cose di marco
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cose di @notherealmarco, letteralmente
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Invece una piccola riflessione su quanto concerne il nuovo regolamento AGCOM per la verifica dell'età:

Da una parte, in Italia il sistema sarà implementato con il cosiddetto doppio anonimato: il sito porno non saprà chi siete, e il fornitore che verifica l’età non saprà che lo state facendo per accedere a un sito porno.
Sul piano della privacy, questo è ottimo. Ma nel complesso resta una pessima idea.

Bloccare l’accesso a (circa 40) siti porno spingerà semplicemente minorenni, ma anche maggiorenni che giustamente non si fidano a inviare i propri documenti a un fornitore di servizi a caso (vedi punto successivo), a cercare contenuti altrove, in spazi molto meno sicuri, come certi canali Telegram, dove purtroppo, non è raro imbattersi in materiale illegale, inclusi casi di revenge porn o pedopornografia.


➡️ Ci stiamo abituando, passo dopo passo, a caricare i nostri documenti online per accedere a servizi digitali.
Questo non solo rappresenta un rischio legato alla sicurezza: più aziende avranno copie dei nostri documenti, più crescerà il rischio di data breach e furti d’identità. Ma rappresenta un serio problema per la nostra libertà individuale.

Stiamo entrando in una fase in cui l’identità digitale diventa condizione per partecipare alla vita online. E questo sulla carta può sembrare una buona idea: sapere che sarà sempre possibile "rintracciare l’autore" di un post o di un messaggio può darci una garanzia in più in una serie di casi: truffe online, revenge porn, violenza...

Ma in un mondo che sta prendendo una piega sempre più autoritaria, è difficile non vedere in tutto ciò un pericoloso precedente.

E no, non è solo una visione utopistica.
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Forwarded from marco realacci
dovrebbero essere illegali
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in pratica, l'idea ora è

ok, non scriviamo esplicitamente che i provider saranno obbligati a scansionare i messaggi, scriviamo una roba più genetica: "dovranno prendere tutte le misure appropriate per la mitigazione dei rischi".

Di fatto, è la stessa cosa.
Chat Control 2.0 potrebbe tornare.


È il momento giusto per farvi sentire, ora o mai più.
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non avete scuse, ci vuole meno di un minuto!
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cose di marco
Chat Control 2.0 potrebbe tornare. È il momento giusto per farvi sentire, ora o mai più.
🔄 Aggiornamento sulla questione Chat Control!

A seguito della forte opposizione pubblica, la Presidenza danese ha nuovamente modificato la proposta.

Nella sua ultima versione, il Considerando 17a afferma che:
Nothing in this Regulation should be understood as imposing any detection obligations on providers.


➡️ In pratica, nella nuova versione di Chat Control non verrebbe più introdotto, neanche indirettamente, l’obbligo di scansionare i messaggi privati, anche se la scansione resterebbe possibile su base volontaria. Quindi esattamente come è in vigore attualmente.

⚠️ Continua però a essere prevista la verifica dell’età degli utenti (perché penso sia una pessima idea).

🔎 Il testo potrebbe essere formalmente approvato dal consiglio domani stesso. Dopodiché inizierà il dialogo con il Parlamento.
[fonte]
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Diciamo bene ma non benissimo
dove? Nel Tevere?
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Forwarded from 📢 Etica Digitale
🇮🇱 Le regole di Google e Amazon non valgono per Israele

Un'inchiesta delle testate +972 Magazine, Local Call e Guardian ha rivelato come Israele abbia richiesto e ottenuto il permesso di fare ciò che vuole con le tecnologie di IA e di nuvola informatica ottenute nel 2021 da Google e Amazon - tale Progetto Nimbus.

Stando ai documenti ottenuti, durante le trattative Israele aveva imposto come non negoziabile il diritto di poter scavalcare le condizioni di utilizzo dei prodotti -  come per esempio il dover rispettare i diritti delle persone con le tecnologie fornite.

Non solo: se poi qualche Stato avesse richiesto alle due compagnie l'accesso ai dati israeliani, Israele l'avrebbe saputo subito. Come? Ricevendo un versamento di tot sicli, dove le prime cifre equivalevano al prefisso telefonico della nazione coinvolta (per esempio, se la richiesta veniva dall'Italia, andavano versati 39.000 sicli, dato che l'Italia è +39). In caso di ordine di silenzio particolarmente rischioso, il jolly era versare 100.000 sicli. Il tutto entro 24 ore dalla richiesta.

Come affermato da varie fonti interne, l'esercito israeliano ha fatto vasto uso del progetto Nimbus - esercito che, come ricordato in passato, non avrebbe potuto perpetrare i crimini genocidari alla stessa velocità se si fosse basato solo sulle proprie tecnologie.

https://www.972mag.com/project-nimbus-contract-google-amazon-israel/

#Notizia #IA
@EticaDigitale
e poi c'è Akamai che mi manda in Francia per vedere la Rai, ok
Oggi ho iniziato a sperimentare con Matter e Thread, che sono due protocolli (complementari tra loro) che stanno diventando sempre di più lo standard per la domotica.

vi lascio le mie prime impressioni:

- il pairing dovrebbe essere super semplice, scansioni un QR, selezioni in quale rete Matter vuoi farlo entrare e hai fatto. Peccato però che ci ho bedtemmiato una mezz'ora prima di capire perché non funzionasse (leggi i punti successivi)

- dato che è lo smartphone a fare tutta la procedura di pairing e non il server matter, devi avere il telefono nella stessa VLAN del border router.
Per il 99,9℅ delle persone non sarà un problema, ma per chi come me ha la rete segmentata, potreste dover rivedere la topologia della vostra rete.

