È morto Pippo Baudo.
Proprio ieri notte lo avevo pensato e ne avevo controllato l'età su internet (cosa che non mi capita mai).
Poco scomposto dallo scoprire il mio potere, ho chiuso gli occhi e cominciato a ripetere ad alta voce:
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Hai visto mai
Proprio ieri notte lo avevo pensato e ne avevo controllato l'età su internet (cosa che non mi capita mai).
Poco scomposto dallo scoprire il mio potere, ho chiuso gli occhi e cominciato a ripetere ad alta voce:
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Netanyahu Gallant Smotrich Ben Gvir
Hai visto mai
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L’Occidente è morto.
Non per un evento improvviso, ma per un lungo processo che ha trasformato la libertà in infantilismo, la comunità in solitudine e la conoscenza in distrazione di massa.
Dal crollo dello Stato-nazione al potere delle Big Tech, dall’illusione della libertà individuale alla società della dipendenza: questo è il vero volto della crisi occidentale.
In questo video racconto come siamo passati dall’epoca delle grandi rivoluzioni a una società incapace di crescere, schiacciata tra nichilismo, atomizzazione e controllo digitale.
Un’analisi che non troverai nei media mainstream.
📌 Guarda fino alla fine: la “distrazione di massa” è la chiave per capire il presente e il futuro dell’Occidente.
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https://youtu.be/ddVV-e08T_E?si=KY5ifEpOki5pdxyO
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Non per un evento improvviso, ma per un lungo processo che ha trasformato la libertà in infantilismo, la comunità in solitudine e la conoscenza in distrazione di massa.
Dal crollo dello Stato-nazione al potere delle Big Tech, dall’illusione della libertà individuale alla società della dipendenza: questo è il vero volto della crisi occidentale.
In questo video racconto come siamo passati dall’epoca delle grandi rivoluzioni a una società incapace di crescere, schiacciata tra nichilismo, atomizzazione e controllo digitale.
Un’analisi che non troverai nei media mainstream.
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La morte dell’Occidente: dalla libertà alla distrazione di massa
L’Occidente è morto.
Non per un evento improvviso, ma per un lungo processo che ha trasformato la libertà in infantilismo, la comunità in solitudine e la conoscenza in distrazione di massa.
Dal crollo dello Stato-nazione al potere delle Big Tech, dall’illusione…
Non per un evento improvviso, ma per un lungo processo che ha trasformato la libertà in infantilismo, la comunità in solitudine e la conoscenza in distrazione di massa.
Dal crollo dello Stato-nazione al potere delle Big Tech, dall’illusione…
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III 🦁LA FINANZIARIZZAZIONE DELLA REPUBBLICA
Da un attento ascolto dei video pubblicati su YouTube, da un canale a noi noto, inerenti la finanziarizzazione dell'economia europea a danno dell'economia reale e del benessere delle nazioni, accomoagnato dalla corsa a investimenti monopolistici o parassitari, oggi verso settori economici legati ai monopoli naturali o in direzione di settori industriali maturi da spremere al massimo senza apportarvi miglioramenti, ieri verso titoli del debito pubblico e latifondi agrari. Dall'altra parte l'incapacità delle élite di porre il bene superiore del continente davanti al proprio tornaconto personale immediato, con un’autocrazia politica che vive di nomine e prebende, che percolano da enti al servizio del sistema imperiale atlantico e di quello economico finanziarocentrico. Non posso che notare il ripetersi dei perniciosi comportamenti che mostrava il Patriziato Veneto dal primo ‘500 al Grande Delitto del 12 Maggio 1797, che hanno portato prima alla lunga senescenza della Repubblica Veneta ed infine alla sua vergognosa dormizione. Quindi voglio ripercorrere le scelte di questa élite che era contemporaneamente economica e politica, in un certo senso la cosa è qui di aiuto perché rende più diretta l'analisi rispetto all’oggi dove esiste una doppia dirigenza disgiunta, ma in cui la parte politica ha finito per asservirsi e servirsi passivamente del fianco economico.
Continua.
PS non è un inedito, ma serve per dare continuità verso i capitoli finali.
✍🏻Andrea
Da un attento ascolto dei video pubblicati su YouTube, da un canale a noi noto, inerenti la finanziarizzazione dell'economia europea a danno dell'economia reale e del benessere delle nazioni, accomoagnato dalla corsa a investimenti monopolistici o parassitari, oggi verso settori economici legati ai monopoli naturali o in direzione di settori industriali maturi da spremere al massimo senza apportarvi miglioramenti, ieri verso titoli del debito pubblico e latifondi agrari. Dall'altra parte l'incapacità delle élite di porre il bene superiore del continente davanti al proprio tornaconto personale immediato, con un’autocrazia politica che vive di nomine e prebende, che percolano da enti al servizio del sistema imperiale atlantico e di quello economico finanziarocentrico. Non posso che notare il ripetersi dei perniciosi comportamenti che mostrava il Patriziato Veneto dal primo ‘500 al Grande Delitto del 12 Maggio 1797, che hanno portato prima alla lunga senescenza della Repubblica Veneta ed infine alla sua vergognosa dormizione. Quindi voglio ripercorrere le scelte di questa élite che era contemporaneamente economica e politica, in un certo senso la cosa è qui di aiuto perché rende più diretta l'analisi rispetto all’oggi dove esiste una doppia dirigenza disgiunta, ma in cui la parte politica ha finito per asservirsi e servirsi passivamente del fianco economico.
Continua.
PS non è un inedito, ma serve per dare continuità verso i capitoli finali.
✍🏻Andrea
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“LA BELLA VITA A GAZA” IL CASO ANDREA LOMBARDI
Il nostro amico Andrea Lombardi, da buon trumpiano, ha capito prima di tutti gli analfoliberali che Putin ci stava prendendo a pizze. 🇺🇸🤡E sempre da buon ...
