L’EX VICEPRESIDENTE GLAS SAREBBE STATO TRASFERITO IN UN OSPEDALE MILITARE IN ECUADOR
Prensa Latina, 8 aprile 2024
I media locali dell'Ecuador riferiscono che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Il portale digitale Primicias ha riferito che si presume la diagnosi di coma profondo autoindotto, causato dall’ingestione di farmaci ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Anche la stazione Radio Pichincha ha pubblicato l’informazione attraverso il suo social network Twitter. In precedenza, la difesa dell’ex vicepresidente dell’Ecuador aveva avvertito che era tenuto in isolamento dopo l’invasione dell’ambasciata messicana, culminata con la sua cattura.
L’avvocata Sonia Vera ha ribadito che Glas è un uomo innocente che è perseguitato e che i suoi diritti costituzionali sono violati ed ha avvertito che la sua vita è in pericolo nel carcere di massima sicurezza di La Roca, dove è rimasto detenuto. Vera ha spiegato che al momento del suo arresto, Glas aveva lo status di asilo diplomatico da parte del governo messicano ed è stato picchiato dalle forze dell’ordine ecuadoriane.
"Abbiamo richiesto l’accesso al nostro cliente, ma finora non abbiamo risposte", ha denunciato e concluso Vera.
Fonte:
https://italiano.prensa-latina.cu/2024/04/08/lex-vicepresidente-glas-sarebbe-stato-trasferito-in-un-ospedale-militare-in-ecuador/
Prensa Latina, 8 aprile 2024
I media locali dell'Ecuador riferiscono che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Il portale digitale Primicias ha riferito che si presume la diagnosi di coma profondo autoindotto, causato dall’ingestione di farmaci ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Anche la stazione Radio Pichincha ha pubblicato l’informazione attraverso il suo social network Twitter. In precedenza, la difesa dell’ex vicepresidente dell’Ecuador aveva avvertito che era tenuto in isolamento dopo l’invasione dell’ambasciata messicana, culminata con la sua cattura.
L’avvocata Sonia Vera ha ribadito che Glas è un uomo innocente che è perseguitato e che i suoi diritti costituzionali sono violati ed ha avvertito che la sua vita è in pericolo nel carcere di massima sicurezza di La Roca, dove è rimasto detenuto. Vera ha spiegato che al momento del suo arresto, Glas aveva lo status di asilo diplomatico da parte del governo messicano ed è stato picchiato dalle forze dell’ordine ecuadoriane.
"Abbiamo richiesto l’accesso al nostro cliente, ma finora non abbiamo risposte", ha denunciato e concluso Vera.
Fonte:
https://italiano.prensa-latina.cu/2024/04/08/lex-vicepresidente-glas-sarebbe-stato-trasferito-in-un-ospedale-militare-in-ecuador/
Edizione italiana Prensa Latina - Notizie minuto per minuto
L’ex vicepresidente Glas sarebbe stato trasferito in un ospedale militare in Ecuador - Edizione italiana Prensa Latina
Quito, 8 apr (Prensa Latina) I media locali dell'Ecuador riferiscono oggi che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Invitiamo a partecipare alla manifestazione del 25 Aprile a Milano insieme alla Brigata Garibaldi Immortale e al Reggimento Immortale, i quali sfileranno tra le fila del Coordinamento per la Pace - Milano.
IL 25 APRILE 2024 A MILANO CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA GARIBALDI IMMORTALE
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo lavoratori nati in Italia e in altri Paesi. Nei continenti da cui proveniamo abbiamo già vissuto l’oppressione che Washington e l’Occidente hanno esercitato nelle nostre nazioni, sfruttando il nostro lavoro, rapinando le nostre risorse, cancellando i diritti sociali e civili: condizioni di vita tali da spingerci a lasciare la nostra terra.
Anche questo 25 Aprile, anniversario della Liberazione, cade in un periodo di forti tensioni internazionali che stanno accelerando il processo verso un mondo non più completamente dominato dall’Occidente.
