Vincere una causa contro il Fisco può comunque costare la vita all'azienda. Lo certifica uno studio della Banca d'Italia che ha esaminato 715.000 procedimenti: ricavi, utili e investimenti crollano dall'inizio del giudizio e non recuperano, anche con una sentenza pieno accoglimento. Se la pretesa supera il 10% del fatturato per le imprese indebitate il rischio di default è alto. Ne scrivo su ToscanaToday: "Quando vincere non basta: il conto della giustizia tributaria per le imprese".
https://www.toscanatoday.it/quando-vincere-non-basta-il-conto-della-giustizia-tributaria-per-le-imprese/
https://www.toscanatoday.it/quando-vincere-non-basta-il-conto-della-giustizia-tributaria-per-le-imprese/
TOSCANA TODAY
Quando vincere non basta: il conto della giustizia tributaria per le imprese - TOSCANA TODAY
Il contenzioso tributario può incidere sulla performance delle imprese anche quando la controversia si conclude a loro favore. Lo studio della Banca d’Italia evidenzia gli effetti su ricavi, investimenti, occupazione e solidità aziendale, mostrando quanto…
Un collezionista che vende un quadro, un orologio o un'auto d'epoca a un prezzo superiore a quello di acquisto rischia oggi molto più di quanto immagini. Non per la differenza di prezzo in sé, ma perché il Fisco può riqualificare quella vendita come operazione speculativa e chiedere il conto.
La linea di confine è sottile. La Cassazione distingue il collezionista puro, che compra per passione e la cui vendita non è tassabile, dallo speculatore occasionale, che acquista per rivendere e realizza redditi diversi ai sensi dell'articolo 67 del TUIR. Il problema è che non esiste una soglia di guadagno né un numero di anni che mettano automaticamente al riparo.
Ed è qui che si gioca la difesa. In un accertamento conta il comportamento complessivo del contribuente, e soprattutto la sua capacità di dimostrare perché quel bene era stato acquistato e come è stato gestito nel tempo. Fatture, perizie, polizze, prove della destinazione personale o collezionistica, provenienza per successione o donazione. Sono elementi che vanno conservati molto prima che arrivi l'avviso, non costruiti dopo.
Il mio consiglio ai collezionisti è semplice. La partita non si vince quando si riceve l'accertamento, ma negli anni in cui si costruisce e si documenta la propria collezione.
Ne ho scritto per Toscana Today, dalle opere d'arte agli orologi e alle auto d'epoca, con le pronunce più recenti della Cassazione e della giustizia tributaria. Qui il link: https://www.toscanatoday.it/vendere-unopera-darte-da-privato-quando-il-fisco-chiede-il-conto/
#dirittotributario #fisco #collezionismo #artelaw #Cassazione
La linea di confine è sottile. La Cassazione distingue il collezionista puro, che compra per passione e la cui vendita non è tassabile, dallo speculatore occasionale, che acquista per rivendere e realizza redditi diversi ai sensi dell'articolo 67 del TUIR. Il problema è che non esiste una soglia di guadagno né un numero di anni che mettano automaticamente al riparo.
Ed è qui che si gioca la difesa. In un accertamento conta il comportamento complessivo del contribuente, e soprattutto la sua capacità di dimostrare perché quel bene era stato acquistato e come è stato gestito nel tempo. Fatture, perizie, polizze, prove della destinazione personale o collezionistica, provenienza per successione o donazione. Sono elementi che vanno conservati molto prima che arrivi l'avviso, non costruiti dopo.
Il mio consiglio ai collezionisti è semplice. La partita non si vince quando si riceve l'accertamento, ma negli anni in cui si costruisce e si documenta la propria collezione.
Ne ho scritto per Toscana Today, dalle opere d'arte agli orologi e alle auto d'epoca, con le pronunce più recenti della Cassazione e della giustizia tributaria. Qui il link: https://www.toscanatoday.it/vendere-unopera-darte-da-privato-quando-il-fisco-chiede-il-conto/
#dirittotributario #fisco #collezionismo #artelaw #Cassazione
TOSCANA TODAY
Vendere un’opera d’arte da privato: quando il Fisco chiede il conto - TOSCANA TODAY
Vendere quadri, orologi o auto d'epoca con un guadagno non comporta sempre tasse. Conta l'intento speculativo: cosa dice la Cassazione e come difendersi.
