🇮🇹Tutti noi conosciamo l'Iskander, il missile balistico a corto raggio migliore al mondo, che ha dato prova di sé nel conflitto più intenso che abbia coinvolto una superpotenza dalla seconda guerra mondiale. Non tutti però sanno che il paese più isolato al mondo ha costruito un sistema che tiene testa al missile Russo, e no, senza copiare nulla se non il design aerodinamico, parliamo del Nordcoreano KN23. Il missile è stato trasferito in grande quantità alla Russia per incrementare gli attacchi missilistici, per cui è ormai collegato al conflitto Russo-Ucraino, ma in verità è in servizio dal 2019, ed è il frutto di una breve ma intensa progettazione iniziata nel 2017, ciò vuol dire che la Corea del Nord ha fatto ciò in cui è migliore, ovvero ottenere tecnologia sensibile attraverso mercato nero, hacking, furto di documenti, corruzione di funzionari e così via. Si tratta prima di tutto di un missile balistico a corto raggio (900km), a traiettoria depressa come l'Iskander ovvero raggiunge una quota massima minore, ed ha un profilo di volo più teso, venendo rilevato più tardi dai radar e lasciando meno tempo di reazione, l'altra caratteristica interessante per un'arma Nordcoreana e il propellente solido, comune invece nei missili del resto del mondo, che consente di stivare il carburante all'interno del missile per lunghi periodi rendendolo rapido da lanciare. La testata è enorme, in Ucraina sono state osservati KN23 con testate da 1500kg, altri da 500kg, lasciando intendere che sia possibile ridurre il carburante per ospitare testate maggiori. E' lungo poco più di 8 metri e poco più largo di 1, risultando quindi decisamente più grande, pesante e soprattutto capace di colpire più lontano rispetto all'Iskander, assomigliando esternamente ad un semplice ingrandimento in scala, la guida è inerziale, una tecnologia di cui abbiamo già parlato, inoltre la Russia ha modificato i KN23 per utilizzare il sistema satellitare GLONASS per portare la precisione dei KN23 dai precedenti 200 metri di errore (una misura inaccettabilmente alta) a soli 35-50 metri, sufficiente per colpire grandi impianti industriali, basi aeree e snodi logistici. Il motore è probabilmente derivato da un missile lanciato da sottomarino Nordcoreano, per cui è totalmente diverso da quello dell'Iskander, ricordiamo che grazie alla sua traiettoria depressa il KN23 vola in una fascia dell'atmosfera (50km) dove l'aria è abbastanza densa da permettere al missile di manovrare con le sue alette, una caratteristica rara per i missili balistici. Il missile può trasportare la testata nucleare Hwasan-31 o anche submunizioni. L'uso estensivo di questi missili in Ucraina ha permesso di analizzare le componenti del missile, appurando che egli condivide poco internamente con l'Iskander, e che utilizza nel sistema di guida principalmente componenti Americane o civili a doppio uso, inoltre le tecniche di saldatura sono piuttosto obsolete mettendo in luce l'arretratezza della Nordcorea sul piano qualitativo industriale ma non quantitativo né tecnologico. E' quindi il primo sistema Nordcoreano utilizzato ampiamente in un conflitto, nonché il primo missile Nordcoreano ad essere lanciato anche da silos, permettendo di attaccare senza nessun preavviso il Sud. Questa è solo un'INTRODUZIONE, nei prossimi giorni vi parlerò ancora del KN23 per approfondire altri aspetti interessanti, e analizzeremo la famiglia di missili derivati da esso, per cui non perdetevi i prossimi post sul KN23.
Gerboise Bleue pinned «We all know the Iskander, the best short-range ballistic missile in the world, which has proven itself in the most intense conflict involving a superpower since World War II. However, not everyone knows that the most isolated country in the world has built…»
🇰🇵We were talking last time about the KN23 and the technological leap it represents in the North Korean arsenal. Compared to the previous Hwasong-5 and Hwasong-6 (indigenous versions of the old Russian Scud), which had a CEP of 1,000 meters, the KN23 achieves a CEP of 30–100 meters when utilizing GLONASS satellite guidance (the Russian GPS). Let's see together what actually changes.