Seguiamo con molta attenzione la resistenza in America Latina da parte di popoli come quello cubano, venezuelano, nicaraguense e dei progressisti del continente che hanno cara la propria sovranità, come anche il processo di decolonizzazione reale che sta faticosamente prendendo piede in Africa, in particolar modo nei Paesi del Sahel: Mali, Burkina Faso, Niger e Senegal.
Allo stesso modo in cui il nostro Paese si è liberato dal nazifascismo, gli altri popoli hanno diritto di liberarsi dalle proprie catene.
Oggi, nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Stiamo con la nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Parteciperemo a questo 25 Aprile 2024 insieme a lavoratori di altri Paesi, sotto lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale e con agli amici del Reggimento Immortale.
La Storia non può essere cancellata: soldati sovietici e partigiani italiani combatterono spalla a spalla nelle condizioni più difficili e pericolose per la Resistenza al nazismo e al fascismo. Combatterono il male, il quale cercava di affermare la sua superiorità con disumana crudeltà.
Ci ritroviamo alle ore 13.00 presso l'uscita della MM1 Palestro, in corso Venezia, nello spazio compreso fra il numero civico 51 ed il numero civico 53 e sfileremo nello spezzone con il Coordinamento per la Pace - Milano.
La Brigata Immortale
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1169526774404376/
IL 25 APRILE 2024 A MILANO CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA GARIBALDI IMMORTALE
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo lavoratori nati in Italia e in altri Paesi. Nei continenti da cui proveniamo abbiamo già vissuto l’oppressione che Washington e l’Occidente hanno esercitato nelle nostre nazioni, sfruttando il nostro lavoro, rapinando le nostre risorse, cancellando i diritti sociali e civili: condizioni di vita tali da spingerci a lasciare la nostra terra.
Anche questo 25 Aprile, anniversario della Liberazione, cade in un periodo di forti tensioni internazionali che stanno accelerando il processo verso un mondo non più completamente dominato dall’Occidente.
Seguiamo con molta attenzione la resistenza in America Latina da parte di popoli come quello cubano, venezuelano, nicaraguense e dei progressisti del continente che hanno cara la propria sovranità, come anche il processo di decolonizzazione reale che sta faticosamente prendendo piede in Africa, in particolar modo nei Paesi del Sahel: Mali, Burkina Faso, Niger e Senegal.
Allo stesso modo in cui il nostro Paese si è liberato dal nazifascismo, gli altri popoli hanno diritto di liberarsi dalle proprie catene.
Oggi, nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Stiamo con la nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Parteciperemo a questo 25 Aprile 2024 insieme a lavoratori di altri Paesi, sotto lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale e con agli amici del Reggimento Immortale.
La Storia non può essere cancellata: soldati sovietici e partigiani italiani combatterono spalla a spalla nelle condizioni più difficili e pericolose per la Resistenza al nazismo e al fascismo. Combatterono il male, il quale cercava di affermare la sua superiorità con disumana crudeltà.
Ci ritroviamo alle ore 13.00 presso l'uscita della MM1 Palestro, in corso Venezia, nello spazio compreso fra il numero civico 51 ed il numero civico 53 e sfileremo nello spezzone con il Coordinamento per la Pace - Milano.
La Brigata Immortale
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1169526774404376/
Anche quest'anno sfileremo al corteo del 25 Aprile dietro lo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, di cui facciamo parte insieme ad altre organizzazioni. Invitiamo inoltre a leggere e sottoscrivere l'appello fondativo del Coordinamento:
https://coordinamentopacemilano.blogspot.com/2023/11/appello-del-coordinamento-per-la-pace.html
25 APRILE 2024: IN CORTEO CON IL COORDINAMENTO PER LA PACE - MILANO
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo donne e uomini amanti della Pace, esprimiamo una forte solidarietà con il popolo ucraino e con il popolo russo, i quali sono i primi a pagare le conseguenze della guerra e condanniamo il genocidio in atto contro il popolo palestinese.
Ora il nostro obiettivo principale è l’immediata cessazione delle ostilità.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Siamo per il rispetto della nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza al nazifascismo, che nel suo articolo 11 sancisce: “L’Italia ripudia la guerra”.
Nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Temiamo che di questo passo esista il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte e anche quello che il nostro Paese divenga un legittimo obiettivo militare: siamo cobelligeranti senza aver dichiarato alcuna guerra ed ospitiamo sul nostro territorio oltre 100 basi militari NATO e statunitensi, con decine di ordigni nucleari presenti in almeno due di queste basi.
L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, anche come conseguenza diretta delle sanzioni contro la Russia, si sta rivelando devastante per i lavoratori e per i pensionati del nostro Paese. Non ci saranno aumenti salariali che andranno a compensare la corsa dei prezzi: nel bilancio dello Stato mancherà il denaro per sanità, scuola e tutti quei servizi già oggi largamente insufficienti, mentre si troveranno le risorse per aumentare al 2% del PIL le spese militari, così come imposto dall’Alleanza Atlantica.
Ci ritroviamo alla manifestazione Nazionale del 25 Aprile a Milano, alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, sfilando in uno spezzone unitario contro la guerra, ricordando così che la Resistenza ha combattuto il nazifascismo per una società libera, solidale ed un mondo senza guerra.
- STOP AL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE
- L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA
- L’ONU PROMUOVA LE TRATTATIVE DI PACE
- NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN'ARMA PER LA GUERRA
- NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA
- SÌ AD UNA CORRETTA INFORMAZIONE
Coordinamento per la Pace - Milano
Leggi e sottoscrivi, come organizzazione o singolo, il nostro appello fondativo:
https://coordinamentopacemilano.blogspot.com/2023/11/appello-del-coordinamento-per-la-pace.html
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/416367078033261/
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25 APRILE 2024: IN CORTEO CON IL COORDINAMENTO PER LA PACE - MILANO
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo donne e uomini amanti della Pace, esprimiamo una forte solidarietà con il popolo ucraino e con il popolo russo, i quali sono i primi a pagare le conseguenze della guerra e condanniamo il genocidio in atto contro il popolo palestinese.
Ora il nostro obiettivo principale è l’immediata cessazione delle ostilità.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Siamo per il rispetto della nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza al nazifascismo, che nel suo articolo 11 sancisce: “L’Italia ripudia la guerra”.
Nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Temiamo che di questo passo esista il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte e anche quello che il nostro Paese divenga un legittimo obiettivo militare: siamo cobelligeranti senza aver dichiarato alcuna guerra ed ospitiamo sul nostro territorio oltre 100 basi militari NATO e statunitensi, con decine di ordigni nucleari presenti in almeno due di queste basi.
L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, anche come conseguenza diretta delle sanzioni contro la Russia, si sta rivelando devastante per i lavoratori e per i pensionati del nostro Paese. Non ci saranno aumenti salariali che andranno a compensare la corsa dei prezzi: nel bilancio dello Stato mancherà il denaro per sanità, scuola e tutti quei servizi già oggi largamente insufficienti, mentre si troveranno le risorse per aumentare al 2% del PIL le spese militari, così come imposto dall’Alleanza Atlantica.
Ci ritroviamo alla manifestazione Nazionale del 25 Aprile a Milano, alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, sfilando in uno spezzone unitario contro la guerra, ricordando così che la Resistenza ha combattuto il nazifascismo per una società libera, solidale ed un mondo senza guerra.
- STOP AL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE
- L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA
- L’ONU PROMUOVA LE TRATTATIVE DI PACE
- NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN'ARMA PER LA GUERRA
- NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA
- SÌ AD UNA CORRETTA INFORMAZIONE
Coordinamento per la Pace - Milano
Leggi e sottoscrivi, come organizzazione o singolo, il nostro appello fondativo:
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https://www.facebook.com/events/416367078033261/
Partecipiamo alla raccolta fondi per la scultura in memoria di Semyon Isaakovich Kantor, eroe dell'Armata Rossa.
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine.
Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
https://www.gofundme.com/f/scultura-in-memoria-di-un-eroe-mio-nonno-semion?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=copy_link&utm_source=customer
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine.
Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
https://www.gofundme.com/f/scultura-in-memoria-di-un-eroe-mio-nonno-semion?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=copy_link&utm_source=customer
gofundme.com
Scultura in memoria di un eroe: mio nonno Semion ♥, organized by Roman Gorskiy
Molti di voi hanno conosciuto mio nonno dalle mie stories e dai miei … Roman Gorskiy needs your support for Scultura in memoria di un eroe: mio nonno Semion ♥
Riportiamo il commento del Ministero degli Esteri russo, in cui si spiega in modo corretto quali dinamiche internazionali siano dietro gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente.
DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO IN RELAZIONE ALL'ATTACCO AL TERRITORIO ISRAELIANO
14 aprile 2024
Nelle prime ore del 14 aprile, un gran numero di missili e droni sono stati lanciati contro il territorio di Israele. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, questo attacco è stato intrapreso nell'ambito del diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, in risposta agli attacchi contro obiettivi iraniani nella regione, compreso l'attacco alla sezione consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco il 1° aprile, azione che il nostro Paese ha fermamente condannato.
Purtroppo, a causa della posizione assunta dai membri occidentali, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non è stato in grado di rispondere adeguatamente all'attacco contro la missione consolare iraniana.
Esprimiamo la nostra massima preoccupazione per l'ennesima pericolosa escalation nella regione. Abbiamo ripetutamente avvertito che le numerose crisi irrisolte in Medio Oriente, soprattutto nell'ambito del conflitto israelo-palestinese, spesso alimentate da azioni provocatorie irresponsabili, porteranno ad un aumento della tensione.
Invitiamo tutte le parti coinvolte alla moderazione. Ci aspettiamo che gli Stati regionali risolvano i problemi esistenti attraverso mezzi politici e diplomatici. Riteniamo importante che gli attori internazionali dalla mentalità costruttiva contribuiscano a questo sforzo.
Fonte:
https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/1944202/?lang=en
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO IN RELAZIONE ALL'ATTACCO AL TERRITORIO ISRAELIANO
14 aprile 2024
Nelle prime ore del 14 aprile, un gran numero di missili e droni sono stati lanciati contro il territorio di Israele. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, questo attacco è stato intrapreso nell'ambito del diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, in risposta agli attacchi contro obiettivi iraniani nella regione, compreso l'attacco alla sezione consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco il 1° aprile, azione che il nostro Paese ha fermamente condannato.
Purtroppo, a causa della posizione assunta dai membri occidentali, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non è stato in grado di rispondere adeguatamente all'attacco contro la missione consolare iraniana.
Esprimiamo la nostra massima preoccupazione per l'ennesima pericolosa escalation nella regione. Abbiamo ripetutamente avvertito che le numerose crisi irrisolte in Medio Oriente, soprattutto nell'ambito del conflitto israelo-palestinese, spesso alimentate da azioni provocatorie irresponsabili, porteranno ad un aumento della tensione.
Invitiamo tutte le parti coinvolte alla moderazione. Ci aspettiamo che gli Stati regionali risolvano i problemi esistenti attraverso mezzi politici e diplomatici. Riteniamo importante che gli attori internazionali dalla mentalità costruttiva contribuiscano a questo sforzo.
Fonte:
https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/1944202/?lang=en
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
UNO SMEMORATO NATO
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2024
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno parte: uniti nella difesa della libertà e della democrazia”.
Possono ben testimoniarlo i giornalisti e gli oppositori arrestati, i manifestanti repressi e i curdi bombardati nella Turchia dell’alleato Erdogan. Il Presidente, in vena di scoop, ha aggiunto che la Nato “non è mai venuta meno” alla “funzione deterrente di garanzia della pace in Europa” e a “regole e principi che trovano ancoraggio nella Carta dell’Onu” per “il diritto di tutti gli Stati all’autodifesa”, “a dispetto della retorica bellicista russa tesa ad attribuirle inesistenti logiche aggressive ed espansionistiche”.
Certo, come no: la Nato è un’alleanza difensiva che attacca solo chi aggredisce un suo membro.
Infatti nel 1999, senz’alcun mandato Onu, attaccò la Serbia di Milosevic che non aveva attaccato nessun membro Nato: oltre 2 mila morti, quasi tutti civili.
Nel 2001, senza mandati specifici dell’Onu, invase l’Afghanistan dei talebani, che non avevano attaccato nessun membro Nato: oltre 200 mila morti, più 80 mila in Pakistan.