Un recente approfondimento pubblicato su Toscana Today analizza il tema della decorrenza dei termini per l'impugnazione degli atti fiscali, esaminando le conseguenze giuridiche nel caso in cui un avviso di accertamento venga rinvenuto casualmente dal contribuente. L'articolo esamina gli orientamenti giurisprudenziali in materia di effettiva conoscenza dell'atto e i riflessi pratici sul diritto di difesa. Il testo completo è disponibile al seguente link:
https://www.toscanatoday.it/accertamento-scoperto-per-caso-i-termini-per-il-ricorso-decorrono-lo-stesso/
https://www.toscanatoday.it/accertamento-scoperto-per-caso-i-termini-per-il-ricorso-decorrono-lo-stesso/
TOSCANA TODAY
Accertamento scoperto per caso: i termini per il ricorso decorrono lo stesso - TOSCANA TODAY
La Cassazione conferma che l'accesso agli atti fa decorrere il termine per impugnare l'avviso di accertamento. Regole e rischi per il contribuente.
Il pignoramento dei conti correnti bancari da parte dell'agente della riscossione rappresenta uno degli strumenti più incisivi dell'amministrazione finanziaria. In forza dell'articolo 72-bis del d.p.r. n. 602 del 1973, l'Agenzia delle entrate-Riscossione procede direttamente nei confronti della banca senza la necessità di un titolo giudiziale o dell'intervento del giudice dell'esecuzione. L'istituto di credito riceve l'ordine di versare direttamente all'erario le somme dovute, nei limiti del credito iscritto a ruolo.
Nonostante l'assenza del vaglio giurisdizionale preventivo, l'ordinamento fissa confini precisi a tutela del contribuente. Per gli stipendi e le pensioni accreditati sul conto si applicano i limiti di impignorabilità previsti dalla legge, volti a garantire i mezzi di sostentamento necessari. La reazione a questo tipo di esecuzione richiede tempestività: il debitore può neutralizzare gli effetti del blocco attivando le procedure di rateizzazione o eccependo vizi formali e sostanziali attraverso il contenzioso tributario.
Ne ho scritto su Toscana Today: https://www.toscanatoday.it/il-fisco-puo-pignorare-il-conto-corrente-senza-giudice-cosa-puo-fare-davvero-lagenzia-delle-entrate-riscossione/
Nonostante l'assenza del vaglio giurisdizionale preventivo, l'ordinamento fissa confini precisi a tutela del contribuente. Per gli stipendi e le pensioni accreditati sul conto si applicano i limiti di impignorabilità previsti dalla legge, volti a garantire i mezzi di sostentamento necessari. La reazione a questo tipo di esecuzione richiede tempestività: il debitore può neutralizzare gli effetti del blocco attivando le procedure di rateizzazione o eccependo vizi formali e sostanziali attraverso il contenzioso tributario.
Ne ho scritto su Toscana Today: https://www.toscanatoday.it/il-fisco-puo-pignorare-il-conto-corrente-senza-giudice-cosa-puo-fare-davvero-lagenzia-delle-entrate-riscossione/
TOSCANA TODAY
Il Fisco può pignorare il conto corrente senza giudice: cosa può fare davvero l’Agenzia delle entrate-Riscossione - TOSCANA TODAY
L’agente della riscossione può ordinare alla banca o al cliente del contribuente di pagare direttamente nelle sue mani, senza la preventiva citazione del terzo davanti al giudice. Non significa che il contribuente sia privo di tutela, ma che la difesa va…
Cosa accade esattamente dopo la notifica di un'intimazione di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione? Nel nuovo articolo pubblicato su PisaOggi analizziamo i termini dei cinque giorni e le condizioni che autorizzano il fisco a procedere con il pignoramento. Tutti i dettagli e i chiarimenti normativi sono disponibili al link https://pisaoggi.it/intimazione-di-pagamento-cosa-succede-dopo-5-giorni-quando-il-fisco-puo-pignorare/
PisaOggi
Intimazione di pagamento, cosa succede dopo 5 giorni: quando il Fisco può pignorare
Cinque giorni possono fare la differenza quando arriva un’intimazione di pagamento dell’agente della riscossione. Trascorso tale termine, infatti, il Fisco
𝐒𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐢 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐚 𝐚 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐨 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚?
È questa, più della semplice novità tecnologica, la domanda che mi sono posto scrivendo di SententIA, il nuovo strumento di intelligenza artificiale applicato alla banca dati della giustizia tributaria.
La novità è significativa.
