ONG, serie.
Quasi nessuno ha raccontato la storia.
Gli anni ’80, ad esempio: Saddam armato per massacrare l’Iran (indovinate da chi? 😀), mentre l’Iran veniva armato illegalmente dagli USA in cambio della liberazione di ostaggi in Libano e per finanziare i Contras in Nicaragua.
Fomentare una guerra per uccidersi a vicenda, nella generale soddisfazione dell’opinione pubblica europea (farcita di nazismo inconscio).
Oggi si fabbrica un nuovo cattivo, ma è il solito esercizio di propaganda.
Sta a noi non cascarci, ogni volta, nello stesso identico modo.
- Gab
Un film discutibile sotto molti aspetti, ma lucidissimo su un punto centrale della società moderna: la costruzione della verità.
Nel film i bambini vengono educati a odiare un nemico attraverso fumetti, film, barzellette. Il nemico viene mostrificato, disumanizzato.
Sull’Iran, ad esempio, ricordo l’imbarazzante (e subliminale) propaganda di 300, dove i persiani — gente saggia che, ad esempio, era solita discutere i problemi prima da lucida e poi riduscuterli da ubriaca — vengono ridotti a una massa informe guidata da un monarca androgino. Un concentrato di razzismo e suprematismo: maschi bianchi ipertrofici che sconfiggono orde non umane, indistinte. Già raccontarli come una massa amorfa è mostrificazione.
Ricordo che uscii dal cinema molto turbato: quello era il cuore della propaganda, una serie di passaggi psicoanalitici che lo spettatore medio non avrebbe mai capito.
È sempre la stessa narrazione: il barbaro asiatico. Le orde siberiane schierate dalla Russia, i ceceni ridotti a cecchini, gli sciamani tungusi, i dittatori centroasiatici. Tutto fa brodo.
Il problema — e torniamo a Jodorowsky — è che noi con questa roba ci siamo cresciuti.
Siamo educati a essere razzisti. Il nostro paternalismo li vede come bambini da salvare: “manifestiamo per le povere donne”, eternamente vittime, mai soggetti storici. La popolazione subisce il suo governo (che però vota), il suo ordinamento (che però non rovescia), la sua storia (che include un golpe anglo-americano nel 1953).
Riemerge così l’Aladino immaginario: il figlio dello Scià, figura amatissima dalla stampa italiana. Nessuno raccontava però la Persia della Savak, delle torture con gli spilloni sotto i piedi, delle carceri piene di prigionieri politici. Il gossip sul “Kennedy mediorientale” vendeva meglio e noi eravamo abbastanza razzisti da accettare che qualcuno morisse, purché scorresse il petrolio.
Negli anni tutto ha parlato male dell’Iran: cinema, fumetti, stampa, TV, ONG, serie.
Quasi nessuno ha raccontato la storia.
Gli anni ’80, ad esempio: Saddam armato per massacrare l’Iran (indovinate da chi? 😀), mentre l’Iran veniva armato illegalmente dagli USA in cambio della liberazione di ostaggi in Libano e per finanziare i Contras in Nicaragua.
Fomentare una guerra per uccidersi a vicenda, nella generale soddisfazione dell’opinione pubblica europea (farcita di nazismo inconscio).
Oggi si fabbrica un nuovo cattivo, ma è il solito esercizio di propaganda.
Sta a noi non cascarci, ogni volta, nello stesso identico modo.
- Gab
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Una bugia ripetuta 1000 volte non diventa una verità, spero sia chiaro.
Così raccontare di oltre diecimila morti in Iran, senza prove, o mostrare video di donne che bruciano le bandiere iraniane
fumando sigarette non rende quelle cose vere.
Specie se poi quelle donne sono delle note sioniste che vivono in Canada, no?
Serve invece a preparare la narrazione sul nemico, la mobilitazione da guerra, insegnamo alle persone a odiare l'Iran.
Tutto ricade in un grande calderone di bugie: fosse comuni, antrace, nucleare, terrorismo, il velo, la lapidazione delle adultere, in pochi giorni l'Iran diventa colpevole di tutto, come già accaduto alla Serbia, alla Libia o all'Iraq.
I nemici dell'Impero vengono criminalizzati, attaccati, spezzati e fatti a pezzettini, poi scopriamo che l'antrace non c'era, le fosse comuni nemmeno, eccetera eccetera, ma ormai è troppo tardi...
