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Ogni giorno verrà pubblicata un analisi approfondita di una criptovaluta.
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COS’E’ POCKET NETWORK?
Pocket Network è una blockchain che mira a rendere l’infrastruttura del web 3.0 decentralizzata.
Lo possiamo definire come una rete di nodi indipendenti che consente agli sviluppatori di una dApp di raccogliere dati da una determinata blockchain per trasferirli alla loro applicazione decentralizzata.

Ci sono due tipologie di nodi, i nodi validatori, per il funzionamento della blockchain e i Servicer Nodes, che soddisfano le richieste di API per le dApp.
I nodi competono tra di loro e più nodi si uniscono alla rete, minori saranno le fee di transazione.

Per creare un nodo è necessario avere in staking 15000 POKT, al cambio attuale circa $10000, oltre che fornire un infrastruttura hardware minima di una CPU con 4 core, 100gb di spazio e 8gb di RAM.

POKT è il token dell’ecosistema ed è usato per eseguire i nodi validatori, per i Servicer Nodes e per la governance dell’ecosistema.

TEAM
Il fondatore di Pocket Network è Micheal P O’Rourke che ha lavorato in precedenza anche come sviluppatore presso Apple.
Il team è pubblico e formato da più di 45 persone tra cui alcuni ingegneri informatici.

CONSIDERAZIONI
Il progetto è molto interessante e sta crescendo molto rapidamente, sta per raggiungere l’obiettivo del miliardo di relays giornalieri, programmato entro la fine del 2022.
Il calo del prezzo che notate sul grafico personalmente lo spiego per il fatto che è stato listato in un periodo di forte discesa per tutto il mercato; nonostante ciò i dati che emergono per quanto riguarda il funzionamento dell’ecosistema sono ottimi, e continuamente in crescita.
Non è da sottovalutare la possibilità di creare creazione di un nodo.
Personalmente lo ritengo un progetto molto interessante soprattutto nell’ottica dello sviluppo futuro del web 3.0.
Terrò d’occhio questo token e soprattutto il suo prezzo, anche per individuare eventuali entry point.
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TONCOIN
Mi è stato richiesto parecchie volte di analizzare questo token, dato che compare molto spesso come sponsorizzata da parte di telegram.
LA SUA STORIA - E’ UN PROGETTO DI TELEGRAM?
La risposta è no, o meglio, nasce da un idea di telegram ma TonCoin è indipendente da esso, vediamo perché:
Nel 2018 nasce TON (Telegram Open Network) un progetto di Telegram con relativo token Gram che intendeva creare una rete Peer-To-Peer per dApps e Token integrando anche i pagamenti in cryptovalute nell’app telegram.
Era stata fatta una ICO nella quale erano stati raccolti 1,7 miliardi di dollari, tuttavia Gram non venne mai lanciato a causa della SEC.
Difatti la SEC sosteneva che la rivendita dei token Gram, sarebbe stata una distribuzione non registrata di titoli. In seguito ad una causa persa il CEO di telegram ha deciso di abbandonare il progetto restituendo i soldi.

COS’E’ TONCOIN?
La community nonostante l’abbandono ha deciso di portare nuovamente in vita il progetto di telegram potendo continuare riprendendo tutta la tecnologia sviluppata fino ad allora.
La blockchain di TON è basata sul Proof-Of-Stake ed è costituita da una rete a 3 livelli.
La prima è una masterchain che contiene tutto quello necessario per il funzionamento della rete.
Al secondo livello abbiamo le workchain che interagiscono con la masterchain, e al terzo livello, al fine di incrementare notevolmente la scalabilità dividendo il lavoro, troviamo le shard chain.

TON Payments:E’ una piattaforma per i pagamenti che si ispira al Lightning Network, al fine di rendere possibili anche i micropagamenti.

TONstorage: E’ una tecnologia per l’archiviazione dei dati, ovviamente decentralizzata; ogni nodo della blockchain fornisce spazio di archiviazione.

