Forwarded from Antitesi Genova
🚩 GENOVA 2001 - 2026
✊ CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI, IL FUOCO NON SI È SPENTO!
🌹Per Carlo, per tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, per tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l'imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
CORTEO - ORE 15:30 - PIAZZA CARLO GIULIANI
PRECONCENTRAMENTO GIOVANI - ORE 14:30 - SCUOLA DIAZ
https://www.instagram.com/p/DafiCmpKrET/?igsh=em1qZ29idTF6MmE5
✊ CONTRO LA GUERRA DEI PADRONI, IL FUOCO NON SI È SPENTO!
🌹Per Carlo, per tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, per tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l'imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
CORTEO - ORE 15:30 - PIAZZA CARLO GIULIANI
PRECONCENTRAMENTO GIOVANI - ORE 14:30 - SCUOLA DIAZ
https://www.instagram.com/p/DafiCmpKrET/?igsh=em1qZ29idTF6MmE5
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Forwarded from Antitesi Genova
Le giornate contro il G8 di Genova hanno mostrato la forza delle masse popolari in rivolta nelle metropoli occidentali e la necessità di organizzarsi per conquistare un mondo senza più guerre, oppressione e sfruttamento. Da Seattle, Davos, Nizza, Napoli, Praga, Québec, Göteborg, fino a Genova l’obiettivo era uno solo: sabotare le istituzioni imperialiste. Farla finita con chi banchetta sulle spalle dei popoli.
Il sistema unipolare a guida statunitense iniziava a mostrare le sue crepe. La globalizzazione fu l’ennesimo tentativo della borghesia imperialista occidentale di rinviare la crisi in cui era invischiata da decenni. Una crisi che avrebbe inevitabilmente trovato uno sbocco nella guerra. Lo dimostra il bombardamento NATO della Jugoslavia, che imporrà lo smembramento dei Balcani in piccoli Stati satellite funzionali agli interessi occidentali.
Sul fronte interno, la borghesia italiana rispose alla crisi attraverso privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e nuove forme di precarizzazione del lavoro, colpendo le conquiste ottenute dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. A questo si aggiunsero l’adeguamento ai vincoli europei e l’introduzione dell’euro.
Di fronte a questa offensiva, la rabbia delle masse popolari mise con le spalle al muro i padroni imperialisti, che risposero con una repressione sistematica, rispolverando decreti fascisti e militarizzando intere città. L’assassinio di Carlo, la mattanza alla Diaz, le torture a Bolzaneto furono la chiara dimostrazione del dominio tirannico delle borghesie occidentali.
Se la rivolta delle giornate di Genova ha ancora qualcosa da insegnarci, è perché individuò negli otto terroristi che rappresentavano gli interessi della classe dominante il nemico da combattere e sconfiggere: lo stesso nemico che oggi continua a portare avanti i suoi piani di sfruttamento, guerra e genocidio per imporre il proprio dominio ai popoli e alla classe lavoratrice.
La forza e la generosità di quelle giornate mostrarono la capacità delle masse di opporsi al sistema capitalista attraverso una lotta determinata e internazionalista. Allo stesso tempo, mostrarono il limite di una mobilitazione priva di una forza organizzata capace di orientare quella spinta verso una prospettiva di reale rottura. Per questo, oggi più che mai, il compito è costruire un'organizzazione rivoluzionaria, capace di unire le masse popolari e la classe proletaria nella lotta per la presa del potere.
Lo dobbiamo a Carlo, a tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, a tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l’imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
Ricacciare nelle tenebre della storia la barbarie imperialista!
Contro guerra, fascismo e repressione: Rivoluzione!
Antitesi Organizzazione Comunista - Genova
Il sistema unipolare a guida statunitense iniziava a mostrare le sue crepe. La globalizzazione fu l’ennesimo tentativo della borghesia imperialista occidentale di rinviare la crisi in cui era invischiata da decenni. Una crisi che avrebbe inevitabilmente trovato uno sbocco nella guerra. Lo dimostra il bombardamento NATO della Jugoslavia, che imporrà lo smembramento dei Balcani in piccoli Stati satellite funzionali agli interessi occidentali.
Sul fronte interno, la borghesia italiana rispose alla crisi attraverso privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica e nuove forme di precarizzazione del lavoro, colpendo le conquiste ottenute dalle lotte dei lavoratori e delle lavoratrici. A questo si aggiunsero l’adeguamento ai vincoli europei e l’introduzione dell’euro.
Di fronte a questa offensiva, la rabbia delle masse popolari mise con le spalle al muro i padroni imperialisti, che risposero con una repressione sistematica, rispolverando decreti fascisti e militarizzando intere città. L’assassinio di Carlo, la mattanza alla Diaz, le torture a Bolzaneto furono la chiara dimostrazione del dominio tirannico delle borghesie occidentali.
Se la rivolta delle giornate di Genova ha ancora qualcosa da insegnarci, è perché individuò negli otto terroristi che rappresentavano gli interessi della classe dominante il nemico da combattere e sconfiggere: lo stesso nemico che oggi continua a portare avanti i suoi piani di sfruttamento, guerra e genocidio per imporre il proprio dominio ai popoli e alla classe lavoratrice.
La forza e la generosità di quelle giornate mostrarono la capacità delle masse di opporsi al sistema capitalista attraverso una lotta determinata e internazionalista. Allo stesso tempo, mostrarono il limite di una mobilitazione priva di una forza organizzata capace di orientare quella spinta verso una prospettiva di reale rottura. Per questo, oggi più che mai, il compito è costruire un'organizzazione rivoluzionaria, capace di unire le masse popolari e la classe proletaria nella lotta per la presa del potere.
