🌍 Putin: il mondo al bivio tra guerra e nuovo ordine mondiale
Il futuro prende forma nelle decisioni di oggi. Come sottolinea Putin, l’escalation non è mai unilaterale: alle mosse provocatorie di una parte seguono le risposte dell’altra, in una spirale che si intensifica e accresce le conseguenze distruttive. E il momento in cui diventa impossibile tornare indietro può arrivare prima che se ne comprenda la gravità.
Nel suo intervento al Club Valdai del 1° ottobre 2026, a Mosca, Vladimir Putin riflette sulla responsabilità di attraversare le grandi trasformazioni del nostro tempo. Cambiano gli equilibri tra le potenze, cambiano le società, cambiano le tecnologie: crescono di pari passo le possibilità di migliorare la vita e quelle di distruggerla.
Preservare un futuro comune richiede lungimiranza, consapevolezza dei limiti e la capacità di considerare le conseguenze delle proprie scelte anche per chi verrà dopo di noi.
🎥 Su Frontezero, il discorso d'apertura completo, doppiato in italiano.
👉 https://youtu.be/qqznGsKzHIg
Il futuro prende forma nelle decisioni di oggi. Come sottolinea Putin, l’escalation non è mai unilaterale: alle mosse provocatorie di una parte seguono le risposte dell’altra, in una spirale che si intensifica e accresce le conseguenze distruttive. E il momento in cui diventa impossibile tornare indietro può arrivare prima che se ne comprenda la gravità.
Nel suo intervento al Club Valdai del 1° ottobre 2026, a Mosca, Vladimir Putin riflette sulla responsabilità di attraversare le grandi trasformazioni del nostro tempo. Cambiano gli equilibri tra le potenze, cambiano le società, cambiano le tecnologie: crescono di pari passo le possibilità di migliorare la vita e quelle di distruggerla.
Preservare un futuro comune richiede lungimiranza, consapevolezza dei limiti e la capacità di considerare le conseguenze delle proprie scelte anche per chi verrà dopo di noi.
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Putin: il mondo al bivio tra guerra e nuovo ordine mondiale | Valdai 2026
Mosca, 1° ottobre 2026: Vladimir Putin interviene al Club Valdai sul futuro dell’ordine mondiale.
Il presidente russo affronta il confronto con l’Occidente, la guerra in Ucraina e la transizione verso un mondo multipolare.
Nel discorso, i rischi dell’escalation…
Il presidente russo affronta il confronto con l’Occidente, la guerra in Ucraina e la transizione verso un mondo multipolare.
Nel discorso, i rischi dell’escalation…
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Nell’analisi a Dialogue Works del 2 ottobre, Michael Hudson avverte dei rischi per un’Europa sempre più dipendente dall’energia americana.
Secondo l’economista, gli USA restringono le alternative alle proprie forniture, anche sostenendo gli attacchi alle raffinerie russe e colpendo quelle iraniane, mentre la capacità produttiva del Golfo è compromessa.
Per l’Europa, consumare le riserve e contenere temporaneamente i prezzi non risolve la carenza di gasolio che minaccia trasporti e industria, né la crescente pressione politica di Washington.
Hudson accenna anche al rischio di un nuovo fronte con la Russia nell’Artico.
▶️ L’analisi in italiano su Frontezero: https://youtu.be/cRhKrfNiEFw
Secondo l’economista, gli USA restringono le alternative alle proprie forniture, anche sostenendo gli attacchi alle raffinerie russe e colpendo quelle iraniane, mentre la capacità produttiva del Golfo è compromessa.
Per l’Europa, consumare le riserve e contenere temporaneamente i prezzi non risolve la carenza di gasolio che minaccia trasporti e industria, né la crescente pressione politica di Washington.
Hudson accenna anche al rischio di un nuovo fronte con la Russia nell’Artico.
▶️ L’analisi in italiano su Frontezero: https://youtu.be/cRhKrfNiEFw
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Il petrolio come arma: l’Europa nella trappola USA | Michael Hudson
A Dialogue Works, il 2 ottobre 2026, Michael Hudson analizza la strategia statunitense dietro la crisi del petrolio.
Secondo l’economista, Washington restringe le alternative energetiche e contiene artificialmente i prezzi in vista delle elezioni.