TON Proxy: Serve per fornire privacy agli utenti della blockchain che grazie a questa tecnologia possono scambiare le informazioni all’interno della rete in modo realmente anonimo.
Di norma nelle comuni reti Proof-Of-Stake gli stakers sono costretti a rendere pubblico l’indirizzo che consente anche di vedere il quantitativo di monete in staking.

CONSIDERAZIONI
L’idea alla base è la creazione di una piattaforma altamente scalabile, che nel tempo possa andare a superare anche le blockchain più efficienti come Solana e Polkadot.
Personalmente ritengo fondamentale osservare gli sviluppi di questo progetto dal momento che questa blockchain ha le basi per diventare realmente una tra le migliori in circolazione.
Inoltre può contare sul supporto di Telegram soprattutto per lo sviluppo di progetti futuri.
La capitalizzazione è di circa 2,6 miliardi e fino ad adesso l’andamento del suo prezzo non è dipeso granché dai movimenti di BTC, saranno probabilmente necessari altri mesi per poter notare una correlazione con Bitcoin o ETH.

Fatemi sapere sul gruppo cosa ne pensate di questo progetto!
Faccio una precisazione: tutti i post che vedete su questo canale (e anche su tutti gli altri canali) riguardo Toncoin con la dicitura ‘’sponsorizzata’’ non dipendono da noi ma da telegram stesso.
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ALEPH.IM
Oggi analizziamo Aleph.im, un progetto molto meno capitalizzato rispetto ai suoi competitor
COS’E’ ALEPH.IM?
ALEPH è un protocollo per il cloud computing decentralizzato. In pratica offre un'alternativa decentralizzata ad AWS (Amazon Web Service).
La loro missione è quella di far si che le dApp e i protocolli decentralizzati possano abbandonare la loro dipendenza da parti centralizzate.
Sfrutta la tecnologia IPFS e gli sviluppatori possono integrarla con poche righe di codice, le blockchain che attulamente sono supportate sono Avalanche, Cosmos, Polygon, Solana, Bsc, Ethereum e Polkadot.

LA TECNOLOGIA DI STORAGE DECENTRALIZZATA E’ SICURA?
Ovviamente si, perchè i tuoi dati personali vengono frammentati e divisi su diversi nodi e per loro inaccessibili, l’unico modo per mettere insieme i vari frammenti dei tuoi dati personali è possedere le chiavi private che ovviamente è necessario conservare e non condividere con nessuno.

TEAM E PARTNERSHIPS
I fondatori sono Jonathan Schemoul e Claudio Pascariello, entrambi lavorano da diversi anni nel settore della blockchain.
Tra le principali partnerships di Aleph troviamo Ubisoft e Reef.
Aleph fornirà soluzioni di archiviazione decentralizzata per i progetti NFT di Ubisoft.

CONSIDERAZIONI
Il progetto offre un utilità concreta per il settore della blockchain tuttavia non è l’unico che offre questo servizio.
Tra le principali competitor troviamo Ankr e Filecoin che però sono molto più capitalizzate rispetto ad Aleph.
Ankr capitalizza circa 600 milioni, Filecoin quasi 4 miliardi mentre Aleph solo 50 milioni. Questo rende Aleph chiaramente soggetto ad un maggior rischio rispetto ai precedenti ma allo stesso tempo offre una maggiore possibilità di crescita, soprattutto nel caso riesca a stringere altri importanti partnerships oltre che sviluppare progetti di rilievo insieme ad Ubisoft.

Ritengo che la tecnologia del cloud computing decentralizzato sia fondamentale per la blockchain; affidare i propri dati ad un database centralizzato è molto più rischioso, soprattutto perchè seppur molto rari, i casi di hacking sono comunque possibili.
Con la tecnologia decentralizzata eventuali casi di hacking di questo genere dipendono esclusivamente dall’utente.
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HAPI
Oggi analizziamo Hapi, un protocollo incentrato nel miglioramento della De-Fi.
COS’E’ HAPI?
Hapi è un protocollo che nasce per migliorare la sicurezza della DeFi. Vengono introdotte nuove funzionalità informatiche al fine di prevenire azioni di hacking all’interno della DeFi.

