Gerboise Bleue
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analysis of weapon systems, military strategies and tactics, History and Military History and in-depth analysis based on official sources.

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Il missile Pluton, un missile balistico a corto raggio francese, faceva parte dell'idea del colpo d'avvertimento nucleare. Entrato in servizio con l'Artillerie Nucléaire Tactique (ANT) dell'Esercito Francese nel 1974, fu concepito come arma di ultima istanza: un sistema nucleare tattico capace di colpire le forze sovietiche in avanzamento all'interno del territorio della Germania Ovest con una ragionevole precisione, salvaguardando così l'integrità territoriale francese. Tecnicamente, il sistema Pluton aveva una gittata compresa tra 17 e 120 km, il che significava che — se lanciato dal suolo francese — poteva colpire solo la Germania Ovest. La potenza della sua testata variava da 10 a 25 kt; era capace di detonazione aerea (ad altitudini comprese tra 180 e 600 metri) o da impatto al suolo e aveva un errore circolare probabile (CEP) compreso tra 200 e 400 metri. Il missile a propellente solido utilizzava un sistema di guida inerziale interno, che lo rendeva immune alle interferenze elettromagnetiche. Di conseguenza, l'avversario era costretto a usare solo mezzi cinetici per neutralizzare il missile. Il veicolo di lancio era basato sullo chassis dell'AMX-30, modificato per includere una gru di carico; questa piattaforma fu selezionata per le sue capacità fuoristrada, anche a pieno carico. Un singolo veicolo poteva gestire il carico, le comunicazioni (all'interno di una complessa rete di trasmissione) e il lancio del missile Pluton. Tuttavia, non si trattava semplicemente di un singolo veicolo ma di un sistema completo comprendente il TEL (Trasportatore-Erettore-Lanciatore), un veicolo di scorta, un veicolo di supporto, un veicolo comando (per le comunicazioni), una stazione di trasmissione e un sistema di telegrafia crittografica. Il sistema era suddiviso in tre componenti, che venivano trasportati su autocarri di accompagnamento. L'assemblaggio in loco richiedeva circa 45 minuti, con ulteriori 10 minuti necessari per la trasmissione e il coordinamento prima del lancio del missile. Oltre al TEL AMX-30, il sistema includeva autocarri da trasporto Berliet GBC8 6x6 Gazelle, VAB (e inizialmente veicoli AMX-10P) e un veicolo comando equipaggiato con comunicazioni a medio raggio e un computer balistico (stazione TRMC 2A) — simile a quello presente a livello di comando, di comando di reggimento e di singola batteria — oltre a un sistema di comunicazione a lungo raggio. Il computer balistico IRIS 35M gestiva i calcoli di lancio ed era schierato a livello di Comando, di Comando di Reggimento e di batteria. La comunicazione a lungo raggio si affidava alla stazione TRVM 15. Cinque reggimenti erano equipaggiati con il sistema PLUTON, supportati da due reggimenti di supporto logistico. Ogni reggimento era composto da cinque batterie: una batteria comando, tre batterie di tiro (ciascuna con due TEL) e una batteria di sorveglianza e trasporto. In tempo di guerra, ogni reggimento aveva una forza di circa 1.000 effettivi. Infine, va notato che i reggimenti erano equipaggiati con il drone CT20, che forniva una capacità organica di osservazione dell'area bersaglio. Furono prodotti settanta veicoli di consegna, corrispondenti alle settanta testate. Avrebbero colpito potenziali colli di bottiglia, come snodi logistici, ponti e aree di ammassamento delle truppe — rallentando così la logistica e i movimenti delle truppe e rendendoli molto più costosi. In conclusione, il sistema era altamente integrato con la struttura di comando attraverso numerosi sistemi di comunicazione ridondanti. Offrendo una grande versatilità tattica, forniva alla difesa francese una risorsa aggiuntiva per sferrare il colpo d'avvertimento richiesto dalla dottrina militare
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Let us discuss the legendary Redoutable class—the first six French nuclear-powered submarines capable of launching ballistic missiles, forming the naval strategic component of the Force de Frappe.