👍18👏4
Forwarded from Middle East Spectator — MES
— 🇺🇾/🇮🇱 NEW: Uruguay suspends its agreement between the National Research and Innovation Agency and the Hebrew University of Jerusalem.
@Middle_East_Spectator
@Middle_East_Spectator
👏19👍4
III🦁
IL CAMBIO ECONOMICO, DALLA MERCATURA INTERNAZIONALE ALL'INVESTIMENTO FONDIARIO E IN DEBITO PUBBLICO.
Con la caduta di Costantinopoli e la dominazione ottomana dell’oriente mediterraneo gli spazi per il commercio su cui la Repubblica aveva potuto fiorire nel basso medioevo divengono più onerosi e difficili. Accanto a questo i mercanti portoghesi nel corso del primo ‘500 avevano raggiunto le isole delle spezie mettendo definitivamente fuori mercato le rotte commerciali Venete. Ancora per poco il sistema delle Mude restò attivo, ma le galee commerciali atte ai trasporti di beni di alto valore o le cocche (navi tondeggianti a vela) per i carichi più dozzinali (quali il cotone d'Egitto riesportato in bassa Alemagna per farne fustagni) solcarono il mediterraneo verso Oriente per caricare e verso occidente per vendere, ma la redditività del commercio divenne sempre più residuale, tanto da portare ad una progressiva diversificazione degli investimenti da parte dei Patrizi e dei Cittadini della Dominante. Gli abitanti della città erano distinti in Patrizi: le grandi famiglie con pieni diritti politici. I Cittadini: gli abitanti originali della Capitale, con parziali diritti come i ruoli nelle Scole grande e picołe ed infine i Sudditi il popolino spicciolo senza peso politico ed amministrativo.
Processo favorito dagli eventi legati alle guerre della fine del ‘300 e del ‘400: la guerra di Chioggia con Genova che portò ad enormi necessità finanziarie coperte con la vendita di seggi in Mazor Consejo (Maggior Consiglio), il costo era di 100.000 Ducati Veneziani, ogni Ducato pesava 3,49 grammi di oro a 22 carati. In questo caso si parlava di Fameje Nove (nuove famiglie) e di Zonte/Xonte (aggiunte) di nuovi componenti al MC, che dopo la Serrata del 1297 non aveva più consentito l'accesso alle famiglie economicamente emergenti. Soprattutto le necessità finanziarie furono coperte con la sottoscrizione di debito pubblico, che rappresentò un'importante alternativa nella diversificazione degli investimenti e contemporaneamente la progressiva creazione dello “Stato da tera”nato dalla necessità di evitare il sorgere di stati troppo forti vicino alla laguna. Spinti ad intervenire dalle turbolente lotte tra i signori dell’entroterra, dalle guerre di Gian Galeazzo Visconti, che dapprima portarono alla presa di Treviso e in seguito alla morte del milanese e al disfacimento dello stato visconteo alla lenta conquista della plenitudine del futuro stato territoriale Veneto. Sino ad allora i Patrizi Veneti avevano potuto investire in beni fondiari locati nello “Stato da Mar” a Candia (Creta per i foresti) e Negroponte (Eubea) acquisendo feudi di origine bizantina. Dopo la IV crociata di Enrico Dandolo il Doge era signore di un quarto e mezzo dell’Impero Romano d'oriente e conservò parte delle conquiste anche dopo la fine dell'effimero Impero Latino costantinopolitano. Mentre ora hanno a disposizione i campi dell'entroterra Veneto, della Longobardia Veneta (Brescia, Bergamo a nord del Fosso e Crema), Ravenna (persa dopo la sconfitta patita ad Agnadello nel 1509 che vide anche la perdita di territori di più recente presa in Lombardia, Trentino e Romagna) ed il Friuli.
La trasformazione del Patrizio da mercante a rentier fondiario e a investitore in debito pubblico creano una reale diversificazione antropologica del soggetto politico ed economico Veneto che se nel periodo mercantile aveva vissuto uno condizione simbiotica con lo Stato, che gli garantiva la protezione militare e l'organizzazione delle Mude, mentre ora si assiste ad una progressiva divaricazione dell'interesse dei Patrizi dal bene pubblico, che viene relegato in funzione ancillare, lo Stato perde il ruolo di protagonista. La dipendenza dei privati per quanto riguarda l'armamento delle flotte e la protezione militare e diplomatica li poneva in uno condizione di necessità rispetto allo Stato, ma nella stagione successiva la situazione si inverte con uno Stato che necessita dei privati per reperire fondi e non è più in grado di influenzare i proprietari fondiari.
✍🏻Andrea
IL CAMBIO ECONOMICO, DALLA MERCATURA INTERNAZIONALE ALL'INVESTIMENTO FONDIARIO E IN DEBITO PUBBLICO.
Con la caduta di Costantinopoli e la dominazione ottomana dell’oriente mediterraneo gli spazi per il commercio su cui la Repubblica aveva potuto fiorire nel basso medioevo divengono più onerosi e difficili. Accanto a questo i mercanti portoghesi nel corso del primo ‘500 avevano raggiunto le isole delle spezie mettendo definitivamente fuori mercato le rotte commerciali Venete. Ancora per poco il sistema delle Mude restò attivo, ma le galee commerciali atte ai trasporti di beni di alto valore o le cocche (navi tondeggianti a vela) per i carichi più dozzinali (quali il cotone d'Egitto riesportato in bassa Alemagna per farne fustagni) solcarono il mediterraneo verso Oriente per caricare e verso occidente per vendere, ma la redditività del commercio divenne sempre più residuale, tanto da portare ad una progressiva diversificazione degli investimenti da parte dei Patrizi e dei Cittadini della Dominante. Gli abitanti della città erano distinti in Patrizi: le grandi famiglie con pieni diritti politici. I Cittadini: gli abitanti originali della Capitale, con parziali diritti come i ruoli nelle Scole grande e picołe ed infine i Sudditi il popolino spicciolo senza peso politico ed amministrativo.
