🎥 NUOVO VIDEO
Nella nuova intervista alla VGTRK, Sergej Lavrov accusa l’Unione Europea di «pirateria», paragona il suo comportamento a quello di un “Quarto Reich” e annuncia una risposta russa contro le navi dei Paesi coinvolti. Affronta inoltre il ruolo degli Stati Uniti negli attacchi contro il territorio russo e le prospettive dei negoziati.
Nella parte finale, il ministro risponde a domande più personali sulla propria infanzia, sui nonni, sugli anni della scuola e sulle qualità che hanno segnato la sua carriera diplomatica.
▶️ https://youtu.be/cHDiv-EfrVA
Nella nuova intervista alla VGTRK, Sergej Lavrov accusa l’Unione Europea di «pirateria», paragona il suo comportamento a quello di un “Quarto Reich” e annuncia una risposta russa contro le navi dei Paesi coinvolti. Affronta inoltre il ruolo degli Stati Uniti negli attacchi contro il territorio russo e le prospettive dei negoziati.
Nella parte finale, il ministro risponde a domande più personali sulla propria infanzia, sui nonni, sugli anni della scuola e sulle qualità che hanno segnato la sua carriera diplomatica.
▶️ https://youtu.be/cHDiv-EfrVA
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Perché Putin continua a evitare una risposta diretta contro la NATO, nonostante gli attacchi condotti in profondità sul territorio russo?
Ray McGovern interpreta la prudenza del presidente russo non come debolezza, ma come una precisa scelta strategica: Mosca starebbe già prevalendo in Ucraina e non avrebbe interesse a rischiare un’escalation incontrollabile con un Trump sempre più imprevedibile.
Dalla visita alle isole Curili alle pressioni dei falchi russi, fino al possibile impiego dell’Oreshnik, McGovern ricostruisce i calcoli che stanno guidando il Cremlino. Nel finale arriva ad augurarsi che nessuno attenti alla vita di Putin, proprio perché lo considera una figura estremamente cauta in una fase ad altissimo rischio.
🎥 https://youtu.be/5PMba4ilpUg
Ray McGovern interpreta la prudenza del presidente russo non come debolezza, ma come una precisa scelta strategica: Mosca starebbe già prevalendo in Ucraina e non avrebbe interesse a rischiare un’escalation incontrollabile con un Trump sempre più imprevedibile.
Dalla visita alle isole Curili alle pressioni dei falchi russi, fino al possibile impiego dell’Oreshnik, McGovern ricostruisce i calcoli che stanno guidando il Cremlino. Nel finale arriva ad augurarsi che nessuno attenti alla vita di Putin, proprio perché lo considera una figura estremamente cauta in una fase ad altissimo rischio.
🎥 https://youtu.be/5PMba4ilpUg
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🇷🇺 Mosca, 17 agosto 2026. Durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri del Ghana, Sergej Lavrov risponde alle domande dei giornalisti sui principali dossier internazionali.
Il passaggio centrale riguarda la protesta di Tokyo per la visita di Vladimir Putin sull’isola di Iturup. Lavrov accusa il governo giapponese di aver «oltrepassato i limiti della decenza», richiama l’articolo 107 della Carta delle Nazioni Unite e collega la disputa territoriale al riarmo del Giappone e alla sua crescente proiezione militare.
Un intervento nel quale l’esperienza diplomatica di Lavrov emerge attraverso il costante intreccio tra storia, diritto internazionale e rapporti di forza contemporanei.
Nella prima parte si parla anche del Sahel, dell’Africa Corps e delle accuse rivolte da Mosca a Francia e Ucraina.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/2tW-R0k_zFo
Il passaggio centrale riguarda la protesta di Tokyo per la visita di Vladimir Putin sull’isola di Iturup. Lavrov accusa il governo giapponese di aver «oltrepassato i limiti della decenza», richiama l’articolo 107 della Carta delle Nazioni Unite e collega la disputa territoriale al riarmo del Giappone e alla sua crescente proiezione militare.
Un intervento nel quale l’esperienza diplomatica di Lavrov emerge attraverso il costante intreccio tra storia, diritto internazionale e rapporti di forza contemporanei.
Nella prima parte si parla anche del Sahel, dell’Africa Corps e delle accuse rivolte da Mosca a Francia e Ucraina.
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https://youtu.be/2tW-R0k_zFo
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🔴 NUOVO VIDEO
In giorni segnati da nuovi, pesanti bombardamenti su Russia e Ucraina, dal crescente allarme per la tenuta delle difese di Kiev e da una situazione ancora estremamente tesa nel Golfo Persico, torniamo a ospitare su Frontezero un personaggio che mancava da diverso tempo: Douglas Macgregor.