The photos show the submarine under construction at the Cherbourg naval base, the launch hatches for submarine-launched ballistic missiles (SLBMs), and some of the submarine's interior.
The class was built during Charles de Gaulle's presidency, a time when France had withdrawn from NATO's integrated military command and was seeking to emerge as a power independent of the Russian and American blocs. Constructing the Redoutable class was therefore vital for France; it guaranteed the ability to launch a nuclear retaliatory strike, as it was impossible to destroy the submarines in a preemptive first strike.
The submarine is powered by a light-water nuclear reactor, granting it virtually unlimited endurance for 20 to 25 years; it measures 128 meters in length and weighs 8,000 tons, requiring 14 million man-hours and 6 kilometers of welding to build.
France obtained highly enriched uranium from the United States and developed a test reactor to verify the project's feasibility; all six submarines entered service between 1971 and 1985 and were progressively decommissioned between 1991 and 2008.
Its nuclear armament initially consisted of 16 launch tubes for M1 SLBMs, which were gradually replaced by M2 and finally M4 missiles—systems we will discuss later.
While the United Kingdom was doing the same with crucial American aid, France chose the path of isolation, developing and manufacturing every single component on its own; it embarked on a genuine engineering feat that paid off, resulting in exceptionally high operational readiness—with nearly half of their service time spent submerged—and a system where each vessel had two identical crews (Red and Blue) alternating operations to ensure the submarine remained in continuous active service. France became the fourth country in the world capable of launching nuclear missile strikes from nuclear-powered submarines; during the 1970s and 1980s, the Redoutable class was not particularly quiet in terms of propulsion—making it easier to detect than American and British submarines, though not by Soviet ones until the introduction of the Akula class in the 1980s.
Between the late 1980s and the 1990s, the Redoutable class underwent gradual upgrades—starting with the Inflexible, which entered service in 1985—to improve stealth and modernize the missile systems, effectively creating a transitional subclass of vessels. To minimize sonar detectability, the Redoutable class employed elastic and rubber mountings for the noisiest or vibration-prone components; furthermore, it was powered by an electric turbine driven by the nuclear reactor—rather than being directly connected to the shaft—to prevent vibrations from propagating into the water.
The propellers themselves were angled to avoid generating surface bubbles and to prevent cavitation. All of this was the result of the "Coelacanthe" inter-ministerial program launched by De Gaulle to develop the submarine component of the nuclear deterrent force; this initiative drastically streamlined bureaucracy and enabled the rapid miniaturization of a nuclear reactor and the development of submarine-launched ballistic missiles.
In the mid-1950s, France was already planning the construction of a nuclear submarine—the Q 244—with US support, but the program was cancelled following De Gaulle's rise to power and the deterioration of relations with the United States.
In 1959, France possessed only 440 kg of uranium—barely enough for a land-based reactor—yet a marine nuclear reactor was built the following year as a testbed; in 1964, the Gymnote, a conventional ballistic missile submarine, entered service and contributed to the program's development.
It was not until 1965 that 50% of the defense budget was allocated to the Coelacanthe program.
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Compass Call: parliamo della leggendaria classe Redoutable, i primi 6 sottomarini francesi a propulsione nucleare capaci di lanciare attacchi balistici, costituendo la componente strategica marina della Force de Frappe.Nelle foto è possibile osservare il sottomarino in costruzione presso la base navale di Cherbourg, i portelli di lancio per i missili balistici sottomarini (SLBM) e alcuni interni del sottomarino.
La classe fu costruita sotto la presidenza di de Gaulle quando la Francia aveva abbandonato il comando integrato NATO cercando di emergere fra i due blocchi Russo e Americano, a tal fine era assolutamente vitale per la Francia costruire la classe Redoutable, che avrebbe assicurato alla Francia di poter lanciare un attacco di ritorsione nucleare, essendo impossibile distruggere preventivamente i sottomarini con un primo colpo.
IL sottomarino è propulso da un reattore nucleare ad acqua leggera che gli garantisce autonomia infinita per 20 o 25 anni, è lungo 128 metri e pesante 8000 tonnellate, sono state necessarie 14 milioni di ore di lavoro e 6km di saldature per costruirlo.
