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È stata avviata sul sito della Commissione Europea l’iniziativa popolare per la richiesta di sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele. Bisogna raggiungere 1 milione di firme (finora sono la metà) a questo link:
https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home
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#SITE_NAME#
European Citizens' Initiative
Give your support !
📢 Tesseramento ComiCost attivo
Negli ultimi mesi abbiamo continuato a lavorare con determinazione per la tutela dei diritti fondamentali, la difesa dei principi costituzionali e il supporto ai cittadini.
Oggi possiamo comunicare che il tesseramento a ComiCost è nuovamente attivo.
👉 È possibile aderire come Socio Sostenitore al seguente link:
https://comicostinternational.it/tesseramento/
Il contributo dei sostenitori è essenziale per garantire indipendenza, continuità e forza alle iniziative del Comitato, sia sul piano informativo che su quello legale.
In un contesto sempre più complesso, la partecipazione consapevole dei cittadini rappresenta un elemento fondamentale per la tutela delle libertà costituzionali.
Ringraziamo tutti coloro che vorranno unirsi o rinnovare il proprio supporto.
Nino Moriggia
Presidente ComiCost
Negli ultimi mesi abbiamo continuato a lavorare con determinazione per la tutela dei diritti fondamentali, la difesa dei principi costituzionali e il supporto ai cittadini.
Oggi possiamo comunicare che il tesseramento a ComiCost è nuovamente attivo.
👉 È possibile aderire come Socio Sostenitore al seguente link:
https://comicostinternational.it/tesseramento/
Il contributo dei sostenitori è essenziale per garantire indipendenza, continuità e forza alle iniziative del Comitato, sia sul piano informativo che su quello legale.
In un contesto sempre più complesso, la partecipazione consapevole dei cittadini rappresenta un elemento fondamentale per la tutela delle libertà costituzionali.
Ringraziamo tutti coloro che vorranno unirsi o rinnovare il proprio supporto.
Nino Moriggia
Presidente ComiCost
ComiCost International
Tesseramento - ComiCost International
Tesseramento ComiCost SOCIO SOSTENITORE TESSERAMENTO ANNUALE COMICOST 20€ Il tesseramento consente di: essere riconosciuti come aderenti al Comitato partecipare alle iniziative, campagne e attività promosse sostenere le azioni istituzionali e civiche ricevere…
In vista delle innumerevoli attività in corso e delle prossime sfide che ci aspettano si è reso necessario ricreare un nuovo team operativo di volontari. Chiunque desidera aiutare non solo economicamente ma soprattutto con la propria partecipazione alle iniziative può scrivere alla mail: info@Comicostinternational.it
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COMUNICATO STAMPA
ALBA, BIMBA DI 5 ANNI PRELEVATA A SCUOLA: IL DOLORE E LA PROFONDA AMAREZZA DEI CONSIGLIERI REGIONALI RICCARDO SZUMSKI E DAVIDE LOVAT
Apprendiamo con profonda tristezza e sincero turbamento gli sviluppi della vicenda della piccola “Alba” — nome di fantasia — la bambina di cinque anni della cintura urbana di Padova oggi prelevata a scuola dai servizi sociali in esecuzione del provvedimento disposto dal Tribunale per i Minorenni.
Secondo quanto riferito, l’intervento sarebbe avvenuto questa mattina direttamente all’interno dell’ambiente scolastico, con la bambina portata via in lacrime. Una scena che, al di là di ogni valutazione giuridica o tecnica, colpisce profondamente sul piano umano e lascia sgomenta la comunità.
Come Consiglieri regionali del Gruppo “Szumski Resistere Veneto”, avevamo già ritenuto doveroso interessare il Garante regionale dei diritti della persona, chiedendo attenzione, vigilanza e monitoraggio sul caso, proprio nella preoccupazione che eventuali interventi coercitivi potessero avere conseguenze traumatiche per una bambina così piccola e fragile.
Ribadiamo con assoluta chiarezza il nostro rispetto per l’autonomia della magistratura e per il lavoro degli operatori coinvolti, consapevoli della complessità estrema di vicende familiari tanto delicate. Nessuno può conoscere fino in fondo gli atti processuali, le consulenze e gli elementi valutati dall’autorità giudiziaria.
Tuttavia, riteniamo che il dolore espresso oggi dalla bambina, dalla madre, dagli operatori scolastici e di molti cittadini non possa essere ignorato. Quando una bambina di cinque anni viene allontanata piangendo dal proprio ambiente, il tema non è tanto giuridico quanto soprattutto umano, psicologico ed emotivo. Lo Stato dovrebbe sempre interrogarsi su come esercitare la propria forza nel modo più proporzionato, prudente e rispettoso possibile della sensibilità di un minore.
