Ad Hannover in Germania è stato raggiunto il primo successo “politico” da parte degli attivisti di Ultima Generazione locali: il sindaco della città Onay ha deciso di accordarsi con gli esponenti del gruppo di attivisti raggiungendo un accordo che prevede il supporto di alcune proposte, in cambio dello stop ad azioni come i blocchi stradali.
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In Brasile frena la deforestazione nei primi 30 giorni di mandato di Lula, ma gli esperti raccomandano prudenza. Le immagini satellitari rivelano un calo del disboscamento pari al 61% rispetto a gennaio 2022, il mese peggiore degli ultimi 8 anni per la salvaguardia…
Dovremo ricrederci: a febbraio la distruzione dell’Amazzonia ha raggiunto nuovi livelli record. Secondo i dati preliminari, la deforestazione è tornata a salire nel secondo mese di mandato di Lula, nonostante i dati promettenti di gennaio.
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Lo smart working fa bene all'ambiente? Pare di sì.
Secondo uno studio di Enea, il lavoro a distanza permette di evitare l'emissione di circa 600 chilogrammi di anidride carbonica all'anno per lavoratore (-40%), con notevoli risparmi in termini di tempo (circa 150 ore), distanza percorsa (3.500 km) e carburante (260 litri di benzina o 237 litri di gasolio).
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Secondo uno studio di Enea, il lavoro a distanza permette di evitare l'emissione di circa 600 chilogrammi di anidride carbonica all'anno per lavoratore (-40%), con notevoli risparmi in termini di tempo (circa 150 ore), distanza percorsa (3.500 km) e carburante (260 litri di benzina o 237 litri di gasolio).
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Clima, tre regioni italiane nella classifica europea delle regioni più esposte ad eventi meteorologici estremi.
Lo studio pubblicato da XDI (The Cross Dependency Initiative) mette a confronto 2600 regioni di tutto il mondo in cui le condizioni meteorologiche potrebbero provocare danni agli edifici e alle proprietà.
In particolare, in Europa, ha individuato tra i primi posti in classifica la Bassa Sassonia in Germania, le Fiandre in Belgio, Krasnodar in Russia e il Veneto e la Lombardia in Italia. Queste ultime si trovano al quarto e al quinto posto, mentre l’Emilia Romagna è risultata settima.
Principalmente, i danni sono causati da inondazioni, caldo estremo, incendi boschivi, movimenti del suolo, vento estremo e congelamento.
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Lo studio pubblicato da XDI (The Cross Dependency Initiative) mette a confronto 2600 regioni di tutto il mondo in cui le condizioni meteorologiche potrebbero provocare danni agli edifici e alle proprietà.
In particolare, in Europa, ha individuato tra i primi posti in classifica la Bassa Sassonia in Germania, le Fiandre in Belgio, Krasnodar in Russia e il Veneto e la Lombardia in Italia. Queste ultime si trovano al quarto e al quinto posto, mentre l’Emilia Romagna è risultata settima.
Principalmente, i danni sono causati da inondazioni, caldo estremo, incendi boschivi, movimenti del suolo, vento estremo e congelamento.
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Clima, tre regioni italiane nella classifica europea delle regioni più esposte ad eventi meteorologici estremi. Lo studio pubblicato da XDI (The Cross Dependency Initiative) mette a confronto 2600 regioni di tutto il mondo in cui le condizioni meteorologiche…
Secondo l'amministratore delegato di Xdi, Rohan Hamden, "questi risultati sottolineano l'importanza di valutare il rischio climatico fisico nei mercati finanziari, compresi i mercati obbligazionari, data l'entità degli investimenti di capitale rappresentati dagli asset a rischio nelle regioni individuate, la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento globali e la necessità di informare gli investimenti sulla resilienza climatica".
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Il nucleare divide l'Europa: Parigi forgia un'alleanza di Stati a favore. E l'Italia?