Le sentenze non sono più soltanto un archivio da consultare: l’AI può leggere, sintetizzare e rendere più immediatamente ricercabili i contenuti delle decisioni.
Per chi lavora quotidianamente nel contenzioso tributario le potenzialità sono evidenti.
Ma proprio qui comincia la questione più interessante.
Una sintesi automatica non si limita ad accorciare una sentenza: seleziona ciò che considera rilevante.
E quando la ricerca diventerà sempre più conversazionale, l’algoritmo non si limiterà a restituire documenti.
Potrà interpretare la domanda, individuare le pronunce ritenute pertinenti e ordinarle secondo criteri che l’utilizzatore potrebbe non conoscere.
In altre parole, potrebbe influenzare quali precedenti leggiamo e quali, magari, non leggiamo affatto.
Nel processo tributario questo non è un problema soltanto tecnologico.
Riguarda la completezza della ricerca giurisprudenziale, la trasparenza dei criteri utilizzati, la verificabilità delle informazioni e, più in generale, la parità delle armi tra le parti.
Per questo credo che la domanda non debba essere: “L’intelligenza artificiale può sostituire il giudice?”
La domanda più interessante è un’altra: “Come impediamo che l’algoritmo diventi l’intermediario invisibile attraverso cui conosciamo la giurisprudenza?”
L’AI può restituire a tutti noi tempo prezioso.
Ma il tempo risparmiato nella ricerca non dovrebbe essere pagato con una riduzione della capacità critica.
𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐬𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢.
𝐄 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚.
Ho approfondito questi temi nel mio nuovo articolo per Toscana Today – Giuridica:
SententIA, la giustizia tributaria impara a leggersi da sola:
https://www.toscanatoday.it/sententia-la-giustizia-tributaria-impara-a-leggersi-da-sola/
È questa, più della semplice novità tecnologica, la domanda che mi sono posto scrivendo di SententIA, il nuovo strumento di intelligenza artificiale applicato alla banca dati della giustizia tributaria.
La novità è significativa.
Le sentenze non sono più soltanto un archivio da consultare: l’AI può leggere, sintetizzare e rendere più immediatamente ricercabili i contenuti delle decisioni.
Per chi lavora quotidianamente nel contenzioso tributario le potenzialità sono evidenti.
Ma proprio qui comincia la questione più interessante.
Una sintesi automatica non si limita ad accorciare una sentenza: seleziona ciò che considera rilevante.
E quando la ricerca diventerà sempre più conversazionale, l’algoritmo non si limiterà a restituire documenti.
Potrà interpretare la domanda, individuare le pronunce ritenute pertinenti e ordinarle secondo criteri che l’utilizzatore potrebbe non conoscere.
In altre parole, potrebbe influenzare quali precedenti leggiamo e quali, magari, non leggiamo affatto.
Nel processo tributario questo non è un problema soltanto tecnologico.
Riguarda la completezza della ricerca giurisprudenziale, la trasparenza dei criteri utilizzati, la verificabilità delle informazioni e, più in generale, la parità delle armi tra le parti.
Per questo credo che la domanda non debba essere: “L’intelligenza artificiale può sostituire il giudice?”
La domanda più interessante è un’altra: “Come impediamo che l’algoritmo diventi l’intermediario invisibile attraverso cui conosciamo la giurisprudenza?”
L’AI può restituire a tutti noi tempo prezioso.
Ma il tempo risparmiato nella ricerca non dovrebbe essere pagato con una riduzione della capacità critica.
𝐋𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐫𝐢𝐬𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢.
𝐄 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚.
Ho approfondito questi temi nel mio nuovo articolo per Toscana Today – Giuridica:
SententIA, la giustizia tributaria impara a leggersi da sola:
https://www.toscanatoday.it/sententia-la-giustizia-tributaria-impara-a-leggersi-da-sola/
TOSCANA TODAY
SententIA, la giustizia tributaria impara a leggersi da sola - TOSCANA TODAY
Con SententIA l'intelligenza artificiale entra nella banca dati della giustizia tributaria. La domanda vera non è quanto velocemente una macchina legga le sentenze, ma se tutte le parti del processo dispongano degli stessi strumenti.
Cartella esattoriale: prima di pagare, occorre verificare il titolo della pretesa.
La notifica di una cartella di pagamento non esaurisce la questione nella semplice alternativa tra pagamento e mancato pagamento.
Prima di procedere, è opportuno ricostruire l’origine della pretesa tributaria, verificare il corretto perfezionamento della notificazione e accertare se il credito sia ancora esigibile.