Nel 2003, sempre senza avallo preventivo dell’Onu, Usa, Uk, Italia e Spagna invasero l’Iraq di Saddam Hussein, che non aveva attaccato nessun membro Nato: dagli 800 mila al milione di morti.
Nel 2011, aggirando ancora l’Onu, la Nato bombardò la Libia di Gheddafi, che non aveva attaccato nessun membro Nato, ma fu messo in fuga dalle bombe e brutalmente trucidato.
Milosevic, Saddam e Gheddafi erano i migliori alleati della Russia in Europa, Golfo Persico e Nordafrica: infatti quei bellicisti dei russi si fecero l’idea che la Nato fosse un’alleanza offensiva contro di loro, che avevano sciolto il Patto di Varsavia nel 1991. Nel 1990 la Nato aveva pure promesso a Gorbaciov di non allargarsi di un palmo oltre il confine tedesco dopo la riunificazione delle Germanie. Poi purtroppo passò da 16 a 32 membri e nel 2008 annunciò l’ingresso di altri due vicini di casa della Russia: Ucraina e Georgia.
Forse, mentre tutto ciò accadeva, Mattarella risiedeva su un altro pianeta o si occupava di giardinaggio?
Macché: dal 1983 al 2008 fu deputato, poi giudice costituzionale e infine, dal 2015, capo dello Stato. Nel 1999, quando l’Italia partecipò ai 78 giorni di bombardamenti su Belgrado e il Kosovo, con 1.200-2.500 morti (quasi tutti civili) e fiumane di profughi, e chiamò la prima guerra in Europa dal 1945 “ingerenza umanitaria”, un certo Sergio Mattarella era vicepremier e subito dopo divenne ministro della Difesa.
Ma magari era un omonimo.
Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/04/17/uno-smemorato-nato/7516174/
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2024
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno parte: uniti nella difesa della libertà e della democrazia”.
Possono ben testimoniarlo i giornalisti e gli oppositori arrestati, i manifestanti repressi e i curdi bombardati nella Turchia dell’alleato Erdogan. Il Presidente, in vena di scoop, ha aggiunto che la Nato “non è mai venuta meno” alla “funzione deterrente di garanzia della pace in Europa” e a “regole e principi che trovano ancoraggio nella Carta dell’Onu” per “il diritto di tutti gli Stati all’autodifesa”, “a dispetto della retorica bellicista russa tesa ad attribuirle inesistenti logiche aggressive ed espansionistiche”.
Certo, come no: la Nato è un’alleanza difensiva che attacca solo chi aggredisce un suo membro.
Infatti nel 1999, senz’alcun mandato Onu, attaccò la Serbia di Milosevic che non aveva attaccato nessun membro Nato: oltre 2 mila morti, quasi tutti civili.
Nel 2001, senza mandati specifici dell’Onu, invase l’Afghanistan dei talebani, che non avevano attaccato nessun membro Nato: oltre 200 mila morti, più 80 mila in Pakistan.
Nel 2003, sempre senza avallo preventivo dell’Onu, Usa, Uk, Italia e Spagna invasero l’Iraq di Saddam Hussein, che non aveva attaccato nessun membro Nato: dagli 800 mila al milione di morti.
Nel 2011, aggirando ancora l’Onu, la Nato bombardò la Libia di Gheddafi, che non aveva attaccato nessun membro Nato, ma fu messo in fuga dalle bombe e brutalmente trucidato.
Milosevic, Saddam e Gheddafi erano i migliori alleati della Russia in Europa, Golfo Persico e Nordafrica: infatti quei bellicisti dei russi si fecero l’idea che la Nato fosse un’alleanza offensiva contro di loro, che avevano sciolto il Patto di Varsavia nel 1991. Nel 1990 la Nato aveva pure promesso a Gorbaciov di non allargarsi di un palmo oltre il confine tedesco dopo la riunificazione delle Germanie. Poi purtroppo passò da 16 a 32 membri e nel 2008 annunciò l’ingresso di altri due vicini di casa della Russia: Ucraina e Georgia.
Forse, mentre tutto ciò accadeva, Mattarella risiedeva su un altro pianeta o si occupava di giardinaggio?
