Dopo la secessione dalla federazione nigeriana avvenuta 1967, il Biafra, costituitosi in repubblica, si dotò di una propria bandiera. Adottata il 30 maggio, stesso giorno della dichiarazione d'indipendenza, seguiva lo schema comune di molte altre bandiere africane.
Tricolore orizzontale dai colori panafricani caricato nella fascia centrale di un sole, simboleggiante la fiducia nel futuro e nei suoi 11 raggi rappresenta le regioni componenti dello stato Igbo.
Questa bandiera come il suo stato ebbe vita assai breve, sparì infatti come il Biafra stesso, nel 1970 alla fine della terribile guerra civile nigeriana.
Oggi appare ancora nelle manifestazioni degli Igbo in giro per il mondo come simbolo di libertà per tale popolo.
Tricolore orizzontale dai colori panafricani caricato nella fascia centrale di un sole, simboleggiante la fiducia nel futuro e nei suoi 11 raggi rappresenta le regioni componenti dello stato Igbo.
Questa bandiera come il suo stato ebbe vita assai breve, sparì infatti come il Biafra stesso, nel 1970 alla fine della terribile guerra civile nigeriana.
Oggi appare ancora nelle manifestazioni degli Igbo in giro per il mondo come simbolo di libertà per tale popolo.
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Il Biafra fu una regione secessionista della Nigeria esistita tra il 1967 e il 1970 abitata prevalentemente dal popolo Igbo, detti "Gli Ebrei d'Africa" poiché da sempre abitanti di altre nazioni ma mai di una propria. Unita alla Nigeria nel XIX secolo dagli inglesi, vide la scintilla che scatenò la secessione negli anni '60 a seguito di violenti pogrom contro gli Igbo, visti come i promotori di un riuscito golpe militare. Successivamente a questi fatti si decise di ricercare la propria libertà e il 30 maggio 1967 venne proclamata l'indipendenza del Biafra (che nella lingua locale significa "Accoglienza" o "Ospitalità") sotto la guida di Chukwuemeka Odumegwu Ojukwu detto "Il Capitano" e fu riconosciuta solo da un ristretto numero di nazioni, tra cui il Portogallo, suo principale alleato.
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Il tricolore iraniano venne adottato in origine nel 1905 a seguito dell'adozione di una Costituzione, solo nel 1964 lo Shah Reza Pahlavi ne modificò le dimensioni uniformandola agli standard internazionali. Si modificò leggermente il design del leone savavide, presente sui vessilli Persiani fin dal 1400 e vennero dati dei significati di circonstanza in genere interpretati come prosperità (il verde), pace (il bianco) e coraggio nella difesa del paese (il rosso). Nel 1979 a seguito della Rivoluzione islamica le bandiere cessarono di essere usate rimango però ancora oggi in uso presso gruppi di manifestanti e simpatizzanti della monarchia.
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