We can say that for most targets, the lethal radius in which they are destroyed ranges from 20 meters (for reinforced structures and bunkers) to 100 meters (for exposed aircraft). Keep one thing in mind: to double the destruction radius of a target, the warhead yield must be increased eightfold. Now, if you want a 50% probability of destroying a target with a single missile, then the radius in which this target is destroyed must equal the CEP—meaning the distance within which half of the missiles are expected to land.
To give you another example: if the CEP is twice the lethal radius of the warhead against that target, then 13 missiles are required to ensure a 90% destruction probability (anyone who has studied basic probability will find this straightforward).
Since the previous Hwasong-5 and Hwasong-6 had a CEP of about 1,000 meters, 1,000 ballistic missiles would have been needed to guarantee a 90% destruction rate of a target. Therefore, it is clear that the KN23 has completely revolutionized North Korea's approach to a future conflict with Seoul.
If we assume the probable CEP of the KN23 is between 35 and 100 meters, and the destruction radius of a bunker is 20 meters with a 500 kg warhead and 25 meters with a 1,000 kg warhead, let's do the math to understand how many KN23s are needed for a 90% probability of destroying the objective. By dividing the lethal radius by the CEP, in the first scenario we find that between 3 and 11 missiles are required, depending on whether the CEP is 35 or 100 meters. With a 1,000 kg warhead, the result would instead be between 2 and 9 missiles. As you can see, the main factor is not the warhead itself, but rather its accuracy."
We can say that for most targets, the lethal radius in which they are destroyed ranges from 20 meters (for reinforced structures and bunkers) to 100 meters (for exposed aircraft). Keep one thing in mind: to double the destruction radius of a target, the warhead yield must be increased eightfold. Now, if you want a 50% probability of destroying a target with a single missile, then the radius in which this target is destroyed must equal the CEP—meaning the distance within which half of the missiles are expected to land.
To give you another example: if the CEP is twice the lethal radius of the warhead against that target, then 13 missiles are required to ensure a 90% destruction probability (anyone who has studied basic probability will find this straightforward).
Since the previous Hwasong-5 and Hwasong-6 had a CEP of about 1,000 meters, 1,000 ballistic missiles would have been needed to guarantee a 90% destruction rate of a target. Therefore, it is clear that the KN23 has completely revolutionized North Korea's approach to a future conflict with Seoul.
If we assume the probable CEP of the KN23 is between 35 and 100 meters, and the destruction radius of a bunker is 20 meters with a 500 kg warhead and 25 meters with a 1,000 kg warhead, let's do the math to understand how many KN23s are needed for a 90% probability of destroying the objective. By dividing the lethal radius by the CEP, in the first scenario we find that between 3 and 11 missiles are required, depending on whether the CEP is 35 or 100 meters. With a 1,000 kg warhead, the result would instead be between 2 and 9 missiles. As you can see, the main factor is not the warhead itself, but rather its accuracy."
Versione Italiana 🇮🇹
#DPRC 🇰🇵
Questo breve post è molto utile per comprendere in generale come funzionano le probabilità nel campo missilistico e quanto il KN23 abbia ribaltato lo scacchiere Nordcoreano.
