Bandiere per le fortificazioni dello Stato Pontificio, adottata nella seconda metà del XIX secolo.
La bandiera è bipartita di oro e bianco (argento), colori papali ufficialmente adottati nel 1808 ma esistenti fin dalle Crociate ed usati nel regno di Gerusalemme.
Al centro ci sono le chiavi di San Pietro incrociate, legate e sorrette dalla Triregno Papale, simbolo secolare della sovranità.
Dopo gli eventi del 20 settembre 1870 e la conquista di Roma, la bandiera funse da bandiera non ufficiale del Vaticano e da bandiera proto - nazionale fino al 1929 quando furono firmati i Patti Lateranensi tra Italia e Chiesa.
La bandiera è bipartita di oro e bianco (argento), colori papali ufficialmente adottati nel 1808 ma esistenti fin dalle Crociate ed usati nel regno di Gerusalemme.
Al centro ci sono le chiavi di San Pietro incrociate, legate e sorrette dalla Triregno Papale, simbolo secolare della sovranità.
Dopo gli eventi del 20 settembre 1870 e la conquista di Roma, la bandiera funse da bandiera non ufficiale del Vaticano e da bandiera proto - nazionale fino al 1929 quando furono firmati i Patti Lateranensi tra Italia e Chiesa.
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Il Fascismo durante la sua presa di potere introdusse una marea di nuove insegne, labari e gagliardetti, ma non modificò le bandiere nazionale e di stato.
Circolò comunque durante il Ventennio una bandiera non ufficiale, le quali variava nello stemma al centro che spesso era sostituito con il piccolo stemma del 1929 che univa la croce sabauda con i fasci littori, questa bandiera seppur usata in molteplici contesti non venne mai ufficializzata, forse perché la monarchia voleva mantenere il proprio primato.
Il suo impiego fu di Stato, infatti era issata sui palazzi governativi, pubblici (come Palazzo Venezia a Roma) e militari.
Venne abolita con lo svolgimento degli eventi il 25 luglio 1943, anche se comparve saltuariamente nei primi mesi della RSI senza scudo regio al centro.
Circolò comunque durante il Ventennio una bandiera non ufficiale, le quali variava nello stemma al centro che spesso era sostituito con il piccolo stemma del 1929 che univa la croce sabauda con i fasci littori, questa bandiera seppur usata in molteplici contesti non venne mai ufficializzata, forse perché la monarchia voleva mantenere il proprio primato.
Il suo impiego fu di Stato, infatti era issata sui palazzi governativi, pubblici (come Palazzo Venezia a Roma) e militari.
Venne abolita con lo svolgimento degli eventi il 25 luglio 1943, anche se comparve saltuariamente nei primi mesi della RSI senza scudo regio al centro.
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Il Fascismo durante la sua presa di potere introdusse una marea di nuove insegne, labari e gagliardetti, ma non modificò le bandiere nazionale e di stato. Circolò comunque durante il Ventennio una bandiera non ufficiale, le quali variava nello stemma al centro…
Due fotografie della bandiera menzionata ieri.
Bandiera di Stato issata accanto a quella giapponese durante la visita dell'ambasciatore del Sol Levante in Italia.
Bandiera di Stato issata accanto a quella giapponese durante la visita dell'ambasciatore del Sol Levante in Italia.
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🇮🇹: 𝐈𝐍𝐓𝐑𝐎𝐃𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐂𝐀: Presentendo la sua morte, l'imperatore Nerva adottò un suo valente generale come successore, costui era Marco Ulpio Nerva Traiano.
Sotto il suo principato, iniziato nel 98 d.C. l'impero romano raggiunse la sua massima espansione, infatti vennero create cinque nuove province, una ad occidente, la Dacia conquistata dopo la guerra contro Decebalo (101 - 106) e quattro in Oriente create in seguito alla travolgente guerra contro i Parthi del 114 - 117, erano le province di Armenia, Assiria, Arabia e Mesopotamia dove importantissime città come Babilonia, Seleucia e Ctesifonte divennero romane, glorificando il sogno di Traiano di diventare un novello Alessandro Magno.