Occorre inoltre verificare, caso per caso, l’eventuale intervenuto pagamento, la prescrizione o decadenza, la corretta quantificazione delle somme richieste e la presenza di eventuali vizi suscettibili di contestazione.
Sono profili distinti, che possono incidere sulla legittimità della pretesa e sulle concrete possibilità di tutela del contribuente.
Ho approfondito questi aspetti nel mio nuovo articolo pubblicato su PisaOggi, individuando cinque controlli da effettuare prima di pagare una cartella esattoriale.
Leggi l’articolo: https://pisaoggi.it/hai-ricevuto-una-cartella-esattoriale-cinque-controlli-da-fare-prima-di-pagare/
Pagare è una scelta che presuppone di sapere con precisione quale sia il debito, da quale titolo derivi e se sia ancora giuridicamente esigibile.
#DirittoTributario #CartellaEsattoriale #Riscossione #AgenziaEntrateRiscossione #ContenziosoTributario
La notifica di una cartella di pagamento non esaurisce la questione nella semplice alternativa tra pagamento e mancato pagamento.
Prima di procedere, è opportuno ricostruire l’origine della pretesa tributaria, verificare il corretto perfezionamento della notificazione e accertare se il credito sia ancora esigibile.
Occorre inoltre verificare, caso per caso, l’eventuale intervenuto pagamento, la prescrizione o decadenza, la corretta quantificazione delle somme richieste e la presenza di eventuali vizi suscettibili di contestazione.
Sono profili distinti, che possono incidere sulla legittimità della pretesa e sulle concrete possibilità di tutela del contribuente.
Ho approfondito questi aspetti nel mio nuovo articolo pubblicato su PisaOggi, individuando cinque controlli da effettuare prima di pagare una cartella esattoriale.
Leggi l’articolo: https://pisaoggi.it/hai-ricevuto-una-cartella-esattoriale-cinque-controlli-da-fare-prima-di-pagare/
Pagare è una scelta che presuppone di sapere con precisione quale sia il debito, da quale titolo derivi e se sia ancora giuridicamente esigibile.
#DirittoTributario #CartellaEsattoriale #Riscossione #AgenziaEntrateRiscossione #ContenziosoTributario
PisaOggi
Hai ricevuto una cartella esattoriale? Cinque controlli da fare prima di pagare
di Edoardo Ferragina
Ferragina & Parisi -Studio legale tributario – Roma, Catanzaro e Viareggio
Diritto tributario e intelligenza artificiale: convegno a Catanzaro
Il 28 settembre 2026, presso la Sala convegni del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, si terrà il convegno “Fisco, diritto e processo tributario, A.I., reati, deontologia”. Tra i relatori l’avv. Edoardo Ferragina, con una relazione dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, accertamento tributario e diritto di difesa. Il diritto tributario sta attraversando una fase…
Leggi tutto
L'articolo Diritto tributario e intelligenza artificiale: convegno a Catanzaro proviene da Studio legale tributario Avv. Edoardo Ferragina - Viareggio, Roma e Catanzaro.
➖ @fplex ➖
Diritto tributario e intelligenza artificiale: convegno a Catanzaro
Il 28 settembre 2026, presso la Sala convegni del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro, si terrà il convegno “Fisco, diritto e processo tributario, A.I., reati, deontologia”. Tra i relatori l’avv. Edoardo Ferragina, con una relazione dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, accertamento tributario e diritto di difesa. Il diritto tributario sta attraversando una fase…
Leggi tutto
L'articolo Diritto tributario e intelligenza artificiale: convegno a Catanzaro proviene da Studio legale tributario Avv. Edoardo Ferragina - Viareggio, Roma e Catanzaro.
➖ @fplex ➖
Studio legale tributario Avv. Edoardo Ferragina - Viareggio, Roma e Catanzaro
Diritto tributario e intelligenza artificiale: convegno a Catanzaro - Studio legale tributario Avv. Edoardo Ferragina - Viareggio…
Diritto tributario e intelligenza artificiale al centro del convegno del 28 settembre a Catanzaro. Tra i relatori l’avv. Edoardo Ferragina.
Fermo amministrativo: come funziona e cosa cambia con la legge 14/2026
Nel mio nuovo articolo pubblicato su PisaOggi analizzo la disciplina dell’istituto, le condizioni per l’iscrizione, le possibilità di sospensione e cancellazione e le novità introdotte dalla legge 14/2026.