La Francia ha ottenuto uranio altamente arricchito dagli stati uniti ed ha sviluppato il reattore di prova per verificare la fattibilitĂ  del progetto, dal 1971 al 1985 entrarono in servizio tutti e 6 i sottomarini, furono progressivamente radiati dal 1991 al 2008-l'armamento nucleare consisteva inizialmente in 16 tubi di lancio per SLBM M1, gradualmente sostituiti da M2 e infine da M4, parleremo piĂą tardi di questi sistemi.
Mentre il Regno Unito faceva la stessa cosa con importantissimi aiuti americani, la Francia scelse la via dell'isolamento e sviluppò e produsse da sola ogni singolo componente, gettandosi in una vera impresa ingegneristica che diede i suoi frutti, l'operatività dei sottomarini fu altissima, quasi metà del servizio passato in immersione, ogni nave aveva due equipaggi gemelli, rosso e blu, a turno operavano il sottomarino, che era continuamente in servizio attivo. La Francia divenne il quarto paese al mondo a poter lanciare attacchi missilistici nucleari da sottomarini con propulsione nucleare, negli anni '70 e '80 la classe Redoutable non era particolarmente silenziosa in termini di propulsione, rendendola più facilmente rilevabile rispetto ai sottomarini americani e inglesi, ma non da parte di quelli sovietici fino all'introduzione della classe Akula negli anni '80.
Fra la fine degli anni 80 e 90 la classe Redoutable fu gradualmente aggiornata a partire dal vascello Inflexible entrato in servizio nell'85, migliorando la furtivitĂ  ed aggiornando la componente missilistica, costituendo di fatto una sottoclasse di transizione.
Per limitare la rilevabilitĂ  ai sonar, la classe Redoutable utilizzava supporti elastici e in gomma per le componenti piĂą rumorose o soggette a vibrazioni, e inoltre era alimentato da una turbina elettrica azionata dal reattore nucleare, non direttamente collegato all'asse, per evitare che le vibrazioni si propagassero in acqua.
Le eliche stesse erano inclinate in modo tale da non emettere bolle in superficie ed evitare il fenomeno della cavitazione Tutto questo è il risultato del programma interministeriale avviato da DE Gaulle "Coelacanthe" per sviluppare la componente subacquea della forza di dissuasione, ciò ha snellito enormemente la burocrazia e permesso di avviare i lavori per miniaturizzare rapidamente un reattore nucleare e sviluppare missili balistici che fossero capaci di esser lanciati in immersione.A metà degli anni 50 la Francia stava già pianificando la costruzione di un sottomarino nucleare, con il supporto statunitense, si trattava di Q 244 ma con l'ascesa al potere di De Gaulle e il deterioramento delle relazioni con gli USA il programma fu annullato.Nel 1959 la Francia aveva solo 440kg di uranio, a malapena abbastanza per un reattore terrestre, l'anno dopo fu costruito come banco di prova un reattore nucleare marino, nel 1964 il sottomarino convenzionale per il lancio di missili balistici "Gymnote" entrò in servizio e contribuì allo sviluppo del programma.Solo nel 1965 il 50% del budget della difesa andò al programma Coelachante.

