๐ฎ๐น: ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐: Nella prima metร del XIII secolo il Regno di Sicilia, ormai retto dall'imperatore Federico II da quarant'anni, il meridione raggiunse l'apice del suo splendore grazie ad una lunga serie di provvedimenti politici e amministrativi.
Nel 1231 furono promulgate le Costituzioni di Melfi, stese e redatte da grandi giuristi del tempo come Pier della Vigna e il vescovo Giacomo di Capua rendendo il regno uno dei piรน avanzati del tempo.
All'interno delle Costituzioni furono anche riorganizzate le "province" del regno infatti vennero istituiti nel 1233 i "Giustizierati" il cui obiettivo era quello di centralizzare il potere del sovrano a discapito della nobiltร locale, i quali detenevano larghe porzioni di territorio regio.
Sotto il regno di Federico l'estensione del regno arrivรฒ quindi al detenere il mezzogiorno d'italia arrivando dall'Abruzzo fino alla Sicilia, centro del potere e della cultura sveva.
Nel 1231 furono promulgate le Costituzioni di Melfi, stese e redatte da grandi giuristi del tempo come Pier della Vigna e il vescovo Giacomo di Capua rendendo il regno uno dei piรน avanzati del tempo.
All'interno delle Costituzioni furono anche riorganizzate le "province" del regno infatti vennero istituiti nel 1233 i "Giustizierati" il cui obiettivo era quello di centralizzare il potere del sovrano a discapito della nobiltร locale, i quali detenevano larghe porzioni di territorio regio.
Sotto il regno di Federico l'estensione del regno arrivรฒ quindi al detenere il mezzogiorno d'italia arrivando dall'Abruzzo fino alla Sicilia, centro del potere e della cultura sveva.
โค7๐ฅ1๐1
Spero che questa mappa vi piaccia, io personalmente ci tengo molto
Tra le province del Regno di Sicilia ognuna ovviamente possedeva una propria storia ed etimologia e di cui una possiede un toponimo curioso ma che racchiude un origine inaspettata, questa รจ la Terra di Lavoro.
Tale territorio si estendeva tra l'odierno basso Lazio e la Camoania antica arrivando fino a Napoli passando per i fiumi Volturno e Grigliano escludendo l'enclave Papale di Benevento.
In origine, prima dell'affermarsi del toponimo Terra Laboris, il territorio era dai latini identificato con i nomi di Campi Leburini (poi Laburini) e di Terrae Leboriae (poi Laboriae); questo potrebbe derivare forse dal nome di un'antica popolazione, i Lebori.
Il toponimo, la cui prima menzione risale al I secolo d.C. รจ di Plinio il Vecchio mentre nell'XI secolo, al toponimo Laboriae, si sostituisce quello di Terra Laboris.
Questo nome quindi risulta essere un'evoluzione di un termine precedente invece di averne uno proprio.
La Terra di Lavoro esistette fino al 1927 quando il Regime Fascista la soppresse e divise.
Tale territorio si estendeva tra l'odierno basso Lazio e la Camoania antica arrivando fino a Napoli passando per i fiumi Volturno e Grigliano escludendo l'enclave Papale di Benevento.
In origine, prima dell'affermarsi del toponimo Terra Laboris, il territorio era dai latini identificato con i nomi di Campi Leburini (poi Laburini) e di Terrae Leboriae (poi Laboriae); questo potrebbe derivare forse dal nome di un'antica popolazione, i Lebori.
Il toponimo, la cui prima menzione risale al I secolo d.C. รจ di Plinio il Vecchio mentre nell'XI secolo, al toponimo Laboriae, si sostituisce quello di Terra Laboris.
Questo nome quindi risulta essere un'evoluzione di un termine precedente invece di averne uno proprio.
La Terra di Lavoro esistette fino al 1927 quando il Regime Fascista la soppresse e divise.
โค6๐ฅ1๐1๐1
Amici ed amiche, auguro a tutti voi un felice Natale ๐
๐ป ๐
Questo รจ il mio regalo per voi https://digi.vatlib.it/view/MSS_Chig.L.VIII.296/0209
Questo รจ il mio regalo per voi https://digi.vatlib.it/view/MSS_Chig.L.VIII.296/0209
โค1๐1๐1๐1
Il tema dell'araldica sveva in Sicilia รจ fonte di dibattito, essa infatti ha lasciato ancora oggi la possibilitร di approfondire.
In origine l'aquila nera Sveva in Sicilia venne introdotta sul finire del XII secolo dall'imperatore Enrico VI ed ereditata da suo figlio Federico, i quali mantennero lo sfondo dorato rendendo cosรฌ omogenea la simbologia regia ed imperiale.
Dopo la morte dello Stupor Mundi รจ attribuito a suo figlio Manfredi l'adozione nel 1258 dell'arme e bandiera di Svevia - Sicilia, ciรฒ consistente nel cambio di sfondo da oro a bianco, sempre mantenendo l'aquila imperiale, sui drappi era posta su uno stendardo a coda di rondine.