Macché: dal 1983 al 2008 fu deputato, poi giudice costituzionale e infine, dal 2015, capo dello Stato. Nel 1999, quando l’Italia partecipò ai 78 giorni di bombardamenti su Belgrado e il Kosovo, con 1.200-2.500 morti (quasi tutti civili) e fiumane di profughi, e chiamò la prima guerra in Europa dal 1945 “ingerenza umanitaria”, un certo Sergio Mattarella era vicepremier e subito dopo divenne ministro della Difesa.
Ma magari era un omonimo.
Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/04/17/uno-smemorato-nato/7516174/
Il Fatto Quotidiano
Uno smemorato Nato - Il Fatto Quotidiano
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno…
Gli USA hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU che raccomandava l'adesione piena della Palestina alle Nazioni Unite.
Il testo ha ottenuto 12 voti a favore (Algeria, Russia, Cina, Francia, Guyana, Sierra Leone, Mozambico, Slovenia, Malta, Ecuador, Sud Corea, Giappone), 2 astensioni (Gran Bretagna e Svizzera) e il no degli Stati Uniti.
La brevissima bozza presentata dall'Algeria "raccomanda all'Assemblea Generale che lo stato di Palestina sia ammesso come membro dell'ONU".
Per essere ammessa alle Nazioni Unite a pieno titolo la Palestina doveva ottenere una raccomandazione positiva del Consiglio di Sicurezza (con nove sì e nessun veto), quindi essere approvata dall'Assemblea Generale a maggioranza dei due terzi.
Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/04/18/usa-bloccano-bozza-su-adesione-piena-palestina-allonu_844363ea-fc97-470a-b999-d5c2246ceb23.html
Il testo ha ottenuto 12 voti a favore (Algeria, Russia, Cina, Francia, Guyana, Sierra Leone, Mozambico, Slovenia, Malta, Ecuador, Sud Corea, Giappone), 2 astensioni (Gran Bretagna e Svizzera) e il no degli Stati Uniti.
La brevissima bozza presentata dall'Algeria "raccomanda all'Assemblea Generale che lo stato di Palestina sia ammesso come membro dell'ONU".
Per essere ammessa alle Nazioni Unite a pieno titolo la Palestina doveva ottenere una raccomandazione positiva del Consiglio di Sicurezza (con nove sì e nessun veto), quindi essere approvata dall'Assemblea Generale a maggioranza dei due terzi.
Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/04/18/usa-bloccano-bozza-su-adesione-piena-palestina-allonu_844363ea-fc97-470a-b999-d5c2246ceb23.html
L’ITALIA SPENDERÀ 29 MILIARDI IN ARMI: NE SAREBBERO BASTATI CINQUE PER MIGLIORARE LA NOSTRA SANITÀ
Pina Onotri, 3 aprile 2024
Quello che mi lascia stupita in questo periodo è il Silenzio. Il silenzio assordante dei cittadini, delle istituzioni, dei partiti politici. Silenzio che fa da contraltare al rumore delle bombe, al grido dei bambini sotto le macerie, alla propaganda di guerra che ci viene propinata ogni giorno.
Silenzio non in grado di formulare, neanche sottovoce, la parola pace, anche se la moltitudine silenziosa non è per la Guerra. Guerra che arricchisce pochi, impoverisce molti e distrugge vite, storie, culture, valori. Penso al nostro paese che, in nome del pareggio di bilancio inserito in Costituzione, ha compresso diritti incomprimibili secondo la Corte Costituzionale, quali il diritto alla salute, il diritto all‘istruzione, il diritto ad avere una vita dignitosa.
CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/photo/?fbid=831532849014362&set=a.640431738124475
Pina Onotri, 3 aprile 2024
Quello che mi lascia stupita in questo periodo è il Silenzio. Il silenzio assordante dei cittadini, delle istituzioni, dei partiti politici. Silenzio che fa da contraltare al rumore delle bombe, al grido dei bambini sotto le macerie, alla propaganda di guerra che ci viene propinata ogni giorno.
