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The T‑72 Ural did not have smoke launchers on the turret, nor conventional side skirts, but instead the so‑called Gill Armour: four plates per side, foldable and spring‑opened at 90°. They were intended to protect the sides of the tank from HEAT charges fired from the frontal direction: the charge would hit the plate, and the jet would have to cross a meter of empty space before reaching the hull, rendering it ineffective. However, they offered no protection at all against the same shot if fired from a lateral position relative to the tank.
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here you can see the differences between Loading systems of T-64 and T-72
Passiamo quindi alle principali caratteristiche dl T-72 Ural e confrontiamolo con gli MBT Americani dell'epoca, prima di tutto è importante notare che è un metro più basso rispetto all'M60, e comunque 20cm più basso anche dell'Abrams, risultando in un profilo molto difficile da colpire, specialmente se in movimento, il T-72 Ural aveva un peso dai 41 alle 44 tonnellate ed era alto appena 2,2 metri.
Il carro utilizzava come il T-64 impianti di Textolite di vetro spessi 105mm all'interno dello scafo frontale, queste piastre di vetro resinoso avevano lo scopo di frammentare il getto della carica cava (HEAT) attraverso il cambio di pressione rispetto all'acciaio e alla frammentazione progressiva, non si comportava come un fluido, al contrario dell'acciaio.
Dunque garantiva una protezione di circa 400mm di RHA, una protezione simile a quella della torretta che invece era di acciaio balistico convenzionale.
Il carro aveva un telemetro ottico che gli impediva di sparare con precisione e velocità in movimento, ed uno stabilizzatore grezzo, montava anche un faro ad infrarossi per il combattimento notturno (quel grande cerchio accanto al cannone), ovvero il "Luna-2" montato a sinistra del cannone, questa montatura anomala rischiava di colpire il pilota se la torretta avesse ruotato mentre lui era affacciato.
Il Luna 2 era adeguato all'epoca ma divenne presto obsoleto, questi fari proiettavano un fascio immenso di luce invisibile ad occhio nudo, così da poter ingaggiare carri nemici di notte anche a 800-1300 metri, ma un fascio del genere era estremamente facile da vedere attraverso un visore notturno, da chilometri e chilometri, rivelando la posizione del carro.
Il comandante aveva un mirino notturno più piccolo autonomo per cercare bersagli senza impegnare il cannoniere.
Utilizzava un motore V46-6 diesel V12 multifuel a quattro tempi, raffreddato a liquido e sovralimentato, da 700 cavalli e 2000 giri al minuto, il T-72 Ural trasportava 1600 litri di carburante, garantendo 550km di autonomia, una cifra impressionante per l'epoca, il sistema di propulsione fungeva anche da protezione poiché il carro rilasciava cortine fumogene iniettando il liquido nel gas di scarico.
La reintroduzione di questo motore è una delle principali differenze con il T-64, il V-46 era un derivato diretto del motore del T-34 della seconda guerra mondiale, era pesante, convenzionale ma soprattutto indistruttibile e ben conosciuto dai meccanici sovietici, ritornando alla tradizione rispetto al bizzarro motore a pistoni contrapposti del T-64 che era afflitto da gravissimi problemi di affidabilità ( derivava dai motori aeronautici Junkers della seconda guerra mondiale).
Rispetto agli M60 Americani il T-72 era un'altra generazione, poteva penetrarli a qualsiasi distanza di combattimento e allo stesso tempo risultare impenetrabile ai loro dardi in acciaio anche a bruciapelo, fu l'M1 Abrams del 1980 a pareggiare i conti, seppur meno corazzato e con un cannone molto meno potente poteva incredibilmente sparare con una precisione altissima in movimento grazie al sistema di fuoco digitalizzato e al computer balistico, mentre il T-72 aveva un sistema di puntamento e tiro analogico e un telemetro ottico lento da operare.
All'epoca i Sovietici avevano già il primo APFSDS con un nucleo in tungsteno, il 3BM12, che poteva sostanzialmente penetrare qualsiasi carro americano entro le distanze di combattimento standard.
Sebbene più corazzato, il T-72 era enormemente meno sicuro rispetto alle controparti, la disposizione angusta dell'interno e la presenza del carosello del caricatore automatico rendevano praticamente automatica l'esplosione di tutte le munizioni alla prima penetrazione riuscita, risultando nella morte certa di tutto l'equipaggio di 3 uomini, al contrario nell'Abrams la disposizione spaziosa dei 4 membri dell'equipaggio, la presenza di pannelli deflettori per esplosioni e di portelli blindati per le munizioni garantiva buone probabilità di sopravvivenza alle penetrazioni riuscite.