Hapi segnala all'interno delle reti che hanno aderito al protocollo HAPI sulle potenziali minacce di riciclaggio di denaro, hacking o transazioni non autorizzate.

Hapi fornisce due servizi: un sistema di notifica di indirizzi sospetti e un sistema per categorizzare il livello del rischio.


Ma a livello pratico come funziona?
Facciamo finta che un hacker riesca ad irrompere all’interno di un wallet di un DEX, e inizia a trasferire soldi fuori da esso, immediantamente vengono mandati i dettagli dell’indirizzo ad HAPI che manda a tutti gli exchange connessi alla rete di HAPI i dettagli della transazione e dell’indirizzo in modo tale che possano essere bloccati i fondi.

Hapi è un token ERC-20 ed è l’utility token della rete HAPI e serve anche per la governance.
Per quanto riguarda la tokenomics il team e le partnerships strategiche possiedono il 24% della supply totale.

CONSIDERAZIONI
Ciò a cui mira Hapi è quello di risolvere uno dei più grandi problemi della DeFi ossia quello della sicurezza.
Il token ha una Market Cap molto bassa, circa 10 milioni, e potenzialmente è un protocollo che può essere adottato da tutti i DEX; però a mio parere potremo vedere un aumento di capitalizzazione e quindi di prezzo solo ed esclusivamente se il protocollo venga adottato da numerosi DEX, soprattutto i principali.
Personalmente rimarrò ad osservare eventuali sviluppi prima di prendere realmente in considerazione questo token, dal momento che senza nuove adozioni probabilmente continuerà a scendere.
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Buonasera a tutti, abbiamo da poco ultimato il nostro sito web: daily-crypto.it

💻 Il sito nasce per essere un archivio delle nostre analisi, in modo tale da non dover più cercare nella chat di telegram le vecchie analisi.

Abbiamo creato la sezione ‘’Richiedi un analisi’’ dove potete scrivere il nome del token di cui vorreste un approfondimento.

Questo fa si che si crei una lista visibile a tutti dove nel caso potete anche aggiungere un commento ad una richiesta di analisi o una vostra considerazione prima del nostro parere.

🤔 Inoltre ci piacerebbe sapere se vi possano interessare ulteriori contenuti riguardo il settore delle cripto OLTRE alle analisi, che ovviamente rimarranno l’appuntamento giornaliero.

Vi invito a votare nel sondaggio sottostante⬇️
🔥381🤯1
Vi piacerebbero ulteriori contenuti OLTRE alle analisi? Che ovviamente rimarranno l’appuntamento giornaliero.
Anonymous Poll
94%
Si
6%
No
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MOBOX
Oggi analizziamo MOBOX, una piattaforma Play To Earn.
COS’E’ MOBOX?
Mobox è una piattaforma Play To Earn basata sulla Binance Smart Chain che consente di guadagnare giocando ai minigiochi o di guadagnare passivamente grazie al suo ecosistema.

MOBOX NFT MARKETPLACE
E’ presente un marketplace di NFT dove è possibile comprare i MOMO NFT in BUSD.
I MOMO NFT hanno differente rarità: comune, non comune, raro, epico e leggendario.
I prezzi degli NFT variano in base al livello e all’hashrate.
L’hashrate è ciò che consente di guadagnare passivamente dei token mobox, mettendo a rendita i propri NFT.
Attualmente ogni 1000 di HashPower si ricevono 3,85 MOBOX al giorno, al cambio attuale circa 9 dollari.
Per aumentare l’hashpower è necessario comprare MOMO NFT sapendo che comprando un MOMO e componendo la sua famiglia si avranno 300 di HashPower di Bonus.
E’ possibile anche aprire delle box per ottenere dei MOMO NFT, anche se ci sono basse probabilità di trovare un MOMO con valore più elevato rispetto a quello della box stessa.