Silenzio non in grado di formulare, neanche sottovoce, la parola pace, anche se la moltitudine silenziosa non è per la Guerra. Guerra che arricchisce pochi, impoverisce molti e distrugge vite, storie, culture, valori. Penso al nostro paese che, in nome del pareggio di bilancio inserito in Costituzione, ha compresso diritti incomprimibili secondo la Corte Costituzionale, quali il diritto alla salute, il diritto all‘istruzione, il diritto ad avere una vita dignitosa.
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IL CONSIGLIO MONDIALE DELLA PACE CELEBRA IL 21 APRILE IL SUO 75° ANNIVERSARIO
"75 anni di lotta per un mondo di pace e giustizia sociale - Sempre dalla parte dei poveri e degli oppressi"
World Peace Council
"75 anni di lotta per un mondo di pace e giustizia sociale - Sempre dalla parte dei poveri e degli oppressi"
World Peace Council
Ricordiamo che il 25 Aprile sfileremo al corteo dietro lo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, di cui facciamo parte insieme ad altre organizzazioni.
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
https://www.facebook.com/events/416367078033261
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
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25 Aprile 2024: in corteo con il Coordinamento per la Pace - Milano
Event in Milan by Coordinamento per la Pace - Milano on Thursday, April 25 2024 with 105 people interested and 34 people going.
Questo il volantino che verrà distribuito domani al corteo del 25 Aprile a Milano.
Ci ritroviamo alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano.
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/416367078033261
Ci ritroviamo alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano.
Qui l'evento Facebook:
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A 10 ANNI DALLA STRAGE DI ODESSA: RICORDIAMO
GIOVEDÌ 2 MAGGIO 2024 ORE 18.00, A MILANO PRESSO LA STELE DEI QUINDICI MARTIRI IN PIAZZALE LORETO
A dieci anni dalla strage della Casa dei Sindacati di Odessa avvenuta il 2 maggio 2014, noi ricordiamo gli antifascisti (48 secondo i rapporti governativi, centinaia secondo i testimoni) che hanno perso la vita durante il rogo della Casa dei Sindacati ad opera delle bande neonaziste ucraine.
Un pensiero particolare va a Vadim Papura, all'epoca dei fatti appena diciassettenne e militante giovanile del Partito Comunista Ucraino. Morì assassinato anch'esso il 2 maggio 2014, durante l'assalto alla Casa dei Sindacati (l'equivalente della nostra Camera del Lavoro). Vadim oggi avrebbe 27 anni.
Mesi prima nell'inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti "progressisti" provammo a spiegare il pericolo della "rivoluzione" di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco si formò un governo all'interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.
L'ANPI, proprio a tale proposito, alla pagina 9 del suo documento congressuale del 2016 scrisse:
"E poi la storia non va mai dimenticata, con i suoi preziosi insegnamenti. [omissis] Il secondo dato è l’ideologia nazista, che sembrava sconfitta dalla storia e perfino dalla realtà, e torna a farsi strada in modo prepotente: ci sono nazisti nel Governo ungherese e in Paesi vicini, ce ne sono nel Governo dell’Ucraina, sono presenti in modo abbastanza organizzato in tutta Europa".
Nel 2021, a sette anni dalla Strage di Odessa, abbiamo scritto quanto segue:
"L'aumento della tensione con la Russia che vediamo in questi giorni, anche attraverso gli attacchi ucraini contro il Donbass, è un'eredità dell'ingerenza di Washington, la quale promosse in ogni modo quello che correttamente viene definito il golpe di EuroMaidan in Ucraina. Così come oggi finanzia ed appoggia la linea aggressiva di Kiev".
Quest'anno, mentre scriviamo nel 2024, la spinta proveniente dalla NATO, la quale dichiara che "l'Ucraina deve vincere", sta arrivando a rendere possibile il conflitto nucleare...
A pochi giorni dalla celebrazione del 25 Aprile, non vogliamo dimenticare queste vittime della Strage di Odessa.
Quindi giovedì 2 maggio, a partire dalle ore 18.00, invitiamo i sinceri democratici e la cittadinanza a partecipare presso la Stele dei Quindici Martiri in piazzale Loreto a Milano, portando un fiore in ricordo delle vittime della Strage di Odessa. Anche loro sono morti da partigiani e volevano la libertà.