Stavamo parlando l'altra volta del KN23 e del balzo tecnologico che egli rappresenta nell'arsenale Nordcoreano, rispetto ai precedenti Hwasong 5 e 6 (versioni indigene del vecchio Scud Russo) queste infatti avevano un CEP di 1000 metri, contro i 30-100 del KN23 quando utilizza anche la guida satellitare GLONASS (il GPS Russo). Vediamo insieme cosa cambia nell'effettivo; Possiamo dire che per la maggior parte dei bersagli il raggio letale in cui questi vengono distrutti va dai 20 metri (per strutture rinforzate e bunker) ai 100 metri (per velivoli esposti), e tenete a mente una cosa, per raddoppiare il raggio in cui un bersaglio viene distrutto è necessario aumentare di 8 volte la testata. Adesso, se volete avere una probabilità del 50% di distruggere un obiettivo con un solo missile, allora il raggio in cui quest'obiettivo verrebbe distrutto deve essere uguale al CEP ovvero la distanza dove ci si aspetti che la metà dei missili cada. Vi faccio un altro esempio, se il CEP è il doppio del raggio letale della testata contro quel bersaglio per allora per aspettarsi una distruzione al 90%del bersaglio servono 13 missili (chi ha fatto un po' di probabilità non avrà difficolta in questo. Avendo i precedenti Hwasong 5 e 6 un CEP di circa 1000 metri, sarebbero serviti 1000 missili balistici per assicurasi al 90% la distruzione di un bersagli, quidni è chiaro che il KN23 ha totalmente rivoluzionato l'approccio Nordcoreano nei confronti di un conflitto futuro con Seul. Prendiamo come CEP probabile del KN23 dai 35 ai 100 metri, e con raggio di distruzione di un bunker 20 metri con una testata da 500 kg e 25 metri con una testata da 1000kg allora facciamo questo calcolo per capire quanti KN23 sono necessari per avere una probabilità del 90% di distruggere l'obiettivo, dividiamo il raggio letale per il CEP, nel primo caso otteniamo dai 3 agli 11 missili necessari a seconda del CEP che sia 35 o 100 metri, con una testata da 1000kg invece il risultato sarebbe dai 2 ai 9 missili, quindi vedete che il fattore principale non è la testata ma bensì la precisione.
#DPRC 🇰🇵
Questo breve post è molto utile per comprendere in generale come funzionano le probabilità nel campo missilistico e quanto il KN23 abbia ribaltato lo scacchiere Nordcoreano.
Stavamo parlando l'altra volta del KN23 e del balzo tecnologico che egli rappresenta nell'arsenale Nordcoreano, rispetto ai precedenti Hwasong 5 e 6 (versioni indigene del vecchio Scud Russo) queste infatti avevano un CEP di 1000 metri, contro i 30-100 del KN23 quando utilizza anche la guida satellitare GLONASS (il GPS Russo). Vediamo insieme cosa cambia nell'effettivo; Possiamo dire che per la maggior parte dei bersagli il raggio letale in cui questi vengono distrutti va dai 20 metri (per strutture rinforzate e bunker) ai 100 metri (per velivoli esposti), e tenete a mente una cosa, per raddoppiare il raggio in cui un bersaglio viene distrutto è necessario aumentare di 8 volte la testata. Adesso, se volete avere una probabilità del 50% di distruggere un obiettivo con un solo missile, allora il raggio in cui quest'obiettivo verrebbe distrutto deve essere uguale al CEP ovvero la distanza dove ci si aspetti che la metà dei missili cada. Vi faccio un altro esempio, se il CEP è il doppio del raggio letale della testata contro quel bersaglio per allora per aspettarsi una distruzione al 90%del bersaglio servono 13 missili (chi ha fatto un po' di probabilità non avrà difficolta in questo. Avendo i precedenti Hwasong 5 e 6 un CEP di circa 1000 metri, sarebbero serviti 1000 missili balistici per assicurasi al 90% la distruzione di un bersagli, quidni è chiaro che il KN23 ha totalmente rivoluzionato l'approccio Nordcoreano nei confronti di un conflitto futuro con Seul. Prendiamo come CEP probabile del KN23 dai 35 ai 100 metri, e con raggio di distruzione di un bunker 20 metri con una testata da 500 kg e 25 metri con una testata da 1000kg allora facciamo questo calcolo per capire quanti KN23 sono necessari per avere una probabilità del 90% di distruggere l'obiettivo, dividiamo il raggio letale per il CEP, nel primo caso otteniamo dai 3 agli 11 missili necessari a seconda del CEP che sia 35 o 100 metri, con una testata da 1000kg invece il risultato sarebbe dai 2 ai 9 missili, quindi vedete che il fattore principale non è la testata ma bensì la precisione.