CONSIDERAZIONI
Il progetto può contare su un grande supporto di Binance, che a dicembre aveva fatto parlare molto di Mobox facendo salire il suo prezzo a 11$.
E’ difficile fare considerazioni su un futuro andamento del token, questo perchè il prezzo non dipenderà esclusivamente dalla capitalizzazione, ma anche dall’immissione di numerosi token in circolazione.
Attualmente la supply circolante è meno dell’8%, di conseguenza, a parte eventuali burn, verranno immessi in circolazione moltissimi token.
Questo influirà notevolmente nel prezzo, se non verrà favorita un adozione di massa a parer mio il prezzo potrebbe faticare a salire

Difatti per poter iniziare a farmare su MOBOX, non con i minigames, ma acquistando gli NFT, ATTUALMENTE è necessario un capitale che non tutti sono disposti ad investire (circa >5000$).
Il costo degli NFT si è ridotto col passare del tempo, se in futuro continuerà ad abbassarsi questo potrebbe favorire una maggiore adozione di MOBOX.

Il 15 aprile è stato ufficialmente lanciato il MOMOverse, che offre ulteriori opportunità all’interno di questo ecosistema.
Se volete un approfondimento riguardo il MOMOverse fatemelo sapere sul gruppo o con una reazione qua sotto!
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Oggi volevo portarvi un approfondimento riguardo le privacy coin, che durante gli ultimi due mesi sono le uniche che sono cresciute.

A cosa è dovuto questo aumento?
Iniziamo col definire cos’è una privacy coin; non sono altro che criptovalute che si concentrano sulla sicurezza e sulla privacy delle transazioni.

Il forte aumento che abbiamo visto nell’ultimo periodo lo dobbiamo principalmente all'attuale clima geopolitico e alle tensioni che crescono in paesi come Russia, Ucraina, Canada e Stati Uniti; a partire dall’inizio del conflitto (24/02/2022), la privacy coin più capitalizzata ossia Monero ha registrato un aumento da $147 agli attuali $230 a differenza di tutte le altre principali crypto che mediamente sono ai livelli di inizio conflitto, (vedi BTC, Solana, Ethereum, ADA etc..)

La censura da parte dei governi è in aumento e le persone sono alla ricerca di opzioni per evitare eventuali regolamentazioni.
Ad esempio negli ultimi giorni i Netizen stanno già parlando di un eventuale adozione di Monero in risposta agli attacchi finanziari del Canada contro Freedom Convoy Truckers.

Tuttavia, le privacy coin sono note anche a causa dell'interesse di hacker o truffatori che cercano di spostare denaro in modo anonimo.
Secondo alcuni dati nel 2018 Monero è stato utilizzato nel 44% degli attacchi ransomware contro il 10% di Bitcoin e l’11% di Ethereum.

Questo perchè in realtà Bitcoin e le altre criptovalute non sono cosi anonime come sembra, nonostante sulla transazione non ci sia scritto nome e cognome la blockchain rimane un registro pubblico e tutti i dettagli delle transazioni sono disponibili

Quanto potrà durare il trend di queste privacy coin?
Finché esisteranno i crimini informatici e il controllo finanziario da parte del governo, ci sarà la necessità delle privacy coin.
Generalmente le privacy coin vengono associate ad azioni criminali, ma ritengo che la loro utilità non si limiti solo a questo, soprattutto in futuro quando le criptovalute verranno usate da un numero maggiore rispetto a oggi, in un mondo che potrebbe diventare sempre più oppressivo.

Voi cosa ne pensate?
Domani uscirà l'analisi di Haven Protocol basato proprio su Monero.
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HAVEN PROTOCOL
Buongiorno a tutti, oggi per proseguire il discorso iniziato ieri analizziamo Haven Protocol.
COS’E’ HAVEN PROTOCOL?
E’ un progetto che nasce nel 2018 da due sviluppatori che volevano creare un fork di Monero per creare vari asset tra cui stablecoin.
Il progetto è stato abbandonato dai due sviluppatori anonimi a fine 2018 perchè non in grado di realizzare ciò che avevano promesso; è stato poi ripreso dalla community e rilevato da alcuni membri del team a gennaio 2019.
Nel 2020 grazie all’aiuto degli sviluppatori di Monero Haven Protocol è riuscita a lanciare xUSD, la prima stablecoin privata basata su Monero.