Colonnello in congedo dell’Esercito statunitense, veterano della Guerra del Golfo ed ex consigliere del Pentagono, Macgregor è oggi uno degli analisti militari americani più critici verso la politica estera di Washington.
In questa intervista rilasciata al canale di Glenn Diesen, offre una lettura ad ampio raggio dei principali fronti di crisi: la possibile evoluzione della guerra in Ucraina, il confronto con la Russia, le tensioni con l’Iran e le difficoltà di un Occidente impegnato contemporaneamente su troppi scenari.
Secondo il Colonnello Macgregor, il mese di settembre potrebbe segnare un passaggio decisivo.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/GwByJQRZ8Es
In giorni segnati da nuovi, pesanti bombardamenti su Russia e Ucraina, dal crescente allarme per la tenuta delle difese di Kiev e da una situazione ancora estremamente tesa nel Golfo Persico, torniamo a ospitare su Frontezero un personaggio che mancava da diverso tempo: Douglas Macgregor.
Colonnello in congedo dell’Esercito statunitense, veterano della Guerra del Golfo ed ex consigliere del Pentagono, Macgregor è oggi uno degli analisti militari americani più critici verso la politica estera di Washington.
In questa intervista rilasciata al canale di Glenn Diesen, offre una lettura ad ampio raggio dei principali fronti di crisi: la possibile evoluzione della guerra in Ucraina, il confronto con la Russia, le tensioni con l’Iran e le difficoltà di un Occidente impegnato contemporaneamente su troppi scenari.
Secondo il Colonnello Macgregor, il mese di settembre potrebbe segnare un passaggio decisivo.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/GwByJQRZ8Es
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Il debito non è soltanto una questione economica.
È uno degli strumenti attraverso cui il potere ha plasmato la storia.
Dalle cancellazioni dei debiti nell’antica Mesopotamia alle Crociate, dalla nascita delle banche internazionali al finanziamento delle guerre moderne: per millenni, il rapporto tra sovrani, creditori e popolazioni ha determinato l’ascesa e il declino di intere civiltà.
Nel nuovo video, l’economista Michael Hudson ricostruisce questa lunga traiettoria e mostra come il debito pubblico sia cresciuto insieme agli Stati impegnati a finanziare guerre sempre più costose. Un meccanismo che ha progressivamente trasferito potere ai creditori, trasformando la politica, la democrazia e l’economia dell’Occidente.
Dalla Chiesa romana a Wall Street, fino alla finanziarizzazione contemporanea, Hudson individua una continuità storica sorprendente: quando il debito diventa permanente, anche il potere dei creditori tende a diventarlo.
Un’intervista densa e affascinante, che attraversa migliaia di anni di storia per comprendere le radici profonde della crisi occidentale.
🎥 Guarda il nuovo video di Frontezero:
https://youtu.be/aM3NBHEVgsM
È uno degli strumenti attraverso cui il potere ha plasmato la storia.
Dalle cancellazioni dei debiti nell’antica Mesopotamia alle Crociate, dalla nascita delle banche internazionali al finanziamento delle guerre moderne: per millenni, il rapporto tra sovrani, creditori e popolazioni ha determinato l’ascesa e il declino di intere civiltà.
Nel nuovo video, l’economista Michael Hudson ricostruisce questa lunga traiettoria e mostra come il debito pubblico sia cresciuto insieme agli Stati impegnati a finanziare guerre sempre più costose. Un meccanismo che ha progressivamente trasferito potere ai creditori, trasformando la politica, la democrazia e l’economia dell’Occidente.
Dalla Chiesa romana a Wall Street, fino alla finanziarizzazione contemporanea, Hudson individua una continuità storica sorprendente: quando il debito diventa permanente, anche il potere dei creditori tende a diventarlo.
Un’intervista densa e affascinante, che attraversa migliaia di anni di storia per comprendere le radici profonde della crisi occidentale.
🎥 Guarda il nuovo video di Frontezero:
https://youtu.be/aM3NBHEVgsM
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🇷🇺 PUTIN: «KIEV HA APERTO IL VASO DI PANDORA»
Il 22 agosto, al Cremlino, Vladimir Putin ha risposto alle domande del giornalista Pavel Zarubin in un passaggio particolarmente delicato della guerra.
Gli attacchi contro Kiev e i porti ucraini, la risposta di Mosca, l’andamento del fronte e i contatti diplomatici che continuano lontano dalle dichiarazioni pubbliche: Putin ricostruisce la nuova fase dello scontro e chiarisce quali condizioni potrebbero ancora aprire uno spazio per i negoziati.
L’intervista integrale è ora disponibile con la nostra traduzione in italiano.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/hVUV_OViwxw
Il 22 agosto, al Cremlino, Vladimir Putin ha risposto alle domande del giornalista Pavel Zarubin in un passaggio particolarmente delicato della guerra.