La dipendenza…
Secondo l’economista, Washington restringe le alternative energetiche e contiene artificialmente i prezzi in vista delle elezioni.
La dipendenza…
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Intervenuto da Danny Haiphong il 4 ottobre, Patrick Henningsen, giornalista di 21st Century Wire ragiona sulle possibili mosse americane contro Teheran e su uno scenario meno discusso: il ruolo dell’Oman nella contesa per lo Stretto di Hormuz.
Un’analisi che si allarga allo Yemen e alle fragilità degli alleati del Golfo, distinguendo le dimostrazioni di forza dalla capacità di sostenerne le conseguenze.
▶️ Il video in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/FU1QR8ZAMQM
Un’analisi che si allarga allo Yemen e alle fragilità degli alleati del Golfo, distinguendo le dimostrazioni di forza dalla capacità di sostenerne le conseguenze.
▶️ Il video in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/FU1QR8ZAMQM
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Dal volo Flydubai all’Oman: scenari di guerra | Patrick Henningsen
Patrick Henningsen, ospite di Danny Haiphong il 4 ottobre 2026, analizza il caso Flydubai e il suo possibile uso politico nelle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran. Dall’ipotesi di un intervento americano in Oman al controllo dello Stretto di Hormuz…
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💡 L’Europa può ritrovare la ragione che ne ha plasmato la storia?
Dal Rinascimento all’Illuminismo, l’Europa ha elaborato idee di progresso, emancipazione e bene comune. Come è arrivata ad allontanarsi da questa eredità?
Il filosofo tedesco Hauke Ritz ripercorre la guerra culturale della CIA e la trasformazione della sinistra europea, interrogandosi sulle radici del declino del continente.
La sua proposta è un nuovo Illuminismo: fare luce sui meccanismi del potere, sull’influenza dei media e sulla manipolazione culturale, per recuperare la capacità di pensare il nostro futuro.
▶️ L’intervento tradotto in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/lojEvwe3-fk
Dal Rinascimento all’Illuminismo, l’Europa ha elaborato idee di progresso, emancipazione e bene comune. Come è arrivata ad allontanarsi da questa eredità?
Il filosofo tedesco Hauke Ritz ripercorre la guerra culturale della CIA e la trasformazione della sinistra europea, interrogandosi sulle radici del declino del continente.
La sua proposta è un nuovo Illuminismo: fare luce sui meccanismi del potere, sull’influenza dei media e sulla manipolazione culturale, per recuperare la capacità di pensare il nostro futuro.
▶️ L’intervento tradotto in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/lojEvwe3-fk
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Hauke Ritz: perché l’Europa ha bisogno di un nuovo Illuminismo
Il filosofo tedesco Hauke Ritz analizza il declino dell’Europa e propone un nuovo Illuminismo per recuperarne le radici culturali e il pensiero critico. Dal Rinascimento alla Guerra fredda, ripercorre il ruolo della CIA nella guerra culturale e la trasformazione…
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Questa sera ci allontaniamo un po’ dalla geopolitica e vi proponiamo un contenuto di taglio più filosofico, dedicato al dialogo e alle dinamiche che alimentano la divisione sociale.
Quando il disaccordo diventa un giudizio sulla persona, il confronto lascia spazio allo scontro e alla paura di esprimersi.
Il filosofo tedesco Michael Andrick esplora questa “prigione morale” e indica come uscirne, partendo da un principio: non dobbiamo sentirci in dovere di convertire l’altro alle nostre idee.
Ma come discutere senza diventare nemici?
▶️ https://youtu.be/igo3k_ypLvA
Quando il disaccordo diventa un giudizio sulla persona, il confronto lascia spazio allo scontro e alla paura di esprimersi.
Il filosofo tedesco Michael Andrick esplora questa “prigione morale” e indica come uscirne, partendo da un principio: non dobbiamo sentirci in dovere di convertire l’altro alle nostre idee.
Ma come discutere senza diventare nemici?
▶️ https://youtu.be/igo3k_ypLvA
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Come discutere senza diventare nemici | Michael Andrick
Come discutere senza diventare nemici? Il filosofo tedesco Michael Andrick analizza come il giudizio morale e la paura dell’esclusione alimentino la divisione sociale e limitino la libertà di espressione.