Processo favorito dagli eventi legati alle guerre della fine del ‘300 e del ‘400: la guerra di Chioggia con Genova che portò ad enormi necessità finanziarie coperte con la vendita di seggi in Mazor Consejo (Maggior Consiglio), il costo era di 100.000 Ducati Veneziani, ogni Ducato pesava 3,49 grammi di oro a 22 carati. In questo caso si parlava di Fameje Nove (nuove famiglie) e di Zonte/Xonte (aggiunte) di nuovi componenti al MC, che dopo la Serrata del 1297 non aveva più consentito l'accesso alle famiglie economicamente emergenti. Soprattutto le necessità finanziarie furono coperte con la sottoscrizione di debito pubblico, che rappresentò un'importante alternativa nella diversificazione degli investimenti e contemporaneamente la progressiva creazione dello “Stato da tera”nato dalla necessità di evitare il sorgere di stati troppo forti vicino alla laguna. Spinti ad intervenire dalle turbolente lotte tra i signori dell’entroterra, dalle guerre di Gian Galeazzo Visconti, che dapprima portarono alla presa di Treviso e in seguito alla morte del milanese e al disfacimento dello stato visconteo alla lenta conquista della plenitudine del futuro stato territoriale Veneto. Sino ad allora i Patrizi Veneti avevano potuto investire in beni fondiari locati nello “Stato da Mar” a Candia (Creta per i foresti) e Negroponte (Eubea) acquisendo feudi di origine bizantina. Dopo la IV crociata di Enrico Dandolo il Doge era signore di un quarto e mezzo dell’Impero Romano d'oriente e conservò parte delle conquiste anche dopo la fine dell'effimero Impero Latino costantinopolitano. Mentre ora hanno a disposizione i campi dell'entroterra Veneto, della Longobardia Veneta (Brescia, Bergamo a nord del Fosso e Crema), Ravenna (persa dopo la sconfitta patita ad Agnadello nel 1509 che vide anche la perdita di territori di più recente presa in Lombardia, Trentino e Romagna) ed il Friuli.
La trasformazione del Patrizio da mercante a rentier fondiario e a investitore in debito pubblico creano una reale diversificazione antropologica del soggetto politico ed economico Veneto che se nel periodo mercantile aveva vissuto uno condizione simbiotica con lo Stato, che gli garantiva la protezione militare e l'organizzazione delle Mude, mentre ora si assiste ad una progressiva divaricazione dell'interesse dei Patrizi dal bene pubblico, che viene relegato in funzione ancillare, lo Stato perde il ruolo di protagonista. La dipendenza dei privati per quanto riguarda l'armamento delle flotte e la protezione militare e diplomatica li poneva in uno condizione di necessità rispetto allo Stato, ma nella stagione successiva la situazione si inverte con uno Stato che necessita dei privati per reperire fondi e non è più in grado di influenzare i proprietari fondiari.
✍🏻Andrea
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Cipro ha un problema (un altro).
Dal 2018 la popolazione israeliana è più che raddoppiata passando da 6.500 a 15.000.
Migliaia di ettari acquistati, spesso vicino ad aree militari.
Il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL) ha proposto due leggi per aumentare il controllo sui cittadini extra-UE e l'acquisto massiccio di terre, in particolare vicino ad aree di interesse per la sicurezza nazionale.
Sono intanto sorte cittadine residenziali sorvegliate con muri, filo spinato, telecamere, riservate ai soli israeliani in vacanza.
A gettare benzina sul fuoco ci sono le minacce lanciate dalla stampa israeliana alla Repubblica Turco Cipriota, non riconosciuta a livello internazionale, ma indicata come una base militare di Ankara, proiettata verso la Palestina.
Il nodo del contendere sono le acque territoriali, i gasdotti e il gas sotto i fondali.
Grecia e Israele hanno stretto un accordo sui confini marini nel Mediterraneo orientale, incontrando in questo l'ok di Nicosia (la parte greca) in funzione anti-turca. In questo lembo di mare passerebbe Eastmed, il gasdotto che aggirerebbe la Turchia, mandando all'aria la strategia di Erdogan per diventare un hub energetico vitale per l'UE.
Il gasdotto replicherebbe il programma della Via del Cotone indiana: collegare tramite Grecia-Israele, l'UE alle petromonarchie sunnite (amiche dell'Occidente).
Da qui il riscaldarsi dell'aria a Cipro che diventa l'ennesimo teatro della Guerra Fredda dell'Asia Occidentale tra Israele e Turchia (gli altri sono Siria e Libano).
Si conferma quanto accaduto negli ultimi mesi della presidenza Biden, quando alla Casa Bianca si era annunciato l'avvio di un percorso per portare l'isola nella NATO (tanto per tranquillizzare l'area).
Nonostante l'estate l'aria sull'isola si fa pesante e molti, complice l'antichità classica, tornano lontano con la memoria al 116 d.C., quando durante la rivolta ebraica (parte della Seconda guerra giudaica) furono uccisi tutti i cittadini gentili di Salamina.
Link alle slide su instagram: https://www.instagram.com/p/DNfTlJMs-...
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Dal 2018 la popolazione israeliana è più che raddoppiata passando da 6.500 a 15.000.
Migliaia di ettari acquistati, spesso vicino ad aree militari.
