Duegradi
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Oggi è il 18 Dicembre, siamo verso la fine del Calendario dell'Avvento ma soprattutto: è il nostro compleanno! Perciò, vi chiediamo oggi di sostenere Duegradi

🎂 Come festeggiamo? Raccontandovi in questo video cosa c'è dietro questo progetto.

🎁 Volete farci un regalo di compleanno? Sostieneteci al link che metteremo qua sotto! Anche un piccolo contributo fa la differenza!

🤝 Non potete contribuire? Non preoccupatevi! Potete sostenere il progetto condividendo i nostri contenuti, mettendo like e invitando i vostri amici a seguire le nostre pagine social!

https://www.duegradi.eu/sostienici/
BUON ANNO A TUTTI!

Dopo qualche giorno di letargo, eccoci di ritorno, pronti per un nuovo anno di infrmazione, scambi e dibattito sul cambiamento climatico!

Inauguriamo questo 2021 con una riflessione sul ruolo delle nostre scelte quotidiane, della politica e delle istituzioni: nel contesto della crisi climatica, le nostre scelte individuali possono davvero fare la differenza?

Noi ci abbiamo scritto un articolo, lo trovate qui sotto. Voi cosa ne pensate?

Buona lettura
È POSSIBILE COSTRUIRE EDIFICI CON LA CO2?


🎯 Con questo articolo, vi portiamo in viaggio alla scoperta delle tecnologie che trasformano l’anidride carbonica da rifiuto dannoso a potenziale risorsa. A partire dal cemento con cui costruiamo le nostre città....
COME IL CAMBIAMENTO CLIMATICO INFLUENZA L'ARCHITETTURA

🔵 Ce ne siamo accorti durante il lockdown: un balcone, un albero in cortile (o anche solo un cortile!), una finestra a sud o per lo meno a ovest, fanno tutta la differenza del mondo.

🔴 Se l'architettura influenza il nostro modo di vedere il mondo, la crisi climatica ci costringe a ripensare il modo stesso di fare architettura...

🔵 Ne parliamo nell'articolo qui sotto!
VI SIETE MAI CHIESTI CHE COS'È UN MODELLO CLIMATICO?

Si tratta di un modello numerico che descrive le interazioni nel sistema climatico terrestre in modo semplificato, e che consente di calcolare in modo interattivo le emissioni di anidride carbonica o di altri gas ad effetto serra nell'atmosfera.

Il modello viene elaborato in base alle proprietà fisiche, chimiche e biologiche delle componenti del sistema a cui si riferisce (nel nostro caso, la Terra). I modelli non sono perfetti, perché le interazioni di un sistema complesso come la terra sono moltissime e non le conosciamo tutte. Tuttavia, questi strumenti rimangono i più affidabili di cui disponiamo per simulare come evolverà il clima in futuro partendo dal clima attuale.
UN DECIMO DEL MONDO (QUELLO RICCO) EMETTE QUANTO IL RESTANTE 90%

🔴 I Paesi più ricchi sono quelli che emettono più gas serra prro capite, e non sempre a una maggiore ricchezza si associa una più grande protezione dell’ambiente, come si pensava fino a qualche tempo fa. La protezione dell'ambiente pare dipendere strettamente da scelte politiche dei singoli Paesi - pensiamo alle differenze tra Europa e Stati Uniti nella gestione delle emissioni.

🔵 Recentemente, Oxfam ha pubblicato uno studio che conferma questa tesi, osservando come le disuguaglianze economiche determinano anche enormi disuguaglianze climatiche tra i cittadini: insomma, più una persona è ricca e più emetterà gas serra tramite le sue attività.

💰 Lo studio prende in considerazione il reddito individuale e gli indici di disuguaglianza nazionali e globali, per poi confrontarli con le emissioni di consumo all’interno di ogni Paese. Le emissioni di consumo, a differenza di quelle territoriali, sono quelle associate all’uso di beni e servizi qualsiasi sia la loro provenienza. Una volta ottenuti questi dati, le emissioni di consumo sono “spalmate” sulla disuguaglianza nazionale in modo da calcolare le emissioni individuali in base al reddito. Il metodo non è perfetto, perché presuppone che a un reddito più alto corrispondano automaticamente maggiori emissioni, e questo non è sempre vero. Ma questa relazione regge nella stragrande maggioranza dei casi analizzati da Oxfam.