Gli attacchi contro Kiev e i porti ucraini, la risposta di Mosca, l’andamento del fronte e i contatti diplomatici che continuano lontano dalle dichiarazioni pubbliche: Putin ricostruisce la nuova fase dello scontro e chiarisce quali condizioni potrebbero ancora aprire uno spazio per i negoziati.
L’intervista integrale è ora disponibile con la nostra traduzione in italiano.
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https://youtu.be/hVUV_OViwxw
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🔴 Mearsheimer: «Se l’Iran affonda, trascina tutti con sé»
Washington prepara una nuova offensiva economica per isolare Teheran e costringerla alla resa. Ma la strategia della “massima pressione” potrebbe scontrarsi con la resistenza di Cina, Russia e Turchia — e provocare una rappresaglia capace di travolgere l’intero Golfo.
John Mearsheimer analizza la morsa costruita dagli Stati Uniti, i limiti del potere americano e il pericolo di spingere una potenza avversaria sull’orlo del precipizio.
La pressione è massima. E con essa cresce il rischio di perdere il controllo.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/Q_rlkwAemoY
Washington prepara una nuova offensiva economica per isolare Teheran e costringerla alla resa. Ma la strategia della “massima pressione” potrebbe scontrarsi con la resistenza di Cina, Russia e Turchia — e provocare una rappresaglia capace di travolgere l’intero Golfo.
John Mearsheimer analizza la morsa costruita dagli Stati Uniti, i limiti del potere americano e il pericolo di spingere una potenza avversaria sull’orlo del precipizio.
La pressione è massima. E con essa cresce il rischio di perdere il controllo.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/Q_rlkwAemoY
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🇺🇦 Ucraina: armi insufficienti, carenza di uomini e un fronte sempre più sotto pressione
Nel suo nuovo aggiornamento, Alexander Mercouris analizza una fase particolarmente delicata del conflitto: Kiev continua a chiedere finanziamenti e sistemi Patriot, mentre le scorte occidentali si assottigliano e la Russia mantiene l’iniziativa in diversi settori del fronte, da Dobropillia a Orikhiv.
A questo quadro si aggiunge la crescente difficoltà dell’esercito ucraino nel reperire nuovi uomini. Il generale Keith Kellogg, già inviato speciale statunitense per l’Ucraina, si è detto favorevole alla mobilitazione femminile, sostenendo che le donne «combattono non peggio degli uomini». La Verkhovna Rada ha però precisato che non esistono progetti o discussioni ufficiali sulla coscrizione obbligatoria delle donne, il cui servizio resta volontario.
Mercouris mette così a confronto le dichiarazioni occidentali su un’Ucraina ancora in grado di vincere con le richieste di nuove armi, nuovi fondi e nuove reclute che arrivano da Kiev.
🎥 «Kiev sta vincendo? Allora perché arruolare le donne?»
https://youtu.be/CVhXcWHtjXc
Nel suo nuovo aggiornamento, Alexander Mercouris analizza una fase particolarmente delicata del conflitto: Kiev continua a chiedere finanziamenti e sistemi Patriot, mentre le scorte occidentali si assottigliano e la Russia mantiene l’iniziativa in diversi settori del fronte, da Dobropillia a Orikhiv.
A questo quadro si aggiunge la crescente difficoltà dell’esercito ucraino nel reperire nuovi uomini. Il generale Keith Kellogg, già inviato speciale statunitense per l’Ucraina, si è detto favorevole alla mobilitazione femminile, sostenendo che le donne «combattono non peggio degli uomini». La Verkhovna Rada ha però precisato che non esistono progetti o discussioni ufficiali sulla coscrizione obbligatoria delle donne, il cui servizio resta volontario.
Mercouris mette così a confronto le dichiarazioni occidentali su un’Ucraina ancora in grado di vincere con le richieste di nuove armi, nuovi fondi e nuove reclute che arrivano da Kiev.
🎥 «Kiev sta vincendo? Allora perché arruolare le donne?»
https://youtu.be/CVhXcWHtjXc
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«Se c’è mai stato un momento in cui la Russia avrebbe potuto abbandonare l’Iran, quel momento è passato da molto tempo.»
— Laith Marouf
Il 25 agosto il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a Mosca per una rara missione riservata. Il contenuto dei colloqui rimane in gran parte segreto, ma secondo diverse ricostruzioni tra i dossier affrontati figuravano l’Iran, le nuove sanzioni statunitensi e le tensioni con la NATO.
Laith Marouf analizza il tentativo di Washington di esercitare pressione sulla Russia, la guerra economica contro Teheran e la possibile risposta dell’Iran e dell’Asse della Resistenza.