Così raccontare di oltre diecimila morti in Iran, senza prove, o mostrare video di donne che bruciano le bandiere iraniane
fumando sigarette non rende quelle cose vere.
Specie se poi quelle donne sono delle note sioniste che vivono in Canada, no?
Serve invece a preparare la narrazione sul nemico, la mobilitazione da guerra, insegnamo alle persone a odiare l'Iran.
Tutto ricade in un grande calderone di bugie: fosse comuni, antrace, nucleare, terrorismo, il velo, la lapidazione delle adultere, in pochi giorni l'Iran diventa colpevole di tutto, come già accaduto alla Serbia, alla Libia o all'Iraq.
I nemici dell'Impero vengono criminalizzati, attaccati, spezzati e fatti a pezzettini, poi scopriamo che l'antrace non c'era, le fosse comuni nemmeno, eccetera eccetera, ma ormai è troppo tardi...
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È notizia di qualche tempo fa che lo stato del Kerala, a guida dal Partito Comunista d'India, sia il primo di tutta la federazione indiana ad abolire la povertà estrema.
Ma cos'è il Kerala? Si tratta di un autentico gioiello con 34 milioni di abitanti caratterizzato da una storia che intreccia mticulturalismo, Indipendenza e socialismo. Fu il primo stato al mondo, pensate un po', ad eleggere nel '57 un governo comunista. Mentre oggi ancora milioni di indiani vivono condizioni di povertà, in un clima di odio religioso alimentato dal governo centrale il Kerala ci dà l'esempio: un sistema scolastico ottimo, alta longevità, emancipazione femminile, strade pulite e un sistema di raccoglimento dei rifiuti acclamato dall'UNEP. Una società in cui le famiglie musulmane invitano i vicini di casa, siano essi cristiani o induisti, ai festeggiamenti di fine Ramadan, e in cui le discriminazioni di casta non esistono.
Insomma, ho instillato in te il dubbio che forse non viviamo davvero nella sistema migliore in assoluto? E che il mondo sia un po' più grande rispetto a quanto ci racconta il mainstream? Se è così,
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🤖 Il nostro Luca Antonini ha scritto una riflessione tecnico-filosofica sul concetto di Intelligenza Artificiale: dalla Macchina di Turing all'intenzionalità.
⌚ Come è cambiato il mondo dell'IA dalla seconda metà del '900 ad oggi?
Buona lettura!
https://capibara.media/articoli/ai-artificio-intelligente
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AI: Artificio Intelligente
Una riflessione tecnico-filosofica sul concetto di Intelligenza Artificiale: dalla Macchina di Turing all'intenzionalità
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🇺🇸🇮🇷 Che cosa è successo in Iran nell' ultima settimana?
Un movimento di protesta pacifico, nato da commercianti e studenti universitari a causa dell' inflazione, è stato infiltrato in forze da gruppi più piccoli, molto violenti, spesso armati, sostenuti soprattutto da Israele e Stati Uniti, provocando scontri e gravi danni in molte città.
Sono stati dati alle fiamme mezzi ed edifici pubblici, negozi, mezzi di soccorso, moschee e luoghi sacri.
Centinaia di persone sono morte negli scontri, sia membri delle forze di sicurezza, che manifestanti che persone comuni. Molte, sembra, uccise dai manifestanti per alzare il conto delle vittime e legittimare un intervento militare esterno.
Questo è continuato fino a domenica 11.
Lunedì, manifestazioni a sostegno della Repubblica islamica e contro le violenze si sono tenute in tutto il paese e vi hanno partecipato milioni di persone, molte più di quelle che avevano partecipato alle proteste.
Pur continuando a esprimere critiche e dissenso per la situazione economica, hanno chiarito che sostengono il sistema politico e che non accettano violenze o interventi esterni.
La lotta ai gruppi più violenti da una parte e il supporto alla Repubblica dall' altra, per ora sembrano aver riportato la calma all' interno, mentre sul piano internazionale, con America e Israele, ci troviamo in quello che si definisce il periodo della minaccia.
#Iran #Usa
Un movimento di protesta pacifico, nato da commercianti e studenti universitari a causa dell' inflazione, è stato infiltrato in forze da gruppi più piccoli, molto violenti, spesso armati, sostenuti soprattutto da Israele e Stati Uniti, provocando scontri e gravi danni in molte città.
