Don Francesco d'Erasmo
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SALMO 36 Il destino dell'empio e del giusto

Beati i miti perché erediteranno la terra (Mt 5, 5).
I (1-11)

Non adirarti contro gli empi, *
non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, *
cadranno come erba del prato.

Confida nel Signore e fa' il bene; *
abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore, *
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Manifesta al Signore la tua via, *
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, *
come il meriggio il tuo diritto.

Sta' in silenzio davanti al Signore *
e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, *
per l'uomo che trama insidie.

Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, *
non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, *
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

Ancora un poco e l'empio scompare, *
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra *
e godranno di una grande pace.
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rc_con_cfaith_pro_20230925_risposte-card-duka_it.pdf
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Risposta del Prefetto Fernandez al card Duka
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Libro IV: La funzione di santificare della Chiesa (Cann. 834-1253); Parte I: I Sacramenti (Cann. 840-1165); Titolo III: La santissima Eucarestia (Can. 897-958); Codice di Diritto Canonico
https://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroIV_912-923_it.html#Articolo_2
Can. 915 - Non siano ammessi alla sacra comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto.
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Coloro che convivono in una unione diversa da quella del matrimonio canonico perseverano in peccato grave manifesto.
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Infatti tra le condizioni indispensabili sempre citate da Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II e tutto il magistero precedente c'è sempre stata la decisione sincera, accompagnata dalla pratica vera, della astinenza dagli atri propri del matrimonio, e la discrezione, ossia che chi fosse impossibilitato da causa grave ad abbandonare il convivente e astenendosi dal peccato fosse nelle condizioni di ricevere i sacramenti lo facesse in modo segreto, dove nessuno possa conoscere la sua condizione di vita, per evitare lo scandalo. Questi punti sono completamente cancellati dalla risposta di Fernandez, e di Bergoglio. Ma l'aggravante è che Fernandez dichiara magistero autentico ciò che contraddice direttamente il magistero autentico di sempre, ponendosi pertanto nelle condizioni già condannate dai pontefici di un concetto evoluzionista del magistero.

Pertanto il Fernandez usa del suo ruolo contro il magistero autentico millantando l'autorità che Gesù non ha conferito né a lui né ad alucno sulla terra, di contraddire la Parola di Dio e il magistero di sempre della Chiesa.

Itaque quicumque manducaverit panem hunc, vel biberit calicem Domini indigne: reus erit corporis, et sanguinis Domini. (1 Cor 11, 27)

Perché, chi indegnamente mangia questo pane e beve dal calice del Signore, sarà reo del Corpo e Sangue del Signore.

(Certamente nelle Bibbie a casa e su internet troverete delle traduzioni molto aleatorie, chissà perché...
Questa versione latina è dall'unico testo normativo ufficiale della Chiesa, la Vulgata.)
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Can. 980 - Se il confessore non ha dubbi sulle disposizioni del penitente e questi chieda l'assoluzione, essa non sia negata né differita
Quindi se il confessore ha dubbi non deve assolvere.

È ovvio che una persona che dice di essere pentita di un peccato e di non voler fare ciò che è necessario per evitare di commetterlo nuovamente lascia seri dubbi sulla verità del pentimento.
Ma l'ovvio, l'evidente, il vero, non sono più di casa né a Santa Marta né al Sant'uffizio
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Ma non preoccupatevi: hanno già cambiato quasi tutto il diritto canonico, arriveranno presto anche qui, appena si ricorderanno...
Il cristiano di Bergoglio, Fernandez e compagni al momento del Battesimo:

Rinunci a Satana?

Rinuncio, ma a volte interpreto la rinuncia anche come amicizia con lui.

E a tutte le sue opere?

Rinuncio, ma in determinate circostanze non potete chiedermi troppo.

E a tutte le sue seduzioni?

Sì, quelle del passato, ma poi se ci sono nuovi criteri potrei farci un pensierino.

Credi in Dio, Padre....

Sì, dipende da cosa intendi. In fondo tutti credono in qualcosa, anche quelli che dicono di non credere.

Credi in Gesù Cristo, Suo unico Figlio....