🇰🇵 2021, North Korea launches a ballistic missile from a railcar for the first time. As is clearly visible, it is a KN23. Small ballistic missiles launched from rails have disadvantages compared to those launched from TELs, regarding both mobility and available routes. Historically, we have only seen large ICBMs launched from rails because they were generally launched from silos, representing an increase in mobility—unlike the North Korean case. So why do they do it? The answer lies in the country's documented and widespread difficulty in producing the large trucks needed to launch missiles. Being able to launch from a railcar allows them to amplify their available carriers, even for small missiles like this one.
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Compass Call
🇰🇵 2021, North Korea launches a ballistic missile from a railcar for the first time. As is clearly visible, it is a KN23. Small ballistic missiles launched from rails have disadvantages compared to those launched from TELs, regarding both mobility and available…
🇰🇵 2021, La Corea del Nord lancia per la prima volta un missile balistico da rotaia, si tratta com'è ben visibile di un KN23, i missili balistici di piccole dimensioni lanciati da rotaia presentano svantaggi rispetto a quelli lanciati da TEL, per una questione di mobilità e insieme di percorsi percorribili, per questo storicamente si è solo assistiti a grandi ICBM lanciati da rotaia, poiché generalmente erano lanciati da Silos e dunque rappresentava un incremento di mobilità a differenza del caso Nordcoreano, ma dunque perché lo fanno?
La risposta sta nella documentata ed ampia difficoltà del paese a produrre i grandi camion necessari a lanciare i missili, e riuscire a farlo da vagone permette di amplificare i vettori disponibili, persino per missili piccoli come questo
La risposta sta nella documentata ed ampia difficoltà del paese a produrre i grandi camion necessari a lanciare i missili, e riuscire a farlo da vagone permette di amplificare i vettori disponibili, persino per missili piccoli come questo
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Il sottomarino Tipo 212 nasce dalla necessità della marina tedesca di sostituire l’obsoleto Type 206 durante gli anni 90. Nello stesso periodo L’Italia si trova in una situazione identica cercando un valido sostituto per la sua Classe Sauro ( di cui 4 ancora in servizio ). Nasce quindi un intesa fra le parti per lo sviluppo del sottomarino che prevedeva la costruzione di un unico modello per entrambe le marine. Il Tipo 212A diverrà un mezzo rivoluzionario nel suo campo (convenzionale) con tecnologie all’avanguardia e un progetto capace di evolversi in parallelo con gli sviluppi internazionali e le tecnologie più moderne. Data l’opposta posizione geografica delle due nazioni il mezzo si trova a soddisfare criteri variegati. L’Italia infatti si trova al centro del mediterraneo con un Mare abbastanza ampio e anche profondo con un clima molto differente rispetto a quello affrontato dai colleghi sommergibilisti tedeschi; Il Mar Baltico infatti è meno profondo e con temperature e condizioni molto più rigide. Alla fine viene comunque sviluppato prendendo due denominazioni differenti: Tipo 212A e Todaro. In realtà, i due mezzi si differenziano poco tra di loro, infatti, i motori, cellule a idrogeno (il sistema AIP), batterie e eliche sono identici in entrambi i modelli in modo da creare una più ampia base industriale per sostenere le necessità dei mezzi. Il Tipo 212A viene considerato, dai più, come uno dei sottomarini convenzionali più avanzati in servizio. La forza di questo sottomarino è la sua abilità nel non produrre rumori quindi “Stealth”, infatti è il primo sottomarino ad utilizzare cellule combustibili a Idrogeno che permette la propulsione AIP: Air Indipendet Propulsion. Questa propulsione comporta il mescolamento di ossigeno e idrogeno, stivati fra i due scafi del sottomarino, per produrre energia elettrica. I due scafi non sono una caratteristica di tutto il sottomarino, infatti una parte presenta i due scafi per l’AIP invece un altra uno scafo singolo. Ciò permette di alimentare i sistemi e farlo muovere sott’acqua senza raggiungere quota periscopio, rimanendo in immersione e allungando una possibile permanenza subacquea fino a 40 giorni. Il sistema AIP però non è il principale propulsore del mezzo, un generatore MTU, una batteria di accumulatori al piombo un motore elettrico a doppio indotto