Lo dobbiamo a Carlo, a tutti i prigionieri e le prigioniere nelle carceri imperialiste, a tutti i combattenti e le combattenti per la libertà caduti nella lotta contro l’imperialismo e i suoi servi fascisti e sionisti.
Ricacciare nelle tenebre della storia la barbarie imperialista!
Contro guerra, fascismo e repressione: Rivoluzione!
Antitesi Organizzazione Comunista - Genova
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ABDERRAHIM FAKIR ENNESIMO OMICIDIO DI UNO STATO DI GUERRA 🔻
Sono passati due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia a Bologna. Mentre si tenta di ricondurre tutto all’ennesima “fatalità”, le testimonianze dei residenti e le immagini circolate in queste ore parlano chiaro.
Non si tratta di una fatalità, questo è l’ennesimo omicidio di Stato.
La classe dominante che ci porta in guerra ha bisogno di difendere gli attuali rapporti sociali, e lo Stato, attraverso le sue leggi e i suoi apparati, garantisce tale ordine di sfruttamento da parte dei meno ai danni dei più.
Le forze di polizia costituiscono uno degli strumenti con cui quest’ordine viene imposto.
Sono passati due giorni dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia a Bologna. Mentre si tenta di ricondurre tutto all’ennesima “fatalità”, le testimonianze dei residenti e le immagini circolate in queste ore parlano chiaro.
Non si tratta di una fatalità, questo è l’ennesimo omicidio di Stato.
La classe dominante che ci porta in guerra ha bisogno di difendere gli attuali rapporti sociali, e lo Stato, attraverso le sue leggi e i suoi apparati, garantisce tale ordine di sfruttamento da parte dei meno ai danni dei più.
Le forze di polizia costituiscono uno degli strumenti con cui quest’ordine viene imposto.
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🔻 Non è quindi una fatalità che sia un lavoratore, una persona immigrata, ad essere stato ucciso e non è una casualità che la violenza di stato agisca sempre verso le classi subalterne e mai verso chi controlla i grandi capitali, evade milioni e sfrutta i lavoratori.
Per difendere il monopolio della violenza, quando lo Stato uccide, nella stampa e negli altri mezzi di propaganda, il morto deve diventare immediatamente il colpevole, e la violenza di stato si trasforma in ordine pubblico.
I nuovi decreti sicurezza, lo scudo penale, la sfilata degli scagnozzi del potere sempre pronta a schierarsi dalla parte delle “forze dell’ordine”, lo stato di guerra e la repressione contro chi si mobilita, delineano un quadro chiaro: una borghesia violenta che ricorre alla paura e al controllo lì dove non riesce più a costruire consenso.
Di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere fermi, non possiamo rimanere in silenzio!
🚩 La risposta può essere una sola: organizzazione e Resistenza!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/abderrahim-fakir-ennesimo-omicidio-di-uno-stato-di-guerra/
Per difendere il monopolio della violenza, quando lo Stato uccide, nella stampa e negli altri mezzi di propaganda, il morto deve diventare immediatamente il colpevole, e la violenza di stato si trasforma in ordine pubblico.
I nuovi decreti sicurezza, lo scudo penale, la sfilata degli scagnozzi del potere sempre pronta a schierarsi dalla parte delle “forze dell’ordine”, lo stato di guerra e la repressione contro chi si mobilita, delineano un quadro chiaro: una borghesia violenta che ricorre alla paura e al controllo lì dove non riesce più a costruire consenso.
Di fronte a tutto questo, non possiamo rimanere fermi, non possiamo rimanere in silenzio!
🚩 La risposta può essere una sola: organizzazione e Resistenza!
Antitesi Organizzazione Comunista
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SOLIDARIETÀ AL COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI 🚩🚩
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro dell’Amministrazione Trump hanno annunciato la designazione del Collettivo Autistici/Inventati come “organizzazione terroristica globale”.
🔎 Il Collettivo A/I offre servizi informatici (email, newsletter, istant messaging) per chi non vuole rivolgersi alle big tech, strumenti di libera comunicazione sottratta ai sistemi di tracciamento e profilazione da parte delle big tech e degli Stati.
L’Amministrazione Usa accusa il Collettivo di aver prodotto un’infrastruttura utilizzata da “molti dei gruppi Antifa tra i più attivi e violenti negli Stati Uniti” oltre che da gruppi rivoluzionari europei.
Il 26 agosto 2026 il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro dell’Amministrazione Trump hanno annunciato la designazione del Collettivo Autistici/Inventati come “organizzazione terroristica globale”.
🔎 Il Collettivo A/I offre servizi informatici (email, newsletter, istant messaging) per chi non vuole rivolgersi alle big tech, strumenti di libera comunicazione sottratta ai sistemi di tracciamento e profilazione da parte delle big tech e degli Stati.
L’Amministrazione Usa accusa il Collettivo di aver prodotto un’infrastruttura utilizzata da “molti dei gruppi Antifa tra i più attivi e violenti negli Stati Uniti” oltre che da gruppi rivoluzionari europei.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 Il provvedimento, che congela tutti i beni del Collettivo e vieta tutte le transazioni che lo riguardano sul territorio Usa, è una concretizzazione della linea dell’Amministrazione Usa, resa pubblica il luglio scorso dal Segretario di Stato Marco Rubio, nel convegno contro il cosiddetto “terrorismo di estrema sinistra”. Analoga cosa è già avvenuta per il gruppo inglese Palestine Action e l’organizzazione transnazionale Masa Badil.