Sono stati dati alle fiamme mezzi ed edifici pubblici, negozi, mezzi di soccorso, moschee e luoghi sacri.
Centinaia di persone sono morte negli scontri, sia membri delle forze di sicurezza, che manifestanti che persone comuni. Molte, sembra, uccise dai manifestanti per alzare il conto delle vittime e legittimare un intervento militare esterno.
Questo è continuato fino a domenica 11.
Lunedì, manifestazioni a sostegno della Repubblica islamica e contro le violenze si sono tenute in tutto il paese e vi hanno partecipato milioni di persone, molte più di quelle che avevano partecipato alle proteste.
Pur continuando a esprimere critiche e dissenso per la situazione economica, hanno chiarito che sostengono il sistema politico e che non accettano violenze o interventi esterni.
La lotta ai gruppi più violenti da una parte e il supporto alla Repubblica dall' altra, per ora sembrano aver riportato la calma all' interno, mentre sul piano internazionale, con America e Israele, ci troviamo in quello che si definisce il periodo della minaccia.
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La Turchia distrugge Israele
Hakan Fidan il ministro degli esteri turco ha detto che è inverosimile pensare ad una normalizzazione dei rapporti tra Ankara e Tel Aviv.
"Non si vede nessuno in visita a Tel Aviv, a parte il primo ministro greco", ha detto, riferendosi a un incontro tra i leader israeliani, greci e greco-ciprioti.
Riportando al centro la questione della guerra freddo turco-israeliana che infiamma la regione e che spazia da Gaza a Cipro, dalla Siria alla Somalia.
Con Tel Aviv giocare di sponda con Grecia e Emirati Arabi Uniti, perfino in Sudan e Yemen.
Tanti piccoli conflitti separati tra loro, con tanti interessi locali e confusi, ma che sempre più spesso convergono verso un grande conflitto globale generalizzato.
Sullo sfondo altri attori come i sauditi, i pakistani e gli iraniani ora nel centro del mirino.
Tutti gli stati musulmani sono nel mirino di Israele?
Hakan Fidan il ministro degli esteri turco ha detto che è inverosimile pensare ad una normalizzazione dei rapporti tra Ankara e Tel Aviv.
"Non si vede nessuno in visita a Tel Aviv, a parte il primo ministro greco", ha detto, riferendosi a un incontro tra i leader israeliani, greci e greco-ciprioti.
Riportando al centro la questione della guerra freddo turco-israeliana che infiamma la regione e che spazia da Gaza a Cipro, dalla Siria alla Somalia.
Con Tel Aviv giocare di sponda con Grecia e Emirati Arabi Uniti, perfino in Sudan e Yemen.
Tanti piccoli conflitti separati tra loro, con tanti interessi locali e confusi, ma che sempre più spesso convergono verso un grande conflitto globale generalizzato.
Sullo sfondo altri attori come i sauditi, i pakistani e gli iraniani ora nel centro del mirino.
Tutti gli stati musulmani sono nel mirino di Israele?
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👨⚖️👨⚖️ LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NON TUTELA I CITTADINI
La riforma della giustizia cambia i percorsi di carriera dei magistrati e crea nuovi organi per i PM e per le sanzioni disciplinari.
Il pubblico ministero rischia di diventare più influenzabile dalla politica, con possibili effetti sull’autonomia della magistratura.
Oggi il PM deve valutare prove a favore e contro l’indagato: un suo schieramento ridurrebbe questa garanzia per i cittadini.
Il dibattito parlamentare è stato limitato dall’uso del cosiddetto “canguro”, che accorpa il voto sugli emendamenti.
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La riforma della giustizia cambia i percorsi di carriera dei magistrati e crea nuovi organi per i PM e per le sanzioni disciplinari.
Il pubblico ministero rischia di diventare più influenzabile dalla politica, con possibili effetti sull’autonomia della magistratura.
Oggi il PM deve valutare prove a favore e contro l’indagato: un suo schieramento ridurrebbe questa garanzia per i cittadini.
Il dibattito parlamentare è stato limitato dall’uso del cosiddetto “canguro”, che accorpa il voto sugli emendamenti.