▶️ CIA a Mosca, Marouf: «La Russia non abbandonerà l’Iran»
📽 Guarda il video: https://youtu.be/eA8Pr3hLKbo
— Laith Marouf
Il 25 agosto il direttore della CIA John Ratcliffe è arrivato a Mosca per una rara missione riservata. Il contenuto dei colloqui rimane in gran parte segreto, ma secondo diverse ricostruzioni tra i dossier affrontati figuravano l’Iran, le nuove sanzioni statunitensi e le tensioni con la NATO.
Laith Marouf analizza il tentativo di Washington di esercitare pressione sulla Russia, la guerra economica contro Teheran e la possibile risposta dell’Iran e dell’Asse della Resistenza.
▶️ CIA a Mosca, Marouf: «La Russia non abbandonerà l’Iran»
📽 Guarda il video: https://youtu.be/eA8Pr3hLKbo
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«Mi ascoltate quando parlo?»
Mosca, 27 agosto 2026
Durante il consueto briefing ufficiale del Ministero degli Esteri russo, un giornalista di ITV News interviene sulle dichiarazioni di Maria Zakharova seguite alla visita a Kiev del primo ministro britannico Andy Burnham.
La domanda è diretta: Mosca è pronta a colpire il territorio del Regno Unito? Esiste già un elenco di obiettivi?
Zakharova contesta duramente la premessa, accusando i media britannici di trasformare le sue parole sugli Storm Shadow, sugli stabilimenti produttivi e sugli obiettivi militari in una minaccia indiscriminata contro i cittadini britannici.
Il confronto si allarga così al sostegno di Londra a Kiev e al crescente coinvolgimento britannico nella guerra in Ucraina.
🎥 Ecco il video per voi:
https://youtu.be/2IXAV8JAyAI
Mosca, 27 agosto 2026
Durante il consueto briefing ufficiale del Ministero degli Esteri russo, un giornalista di ITV News interviene sulle dichiarazioni di Maria Zakharova seguite alla visita a Kiev del primo ministro britannico Andy Burnham.
La domanda è diretta: Mosca è pronta a colpire il territorio del Regno Unito? Esiste già un elenco di obiettivi?
Zakharova contesta duramente la premessa, accusando i media britannici di trasformare le sue parole sugli Storm Shadow, sugli stabilimenti produttivi e sugli obiettivi militari in una minaccia indiscriminata contro i cittadini britannici.
Il confronto si allarga così al sostegno di Londra a Kiev e al crescente coinvolgimento britannico nella guerra in Ucraina.
🎥 Ecco il video per voi:
https://youtu.be/2IXAV8JAyAI
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«Israele ha ottenuto ciò che voleva»
In questa analisi del 26 agosto 2026, Patrick Henningsen esamina la trasformazione della Siria dopo la caduta di Assad e l’ascesa al potere di Ahmed al‑Sharaa.
Dal ruolo della Turchia all’espansione israeliana nel Golan e nel Libano meridionale, Henningsen ricostruisce una strategia che non riguarderebbe soltanto il controllo di nuovi territori, ma anche la neutralizzazione politica e militare dei Paesi vicini.
Henningsen affronta anche la visita riservata del direttore della CIA a Mosca e le sue possibili implicazioni per i rapporti tra Stati Uniti e Russia.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/1hqZmdY86h4
In questa analisi del 26 agosto 2026, Patrick Henningsen esamina la trasformazione della Siria dopo la caduta di Assad e l’ascesa al potere di Ahmed al‑Sharaa.
Dal ruolo della Turchia all’espansione israeliana nel Golan e nel Libano meridionale, Henningsen ricostruisce una strategia che non riguarderebbe soltanto il controllo di nuovi territori, ma anche la neutralizzazione politica e militare dei Paesi vicini.
Henningsen affronta anche la visita riservata del direttore della CIA a Mosca e le sue possibili implicazioni per i rapporti tra Stati Uniti e Russia.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/1hqZmdY86h4
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Grande Israele, Turchia e Siria: che cosa sta accadendo davvero | Patrick Henningsen
Nel confronto del 26 agosto 2026 con Kevork Almassian, Patrick Henningsen analizza la caduta della Siria di Assad e il nuovo equilibrio tra Israele, Turchia e governo di Ahmed al‑Sharaa.
Al centro, il progetto della Grande Israele, l’espansione israeliana…
Al centro, il progetto della Grande Israele, l’espansione israeliana…
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🌍 «La SCO si è trasformata in uno dei centri autonomi e influenti del mondo multipolare in formazione.»