In questo intervento del 27 agosto 2026, descrive…
In questo intervento del 27 agosto 2026, descrive…
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Una nuova escalation contro l’Iran prima delle elezioni?
Anthony Aguilar, tenente colonnello in congedo delle Forze speciali statunitensi ed ex collaboratore della Gaza Humanitarian Foundation, di cui ha denunciato le operazioni a Gaza, interviene da George Galloway.
Nella sua analisi, collega il rischio di nuovi attacchi alla sopravvivenza politica di Trump e Netanyahu e prospetta una risposta iraniana devastante, mentre il conflitto nello Yemen rischia di allargare la guerra.
▶️ Il video in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/uFbHvgPy-qc
Anthony Aguilar, tenente colonnello in congedo delle Forze speciali statunitensi ed ex collaboratore della Gaza Humanitarian Foundation, di cui ha denunciato le operazioni a Gaza, interviene da George Galloway.
Nella sua analisi, collega il rischio di nuovi attacchi alla sopravvivenza politica di Trump e Netanyahu e prospetta una risposta iraniana devastante, mentre il conflitto nello Yemen rischia di allargare la guerra.
▶️ Il video in italiano su Frontezero:
https://youtu.be/uFbHvgPy-qc
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Iran: nuova escalation prima del voto USA? | Aguilar
Iran: una nuova escalation prima delle elezioni? Nell’intervista a George Galloway del 7 ottobre 2026, Anthony Aguilar analizza il ridispiegamento dei bombardieri USA e il rischio di nuovi attacchi contro Teheran.
Il tenente colonnello in congedo esamina…
Il tenente colonnello in congedo esamina…
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Nel video che vi proponiamo questa sera, Max Blumenthal analizza il racconto mediatico del 7 ottobre e la direttiva Hannibal. Esamina i legami di Milstein, Huckabee e Kushner con Israele e gli ambienti sionisti, il caso Hanning in Germania e le elezioni brasiliane, tra pressioni statunitensi e ruolo delle chiese evangeliche.
▶️ https://youtu.be/A2hOJgccLBM
▶️ https://youtu.be/A2hOJgccLBM
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Scott Ritter analizza il confronto tra Russia e Occidente, dalla guerra in Ucraina alle tensioni su Kaliningrad e nell’Artico, nell’intervista ad Andrew Napolitano del 9 ottobre.
L’accordo sulle forniture di diesel russo annunciato da Donald Trump dopo il colloquio con Vladimir Putin pone una questione: Washington cerca il carburante delle raffinerie russe mentre sostiene l’Ucraina, che continua a colpirle.
Nell’intervista ad Andrew Napolitano del 9 ottobre, Scott Ritter esamina questa contraddizione, sottolineando la necessità di verificare termini e tempi delle forniture. Da qui affronta il rapporto tra interessi energetici americani, sostegno a Kiev e strategia occidentale verso Mosca.
L’analisi comprende gli attacchi alle infrastrutture ucraine e le conseguenze per l’inverno, il futuro politico di Zelensky e le tensioni su Kaliningrad e nell’Artico, anche attraverso le osservazioni raccolte durante il suo recente viaggio in Russia.
Il video è disponibile in italiano su Frontezero.
https://youtu.be/m-9AzJe-51Y
L’accordo sulle forniture di diesel russo annunciato da Donald Trump dopo il colloquio con Vladimir Putin pone una questione: Washington cerca il carburante delle raffinerie russe mentre sostiene l’Ucraina, che continua a colpirle.
Nell’intervista ad Andrew Napolitano del 9 ottobre, Scott Ritter esamina questa contraddizione, sottolineando la necessità di verificare termini e tempi delle forniture. Da qui affronta il rapporto tra interessi energetici americani, sostegno a Kiev e strategia occidentale verso Mosca.
L’analisi comprende gli attacchi alle infrastrutture ucraine e le conseguenze per l’inverno, il futuro politico di Zelensky e le tensioni su Kaliningrad e nell’Artico, anche attraverso le osservazioni raccolte durante il suo recente viaggio in Russia.
Il video è disponibile in italiano su Frontezero.
https://youtu.be/m-9AzJe-51Y
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Russia e Ucraina: quali opzioni restano all’Occidente? | Scott Ritter
Scott Ritter analizza la guerra in Ucraina e le opzioni di Stati Uniti e NATO nel confronto con la Russia, nell’intervista ad Andrew Napolitano del 9 ottobre 2026.