L'ambizioso obbiettivo dell'Unione sul taglio delle emissioni per il 55% entro il 2030 si scontra con i negoziati in corso a Bruxelles circa il posto che il nucleare deve occupare all'interno della transizione energetica. E' vero, la Commissione l'ha inserito all'interno della tassonomia green: ma sull'idrogeno "verde" la partita è ancora aperta. La linea della Francia, che teme la fuga degli investitori dalla industria nucleare, principale fonte nazionale di energia, è insidiata dall'opposizione di Germania e Spagna. Per questo domani, a margine del Consiglio europeo sull'Energia, terrà una riunione con i rappresentanti di altri 11 Stati, tra cui Olanda, Polonia, Svezia e Finlandia, per costituire una "alleanza pro nucleare" in seno all'Unione. Incerta la presenza dell'Italia all'incontro: la notizia, divulgata dal ministero francese per la transizione energetica, è stata smentita dalla controparte cisalpina.
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L'ambizioso obbiettivo dell'Unione sul taglio delle emissioni per il 55% entro il 2030 si scontra con i negoziati in corso a Bruxelles circa il posto che il nucleare deve occupare all'interno della transizione energetica. E' vero, la Commissione l'ha inserito all'interno della tassonomia green: ma sull'idrogeno "verde" la partita è ancora aperta. La linea della Francia, che teme la fuga degli investitori dalla industria nucleare, principale fonte nazionale di energia, è insidiata dall'opposizione di Germania e Spagna. Per questo domani, a margine del Consiglio europeo sull'Energia, terrà una riunione con i rappresentanti di altri 11 Stati, tra cui Olanda, Polonia, Svezia e Finlandia, per costituire una "alleanza pro nucleare" in seno all'Unione. Incerta la presenza dell'Italia all'incontro: la notizia, divulgata dal ministero francese per la transizione energetica, è stata smentita dalla controparte cisalpina.
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Domani a Bruxelles, alla riunione degli ambasciatori dei Paesi dell'Ue, l'Italia esprimerà una posizione contraria alla proposta di Regolamento europeo che prevede il bando alla produzione e vendita delle auto e van con motori termici dal 2035. Lo rende noto il Mase.
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Australia, La Niña vicina alla sua fine.
Il fenomeno climatico periodico “La Niña” è caratterizzato dal raffreddamento della superficie del mare nell’Oceano Pacifico orientale, mentre le acque del Pacifico tropicale occidentale si scaldano, generando umidità che porta la pioggia in Australia.
Qui, a causa di questo fenomeno, vi sono state gravi inondazioni a marzo e ottobre lunga la popolosa costa orientale.
Con lo spostamento della Madden Julian Oscilliation sul Pacifico e le anomalie del vento ad esso associate, ci potrebbe essere, però, secondo il Bureau of Meteorology, la fine di La Niña nell’Oceano Pacifico. Non è previsto l’inizio di un periodo del suo opposto “El Niño”, ma si apre una fase di condizioni meteorologiche neutre.
Il fenomeno climatico periodico “La Niña” è caratterizzato dal raffreddamento della superficie del mare nell’Oceano Pacifico orientale, mentre le acque del Pacifico tropicale occidentale si scaldano, generando umidità che porta la pioggia in Australia.
Qui, a causa di questo fenomeno, vi sono state gravi inondazioni a marzo e ottobre lunga la popolosa costa orientale.
Con lo spostamento della Madden Julian Oscilliation sul Pacifico e le anomalie del vento ad esso associate, ci potrebbe essere, però, secondo il Bureau of Meteorology, la fine di La Niña nell’Oceano Pacifico. Non è previsto l’inizio di un periodo del suo opposto “El Niño”, ma si apre una fase di condizioni meteorologiche neutre.
Energia, nel 2022 record di CO2 nel mondo: giù le emissioni di Unione europea (-2.5) e Cina (-0.2), su quelle degli Stati Uniti (+0.8) e dei Paesi asiatici in via di sviluppo.