Sì, ma poi non è l'unico profeta, maestro di vita, e anche quelli che dicono che ha bestemmiato facendosi come Dio credono in qualche grande maestro, abbiamo tutti bisogno di un punto di riferimento, l'importante è che siamo inclusivi.

Credi nello Spirito Santo?

Certo! Ma non avete ancora capito che è lui che crede in Me?

Caro amico/a/queer/indeciso, noi ti riconosciamo battezzato dalla madre terra e membro della Fratellanza Universale
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E Dio ce ne scampi e liberi!
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Mt 7, 15:
Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci.
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Dall'ufficio delle letture di oggi:

PRIMA LETTURA

Dalla lettera agli Efesini di san Paolo, apostolo 4, 1-24
*A ciascuno è stata data la sua grazia,
per edificare il corpo di Cristo*
Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo sta scritto:
Ascendendo in cielo ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini (Sal 67, 19).
Ma che significa la parola «ascese», se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose.
È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l'inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore. Al contrario, vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui, che è il capo, Cristo, dal quale tutto il corpo, ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.
Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.
Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima, l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici. Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio!
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SECONDA LETTURA

Dalla «Lettera a tutti i fedeli» di san Francesco d'Assisi
(Opuscoli, ed. Quaracchi 1949, 87-94)
Dobbiamo essere semplici, umili e puri
Il Padre altissimo fece annunziare dal suo arcangelo Gabriele alla santa e gloriosa Vergine Maria che il Verbo del Padre, così degno, così santo e così glorioso, sarebbe disceso dal cielo, e dal suo seno avrebbe ricevuto la vera carne della nostra umanità e fragilità. Egli, essendo oltremodo ricco, volle tuttavia scegliere, per sé e per la sua santissima Madre, la povertà.
All'approssimarsi della sua passione, celebrò la Pasqua con i suoi discepoli. Poi pregò il Padre dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice» (Mt 26, 39).
Pose tuttavia la sua volontà nella volontà del Padre. E la volontà del Padre fu che il suo Figlio benedetto e glorioso, dato a noi e nato per noi, offrisse se stesso nel proprio sangue come sacrificio e vittima sull'altare della croce. Non si offrì per se stesso, non ne aveva infatti bisogno lui, che aveva creato tutte le cose. Si offrì invece per i nostri peccati, lasciandoci l'esempio perché seguissimo le sue orme (cfr. 1 Pt 2, 21). E il Padre vuole che tutti ci salviamo per mezzo di lui e lo riceviamo con puro cuore e casto corpo.
O come sono beati e benedetti coloro che amano il Signore e ubbidiscono al suo Vangelo! È detto infatti: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima, e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Amiamo dunque Dio e adoriamolo con cuore puro e pura mente, perché egli stesso questo ricerca sopra ogni cosa quando dice «I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4, 23). Dunque tutti quelli che l'adorano devono adorarlo in spirito e verità. Rivolgiamo a lui giorno e notte lodi e preghiere, perché dobbiamo sempre pregare e non stancarci mai (cfr. Lc 18, 1), e diciamogli: «Padre nostro, che sei nei cieli» (Mt 6, 9).
Facciamo inoltre «frutti degni di conversione» (Mt 3, 8) e amiamo il prossimo come noi stessi. Siamo caritatevoli, siamo umili, facciamo elemosine perché esse lavano le nostre anime dalle sozzure del peccato.
Gli uomini perdono tutto quello che lasciano in questo mondo. Portano con sé solo la mercede della carità e delle elemosine che hanno fatto. È il Signore che dà loro il premio e la ricompensa.
Non dobbiamo essere sapienti e prudenti secondo la carne, ma piuttosto semplici, umili e casti. Non dobbiamo mai desiderare di essere al di sopra degli altri, ma piuttosto servi e sottomessi a ogni umana creatura per amore del Signore. E su tutti coloro che avranno fatte tali cose e perseverato fino alla fine, riposerà lo Spirito del Signore. Egli porrà in essi la sua dimora ed abitazione. Saranno figli del Padre celeste perché ne compiono le opere. Saranno considerati come fossero per il Signore o sposa o fratello o madre.
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