"L'Optimus Princeps" com'era conosciuto, si dedicò anche all'urbanistica di Roma, in questo periodo vennero infatti costruiti il Foro, i mercati, la colonna traiana e la biblioteca; uniti ad altri lavori per l'Italia.
Traiano si spense l'8 agosto del 117 d.C. a Selinunte di Cilicia.
Sotto il suo principato, iniziato nel 98 d.C. l'impero romano raggiunse la sua massima espansione, infatti vennero create cinque nuove province, una ad occidente, la Dacia conquistata dopo la guerra contro Decebalo (101 - 106) e quattro in Oriente create in seguito alla travolgente guerra contro i Parthi del 114 - 117, erano le province di Armenia, Assiria, Arabia e Mesopotamia dove importantissime città come Babilonia, Seleucia e Ctesifonte divennero romane, glorificando il sogno di Traiano di diventare un novello Alessandro Magno.
"L'Optimus Princeps" com'era conosciuto, si dedicò anche all'urbanistica di Roma, in questo periodo vennero infatti costruiti il Foro, i mercati, la colonna traiana e la biblioteca; uniti ad altri lavori per l'Italia.
Traiano si spense l'8 agosto del 117 d.C. a Selinunte di Cilicia.
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Bandiera nazionale adottata il 10 marzo 1945 dallo stato proclamatosi indipendente con il beneplacito giapponese e governato da Bao Dai con il titolo di imperatore.
Abolita verso la fine di agosto 1945, poco prima del crollo giapponese.
La bandiera ne ricordava un'altra, quella dell'imperatore Gia Long dell'inizio del XIX secolo e preludeva a quella del Vietnam del Sud.
Il giallo, così come in Cina, era il colore imperiale.
Le tre strisce rosse con la centrale spezzata esprimevano il concetto di "est" tuttavia si presentano altre interpetazioni, le tre strisce infatti rappresenterebbero il Tonchino, l'Annam e la Cochinchina.
Abolita verso la fine di agosto 1945, poco prima del crollo giapponese.
La bandiera ne ricordava un'altra, quella dell'imperatore Gia Long dell'inizio del XIX secolo e preludeva a quella del Vietnam del Sud.
Il giallo, così come in Cina, era il colore imperiale.
Le tre strisce rosse con la centrale spezzata esprimevano il concetto di "est" tuttavia si presentano altre interpetazioni, le tre strisce infatti rappresenterebbero il Tonchino, l'Annam e la Cochinchina.
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Negli anni passati è stata comunemente utilizzata una versione errata della bandiera.
In questa versione, il rivestimento interno visibile della tiara papale è colorato di rosso anziché di bianco, e in alcune porzioni dello stemma è utilizzata una diversa tonalità di oro, la quale arriva ad essere la stessa della bandiera. Questa è stata utilizzata come versione di Wikimedia Commons della bandiera del Vaticano tra il 2006 e il 2007 e tra il 2017 e il 2022, e da allora si è diffusa su Internet.
Probabilmente è il frutto di un errore in seguito all'adozione della bandiera del 2001 il cui propagarsi ha finito per surclassare la versione ufficiale, così che in teoria dovrà essere risolta con la nuova versione adottata nel maggio 2023.
In questa versione, il rivestimento interno visibile della tiara papale è colorato di rosso anziché di bianco, e in alcune porzioni dello stemma è utilizzata una diversa tonalità di oro, la quale arriva ad essere la stessa della bandiera. Questa è stata utilizzata come versione di Wikimedia Commons della bandiera del Vaticano tra il 2006 e il 2007 e tra il 2017 e il 2022, e da allora si è diffusa su Internet.
Probabilmente è il frutto di un errore in seguito all'adozione della bandiera del 2001 il cui propagarsi ha finito per surclassare la versione ufficiale, così che in teoria dovrà essere risolta con la nuova versione adottata nel maggio 2023.
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