Possiamo già iniziare a notare le somiglianze con il T64, l'uso di materiali compositi nello scafo (primato del T-64 appunto), il cannone da 125mm 2A46 e la suite ottica e notturna.
Il T-72 Ural non aveva fumogeni sulla torretta, né gonne laterali convenzionali, ma bensì le cosiddette Gill Armour, ovvero 4 piastre per lato, pieghevoli e che si aprivano a molla a 90°, servivano a proteggere i lati del carro dalle cariche cave sparate dalla direzione frontale al carro, la carica avrebbe colpito l piastra e il getto avrebbe attraversato un metro di vuoto prima di incontrare lo scafo, rendendola inutile, ma non proteggeva affatto dallo stesso colpo se sparato da una posizione laterale al carro.
🇮🇹
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The T-72 tank gun loading process
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T-72A 1979
The second variant of the T‑72, namely the T‑72A, entered service in 1979. It was an extensive upgrade package, which mainly included the addition of composite armor in the turret cheeks, nicknamed “Dolly Parton” (after the American actress with an abundant bust) precisely because of the characteristic bulges. You will recall that the T‑72 Ural introduced glass textolite armor in the hull at a time when American MBTs were still made of steel; well, the T‑72A introduced blocks of quartz sand with an artificial resin, a sort of ballistic rock — a true mineral armor that drastically increased turret protection against HEAT rounds, since the pressure difference between steel and quartz disrupted the jet.
It also introduced modern ballistic‑rubber side skirts, replacing the bizarre fish‑scale armor, greatly increasing flank resistance against HEAT.
So let us look at the figures: frontal hull protection increased slightly — an 18 mm plate was added, raising protection from about 390 to 410 mm against hard penetrators, and from 430 to 500 mm against HEAT. But on the turret the difference was significant: from 500 to 560 mm against HEAT, allowing it to withstand the ATGMs of the era such as the TOW, and the 105 mm APFSDS fired by the early M1 Abrams.
It introduced the famous TPD‑K1 laser rangefinder, weighing a full 66 kg, replacing the old coincidence rangefinder that required about six seconds to measure distance; the laser reduced this to under one second. However, it had already been installed on some T‑72s as early as 1975, albeit in modest quantities.
The T‑72A is easily recognizable by the smoke‑grenade launchers on the turret.
It also introduced modern ballistic‑rubber side skirts, replacing the bizarre fish‑scale armor, greatly increasing flank resistance against HEAT.
So let us look at the figures: frontal hull protection increased slightly — an 18 mm plate was added, raising protection from about 390 to 410 mm against hard penetrators, and from 430 to 500 mm against HEAT. But on the turret the difference was significant: from 500 to 560 mm against HEAT, allowing it to withstand the ATGMs of the era such as the TOW, and the 105 mm APFSDS fired by the early M1 Abrams.
It introduced the famous TPD‑K1 laser rangefinder, weighing a full 66 kg, replacing the old coincidence rangefinder that required about six seconds to measure distance; the laser reduced this to under one second. However, it had already been installed on some T‑72s as early as 1975, albeit in modest quantities.
The T‑72A is easily recognizable by the smoke‑grenade launchers on the turret.
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T-72A 1979
🇮🇹 La seconda variante del T-72, ovvero il T-72A è entrata in servizio nel 1979, fu un vastissimo pacchetto di aggiornamenti, che include principalmente l'aggiunta della corazza composita nelle guance della torretta che prese il nome di Dolly Parton (Attrice americano con un seno abbondante) proprio per i caratteristici rigonfiamenti, ricorderete che il T-72 Ural introdusse la corazza con Textolite di vetro nello scafo quando gli MBT Americani erano ancora di acciaio, bene il T-72A introduce dei blocchi di sabbia di quarzo con una resina artificiale, una specie di roccia balistica, una vera corazza minerale che aumentava drasticamente la protezione della torretta contro gli HEAT, poiché la differenza di pressione fra acciaio e quarzo disturbava il getto.
In più introduce delle moderne gonne laterali in gomma balistica, a sostituzione di quella bizzarra corazza a spina di pesce, aumentando molto la resistenza sui fianchi agli HEAT.
Dunque vediamo i dati, la protezione sullo scafo frontale aumentava di poco, una piastra di 18mm fu aggiunta, dunque passa da circa 390 a 410mm contro penetratori duri e da 430 a 500mm contro HEAT, ma sulla torretta la differenza è notevole da 500 a 560mm contro HEAT, potendo proteggersi dagli ATGM dell'epoca come il TOW e dagli APFSDS da 105mm dell'M1 Abrams.