SIEMENS Permasin e da un sistema di generazione di energia elettrica composto da Celle a Combustibile (Fuel Cell di tipo PEM) come principali fonte di locomozione. Il sottomarino raggiunge i 20 nodi massimi in immersione con il sistema convenzionale di propulsione, mentre i soli 8 nodi con il sistema AIP. Raggiungendo una quota di profondità massima testata di 250 metri. Un raggio massimo di operazione di 15.000 chilometri ad una velocità di 8 nodi con una capacità di rimanere in navigazione di 12 settimane con a bordo un equipaggio di circa 25-28 uomini. Il piccolo equipaggio indica il grande livello di automazione del battello. La lunghezza iniziale è di 56 metri ma il sottomarino ha ricevuto diverse modifiche nel corso del tempo, sviluppando una seconda batch per la Marina tedesca e anche quella italiana, inoltre ne è stata creata una terza con la variante CD e una quarta con quella NFS. Allungando lo scafo e aggiungendo sistemi diversi è stata sviluppata la versione CD insieme alla marina norvegese che ne ha ordinati 6. NFS invece è l’evoluzione del Todaro italiano. I sistemi di bordo sono diversi per i vari mezzi, infatti, variano da batch a batch. In linea generale, il sottomarino monta diversi sonar attivi passivi e trainati tra cui alcuni ad altissime frequenze sulla prua per creare un immagine della parte frontale. Questo permette ad esempio di passare in mezzo ad una zona minata. Questi sonar sono talmente complessi e efficaci che possono dare l’immagine della stratificazione del fondale all’operatore.
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L’albero del 212A possiede al suo interno diversi sistemi GPS e di comunicazione e attualmente nelle versioni più moderne monta datalink per integrare il sistema di combattimento ORCCA. Questo integrato per i sottomarini “CD”. Il sistema ATHENA per i nuovi NFS (Già istallato sui PPA, LHD “Trieste” della Marina Italiana) . Il Tipo 212 aveva in origine i due periscopi (d’attacco e d’osservazione) penetranti nello scafo dotati di diversi sensori sull’estremità invece adesso le versioni più avanzate hanno periscopi optronici digitali collegati con cavi in fibra ottica e un backup analogico penetrante vi è accoppiato. I sistemi ottici originali istallati a bordo sono composti da un sistema di periscopi Sero 14, Sero 15 e una termocamera. A causa di tecnologie radar sempre più avanzate per individuare i vari periscopi, uno dei due, quello non digitale, è composto in materiale radar-assorbente ed è più sottile dell’altro per evitare il tracciamento. I periscopi optronici non rimangono in superficie per lunghi periodi, ma compiono un immagine grandangolare a 360 gradi della zona e poi rientrano, essendo molto più ingombranti. Lo scafo estero è rivestito di materiali sonar assorbenti e il materiale di cui sono fatti gli scafi è amagnetico così da evitare alterazioni del campo magnetico terrestre rilevate da dispositivi ASW. Sempre per combattere minacce dirette post-scoperta del battello, è implementato un sistema di jammer/esche a 4 lanciatori con 40 munizioni. La forma dello scafo é arrotondata, la sezione trasversale a prisma e il timone a X fanno si che il mezzo sia ancora più difficile da individuare da eventuali sensori di aerei o elicotteri. Si potrebbe pensare che questi mezzi possano essere obsoleti a causa della presenza di ben più grandi sottomarini nucleari d’attacco, ma invece si sono rivelati più volte mezzi molto insidiosi per le flotte. Questo viene dimostrato nel corso del tempo diverse volte in varie esercitazioni NATO. Uno dei casi più eclatanti è “l’affondamento” della USS Theodore Roosevelt durante un esercitazione nel 2008. Nel 2001, invece, un sottomarino tedesco Tipo 206 “affondò” la USS Enterprise a largo di Puerto Rico. Le porta-aerei nucleari americane, ricordo, non viaggiano da sole ma insieme a un nutrito gruppo di altre navi di supporto. Questo indica la capacità di tutti questi mezzi di passare tra le maglie della difesa americana e poter lanciare siluri da 533 mm con 350 kg di testata sotto l’ammiraglia. Un sottomarino da 250 milioni di euro è in grado di danneggiare irreparabilmente una porta aerei dal costo di 4.5 miliardi di dollari. Gli eventi non sono passati inosservati alla Marina USA che infatti teme questo tipo di battelli (diesel elettrici). Avvenimento identico è avvenuto con un sottomarino della classe Gotland Svedese sempre a largo delle coste statunitensi durante un esercitazione ASW.