Questa azione di tipo repressivo vuole colpire la libertà di comunicazione di chi si oppone allo stato presente delle cose fatto di guerre imperialiste, genocidio di interi popoli come, nel caso dei palestinesi, e aggravamento dello sfruttamento e dell’oppressione dei lavoratori, dei proletari e delle masse popolari in tutto il mondo. Tutte cose di cui è principale responsabile la classe criminale dell’oligarchia finanziaria occidentale, la coalizione Epstein, che ingrassa con la guerra e la spoliazione delle risorse dei popoli, sperando di rimandare così il crollo del suo sistema in crisi.
Allo stesso scopo sviluppano l’intelligenza artificiale per la guerra e il controllo, impestano i territori di data center energivori e inquinanti, e irregimentano i fronti interni con la militarizzazione e la criminalizzazione della lotta di classe.
🚩 La solidarietà è un arma!
Controllo e repressione non fermeranno la lotta contro l’oppressione! 🚩
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/solidarieta-al-collettivo-autistici-inventati/
Questa azione di tipo repressivo vuole colpire la libertà di comunicazione di chi si oppone allo stato presente delle cose fatto di guerre imperialiste, genocidio di interi popoli come, nel caso dei palestinesi, e aggravamento dello sfruttamento e dell’oppressione dei lavoratori, dei proletari e delle masse popolari in tutto il mondo. Tutte cose di cui è principale responsabile la classe criminale dell’oligarchia finanziaria occidentale, la coalizione Epstein, che ingrassa con la guerra e la spoliazione delle risorse dei popoli, sperando di rimandare così il crollo del suo sistema in crisi.
Allo stesso scopo sviluppano l’intelligenza artificiale per la guerra e il controllo, impestano i territori di data center energivori e inquinanti, e irregimentano i fronti interni con la militarizzazione e la criminalizzazione della lotta di classe.
🚩 La solidarietà è un arma!
Controllo e repressione non fermeranno la lotta contro l’oppressione! 🚩
Antitesi Organizzazione Comunista
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L'arroganza di Electrolux, la risposta è nella lotta! 🚩🚩
Electrolux non solo si rimangia il ritiro del piano ma minaccia un taglio peggiore se non si accetteranno un aumento dei ritmi, lo sgravio sul costo dell'energia e altri aiuti di stato.
✊ La risposta dei lavoratori è chiara e determinata: nessun esubero, nessuna chiusura.
Nel caso Electrolux non regge la solita solfa sui cali degli ordini visto che mentre la multinazionale vuole smantellare parte della produzione, pretende straordinari e aumento dei carichi; non regge nemmeno quella degli impianti vecchi, visto che stabilimenti, come quello di Susegana, sono stati rifatti da zero grazie ai finanziamenti pubblici in perfetta tecnologia industria 4.0. Il piano infame di Electrolux ha l'unico scopo di aumentare i già lauti dividendi degli azionisti.
Electrolux non solo si rimangia il ritiro del piano ma minaccia un taglio peggiore se non si accetteranno un aumento dei ritmi, lo sgravio sul costo dell'energia e altri aiuti di stato.
✊ La risposta dei lavoratori è chiara e determinata: nessun esubero, nessuna chiusura.
Nel caso Electrolux non regge la solita solfa sui cali degli ordini visto che mentre la multinazionale vuole smantellare parte della produzione, pretende straordinari e aumento dei carichi; non regge nemmeno quella degli impianti vecchi, visto che stabilimenti, come quello di Susegana, sono stati rifatti da zero grazie ai finanziamenti pubblici in perfetta tecnologia industria 4.0. Il piano infame di Electrolux ha l'unico scopo di aumentare i già lauti dividendi degli azionisti.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
In questa battaglia si gioca una partita che va oltre Electrolux.
🚩🚩 Difendere il posto di lavoro significa imporre gli interessi di classe contro quelli dei padroni, significa invertire la tendenza che vede il perno nel massiccio sviluppo dell'industria militare, produzione più profittevole a scapito degli altri settori ritenuti meno redditizi.
🚩 La lotta dei lavoratori di Electrolux è parte della lotta contro la tendenza alla guerra e le sue ricadute.
I politici di ogni risma che fanno la passerella nei cortei dei lavoratori non hanno alcuna risposta disponibile. La chiusura e gli esuberi sono parte strutturale di questo sistema basato sulla massimizzazione del profitto, anche se questo significa fame, miseria e disoccupazione.
Solo le lavoratrici e i lavoratori uniti, opponendo i propri rapporti di forza possono cambiare la situazione, solo il loro protagonismo può mettere abbastanza paura ai padroni da fargli fare retromarcia rispetto ai loro piani.
Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/larroganza-di-electrolux-la-risposta-e-nella-lotta/
🚩🚩 Difendere il posto di lavoro significa imporre gli interessi di classe contro quelli dei padroni, significa invertire la tendenza che vede il perno nel massiccio sviluppo dell'industria militare, produzione più profittevole a scapito degli altri settori ritenuti meno redditizi.
🚩 La lotta dei lavoratori di Electrolux è parte della lotta contro la tendenza alla guerra e le sue ricadute.
I politici di ogni risma che fanno la passerella nei cortei dei lavoratori non hanno alcuna risposta disponibile. La chiusura e gli esuberi sono parte strutturale di questo sistema basato sulla massimizzazione del profitto, anche se questo significa fame, miseria e disoccupazione.
Solo le lavoratrici e i lavoratori uniti, opponendo i propri rapporti di forza possono cambiare la situazione, solo il loro protagonismo può mettere abbastanza paura ai padroni da fargli fare retromarcia rispetto ai loro piani.
Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux!
Antitesi Organizzazione Comunista
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Contro fascismo e Stato di guerra! 🚩🚩
Nelle ultime settimane, il nostro territorio è diventato il palcoscenico dell’ennesima vile provocazione reazionaria. Influencer assoldati dalla macchina mediatica borghese hanno cavalcato le testate giornalistiche locali e nazionali: dalla provocazione sciovinista di Simone Carabella venuto da Roma al parco Piraghetto di Mestre con l’unico scopo di umiliare e aggredire oltre 200 lavoratori della comunità bengalese, alle ronde squadriste di JollyTime e di Dutch Travel Maniac camuffati da paladini “anti degrado” a Rialto, abbiamo assistito a vomitevoli atti di matrice razzista e fascista.
🔻 Non si tratta di episodi isolati ma di razzismo di stato e manovalanza violenta che servono come armi ideologiche precise per ad alimentare il populismo più becero e aizzare una guerra tra poveri.
Nelle ultime settimane, il nostro territorio è diventato il palcoscenico dell’ennesima vile provocazione reazionaria. Influencer assoldati dalla macchina mediatica borghese hanno cavalcato le testate giornalistiche locali e nazionali: dalla provocazione sciovinista di Simone Carabella venuto da Roma al parco Piraghetto di Mestre con l’unico scopo di umiliare e aggredire oltre 200 lavoratori della comunità bengalese, alle ronde squadriste di JollyTime e di Dutch Travel Maniac camuffati da paladini “anti degrado” a Rialto, abbiamo assistito a vomitevoli atti di matrice razzista e fascista.
🔻 Non si tratta di episodi isolati ma di razzismo di stato e manovalanza violenta che servono come armi ideologiche precise per ad alimentare il populismo più becero e aizzare una guerra tra poveri.
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Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 Mentre il capitalismo attraversa la sua crisi generale, lo stato borghese risponde nell’unico modo che conosce: continui tagli allo stato sociale, smantellamento della sanità pubblica, salari da fame e carovita insostenibile.
👉 Per evitare che la rabbia delle masse si diriga contro la classe dominante, che detiene il controllo sui mezzi di produzione e sui capitali, la democrazia liberale ha bisogno di canalizzare il malcontento verso un capro espiatorio. Gli influencer reazionari svolgono esattamente questo ruolo di servitori del capitale: distolgono l’attenzione dallo sfruttamento quotidiano per dirigerla contro l’immigrato, il diverso, l’ultimo della scala sociale.
La storia ci insegna che quando il capitalismo si inceppa, la borghesia prepara la guerra. Il governo ha la necessità assoluta di pacificare il fronte interno, reprimendo il dissenso e mobilitando la popolazione in chiave sciovinista e reazionaria. Vogliono la componente studentesca e la classe lavoratrice frammentate e sottomesse per poterle meglio trascinare, come carne da macello, verso i fronti della terza guerra mondiale.
🚩 Il fascismo non si combatte con il moralismo borghese o con i vuoti appelli alla legalità della sinistra istituzionale. Lo si combatte unendo le masse popolari sulla base dei loro bisogni concreti. Dobbiamo raccogliere la giusta rabbia contro i tagli e la miseria e trasformarla in coscienza politica rivoluzionaria.
Rispondiamo ai vili attacchi fascisti con l’organizzazione! L’unica linea corretta è l’unità di classe contro il capitalismo e l’imperialismo.
Contro il fascismo e la guerra imperialista Organizziamo l’antifascismo militante!
Antitesi Organizzazione Comunista – Mestre
👉 antitesimestre@proton.me
👉 https://antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/contro-fascismo-e-stato-di-guerra/
👉 Per evitare che la rabbia delle masse si diriga contro la classe dominante, che detiene il controllo sui mezzi di produzione e sui capitali, la democrazia liberale ha bisogno di canalizzare il malcontento verso un capro espiatorio. Gli influencer reazionari svolgono esattamente questo ruolo di servitori del capitale: distolgono l’attenzione dallo sfruttamento quotidiano per dirigerla contro l’immigrato, il diverso, l’ultimo della scala sociale.
La storia ci insegna che quando il capitalismo si inceppa, la borghesia prepara la guerra. Il governo ha la necessità assoluta di pacificare il fronte interno, reprimendo il dissenso e mobilitando la popolazione in chiave sciovinista e reazionaria. Vogliono la componente studentesca e la classe lavoratrice frammentate e sottomesse per poterle meglio trascinare, come carne da macello, verso i fronti della terza guerra mondiale.
🚩 Il fascismo non si combatte con il moralismo borghese o con i vuoti appelli alla legalità della sinistra istituzionale. Lo si combatte unendo le masse popolari sulla base dei loro bisogni concreti. Dobbiamo raccogliere la giusta rabbia contro i tagli e la miseria e trasformarla in coscienza politica rivoluzionaria.
Rispondiamo ai vili attacchi fascisti con l’organizzazione! L’unica linea corretta è l’unità di classe contro il capitalismo e l’imperialismo.
Contro il fascismo e la guerra imperialista Organizziamo l’antifascismo militante!
Antitesi Organizzazione Comunista – Mestre
👉 antitesimestre@proton.me
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‼️SAVE THE DATE‼️
SE LA REPRESSIONE AVANZA LA SOLIDARIETÀ SI RAFFORZA
Torna per il terzo anno la TATTOO CIRCUS BENEFIT!
📅 sabato 14 e domenica 15 NOVEMBRE ci troverai in
🥊🥊 @palestra_popolare_chinatown per un weekend all'insegna di tatuaggi, dibattiti, cibo e buona musica.