All’interno dell’ecosistema è possibile convertire xUSD in xAssets che sono rappresentazioni sintetiche di asset del mondo reale (come l’oro).

E’ possibile spostare XHV o xUSD all’interno dei Vault, che sono una sorta di Caveau privato dove detenere i propri fondi al sicuro.

Non c’è stata alcuna ICO e il meccanismo di consenso è lo stesso di Monero, ossia il Proof Of Work, e segue lo stesso programma di emissione di Monero
Le caratteristiche sono le stesse di monero, 1700 TPS, basse commissioni di transazione (meno di 1 centesimo e tempo di blocco di 2 minuti.

CONSIDERAZIONI
Il progetto è interessante, soprattutto in seguito alle considerazioni fatte ieri, tuttavia c’è da dire che le funzioni di Haven sono davvero poco utilizzate, la stablecoin xUSD fatica a tenere il PEG, e ha volumi inferiori ai 10000$ giornalieri.
Tutti i prodotti che offre Haven sono poco conosciuti e praticamente in disuso e chiaramente il token XHV ne risente.
Questo forse perchè Haven non ha un vero e proprio team, ma è guidato dalla comunità e da alcuni collaboratori; il progetto è valido ma reputo necessari degli sviluppi soprattutto a livello di gestione del progetto.
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COLDSTACKS
Oggi analizziamo un progetto con una MC veramente bassa, forse molto sottovalutato, ma allo stesso tempo molto rischioso.
COS’E’ CLODSTACKS
E’ un aggregatore cloud decentralizzato di tutte le soluzioni decentralizzate di archiviazione file come Filecoin, Storj, Bittorrent etc…
Sfrutta l’intelligenza artificiale per trovare la migliore soluzione tra i cloud decentralizzati per ciascuno dei file che vogliamo andare ad archiviare.

Oltre ad una soluzione per le persone, Coldstacks potrebbe esserlo anche per molti settori del mercato delle criptovalute come ad esempio l’archiviazione degli NFT, Coldstacks è infatti compatibile con i principali NFT Marketplace come Opensea.
Potrebbe essere anche un ottima soluzione di l’archiviazione per gli ecosistemi DeFi, per il settore dei Play To Earn e soprattutto anche per i progetti del Web 3.0.

Il token dell’ecosistema è CLS e viene usato per le fee di transazione e per la governance.
N.B. La supply attualmente circolante è circa il 3% della supply totale, ma ne parliamo meglio nelle considerazioni.

TEAM
Il fondatore è Alexander Shishow e la maggior parte del team è lo stesso di Prometeus Labs e può contare su molti ingegneri informatici con svariati anni di esperienza.

CONSIDERAZIONI
Il progetto è molto valido e offre soluzioni concrete, anche se si tratta semplicemente di un modo per semplificare il cloud computing decentralizzato, grazie al contributo dei maggiori progetti.
Nella seconda immagine vi ho lasciato il confronto dei costi che si hanno usando la tecnologia di Coldstacks comparata alle attuali principali soluzioni centralizzate di archiviazione.

La domanda che probabilmente vi farete dopo aver letto tutto ciò è: perchè un progetto del genere ha meno di 1 milione di Market Cap?

Probabilmente perchè la sua tecnologia si basa esclusivamente su progetti di cloud computing decentralizzati che attualmente non sono ancora stati largamente adottati, soprattutto da aziende.
Personalmente questo progetto data la bassa MC lo reputo altamente rischioso, e di conseguenza una scommessa.
Il problema è anche la supply circolante, che essendo il 3% potrebbe rendere il token fortemente soggetto ad inflazione.
E’ molto facile salire di MC per ottenere anche più di un x10, ma allo stesso tempo il progetto potrebbe fallire facilmente dato il poco interesse, nonostante personalmente lo reputi un ottima soluzione.