Oggi, durante il vertice della SCO a Biškek, Vladimir Putin ha delineato il ruolo crescente dell’Organizzazione negli equilibri internazionali.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/ZkTHfDXLXEo
Oggi, durante il vertice della SCO a Biškek, Vladimir Putin ha delineato il ruolo crescente dell’Organizzazione negli equilibri internazionali.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/ZkTHfDXLXEo
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Putin alla SCO: «Il mondo multipolare è ormai realtà»
Il 1º settembre 2026, Vladimir Putin è intervenuto alla riunione del Consiglio dei capi di Stato della SCO, tenutasi presso il centro congressi Yrys Ordo di Biškek, capitale del Kirghizistan.
L’intervento integrale di Vladimir Putin, tradotto in italiano…
L’intervento integrale di Vladimir Putin, tradotto in italiano…
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🔴 PUTIN SUL DRONE DI LIPSIA: «DOVE SONO LE PROVE?»
Al termine del vertice SCO di Biškek, Vladimir Putin respinge le accuse tedesche sul presunto drone russo con esplosivo a Lipsia e collega la posizione di Berlino alle difficoltà politiche ed economiche interne della Germania.
Nella conferenza affronta anche l’andamento delle operazioni in Ucraina, l’accerchiamento annunciato di reparti ucraini, i rapporti con gli Stati Uniti e i contatti tra i servizi di intelligence, le minacce di Zelensky all’aviazione civile russa, l’accordo sul grano, i rapporti con Armenia e CSTO, la base di Gyumri e le tensioni con Gran Bretagna e Giappone.
🎥 Il video con traduzione integrale in italiano:
https://youtu.be/cXdA2LNLZmI
Al termine del vertice SCO di Biškek, Vladimir Putin respinge le accuse tedesche sul presunto drone russo con esplosivo a Lipsia e collega la posizione di Berlino alle difficoltà politiche ed economiche interne della Germania.
Nella conferenza affronta anche l’andamento delle operazioni in Ucraina, l’accerchiamento annunciato di reparti ucraini, i rapporti con gli Stati Uniti e i contatti tra i servizi di intelligence, le minacce di Zelensky all’aviazione civile russa, l’accordo sul grano, i rapporti con Armenia e CSTO, la base di Gyumri e le tensioni con Gran Bretagna e Giappone.
🎥 Il video con traduzione integrale in italiano:
https://youtu.be/cXdA2LNLZmI
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Putin sfida l’Occidente: “Se provate a divorarci, vi colpiremo sui denti”
Al termine del vertice SCO di Biškek, il 1º settembre 2026, Vladimir Putin risponde alle domande dei media russi sul conflitto in Ucraina e sul confronto con l’Occidente.
Il presidente russo commenta l’avanzata sul fronte, le minacce contro Mosca e le prospettive…
Il presidente russo commenta l’avanzata sul fronte, le minacce contro Mosca e le prospettive…
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🟡 Che cosa resterà dell’Ucraina dopo la guerra, e chi potrà guidarla dopo Zelensky?
In questa intervista Nicolai Petro interpreta il conflitto anche come uno scontro tra due progetti di costruzione nazionale: quello sostenuto dall’Occidente e quello promosso dalla Russia. Al centro della sua analisi ci sono le divisioni linguistiche, religiose e culturali del Paese, le promesse occidentali, l’assenza di un successore credibile a Zelensky e la possibile resa dei conti politica al termine dei combattimenti.
Petro affronta inoltre la nascita dell’ordine multipolare, il ruolo dei BRICS e la competizione tra differenti modelli di civiltà, sostenendo che una vittoria sul campo non sia sufficiente a produrre una pace duratura.
Nicolai N. Petro è professore di Scienze politiche all’Università del Rhode Island. Tra il 1989 e il 1990 fu assistente speciale per la politica relativa all’Unione Sovietica presso il Dipartimento di Stato americano. Studioso della politica russa e ucraina, è autore del volume The Tragedy of Ukraine.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/6QSFnfsRDfs
In questa intervista Nicolai Petro interpreta il conflitto anche come uno scontro tra due progetti di costruzione nazionale: quello sostenuto dall’Occidente e quello promosso dalla Russia. Al centro della sua analisi ci sono le divisioni linguistiche, religiose e culturali del Paese, le promesse occidentali, l’assenza di un successore credibile a Zelensky e la possibile resa dei conti politica al termine dei combattimenti.
Petro affronta inoltre la nascita dell’ordine multipolare, il ruolo dei BRICS e la competizione tra differenti modelli di civiltà, sostenendo che una vittoria sul campo non sia sufficiente a produrre una pace duratura.
Nicolai N. Petro è professore di Scienze politiche all’Università del Rhode Island. Tra il 1989 e il 1990 fu assistente speciale per la politica relativa all’Unione Sovietica presso il Dipartimento di Stato americano. Studioso della politica russa e ucraina, è autore del volume The Tragedy of Ukraine.