Il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL) ha proposto due leggi per aumentare il controllo sui cittadini extra-UE e l'acquisto massiccio di terre, in particolare vicino ad aree di interesse per la sicurezza nazionale.
Sono intanto sorte cittadine residenziali sorvegliate con muri, filo spinato, telecamere, riservate ai soli israeliani in vacanza.
A gettare benzina sul fuoco ci sono le minacce lanciate dalla stampa israeliana alla Repubblica Turco Cipriota, non riconosciuta a livello internazionale, ma indicata come una base militare di Ankara, proiettata verso la Palestina.
Il nodo del contendere sono le acque territoriali, i gasdotti e il gas sotto i fondali.
Grecia e Israele hanno stretto un accordo sui confini marini nel Mediterraneo orientale, incontrando in questo l'ok di Nicosia (la parte greca) in funzione anti-turca. In questo lembo di mare passerebbe Eastmed, il gasdotto che aggirerebbe la Turchia, mandando all'aria la strategia di Erdogan per diventare un hub energetico vitale per l'UE.
Il gasdotto replicherebbe il programma della Via del Cotone indiana: collegare tramite Grecia-Israele, l'UE alle petromonarchie sunnite (amiche dell'Occidente).
Da qui il riscaldarsi dell'aria a Cipro che diventa l'ennesimo teatro della Guerra Fredda dell'Asia Occidentale tra Israele e Turchia (gli altri sono Siria e Libano).
Si conferma quanto accaduto negli ultimi mesi della presidenza Biden, quando alla Casa Bianca si era annunciato l'avvio di un percorso per portare l'isola nella NATO (tanto per tranquillizzare l'area).
Nonostante l'estate l'aria sull'isola si fa pesante e molti, complice l'antichità classica, tornano lontano con la memoria al 116 d.C., quando durante la rivolta ebraica (parte della Seconda guerra giudaica) furono uccisi tutti i cittadini gentili di Salamina.
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Sistemi complessi e politica globale: l’imprevedibilità del futuro
Nel video di oggi affrontiamo il concetto di sistema-mondo attraverso lenti poco convenzionali: teoria dei sistemi complessi, dinamiche caotiche ed esempi concreti che mostrano quanto sia difficile fare previsioni affidabili in geopolitica ed economia.
Dal…
Dal…
Nel video di oggi affrontiamo il concetto di sistema-mondo attraverso lenti poco convenzionali: teoria dei sistemi complessi, dinamiche caotiche ed esempi concreti che mostrano quanto sia difficile fare previsioni affidabili in geopolitica ed economia.
Dal rapporto preda-predatore alle alleanze internazionali, passando per i casi storici come il Giappone degli anni ’80, esploriamo perché ogni variabile può cambiare radicalmente il corso della storia.
Un viaggio tra modelli matematici, politica internazionale e ucronie che ci aiuta a capire meglio l’instabilità del presente.
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Dal rapporto preda-predatore alle alleanze internazionali, passando per i casi storici come il Giappone degli anni ’80, esploriamo perché ogni variabile può cambiare radicalmente il corso della storia.
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Il processo di accumulazione capitalistico procede per cicli.
Il primo fu quello delle città italiane, poi quello tra Genova e la Penisola Iberica, seguito dai Paesi Bassi, Regno Unito e infine gli Stati Uniti.
Ogni ciclo prevedeva un'estensione degli spazi, della manodopera, della produzione, spesso era associato a progressi tecnici che rendevano questa anche più veloce, quindi maggiore nel tempo.
Parallelamente il capitalismo ha apportato migliorie agli strumenti finanziari e di credito.
Ogni ciclo, avviato spesso da una guerra e da un incremento produttivo, si è concluso con un lungo autunno finanziario.
L'accumulazione si chiude in un segmento improduttivo, in cui i vecchi produttori si trasformano in speculatori, percettori di rendita.
Questo accade per una serie di dinamiche note.
Oggi i governanti italiani puntano tutto sul turismo, ancora peggio su quello mordi e fuggi, con effetti devastanti a livello ecologico, che non porta ricchezza al paese ospitante, produce lavoro sottopagato e non qualificato.
Un qualcosa di simile era capitato alla Repubblica di Venezia che nel '700 si trovò a puntare il tutto per tutto sul turismo.
Tra oggi e domani usciranno le slide sul tema su Instagram, un video su Youtube/Spotify (oggi alle 12.00), tutti ispirati da un testo di Andrea Alexandro Naletto che faremo (ri)uscire sul canale Telegram - Link a tutto nei commenti.
Il primo fu quello delle città italiane, poi quello tra Genova e la Penisola Iberica, seguito dai Paesi Bassi, Regno Unito e infine gli Stati Uniti.
Ogni ciclo prevedeva un'estensione degli spazi, della manodopera, della produzione, spesso era associato a progressi tecnici che rendevano questa anche più veloce, quindi maggiore nel tempo.
Parallelamente il capitalismo ha apportato migliorie agli strumenti finanziari e di credito.
Ogni ciclo, avviato spesso da una guerra e da un incremento produttivo, si è concluso con un lungo autunno finanziario.
L'accumulazione si chiude in un segmento improduttivo, in cui i vecchi produttori si trasformano in speculatori, percettori di rendita.
Questo accade per una serie di dinamiche note.
Oggi i governanti italiani puntano tutto sul turismo, ancora peggio su quello mordi e fuggi, con effetti devastanti a livello ecologico, che non porta ricchezza al paese ospitante, produce lavoro sottopagato e non qualificato.
Un qualcosa di simile era capitato alla Repubblica di Venezia che nel '700 si trovò a puntare il tutto per tutto sul turismo.