Il principio del superiore interesse del bambino deve restare il faro assoluto di ogni decisione e di ogni modalità esecutiva. Per questo auspichiamo che, se non è stato fatto finora, da subito sia garantita ad Alba la massima tutela psicologica e affettiva possibile, evitando ulteriori traumi.
Rinnoviamo inoltre la nostra fiducia nel ruolo del Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza affinché continui a monitorare con attenzione la situazione, verificando che ogni intervento avvenga nel pieno rispetto della dignità, della serenità e dei diritti della minore.
In vicende così dolorose servono equilibrio, umanità e silenzio responsabile. Ma serve anche il coraggio istituzionale di ricordare che, prima di ogni sentenza e prima di ogni conflitto tra adulti, esiste una bambina.
Gruppo Consiliare Regionale del Veneto
“Szumski Resistere Veneto”
Dott. Riccardo Szumski
Prof. Davide Lovat
ALBA, BIMBA DI 5 ANNI PRELEVATA A SCUOLA: IL DOLORE E LA PROFONDA AMAREZZA DEI CONSIGLIERI REGIONALI RICCARDO SZUMSKI E DAVIDE LOVAT
Apprendiamo con profonda tristezza e sincero turbamento gli sviluppi della vicenda della piccola “Alba” — nome di fantasia — la bambina di cinque anni della cintura urbana di Padova oggi prelevata a scuola dai servizi sociali in esecuzione del provvedimento disposto dal Tribunale per i Minorenni.
Secondo quanto riferito, l’intervento sarebbe avvenuto questa mattina direttamente all’interno dell’ambiente scolastico, con la bambina portata via in lacrime. Una scena che, al di là di ogni valutazione giuridica o tecnica, colpisce profondamente sul piano umano e lascia sgomenta la comunità.
Come Consiglieri regionali del Gruppo “Szumski Resistere Veneto”, avevamo già ritenuto doveroso interessare il Garante regionale dei diritti della persona, chiedendo attenzione, vigilanza e monitoraggio sul caso, proprio nella preoccupazione che eventuali interventi coercitivi potessero avere conseguenze traumatiche per una bambina così piccola e fragile.
Ribadiamo con assoluta chiarezza il nostro rispetto per l’autonomia della magistratura e per il lavoro degli operatori coinvolti, consapevoli della complessità estrema di vicende familiari tanto delicate. Nessuno può conoscere fino in fondo gli atti processuali, le consulenze e gli elementi valutati dall’autorità giudiziaria.
Tuttavia, riteniamo che il dolore espresso oggi dalla bambina, dalla madre, dagli operatori scolastici e di molti cittadini non possa essere ignorato. Quando una bambina di cinque anni viene allontanata piangendo dal proprio ambiente, il tema non è tanto giuridico quanto soprattutto umano, psicologico ed emotivo. Lo Stato dovrebbe sempre interrogarsi su come esercitare la propria forza nel modo più proporzionato, prudente e rispettoso possibile della sensibilità di un minore.
Il principio del superiore interesse del bambino deve restare il faro assoluto di ogni decisione e di ogni modalità esecutiva. Per questo auspichiamo che, se non è stato fatto finora, da subito sia garantita ad Alba la massima tutela psicologica e affettiva possibile, evitando ulteriori traumi.
Rinnoviamo inoltre la nostra fiducia nel ruolo del Garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza affinché continui a monitorare con attenzione la situazione, verificando che ogni intervento avvenga nel pieno rispetto della dignità, della serenità e dei diritti della minore.
In vicende così dolorose servono equilibrio, umanità e silenzio responsabile. Ma serve anche il coraggio istituzionale di ricordare che, prima di ogni sentenza e prima di ogni conflitto tra adulti, esiste una bambina.
Gruppo Consiliare Regionale del Veneto
“Szumski Resistere Veneto”
Dott. Riccardo Szumski
Prof. Davide Lovat
E' IL SIONISMO BELLEZZA
La prima cosa che saltava all’occhio, nei programmi TV di ieri sera, era il tentativo quasi univoco dei conduttori e degli ospiti di cercare di incolpare Ben-Gvir per quello che è successo con i prigionieri della flottiglia.
Addirittura, La7 ha dedicato un segmento del telegiornale a ricostruire la storia di questo “suprematista, razzista, fascista” - come lo ha definito Mentana – fin dagli albori della sua vita politica.
Ma il problema non è Ben-Gvir. Il problema si chiama “sionismo”.
La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la fondazione del “sionismo revisionista” da parte di Zeev Jabotinski.
Ebreo russo nato ad Odessa, Jabotinski è considerato il padre spirituale di tutta la destra storica di Israele - antiaraba, suprematista e nazionalista - i cui eredi più noti sono stati Menachem Begin, Itzaak Shamir, Ariel Sharon, e per ultimo Benjamin Netanyahu.