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https://youtu.be/6QSFnfsRDfs
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Ucraina, il futuro si decide oltre il campo di battaglia | Nicolai Petro
Nell’intervista del 3 settembre 2026, il politologo Nicolai Petro analizza il futuro dell’Ucraina e la competizione tra Russia e Occidente.
Dalla multipolarità alla crisi dell’identità nazionale, Petro ricostruisce le radici politiche e culturali di un conflitto…
Dalla multipolarità alla crisi dell’identità nazionale, Petro ricostruisce le radici politiche e culturali di un conflitto…
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🟡 IL GIALLO DI LIPSIA
Un drone carico di esplosivo viene trovato accanto a un aereo cargo ucraino nell’aeroporto di Lipsia/Halle.
Berlino accusa Mosca, la Russia respinge ogni responsabilità.
Intanto Zelensky avverte le compagnie aeree: «I cieli sopra la Russia sono per i droni, non per l’aviazione civile».
Intervenendo al MOAT di George Galloway, il giornalista irlandese Chay Bowes analizza le contraddizioni del caso, le minacce ai voli civili e il rischio che l’Europa trascini la Russia verso uno scontro diretto.
🎥 Video doppiato in italiano:
https://youtu.be/tERzIGbq6M8
Un drone carico di esplosivo viene trovato accanto a un aereo cargo ucraino nell’aeroporto di Lipsia/Halle.
Berlino accusa Mosca, la Russia respinge ogni responsabilità.
Intanto Zelensky avverte le compagnie aeree: «I cieli sopra la Russia sono per i droni, non per l’aviazione civile».
Intervenendo al MOAT di George Galloway, il giornalista irlandese Chay Bowes analizza le contraddizioni del caso, le minacce ai voli civili e il rischio che l’Europa trascini la Russia verso uno scontro diretto.
🎥 Video doppiato in italiano:
https://youtu.be/tERzIGbq6M8
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🇩🇪 GERMANIA, IL DOPO-TERREMOTO AFD
L’analisi di Max Otte, rilasciata ieri sul canale di Glenn Diesen mentre arrivavano le prime proiezioni, acquista ancora più peso alla luce dei risultati definitivi: l’AfD ha conquistato il 43,8% e 39 seggi su 83, mentre la CDU del cancelliere Friedrich Merz è crollata al 17,2%.
Oggi Merz ha ammesso che il voto ha cambiato non soltanto la Sassonia-Anhalt, ma l’intera Germania. Ora la battaglia si sposta sulla formazione del governo: il BSW di Sahra Wagenknecht, entrato con il 5,3%, rifiuta il cordone sanitario contro l’AfD e potrebbe risultare decisivo, anche se la soluzione politica resta ancora aperta.
In questo scenario, Otte analizza le ragioni dell’avanzata dell’AfD, il peso dell’economia e della pace sul voto, la repressione politica, i rapporti con la Russia e il futuro di una Germania sempre più divisa.
▶️ Guarda il video:
https://youtu.be/4LPE9Mqruj0
L’analisi di Max Otte, rilasciata ieri sul canale di Glenn Diesen mentre arrivavano le prime proiezioni, acquista ancora più peso alla luce dei risultati definitivi: l’AfD ha conquistato il 43,8% e 39 seggi su 83, mentre la CDU del cancelliere Friedrich Merz è crollata al 17,2%.
Oggi Merz ha ammesso che il voto ha cambiato non soltanto la Sassonia-Anhalt, ma l’intera Germania. Ora la battaglia si sposta sulla formazione del governo: il BSW di Sahra Wagenknecht, entrato con il 5,3%, rifiuta il cordone sanitario contro l’AfD e potrebbe risultare decisivo, anche se la soluzione politica resta ancora aperta.
In questo scenario, Otte analizza le ragioni dell’avanzata dell’AfD, il peso dell’economia e della pace sul voto, la repressione politica, i rapporti con la Russia e il futuro di una Germania sempre più divisa.
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https://youtu.be/4LPE9Mqruj0
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L’AfD vince, ma la faranno governare? L’analisi di Max Otte
Il 6 settembre 2026 l’AfD ha ottenuto il 43,8% in Sassonia-Anhalt, infliggendo una sconfitta storica alla CDU del cancelliere Friedrich Merz. Glenn Diesen ne discute con Max Otte: dal futuro governo regionale al cordone sanitario, fino alla crisi economica…
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GLI STATI UNITI NON CROLLERANNO DOMANI.
E LA CINA NON VERRÀ A SALVARCI.