Ma soprattutto dove sarà messa al centro la lotta contro la repressione e il suo avvitamento, e per dire ancora una volta che la solidarietà è la nostra più grande arma contro chi ci vuole silenziare.
Tutti i soldi raccolti andranno infatti alla cassa di resistenza di Antitesi pd per sostenere le spese legali dei processi in corso.
Continua a seguirci per aggiornamenti sul programma e come contattare i tatuatori che saranno presenti nei due giorni.
SE LA REPRESSIONE AVANZA LA SOLIDARIETÀ SI RAFFORZA
Torna per il terzo anno la TATTOO CIRCUS BENEFIT!
📅 sabato 14 e domenica 15 NOVEMBRE ci troverai in
🥊🥊 @palestra_popolare_chinatown per un weekend all'insegna di tatuaggi, dibattiti, cibo e buona musica.
Ma soprattutto dove sarà messa al centro la lotta contro la repressione e il suo avvitamento, e per dire ancora una volta che la solidarietà è la nostra più grande arma contro chi ci vuole silenziare.
Tutti i soldi raccolti andranno infatti alla cassa di resistenza di Antitesi pd per sostenere le spese legali dei processi in corso.
Continua a seguirci per aggiornamenti sul programma e come contattare i tatuatori che saranno presenti nei due giorni.
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Di fronte a tale recrudescenza dei rapporti sociali chi ci governa nega totalmente l'esistenza di un problema strutturale e la necessità di volerlo affrontare.
Non sorprendono, quindi, le dichiarazioni fatte in diretta nazionale che sostenevano l’inutilità di avere una categoria specifica per i crimini d’odio di matrice misognina, omofoba e transfobica, e la presentazione del programma di Futuro Nazionale nel quale siafferma, tra le altre cose, che il “patriarcato mediterraneo” va tutelato.
Sebbene le destre di governo abbiano formalmente preso le distanze da queste dichiarazioni, sono proprio loro ad aver alimentato questo clima: in una fase di avvitamento della crisi del sistema, repressione, continui tagli ai servizi in favore unico delle spese belliche e condizioni di vita sempre più insostenibili sono lo scenario di vita che stanno costruendo, partecipando, al tempo stesso, al processo di guerra imperialista globale.
In questo quadro di guerra, il governo ha estrema necessità di mobilitare le masse in senso reazionario, ed è qui che la violenza di genere si inserisce, poiché riportare nell’immaginario collettivo l’idea di una donna da rinchiudere nella scatola impermeabile della casa e della genitorialità, accompagnata dalla negazione totale dell’esistenza stessa di tutte quelle persone che non rientrano nel binarismo di genere, è estremamente funzionale alle logiche belliciste di chi sta al governo.
Inoltre, sottolineare che la totalità dei femminicidi e transicidi di questa estate siano avvenuti per mano di uomini interni all'ambito familiare o di coppia, mostra ancora una volta come il pericolo venga da dentro le mura domestiche e non dalle persone migranti o razzializzate, come invece la classe dirigente vorrebbe far credere, individuando in loro un capro espiatorio sul quale far convergererabbia e frustrazione.
Superare la loro becera propaganda razzista e islamofoba permette di riconoscere il vero nemico: la classe dominante che ci governa e sfrutta impoverendo le masse e che, con le sue politiche belliche e repressive, inasprisce sempre di più lecondizioni di vita di donne, lavoratrici e lavoratori, soggettività non eteronormate e razzializzate.
Riprendendo le parole di Inessa Armand, figura centrale nella rivoluzione sovietica “fino a quando le vecchie forme di famiglia, di vita domestica, di istruzione e di educazione dei figli non saranno abolite, sarà impossibile abolire lo sfruttamento e la schiavitù, sarà impossibile creare la nuova persona, sarà impossibile creare il socialismo”.
Non saranno quindi nuove leggi a risolvere le conseguenze piu sanguinarie della mentalità patriarcale, soprattutto in un sistema socioeconomico in cui essa è funzionale per il mantenimento del potere della classe dominante. L'unica possibilità di costruzione di una società nuova senza più classi guerre e patriarcato passa dalla lotta unita e organizzata di tutti le oppresse e gli oppressi che punti ad abbattere il capitalismo nella sua fase più putrescente: l'imperialismo.
🚩IL PATRIARCATO SERVE AI PADRONI PER RENDERCI DIVISI E FARCI STARE BUONI.
MA NOI LOTTIAMO TUTTE E TUTTI ASSIEME A MORTE IL PATRIARCATO SPEZZIAMO LE CATENE!🚩
Non sorprendono, quindi, le dichiarazioni fatte in diretta nazionale che sostenevano l’inutilità di avere una categoria specifica per i crimini d’odio di matrice misognina, omofoba e transfobica, e la presentazione del programma di Futuro Nazionale nel quale siafferma, tra le altre cose, che il “patriarcato mediterraneo” va tutelato.
Sebbene le destre di governo abbiano formalmente preso le distanze da queste dichiarazioni, sono proprio loro ad aver alimentato questo clima: in una fase di avvitamento della crisi del sistema, repressione, continui tagli ai servizi in favore unico delle spese belliche e condizioni di vita sempre più insostenibili sono lo scenario di vita che stanno costruendo, partecipando, al tempo stesso, al processo di guerra imperialista globale.
In questo quadro di guerra, il governo ha estrema necessità di mobilitare le masse in senso reazionario, ed è qui che la violenza di genere si inserisce, poiché riportare nell’immaginario collettivo l’idea di una donna da rinchiudere nella scatola impermeabile della casa e della genitorialità, accompagnata dalla negazione totale dell’esistenza stessa di tutte quelle persone che non rientrano nel binarismo di genere, è estremamente funzionale alle logiche belliciste di chi sta al governo.