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KRIVAK I, The hunt for Red october
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Il Post di oggi invece sarà dedicato alla reale ispiratrice del libro “The hunt for the Red October” di Tom Clancy, cioè la fregata: Progetto 1135 Burevestnik della marina Sovietica. Designata in nomenclatura NATO come Krivak, fregata strettamente anti sommergibile, poi ammodernata in diverse versioni (IV) negli anni. La prima della classe (Krivak I) verrà posta in servizio operativo dal 31 dicembre del 1970. In questo breve scritto analizzeremo solo la prima versione e i suoi sistemi poiché la nave è stata, con i suoi ammodernamenti, cambiata in maniera radicale; rimangono tutt’ora in servizio presso la Marina della Federazione Russa e quella Indiana. Ruolo della nave era ASW e il suo armamento principale comprendeva infatti il sistema SS N14 Silex. Questo era composto da un lanciatore quadruplo, armato con un missile 85R a cui era attaccato in pancia un torpedo. Il missile viaggiava ad una velocità pari a 0.95 mach con un range di 50 km. Era radio guidato e munito di back-up inerziale di guida. Le informazioni erano fornite o dalla nave “madre”, da una seconda nave o un possibile elicottero. Infatti per ragioni di spazio non era stato possibile provvedere al inserimento di un hangar per un velivolo, quindi era preferibile una caccia di coppia. Il Torpedo trasportato era un AT 2U, avio lanciabile con diametro di 533 mm e 100 kg di testata che poteva essere sostituita con una testata nucleare da alcuni kilotoni. Il siluro viaggiava a 40 nodi raggiungendo una profondità di 400 m e possedendo un autonomia stimata di circa 7 km. Questo sistema aveva sensori di ricerca attiva e passiva con un raggio d’azione di circa un chilometro e mezzo. A questo sistema si aggiungeva per la lotta sottomarina il sistema RBU 6000 un lanciatore multiplo assistito da razzi con un range massimo di 6000 metri, utilizzato per sottomarini ma anche siluri avversarsi, ogni bomba di profondità aveva una testata di 20 kg . Altri sistemi comprendevano il SA-N-4 GECKO come difesa aerea ( 2 lanciatori con due missili, uno a prua e l’altro a poppa) e due torrette AK 726 con cannoni binati da 76 mm con sistema di fuoco abbinato al radar colpi Proxy e a spoletta variabile, entrambi posizionati sulla poppa della nave. A questo si aggiungono due lanciatori quadrupli di siluri TEST-3 da 533 mm con 25 chilometri di autonomia. Infine alcuni dei sistemi di bordo sono: sonar OX Yoke e Ox Tail (sonar a profondità variabile), il sistema di navigazione radar Don 2, il sistema di controllo di fuoco “Pop Group” ( GECKO ), Eye Bowl radar (Silex), Don Palm/kay radar per la navigazione, Head Net C radar per la sorveglianza aerea e altri sistemi EW e di sorveglianza e comunicazione. Concludendo la nave aveva un dispiegamento di 3,300 tonnellate con un equipaggio di 200 uomini un autonomia di circa 9,200 chilometri ad una velocità di 14 nodi con la possibilità di viaggiare anche a 32 nodi (60 km/h). La fregata eccelleva nel suo ruolo di nave anti sommergibile ( soprattutto in coppia o in gruppo) ma aveva deficit molto evidenti come la mancanza di un elicottero per operazioni ISR o la difesa aerea inadeguata che non permetteva di potersi tutelare, necessitando di una scorta in un ipotetica guerra totale. Lo scafo invece si dimostrò molto versatile dando vita ad altre tre versioni differenti ( Krivak II, III, IV) e alla Talwar indiana riuscendo a renderla una fregata multiruolo a tutti gli effetti sorpassando le limitazioni originali.
Fu la fregata Storozhevoy, sotto la guida del Ufficiale politico Valery Mikhailovich Sablin, nel Novembre del 1975 ad ammutinarsi con l’intento di dirigersi verso Leningrado per denunciare a tutto il popolo sovietico una corruzione dilagante dello stato. Il suo obbiettivo era quello di portarsi a fianco dell’Aurora, l’incrociatore sovietico protagonista della rivoluzione d’Ottobre, per dar via ad un rinnovo della rivoluzione. La sera del 9 Novembre 1975, Sablin con una scusa attirò il capitano della nave in coperta mettendolo successivamente agli arresti, procedendo con una votazione insieme agli ufficiali della nave per decidere cosa fare in seguito. Quelli contrari saranno picchiati e posti anche loro agli arresti. Procederà poi a convincere l’equipaggio della sua volontà di un ritorno ai principi originali della rivoluzione (Leninisti). A questo punto prenderà il largo a radar spento salpando dalla Baia di Riga dove erano ancorati, con il favore della notte sperava di poter muoversi senza essere avvistato e dirigere su Leningrado. A questo punto però uno degli ufficiali a favore o un marinaio (le versioni sono diverse) scende dalla nave e cerca di avvisare del tentativo di ammutinamento, non verrà creduto. Alcune ore dopo però Mosca e la Marina sovietica capiscono cosa sta accadendo, temendo che la nave venga portata in acque svedesi o NATO viene lanciata una caccia alla Storozhevoy. Le prime navi ad essere assegnate all’inseguimento furono un paio di navi da pattugliamento Stenka (con cannoni da 30 m) alle quali si unirono la fregata SKR 14 e un gruppo composto da una fregata classe Riga, 3 pattugliatori ASW classe Poti e in seguito due motocannoniere missilistiche classe OSA.