Brian Berletic mette in guardia da due illusioni diffuse anche tra chi segue da tempo la transizione multipolare: credere che il declino americano porterà rapidamente al collasso dell’impero e aspettarsi una Cina sempre più interventista, pronta a fermare Washington in ogni teatro di crisi.
Gli Stati Uniti conservano ancora enormi strumenti militari, politici e mediatici e, proprio perché la loro finestra si sta chiudendo, possono diventare ancora più pericolosi. La prudenza di Cina, Russia e Iran non sarebbe invece debolezza o passività, ma il tentativo di proteggere ciò che stanno costruendo, guadagnare tempo ed evitare uno scontro diretto potenzialmente nucleare.
Un’analisi lucida, lontana sia dal catastrofismo sia dal facile trionfalismo.
🎥 https://youtu.be/981AiXyB6tY
E LA CINA NON VERRÀ A SALVARCI.
Brian Berletic mette in guardia da due illusioni diffuse anche tra chi segue da tempo la transizione multipolare: credere che il declino americano porterà rapidamente al collasso dell’impero e aspettarsi una Cina sempre più interventista, pronta a fermare Washington in ogni teatro di crisi.
Gli Stati Uniti conservano ancora enormi strumenti militari, politici e mediatici e, proprio perché la loro finestra si sta chiudendo, possono diventare ancora più pericolosi. La prudenza di Cina, Russia e Iran non sarebbe invece debolezza o passività, ma il tentativo di proteggere ciò che stanno costruendo, guadagnare tempo ed evitare uno scontro diretto potenzialmente nucleare.
Un’analisi lucida, lontana sia dal catastrofismo sia dal facile trionfalismo.
🎥 https://youtu.be/981AiXyB6tY
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Brian Berletic: “Gli USA non possono più competere. Ora puntano al caos”
Mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran torna a intensificarsi e lo Stretto di Hormuz resta al centro della crisi energetica globale, Brian Berletic analizza il disegno strategico che collega Iran, Ucraina e contenimento della Cina.
Nell’intervista del 6…
Nell’intervista del 6…
👍13👏3
🌫 NEBBIA DI GUERRA
Che cosa sta accadendo realmente sul fronte ucraino, al di là della propaganda e delle ricostruzioni ufficiali?
Intervistato da Glenn Diesen, l’ex ufficiale dell’Esercito statunitense Stanislav Krapivnik analizza la guerra d’attrito, la pressione sulla logistica ucraina, il ruolo dei droni e le ragioni per cui Mosca non intende accettare un semplice cessate il fuoco.
Nella conversazione si affrontano anche la missione di Witkoff e Kushner, la visita del direttore della CIA Ratcliffe e la bolla informativa che, secondo Krapivnik, condiziona le decisioni politiche occidentali.
Un’analisi cruda, che dimostra ancora una volta la distanza fra ciò che viene raccontato dai nostri media e la realtà percepita dai russi.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/_aZ1_GG64A4
Che cosa sta accadendo realmente sul fronte ucraino, al di là della propaganda e delle ricostruzioni ufficiali?
Intervistato da Glenn Diesen, l’ex ufficiale dell’Esercito statunitense Stanislav Krapivnik analizza la guerra d’attrito, la pressione sulla logistica ucraina, il ruolo dei droni e le ragioni per cui Mosca non intende accettare un semplice cessate il fuoco.
Nella conversazione si affrontano anche la missione di Witkoff e Kushner, la visita del direttore della CIA Ratcliffe e la bolla informativa che, secondo Krapivnik, condiziona le decisioni politiche occidentali.
Un’analisi cruda, che dimostra ancora una volta la distanza fra ciò che viene raccontato dai nostri media e la realtà percepita dai russi.
🎥 Guarda il video:
https://youtu.be/_aZ1_GG64A4
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Ucraina: ciò che l’Occidente non vede | Krapivnik
Che cosa sta accadendo realmente nella guerra in Ucraina, oltre la nebbia della propaganda e delle informazioni contraddittorie?
In questa nuova intervista di Glenn Diesen, Stanislav Krapivnik — ex ufficiale dell’Esercito statunitense, originario del Donbass…
In questa nuova intervista di Glenn Diesen, Stanislav Krapivnik — ex ufficiale dell’Esercito statunitense, originario del Donbass…
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🔴 TRUMP CERCA LA PACE O VUOLE CONTROLLARE IL CROLLO?
Per Scott Ritter, la nuova iniziativa diplomatica americana non nasce da un cambiamento strategico, ma dalla necessità di governare una situazione che Washington non sarebbe più in grado di fermare.
Che cosa accadrebbe all’Europa e alla NATO se crollasse l’Ucraina?
Perché il compromesso discusso ad Anchorage potrebbe essere stato l’ultima vera occasione per salvare l’attuale ordine europeo?