Tra oggi e domani usciranno le slide sul tema su Instagram, un video su Youtube/Spotify (oggi alle 12.00), tutti ispirati da un testo di Andrea Alexandro Naletto che faremo (ri)uscire sul canale Telegram - Link a tutto nei commenti.
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https://youtu.be/PRaIGQ_qOlo
Nel Settecento Venezia vive la sua “lunga senescenza”: un’epoca di decadenza mascherata da feste, carnevali e turismo, che ricorda molto da vicino il presente dell’Italia e di altre economie ormai fondate quasi solo sul settore turistico.
Dal fallimento delle riforme di Andrea Tron, alle campagne navali di Angelo Emo, fino al carnevale trasformato in attrazione internazionale, la Serenissima si spegne lentamente mentre la classe dirigente si rifugia nelle rendite e nelle maschere del divertimentificio.
In questo video analizziamo il parallelo tra il declino di Venezia e la fragilità del turismo come unico motore economico, con uno sguardo alla nostra realtà contemporanea.
Da un testo di Andrea Alexandro Naleto.
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🔹 Capitoli
0:00 Introduzione – Venezia e il presente
1:45 La fine del commercio e l’era del turismo
3:20 La lunga senescenza della Serenissima
5:10 I tentativi di riforma di Andrea Tron
7:15 I Murazzi e la difesa della laguna
9:00 Angelo Emo e l’ultima flotta
11:20 Carnevale e turismo di massa nel ’700
14:30 Venezia come “Las Vegas d’Europa”
17:10 Il crepuscolo della Repubblica
19:00 Turismo e declino: il parallelo con l’Italia di oggi
21:00 Conclusioni e riflessioni finali
Nel Settecento Venezia vive la sua “lunga senescenza”: un’epoca di decadenza mascherata da feste, carnevali e turismo, che ricorda molto da vicino il presente dell’Italia e di altre economie ormai fondate quasi solo sul settore turistico.
Dal fallimento delle riforme di Andrea Tron, alle campagne navali di Angelo Emo, fino al carnevale trasformato in attrazione internazionale, la Serenissima si spegne lentamente mentre la classe dirigente si rifugia nelle rendite e nelle maschere del divertimentificio.
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Da un testo di Andrea Alexandro Naleto.
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L'era del turismo: Venezia, una lezione per l'Italia di oggi
Nel Settecento Venezia vive la sua “lunga senescenza”: un’epoca di decadenza mascherata da feste, carnevali e turismo, che ricorda molto da vicino il presente dell’Italia e di altre economie ormai fondate quasi solo sul settore turistico.
Dal fallimento…
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III🦁 FINANZIARIZZAZIONE
IL DEBITO PUBBLICO E I TITOLI DI STATO
In condizioni finanziarie normali la fiscalità della Repubblica riusciva a tenere i conti in ordine grazie alle tasse indirette sui beni di consumo (come il sale, ecc.), i contributi per il mantenimento delle milizie, i dazi e le tasse commerciali e con le tasse dirette sui fondi agricoli, sui beni produttivi e sui diritti appaltati. Lo Stato Veneto godeva di entrate superiori a qualunque altro stato della penisola e pari a certi regni europei (Inghilterra) nel ‘500. Il gettito veniva raccolto per circa la metà nella Dominante (ciò manifesta la persistenza del valore economico del commercio e della manifattura cittadina anche dopo la crisi del primo ‘500) nello Stato da Tera per il 40% e dallo Stato da Mar per il restante 10/12%. In occasione delle guerre, dalla già vista lotta con Genova, ma in seguito con le guerre d'Italia, la guerra contro la lega di Cambrais, le guerre con i turchi (10 guerre in 3 secoli (le fonti divergono, le guerre vanno da 10 a 12 a seconda che si spezzino le operazioni militari e si considerino anche le guerre per procura) ed altre guerre con Ungheria, impero ecc. era necessario emettere titoli del debito fruttiferi. Particolarmente disastrose per i conti furono la guerra di Chioggia 1381, la guerra di Cipro e Lepanto 1570/71, la guerra di Gradisca 1615/16, la guerra di Mantova e Monferrato 1628/31 e i 25 anni della guerra di Candia 1645/69, le guerre di Morea (Peloponneso): la Prima 1684/99 e la Seconda 1714/18. L’estrema necessità di denaro in occasione della guerra di Candia portano anche all'insolvibilità dello Stato che non riesce a rimborsare il vecchio debito e contemporaneamente ad emetterne di nuovo per le necessità belliche così si decide di non rimborsare il debito più datato, ma qui vediamo il primo sintomo della prevalenza dell’interesse privato dei Patrizi detentori di titoli di debito rispetto all’interesse nazionale. Il debito non viene rinegoziato, ma consolidato in altre parole i titoli divengono non rimborsabili, ma restano fruttiferi e perpetui, un vulnus per i futuri conti dello stato e quando nel corso del ‘700 si deciderà di ridurre l'indebitamento ormai divenuto insostenibile, soprattutto a partire da questi titoli, avverrà nel modo meno traumatico possibile per i creditori, malgrado le necessità del paese fossero altre.