Aerei della marina e dell’aviazione si lanciarono alla ricerca del vascello utilizzando una forza mista di YAK 28 (668 reggimento bombardieri) e Tu-16, muniti di bombe a caduta libera e missili anti-nave . Gli ordini erano di non danneggiare la nave se non fosse stato strettamente necessario. Secondo alcune fonti la nave dovette accendere il radar per superare un banco di nebbia e a quel punto venne individuata da un aereo. Gli equipaggi dei velivoli comunicarono via radio con Sablin ma non fu data nessuna risposta e gli stessi piloti parlando tra loro non erano convinti di lanciare bombe sui loro stessi compagni. Comunque cominciarono a lanciare le bombe tentando di rallentare la nave in attesa che la flotta del baltico, uscita in forze, arrivasse ad abbordare i rivoluzionari. La nave venne bersagliata e poi colpita da una bomba che danneggiò il timone. Durante questa fase confusa, con tutto il seicentosessantottesimo bombardieri in aria il caos eruppe, con bombe che colpivano navi all’inseguimento e colpi sparati dalle motovedette per segnalare che erano amiche. L’equipaggio a questo punto liberò il capitano e riprese il controllo della Nave. Capitano che comunicò con gli aerei di essere rientrato in possesso della fregata fermando gli attacchi. Tutto questo trambusto venne ascoltato e osservato in silenzio dagli Svedesi che videro per un attimo la flotta del Baltico uscire dai porti accompagnata dalla aviazione. Sablin alla fine fu condannato a morte tramite fucilazione mentre tutti gli altri vennero congedati con disonore dalla Marina.
In this post, we will discuss the first two SLBMs (Submarine-Launched Ballistic Missiles) fielded by the *Force de Frappe* and deployed on the first two *Le Redoutable*-class vessels: *Le Redoutable* (1971) and *Le Terrible* (1973).
The M1 missile was in service for only three years, from 1971 to 1974; it was a two-stage SLBM utilizing the MR41 nuclear warhead—which was also fitted to the M2 and remained in service until 1979.
This warhead achieved an extraordinary yield of 500 kt—a massive figure for a non-thermonuclear weapon, representing more than 33 times the power of the "Little Boy" bomb. The warhead was boosted by tritium and deuterium gases injected into the hollow uranium core; the fusion of these gases produced a shower of neutrons supplementing those from the uranium, thereby intensifying the fission chain reaction.
Forty-eight warheads were produced.
Both the M1 and M2 missiles utilized two stages derived from the civilian space rocket program known as *Pierres Précieuses* ("Precious Stones").
France commissioned Sagem to develop a highly complex inertial guidance system capable of accurately directing the missile toward a city—a project costing as much as a nuclear reactor prototype. The missile was tested aboard the *Gymnote* in 1968.
Since stabilizing such a large submarine while submerged was impossible, the inertial guidance system had to account for the submarine's velocity at the moment of launch. The system relied on floated gyroscopes and accelerometers to guide the missile to its target "blind"—calculating necessary course corrections based solely on the known launch position and destination. A compressed-air system was also required to eject the 18-ton missile with enough force to reach the surface; furthermore, the missile—destabilized by wave action and lacking fins—had to correct its trajectory after launch. It was a truly complex technology: the missile was just over 10 meters long and had a range of 2,450 km, meaning it had to be launched from the Gulf of Genoa or the Norwegian Sea to strike Moscow.
The M2 was developed to address this limitation; it featured a 3,000 km range and carried two additional tons of fuel while being only slightly longer, and it served on the same submarines as the M1 from 1974 to 1977.
No photographs of the M41 warhead exist, and very few of the M1/M2 missiles; nevertheless, they constituted the most important component of the French nuclear triad during the first seven years following the acquisition of SLBM capabilities.
Forwarded from Compass Call