Comitato Contro La Guerra Milano
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/7486750678068749/
GIOVEDÌ 2 MAGGIO 2024 ORE 18.00, A MILANO PRESSO LA STELE DEI QUINDICI MARTIRI IN PIAZZALE LORETO
A dieci anni dalla strage della Casa dei Sindacati di Odessa avvenuta il 2 maggio 2014, noi ricordiamo gli antifascisti (48 secondo i rapporti governativi, centinaia secondo i testimoni) che hanno perso la vita durante il rogo della Casa dei Sindacati ad opera delle bande neonaziste ucraine.
Un pensiero particolare va a Vadim Papura, all'epoca dei fatti appena diciassettenne e militante giovanile del Partito Comunista Ucraino. Morì assassinato anch'esso il 2 maggio 2014, durante l'assalto alla Casa dei Sindacati (l'equivalente della nostra Camera del Lavoro). Vadim oggi avrebbe 27 anni.
Mesi prima nell'inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti "progressisti" provammo a spiegare il pericolo della "rivoluzione" di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco si formò un governo all'interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.
L'ANPI, proprio a tale proposito, alla pagina 9 del suo documento congressuale del 2016 scrisse:
"E poi la storia non va mai dimenticata, con i suoi preziosi insegnamenti. [omissis] Il secondo dato è l’ideologia nazista, che sembrava sconfitta dalla storia e perfino dalla realtà, e torna a farsi strada in modo prepotente: ci sono nazisti nel Governo ungherese e in Paesi vicini, ce ne sono nel Governo dell’Ucraina, sono presenti in modo abbastanza organizzato in tutta Europa".
Nel 2021, a sette anni dalla Strage di Odessa, abbiamo scritto quanto segue:
"L'aumento della tensione con la Russia che vediamo in questi giorni, anche attraverso gli attacchi ucraini contro il Donbass, è un'eredità dell'ingerenza di Washington, la quale promosse in ogni modo quello che correttamente viene definito il golpe di EuroMaidan in Ucraina. Così come oggi finanzia ed appoggia la linea aggressiva di Kiev".
Quest'anno, mentre scriviamo nel 2024, la spinta proveniente dalla NATO, la quale dichiara che "l'Ucraina deve vincere", sta arrivando a rendere possibile il conflitto nucleare...
A pochi giorni dalla celebrazione del 25 Aprile, non vogliamo dimenticare queste vittime della Strage di Odessa.
Quindi giovedì 2 maggio, a partire dalle ore 18.00, invitiamo i sinceri democratici e la cittadinanza a partecipare presso la Stele dei Quindici Martiri in piazzale Loreto a Milano, portando un fiore in ricordo delle vittime della Strage di Odessa. Anche loro sono morti da partigiani e volevano la libertà.
Comitato Contro La Guerra Milano
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/7486750678068749/
Ieri, giovedì 2 maggio 2024, presso la Stele dei Quindici Martiri in piazzale Loreto a Milano, abbiamo commemorato i dieci anni dalla strage avvenuta alla Casa dei Sindacati di Odessa il 2 maggio 2014, ricordando gli antifascisti (48 secondo i rapporti governativi, centinaia secondo i testimoni) che hanno perso la vita durante il rogo ad opera delle bande neonaziste ucraine.
Mesi prima nell'inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti "progressisti" provammo a spiegare il pericolo della "rivoluzione" di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco, in Ucraina si formò un governo all'interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.
Nel seguente video alcuni momenti degli interventi e la deposizione dei fiori in memoria a queste vittime:
https://youtu.be/w6OtLbqZZI8
Mesi prima nell'inverno 2013-2014 rimanemmo inascoltati, quando in certi ambienti "progressisti" provammo a spiegare il pericolo della "rivoluzione" di EuroMaidan a Kiev. Di lì a poco, in Ucraina si formò un governo all'interno del quale vi erano ministri dichiaratamente filonazisti.
Nel seguente video alcuni momenti degli interventi e la deposizione dei fiori in memoria a queste vittime:
https://youtu.be/w6OtLbqZZI8