✍🏻Andrea
IL DEBITO PUBBLICO E I TITOLI DI STATO
In condizioni finanziarie normali la fiscalità della Repubblica riusciva a tenere i conti in ordine grazie alle tasse indirette sui beni di consumo (come il sale, ecc.), i contributi per il mantenimento delle milizie, i dazi e le tasse commerciali e con le tasse dirette sui fondi agricoli, sui beni produttivi e sui diritti appaltati. Lo Stato Veneto godeva di entrate superiori a qualunque altro stato della penisola e pari a certi regni europei (Inghilterra) nel ‘500. Il gettito veniva raccolto per circa la metà nella Dominante (ciò manifesta la persistenza del valore economico del commercio e della manifattura cittadina anche dopo la crisi del primo ‘500) nello Stato da Tera per il 40% e dallo Stato da Mar per il restante 10/12%. In occasione delle guerre, dalla già vista lotta con Genova, ma in seguito con le guerre d'Italia, la guerra contro la lega di Cambrais, le guerre con i turchi (10 guerre in 3 secoli (le fonti divergono, le guerre vanno da 10 a 12 a seconda che si spezzino le operazioni militari e si considerino anche le guerre per procura) ed altre guerre con Ungheria, impero ecc. era necessario emettere titoli del debito fruttiferi. Particolarmente disastrose per i conti furono la guerra di Chioggia 1381, la guerra di Cipro e Lepanto 1570/71, la guerra di Gradisca 1615/16, la guerra di Mantova e Monferrato 1628/31 e i 25 anni della guerra di Candia 1645/69, le guerre di Morea (Peloponneso): la Prima 1684/99 e la Seconda 1714/18. L’estrema necessità di denaro in occasione della guerra di Candia portano anche all'insolvibilità dello Stato che non riesce a rimborsare il vecchio debito e contemporaneamente ad emetterne di nuovo per le necessità belliche così si decide di non rimborsare il debito più datato, ma qui vediamo il primo sintomo della prevalenza dell’interesse privato dei Patrizi detentori di titoli di debito rispetto all’interesse nazionale. Il debito non viene rinegoziato, ma consolidato in altre parole i titoli divengono non rimborsabili, ma restano fruttiferi e perpetui, un vulnus per i futuri conti dello stato e quando nel corso del ‘700 si deciderà di ridurre l'indebitamento ormai divenuto insostenibile, soprattutto a partire da questi titoli, avverrà nel modo meno traumatico possibile per i creditori, malgrado le necessità del paese fossero altre.
✍🏻Andrea
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III🦁
LA FISCALITÀ DELLA REPUBBLICA VENETA
Non scriveremo di tasse che non rientrano nell'oggetto dell’analisi (per un'analisi completa della fiscalità della Repubblica Veneta non posso che suggerire i lavori del compianto professor Giuseppe del Torre anche lui mio insegnante), ma solo di quelle che mostrano l'atteggiamento dei Patrizi verso la Nazione e niente è meglio per dimostrarlo che le tasse dirette. Nella Dominante era applicato dal 1461 una tassazione diretta basata su catastici urbani, un’innovazione fiorentina del primo ‘400, ma completamente scartata dagli italiani con l'affermazione della Signoria, che necessitava di sistemi fiscali più elastici a fini clientelari. Il sistema degli inventari al contrario non fu applicato allo Stato da Tera, eccezion fatta che per la Val Brembana nella bergamasca, innanzitutto in ossequio alle usanze locali per fidelizzare le élite delle città suddite e i feudatari. La Repubblica garantisce alle élite locali la pienezza dei diritti reali (diritti sulle cose) e il mantenimento delle antiche consuetudini, tanto che non vi verrà esteso il diritto consuetudinario More Veneto applicato in città, ma resterà il diritto romano. Non solo per le città che si sono inserite nello Stato da Tera per Dedizione, ma anche per quelle conquistate (Padova, Bergamo ecc.) si limitò la repressione ai soli irriducibili. Nello stesso tempo alla feudalità di origine imperiale fu garantita la continuità del titolo in cambio della prestazione degli obblighi feudali in favore della Repubblica. Nelle città dell’entroterra l'importo generale della tassa da versare era stimato a partire da un calcolo approssimativo della produzione di reddito annuo e poi ripartito in carati (quote) tra città, campagna e clero, per la città di Padova era ripartito in questo modo: 10% clero 30% città 60% contado, le cifre di pertinenza erano poi suddivise tra i residenti. Il sistema in una situazione statica era in equilibrio, il problema sorse con l'acquisto da parte del Patriziato urbano delle città soggette e di quello della Capitale di fondi agricoli a partire dal ‘400 e soprattutto tra ‘500 e ‘700 in questo caso alla campagna veniva tolto imponibile senza che la tassa fosse adeguatamente decurtata perché i nobili non essendo residenti non versavano in campagna e dall’altro lato il sistema rigido non consentiva adeguamenti del carato dovuto dal contado. Progressivamente la tassa prese ad aumentare per i residenti diventando sempre più insostenibile creando un circolo vizioso in cui la rovina degli allodieri (coltivatori diretti di un fondo in piena proprietà) la spina dorsale della ricchezza rurale dello stato Veneto si traduceva in ulteriori vendite di fondi provocando la sparizione dell'intero gruppo sociale, in favore di grandi tenute dedite alla cerealicoltura commerciale approfittando anche degli alti corsi del grano raggiunti nel XVI Sec. Malgrado la magnificenza raggiunta dalle grandi ville di campagna, con il calo del valore dei cereali nel secolo successivo si assisterà ad una riduzione progressiva della redditività dell’investimento, compensata comunque dalla forte concentrazione della ricchezza e dal valore ludico attribuito alla villeggiatura. Nel complesso se nel bilancio dei singoli Patrizi la situazione era sotto controllo, sin da allora agronomi e amministratori pubblici denunciano che il sistema stava impoverendo lo Stato e sterilizzando la crescita del capitale privato, che se rivolto ad attività più rischiose come il commercio e la protoindustria avrebbe prodotto più reddito e soprattutto offerto lavoro migliore a fronte del misero bracciantaggio stagionale richiesto dalle grandi aziende cerealicole. La classe politica Veneta anche davanti alla constatazione dell'incipiente disastro non fu in grado di contenere la sua ingordigia ed imporsi una riforma fiscale che salvasse l'allodio ed indirettamente evitasse di fissare il capitale in attività con prospettive decrescenti.
