La liberazione di un detenuto americano, nuove proposte sull’Ucraina e forniture di gasolio russo agli Stati Uniti: prove di disgelo tra Mosca e Washington?
Vladimir Putin riceve a San Pietroburgo Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump. Il colloquio del 21 ottobre si apre con i ringraziamenti per il rilascio di Stephen Hubbard e affronta la possibile ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, dopo gli incontri di Oslo.
Accanto alla diplomazia, la cooperazione economica: energia, fertilizzanti e prospettive commerciali accompagnano il confronto sulla fine del conflitto. Sul tavolo anche la crisi iraniana e un possibile incontro Putin-Trump in Cina.
▶️ Le dichiarazioni iniziali tradotte in italiano:
https://youtu.be/_PZU9SKnit0
Vladimir Putin riceve a San Pietroburgo Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump. Il colloquio del 21 ottobre si apre con i ringraziamenti per il rilascio di Stephen Hubbard e affronta la possibile ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, dopo gli incontri di Oslo.
Accanto alla diplomazia, la cooperazione economica: energia, fertilizzanti e prospettive commerciali accompagnano il confronto sulla fine del conflitto. Sul tavolo anche la crisi iraniana e un possibile incontro Putin-Trump in Cina.
▶️ Le dichiarazioni iniziali tradotte in italiano:
https://youtu.be/_PZU9SKnit0
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Quali scelte potrebbero fermare la guerra in Ucraina prima che la situazione precipiti?
Jeffrey Sachs parte dalle proteste in Europa per analizzare una crisi che, nella sua lettura, lega il malcontento sociale ai costi dell’energia, alle sanzioni e alle priorità politiche dei leader europei.
Al centro dell’intervista, la sua proposta per una pace duratura: il nodo della NATO, la neutralità dell’Ucraina e la difficile questione dei territori. Una riflessione sulle responsabilità occidentali e sulle decisioni che Trump potrebbe prendere per aprire una strada negoziale, mentre si avvicina un altro inverno di guerra.
▶️ Il video in italiano:
https://youtu.be/MFhwiERNcWM
Jeffrey Sachs parte dalle proteste in Europa per analizzare una crisi che, nella sua lettura, lega il malcontento sociale ai costi dell’energia, alle sanzioni e alle priorità politiche dei leader europei.
Al centro dell’intervista, la sua proposta per una pace duratura: il nodo della NATO, la neutralità dell’Ucraina e la difficile questione dei territori. Una riflessione sulle responsabilità occidentali e sulle decisioni che Trump potrebbe prendere per aprire una strada negoziale, mentre si avvicina un altro inverno di guerra.
▶️ Il video in italiano:
https://youtu.be/MFhwiERNcWM
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Nell’intervista a Pavel Zarubin del 22 ottobre, Putin afferma che vivere in amicizia con la Russia corrisponde agli interessi dei popoli europei e critica i preparativi per una guerra contro Mosca.
Dopo l’incontro con Steve Witkoff, conferma la disponibilità a riprendere i contatti trilaterali per discutere la sicurezza di Russia e Ucraina dopo accordi di pace definitivi. Afferma inoltre che sarà necessario discutere dell’architettura della sicurezza europea nel suo complesso e che tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/ozh1nuxAOX0
Dopo l’incontro con Steve Witkoff, conferma la disponibilità a riprendere i contatti trilaterali per discutere la sicurezza di Russia e Ucraina dopo accordi di pace definitivi. Afferma inoltre che sarà necessario discutere dell’architettura della sicurezza europea nel suo complesso e che tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/ozh1nuxAOX0
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Che cosa resta della strategia europea in Ucraina se Washington si sfila?
Michael von der Schulenburg, europarlamentare tedesco con 34 anni di esperienza alle Nazioni Unite, contesta le scelte dei leader europei e il progressivo abbandono della diplomazia. Nel confronto con Glenn Diesen affronta le conseguenze della guerra per la sopravvivenza dello Stato ucraino e le condizioni per una pace duratura.
