Forwarded from La Casa Rossa
"SPORTELLO LEGALE CASA ROSSA" APRE A MILANO IN VIA MONTE LUNGO 2
Quante volte davanti a un problema legale ci siamo chiesti "che fare" e abbiamo sentito la necessità di ricevere un parere qualificato?
Da questa esigenza, è nato il progetto della Casa Rossa di organizzare uno sportello di orientamento legale rivolto alla cittadinanza e in particolare ai lavoratori, dove sarà possibile, previo appuntamento da richiedere ai recapiti indicati in calce, fissare un colloquio orientativo con avvocati specializzati in diritto del lavoro, diritto dell'immigrazione, diritto penale, infortunistica sul lavoro e stradale, pignoramenti immobiliari, oltre che nelle problematiche amministrative conseguenti al ritiro della patente di guida.
Per appuntamenti chiamare il numero 3334991435 o inviare una mail a sportellolegalecasarossa@gmail.com
Quante volte davanti a un problema legale ci siamo chiesti "che fare" e abbiamo sentito la necessità di ricevere un parere qualificato?
Da questa esigenza, è nato il progetto della Casa Rossa di organizzare uno sportello di orientamento legale rivolto alla cittadinanza e in particolare ai lavoratori, dove sarà possibile, previo appuntamento da richiedere ai recapiti indicati in calce, fissare un colloquio orientativo con avvocati specializzati in diritto del lavoro, diritto dell'immigrazione, diritto penale, infortunistica sul lavoro e stradale, pignoramenti immobiliari, oltre che nelle problematiche amministrative conseguenti al ritiro della patente di guida.
Per appuntamenti chiamare il numero 3334991435 o inviare una mail a sportellolegalecasarossa@gmail.com
Comitato Contro La Guerra Milano pinned «Condividiamo l'introduzione della interessante assemblea tenuta all'Università degli Studi di Milano lo scorso 2 marzo: https://www.facebook.com/watch/?v=733512748573899 Sulla pagina Facebook del Coordinamento per la Pace - Milano trovate i video con gli…»
Alla conferenza internazionale organizzata dal Forum di Belgrado, in commemorazione dei 25 anni dall'aggressione NATO contro la Jugoslavia e che si è tenuta ieri e oggi nella Capitale serba, alla quale partecipa anche un membro del Comitato Contro La Guerra Milano, è stato condannato l'efferato crimine terroristico avvenuto ieri a Mosca e osservato il minuto di silenzio in solidarietà al popolo russo e alle famiglie delle vittime.
PARTECIPIAMO ALLA RACCOLTA FONDI PER LA SCULTURA IN MEMORIA DI SEMYON ISAAKOVICH KANTOR, EROE DELL'ARMATA ROSSA
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine. Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
Qui il link per la raccolta fondi:
https://gofund.me/e7b1b543
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine. Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
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Forwarded from Comitato Assange Italia
Domani, martedì 26 marzo, alle 10:30 ore di Londra (11:30 in Italia) l'Alta Corte londinese emanerà la sentenza sull'estradizione di Julian Assange.
Questa decisione riguarda il futuro non solo dell'uomo Julian Assange ma soprattutto del nostro diritto ad avere un'informazione libera, corretta ed indipendente.
Per questo, a prescindere dall'esito, ci troviamo:
MARTEDÌ 26 MARZO DALLE ORE 18.00 IN PIAZZA DEL LIBERTY, DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO DI MILANO.
Questa decisione riguarda il futuro non solo dell'uomo Julian Assange ma soprattutto del nostro diritto ad avere un'informazione libera, corretta ed indipendente.
Per questo, a prescindere dall'esito, ci troviamo:
MARTEDÌ 26 MARZO DALLE ORE 18.00 IN PIAZZA DEL LIBERTY, DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO DI MILANO.
L’ONU CHIEDE IL CESSATE IL FUOCO A GAZA: USA ASTENUTI. NETANYAHU BLOCCA DELEGAZIONE DIRETTA A WASHINGTON. KIRBY: “DELUSI DA ISRAELE”
Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2024
Per la prima volta dall’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza, le Nazioni Unite hanno superato i veti incrociati e approvato una risoluzione presentata dal Mozambico con la quale si chiede il cessate il fuoco immediato nella Striscia. Il nuovo documento, dopo quello proposto dagli Stati Uniti venerdì e bocciato da Russia e Cina, ha ottenuto 14 voti a favore e l’astensione proprio degli Usa. Nel testo si “chiede un cessate il fuoco immediato per il Ramadan rispettato da tutte le parti che conduca a un cessate il fuoco durevole e sostenibile e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, nonché la garanzia dell’accesso umanitario per far fronte alle loro esigenze mediche e umanitarie”.
CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/photo/?fbid=815450623955918&set=a.640431738124475
Il Fatto Quotidiano, 25 marzo 2024
Per la prima volta dall’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza, le Nazioni Unite hanno superato i veti incrociati e approvato una risoluzione presentata dal Mozambico con la quale si chiede il cessate il fuoco immediato nella Striscia. Il nuovo documento, dopo quello proposto dagli Stati Uniti venerdì e bocciato da Russia e Cina, ha ottenuto 14 voti a favore e l’astensione proprio degli Usa. Nel testo si “chiede un cessate il fuoco immediato per il Ramadan rispettato da tutte le parti che conduca a un cessate il fuoco durevole e sostenibile e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, nonché la garanzia dell’accesso umanitario per far fronte alle loro esigenze mediche e umanitarie”.
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COMUNICATO DEL COORDINAMENTO DI SOLIDARIETÀ CON CUBA
23 marzo 2024
Nel momento in cui la Rivoluzione cubana si trova di fronte a sfide e provocazioni ostili, è fondamentale che ci uniamo e mostriamo la nostra solidarietà al popolo cubano. Le forze controrivoluzionarie cercano in modo opportunista e manipolativo di sfruttare le difficoltà economiche attuali per destabilizzare il nostro amato paese.
Recentemente, abbiamo assistito a manifestazioni di disagio in alcune zone di Cuba causate da problemi nell'erogazione di energia elettrica e nella distribuzione di beni di prima necessità. Queste manifestazioni pacifiche vengono regolarmente strumentalizzate per danneggiare la stabilità che caratterizza la società cubana. Come si vede dalle tante immagini che circolano, non solo non c’è stata nessuna repressione del dissenso, ma immediatamente il partito e i governi locali sono scesi in strada tra le persone, senza scorte per dialogare e cercare di spiegare la difficile situazione e di raccontare di tutti gli sforzi che il paese sta facendo per affrontare questa difficile situazione economica.
L'ingerenza degli Stati Uniti e delle loro rappresentanze diplomatiche, che si ergono a giudici dei diritti umani a Cuba, è ipocrita e ingiusta. È evidente che sono direttamente responsabili della difficile situazione economica che il popolo cubano sta affrontando, grazie al persistente blocco e alle misure ingiuste imposte contro l'isola dal oltre 60 anni.
Chiediamo a tutte le organizzazioni e ai singoli solidali con Cuba di rafforzare la nostra voce e il nostro sostegno al popolo cubano. Ogni azione che possiamo intraprendere per contrastare queste interferenze e per contribuire al benessere di Cuba è di fondamentale importanza. Continuiamo a lavorare insieme per difendere la Rivoluzione e sostenere il popolo cubano in questo momento critico.
Uniti nella solidarietà con Cuba!
Fonte: Coordinamento di Solidarietà con Cuba
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02CrUjASfSnnPDjVj3chQ6kPKEyHQyjbWKFyHiMNcthEZSbgzk9AKquDjBvU4hfJazl&id=100089093962505
23 marzo 2024
Nel momento in cui la Rivoluzione cubana si trova di fronte a sfide e provocazioni ostili, è fondamentale che ci uniamo e mostriamo la nostra solidarietà al popolo cubano. Le forze controrivoluzionarie cercano in modo opportunista e manipolativo di sfruttare le difficoltà economiche attuali per destabilizzare il nostro amato paese.
Recentemente, abbiamo assistito a manifestazioni di disagio in alcune zone di Cuba causate da problemi nell'erogazione di energia elettrica e nella distribuzione di beni di prima necessità. Queste manifestazioni pacifiche vengono regolarmente strumentalizzate per danneggiare la stabilità che caratterizza la società cubana. Come si vede dalle tante immagini che circolano, non solo non c’è stata nessuna repressione del dissenso, ma immediatamente il partito e i governi locali sono scesi in strada tra le persone, senza scorte per dialogare e cercare di spiegare la difficile situazione e di raccontare di tutti gli sforzi che il paese sta facendo per affrontare questa difficile situazione economica.
L'ingerenza degli Stati Uniti e delle loro rappresentanze diplomatiche, che si ergono a giudici dei diritti umani a Cuba, è ipocrita e ingiusta. È evidente che sono direttamente responsabili della difficile situazione economica che il popolo cubano sta affrontando, grazie al persistente blocco e alle misure ingiuste imposte contro l'isola dal oltre 60 anni.