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Un altra notevole caratteristica del Tipo 212A è la capacità di muoversi in acque profonde fino a 17 metri permettendogli di essere un mezzo ideale per l’infiltrazione di unità specializzate in territorio nemico. Gli italiani in questo ambito a livello tecnologico e industriale sono all’avanguardia rispetto a tantissime altre marine. Molta della tecnologia rimane segreta perfino agli alleati, ma foto rilasciate mostrano sistemi SDV e Hangar (Cabi Cattaneo) per le forze speciali. Quindi questi sottomarini si pongono come strumenti per la sorveglianza e raccolta di informazioni, grazie a tutti i sensori di bordo, senza essere osservati a loro volta e con la capacità di infiltrare personale in zone costiere remote senza destare sospetti. Inoltre, rivestono un ruolo chiave nella protezione delle infrastrutture posizionate sul fondale. Soprattutto, gli Italiani con i reparti del COMSUBIN sono capaci di difendere o sabotare infrastrutture come: cavi sottomarini, oleodotti e gasdotti. Detto ciò, sono sottomarini d’attacco, quindi posseggono 6 tubi lancia siluri da 533 mm con la possibilità di lanciare: DM2A4 (Germania) e Black Shark (Italia). Il siluro Italiano è filoguidato con un range di 50 km, 50 nodi di velocità e una testata di esplosivo di 350 kg con diverse modalità di detonazione, Il DM2A4 ha sempre 50 km di autonomia, ma possiede una testata di 250 kg; filo guidato e si muove a 50 nodi di velocità. Negli anni questi siluri hanno ricevuto delle modifiche e degli upgrade ottenendo la versione rispettivamente: Advanced e A5. Questi vengono lanciati con un sistema idraulico molto silenzioso chiamato Push-Out. Nei tubi lancia siluri esiste la possibilità di inserire fino a 24 mine navali internamente, queste possono essere anche predisposte in impalcature esterne montante sullo scafo. L’armamento con il tempo si è evoluto, passando da capacità prettamente anti-nave e anti-sommergibile utilizzando siluri ad un armamento molto più variegato e altamente moderno e avanzato. Nei sottomarini NFS, 212CD e nella batch II tedesca si vanno ad integrare sistemi diversi come missili anti nave, missili anti aerei (primi al mondo) e anche una mitragliera da 30 mm in uscita dall’albero (rimasto però un prototipo, 1940 Vibes). Nella versione U-212cd (Norvegese e Tedesca), viene implementato il sistema NSM (naval strike missile) lanciabile dal sottomarino. Il sistema è stato integrato grazie all’allungamento dello scafo dovuto alle necessità di avere più autonomia durante la navigazione oceanica. Il missile ha una firma radar molto ridotta, una velocità elevata con una quota di volo bassa, una capacità di identificare e decidere quale bersaglio colpire in maniera autonoma con un range di 300 km per colpire navi (che può catalogare e riconoscere) o obiettivi in territorio nemico. Si pensa che il sottomarino italiano NFS abbia la possibilità di equipaggiare missili Teseo Mk2/E, un missile con la capacità deep strike contro navi e obiettivi terrestri. Un range di 350 km con modalità di targetig autonomo con sistemi Gps e Ins (inerziale) e capacità di viaggiare a livello del mare. Il sistema più interessante che è attualmente in servizio, in Germania, è però il missile IDAS anti-aereo che ha in realtà la capacità di ingaggiare gli obiettivi più variegati. Il sistema viene inserito nel siluro e contiene 4 missili lanciabili in immersione. In breve viene espulso e eiettato fuori dall’acqua da li lanciato verso una posizione predefinita con un angolo d’attacco pianificato. Il missile ha una portata di 40 chilometri e all’uscita dall’acqua apre delle ali che gli permettono di variare e manovrare. Si muove grazie ad un cercatore IR con una definizione alta d’immagine e un pilota automatico alla ricerca del bersaglio. Il missile è effettivamente filo guidato con un cavo in fibra ottica e quindi nella fase terminale d’attacco il sistema viene dato in mano all’operatore che guida nelle fasi finali.