La sua critica investe anche l’Unione europea: la distanza tra ambizioni militari e capacità effettive, le divisioni tra interessi nazionali e le responsabilità politiche di una strategia di cui, avverte, potrebbero pagare il prezzo le generazioni future.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/4pIcVOUa21s
Michael von der Schulenburg, europarlamentare tedesco con 34 anni di esperienza alle Nazioni Unite, contesta le scelte dei leader europei e il progressivo abbandono della diplomazia. Nel confronto con Glenn Diesen affronta le conseguenze della guerra per la sopravvivenza dello Stato ucraino e le condizioni per una pace duratura.
La sua critica investe anche l’Unione europea: la distanza tra ambizioni militari e capacità effettive, le divisioni tra interessi nazionali e le responsabilità politiche di una strategia di cui, avverte, potrebbero pagare il prezzo le generazioni future.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/4pIcVOUa21s
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La ripresa della guerra contro l’Iran viene considerata da più parti uno scenario ormai inevitabile: l’incognita sembra riguardare soprattutto quando avverrà e quale portata avrà il nuovo scontro.
George Galloway e Mohammad Marandi dialogano sulla minaccia di un attacco americano e israeliano, sulla preparazione dell’Iran e sulle conseguenze che un’escalation potrebbe avere per l’economia mondiale.
Nel confronto emerge anche il ruolo dei Democratici americani: Marandi ne contesta la discontinuità rispetto a Trump, richiamando le responsabilità di Obama, e valuta se la pressione della società possa comunque spingerli a ostacolare una nuova guerra.
▶️ Il dialogo tradotto e doppiato in italiano:
https://youtu.be/K4Dpiejq1vM
George Galloway e Mohammad Marandi dialogano sulla minaccia di un attacco americano e israeliano, sulla preparazione dell’Iran e sulle conseguenze che un’escalation potrebbe avere per l’economia mondiale.
Nel confronto emerge anche il ruolo dei Democratici americani: Marandi ne contesta la discontinuità rispetto a Trump, richiamando le responsabilità di Obama, e valuta se la pressione della società possa comunque spingerli a ostacolare una nuova guerra.
▶️ Il dialogo tradotto e doppiato in italiano:
https://youtu.be/K4Dpiejq1vM
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«Quello che li unisce è la determinazione a saccheggiare i propri popoli».
Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nel dialogo con Glenn Diesen, l’economista ed ex ministro delle Finanze greco ripercorre le origini del rapporto transatlantico e sostiene che l’Europa stia passando dalla dipendenza dagli Stati Uniti a un vero e proprio vassallaggio.
Dalla crisi dell’euro alla produzione militare, collega le scelte economiche europee agli interessi delle élite e alla perdita di autonomia del continente.
Affronta inoltre le prospettive di un riavvicinamento tra Washington e Mosca e le possibilità di cambiamento attraverso la mobilitazione popolare.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=L8CuHLYFVKY
Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nel dialogo con Glenn Diesen, l’economista ed ex ministro delle Finanze greco ripercorre le origini del rapporto transatlantico e sostiene che l’Europa stia passando dalla dipendenza dagli Stati Uniti a un vero e proprio vassallaggio.
Dalla crisi dell’euro alla produzione militare, collega le scelte economiche europee agli interessi delle élite e alla perdita di autonomia del continente.
Affronta inoltre le prospettive di un riavvicinamento tra Washington e Mosca e le possibilità di cambiamento attraverso la mobilitazione popolare.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=L8CuHLYFVKY
YouTube
Varoufakis: «Quello che li unisce è il saccheggio dei propri popoli»
«Quello che li unisce è la determinazione a saccheggiare i propri popoli». Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nell’intervista…
Nell’intervista…
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Nelle risposte ai giornalisti al termine del vertice Russia–Africa del 29 ottobre, Vladimir Putin illustra le prospettive del rapporto con il continente: agricoltura, energia e tecnologie digitali, ma anche sovranità economica e maggiore rappresentanza nelle istituzioni internazionali.