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👽🤖💢 Il mio cervello non sta cervellando, comunque: “Se mi ignori (il fermo di polizia) ti multo (come un omicida), se non mi avverti (di un sit-in) ti sanziono (a te, alla tua famiglia e alla tua mucca)! Sembrano politiche degne di uno stato autoritario, invece sono solo alcune delle norme del Ddl Sicurezza del Governo Meloni raccontate da Matteo; cosa ci aspetta?”
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Cose da sapere sulle proteste in Iran
1. Le accuse di "vittime di massa" tra i manifestanti iraniani non sono affidabili. Provengono da un gruppo chiamato Center for Human Rights in Iran. Il Center for Human Rights in Iran NON si trova in Iran. Si trova a New York.
2. È un gruppo iraniano? No. È finanziato dal National Endowment for Democracy di Washington DC, collegato alla CIA, e da enti correlati, specializzati in disinformazione.
3. È guidato dal popolo iraniano? No. La presidente è Minky Worden, un'americana che ha condotto campagne anti-cinesi per molti anni. Ha cercato di far sì che le Olimpiadi invernali di Pechino venissero ribattezzate "Olimpiadi del genocidio" e annullate. Ha fallito.
4. In precedenza, la signora Worden ha lavorato a stretto contatto con il movimento "pro-democrazia" di Hong Kong (anch'esso finanziato dal NED) e suo marito era nel consiglio di amministrazione di Apple Daily e aveva un contratto con il Pentagono. Sì, le operazioni di cambio di regime degli Stati Uniti in tutto il mondo sono COSÌ incestuose.
5. L'altra principale fonte di storie incredibili di proteste di massa e di un numero enorme di morti in Iran proviene dall'Human Rights Activists News Agency (HRANA). Anche questa è un'agenzia di disinformazione finanziata dal NED e con sede negli Stati Uniti.
(Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran)
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
1. Le accuse di "vittime di massa" tra i manifestanti iraniani non sono affidabili. Provengono da un gruppo chiamato Center for Human Rights in Iran. Il Center for Human Rights in Iran NON si trova in Iran. Si trova a New York.
2. È un gruppo iraniano? No. È finanziato dal National Endowment for Democracy di Washington DC, collegato alla CIA, e da enti correlati, specializzati in disinformazione.
3. È guidato dal popolo iraniano? No. La presidente è Minky Worden, un'americana che ha condotto campagne anti-cinesi per molti anni. Ha cercato di far sì che le Olimpiadi invernali di Pechino venissero ribattezzate "Olimpiadi del genocidio" e annullate. Ha fallito.
4. In precedenza, la signora Worden ha lavorato a stretto contatto con il movimento "pro-democrazia" di Hong Kong (anch'esso finanziato dal NED) e suo marito era nel consiglio di amministrazione di Apple Daily e aveva un contratto con il Pentagono. Sì, le operazioni di cambio di regime degli Stati Uniti in tutto il mondo sono COSÌ incestuose.
5. L'altra principale fonte di storie incredibili di proteste di massa e di un numero enorme di morti in Iran proviene dall'Human Rights Activists News Agency (HRANA). Anche questa è un'agenzia di disinformazione finanziata dal NED e con sede negli Stati Uniti.
(Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran)
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La destra italiana non capisce un cazzo?
Chiedono misure sempre più repressive contro ogni forma di dissenso, anche solo verbale, ma poi piangono per la democrazia e i diritti civili in Iran.
in Italia si fa ormai un uso intimidatorio dei fogli di via e del DASPO urbano per allontanare attivisti climatici, politici, di genere o sindacalisti.
Il dissenso, in ogni sua forma, è sistematicamente criminalizzato e parificato a un reato comune, in altre parole le manifestazioni politiche sono semplici ostacoli al diritto di sperperare i nostri soldi nei centri commerciali mentre il mondo sprofonda nella terza guerra mondiale.
Intanto nel paese l'uso della forza anche contro dimostrazioni pacifiche è ormai sdoganato e ampiamente supportato dall'opinione pubblica.
Un dubbio sorge forte: e se quelli veramente bisognosi di democrazia fossimo noi?
Chiedono misure sempre più repressive contro ogni forma di dissenso, anche solo verbale, ma poi piangono per la democrazia e i diritti civili in Iran.
in Italia si fa ormai un uso intimidatorio dei fogli di via e del DASPO urbano per allontanare attivisti climatici, politici, di genere o sindacalisti.