Al centro, gli attacchi alle infrastrutture ucraine, i rischi per Kiev durante l’inverno e…
Al centro, gli attacchi alle infrastrutture ucraine, i rischi per Kiev durante l’inverno e…
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I ponti di Kiev sul Dnepr e i rifornimenti al fronte sono al centro dell’analisi di Stanislav Krapivnik.
Senza peli sulla lingua, l’ex ufficiale dell’esercito statunitense, originario del Donbass, esamina il ritorno di Sergej Surovikin, il «generale Armageddon», già comandante delle forze russe in Siria e delle operazioni in Ucraina tra ottobre 2022 e gennaio 2023.
Spazio anche a Kaliningrad e ai rischi di escalation legati a un intervento diretto della NATO.
https://youtu.be/OJrFdfddgrQ
Senza peli sulla lingua, l’ex ufficiale dell’esercito statunitense, originario del Donbass, esamina il ritorno di Sergej Surovikin, il «generale Armageddon», già comandante delle forze russe in Siria e delle operazioni in Ucraina tra ottobre 2022 e gennaio 2023.
Spazio anche a Kaliningrad e ai rischi di escalation legati a un intervento diretto della NATO.
https://youtu.be/OJrFdfddgrQ
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Guerra permanente, Stati vicini instabili e identità ebraica anteposta alla democrazia: sono alcuni principi della nuova dottrina israeliana descritta dal generale Tamir Hayman.
Trita Parsi, vicepresidente del Quincy Institute, ne analizza le implicazioni per il Medio Oriente e per l’alleanza con gli Stati Uniti, fino alla prospettiva di recidere i legami con Washington.
https://youtu.be/EGl0IlCR9bA
Trita Parsi, vicepresidente del Quincy Institute, ne analizza le implicazioni per il Medio Oriente e per l’alleanza con gli Stati Uniti, fino alla prospettiva di recidere i legami con Washington.
https://youtu.be/EGl0IlCR9bA
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Gli Houthi colpiscono le infrastrutture saudite e mettono alla prova un apparato militare costato centinaia di miliardi. Quanto è solido il regno di bin Salman? E Washington sarebbe disposta a salvarlo?
Scott Ritter analizza le fragilità della monarchia e il peso crescente del conflitto nello Yemen.
Uno sguardo che si allarga all’Iran, alle difese israeliane e alle conseguenze della crisi energetica per l’Europa. Fino all’Ucraina e agli Stati Uniti, dove Ritter mette in guardia da tensioni politiche che, nello scenario più grave, potrebbero portare persino a una guerra civile.
Link al video: https://youtu.be/gH-51HlzG7Y
Scott Ritter analizza le fragilità della monarchia e il peso crescente del conflitto nello Yemen.
Uno sguardo che si allarga all’Iran, alle difese israeliane e alle conseguenze della crisi energetica per l’Europa. Fino all’Ucraina e agli Stati Uniti, dove Ritter mette in guardia da tensioni politiche che, nello scenario più grave, potrebbero portare persino a una guerra civile.
Link al video: https://youtu.be/gH-51HlzG7Y
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Chi sono gli avversari di Netanyahu alle elezioni israeliane?
E tra le forze che aspirano a governare esiste un’opposizione al genocidio a Gaza?
Max Blumenthal analizza la figura di Gadi Eisenkot, la dottrina militare di cui è stato promotore e le prospettive di un eventuale cambio di governo. Esamina inoltre il ruolo di Kushner e Blair nel Consiglio per la pace e gli interessi economici e tecnologici legati al futuro di Gaza.
Ampio spazio anche all’Ucraina: lo scontro tra Zelensky e Trump, gli attacchi alle raffinerie russe e la dipendenza di Kiev dal sostegno militare e d’intelligence occidentale.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://youtu.be/Xh0ava6vemQ
E tra le forze che aspirano a governare esiste un’opposizione al genocidio a Gaza?
Max Blumenthal analizza la figura di Gadi Eisenkot, la dottrina militare di cui è stato promotore e le prospettive di un eventuale cambio di governo. Esamina inoltre il ruolo di Kushner e Blair nel Consiglio per la pace e gli interessi economici e tecnologici legati al futuro di Gaza.