Chiediamo a tutte le organizzazioni e ai singoli solidali con Cuba di rafforzare la nostra voce e il nostro sostegno al popolo cubano. Ogni azione che possiamo intraprendere per contrastare queste interferenze e per contribuire al benessere di Cuba è di fondamentale importanza. Continuiamo a lavorare insieme per difendere la Rivoluzione e sostenere il popolo cubano in questo momento critico.
Uniti nella solidarietà con Cuba!
Fonte: Coordinamento di Solidarietà con Cuba
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02CrUjASfSnnPDjVj3chQ6kPKEyHQyjbWKFyHiMNcthEZSbgzk9AKquDjBvU4hfJazl&id=100089093962505
Pur essendo ancora in corso le indagini su questi avvenimenti, riteniamo interessante l'analisi di un personaggio autorevole come Pino Arlacchi, ex vicesegretario generale all'ONU.
TRE IPOTESI SULLA MATRICE DELLA STRAGE DI MOSCA
Pino Arlacchi, 25 marzo 2024
Le reazioni alla strage di Mosca sono, com’è ovvio, le più diverse e sono determinate dall’andamento di una guerra in corso. Siccome ci sono pochi dubbi sul fatto che l’attentato sia stata opera di killer addestrati, armati e protetti da un’entità superiore, le ipotesi sui mandanti si restringono a tre...
CONTINUA A LEGGERE:
https://www.facebook.com/photo/?fbid=817886867045627&set=a.640431738124475
TRE IPOTESI SULLA MATRICE DELLA STRAGE DI MOSCA
Pino Arlacchi, 25 marzo 2024
Le reazioni alla strage di Mosca sono, com’è ovvio, le più diverse e sono determinate dall’andamento di una guerra in corso. Siccome ci sono pochi dubbi sul fatto che l’attentato sia stata opera di killer addestrati, armati e protetti da un’entità superiore, le ipotesi sui mandanti si restringono a tre...
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BOMBARDAMENTO ISRAELIANO CONTRO L'AMBASCIATA IRANIANA A DAMASCO
Andrea Lucidi, 1 aprile 2024
Oggi le forze aree israeliane hanno bombardato una struttura adiacente all'ambasciata iraniana nella capitale siriana.
Nel bombardamento è morto il generale Zahedi, comandante delle forze Quds dell'IRGC in Siria, dove forze e consiglieri militari iraniani sono legittimamente presenti perché richiesta dal legittimo governo siriano.
Durante la mia permanenza a Damasco ero passato diverse volte su questa strada, davanti all'ambasciata iraniana.
Fonte:
https://t.me/Andrea_lucidi/4719
Andrea Lucidi, 1 aprile 2024
Oggi le forze aree israeliane hanno bombardato una struttura adiacente all'ambasciata iraniana nella capitale siriana.
Nel bombardamento è morto il generale Zahedi, comandante delle forze Quds dell'IRGC in Siria, dove forze e consiglieri militari iraniani sono legittimamente presenti perché richiesta dal legittimo governo siriano.
Durante la mia permanenza a Damasco ero passato diverse volte su questa strada, davanti all'ambasciata iraniana.
Fonte:
https://t.me/Andrea_lucidi/4719
IL TEAM AFRICANO DEL BLACK ALLIANCE FOR PEACE E LA RETE U.S. OUT OF AFRICA PLAUDONO ALLA DECISIONE DEL NIGER DI ESPELLERE L'AFRICOM
Black Alliance for Peace, 28 marzo 2024
Il Black Alliance for Peace (BAP) e l'U.S. Out of Africa Network (USOAN) lodano il Niger per la sua decisione di espellere il Comando Africano degli Stati Uniti (AFRICOM). Esortiamo tutte le nazioni africane a rifiutare il neocolonialismo statunitense e a rimuovere l'AFRICOM dai propri territori. La presenza dell'AFRICOM ha portato a un aumento esponenziale del terrorismo, con un maggior numero di vittime civili derivanti dagli attacchi dell'AFRICOM.
Il Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Nostra Patria (CNSP) del Niger ha dichiarato illegale la presenza degli Stati Uniti nel proprio territorio, evidenziando l'erosione della sovranità del Niger sin dall'insediamento delle basi militari statunitensi nel 2014. Nonostante la dichiarazione del Niger, gli Stati Uniti si rifiutano di andarsene, liquidando la posizione del Niger come "influenza russa". Le organizzazioni locali in Niger hanno apertamente denunciato l'interferenza degli Stati Uniti nel processo di transizione in corso nel Paese e la popolazione ha manifestato davanti all'ambasciata statunitense a Niamey per chiedere l'immediata partenza dell'AFRICOM.