- se hai Android, i dispositivi Matter devono poter uscire su internet. E se hai IPv6, anche tramite IPv6.
Solo durante il pairing però, poi puoi di nuovo isolare la VLAN e tutto continua a funzionare.

Perché? Perché anche se durante il pairing scegli di fargli joinare la rete matter che vuoi tu (io sto usando il server Matter di Home Assistant), lui te lo ficca comunque anche nella rete di quella merda di Google Home, che ha bisogno di Internet per funzionare. E non c'è modo di non farglielo fare.

Solo dopo il pairing kickare il dispositivo dalla rete di Google.


- per fare il pairing da un dispositivo Android serve codice proprietario di Google e ovviamente devi avere i servizi Google installati.
Tecnicamente si dovrebbe poter fare pure con un PC che abbia il Bluetooth ma non mi sono informato molto.

- Matter supporta tante cose fighe ma gli sviluppatori si dovrebbero svegliare un po'. Ad esempio Matter supporta il binding diretto per associare un pulsante direttamente a una luce... Peccato che IKEA non l'abbia ancora implementato nei suoi firmware. Mentre nei dispositivi Zigbee di IKEA questa cosa si può fare da sempre

- il server Matter di Home Assistant (python-matter-server) non supporta ancora i gruppi multicast (ma è WIP). Vuol dire che se hai 20 lampadine e le vuoi accendere tutte, per ora devi mandare 20 comandi separati.
In ogni caso, con 4 faretti ikea al momento non mi sta dando alcun problema.
Con Zigbee invece senza gruppi multicast ho sempre avuto problemi di packet loss.

- cosa molto curiosa: i dispositivi Thread possono uscire su internet se il tuo border router ha un IPv6 pubblico oppure usa NAT64. I dispositivi Thread usano uno stack molto simile al TCP/IP. Il datalink layer è Thread, il network layer è IPv6, il transport layer è UDP e l'application layer è appunto Matter

- a quanto pare i dispositivi Matter di IKEA possono tutti essere convertiti in dispositivi Zigbee. Molto figo per la retrocompatibilità.
L'ho scoperto tardi, altrimenti probabilmente l'avrei fatto. Ma da una parte meglio così, per lo meno ora avendo Matter configurato sono future proof, dato che con il tempo diventerà lo standard per praticamente tutto.

- Zigbee è ancora decisamente più maturo di Matter, soprattutto su Home Assistant. Ma staremo a vedere


In sostanza, se hai una rete leggermente più complessa di una normale rete casalinga preparati a bestemmiare perché online si trovano ancora poche informazioni. E se hai una custom ROM senza servizi Google dimenticati il pairing tramite QR 😕
:godo
🥳
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Vi riassumo la timeline delle ultime settimane.

📆 11 marzo: il parlamento europeo vota per estendere Chat Control 1.0 (la deroga temporanea attualmente in vigore, che altrimenti scadrebbe il 3 aprile). Passa con 458 voti a favore, ma con delle condizioni più restrittive: si potranno scansionare solo gli utenti sospettati, con autorizzazione giudiziaria obbligatoria.

Dopo il voto del Parlamento, sono iniziate le trattative in triologo (Parlamento + Consiglio + Commissione). Il Consiglio, però, ha rifiutato di accettare anche una sola delle richieste sostanziali del Parlamento.
Senza un accordo entro il 3 aprile, la deroga attualmente in vigore sarebbe scaduta.

📆 22 marzo: il gruppo dei moderati (EPP) ha tentato di forzare un secondo voto per oggi. Un secondo voto sullo stesso testo.

📆 25 marzo: si è tenuto un voto procedurale su una richiesta dei Verdi/ALE di rimuovere il punto dall'agenda, in quanto ritenuto antidemocratico. Ma con 344 sì e 163 no, la votazione del 26 marzo viene confermata.

📆 26 marzo (oggi): per un solo voto, viene respinto l'Amendment 5, ovvero l'emendamento che avrebbe limitato la scansione solo a utenti o gruppi sospettati da un'autorità giudiziaria. Questo voto è stato decisivo.

Di conseguenza, il parlamento ha deciso di non rinnovare la deroga temporanea.
L'estensione di Chat Control 1.0 viene quindi respinta con 311 contrari, 228 favorevoli e 92 astenuti.

E Chat Control 2.0?
Quello che si è deciso oggi riguarda solo la deroga temporanea attualmente in vigore (Chat Control 1.0), che scadrà il 3 aprile 2026 senza rinnovo.

Per Chat Control 2.0 (regolamento permanente) è tutto ancora da vedere. Il prossimo trilogo è previsto per maggio.
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ah in tutto ciò, fun fact:

Oggi il parlamento europeo, con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astenuti, approva una direttiva anticorruzione che corrisponde a quello che da noi era l'abuso d'ufficio, prima che il governo Meloni lo abolisse ad agosto 2024.

Gli eurodeputati di Fratelli d'Italia oggi hanno votato a favore, mentre l'unico italiano ad aver votato contro è stato Vannacci.

Fa molto ridere