Ampio spazio anche all’Ucraina: lo scontro tra Zelensky e Trump, gli attacchi alle raffinerie russe e la dipendenza di Kiev dal sostegno militare e d’intelligence occidentale.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://youtu.be/Xh0ava6vemQ
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Gaza: il genocidio non finisce con Netanyahu | Max Blumenthal
Nell’intervista del 15 ottobre 2026 a Judging Freedom, il giornalista Max Blumenthal analizza le elezioni israeliane e sostiene che un’eventuale sconfitta di Benjamin Netanyahu non fermerebbe il genocidio a Gaza. Al centro dell’analisi, Gadi Eisenkot, la…
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Nella conferenza stampa di oggi 19 ottobre a Teheran, Sergej Lavrov e Abbas Araghchi illustrano le prospettive del partenariato strategico tra i due Paesi e affrontano la guerra contro l’Iran, la sicurezza nel Golfo Persico e le possibilità di una soluzione diplomatica.
Rispondendo ai giornalisti, i due ministri rivolgono critiche nette alle politiche occidentali: dagli errori di valutazione sulla resistenza iraniana alle responsabilità europee nei conflitti.
▶️ La conferenza tradotta e doppiata in italiano:
https://youtu.be/ljJmN4338Rc
Rispondendo ai giornalisti, i due ministri rivolgono critiche nette alle politiche occidentali: dagli errori di valutazione sulla resistenza iraniana alle responsabilità europee nei conflitti.
▶️ La conferenza tradotta e doppiata in italiano:
https://youtu.be/ljJmN4338Rc
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Pubblicato a settembre da Defense Priorities, il rapporto di Jennifer Kavanagh sulla strategia americana in Asia ha suscitato a Washington reazioni più accese di quanto la stessa autrice si aspettasse.
La sua proposta è netta: ridurre la presenza militare statunitense nelle basi più vicine alla Cina e ripensare gli impegni assunti con gli alleati.
In questa intervista con Glenn Diesen, Kavanagh espone le ragioni della proposta e affronta le sue implicazioni: Taiwan, il rischio di una guerra tra Stati Uniti e Cina, la sicurezza di Giappone e Corea del Sud e gli interessi economici americani nella regione. Il confronto si allarga infine alla possibilità di costruire un assetto di sicurezza che tenga conto anche delle preoccupazioni di Pechino.
🎥 https://youtu.be/U-Ts3K_G4WI
La sua proposta è netta: ridurre la presenza militare statunitense nelle basi più vicine alla Cina e ripensare gli impegni assunti con gli alleati.
In questa intervista con Glenn Diesen, Kavanagh espone le ragioni della proposta e affronta le sue implicazioni: Taiwan, il rischio di una guerra tra Stati Uniti e Cina, la sicurezza di Giappone e Corea del Sud e gli interessi economici americani nella regione. Il confronto si allarga infine alla possibilità di costruire un assetto di sicurezza che tenga conto anche delle preoccupazioni di Pechino.
🎥 https://youtu.be/U-Ts3K_G4WI
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Cina-USA: perché Washington dovrebbe arretrare in Asia orientale | Jennifer Kavanagh
Gli Stati Uniti dovrebbero arretrare in Asia orientale per evitare una guerra con la Cina? Nell’intervista con Glenn Diesen, Jennifer Kavanagh analizza Taiwan, le basi americane più esposte e il futuro delle alleanze nella regione.
Nel rapporto pubblicato…
Nel rapporto pubblicato…
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La liberazione di un detenuto americano, nuove proposte sull’Ucraina e forniture di gasolio russo agli Stati Uniti: prove di disgelo tra Mosca e Washington?
Vladimir Putin riceve a San Pietroburgo Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump. Il colloquio del 21 ottobre si apre con i ringraziamenti per il rilascio di Stephen Hubbard e affronta la possibile ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, dopo gli incontri di Oslo.
Accanto alla diplomazia, la cooperazione economica: energia, fertilizzanti e prospettive commerciali accompagnano il confronto sulla fine del conflitto. Sul tavolo anche la crisi iraniana e un possibile incontro Putin-Trump in Cina.