Secondo l'araldista Goffredo di Crollalanza Manfredi in giovane etร ebbe anche una propria insegna, essa era di sfondo azzurro e caricata da un'aquila bianca, forse colori della dinastia materna.
Dopo il 1268 ogni simbologia sveva venne abbandonata in seguito alla conquista Angioina del Sud; essa sopravvisse tuttavia nelle insegne aragonesi una volta ottenuta la Sicilia.
In origine l'aquila nera Sveva in Sicilia venne introdotta sul finire del XII secolo dall'imperatore Enrico VI ed ereditata da suo figlio Federico, i quali mantennero lo sfondo dorato rendendo cosรฌ omogenea la simbologia regia ed imperiale.
Dopo la morte dello Stupor Mundi รจ attribuito a suo figlio Manfredi l'adozione nel 1258 dell'arme e bandiera di Svevia - Sicilia, ciรฒ consistente nel cambio di sfondo da oro a bianco, sempre mantenendo l'aquila imperiale, sui drappi era posta su uno stendardo a coda di rondine.
Secondo l'araldista Goffredo di Crollalanza Manfredi in giovane etร ebbe anche una propria insegna, essa era di sfondo azzurro e caricata da un'aquila bianca, forse colori della dinastia materna.
Dopo il 1268 ogni simbologia sveva venne abbandonata in seguito alla conquista Angioina del Sud; essa sopravvisse tuttavia nelle insegne aragonesi una volta ottenuta la Sicilia.
โค4๐1
Bandiera proposta per la Germania in seguito alla sconfitta nel Secondo Comflitto Mondiale.
Essa mostra un design complicato composto dal tricolore imperiale caricato da una croce di ferro e un'aquila dorata con uno scudetto rosso/nero in petto (di cui il significato sfugge).
Nel quattro lati sono inserite le bandiere delle Potenze Alleate, questo fa intendere come probabilmente tale insegna fosse da utilizzare nella Germania occupata nei suoi diversi settori, come nel caso del "C-Doppelstander" impiegato del 1946 al 1950.
Oggi questa bandiera cosรฌ come altre proposte per la Germania Ovest sono conservate nel museo di storia moderna di Bonn.
Essa mostra un design complicato composto dal tricolore imperiale caricato da una croce di ferro e un'aquila dorata con uno scudetto rosso/nero in petto (di cui il significato sfugge).
Nel quattro lati sono inserite le bandiere delle Potenze Alleate, questo fa intendere come probabilmente tale insegna fosse da utilizzare nella Germania occupata nei suoi diversi settori, come nel caso del "C-Doppelstander" impiegato del 1946 al 1950.
Oggi questa bandiera cosรฌ come altre proposte per la Germania Ovest sono conservate nel museo di storia moderna di Bonn.
๐6๐1
La Corea retta dal XIV secolo dalla dinastia Yi visse similmente ai suoi vicini Giappone e Cina in un pesante isolazionismo secolare, questa situazione rendeva quindi inutile l'utilizzo di un vessillo nazionale.
In seguito all'apertura della Corea agli stranieri si sentรฌ dunque la necessitร di adottare una bandiera nazionale, essa venne disegnata dall'ambasciatore Coreano in Giappone Bak Yeong-hyo nel 1882.
Il disegno รจ ricco di suggestioni filosofiche. Sul drappo bianco, indice di purezza e pace, appariva la figura del t'aegวk, versione coreana dello yin yang cinese, simbolo delle forze contrarie dell'universo che tuttavia si equilibrano e si compendiano; รจ sottolineato dal blu e dal rosso, acqua e fuoco, cielo e terra, e dai quattro segni base dei kwae (corrispondenti ai ching cinesi): il sole in basso a destra, la luna in alto a sinistra, il cielo in alto a destra e la terra in basso a sinistra. Parallelamente i kwae rappresentano anche i punti cardinali e le stagioni.
La bandiera venne abolita nel 1910.
In seguito all'apertura della Corea agli stranieri si sentรฌ dunque la necessitร di adottare una bandiera nazionale, essa venne disegnata dall'ambasciatore Coreano in Giappone Bak Yeong-hyo nel 1882.
Il disegno รจ ricco di suggestioni filosofiche. Sul drappo bianco, indice di purezza e pace, appariva la figura del t'aegวk, versione coreana dello yin yang cinese, simbolo delle forze contrarie dell'universo che tuttavia si equilibrano e si compendiano; รจ sottolineato dal blu e dal rosso, acqua e fuoco, cielo e terra, e dai quattro segni base dei kwae (corrispondenti ai ching cinesi): il sole in basso a destra, la luna in alto a sinistra, il cielo in alto a destra e la terra in basso a sinistra. Parallelamente i kwae rappresentano anche i punti cardinali e le stagioni.
La bandiera venne abolita nel 1910.
๐2๐1