Il confronto si estende ai rapporti con l’Europa: dalla telefonata con i leader di Finlandia e Norvegia alle tensioni nel Baltico, con un richiamo allo Stretto di Hormuz. Apertura al dialogo e avvertimenti sulle conseguenze di una guerra accompagnano le sue risposte.
▶️ La sessione di domande e risposte tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=ZtcwVG-GIXs
Il confronto si estende ai rapporti con l’Europa: dalla telefonata con i leader di Finlandia e Norvegia alle tensioni nel Baltico, con un richiamo allo Stretto di Hormuz. Apertura al dialogo e avvertimenti sulle conseguenze di una guerra accompagnano le sue risposte.
▶️ La sessione di domande e risposte tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=ZtcwVG-GIXs
YouTube
Putin punta sull’Africa e avverte l’Europa: le risposte ai giornalisti
«L’Africa è il continente del futuro»: Vladimir Putin illustra le prospettive della cooperazione tra Mosca e i Paesi africani, dall’agricoltura all’energia nucleare, dall’istruzione alle tecnologie digitali. L’indipendenza economica e finanziaria e una maggiore…
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La riunione dei ministri degli Esteri del G20, svoltasi il 30 ottobre ad Atlanta, è stata accompagnata da un'insolita polemica diplomatica sulla tradizionale foto di gruppo, dopo le obiezioni di alcuni rappresentanti europei alla presenza di Sergej Viktorovič Lavrov.
Durante la conferenza stampa conclusiva, il ministro degli Esteri russo ha ironizzato sulla «diplomazia della foto di famiglia», criticando l'atteggiamento dei colleghi europei.
Lavrov ha inoltre riferito dei colloqui con Marco Rubio, affrontando le prospettive delle relazioni tra Mosca e Washington, le sanzioni americane, i prossimi negoziati sull'Ucraina e il tentativo europeo di rientrare nel processo diplomatico.
🎥 La conferenza stampa integrale, tradotta in italiano da Frontezero:
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=VE0XIZAu6q0
Durante la conferenza stampa conclusiva, il ministro degli Esteri russo ha ironizzato sulla «diplomazia della foto di famiglia», criticando l'atteggiamento dei colleghi europei.
Lavrov ha inoltre riferito dei colloqui con Marco Rubio, affrontando le prospettive delle relazioni tra Mosca e Washington, le sanzioni americane, i prossimi negoziati sull'Ucraina e il tentativo europeo di rientrare nel processo diplomatico.
🎥 La conferenza stampa integrale, tradotta in italiano da Frontezero:
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=VE0XIZAu6q0
YouTube
Lavrov al G20: la lezione di diplomazia agli europei
La riunione dei ministri degli Esteri del G20, svoltasi il 30 ottobre 2026 ad Atlanta, negli Stati Uniti, è stata segnata da un insolito episodio diplomatico: la cancellazione della tradizionale foto di gruppo, dopo che diversi rappresentanti occidentali…
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🌍 IL SISTEMA CHE TIENE IN PIEDI L'IMPERO AMERICANO | Michael Hudson
Un impero che, per sopravvivere al proprio declino industriale e finanziario, deve continuare ad appropriarsi della ricchezza altrui. È il meccanismo descritto da Michael Hudson nella sua ultima intervista a Dialogue Works.
Una strategia che, secondo l'economista, accomuna Repubblicani e Democratici, al di là delle rivalità politiche e delle differenze tra le amministrazioni.
L'Europa avrebbe già imboccato la strada di un «suicidio irreversibile», sacrificando la propria autonomia economica agli interessi di Washington. Ma il destino degli Stati Uniti è legato a quello dei loro alleati: quando le economie da cui estraggono ricchezza si saranno impoverite, anche quella americana sarà destinata a contrarsi.