LA FISCALITÀ DELLA REPUBBLICA VENETA
Non scriveremo di tasse che non rientrano nell'oggetto dell’analisi (per un'analisi completa della fiscalità della Repubblica Veneta non posso che suggerire i lavori del compianto professor Giuseppe del Torre anche lui mio insegnante), ma solo di quelle che mostrano l'atteggiamento dei Patrizi verso la Nazione e niente è meglio per dimostrarlo che le tasse dirette. Nella Dominante era applicato dal 1461 una tassazione diretta basata su catastici urbani, un’innovazione fiorentina del primo ‘400, ma completamente scartata dagli italiani con l'affermazione della Signoria, che necessitava di sistemi fiscali più elastici a fini clientelari. Il sistema degli inventari al contrario non fu applicato allo Stato da Tera, eccezion fatta che per la Val Brembana nella bergamasca, innanzitutto in ossequio alle usanze locali per fidelizzare le élite delle città suddite e i feudatari. La Repubblica garantisce alle élite locali la pienezza dei diritti reali (diritti sulle cose) e il mantenimento delle antiche consuetudini, tanto che non vi verrà esteso il diritto consuetudinario More Veneto applicato in città, ma resterà il diritto romano. Non solo per le città che si sono inserite nello Stato da Tera per Dedizione, ma anche per quelle conquistate (Padova, Bergamo ecc.) si limitò la repressione ai soli irriducibili. Nello stesso tempo alla feudalità di origine imperiale fu garantita la continuità del titolo in cambio della prestazione degli obblighi feudali in favore della Repubblica. Nelle città dell’entroterra l'importo generale della tassa da versare era stimato a partire da un calcolo approssimativo della produzione di reddito annuo e poi ripartito in carati (quote) tra città, campagna e clero, per la città di Padova era ripartito in questo modo: 10% clero 30% città 60% contado, le cifre di pertinenza erano poi suddivise tra i residenti. Il sistema in una situazione statica era in equilibrio, il problema sorse con l'acquisto da parte del Patriziato urbano delle città soggette e di quello della Capitale di fondi agricoli a partire dal ‘400 e soprattutto tra ‘500 e ‘700 in questo caso alla campagna veniva tolto imponibile senza che la tassa fosse adeguatamente decurtata perché i nobili non essendo residenti non versavano in campagna e dall’altro lato il sistema rigido non consentiva adeguamenti del carato dovuto dal contado. Progressivamente la tassa prese ad aumentare per i residenti diventando sempre più insostenibile creando un circolo vizioso in cui la rovina degli allodieri (coltivatori diretti di un fondo in piena proprietà) la spina dorsale della ricchezza rurale dello stato Veneto si traduceva in ulteriori vendite di fondi provocando la sparizione dell'intero gruppo sociale, in favore di grandi tenute dedite alla cerealicoltura commerciale approfittando anche degli alti corsi del grano raggiunti nel XVI Sec. Malgrado la magnificenza raggiunta dalle grandi ville di campagna, con il calo del valore dei cereali nel secolo successivo si assisterà ad una riduzione progressiva della redditività dell’investimento, compensata comunque dalla forte concentrazione della ricchezza e dal valore ludico attribuito alla villeggiatura. Nel complesso se nel bilancio dei singoli Patrizi la situazione era sotto controllo, sin da allora agronomi e amministratori pubblici denunciano che il sistema stava impoverendo lo Stato e sterilizzando la crescita del capitale privato, che se rivolto ad attività più rischiose come il commercio e la protoindustria avrebbe prodotto più reddito e soprattutto offerto lavoro migliore a fronte del misero bracciantaggio stagionale richiesto dalle grandi aziende cerealicole. La classe politica Veneta anche davanti alla constatazione dell'incipiente disastro non fu in grado di contenere la sua ingordigia ed imporsi una riforma fiscale che salvasse l'allodio ed indirettamente evitasse di fissare il capitale in attività con prospettive decrescenti.
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Anche quando si riuscì ad introdurre produzioni collaterali come la sericoltura, questa ben lungi dal creare un sistema produttivo simile a quello di Lione, si limitò a produrre materie prime e semilavorati ad unico favore dei grandi proprietari che si prodigarono in spese folli e voluttuarie tanto che si può ben dire: “Vicensa la pare de pria bianca, ma la xe fata co la bava dełi anghi”[Vicenza pare fatta di pietra bianca, ma è fatta con la seta dei bachi. Ango=bruco]. Quando nella prima metà del ‘600 vi fu la reggenza dei Zovani in MC, il Partito dei Giovani raccoglieva un gruppo di famiglie patrizie di tendenza riformista e antispagnolo, con simpatie filofrancesi, comunque la Repubblica non accettò mai l'influenza di entità esterne come dimostrato dalla Guerra dell’Interdetto, anche se il nuovo gruppo di Governo portò avanti un'offensiva contro le élite delle città suddite ed un tentativo di ricomposizione e riforma dello stato [Rimando agli studi di Claudio Povolo sulle istituzioni politiche della Repubblica e l'applicazione del diritto nel corso del ‘600 con i casi del Conte Orgiano o i problemi di altri nobili di campagna dalle condotte un po' scandalose che andavano dall'importunare tutte le promesse spose del contado al dormire col figliolo del fattore, che lo Repubblica impiegò a fini politici per tagliare le unghie alla feudalità e tentare una ricomposizione dello Stato] non si riuscì mai a porre in essere una riforma fiscale per l'opposizione dell’intero corpo politico, anche della maggioranza stessa dei Giovani, per non perdere una fiscalità di assoluto favore che finiva per essere un’esenzione informale, mentre a vuoto cadevano le denunce contro i vizi e le pompe inutili che si consumavano in quel fastoso disastro economico che furono le ville di campagna che tolsero all'economia dinamicità e alla Repubblica la capacità di spesa che gli avrebbe consentito un riarmo e la successiva sopravvivenza, condannandola invece ad una consunzione lenta.