Il dissenso, in ogni sua forma, è sistematicamente criminalizzato e parificato a un reato comune, in altre parole le manifestazioni politiche sono semplici ostacoli al diritto di sperperare i nostri soldi nei centri commerciali mentre il mondo sprofonda nella terza guerra mondiale.
Intanto nel paese l'uso della forza anche contro dimostrazioni pacifiche è ormai sdoganato e ampiamente supportato dall'opinione pubblica.
Un dubbio sorge forte: e se quelli veramente bisognosi di democrazia fossimo noi?
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✍️✍️ Siamo andati a vedere con Elena Catozzi il documentario "Disunited Nations" di Christophe Cotteret che racconta con accuratezza la terrificante crisi del ruolo dell' Organizzazione delle Nazioni Unite.
Leggete qui:
https://www.capibara.media/articoli/disunited-nations
Leggete qui:
https://www.capibara.media/articoli/disunited-nations
Capibara
Disunited Nations
"Disunited Nations": un’inchiesta chirurgica sul fallimento morale e politico del Palazzo di Vetro
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🔼🚀 Ti hanno detto che il transfemminismo è “un’esagerazione”, “una moda”, “una deriva”. Bene: fermati un secondo. Perché se lo riduci a uno slogan, stai guardando il dito e non la luna.
Il transfemminismo non è una nicchia identitaria: è una lente. Nasce dal femminismo, ma allarga il campo e mette al centro una domanda scomoda: chi decide quali corpi contano, quali voci sono legittime, quali vite sono sacrificabili?
Parla di donne, sì. Ma anche di persone trans, non binarie, precarie, razzializzate. Di lavoro, salute, linguaggio, potere. Dice che il patriarcato non opprime tutti allo stesso modo e che il genere, da solo, non basta a spiegare le disuguaglianze. Serve incrociare classe, razza, orientamento, controllo dei corpi.
Il transfemminismo non chiede permesso, non addolcisce il conflitto: lo rende visibile. E proprio per questo spaventa. Se vuoi capire il presente — non quello dei talk show, ma quello reale — devi partire da qui.
Segui, perché le cose semplici che ti hanno raccontato… semplici non sono mai state.
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Il transfemminismo non è una nicchia identitaria: è una lente. Nasce dal femminismo, ma allarga il campo e mette al centro una domanda scomoda: chi decide quali corpi contano, quali voci sono legittime, quali vite sono sacrificabili?
Parla di donne, sì. Ma anche di persone trans, non binarie, precarie, razzializzate. Di lavoro, salute, linguaggio, potere. Dice che il patriarcato non opprime tutti allo stesso modo e che il genere, da solo, non basta a spiegare le disuguaglianze. Serve incrociare classe, razza, orientamento, controllo dei corpi.
Il transfemminismo non chiede permesso, non addolcisce il conflitto: lo rende visibile. E proprio per questo spaventa. Se vuoi capire il presente — non quello dei talk show, ma quello reale — devi partire da qui.
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Possiamo imparare qualcosa anche noi?
#venezuela #maduro #cibo
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Link per approfondire:
Progressi nell'80 anniversario FAO e del Giorno Mondiale per l'alimentazione (spagnolo, 2025): https://lainventadera.com/2025/10/18/venezuela-avances-por-la-soberania-alimentaria-y-la-erradicacion-del-hambre/
Progressi del Venezuela su sicurezza alimentare, salute, educazione, casa (italiano, del 2024): https://www.pressenza.com/it/2024/09/venezuela-alti-indici-di-sicurezza-alimentare-educazione-salute-abitazioni/
Le statistiche FAO sul Venezuela (inglese): https://www.fao.org/faostat/en/#country/236
Perché gli USA (e l'UE) attaccano il Venezuela a mezzo stampa (italiano, 2024): https://www.sinistraineuropa.it/approfondimenti/geraldina-colotti-sul-venezuela-la-stampa-europea-al-servizio-del-golpista-machado/
Perché le sanzioni USA contro il Venezuela sono strumenti militari (inglese, 2023): https://mronline.org/2023/08/18/how-u-s-sanctions-are-a-tool-of-war-the-case-of-venezuela/
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