E in che modo una vittoria russa potrebbe, paradossalmente, aprire la strada a quella che Ritter definisce una «bellissima pace»?
Un’analisi durissima sulla strategia americana, sulla solidità interna della Russia e sul futuro politico dell’Europa.
⚠️ Ritter utilizza in alcuni passaggi espressioni particolarmente forti, riportate integralmente per non alterare il pensiero dell’intervistato.
▶️ Guarda il video:
https://youtu.be/dTpHYiVjRxc
Per Scott Ritter, la nuova iniziativa diplomatica americana non nasce da un cambiamento strategico, ma dalla necessità di governare una situazione che Washington non sarebbe più in grado di fermare.
Che cosa accadrebbe all’Europa e alla NATO se crollasse l’Ucraina?
Perché il compromesso discusso ad Anchorage potrebbe essere stato l’ultima vera occasione per salvare l’attuale ordine europeo?
E in che modo una vittoria russa potrebbe, paradossalmente, aprire la strada a quella che Ritter definisce una «bellissima pace»?
Un’analisi durissima sulla strategia americana, sulla solidità interna della Russia e sul futuro politico dell’Europa.
⚠️ Ritter utilizza in alcuni passaggi espressioni particolarmente forti, riportate integralmente per non alterare il pensiero dell’intervistato.
▶️ Guarda il video:
https://youtu.be/dTpHYiVjRxc
❤22👍5🤔1
🇷🇺🇪🇺 Chi minaccia davvero l’Europa?
Una domanda sul voto tedesco diventa una riflessione sulla direzione presa dall’Europa.
Da Nuova Delhi, l’11 settembre, Putin collega l’espansione della NATO, le scelte sul gas e la crescente distanza tra cittadini e classi dirigenti europee.
Tra i passaggi più significativi, il ricordo di Helmut Kohl e della sua idea di un’Europa capace di costruire il proprio futuro insieme alla Russia. Poi l’avvertimento sull’ipotesi di inviare truppe europee in Ucraina: «Questo significa guerra con la Russia».
▶️ L’intervento in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/6ye9F5yLlcQ
Una domanda sul voto tedesco diventa una riflessione sulla direzione presa dall’Europa.
Da Nuova Delhi, l’11 settembre, Putin collega l’espansione della NATO, le scelte sul gas e la crescente distanza tra cittadini e classi dirigenti europee.
Tra i passaggi più significativi, il ricordo di Helmut Kohl e della sua idea di un’Europa capace di costruire il proprio futuro insieme alla Russia. Poi l’avvertimento sull’ipotesi di inviare truppe europee in Ucraina: «Questo significa guerra con la Russia».
▶️ L’intervento in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/6ye9F5yLlcQ
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Quanto pesa davvero lo Yemen negli equilibri del Medio Oriente?
L’avanzata degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso e il rafforzamento delle loro posizioni a Bab el-Mandeb stanno aumentando la pressione sull’Arabia Saudita. I nuovi attacchi e il rinvio dell’incontro tra Iran e paesi del Golfo aggiungono tensione a una crisi che coinvolge rotte commerciali ed esportazioni petrolifere.
Nel video che pubblichiamo oggi, Mohammad Marandi, intervistato l’11 settembre da Sabby Sabs, propone una chiave di lettura che va oltre missili e territori conquistati: il prestigio acquisito da Ansar Allah attraverso il sostegno a Gaza e il suo possibile effetto sul morale delle forze avversarie.
Perché denaro e superiorità negli armamenti non sono bastati a impedire l’avanzata? E quanto può diventare vulnerabile una potenza petrolifera quando vengono minacciate le sue vie d’esportazione?
▶️ Guardate il video e fateci sapere cosa ne pensate:
https://youtu.be/wazbyGB3tNM
L’avanzata degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso e il rafforzamento delle loro posizioni a Bab el-Mandeb stanno aumentando la pressione sull’Arabia Saudita. I nuovi attacchi e il rinvio dell’incontro tra Iran e paesi del Golfo aggiungono tensione a una crisi che coinvolge rotte commerciali ed esportazioni petrolifere.
Nel video che pubblichiamo oggi, Mohammad Marandi, intervistato l’11 settembre da Sabby Sabs, propone una chiave di lettura che va oltre missili e territori conquistati: il prestigio acquisito da Ansar Allah attraverso il sostegno a Gaza e il suo possibile effetto sul morale delle forze avversarie.
Perché denaro e superiorità negli armamenti non sono bastati a impedire l’avanzata? E quanto può diventare vulnerabile una potenza petrolifera quando vengono minacciate le sue vie d’esportazione?
▶️ Guardate il video e fateci sapere cosa ne pensate:
https://youtu.be/wazbyGB3tNM
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