Un approfondimento pratico sui diritti del contribuente e sugli strumenti di tutela disponibili.
https://pisaoggi.it/fermo-amministrativo-come-funziona-e-cosa-cambia-con-la-legge-14-2026/
Nel mio nuovo articolo pubblicato su PisaOggi analizzo la disciplina dell’istituto, le condizioni per l’iscrizione, le possibilità di sospensione e cancellazione e le novità introdotte dalla legge 14/2026.
Un approfondimento pratico sui diritti del contribuente e sugli strumenti di tutela disponibili.
https://pisaoggi.it/fermo-amministrativo-come-funziona-e-cosa-cambia-con-la-legge-14-2026/
PisaOggi
Fermo amministrativo: come funziona e cosa cambia con la legge 14/2026
di Edoardo Ferragina
Pensione pagata in ritardo: il minimo vitale tutela anche gli arretrati.
Il ritardo nell’erogazione della pensione non può comportare la perdita delle garanzie previste dalla legge a tutela del pensionato.
Con la sentenza n. 759 del 24 settembre 2026, il Tribunale di Massa ha affrontato il tema della pignorabilità degli arretrati pensionistici, riconoscendo la rilevanza della tutela del minimo vitale anche rispetto alle somme corrisposte tardivamente.
Una pronuncia che offre spunti di riflessione sui limiti del pignoramento presso terzi nell’ambito della riscossione esattoriale e sulla necessità di garantire al pensionato le risorse indispensabili per il proprio sostentamento.
Ho approfondito la decisione nel mio contribut, di taglio divulgativo, pubblicato su PisaOggi.
🔗 https://pisaoggi.it/pensione-pagata-in-ritardo-tutela-intatta-il-minimo-vitale-protegge-anche-gli-arretrati/
Il ritardo nell’erogazione della pensione non può comportare la perdita delle garanzie previste dalla legge a tutela del pensionato.
Con la sentenza n. 759 del 24 settembre 2026, il Tribunale di Massa ha affrontato il tema della pignorabilità degli arretrati pensionistici, riconoscendo la rilevanza della tutela del minimo vitale anche rispetto alle somme corrisposte tardivamente.
Una pronuncia che offre spunti di riflessione sui limiti del pignoramento presso terzi nell’ambito della riscossione esattoriale e sulla necessità di garantire al pensionato le risorse indispensabili per il proprio sostentamento.
Ho approfondito la decisione nel mio contribut, di taglio divulgativo, pubblicato su PisaOggi.
🔗 https://pisaoggi.it/pensione-pagata-in-ritardo-tutela-intatta-il-minimo-vitale-protegge-anche-gli-arretrati/
PisaOggi
Pensione pagata in ritardo, tutela intatta: il minimo vitale protegge anche gli arretrati
di Edoardo Ferragina
L’intelligenza artificiale entra in Cassazione: cosa cambia per la giustizia tributaria?
Nel mio nuovo articolo su Toscana Today propongo un approfondimento divulgativo sulla sperimentazione dell’IA nella sezione tributaria della Corte di Cassazione, spiegando come viene utilizzata nello spoglio dei ricorsi, quali vantaggi può offrire e quali interrogativi pone per il diritto di difesa.
Un contributo pensato per avvicinare anche i non addetti ai lavori a un tema destinato ad assumere un ruolo crescente nel rapporto tra tecnologia, giustizia e diritti dei contribuenti.
Buona lettura.
https://www.toscanatoday.it/lintelligenza-artificiale-entra-in-cassazione/
Nel mio nuovo articolo su Toscana Today propongo un approfondimento divulgativo sulla sperimentazione dell’IA nella sezione tributaria della Corte di Cassazione, spiegando come viene utilizzata nello spoglio dei ricorsi, quali vantaggi può offrire e quali interrogativi pone per il diritto di difesa.
Un contributo pensato per avvicinare anche i non addetti ai lavori a un tema destinato ad assumere un ruolo crescente nel rapporto tra tecnologia, giustizia e diritti dei contribuenti.
Buona lettura.
https://www.toscanatoday.it/lintelligenza-artificiale-entra-in-cassazione/
TOSCANA TODAY
L’intelligenza artificiale entra in Cassazione - TOSCANA TODAY
La Corte di Cassazione sperimenta l’intelligenza artificiale nello spoglio dei ricorsi tributari. Opportunità, rischi e limiti di Copilot tra efficienza della giustizia, controllo umano e diritto di difesa.