Inoltre, sottolineare che la totalità dei femminicidi e transicidi di questa estate siano avvenuti per mano di uomini interni all'ambito familiare o di coppia, mostra ancora una volta come il pericolo venga da dentro le mura domestiche e non dalle persone migranti o razzializzate, come invece la classe dirigente vorrebbe far credere, individuando in loro un capro espiatorio sul quale far convergererabbia e frustrazione.
Superare la loro becera propaganda razzista e islamofoba permette di riconoscere il vero nemico: la classe dominante che ci governa e sfrutta impoverendo le masse e che, con le sue politiche belliche e repressive, inasprisce sempre di più lecondizioni di vita di donne, lavoratrici e lavoratori, soggettività non eteronormate e razzializzate.
Riprendendo le parole di Inessa Armand, figura centrale nella rivoluzione sovietica “fino a quando le vecchie forme di famiglia, di vita domestica, di istruzione e di educazione dei figli non saranno abolite, sarà impossibile abolire lo sfruttamento e la schiavitù, sarà impossibile creare la nuova persona, sarà impossibile creare il socialismo”.
Non saranno quindi nuove leggi a risolvere le conseguenze piu sanguinarie della mentalità patriarcale, soprattutto in un sistema socioeconomico in cui essa è funzionale per il mantenimento del potere della classe dominante. L'unica possibilità di costruzione di una società nuova senza più classi guerre e patriarcato passa dalla lotta unita e organizzata di tutti le oppresse e gli oppressi che punti ad abbattere il capitalismo nella sua fase più putrescente: l'imperialismo.
🚩IL PATRIARCATO SERVE AI PADRONI PER RENDERCI DIVISI E FARCI STARE BUONI.
MA NOI LOTTIAMO TUTTE E TUTTI ASSIEME A MORTE IL PATRIARCATO SPEZZIAMO LE CATENE!🚩
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🚩 Venerdì 23 ottobre, ore 19.30
👉 Circolo Il Picchetto (galleria Ognissanti 8)
Guerra, carovita e licenziamenti. Dove va il Governo Meloni?
Partendo dall'ultimo numero di Strike discuteremo delle ultime novità: mentre i venti di guerra soffiano sempre più forti e la campagna elettorale si avvicina, il Governo Meloni scarica i costi della crisi sulle spalle di lavoratori e lavoratrici, condendola di belle parole.
Ripercorriamo insieme le manovre che questo Governo ha portato avanti in quest'anno, dal Decreto primo maggio ad oggi, e cerchiamo di capire che effetti avranno nelle nostre vite.
Il protagonismo e la determinazione dei lavoratori però non manca! Electrokux, ex Ilva e gli agricoltori in lotta nel meridione dell'ultimo periodo sono un esempio concreto di come reagire alle barbarie della crisi del capitalismo: unirsi, organizzarsi e lottare!
Discutiamone insieme!
👉 a seguire cibo, socialità e materiali informativi
👉 Circolo Il Picchetto (galleria Ognissanti 8)
Guerra, carovita e licenziamenti. Dove va il Governo Meloni?
Partendo dall'ultimo numero di Strike discuteremo delle ultime novità: mentre i venti di guerra soffiano sempre più forti e la campagna elettorale si avvicina, il Governo Meloni scarica i costi della crisi sulle spalle di lavoratori e lavoratrici, condendola di belle parole.
Ripercorriamo insieme le manovre che questo Governo ha portato avanti in quest'anno, dal Decreto primo maggio ad oggi, e cerchiamo di capire che effetti avranno nelle nostre vite.
Il protagonismo e la determinazione dei lavoratori però non manca! Electrokux, ex Ilva e gli agricoltori in lotta nel meridione dell'ultimo periodo sono un esempio concreto di come reagire alle barbarie della crisi del capitalismo: unirsi, organizzarsi e lottare!
Discutiamone insieme!
👉 a seguire cibo, socialità e materiali informativi
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🔻 LA RESISTENZA CONTINUA 🔻
A tre anni dall’Operazione Diluvio di Al Aqsa, il 7 ottobre resta una frattura nella storia: il giorno in cui la Resistenza palestinese ha dimostrato al mondo che il nemico sionista può non solo essere colpito, ma anche sconfitto sul campo della guerra di liberazione. Una frattura che ha reso ancora più evidente anche il divario tra le classi dominanti mondiali schierate a sostegno del sionismo e i popoli in lotta che, in tutto il mondo, si sono mobilitate al fianco del popolo palestinese.
A tre anni dall’Operazione Diluvio di Al Aqsa, il 7 ottobre resta una frattura nella storia: il giorno in cui la Resistenza palestinese ha dimostrato al mondo che il nemico sionista può non solo essere colpito, ma anche sconfitto sul campo della guerra di liberazione. Una frattura che ha reso ancora più evidente anche il divario tra le classi dominanti mondiali schierate a sostegno del sionismo e i popoli in lotta che, in tutto il mondo, si sono mobilitate al fianco del popolo palestinese.
Forwarded from Antitesi - Organizzazione Comunista
🔻 Dopo tre anni di massacri, al tentativo di spezzare e annientare il popolo palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, la Resistenza continua a rispondere combattendo. Anche altri popoli percorrono oggi questa strada, resistendo alle aggressioni dell’imperialismo e del sionismo: dal Libano allo Yemen, dall’Iraq all’Iran. I fronti di guerra già aperti non riescono a produrre la vittoria e che Stati Uniti e Israele cercano. Per questo ne aprono altri, nel tentativo di imporre il proprio progetto di dominio.