▶️ Le dichiarazioni iniziali tradotte in italiano:
https://youtu.be/_PZU9SKnit0
Vladimir Putin riceve a San Pietroburgo Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump. Il colloquio del 21 ottobre si apre con i ringraziamenti per il rilascio di Stephen Hubbard e affronta la possibile ripresa dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, dopo gli incontri di Oslo.
Accanto alla diplomazia, la cooperazione economica: energia, fertilizzanti e prospettive commerciali accompagnano il confronto sulla fine del conflitto. Sul tavolo anche la crisi iraniana e un possibile incontro Putin-Trump in Cina.
▶️ Le dichiarazioni iniziali tradotte in italiano:
https://youtu.be/_PZU9SKnit0
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Quali scelte potrebbero fermare la guerra in Ucraina prima che la situazione precipiti?
Jeffrey Sachs parte dalle proteste in Europa per analizzare una crisi che, nella sua lettura, lega il malcontento sociale ai costi dell’energia, alle sanzioni e alle priorità politiche dei leader europei.
Al centro dell’intervista, la sua proposta per una pace duratura: il nodo della NATO, la neutralità dell’Ucraina e la difficile questione dei territori. Una riflessione sulle responsabilità occidentali e sulle decisioni che Trump potrebbe prendere per aprire una strada negoziale, mentre si avvicina un altro inverno di guerra.
▶️ Il video in italiano:
https://youtu.be/MFhwiERNcWM
Jeffrey Sachs parte dalle proteste in Europa per analizzare una crisi che, nella sua lettura, lega il malcontento sociale ai costi dell’energia, alle sanzioni e alle priorità politiche dei leader europei.
Al centro dell’intervista, la sua proposta per una pace duratura: il nodo della NATO, la neutralità dell’Ucraina e la difficile questione dei territori. Una riflessione sulle responsabilità occidentali e sulle decisioni che Trump potrebbe prendere per aprire una strada negoziale, mentre si avvicina un altro inverno di guerra.
▶️ Il video in italiano:
https://youtu.be/MFhwiERNcWM
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Nell’intervista a Pavel Zarubin del 22 ottobre, Putin afferma che vivere in amicizia con la Russia corrisponde agli interessi dei popoli europei e critica i preparativi per una guerra contro Mosca.
Dopo l’incontro con Steve Witkoff, conferma la disponibilità a riprendere i contatti trilaterali per discutere la sicurezza di Russia e Ucraina dopo accordi di pace definitivi. Afferma inoltre che sarà necessario discutere dell’architettura della sicurezza europea nel suo complesso e che tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/ozh1nuxAOX0
Dopo l’incontro con Steve Witkoff, conferma la disponibilità a riprendere i contatti trilaterali per discutere la sicurezza di Russia e Ucraina dopo accordi di pace definitivi. Afferma inoltre che sarà necessario discutere dell’architettura della sicurezza europea nel suo complesso e che tutti gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/ozh1nuxAOX0
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Che cosa resta della strategia europea in Ucraina se Washington si sfila?
Michael von der Schulenburg, europarlamentare tedesco con 34 anni di esperienza alle Nazioni Unite, contesta le scelte dei leader europei e il progressivo abbandono della diplomazia. Nel confronto con Glenn Diesen affronta le conseguenze della guerra per la sopravvivenza dello Stato ucraino e le condizioni per una pace duratura.
La sua critica investe anche l’Unione europea: la distanza tra ambizioni militari e capacità effettive, le divisioni tra interessi nazionali e le responsabilità politiche di una strategia di cui, avverte, potrebbero pagare il prezzo le generazioni future.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/4pIcVOUa21s
Michael von der Schulenburg, europarlamentare tedesco con 34 anni di esperienza alle Nazioni Unite, contesta le scelte dei leader europei e il progressivo abbandono della diplomazia. Nel confronto con Glenn Diesen affronta le conseguenze della guerra per la sopravvivenza dello Stato ucraino e le condizioni per una pace duratura.
La sua critica investe anche l’Unione europea: la distanza tra ambizioni militari e capacità effettive, le divisioni tra interessi nazionali e le responsabilità politiche di una strategia di cui, avverte, potrebbero pagare il prezzo le generazioni future.
▶️ L’intervista in italiano:
https://youtu.be/4pIcVOUa21s
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La ripresa della guerra contro l’Iran viene considerata da più parti uno scenario ormai inevitabile: l’incognita sembra riguardare soprattutto quando avverrà e quale portata avrà il nuovo scontro.