Il BAP e l'USOAN sottolineano la necessità che i popoli africani controllino il destino del proprio continente e si oppongono a tutti gli eserciti stranieri e a tutte le forme di intervento imperialista in Africa. Il BAP esprime inoltre preoccupazione per i piani di espansione dell'AFRICOM, che prevede l'installazione di nuove basi per i droni in Benin, Costa d'Avorio e Ghana. Denunciamo queste espansioni e chiediamo la fine di tutti gli accordi militari tra le nazioni africane e gli Stati Uniti.
Il team africano del BAP e l'USOAN seguiranno da vicino l'evolversi della situazione in Niger.
Gli Stati Uniti fuori dall'Africa! Chiudere AFRICOM!
Fonte:
https://blackallianceforpeace.com/bapstatements/africomoutofniger
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
Black Alliance for Peace, 28 marzo 2024
Il Black Alliance for Peace (BAP) e l'U.S. Out of Africa Network (USOAN) lodano il Niger per la sua decisione di espellere il Comando Africano degli Stati Uniti (AFRICOM). Esortiamo tutte le nazioni africane a rifiutare il neocolonialismo statunitense e a rimuovere l'AFRICOM dai propri territori. La presenza dell'AFRICOM ha portato a un aumento esponenziale del terrorismo, con un maggior numero di vittime civili derivanti dagli attacchi dell'AFRICOM.
Il Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Nostra Patria (CNSP) del Niger ha dichiarato illegale la presenza degli Stati Uniti nel proprio territorio, evidenziando l'erosione della sovranità del Niger sin dall'insediamento delle basi militari statunitensi nel 2014. Nonostante la dichiarazione del Niger, gli Stati Uniti si rifiutano di andarsene, liquidando la posizione del Niger come "influenza russa". Le organizzazioni locali in Niger hanno apertamente denunciato l'interferenza degli Stati Uniti nel processo di transizione in corso nel Paese e la popolazione ha manifestato davanti all'ambasciata statunitense a Niamey per chiedere l'immediata partenza dell'AFRICOM.
Il BAP e l'USOAN sottolineano la necessità che i popoli africani controllino il destino del proprio continente e si oppongono a tutti gli eserciti stranieri e a tutte le forme di intervento imperialista in Africa. Il BAP esprime inoltre preoccupazione per i piani di espansione dell'AFRICOM, che prevede l'installazione di nuove basi per i droni in Benin, Costa d'Avorio e Ghana. Denunciamo queste espansioni e chiediamo la fine di tutti gli accordi militari tra le nazioni africane e gli Stati Uniti.
Il team africano del BAP e l'USOAN seguiranno da vicino l'evolversi della situazione in Niger.
Gli Stati Uniti fuori dall'Africa! Chiudere AFRICOM!
Fonte:
https://blackallianceforpeace.com/bapstatements/africomoutofniger
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
The Black Alliance for Peace
BAP’s Africa Team and U.S. Out of Africa Network Applauds Niger’s Move to Expel AFRICOM — The Black Alliance for Peace
The Black Alliance for Peace’s Africa Team and U.S. Out of Africa Network Applauds Niger’s Move to Expel AFRICOM The Black Alliance for Peace’s (BAP) Africa Team and U.S. Out of Africa Network (USOAN) commend Niger for its decision to expel the U.S. Africa…
Gravissima la violazione da parte del governo dell'Ecuador per rapire all'interno dell'ambasciata messicana l'ex vicepresidente Jorge Glas, il quale da anni subisce incarcerazioni e accuse non comprovate secondo la persecuzione politica e giudiziaria conosciuta come "lawfare". Un copione giudiziario che si è già visto con Lula Da Silva in Brasile e con Cristina Kirchner in Argentina.
ECUADOR, POLIZIA FA IRRUZIONE NELL’AMBASCIATA MESSICANA A QUITO. NELLA SEDE C'ERA L'EX VICEPRESIDENTE GLAS
LaPresse, 6 aprile 2024
La polizia in Ecuador ha fatto irruzione con la forza nell’ambasciata messicana a Quito, dove si trova l’ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas. L’irruzione è avvenuta poche ore dopo che il governo messicano aveva concesso a Glas asilo politico, mentre le tensioni diplomatiche tra i due Paesi si aggravano. La polizia ha sfondato le porte esterne della sede diplomatica messicana nella capitale ecuadoriana ed è entrata nel patio principale. La situazione dell’ex vicepresidente Glas non è stata resa nota immediatamente. Agenti in uniforme hanno chiuso il viale principale di accesso alla sede.