E' di +0.9%, secondo i dati dell'AIE, l'incremento globale rispetto al 2021 delle emissioni di diossido di carbonio legate alla produzione di energia. In Europa la crisi del gas e l'aumento dei prezzi hanno ridotto i consumi domestici, compensando il maggiore ricorso al carbone da parte del settore dell'energia, dovuto allo stop di diverse centrali nucleari in Francia e all'inefficienza delle centrali idroelettriche per via della persistente siccità. In Cina il rallentamento dell'economia, e in particolare dell'edilizia, hanno contribuito al calo delle emissioni. In Asia, più della metà dell'aumento di CO2 proveniva da centrali a carbone.
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E' di +0.9%, secondo i dati dell'AIE, l'incremento globale rispetto al 2021 delle emissioni di diossido di carbonio legate alla produzione di energia. In Europa la crisi del gas e l'aumento dei prezzi hanno ridotto i consumi domestici, compensando il maggiore ricorso al carbone da parte del settore dell'energia, dovuto allo stop di diverse centrali nucleari in Francia e all'inefficienza delle centrali idroelettriche per via della persistente siccità. In Cina il rallentamento dell'economia, e in particolare dell'edilizia, hanno contribuito al calo delle emissioni. In Asia, più della metà dell'aumento di CO2 proveniva da centrali a carbone.
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Cresce la preoccupazione per l’influenza aviaria H5N1: quasi 3500 leoni marini morti in Perù.
Questo giovedì, il governo peruviano ha annunciato che da novembre sono stati trovati morti almeno 3487 leoni marini in sette aree naturali, cinque volte di più rispetto a quanto riportato a metà febbraio.
Dall’inizio dell’epidemia, sempre in Perù, sono morti anche almeno 63000 uccelli in 8 siti naturali protetti.
"La situazione globale dell'H5N1 è preoccupante data l'ampia diffusione del virus negli uccelli in tutto il mondo e le crescenti segnalazioni di casi nei mammiferi, compresi gli esseri umani", ha affermato venerdì la dott.ssa Sylvie Briand, funzionaria dell'OMS. "L'OMS prende sul serio il rischio di questo virus e sollecita una maggiore vigilanza da parte di tutti i paesi".
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Questo giovedì, il governo peruviano ha annunciato che da novembre sono stati trovati morti almeno 3487 leoni marini in sette aree naturali, cinque volte di più rispetto a quanto riportato a metà febbraio.
Dall’inizio dell’epidemia, sempre in Perù, sono morti anche almeno 63000 uccelli in 8 siti naturali protetti.
"La situazione globale dell'H5N1 è preoccupante data l'ampia diffusione del virus negli uccelli in tutto il mondo e le crescenti segnalazioni di casi nei mammiferi, compresi gli esseri umani", ha affermato venerdì la dott.ssa Sylvie Briand, funzionaria dell'OMS. "L'OMS prende sul serio il rischio di questo virus e sollecita una maggiore vigilanza da parte di tutti i paesi".
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Domani a Bruxelles, alla riunione degli ambasciatori dei Paesi dell'Ue, l'Italia esprimerà una posizione contraria alla proposta di Regolamento europeo che prevede il bando alla produzione e vendita delle auto e van con motori termici dal 2035. Lo rende noto…
Stop alle auto a benzina dal 2035, stallo sul via libera al Regolamento alla riunione degli ambasciatori Ue: pesano i no di Italia e Germania.
Non c'è accordo sullo stop alla vendita di veicoli di nuova immatricolazione a benzina e diesel: per il ministro dell'energia Pichetto, quella del regolamento è un'"impostazione troppo ideologica e poco concreta", che non tiene conto delle peculiarità nazionali. "L’Italia – prosegue Pichetto – ha una posizione molto chiara: l’elettrico non può essere l’unica soluzione", occorre perciò "puntare sui carburanti rinnovabili" che consentirebbero di "raggiungere importanti risultati ambientali". La presidenza di turno, retta dalla Svezia, ha pertanto annunciato il rinvio del voto "a data da destinarsi".