Ma andiamo ai risultati:
➡️ L’1% dei più ricchi del pianeta emette più del doppio del 50% dei meno ricchi.
➡️ Le emissioni del 10% dei più ricchi del pianeta equivalgono a quelle del 90% degli individui rimanenti.

🔴 Insomma, il mondo è terribilmente squilibrato e a farne le spese, ovviamente, sono sempre i meno abbienti, che - benchè meno "responsabili" - non hanno le risorse per proteggersi adeguatamente dalle conseguenze del cambiamento climatico. Un aumento ulteriore delle disuguaglianze, che in effetti continuano a crescere in moltissimi Paesi, potrebbe far crescere ancora queste disparità.

Ma noi siamo tra i più ricchi o i meno ricchi? Ovviamente, questo dipende dalla situazione finanziaria di ognuno. In generale, l’Italia rientra nel 10% dei Paesi in cui le persone hanno più ricchezza personale. Questo vuol dire che, in media, facciamo parte di quelli che emettono gas serra in maniera totalmente sproporzionata rispetto al resto del pianeta.

🔵 E non è una sorpresa: l’impronta ecologica dell’Italia è una delle più alte al mondo, e sia attesta quasi sulle “tre terre”; in pratica, se tutti si comportassero come noi, ci vorrebbero 3 pianeti per sostenerci adeguatamente.

🔴 Insomma, una volta ancora ci vengono presentate le cose come stanno: siamo grandi emettitori, e dovremmo cercare di riconsiderare le cose per migliorare la situazione globale.
Non tanto sentirci in colpa, quindi, quanto essere consapevoli che se non siamo noi a cambiare qualcun altro ne dovrà pagare le conseguenze, e per questo responsabilizzarci, agire, continuare a parlare di clima e giustizia sociale anche se ne siamo stanchi, votare, creare cambiamento e forze politiche in grado di trasformare in meglio il pianeta.
COSA È SUCCESSO NEL MONDO NEL 2020?

Eccoci con una nuova puntata del Bollettino di Duegradi! Nella mappa qui sotto trovate tutti i principali eventi legati al cambiamento climatico dell'ultimo anno. Cosa ci porterà il 2021?
Siamo tornati con il consueto appuntamento di In Due Parole!🗞

🇳🇴 Norvegia: il governo ha adottato un nuovo piano per accelerare la riduzione delle emissioni non coperte dall’ETS e cioè provenienti dai settori: trasporti (eccetto aviazione), agricoltura, rifiuti, edifici e alcune fasi della produzione industriale.

🇪🇺UE: secondo il programma Copernicus, il 2020 è stato l’anno più caldo mai registrato a livello mondiale, insieme al 2016.

🇺🇳ONU: secondo Guterres la transizione verde creerà 18 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030, ma allo stesso tempo una certa perdita di occupazione in determinati settori sarà inevitabile.

Per oggi è tutto, a domani con In Due Parole! 🗞
Bentornati con In Due Parole! 🗞

🇮🇹 Italia: secondo un sondaggio della Banca europea per gli investimenti, per risolvere la crisi climatica il 37% degli italiani sarebbe disposto a rinunciare ai viaggi aerei, il 19% alla carne, il 18% a nuovi vestiti, il 16% al video streaming e l’8% all’auto.

🤝 COP26: il Segretario di Stato per gli affari economici, l’energia e la strategia industriale del Regno Unito Alok Sharma si è dimesso dal suo incarico qualche giorno fa per concentrarsi esclusivamente sul suo ruolo di Presidente della COP26.

🇪🇺 UE: il Portogallo ha fatto della lotta alla cirisi climatica una delle priorità del suo mandato di presidenza del Consiglio dell’UE, iniziato il 1 gennaio. “La legge sul clima va adottata entro giugno” dice il ministro per l’ambiente Fernandes.

Per oggi è tutto, a domani con In Due Parole! 🗞
Buongiorno con In Due Parole! 🗞

🇪🇺 UE: durante il One Planet Summit di questo lunedì a Parigi, la Presidente della Commissione UE ha chiarito che trascurare la perdita di biodiversità ci condurrebbe ad un’era di pandemie.