L’ambasciata messicana a Quito è rimasta sotto stretta sorveglianza della polizia nella tarda serata di venerdì. Un giorno prima, le tensioni tra i due Paesi sono aumentate dopo che il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha rilasciato dichiarazioni che l’Ecuador ha considerato “molto spiacevoli” sulle ultime elezioni in cui ha vinto il presidente ecuadoriano Daniel Noboa. Per reazione, il governo ecuadoriano ha dichiarato l’ambasciatore messicano persona non grata. Il Messico ha sospeso le relazioni diplomatiche con l’Ecuador.
Fonte:
https://www.lapresse.it/esteri/2024/04/06/ecuador-polizia-fa-irruzione-nellambasciata-messicana-a-quito/
ECUADOR, POLIZIA FA IRRUZIONE NELL’AMBASCIATA MESSICANA A QUITO. NELLA SEDE C'ERA L'EX VICEPRESIDENTE GLAS
LaPresse, 6 aprile 2024
La polizia in Ecuador ha fatto irruzione con la forza nell’ambasciata messicana a Quito, dove si trova l’ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas. L’irruzione è avvenuta poche ore dopo che il governo messicano aveva concesso a Glas asilo politico, mentre le tensioni diplomatiche tra i due Paesi si aggravano. La polizia ha sfondato le porte esterne della sede diplomatica messicana nella capitale ecuadoriana ed è entrata nel patio principale. La situazione dell’ex vicepresidente Glas non è stata resa nota immediatamente. Agenti in uniforme hanno chiuso il viale principale di accesso alla sede.
L’ambasciata messicana a Quito è rimasta sotto stretta sorveglianza della polizia nella tarda serata di venerdì. Un giorno prima, le tensioni tra i due Paesi sono aumentate dopo che il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha rilasciato dichiarazioni che l’Ecuador ha considerato “molto spiacevoli” sulle ultime elezioni in cui ha vinto il presidente ecuadoriano Daniel Noboa. Per reazione, il governo ecuadoriano ha dichiarato l’ambasciatore messicano persona non grata. Il Messico ha sospeso le relazioni diplomatiche con l’Ecuador.
Fonte:
https://www.lapresse.it/esteri/2024/04/06/ecuador-polizia-fa-irruzione-nellambasciata-messicana-a-quito/
LaPresse
VIDEO Ecuador, polizia fa irruzione in ambasciata Messico
La polizia in Ecuador ha fatto irruzione con la forza nell'ambasciata messicana a Quito, dove si trova l'ex vicepresidente ecuadoriano Jorge Glas. L'irruzione
Ieri, sabato 6 aprile, si è svolto un presidio in piazza Duca d'Aosta a Milano, organizzato dal CODAI (Comunità della Diaspora Africana in Italia) e da esponenti delle comunità africane, per una mobilitazione panafricana contro il genocidio nella Repubblica Democratica del Congo e l'imperialismo in Africa. In contemporanea si sono svolti presidi sullo stesso tema a Roma, Parigi, Londra, Bruxelles e Ginevra. Il Comitato Contro La Guerra - Milano ha solidarizzato partecipando e intervenendo.
UN CITTADINO DI GAZA FA CAUSA AL GOVERNO ITALIANO: “COMPLICE DI ISRAELE, FERMI IL SUPPORTO MILITARE E RICOMINCI A DARE FINANZIAMENTI ALL’UNRWA”
Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2024
C’è un giudice a Roma chiamato a decidere se il governo italiano debba smetterla di fornire armamenti a Israele e ricominciare a finanziare l’Unrwa perché il “sostegno diretto e indiretto” all’invasione della Striscia di Gaza ha “comportato gravi violazioni dei diritti umani”. Una “complicità” per la quale ora Salahaldin M. A. Abdalaty – un avvocato 49enne nato a Jabalya e adesso rifugiatosi in Egitto dopo aver perso la madre, un fratello, una sorella, una nipote di 2 anni e la cognata in un bombardamento notturno dell’Idf – si è rivolto al Tribunale di Roma, assistito dagli avvocati Stefano Bertone, Marco Bona, Gianluca Vitale ed Emanuele D’Amico, chiamando in causa la presidenza del Consiglio e i ministeri degli Esteri e della Difesa con un ricorso urgente per violazione dei diritti umani fondamentali.