Introduce il celebre telemetro laser TPD-K1 da ben 66kg al posto del vecchio telemetro a coincidenza che richiedeva circa 6 secondi per misurare la distanza, questo telemetro la riduce a meno di 1, ma fu montato già sui T-72 del 1975 sebbene in modeste quantità.
Il T-72A è facilmente riconoscibile per i lanciatori di fumogeni sulla torretta.
In più introduce delle moderne gonne laterali in gomma balistica, a sostituzione di quella bizzarra corazza a spina di pesce, aumentando molto la resistenza sui fianchi agli HEAT.
Dunque vediamo i dati, la protezione sullo scafo frontale aumentava di poco, una piastra di 18mm fu aggiunta, dunque passa da circa 390 a 410mm contro penetratori duri e da 430 a 500mm contro HEAT, ma sulla torretta la differenza è notevole da 500 a 560mm contro HEAT, potendo proteggersi dagli ATGM dell'epoca come il TOW e dagli APFSDS da 105mm dell'M1 Abrams.
Introduce il celebre telemetro laser TPD-K1 da ben 66kg al posto del vecchio telemetro a coincidenza che richiedeva circa 6 secondi per misurare la distanza, questo telemetro la riduce a meno di 1, ma fu montato già sui T-72 del 1975 sebbene in modeste quantità.
Il T-72A è facilmente riconoscibile per i lanciatori di fumogeni sulla torretta.
you can see the laser rangefinder on bottom right, it was HUGE man
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T-72AV 1985, Russian and Syrian in photo
In 1985 a revised variant of the T‑72A entered service, the T‑72AV, which introduced the Kontakt‑1 ERA armor. Reactive armor was originally a Soviet invention on paper, but later abandoned; the first to use it in combat were the Israelis, with their Blazer armor, which essentially eliminated losses caused by shaped charges. This does not mean it was derived from it, but the Israeli use of Blazer pushed Soviet generals to dust off Kontakt‑1.
The T‑72AV mounted 227 ERA blocks, for a total of 1200 kg of additional armor. They were also installed on the sides, and on the turret they were arranged in a frontal wedge. Each brick, weighing 5.3 kg, contained two explosive elements enclosed between two steel plates placed obliquely inside the brick. The penetration of a HEAT jet would trigger the explosive, which would move the steel plates obliquely relative to the jet, cutting it into multiple parts and deflecting it, essentially nullifying its effect. The steel plates move at about 1156 m/s after detonation.
To be precise, NII Stali reports that the armor can reduce the effect of a Soviet Konkurs ATGM by 86%, of a 125 mm HEAT (much larger than Western ones) by 58%, and can essentially nullify the effect of Carl Gustav and LAW rounds.
The highly insensitive explosive does not detonate with non‑explosive projectiles, ordinary explosions (no chain reaction), but it is sensitive to napalm.
The armor is obviously single‑use: about one third of the turret bricks would be blown off by a large HEAT warhead, almost 75% of those on the frontal arc in case of a hit there, and about half on the side. It is also ineffective against APFSDS and dangerous for infantry.
This allowed the T‑72AV to survive the first hit from a non‑tandem ATGM and to escape, saving the crew. Western tanks rarely used HEAT against other tanks at the time, so ERA would rarely be useful in a tank‑on‑tank engagement, but it would give the crew a second chance if surprised by infantry.
The T‑72AV mounted 227 ERA blocks, for a total of 1200 kg of additional armor. They were also installed on the sides, and on the turret they were arranged in a frontal wedge. Each brick, weighing 5.3 kg, contained two explosive elements enclosed between two steel plates placed obliquely inside the brick. The penetration of a HEAT jet would trigger the explosive, which would move the steel plates obliquely relative to the jet, cutting it into multiple parts and deflecting it, essentially nullifying its effect. The steel plates move at about 1156 m/s after detonation.
To be precise, NII Stali reports that the armor can reduce the effect of a Soviet Konkurs ATGM by 86%, of a 125 mm HEAT (much larger than Western ones) by 58%, and can essentially nullify the effect of Carl Gustav and LAW rounds.
The highly insensitive explosive does not detonate with non‑explosive projectiles, ordinary explosions (no chain reaction), but it is sensitive to napalm.
The armor is obviously single‑use: about one third of the turret bricks would be blown off by a large HEAT warhead, almost 75% of those on the frontal arc in case of a hit there, and about half on the side. It is also ineffective against APFSDS and dangerous for infantry.