🌍 mondo: il movimento dei giovani attivisti per il clima ispirato da Greta Thunberg dovrebbe riprendere la sua attività con uno scioero globale il prossimo 19 marzo.

🇫🇷 Francia: Macron ha presentato il progetto di legge sul clima da adottare entro la prima metà di febbraio. Secondo la Convenzione dei cittadini per il clima, il progetto non rispecchia abbastanza le loro proposte.

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Buongiorno con In Due Parole! 🗞

🌍 mondo: temperature più alte mai registrate negli oceani fino a i 2 mila metri, con il Mediterraneo che detiene il più alto tasso di riscaldamento a livello globale. Lo sostengono 13 istituti di ricerca tra cui l’Istituto Nazionale di Geofisica ed Enea.

🌍 mondo: In Asia, America Latina e Africa circa 43 milioni di ettari di foresta (una superficie grande quanto la California) sono stati cancellati in 13 anni, tra il 2004 e il 2017. Lo indica il WWF.

🇮🇹 Italia: quasi 69 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (o Recovery Plan), che sfrutta i fondi dell’iniziativa europea Next Generation EU, saranno destinati alla rivoluzione verde e transizione ecologica.

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Bentrovati con In Due Parole! 🗞
🇫🇷 Francia: presentato il progetto di legge sul clima. Tra le altre cose, il governo vorrebbe introdurre: un’etichetta con CO2 score su alcuni prodotti; il divieto di pubblicità alle energie fossili; il divieto di voli brevi se esiste un’alternativa in treno; il reato di ecocidio con multe fino a 4,5 milioni e pene fino a 10 anni di carcere.

🌍 mondo: secondo il rapporto annuale delle Nazioni Unite sull’adattamento al cambiamento climatico, troppo poco si fa ancora per preparare il mondo agli effetti della crisi climatica.

🌍 mondo: nei loro contributi nazionali (NDC) nel quadro dell’Accordo di Parigi, i Paesi più vulnerabili perchè meno sviluppati o le isole (come Nepal e Maldive) hanno espresso il bisogno di supporto finanziario per far fronte alle condizioni metereologiche estreme.

Per oggi è tutto, a domani con In Due Parole! 🗞
L'AMAZZONIA È A UN PUNTO DI NON RITORNO?

🌴 La foresta amazzonica si sta avvicinando a un punto di non ritorno. Una volta raggiunto, la regione non sarà più lo scrigno di biodiversità che conosciamo nè capace di intrappolare i gas serra nel suolo, un ruolo che oggi ci aiuta a mitigare il cambiamento climatico.

🤔 Ma cominciamo dal principio: perchè un punto di non ritorno? Che cosa sta succedendo in Amazzonia?

🔵 Ne parliamo nell'articolo qui sotto!
LO SAPEVI CHE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO DANNEGGIA L'AGRICOLTURA?

🌽 Quello tra cambiamento climatico, agricoltura e sicurezza alimentare è un rapporto complesso. Il settore agricolo contribuisce al cambiamento climatico producendo un terzo delle emissioni globali di gas serra - tra cui oltre la metà delle emissioni di metano dell’UE – e contribuendo alla deforestazione. Il clima che cambia, a sua volta, ha un impatto negativo sulla produzione agricola e sulla sicurezza alimentare.

🌪️ I cambiamenti nella temperatura atmosferica, nel ritmo delle precipitazioni e nell'umidità del suolo - così come le ondate di calore e gli eventi metereologici estremi - compromettono il rendimento e la qualità dei raccolti. Allo stesso tempo, temperature piu elevate e scarsità d’acqua incoraggiano la proliferazione di erbe infestanti e parassiti. Le ricadute economiche e sociali sono particolarmente gravi nei paesi in via di sviluppo, ma non solo. Secondo alcuni scenari, l’Italia rischia una perdita di produzione agricola pari a quasi 2 miliardi di euro l’anno a causa del cambiamento climatico.

🌱 Se l’agricoltura e la deforestazione hanno un forte impatto sul cambiamento climatico, allo stesso tempo il settore agricolo può giocare un ruolo chiave nella riduzione delle emissioni di gas serra. Ripensare le nostre politiche agricole e modelli di consumo per favorire un’agricoltura piu sostenibile è fondamentale per arginare la crisi climatica e difendere la sicurezza alimentare.