✍🏻Andrea
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Le lucciole lo fanno, le meduse lo fanno, persino certi funghi lo fanno: brillano al buio.
E allora perché noi esseri umani, con tutta la nostra tecnologia, non abbiamo ancora inventato una lampadina a bioluminescenza? Una lampadina che funzioni con luciferina e luciferasi, senza consumare elettricità?
In questo video ti spiego in modo semplice (e un po’ scemo) perché la natura riesce a fare cose che noi, nonostante miliardi in ricerca, non riusciamo ancora a replicare davvero.
👉 Spoiler: c’entrano efficienza, ricariche chimiche e… yogurt scaduti.
Goditi il viaggio nel mondo delle lampadine a lucciola!
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Perché non esistono le LAMPADINE a LUCCIOLA? – BIOLUMINESCENZA SPIEGATA MALE (ma bene)
Le lucciole lo fanno, le meduse lo fanno, persino certi funghi lo fanno: brillano al buio.
E allora perché noi esseri umani, con tutta la nostra tecnologia, non abbiamo ancora inventato una lampadina a bioluminescenza? Una lampadina che funzioni con luciferina…
E allora perché noi esseri umani, con tutta la nostra tecnologia, non abbiamo ancora inventato una lampadina a bioluminescenza? Una lampadina che funzioni con luciferina…
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🔴Novità dal mondo🔴
Parte 1
▪️Italia 🇮🇹
La città di Bari si conferma in prima linea in quanto a solidarietà verso la Palestina 🇵🇸
Dopo che il sindaco, Vito Leccese, ha consegnato giorni fa le chiavi della città a Francesca Albanese, la famosa giurista e rappresentante ONU per i territori palestinesi, ora la giunta comunale barese ha deciso di escludere Israele 🇮🇱 alla famosa "Fiera del Levante", in virtù del genocidio in corso nella striscia di Gaza.
Una decisione ben accolta dalla popolazione ma contestata da Tel Aviv e politici italiani come Maurizio Gasparri.
(Fonte: Corriere del Mezzogiorno)
▪️Madagascar 🇲🇬
Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha inaugurato di recente il tratto autostradale Ambodifasina-Ambohimanga, lungo 8 km. Questo piccolo tratto è parte della più lunga autostrada di 260 km che collegherà la capitale Antananarivo fino a Toamasina, il porto principale del paese.
Tale autostrada servirà a velocizzare il commercio interno e con la speranza, come detto dal presidente Rajoelina, di attirare più investimenti stranieri. All'inaugurazione erano presenti molti capi di stato africani.
(Fonti: Agende de Presse Africaine, L'Express de Madagascar)
▪️Myanmar/Birmania 🇲🇲
Dopo il terribile terremoto di marzo 2025 che ha devastato il paese asiatico, con la guerra civile tra ribelli e governativi in corso nella regione di Rakhine, le proteste della popolazione e ONG per delle nuove elezioni trasparenti, infine la giunta militare ha preso una decisione.
Ci saranno il 28 dicembre le nuove elezioni generali, alla quale si sono registrati oltre 50 partiti politici, con la speranza che si svolgano effettivamente tali elezioni.
(Fonte: Asia News)
✍️ Vincenzo Tartaglia
Continua 👇
Parte 1
▪️Italia 🇮🇹
La città di Bari si conferma in prima linea in quanto a solidarietà verso la Palestina 🇵🇸
Dopo che il sindaco, Vito Leccese, ha consegnato giorni fa le chiavi della città a Francesca Albanese, la famosa giurista e rappresentante ONU per i territori palestinesi, ora la giunta comunale barese ha deciso di escludere Israele 🇮🇱 alla famosa "Fiera del Levante", in virtù del genocidio in corso nella striscia di Gaza.
Una decisione ben accolta dalla popolazione ma contestata da Tel Aviv e politici italiani come Maurizio Gasparri.
(Fonte: Corriere del Mezzogiorno)
▪️Madagascar 🇲🇬
Il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha inaugurato di recente il tratto autostradale Ambodifasina-Ambohimanga, lungo 8 km. Questo piccolo tratto è parte della più lunga autostrada di 260 km che collegherà la capitale Antananarivo fino a Toamasina, il porto principale del paese.
Tale autostrada servirà a velocizzare il commercio interno e con la speranza, come detto dal presidente Rajoelina, di attirare più investimenti stranieri. All'inaugurazione erano presenti molti capi di stato africani.
(Fonti: Agende de Presse Africaine, L'Express de Madagascar)
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Dopo il terribile terremoto di marzo 2025 che ha devastato il paese asiatico, con la guerra civile tra ribelli e governativi in corso nella regione di Rakhine, le proteste della popolazione e ONG per delle nuove elezioni trasparenti, infine la giunta militare ha preso una decisione.
Ci saranno il 28 dicembre le nuove elezioni generali, alla quale si sono registrati oltre 50 partiti politici, con la speranza che si svolgano effettivamente tali elezioni.
(Fonte: Asia News)
✍️ Vincenzo Tartaglia
Continua 👇
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L'immagine sopra è la mappa geografica della Birmania/Myanmar 🇲🇲
L'immagine sotto è la mappa geografica del Madagascar 🇲🇬
✍️ Vincenzo Tartaglia
L'immagine sotto è la mappa geografica del Madagascar 🇲🇬
✍️ Vincenzo Tartaglia
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