Su Toscana Today, nella rubrica Giuridica, il mio nuovo articolo sull'uso dell'AI negli studi legali e sulla tutela dei dati dei clienti.
Tratto il principio di minimizzazione, la differenza tra pseudonimizzazione e anonimizzazione, gli strumenti che ripuliscono i documenti in locale e l'obbligo di informare il cliente introdotto dall'art. 13 della legge 132/2025.
Prima di caricare un atto su un servizio di AI conviene chiedersi se il sistema ha davvero bisogno dei dati personali che contiene. Quasi sempre può farne a meno.
https://www.toscanatoday.it/prima-di-usare-lai-proteggiamo-i-dati/
#intelligenzaartificiale #GDPR #protezionedati #avvocati #AI
Tratto il principio di minimizzazione, la differenza tra pseudonimizzazione e anonimizzazione, gli strumenti che ripuliscono i documenti in locale e l'obbligo di informare il cliente introdotto dall'art. 13 della legge 132/2025.
Prima di caricare un atto su un servizio di AI conviene chiedersi se il sistema ha davvero bisogno dei dati personali che contiene. Quasi sempre può farne a meno.
https://www.toscanatoday.it/prima-di-usare-lai-proteggiamo-i-dati/
#intelligenzaartificiale #GDPR #protezionedati #avvocati #AI
TOSCANA TODAY
Prima di usare l’AI, proteggiamo i dati - TOSCANA TODAY
Prima di affidare un atto all'intelligenza artificiale, l'avvocato deve ridurre i dati personali che contiene. Minimizzazione, pseudonimizzazione, strumenti locali e obblighi della legge 132/2025.
La sentenza Grassucci e altri c. Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo apre nuovi interrogativi sul rapporto tra sanzioni tributarie e garanzie fondamentali del contribuente.
La CEDU ha riconosciuto la natura penale delle sanzioni tributarie esaminate ai fini dell’articolo 6 della Convenzione, affrontando anche il tema della durata eccessiva dei processi e dell’effettività del rimedio Pinto.
Una pronuncia che potrebbe avere conseguenze rilevanti per il diritto tributario italiano, ben oltre il caso specifico.
Ne parlo nel mio articolo pubblicato su ToscanaToday, analizzando la decisione e le questioni che restano aperte.
https://www.toscanatoday.it/sanzioni-fiscali-e-garanzie-penali-la-svolta-della-cedu-contro-litalia/
La CEDU ha riconosciuto la natura penale delle sanzioni tributarie esaminate ai fini dell’articolo 6 della Convenzione, affrontando anche il tema della durata eccessiva dei processi e dell’effettività del rimedio Pinto.
Una pronuncia che potrebbe avere conseguenze rilevanti per il diritto tributario italiano, ben oltre il caso specifico.
Ne parlo nel mio articolo pubblicato su ToscanaToday, analizzando la decisione e le questioni che restano aperte.
https://www.toscanatoday.it/sanzioni-fiscali-e-garanzie-penali-la-svolta-della-cedu-contro-litalia/
TOSCANA TODAY
Sanzioni fiscali e garanzie penali: la svolta della CEDU contro l’Italia - TOSCANA TODAY
La CEDU riconosce natura penale alle sanzioni tributarie ai fini delle garanzie convenzionali e impone una riflessione sulla tutela dei contribuenti.
Ipoteca sulla casa per debiti fiscali: quando scatta e come difendersi
L'iscrizione di ipoteca da parte dell'agente della riscossione rappresenta una delle misure cautelari più incisive e temute nei rapporti tra il contribuente e il Fisco. Comprendere i presupposti di applicazione e i confini normativi è essenziale per evitare pregiudizi patrimoniali irreparabili.
Nel nuovo articolo pubblicato su PisaOggi, con un taglio divulgativo, analizzo le condizioni che legittimano l'attivazione della misura, i limiti di legge posti a tutela della proprietà e gli strumenti concreti di difesa a disposizione del debitore.
https://pisaoggi.it/ipoteca-sulla-casa-per-i-debiti-fiscali-quando-puo-scattare-e-come-difendersi/
L'iscrizione di ipoteca da parte dell'agente della riscossione rappresenta una delle misure cautelari più incisive e temute nei rapporti tra il contribuente e il Fisco. Comprendere i presupposti di applicazione e i confini normativi è essenziale per evitare pregiudizi patrimoniali irreparabili.