Il sionismo revisionista sosteneva che dialogare con gli arabi fosse inutile, e che l’unico modo per portare a termine il progetto di colonizzazione della Palestina fosse quello dell’espulsione forzata dei suoi abitanti.
Nel suo famoso manifesto ideologico, intitolato “Il muro di ferro”, Jabotinski scriveva: “Non può esserci nessun accordo volontario fra noi e gli arabi palestinesi. La colonizzazione può avere solo uno scopo, e gli arabi palestinesi non potranno mai accettare questo scopo. Non esiste una scelta. Gli arabi devono fare spazio per gli ebrei nella terra d’Israele. Se è stato possibile trasferire i popoli del Baltico, è anche possibile far spostare gli arabi della Palestina.”
E così fu. Con la pulizia etnica del ’48 (Nakba) il progetto sionista iniziò a prendere forma.
Già fondatore della legione ebraica, nel 1931 Jabotinski era uscito dall’Haganà perchè la considerava troppo debole con gli arabi, e aveva fondato l’Irgun, una organizzazione di stampo terroristico, che commetteva sistematicamente atti di terrorismo sia contro gli arabi palestinesi, sia contro le autorità inglesi, che considerava degli occupanti illegali.
E dopo l’ingloriosa ritirata degli inglesi dalla Palestina, l’Irgun diede origine al partito di estrema destra Herut, che poi nel 1973 è confluito nel Likud, il partito attualmente guidato da Netanyahu.
Esiste quindi un filo continuo, di tipo ideologico, che lega il fondatore del sionismo revisionista all’ultimo ministro “suprematista, razzista, fascista” del governo Netanyahu. Prendersela oggi con Ben-Gvir significa solo rimandare all’infinito il momento in cui il mondo dovrà finalmente affrontare a viso aperto uno dei più grossi problemi che lo affligge oggi. Questo problema si chiama sionismo.
Massimo Mazzucco
La prima cosa che saltava all’occhio, nei programmi TV di ieri sera, era il tentativo quasi univoco dei conduttori e degli ospiti di cercare di incolpare Ben-Gvir per quello che è successo con i prigionieri della flottiglia.
Addirittura, La7 ha dedicato un segmento del telegiornale a ricostruire la storia di questo “suprematista, razzista, fascista” - come lo ha definito Mentana – fin dagli albori della sua vita politica.
Ma il problema non è Ben-Gvir. Il problema si chiama “sionismo”.
La mentalità suprematista, razzista e fascista dei sionisti di oggi nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la fondazione del “sionismo revisionista” da parte di Zeev Jabotinski.
Ebreo russo nato ad Odessa, Jabotinski è considerato il padre spirituale di tutta la destra storica di Israele - antiaraba, suprematista e nazionalista - i cui eredi più noti sono stati Menachem Begin, Itzaak Shamir, Ariel Sharon, e per ultimo Benjamin Netanyahu.
Il sionismo revisionista sosteneva che dialogare con gli arabi fosse inutile, e che l’unico modo per portare a termine il progetto di colonizzazione della Palestina fosse quello dell’espulsione forzata dei suoi abitanti.
Nel suo famoso manifesto ideologico, intitolato “Il muro di ferro”, Jabotinski scriveva: “Non può esserci nessun accordo volontario fra noi e gli arabi palestinesi. La colonizzazione può avere solo uno scopo, e gli arabi palestinesi non potranno mai accettare questo scopo. Non esiste una scelta. Gli arabi devono fare spazio per gli ebrei nella terra d’Israele. Se è stato possibile trasferire i popoli del Baltico, è anche possibile far spostare gli arabi della Palestina.”
E così fu. Con la pulizia etnica del ’48 (Nakba) il progetto sionista iniziò a prendere forma.
Già fondatore della legione ebraica, nel 1931 Jabotinski era uscito dall’Haganà perchè la considerava troppo debole con gli arabi, e aveva fondato l’Irgun, una organizzazione di stampo terroristico, che commetteva sistematicamente atti di terrorismo sia contro gli arabi palestinesi, sia contro le autorità inglesi, che considerava degli occupanti illegali.
E dopo l’ingloriosa ritirata degli inglesi dalla Palestina, l’Irgun diede origine al partito di estrema destra Herut, che poi nel 1973 è confluito nel Likud, il partito attualmente guidato da Netanyahu.
Esiste quindi un filo continuo, di tipo ideologico, che lega il fondatore del sionismo revisionista all’ultimo ministro “suprematista, razzista, fascista” del governo Netanyahu. Prendersela oggi con Ben-Gvir significa solo rimandare all’infinito il momento in cui il mondo dovrà finalmente affrontare a viso aperto uno dei più grossi problemi che lo affligge oggi. Questo problema si chiama sionismo.
Massimo Mazzucco