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Non c'è accordo sullo stop alla vendita di veicoli di nuova immatricolazione a benzina e diesel: per il ministro dell'energia Pichetto, quella del regolamento è un'"impostazione troppo ideologica e poco concreta", che non tiene conto delle peculiarità nazionali. "L’Italia – prosegue Pichetto – ha una posizione molto chiara: l’elettrico non può essere l’unica soluzione", occorre perciò "puntare sui carburanti rinnovabili" che consentirebbero di "raggiungere importanti risultati ambientali". La presidenza di turno, retta dalla Svezia, ha pertanto annunciato il rinvio del voto "a data da destinarsi".
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Stop alle auto a benzina dal 2035, stallo sul via libera al Regolamento alla riunione degli ambasciatori Ue: pesano i no di Italia e Germania. Non c'è accordo sullo stop alla vendita di veicoli di nuova immatricolazione a benzina e diesel: per il ministro…
"Un successo italiano": così la premier Giorgia Meloni definisce il rinvio a data da destinarsi del voto sul Regolamento europeo che prevede lo stop dal 2035 alla vendita di auto nuove diesel e benzina. "Giusto puntare a zero emissioni di CO2 nel minor tempo possibile, ma deve essere lasciata la libertà agli Stati di percorrere la strada che reputano più efficace e sostenibile."
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🔴 L'Alto mare non è più "terra" di nessuno: dopo 15 anni di negoziati, raggiunto alle Nazioni Unite l'accordo per la protezione di circa due terzi degli oceani.
Un tesoro fragile e vitale che copre quasi la metà del Pianeta: l'Alto mare fa parte delle acque internazionali ed è pertanto al di fuori delle giurisdizioni nazionali. Finora nessun governo si era assunto la responsabilità della gestione sostenibile delle risorse di queste zone, che ospitano alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo. Con l'accordo raggiunto a New York, verranno istituite delle aree protette in cui saranno posti dei limiti alla pesca, alle rotte marittime e alle attività come l'estrazione mineraria in acque profonde. Lo scopo è quello di ridurre la perdita di biodiversità e assicurare uno sviluppo sostenibile: secondo le stime, tra il 10% e il 15% delle specie marine è già a rischio di estinzione.
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Un tesoro fragile e vitale che copre quasi la metà del Pianeta: l'Alto mare fa parte delle acque internazionali ed è pertanto al di fuori delle giurisdizioni nazionali. Finora nessun governo si era assunto la responsabilità della gestione sostenibile delle risorse di queste zone, che ospitano alcuni degli ecosistemi più importanti del mondo. Con l'accordo raggiunto a New York, verranno istituite delle aree protette in cui saranno posti dei limiti alla pesca, alle rotte marittime e alle attività come l'estrazione mineraria in acque profonde. Lo scopo è quello di ridurre la perdita di biodiversità e assicurare uno sviluppo sostenibile: secondo le stime, tra il 10% e il 15% delle specie marine è già a rischio di estinzione.
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Berlino, un gruppo di giovani attivisti per il clima di 'Ultima Generazione' ha versato un liquido scuro su un monumento vicino all’edificio del Parlamento tedesco, su cui sono incisi i 19 articoli della Costituzione del Paese, affiggendo manifesti con la scritta: "Petrolio o diritti costituzionali?". Indignazione della politica: la condanna anche dai Verdi e dai conservatori dell’opposizione. La polizia cerca intanto di identificare il liquido versato: denunciati i sei attivisti coinvolti.
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L'Ue verso un accordo sulla diplomazia climatica: alla COP28 chiederà l'eliminazione di tutti i combustibili fossili.