Nel nuovo articolo pubblicato su PisaOggi, con un taglio divulgativo, analizzo le condizioni che legittimano l'attivazione della misura, i limiti di legge posti a tutela della proprietà e gli strumenti concreti di difesa a disposizione del debitore.
https://pisaoggi.it/ipoteca-sulla-casa-per-i-debiti-fiscali-quando-puo-scattare-e-come-difendersi/
PisaOggi
Ipoteca sulla casa per i debiti fiscali: quando può scattare e come difendersi
di Edoardo Ferragina
Intelligenza artificiale e professione forense: dalle attività ripetitive all’organizzazione dello studio.
L’AI può offrire un supporto concreto agli avvocati nella redazione degli atti, nella ricerca giuridica, nella gestione delle scadenze processuali e nella preparazione di preventivi e parcelle.
Ma utilizzare questi strumenti in modo efficace richiede attenzione alla riservatezza, verifica delle fonti e controllo umano dei risultati. La tecnologia può accelerare alcune attività, ma non sostituisce la valutazione giuridica e la responsabilità professionale dell’avvocato.
Ne parlo nel mio nuovo articolo su ToscanaToday, con un particolare riferimento alle risorse e alle indicazioni disponibili in Italia.
🔗 Leggi l’articolo:
https://www.toscanatoday.it/ai-nello-studio-legale-dagli-atti-alle-parcelle-gli-usi-pratici-per-lavvocato/
#IntelligenzaArtificiale #Avvocati #InnovazioneLegale #LegalTech
L’AI può offrire un supporto concreto agli avvocati nella redazione degli atti, nella ricerca giuridica, nella gestione delle scadenze processuali e nella preparazione di preventivi e parcelle.
Ma utilizzare questi strumenti in modo efficace richiede attenzione alla riservatezza, verifica delle fonti e controllo umano dei risultati. La tecnologia può accelerare alcune attività, ma non sostituisce la valutazione giuridica e la responsabilità professionale dell’avvocato.
Ne parlo nel mio nuovo articolo su ToscanaToday, con un particolare riferimento alle risorse e alle indicazioni disponibili in Italia.
🔗 Leggi l’articolo:
https://www.toscanatoday.it/ai-nello-studio-legale-dagli-atti-alle-parcelle-gli-usi-pratici-per-lavvocato/
#IntelligenzaArtificiale #Avvocati #InnovazioneLegale #LegalTech
TOSCANA TODAY
AI nello studio legale: dagli atti alle parcelle, gli usi pratici per l’avvocato - TOSCANA TODAY
L’intelligenza artificiale può supportare gli avvocati nella redazione degli atti, nella ricerca giuridica, nel calcolo delle scadenze e nella gestione di preventivi e parcelle, con attenzione alla riservatezza dei dati e al controllo professionale.
Liti fiscali a Lucca: il Fisco vince più spesso, ma si concilia quasi quattro volte di più
I dati del contenzioso tributario a Lucca nel 2026 restituiscono un quadro interessante: la quota di decisioni favorevoli all’amministrazione finanziaria è superiore al dato nazionale, mentre il ricorso alla conciliazione risulta molto più frequente.
L’analisi prende in esame anche i tempi della giustizia tributaria e l’andamento delle pendenze, mettendo a confronto i dati locali con quelli nazionali disponibili.
I numeri richiedono attenzione: i periodi e i campioni esaminati non sono perfettamente omogenei e le percentuali non possono essere lette come una previsione dell’esito delle singole controversie.
Resta un dato significativo: la difesa del contribuente non si misura soltanto nella sentenza, ma anche nella capacità di valutare quando proseguire il contenzioso e quando una soluzione conciliativa può essere più conveniente.
Ho approfondito questi aspetti nel mio articolo pubblicato su ToscanaToday.
https://www.toscanatoday.it/liti-fiscali-a-lucca-lufficio-vince-piu-spesso-che-nel-resto-ditalia-ma-si-concilia-quasi-quattro-volte-di-piu/
I dati del contenzioso tributario a Lucca nel 2026 restituiscono un quadro interessante: la quota di decisioni favorevoli all’amministrazione finanziaria è superiore al dato nazionale, mentre il ricorso alla conciliazione risulta molto più frequente.
L’analisi prende in esame anche i tempi della giustizia tributaria e l’andamento delle pendenze, mettendo a confronto i dati locali con quelli nazionali disponibili.
I numeri richiedono attenzione: i periodi e i campioni esaminati non sono perfettamente omogenei e le percentuali non possono essere lette come una previsione dell’esito delle singole controversie.