George Galloway e Mohammad Marandi dialogano sulla minaccia di un attacco americano e israeliano, sulla preparazione dell’Iran e sulle conseguenze che un’escalation potrebbe avere per l’economia mondiale.
Nel confronto emerge anche il ruolo dei Democratici americani: Marandi ne contesta la discontinuità rispetto a Trump, richiamando le responsabilità di Obama, e valuta se la pressione della società possa comunque spingerli a ostacolare una nuova guerra.
▶️ Il dialogo tradotto e doppiato in italiano:
https://youtu.be/K4Dpiejq1vM
George Galloway e Mohammad Marandi dialogano sulla minaccia di un attacco americano e israeliano, sulla preparazione dell’Iran e sulle conseguenze che un’escalation potrebbe avere per l’economia mondiale.
Nel confronto emerge anche il ruolo dei Democratici americani: Marandi ne contesta la discontinuità rispetto a Trump, richiamando le responsabilità di Obama, e valuta se la pressione della società possa comunque spingerli a ostacolare una nuova guerra.
▶️ Il dialogo tradotto e doppiato in italiano:
https://youtu.be/K4Dpiejq1vM
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«Quello che li unisce è la determinazione a saccheggiare i propri popoli».
Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nel dialogo con Glenn Diesen, l’economista ed ex ministro delle Finanze greco ripercorre le origini del rapporto transatlantico e sostiene che l’Europa stia passando dalla dipendenza dagli Stati Uniti a un vero e proprio vassallaggio.
Dalla crisi dell’euro alla produzione militare, collega le scelte economiche europee agli interessi delle élite e alla perdita di autonomia del continente.
Affronta inoltre le prospettive di un riavvicinamento tra Washington e Mosca e le possibilità di cambiamento attraverso la mobilitazione popolare.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=L8CuHLYFVKY
Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nel dialogo con Glenn Diesen, l’economista ed ex ministro delle Finanze greco ripercorre le origini del rapporto transatlantico e sostiene che l’Europa stia passando dalla dipendenza dagli Stati Uniti a un vero e proprio vassallaggio.
Dalla crisi dell’euro alla produzione militare, collega le scelte economiche europee agli interessi delle élite e alla perdita di autonomia del continente.
Affronta inoltre le prospettive di un riavvicinamento tra Washington e Mosca e le possibilità di cambiamento attraverso la mobilitazione popolare.
▶️ L’intervista tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=L8CuHLYFVKY
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Varoufakis: «Quello che li unisce è il saccheggio dei propri popoli»
«Quello che li unisce è la determinazione a saccheggiare i propri popoli». Yanis Varoufakis accusa le classi dirigenti europee di proteggere gli interessi degli oligarchi mentre austerità, declino industriale e riarmo ricadono sui cittadini.
Nell’intervista…
Nell’intervista…
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Nelle risposte ai giornalisti al termine del vertice Russia–Africa del 29 ottobre, Vladimir Putin illustra le prospettive del rapporto con il continente: agricoltura, energia e tecnologie digitali, ma anche sovranità economica e maggiore rappresentanza nelle istituzioni internazionali.
Il confronto si estende ai rapporti con l’Europa: dalla telefonata con i leader di Finlandia e Norvegia alle tensioni nel Baltico, con un richiamo allo Stretto di Hormuz. Apertura al dialogo e avvertimenti sulle conseguenze di una guerra accompagnano le sue risposte.
▶️ La sessione di domande e risposte tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=ZtcwVG-GIXs
Il confronto si estende ai rapporti con l’Europa: dalla telefonata con i leader di Finlandia e Norvegia alle tensioni nel Baltico, con un richiamo allo Stretto di Hormuz. Apertura al dialogo e avvertimenti sulle conseguenze di una guerra accompagnano le sue risposte.
▶️ La sessione di domande e risposte tradotta e doppiata in italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=ZtcwVG-GIXs
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Putin punta sull’Africa e avverte l’Europa: le risposte ai giornalisti
«L’Africa è il continente del futuro»: Vladimir Putin illustra le prospettive della cooperazione tra Mosca e i Paesi africani, dall’agricoltura all’energia nucleare, dall’istruzione alle tecnologie digitali. L’indipendenza economica e finanziaria e una maggiore…
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