Fate sempre le vostre considerazioni e non investite più di quanto siete disposti a perdere, soprattutto in progetti cosi.
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DEEPER NETWORK
Oggi come richiesto sul gruppo analizziamo Deeper Network, un progetto molto probabilmente Long Term
COS’È DEEPER NETWORK?
Deeper Network combina blockchain e sicurezza informatica al fine di creare una rete peer to peer.
L’obiettivo di Deeper è quello ci creare una rete decentralizzata per il web 3.0 nella quale l’utente tramite la tecnologia di Deeper Network è chiamata Decentralized Private Network può connettersi in maniera sicura a tutti i servizi del web 3.0.
Tutti i dati dell’utente all’interno della rete non vengono mai registrati e quindi non è soggetto ad hacking o leak.

E’ possibile creare un nodo per supportare la rete e gli operatori dei nodi guadagnano mining rewards per la loro partecipazione; attualmente ci sono circa 50000 nodi all’interno della rete.
Dal punto di vista della tokenomics il 60% della supply è destinato al mining.
Il meccanismo di consenso è chiamato Proof Of Credit che assicura l’equità della distribuzione delle rewards.

STORIA E ROADMAP
Deeper Network nasce nel 2018 nella Silicon Valley ed il team è formato da circa 20 persone, tra cui alcuni ingegneri informatici.

CONSIDERAZIONI
Il progetto è interessante anche nell’ottica del web 3.0, ed è una tecnologia che purtroppo al momento non è ancora stata apprezzata e utilizzata.
Questo perchè il suo obiettivo è fornire servizi per il web 3.0, soprattutto per l’utente medio; di conseguenza reputo che sia una tecnologia che potrà essere sfruttata nei prossimi anni, quando entreremo a pieno regime nell’ecosistema del web 3.0.
Attualmente siamo ancora molto lontani da tutto ciò, la maggior parte delle persone non sa nulla riguardo a questo settore e non ha ancora scoperto tutte le innovazioni e i benefici del web 3.0.
Se credete in tutto ciò, Deeper potrebbe fornire delle soluzioni concrete a questo settore, mirate a risolvere molti problemi che ci saranno, soprattutto all’inizio; di conseguenza fate sempre le vostre opportune considerazioni.

Il calo del prezzo lo attribuisco principalmente a tutto ciò, la tecnologia non viene ancora sfruttata e molte persone vedono la possibilità della creazione di un nodo solamente dal punto di vista speculativo, magari dumpando anche il token dopo aver ricevuto le rewards.
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ORIGIN PROTOCOL
Oggi analizziamo come richiesto Origin Protocol.
COS’E’ ORIGIN PROTOCOL?
Origin Protocol offre principalmente due servizi, il primo è un Launchpad di NFT, il secondo è Origin Dollar.

La piattaforma NFT di Origin Protocol è pensata per consentire ai creatori digitali di avere totale controllo sui progetti NFT.
E inoltre Origin consente anche gli acquisti con carte di credito/debito.

OUSD invece è la stablecoin creata da Origin Protocol, basata su Ethereum che garantisce un rendimento annuo (attualmente del 13,63%) solamente detenendola nel wallet

TEAM
Origin è stato fondato nel 2017 e può contare su un team con ingegneri che hanno lavorato per YouTube, Google, PayPal e Dropbox.
All’interno del team troviamo anche Yu Pan, uno dei 6 membri fondatori di PayPal ed è stato il primo dipendente di YouTube oltre che avere un passato in Google.

CONSIDERAZIONI
Personalmente non sono solito investire nei token di protocollo, perchè molto spesso hanno come unica funzionalità quella di essere la ‘’benzina’’ del protocollo.
Origin è un progetto interessante ma non porta grandi innovazioni e non si contraddistingue per qualche funzionalità.
La piattaforma di NFT non è ancora molto utilizzata, probabilmente perché è stata creata più per influencer e creator che vogliono far si che la vendita di NFT avvenga in maniera semplice, soprattutto per l’utente medio che non se ne intende ancora del mondo della Blockchain.

Inoltre si sta già iniziando a parlare di un eventuale NFT marketplace da parte di Instagram che renderebbe ancora più difficile vedere il Launchpad di NFT di Origin acquisire nuovi utenti.
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