Giorni fa ho disegnato per diletto questa bandiera, che in realtà era stata rappresentata in passato solo come stemma.
Lo scudo rappresenta la famiglia normanna degli Altavilla, regnanti di Sicilia molti dei quali furono sepolti nell'Abbazia della SS Trinità di Venosa, in Basilicata.
Tra di essi risulta sepolto anche Roberto il Guiscardo che volle fare del complesso il sacrario degli Altavilla appunto.
Quello che noi possiamo ancora vedere è lo stemma familiare della casata regia, lo schema dei colori però mostra delle modifiche palesi.
Questa versione presenta uno scudo trinciato d'oro e di rosso, alla banda scaccata d'argento e d'azzurro, quindi un sistema di colorazione molto diverso dalla normale Arma.
Il motivo per cui si presenta con questa libertà di colore deriva probabilmente dalla libera rappresentazione che l'autore ha attuato nel ciclo pittorico che adorna il sepolcro Altavilla, va detto infatti che risale a molti anni dopo la fine della dinastia normanna nel sud, ovvero al XIV secolo.
Lo scudo rappresenta la famiglia normanna degli Altavilla, regnanti di Sicilia molti dei quali furono sepolti nell'Abbazia della SS Trinità di Venosa, in Basilicata.
Tra di essi risulta sepolto anche Roberto il Guiscardo che volle fare del complesso il sacrario degli Altavilla appunto.
Quello che noi possiamo ancora vedere è lo stemma familiare della casata regia, lo schema dei colori però mostra delle modifiche palesi.
Questa versione presenta uno scudo trinciato d'oro e di rosso, alla banda scaccata d'argento e d'azzurro, quindi un sistema di colorazione molto diverso dalla normale Arma.
Il motivo per cui si presenta con questa libertà di colore deriva probabilmente dalla libera rappresentazione che l'autore ha attuato nel ciclo pittorico che adorna il sepolcro Altavilla, va detto infatti che risale a molti anni dopo la fine della dinastia normanna nel sud, ovvero al XIV secolo.
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Scanned pages of the Schema on the Maritime Republics.
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Linguadoca nel 1209 e mosse militari della Crociata contro i Catari.
Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo la Linguadoca, nel sud della Francia, era una terra ricca e florida, divisa tra varie signorie feudali.
Tali terre vivevano in pace nonostante vi fossero le influenze della Corona d'Aragona e la Contea di Tolosa, le quali però erano legate da unioni matrimoniali.
Nell'area più interna vi era la Contea di Tolosa, potente signoria nata da Carlo Magno, retta all'ora da Raimondo VI.
La sua estensione copriva molte aree interne dell'Occitania, comprendeva inoltre numerosi vassalli nella zona della Provenza, della valle del rodano e Narbona, sul mare.
Confinava a sud est con la Viscontea di Albi, governata dalla potente famiglia dei Trencavel, signori di Carcassonne, Béziers e Linoux, al suo tempo era visconte Raimondo Ruggero.
Tra la catena dei Pirenei, la Provenza e Montpellier, dominavano gli aragonesi del Re Pietro II, il Campione di Las Navas de Tolosa.
Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo la Linguadoca, nel sud della Francia, era una terra ricca e florida, divisa tra varie signorie feudali.
Tali terre vivevano in pace nonostante vi fossero le influenze della Corona d'Aragona e la Contea di Tolosa, le quali però erano legate da unioni matrimoniali.
Nell'area più interna vi era la Contea di Tolosa, potente signoria nata da Carlo Magno, retta all'ora da Raimondo VI.
La sua estensione copriva molte aree interne dell'Occitania, comprendeva inoltre numerosi vassalli nella zona della Provenza, della valle del rodano e Narbona, sul mare.
Confinava a sud est con la Viscontea di Albi, governata dalla potente famiglia dei Trencavel, signori di Carcassonne, Béziers e Linoux, al suo tempo era visconte Raimondo Ruggero.
Tra la catena dei Pirenei, la Provenza e Montpellier, dominavano gli aragonesi del Re Pietro II, il Campione di Las Navas de Tolosa.
Nel medioevo le bandiere erano principalmente la rappresentazione visiva dello stemma dei nobili, soprattutto dei re e degli imperatori compresi i loro famigliari.
Tra questi v'è l'arme di Svevia, composta da tre leoni (o leopardi) passanti neri sovrapposti tra di loro su campo dorato. Un caso particolare è riprodotto nel sigillo di Enrico VII (datato tra il 1216 e il 1220), figlio di Federico II e Re dei Romani il quale viene rappresentato al galoppo d'un cavallo e brandente uno stendardo a tre code con i leoni posti in verticale anziché nella consuetudinale posizione orizzontale. Forse venne fatta questa scelta per rendere il vessillo più omogeneo, ma non è certo.
Dalla figura visiva ho ricostruito lo stendardo, con l'unica differenza di aver posto i leoni con lo sguardo davanti anziché rivolti a sinistra come nel sigillo.
Tra questi v'è l'arme di Svevia, composta da tre leoni (o leopardi) passanti neri sovrapposti tra di loro su campo dorato. Un caso particolare è riprodotto nel sigillo di Enrico VII (datato tra il 1216 e il 1220), figlio di Federico II e Re dei Romani il quale viene rappresentato al galoppo d'un cavallo e brandente uno stendardo a tre code con i leoni posti in verticale anziché nella consuetudinale posizione orizzontale. Forse venne fatta questa scelta per rendere il vessillo più omogeneo, ma non è certo.
Dalla figura visiva ho ricostruito lo stendardo, con l'unica differenza di aver posto i leoni con lo sguardo davanti anziché rivolti a sinistra come nel sigillo.