This allowed the T‑72AV to survive the first hit from a non‑tandem ATGM and to escape, saving the crew. Western tanks rarely used HEAT against other tanks at the time, so ERA would rarely be useful in a tank‑on‑tank engagement, but it would give the crew a second chance if surprised by infantry.
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T-72AV 1985, Russian and Syrian in photo
🇮🇹Nel 1985 venne messa in servizio una variante revisionata del T-72A, il T-72AV che introduce la corazza ERA Kontakt 1, la corazza reattiva fu un invenzione sovietica su carta, ma abbandonata, i primi ad utilizzarla in combattimento furono gli Israeliani, con la loro corazza Blazer che sostanzialmente azzerò le perdite dovute a cariche sagomate, ciò non vuol dire che sia derivata, ma l'utilizzo Israeliano della corazza Blazer portò i generali Sovietici a rispolverare la Kontakt 1.
Il T-72AV montava 227 blocchi di ERA, per un totale di 1200kg aggiuntivi di corazza, erano disposte anche sui fianchi e sulla torretta erano disposte a cuneo frontale, ogni mattoncino dal peso di 5,3 kg conteneva due elementi esplosivi chiusi dentro due lastre di acciaio disposte obliquamente all'interno del mattoncino, la penetrazione del getto HEAT avrebbe innescato l'esplosivo che avrebbe spostato obliquamente le lastre di acciaio rispetto al getto, tagliandolo in più parti e deviandolo, annullandone sostanzialmente l'effetto, le piastre di acciaio si muovono circa a 1156m\s dopo l'esplosione.
Per la precisione NII Stali riporta che la corazza può ridurre dell'86% l'effetto di un ATGM Konkurs Sovietico, del 58% un HEAT da 125mm (ben più grande di quelli Occidentali) e sostanzialmente azzerare l'effetto di Carl Gustav e LAW.
L'esplosivo altamente insensibile non detona con proiettili non esplosivi, esplosioni normali (niente effetto a catena), ma è sensibile al napalm.
L'armatura ovviamente è monouso, circa un terzo dei mattoncini sulla torretta verrebbe spazzato via da una grande HEAT, quasi il 75% di quelli sull'arco frontale in caso di un colpo lì e circa la metà sul lato, è inoltre inefficace contro APFSDS ed è pericolosa per la fanteria.
Questo permetteva al T-72AV di resistere al primo colpo di ATGM (non tandem) e a permettergli di fuggire, salvando l'equipaggio, raramente i carri occidentali usavano HEAT contro altri carri all'epoca, per cui raramente sarebbe servita a qualcosa in uno scontro fra carri, ma avrebbe dato una seconda chance all'equipaggio se fosse stato sorpreso dalla fanteria.
Il T-72AV montava 227 blocchi di ERA, per un totale di 1200kg aggiuntivi di corazza, erano disposte anche sui fianchi e sulla torretta erano disposte a cuneo frontale, ogni mattoncino dal peso di 5,3 kg conteneva due elementi esplosivi chiusi dentro due lastre di acciaio disposte obliquamente all'interno del mattoncino, la penetrazione del getto HEAT avrebbe innescato l'esplosivo che avrebbe spostato obliquamente le lastre di acciaio rispetto al getto, tagliandolo in più parti e deviandolo, annullandone sostanzialmente l'effetto, le piastre di acciaio si muovono circa a 1156m\s dopo l'esplosione.
Per la precisione NII Stali riporta che la corazza può ridurre dell'86% l'effetto di un ATGM Konkurs Sovietico, del 58% un HEAT da 125mm (ben più grande di quelli Occidentali) e sostanzialmente azzerare l'effetto di Carl Gustav e LAW.
L'esplosivo altamente insensibile non detona con proiettili non esplosivi, esplosioni normali (niente effetto a catena), ma è sensibile al napalm.
L'armatura ovviamente è monouso, circa un terzo dei mattoncini sulla torretta verrebbe spazzato via da una grande HEAT, quasi il 75% di quelli sull'arco frontale in caso di un colpo lì e circa la metà sul lato, è inoltre inefficace contro APFSDS ed è pericolosa per la fanteria.
Questo permetteva al T-72AV di resistere al primo colpo di ATGM (non tandem) e a permettergli di fuggire, salvando l'equipaggio, raramente i carri occidentali usavano HEAT contro altri carri all'epoca, per cui raramente sarebbe servita a qualcosa in uno scontro fra carri, ma avrebbe dato una seconda chance all'equipaggio se fosse stato sorpreso dalla fanteria.
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