A questo scenario si aggiunge il rischio di un'escalation militare, anche nucleare. Hudson mette in guardia dal riarmo europeo e dalla possibilità che un conflitto diretto tra Russia e NATO si trasformi in una guerra brevissima e devastante.
L'intervista integrale, tradotta e doppiata in italiano su Frontezero.
▶️ Guarda il video:
https://www.youtube.com/watch?v=0qWjh-GOPMk
Un impero che, per sopravvivere al proprio declino industriale e finanziario, deve continuare ad appropriarsi della ricchezza altrui. È il meccanismo descritto da Michael Hudson nella sua ultima intervista a Dialogue Works.
Una strategia che, secondo l'economista, accomuna Repubblicani e Democratici, al di là delle rivalità politiche e delle differenze tra le amministrazioni.
L'Europa avrebbe già imboccato la strada di un «suicidio irreversibile», sacrificando la propria autonomia economica agli interessi di Washington. Ma il destino degli Stati Uniti è legato a quello dei loro alleati: quando le economie da cui estraggono ricchezza si saranno impoverite, anche quella americana sarà destinata a contrarsi.
A questo scenario si aggiunge il rischio di un'escalation militare, anche nucleare. Hudson mette in guardia dal riarmo europeo e dalla possibilità che un conflitto diretto tra Russia e NATO si trasformi in una guerra brevissima e devastante.
L'intervista integrale, tradotta e doppiata in italiano su Frontezero.
▶️ Guarda il video:
https://www.youtube.com/watch?v=0qWjh-GOPMk
YouTube
Il sistema che tiene in piedi l'impero americano | Michael Hudson
Il progressivo declino industriale degli Stati Uniti, la crescente dipendenza economica dell'Europa e il ruolo delle guerre nel mantenimento dell'egemonia americana. Sono alcuni dei temi affrontati dall'economista Michael Hudson nell'intervista rilasciata…
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🌍 COSTRUIAMO L'EURASIA | Sergej Lavrov
Alla Conferenza internazionale di Minsk, Sergej Lavrov delinea il progetto russo di una nuova architettura di sicurezza eurasiatica, alternativa al modello euroatlantico che considera ormai fallito.
Dalla guerra in Ucraina alla militarizzazione europea, fino al rafforzamento dei rapporti con Cina e Asia, Lavrov affronta il futuro degli equilibri geopolitici.
Sulla prospettiva di un conflitto diretto con l'Europa, afferma che Mosca non desidera né pianifica una guerra, ma avverte che, se saranno gli europei a iniziarla, la Russia è pronta e «sarà una guerra diversa e molto breve».
Sul dialogo con l'Occidente, ribadisce: «Le nostre porte sono aperte, ma non correremo dietro a nessuno».
🎥 Il discorso integrale in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=K2VftDtNSRs
Alla Conferenza internazionale di Minsk, Sergej Lavrov delinea il progetto russo di una nuova architettura di sicurezza eurasiatica, alternativa al modello euroatlantico che considera ormai fallito.
Dalla guerra in Ucraina alla militarizzazione europea, fino al rafforzamento dei rapporti con Cina e Asia, Lavrov affronta il futuro degli equilibri geopolitici.
Sulla prospettiva di un conflitto diretto con l'Europa, afferma che Mosca non desidera né pianifica una guerra, ma avverte che, se saranno gli europei a iniziarla, la Russia è pronta e «sarà una guerra diversa e molto breve».
Sul dialogo con l'Occidente, ribadisce: «Le nostre porte sono aperte, ma non correremo dietro a nessuno».
🎥 Il discorso integrale in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=K2VftDtNSRs
YouTube
Lavrov: «Non correremo dietro all'Europa». La Russia guarda alla nuova Eurasia Copia titolo
Il 3 novembre 2026, alla IV Conferenza internazionale di Minsk sulla sicurezza eurasiatica, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov illustra la proposta di Mosca per una nuova architettura di sicurezza continentale, fondata sul multipolarismo e sull'indivisibilità…
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🇺🇸 Chi comanda davvero negli Stati Uniti?