🪖 Questa guerra non accade soltanto lontano da noi. L’Italia è in guerra, lo dimostrano il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina nazista, le infrastrutture e le basi militari messe a disposizione degli alleati e il dispiegamento di soldati e mezzi nel Golfo. Ed è proprio mentre la guerra imperialista si estende fuori dai nostri confini che viene costruito anche lo Stato di guerra interno.
Riarmo e repressione procedono insieme. Aumentano le spese militari mentre si sottraggono risorse a salari, sanità, scuola, casa e welfare, e si pretende che lavoratori e masse popolari paghino le conseguenze economiche della guerra: dall’aumento dell’energia a quello dei carburanti e dei beni di prima necessità. Parallelamente, vengono rafforzati gli strumenti per reprimere scioperi, blocchi, occupazioni e manifestazioni. In questa direzione, va anche il cosiddetto DDL antisemitismo volto a colpire proprio il movimento di solidarietà alla Resistenza.
Non è un caso: la guerra imperialista ha bisogno di un fronte interno pacificato, ha bisogno che lavoratori e masse popolari ne accettino i costi e che chi si organizza contro guerra, sfruttamento e repressione venga isolato e colpito. Eppure, in questi tre anni, dalle università alle fabbriche, dalle occupazioni agli scioperi, dai blocchi dei porti alle manifestazioni di massa, la Resistenza palestinese ha trovato una risposta nelle mobilitazioni di milioni di persone in tutto il mondo.
🚩 A tre anni dal 7 ottobre, la Palestina resiste. I popoli del Libano, dello Yemen, dell’Iraq e dell’Iran resistono. La migliore solidarietà che possiamo costruire è sviluppare la lotta contro la guerra imperialista, il riarmo e lo stato di guerra nel nostro Paese: nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro.
🔻IL 10 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!
🔻MORTE ALL’IMPERIALISMO! LIBERTÀ AI POPOLI!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 antitesi.organizzazione@esiliati.org
👉 antitesirivista.org/volantini-e-comunicati/la-resistenza-continua
🪖 Questa guerra non accade soltanto lontano da noi. L’Italia è in guerra, lo dimostrano il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina nazista, le infrastrutture e le basi militari messe a disposizione degli alleati e il dispiegamento di soldati e mezzi nel Golfo. Ed è proprio mentre la guerra imperialista si estende fuori dai nostri confini che viene costruito anche lo Stato di guerra interno.
Riarmo e repressione procedono insieme. Aumentano le spese militari mentre si sottraggono risorse a salari, sanità, scuola, casa e welfare, e si pretende che lavoratori e masse popolari paghino le conseguenze economiche della guerra: dall’aumento dell’energia a quello dei carburanti e dei beni di prima necessità. Parallelamente, vengono rafforzati gli strumenti per reprimere scioperi, blocchi, occupazioni e manifestazioni. In questa direzione, va anche il cosiddetto DDL antisemitismo volto a colpire proprio il movimento di solidarietà alla Resistenza.
Non è un caso: la guerra imperialista ha bisogno di un fronte interno pacificato, ha bisogno che lavoratori e masse popolari ne accettino i costi e che chi si organizza contro guerra, sfruttamento e repressione venga isolato e colpito. Eppure, in questi tre anni, dalle università alle fabbriche, dalle occupazioni agli scioperi, dai blocchi dei porti alle manifestazioni di massa, la Resistenza palestinese ha trovato una risposta nelle mobilitazioni di milioni di persone in tutto il mondo.
🚩 A tre anni dal 7 ottobre, la Palestina resiste. I popoli del Libano, dello Yemen, dell’Iraq e dell’Iran resistono. La migliore solidarietà che possiamo costruire è sviluppare la lotta contro la guerra imperialista, il riarmo e lo stato di guerra nel nostro Paese: nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro.
🔻IL 10 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!
🔻MORTE ALL’IMPERIALISMO! LIBERTÀ AI POPOLI!
Antitesi Organizzazione Comunista
👉 antitesi.organizzazione@esiliati.org
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🔻Tre anni dal "7 ottobre"🔻
SABATO 10 OTTOBRE ore 17.30 LISTON - Padova
🚩 A tre anni dall'operazione Diluvio di Al Aqsa torniamo in piazza per ribadire la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza, proprio oggi che questa viene messa sotto diretto attacco dal DDL antisemitismo, in approvazione alla Camera.
SABATO 10 OTTOBRE ore 17.30 LISTON - Padova
🚩 A tre anni dall'operazione Diluvio di Al Aqsa torniamo in piazza per ribadire la nostra solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza, proprio oggi che questa viene messa sotto diretto attacco dal DDL antisemitismo, in approvazione alla Camera.
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Come Antitesi parteciperemo al corteo cittadino, al fianco della Resistenza dei popoli che in questi anni hanno messo i bastoni tra le ruote alle mire imperialiste dalla Palestina allo Yemen, dal Libano all'Iran.
Come loro, noi dobbiamo resistere in casa nostra: le classi dominanti che conducono queste guerre sono le stesse che ci sfruttano sui posti di lavoro, che tagliano su sanità, scuola e welfare per finanziare le loro guerre.
Sono le stesse che stanno costruendo uno Stato di guerra interna fatto di militarizzazione, controllo e repressione di qualunque forma di dissenso; in questa direzione va anche il DDL antisemitismo.
La migliore risposta a tutto questo sono state le milioni di persone che hanno scioperato e sono scese in piazza lo scorso anno contro la guerra imperialista!