CONTINUA A LEGGERE...
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/05/cittadino-di-gaza-causa-governo-italiano-complice-israele-fermi-supporto-militare-finanziamenti-unrwa/7502363/
Il Fatto Quotidiano, 5 aprile 2024
C’è un giudice a Roma chiamato a decidere se il governo italiano debba smetterla di fornire armamenti a Israele e ricominciare a finanziare l’Unrwa perché il “sostegno diretto e indiretto” all’invasione della Striscia di Gaza ha “comportato gravi violazioni dei diritti umani”. Una “complicità” per la quale ora Salahaldin M. A. Abdalaty – un avvocato 49enne nato a Jabalya e adesso rifugiatosi in Egitto dopo aver perso la madre, un fratello, una sorella, una nipote di 2 anni e la cognata in un bombardamento notturno dell’Idf – si è rivolto al Tribunale di Roma, assistito dagli avvocati Stefano Bertone, Marco Bona, Gianluca Vitale ed Emanuele D’Amico, chiamando in causa la presidenza del Consiglio e i ministeri degli Esteri e della Difesa con un ricorso urgente per violazione dei diritti umani fondamentali.
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Il Fatto Quotidiano
Un cittadino di Gaza fa causa al governo italiano: "Complice di Israele, fermi il supporto militare e ricominci a dare finanziamenti…
C’è un giudice a Roma chiamato a decidere se il governo italiano debba smetterla di fornire armamenti a Israele e ricominciare a finanziare l’Unrwa perché il “sostegno diretto e indiretto” all’invasione della Striscia di Gaza ha “comportato gravi violazioni…
Media is too big
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Intervento del Comitato Contro La Guerra Milano alla Conferenza Internazionale organizzata dal Forum di Belgrado (membro del World Peace Council), la quale si è tenuta nella Capitale serba dal 22 al 24 marzo, in occasione del 25esimo anniversario dell'aggressione NATO contro la Jugoslavia.
Fonte video:
https://youtu.be/2oHIsZELqPU
Fonte video:
https://youtu.be/2oHIsZELqPU
L’EX VICEPRESIDENTE GLAS SAREBBE STATO TRASFERITO IN UN OSPEDALE MILITARE IN ECUADOR
Prensa Latina, 8 aprile 2024
I media locali dell'Ecuador riferiscono che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Il portale digitale Primicias ha riferito che si presume la diagnosi di coma profondo autoindotto, causato dall’ingestione di farmaci ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Anche la stazione Radio Pichincha ha pubblicato l’informazione attraverso il suo social network Twitter. In precedenza, la difesa dell’ex vicepresidente dell’Ecuador aveva avvertito che era tenuto in isolamento dopo l’invasione dell’ambasciata messicana, culminata con la sua cattura.
L’avvocata Sonia Vera ha ribadito che Glas è un uomo innocente che è perseguitato e che i suoi diritti costituzionali sono violati ed ha avvertito che la sua vita è in pericolo nel carcere di massima sicurezza di La Roca, dove è rimasto detenuto. Vera ha spiegato che al momento del suo arresto, Glas aveva lo status di asilo diplomatico da parte del governo messicano ed è stato picchiato dalle forze dell’ordine ecuadoriane.
"Abbiamo richiesto l’accesso al nostro cliente, ma finora non abbiamo risposte", ha denunciato e concluso Vera.
Fonte:
https://italiano.prensa-latina.cu/2024/04/08/lex-vicepresidente-glas-sarebbe-stato-trasferito-in-un-ospedale-militare-in-ecuador/
Prensa Latina, 8 aprile 2024
I media locali dell'Ecuador riferiscono che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Il portale digitale Primicias ha riferito che si presume la diagnosi di coma profondo autoindotto, causato dall’ingestione di farmaci ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Anche la stazione Radio Pichincha ha pubblicato l’informazione attraverso il suo social network Twitter. In precedenza, la difesa dell’ex vicepresidente dell’Ecuador aveva avvertito che era tenuto in isolamento dopo l’invasione dell’ambasciata messicana, culminata con la sua cattura.
L’avvocata Sonia Vera ha ribadito che Glas è un uomo innocente che è perseguitato e che i suoi diritti costituzionali sono violati ed ha avvertito che la sua vita è in pericolo nel carcere di massima sicurezza di La Roca, dove è rimasto detenuto. Vera ha spiegato che al momento del suo arresto, Glas aveva lo status di asilo diplomatico da parte del governo messicano ed è stato picchiato dalle forze dell’ordine ecuadoriane.