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Proprio per questo motivo ha la capacità di ingaggiare una quantità e tipologia variegata di bersagli. Da istallazioni terrestri, barche di piccole medie dimensioni, fino ad elicotteri ed aerei. Tutto ciò potrebbe dare ai sottomarini del prossimo futuro la capacità critica che non era mai stata posseduta da nessun mezzo del genere, cioè combattere elicotteri e aerei dedicati alla guerra sottomarina. Nel corso della storia dei sottomarini si è capito che era più facile nascondersi e rimanere in silenzio. A differenza dei loro nonni che avevano mitragliere da 20 mm e 3.7 cm nel secondo conflitto mondiale gli U-BOAT del XXI secolo hanno ora la capacità di abbattere i loro inseguitori rimanendo nascosti. Facendo riferimento alla storia sappiamo che nell'atlantico hanno navigato molte navi di supporto per gli Uboat in caccia durante il secondo conflitto mondiale. Allo stesso modo ora all’interno della 1. Ubootgeschwader (Prima squadriglia sottomarini) è presente una nave logistica specializzata il “Main” per il supporto alle operazioni sottomarine. All’interno della squadriglia sono presenti anche tre navi SIGINT/ELINT della classe OSTA. Questo enfatizza oltre modo il ruolo di questi mezzi (Tipo 212A) come parte di un sistema complesso di raccolta dati e sorveglianza oltre che d'attacco. La sorveglianza della Classe Todaro o del Tipo 212A non produce semplicemente una fotografia di un obiettivo, ma è capace di fornire (grazie ai sensori) un “pattern of life” di mare, cioè un quadro complessivo della zona. Concludo facendo un ultimo ulteriore approfondimento sul Tipo 212CD (common design) attualmente in costruzione (2026). Il sottomarino come già detto viene allungato passando da 56 a 73 metri di lunghezza e da un peso di 1450 tonnellate ad uno stimato a 3000 tonnellate. I motori diesel raddoppiano passando da uno a due motori. Il design dello scafo cambia andando a prendere la forma di un diamante rendendolo ancora più difficile da individuare. A livello d’armamento come già detto verranno probabilmente integrati NSM e IDAS. Verrà a integrata la possibilità di usare i siluri Black Shark Advanced dell’Italiana WASS. Quindi, visto l’orientamento export di questo modello si dà la possibilità di vendita di questo prodotto in grande quantità anche all’estero. Oltre a questi verranno implementati affianco ai decoy anti-siluri, già presenti dalle prime versioni, i siluri SeaSpider capaci di ingaggiare torpedo nemici. Oltre alla Germania e alla Norvegia si affiancano altri due paesi interessati a questo battello Polonia e Canada. Quest'ultimo ha presentato richiesta per ben 12 unità a causa della sempre più evidente corsa all’artico delle varie nazioni dove il Canada possiede ampli territori.
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Deep Guardian, hangar stagno per le Forze Speciali Italiane del COMSUBIN
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