L'Ucraina, occupata dai Bolscevichi dal 1922, fu organizzata come Repubblica Sovietica, parte dell'URSS.
Tra gli anni '20 e la fine dei '40 si susseguirono bandiere rosse con le iniziali del nome della repubblica seguendo la stessa linea degli altri componenti del gigante rosso. Un cambio avvenne nel 1949 quando l'Unione Sovietica e i suoi due satelliti, l'RSS Ucraina e Bielorussa per essere riconosciute come paesi componenti delle Nazioni Unite, dovettero adottare nuove bandiere proprie, e così fu: per all'Ucraina fu data una bandiera uguale a quella Sovietica ma con una striscia azzurra in basso, colore tradizionale Ucraino. Questa bandiera inaugurò la serie di bandiere particolari delle Repubbliche socialiste basate sul modello di quella principale rossa. Seppur abolita il 24 agosto 1991, sventolò fino all'anno successivo finché non venne definitivamente rimpiazzata dal bicolore. Il retro, così come le altre, era privo della falce e del martello.
Tra gli anni '20 e la fine dei '40 si susseguirono bandiere rosse con le iniziali del nome della repubblica seguendo la stessa linea degli altri componenti del gigante rosso. Un cambio avvenne nel 1949 quando l'Unione Sovietica e i suoi due satelliti, l'RSS Ucraina e Bielorussa per essere riconosciute come paesi componenti delle Nazioni Unite, dovettero adottare nuove bandiere proprie, e così fu: per all'Ucraina fu data una bandiera uguale a quella Sovietica ma con una striscia azzurra in basso, colore tradizionale Ucraino. Questa bandiera inaugurò la serie di bandiere particolari delle Repubbliche socialiste basate sul modello di quella principale rossa. Seppur abolita il 24 agosto 1991, sventolò fino all'anno successivo finché non venne definitivamente rimpiazzata dal bicolore. Il retro, così come le altre, era privo della falce e del martello.
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Lo stato di Novorossyia era una confederazione composta dalle repubbliche popolari di Donetsk e Luhanks che rivendicava i territori degli omonimi Oblast.
Tuttavia il progetto fallì nel 2015: il 20 maggio i leader dello stato federale della Novorossyia dichiararono che avrebbero fermato il progetto della confederazione. La bandiera è dichiaratamente ispirata alla bandiera della marina militare russa che secondo il giornalista Oleksandr Chalenko ebbe un ruolo decisivo nella conquista della Nuova Russia storica. Alcuni hanno notato che il design della bandiera ricorda la bandiera da battaglia della Marina degli Stati Confederati d'America, nota anche come "bandiera Dixie", sebbene questa sia quasi certamente una coincidenza. L'analista politico ucraino Mikhail Pavliv è accreditato di aver creato la bandiera; Pavliv spiega che si era semplicemente imbattuto nella bandiera online da qualche parte e che il leader del Partito Nuova Russia, Pavel Gubarev, l'aveva poi presa.
Oggi appare ancora per cause belliche.
Tuttavia il progetto fallì nel 2015: il 20 maggio i leader dello stato federale della Novorossyia dichiararono che avrebbero fermato il progetto della confederazione. La bandiera è dichiaratamente ispirata alla bandiera della marina militare russa che secondo il giornalista Oleksandr Chalenko ebbe un ruolo decisivo nella conquista della Nuova Russia storica. Alcuni hanno notato che il design della bandiera ricorda la bandiera da battaglia della Marina degli Stati Confederati d'America, nota anche come "bandiera Dixie", sebbene questa sia quasi certamente una coincidenza. L'analista politico ucraino Mikhail Pavliv è accreditato di aver creato la bandiera; Pavliv spiega che si era semplicemente imbattuto nella bandiera online da qualche parte e che il leader del Partito Nuova Russia, Pavel Gubarev, l'aveva poi presa.
Oggi appare ancora per cause belliche.
Dopo il 1924, quando Fiume fu annessa all'Italia, al Poeta Gabriele d'Annunzio, fu conferita un onoreficenza molto prestigiosa per concessione da Vittorio Emanuele III. Il re emanò un decreto che conferiva al Vate il titolo di Principe di Montenevoso. Due anni dopo il 29 maggio 1926 con nuovo Decreto il re concesse a d’Annunzio lo stemma che da quel momento fu fatto realizzare in ogni angolo del Vittoriale. Il blasone dello stemma veniva così descritto nel Decreto: «d’azzurro al Monte Nevoso d’argento accompagnato in capo dalla Costellazione dell’Orsa Maggiore d’argento (ossia 7 stelle di 7 punte)».
Così non fu però raffigurato nel Gonfalone dove la descrizione risulta essere la seguente: «di rosso al Monte Nevoso d’argento accompagnato in capo dalla Costellazione dell’Orsa Maggiore d’argento».
Nel Gonfalone lo stemma è inserito in un padiglione sormontato dalla corona di Principe e con un cartiglio portante il motto “Immotus nec iners” voluto dal poeta e tratto da un verso del poeta latino Orazio.
Così non fu però raffigurato nel Gonfalone dove la descrizione risulta essere la seguente: «di rosso al Monte Nevoso d’argento accompagnato in capo dalla Costellazione dell’Orsa Maggiore d’argento».
Nel Gonfalone lo stemma è inserito in un padiglione sormontato dalla corona di Principe e con un cartiglio portante il motto “Immotus nec iners” voluto dal poeta e tratto da un verso del poeta latino Orazio.
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