"Abbiamo richiesto l’accesso al nostro cliente, ma finora non abbiamo risposte", ha denunciato e concluso Vera.
Fonte:
https://italiano.prensa-latina.cu/2024/04/08/lex-vicepresidente-glas-sarebbe-stato-trasferito-in-un-ospedale-militare-in-ecuador/
Edizione italiana Prensa Latina - Notizie minuto per minuto
L’ex vicepresidente Glas sarebbe stato trasferito in un ospedale militare in Ecuador - Edizione italiana Prensa Latina
Quito, 8 apr (Prensa Latina) I media locali dell'Ecuador riferiscono oggi che l'ex vicepresidente Jorge Glas sarebbe stato trasferito dal carcere di massima sicurezza della città di Guayaquil all'ospedale militare della stessa città.
Invitiamo a partecipare alla manifestazione del 25 Aprile a Milano insieme alla Brigata Garibaldi Immortale e al Reggimento Immortale, i quali sfileranno tra le fila del Coordinamento per la Pace - Milano.
IL 25 APRILE 2024 A MILANO CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA GARIBALDI IMMORTALE
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo lavoratori nati in Italia e in altri Paesi. Nei continenti da cui proveniamo abbiamo già vissuto l’oppressione che Washington e l’Occidente hanno esercitato nelle nostre nazioni, sfruttando il nostro lavoro, rapinando le nostre risorse, cancellando i diritti sociali e civili: condizioni di vita tali da spingerci a lasciare la nostra terra.
Anche questo 25 Aprile, anniversario della Liberazione, cade in un periodo di forti tensioni internazionali che stanno accelerando il processo verso un mondo non più completamente dominato dall’Occidente.
Seguiamo con molta attenzione la resistenza in America Latina da parte di popoli come quello cubano, venezuelano, nicaraguense e dei progressisti del continente che hanno cara la propria sovranità, come anche il processo di decolonizzazione reale che sta faticosamente prendendo piede in Africa, in particolar modo nei Paesi del Sahel: Mali, Burkina Faso, Niger e Senegal.
Allo stesso modo in cui il nostro Paese si è liberato dal nazifascismo, gli altri popoli hanno diritto di liberarsi dalle proprie catene.
Oggi, nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Stiamo con la nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Parteciperemo a questo 25 Aprile 2024 insieme a lavoratori di altri Paesi, sotto lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale e con agli amici del Reggimento Immortale.
La Storia non può essere cancellata: soldati sovietici e partigiani italiani combatterono spalla a spalla nelle condizioni più difficili e pericolose per la Resistenza al nazismo e al fascismo. Combatterono il male, il quale cercava di affermare la sua superiorità con disumana crudeltà.
Ci ritroviamo alle ore 13.00 presso l'uscita della MM1 Palestro, in corso Venezia, nello spazio compreso fra il numero civico 51 ed il numero civico 53 e sfileremo nello spezzone con il Coordinamento per la Pace - Milano.
La Brigata Immortale
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1169526774404376/
IL 25 APRILE 2024 A MILANO CON LO STRISCIONE DELLA BRIGATA GARIBALDI IMMORTALE
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo lavoratori nati in Italia e in altri Paesi. Nei continenti da cui proveniamo abbiamo già vissuto l’oppressione che Washington e l’Occidente hanno esercitato nelle nostre nazioni, sfruttando il nostro lavoro, rapinando le nostre risorse, cancellando i diritti sociali e civili: condizioni di vita tali da spingerci a lasciare la nostra terra.
Anche questo 25 Aprile, anniversario della Liberazione, cade in un periodo di forti tensioni internazionali che stanno accelerando il processo verso un mondo non più completamente dominato dall’Occidente.
Seguiamo con molta attenzione la resistenza in America Latina da parte di popoli come quello cubano, venezuelano, nicaraguense e dei progressisti del continente che hanno cara la propria sovranità, come anche il processo di decolonizzazione reale che sta faticosamente prendendo piede in Africa, in particolar modo nei Paesi del Sahel: Mali, Burkina Faso, Niger e Senegal.
Allo stesso modo in cui il nostro Paese si è liberato dal nazifascismo, gli altri popoli hanno diritto di liberarsi dalle proprie catene.
Oggi, nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Stiamo con la nostra Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Parteciperemo a questo 25 Aprile 2024 insieme a lavoratori di altri Paesi, sotto lo striscione della Brigata Garibaldi Immortale e con agli amici del Reggimento Immortale.