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L’Onu fa un passo in avanti nella lotta al cambiamento climatico: nasce la piattaforma per monitorare i gas serra.
Le Nazioni Unite annunciano la nascita di una nuova piattaforma, messa a punto dall’OMM, che permetterà il monitoraggio standardizzato e in tempo reale dei gas serra.
"Sappiamo dalle nostre misurazioni che le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera sono ai massimi livelli", ha detto il capo dell'OMM Petteri Taalas.
Questa nuova infrastruttura mira a fornire modi più precisi e rapidi su come sta cambiando l’atmosfera del pianeta, contribuendo così a informare le scelte politiche.
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Le Nazioni Unite annunciano la nascita di una nuova piattaforma, messa a punto dall’OMM, che permetterà il monitoraggio standardizzato e in tempo reale dei gas serra.
"Sappiamo dalle nostre misurazioni che le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera sono ai massimi livelli", ha detto il capo dell'OMM Petteri Taalas.
Questa nuova infrastruttura mira a fornire modi più precisi e rapidi su come sta cambiando l’atmosfera del pianeta, contribuendo così a informare le scelte politiche.
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Secondo il Copernicus Climate Change Service questo febbraio è stato il quinto più caldo a livello globale.
La maggior parte dell'Europa presentava temperature dell'aria superiori alla media, in particolare la Norvegia settentrionale e la Svezia e la regione delle Svalbard.
Si sono verificate temperature superiori alla media anche negli Stati Uniti orientali, nella Russia settentrionale, in Pakistan e in India.
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La maggior parte dell'Europa presentava temperature dell'aria superiori alla media, in particolare la Norvegia settentrionale e la Svezia e la regione delle Svalbard.
Si sono verificate temperature superiori alla media anche negli Stati Uniti orientali, nella Russia settentrionale, in Pakistan e in India.
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Secondo il Copernicus Climate Change Service questo febbraio è stato il quinto più caldo a livello globale. La maggior parte dell'Europa presentava temperature dell'aria superiori alla media, in particolare la Norvegia settentrionale e la Svezia e la regione…
Il ghiaccio marino antartico ha raggiunto la sua estensione più bassa mai registrata dal satellite, al 34% al di sotto della media di febbraio, battendo il precedente record di febbraio 2017.
Nel febbraio 2023, la maggior parte dell'Europa occidentale e meridionale ha sperimentato condizioni più secche della media, diverse regioni hanno registrato bassi livelli record di umidità del suolo.
Al di fuori dell'Europa, è stato più umido della media negli Stati Uniti meridionali, nelle regioni della Russia, nell'Asia centrale e orientale, nell'Australia settentrionale, nel Brasile meridionale, nell'Africa sudorientale e in Nuova Zelanda.
L'inverno è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa, con temperature molto superiori alla media nell'Europa orientale e in parti dell'Europa nord-orientale.
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Nel febbraio 2023, la maggior parte dell'Europa occidentale e meridionale ha sperimentato condizioni più secche della media, diverse regioni hanno registrato bassi livelli record di umidità del suolo.
Al di fuori dell'Europa, è stato più umido della media negli Stati Uniti meridionali, nelle regioni della Russia, nell'Asia centrale e orientale, nell'Australia settentrionale, nel Brasile meridionale, nell'Africa sudorientale e in Nuova Zelanda.
L'inverno è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa, con temperature molto superiori alla media nell'Europa orientale e in parti dell'Europa nord-orientale.
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L'uomo ha riversato negli Oceani l'equivalente in peso di 7300 Empire State Building di plastica: 17mila miliardi di pezzi, 21mila per ciascun essere umano.
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Gli attivisti climatici di Ultima Generazione hanno imbrattato con vernice gialla la statua dedicata a Vittorio Emanuele II in Piazza del Duomo a Milano. L’azione sarebbe contro la mancanza di soluzioni per la siccità che colpisce il Nord Italia.
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