Resta un dato significativo: la difesa del contribuente non si misura soltanto nella sentenza, ma anche nella capacità di valutare quando proseguire il contenzioso e quando una soluzione conciliativa può essere più conveniente.
Ho approfondito questi aspetti nel mio articolo pubblicato su ToscanaToday.
https://www.toscanatoday.it/liti-fiscali-a-lucca-lufficio-vince-piu-spesso-che-nel-resto-ditalia-ma-si-concilia-quasi-quattro-volte-di-piu/
TOSCANA TODAY
Liti fiscali a Lucca: l’ufficio vince più spesso che nel resto d’Italia, ma si concilia quasi quattro volte di più - TOSCANA TODAY
Le sentenze tributarie esaminate a Lucca nel 2026 mostrano una quota di decisioni favorevoli all’amministrazione finanziaria superiore a quella registrata a livello nazionale nel 2025. Nello stesso campione, però, la conciliazione tra contribuente ed ente…
Su Pisaoggi, nella rubrica «I nostri diritti», è uscita oggi la mia analisi delle 196 sentenze depositate nel 2026 dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Pisa. Le ho confrontate con la relazione annuale del MEF sul contenzioso tributario relativa al 2025.
La Corte pisana è tra le più rapide d’Italia. Deposita le sentenze in media sette giorni dopo l’udienza, contro i trentadue della media nazionale, e chiude i processi in 199 giorni a fronte di 359. Nel triennio 2023-2025 ha sempre definito più ricorsi di quanti ne abbia ricevuti.
Gli esiti sono invece molto meno favorevoli al contribuente. Le sentenze che gli danno ragione sono il 12,8%, contro il 29,0% nazionale. Considerando le sole decisioni di merito, l’ufficio prevale in 80,9 casi su cento, mentre la media italiana è 62,3. Il 28,1% delle liti si chiude con una definizione agevolata o un’altra causa di estinzione, più del doppio del dato nazionale.
Nell’articolo indico anche i limiti del confronto: il campione è ridotto, gli anni non coincidono e la banca dati pubblica raccoglie le sole sentenze, mentre la statistica ministeriale comprende anche decreti e ordinanze. Il rapporto tra vittorie dell’ufficio e del contribuente resta comunque il dato più solido.
Per chi valuta un ricorso davanti alla Corte di Pisa contano sempre la fondatezza dei motivi, le prove disponibili e i costi del giudizio. I numeri segnalano che finora, in questa sede, le decisioni di merito hanno premiato il contribuente meno spesso che nel resto del Paese.
L’articolo completo è qui: https://pisaoggi.it/liti-fiscali-a-pisa-la-corte-tra-le-piu-rapide-ditalia-ma-il-contribuente-vince-meno-della-meta-che-nel-resto-del-paese/
La Corte pisana è tra le più rapide d’Italia. Deposita le sentenze in media sette giorni dopo l’udienza, contro i trentadue della media nazionale, e chiude i processi in 199 giorni a fronte di 359. Nel triennio 2023-2025 ha sempre definito più ricorsi di quanti ne abbia ricevuti.
Gli esiti sono invece molto meno favorevoli al contribuente. Le sentenze che gli danno ragione sono il 12,8%, contro il 29,0% nazionale. Considerando le sole decisioni di merito, l’ufficio prevale in 80,9 casi su cento, mentre la media italiana è 62,3. Il 28,1% delle liti si chiude con una definizione agevolata o un’altra causa di estinzione, più del doppio del dato nazionale.
Nell’articolo indico anche i limiti del confronto: il campione è ridotto, gli anni non coincidono e la banca dati pubblica raccoglie le sole sentenze, mentre la statistica ministeriale comprende anche decreti e ordinanze. Il rapporto tra vittorie dell’ufficio e del contribuente resta comunque il dato più solido.
Per chi valuta un ricorso davanti alla Corte di Pisa contano sempre la fondatezza dei motivi, le prove disponibili e i costi del giudizio. I numeri segnalano che finora, in questa sede, le decisioni di merito hanno premiato il contribuente meno spesso che nel resto del Paese.
L’articolo completo è qui: https://pisaoggi.it/liti-fiscali-a-pisa-la-corte-tra-le-piu-rapide-ditalia-ma-il-contribuente-vince-meno-della-meta-che-nel-resto-del-paese/
PisaOggi
Liti fiscali a Pisa: la Corte tra le più rapide d’Italia, ma il contribuente vince meno della metà che nel resto del Paese
di Edoardo Ferragina