Continuiamo a mobilitarci!!
Ci vediamo in piazza ✊
Come loro, noi dobbiamo resistere in casa nostra: le classi dominanti che conducono queste guerre sono le stesse che ci sfruttano sui posti di lavoro, che tagliano su sanità, scuola e welfare per finanziare le loro guerre.
Sono le stesse che stanno costruendo uno Stato di guerra interna fatto di militarizzazione, controllo e repressione di qualunque forma di dissenso; in questa direzione va anche il DDL antisemitismo.
La migliore risposta a tutto questo sono state le milioni di persone che hanno scioperato e sono scese in piazza lo scorso anno contro la guerra imperialista!
Continuiamo a mobilitarci!!
Ci vediamo in piazza ✊
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Forwarded from Antitesi Genova
‼️MASSIMA SOLIDARIETÀ E COMPLICITÀ CON GLI OPERAI EX ILVA IN SCIOPERO‼️
📢 Rilanciamo la mobilitazione e la partecipazione al presidio degli operai dell'ex Ilva in sciopero accampati ad oltranza davanti la prefettura.
L'unica risposta ai continui attacchi alla classe lavoratrice e alle masse popolari, soprattutto in tempo di guerra, deve essere l'organizzazione e la lotta contro questo sistema che produce solo disoccupazione, fame e morte.
Le risposte vuote del governo, dopo 25 anni di crisi industriale degli impianti siderurgici dell'ex Ilva, non bastavano prima e non bastano adesso. Come inutili sono le solite passerelle della politica locale, volte solo a raccogliere qualche voto per le prossime elezioni.
🚩Da Genova a Taranto: organizziamoci, riprendiamoci le nostre fabbriche, le nostre scuole, i nostri quartieri. Uniti, contro la guerra dei padroni e i loro interessi, per costruire un mondo migliore, senza più classi, guerre e sfruttamento.
📍Stasera ore 20 Barbecue proletario al presidio.
📢 Rilanciamo la mobilitazione e la partecipazione al presidio degli operai dell'ex Ilva in sciopero accampati ad oltranza davanti la prefettura.
L'unica risposta ai continui attacchi alla classe lavoratrice e alle masse popolari, soprattutto in tempo di guerra, deve essere l'organizzazione e la lotta contro questo sistema che produce solo disoccupazione, fame e morte.
Le risposte vuote del governo, dopo 25 anni di crisi industriale degli impianti siderurgici dell'ex Ilva, non bastavano prima e non bastano adesso. Come inutili sono le solite passerelle della politica locale, volte solo a raccogliere qualche voto per le prossime elezioni.
🚩Da Genova a Taranto: organizziamoci, riprendiamoci le nostre fabbriche, le nostre scuole, i nostri quartieri. Uniti, contro la guerra dei padroni e i loro interessi, per costruire un mondo migliore, senza più classi, guerre e sfruttamento.
📍Stasera ore 20 Barbecue proletario al presidio.
Nella giornata di oggi sono state eseguite perquisizioni a casa di otto minorenni con la scusa di messaggi scambiati nella chat WhatsApp dove gli studenti si stavano organizzando per il corteo di domani, venerdì 16.
Oltre agli otto perquisiti altri 6, segnalati alla DIGOS, hanno ricevuto misure cautelari.
Oltre agli otto perquisiti altri 6, segnalati alla DIGOS, hanno ricevuto misure cautelari.
Scuole che cadono a pezzi, insegnanti e personale insufficiente e sottopagato, aule sovraffollate e che le istituzioni vorrebbero trasformate in ghetto, militari e guerra che entrano nelle classi per reclutare i ragazzi. Questi i motivi che portano in piazza gli studenti di varie scuole padovane.
In un clima che tende sempre più alla guerra imperialista e che vuole un fronte interno pronto per andarla a combattere avere i giovani che guardano alle proteste dei coetanei francesi e ne seguono l’esempio diventa un problema. La soluzione come sempre si chiama repressione e intimidazione.
Minacce aperte a chi promuove momenti di piazza, perquisizioni e articoli sui giornali che mirano come sempre a dire che chi protesta è un violento, che non va seguito ma allontanato.
Non ci sono buoni o cattivi ma studenti che faticano a trovare luoghi dove fare socialità, che vengono visti come voti nei registri e non come persone e che vedono genitori faticare sempre di più ad arrivare a fine mese. Ma soprattutto vedono un governo che continua a violare ogni promessa fatta negli anni e un caro vita che continua a peggiorare.
Dagli studenti a Padova ai lavoratori dell’ex Ilva la lotta è una sola.
La lotta avanza, la repressione non ci ferma! 🚩
In un clima che tende sempre più alla guerra imperialista e che vuole un fronte interno pronto per andarla a combattere avere i giovani che guardano alle proteste dei coetanei francesi e ne seguono l’esempio diventa un problema. La soluzione come sempre si chiama repressione e intimidazione.
Minacce aperte a chi promuove momenti di piazza, perquisizioni e articoli sui giornali che mirano come sempre a dire che chi protesta è un violento, che non va seguito ma allontanato.
Non ci sono buoni o cattivi ma studenti che faticano a trovare luoghi dove fare socialità, che vengono visti come voti nei registri e non come persone e che vedono genitori faticare sempre di più ad arrivare a fine mese. Ma soprattutto vedono un governo che continua a violare ogni promessa fatta negli anni e un caro vita che continua a peggiorare.
Dagli studenti a Padova ai lavoratori dell’ex Ilva la lotta è una sola.
La lotta avanza, la repressione non ci ferma! 🚩
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