All'indomani delle elezioni di metà mandato, che hanno inflitto una pesante sconfitta ai repubblicani, il giudice Andrew Napolitano analizza le conseguenze per la presidenza Trump nel suo dialogo con Glenn Diesen.
Ma il confronto va ben oltre le elezioni. Napolitano descrive una CIA che, a suo giudizio, opera fuori dal controllo democratico, intrecciando i propri interessi con quelli del complesso militare-industriale e delle agenzie d'intelligence straniere.
Dalle guerre in Iran e Ucraina all'influenza israeliana sulla Casa Bianca, fino a un inquietante racconto personale su Trump e i documenti Kennedy.
🎥 Guarda l'intervista integrale in italiano su Frontezero:
https://www.youtube.com/watch?v=HyBnPcZxmqg
All'indomani delle elezioni di metà mandato, che hanno inflitto una pesante sconfitta ai repubblicani, il giudice Andrew Napolitano analizza le conseguenze per la presidenza Trump nel suo dialogo con Glenn Diesen.
Ma il confronto va ben oltre le elezioni. Napolitano descrive una CIA che, a suo giudizio, opera fuori dal controllo democratico, intrecciando i propri interessi con quelli del complesso militare-industriale e delle agenzie d'intelligence straniere.
Dalle guerre in Iran e Ucraina all'influenza israeliana sulla Casa Bianca, fino a un inquietante racconto personale su Trump e i documenti Kennedy.
🎥 Guarda l'intervista integrale in italiano su Frontezero:
https://www.youtube.com/watch?v=HyBnPcZxmqg
YouTube
Trump perde il Congresso, ma chi comanda davvero negli USA? | Andrew Napolitano
All'indomani delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il giudice Andrew Napolitano analizza la sconfitta dei repubblicani e le conseguenze per la presidenza Trump. Nel dialogo con Glenn Diesen affronta il ruolo della CIA, il potere degli apparati…
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🇪🇺 L'Europa si ribella, mentre l'America resta a guardare.
A quanto pare, ogni tanto anche l'Europa può ancora fare scuola. Almeno quando si tratta di scendere in piazza.
Richard Wolff e Michael Hudson analizzano la crisi del sistema politico occidentale, mettendo a confronto l'immobilismo americano con le mobilitazioni sociali europee.
Mentre negli Stati Uniti democratici e repubblicani si alternano senza modificare le politiche di fondo, in Europa cresce la protesta contro il carovita, le disuguaglianze e le scelte dei governi.
Al centro della loro analisi, una contraddizione: il declino degli imperi americano ed europeo viene pagato dalle classi lavoratrici, mentre i più ricchi continuano a trarne profitto.
🎥 L'intervista integrale in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=LbkiMNChNDE
A quanto pare, ogni tanto anche l'Europa può ancora fare scuola. Almeno quando si tratta di scendere in piazza.
Richard Wolff e Michael Hudson analizzano la crisi del sistema politico occidentale, mettendo a confronto l'immobilismo americano con le mobilitazioni sociali europee.
Mentre negli Stati Uniti democratici e repubblicani si alternano senza modificare le politiche di fondo, in Europa cresce la protesta contro il carovita, le disuguaglianze e le scelte dei governi.
Al centro della loro analisi, una contraddizione: il declino degli imperi americano ed europeo viene pagato dalle classi lavoratrici, mentre i più ricchi continuano a trarne profitto.
🎥 L'intervista integrale in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=LbkiMNChNDE
YouTube
L'Europa si ribella, l'America resta a guardare | Wolff e Hudson
Nell'intervista del 5 novembre 2026 a Dialogue Works, gli economisti Richard Wolff e Michael Hudson analizzano la crisi politica ed economica degli Stati Uniti e il crescente malcontento sociale in Europa.
Mentre democratici e repubblicani si alternano al…
Mentre democratici e repubblicani si alternano al…
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