La Storia non può essere cancellata: soldati sovietici e partigiani italiani combatterono spalla a spalla nelle condizioni più difficili e pericolose per la Resistenza al nazismo e al fascismo. Combatterono il male, il quale cercava di affermare la sua superiorità con disumana crudeltà.
Ci ritroviamo alle ore 13.00 presso l'uscita della MM1 Palestro, in corso Venezia, nello spazio compreso fra il numero civico 51 ed il numero civico 53 e sfileremo nello spezzone con il Coordinamento per la Pace - Milano.
La Brigata Immortale
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1169526774404376/
Anche quest'anno sfileremo al corteo del 25 Aprile dietro lo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, di cui facciamo parte insieme ad altre organizzazioni. Invitiamo inoltre a leggere e sottoscrivere l'appello fondativo del Coordinamento:
https://coordinamentopacemilano.blogspot.com/2023/11/appello-del-coordinamento-per-la-pace.html
25 APRILE 2024: IN CORTEO CON IL COORDINAMENTO PER LA PACE - MILANO
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo donne e uomini amanti della Pace, esprimiamo una forte solidarietà con il popolo ucraino e con il popolo russo, i quali sono i primi a pagare le conseguenze della guerra e condanniamo il genocidio in atto contro il popolo palestinese.
Ora il nostro obiettivo principale è l’immediata cessazione delle ostilità.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Siamo per il rispetto della nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza al nazifascismo, che nel suo articolo 11 sancisce: “L’Italia ripudia la guerra”.
Nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Temiamo che di questo passo esista il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte e anche quello che il nostro Paese divenga un legittimo obiettivo militare: siamo cobelligeranti senza aver dichiarato alcuna guerra ed ospitiamo sul nostro territorio oltre 100 basi militari NATO e statunitensi, con decine di ordigni nucleari presenti in almeno due di queste basi.
L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, anche come conseguenza diretta delle sanzioni contro la Russia, si sta rivelando devastante per i lavoratori e per i pensionati del nostro Paese. Non ci saranno aumenti salariali che andranno a compensare la corsa dei prezzi: nel bilancio dello Stato mancherà il denaro per sanità, scuola e tutti quei servizi già oggi largamente insufficienti, mentre si troveranno le risorse per aumentare al 2% del PIL le spese militari, così come imposto dall’Alleanza Atlantica.
Ci ritroviamo alla manifestazione Nazionale del 25 Aprile a Milano, alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, sfilando in uno spezzone unitario contro la guerra, ricordando così che la Resistenza ha combattuto il nazifascismo per una società libera, solidale ed un mondo senza guerra.
- STOP AL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE
- L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA
- L’ONU PROMUOVA LE TRATTATIVE DI PACE
- NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN'ARMA PER LA GUERRA
- NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA
- SÌ AD UNA CORRETTA INFORMAZIONE
Coordinamento per la Pace - Milano
Leggi e sottoscrivi, come organizzazione o singolo, il nostro appello fondativo:
https://coordinamentopacemilano.blogspot.com/2023/11/appello-del-coordinamento-per-la-pace.html
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/416367078033261/
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25 APRILE 2024: IN CORTEO CON IL COORDINAMENTO PER LA PACE - MILANO
GIOVEDÌ 25 APRILE 2024, ORE 13.00, IN CORSO VENEZIA 51/53 A MILANO (MM1 PALESTRO)
Siamo donne e uomini amanti della Pace, esprimiamo una forte solidarietà con il popolo ucraino e con il popolo russo, i quali sono i primi a pagare le conseguenze della guerra e condanniamo il genocidio in atto contro il popolo palestinese.
Ora il nostro obiettivo principale è l’immediata cessazione delle ostilità.
Tanti di coloro che hanno combattuto per liberare il nostro Paese, hanno combattuto per la pace. Per questo riteniamo offensivo che si chiamino in causa strumentalmente i nostri Partigiani per convincere e spingere il popolo italiano ad accettare la guerra.
Siamo per il rispetto della nostra Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza al nazifascismo, che nel suo articolo 11 sancisce: “L’Italia ripudia la guerra”.
Nel tentativo di fermare l’emergere di un mondo multipolare, la risposta dell’Occidente è quella della guerra e del riarmo. Noi invece apparteniamo a quella maggioranza del popolo italiano che è contraria all’invio di armi e denaro in Ucraina e Israele: è questa la soluzione più realistica per fermare il genocidio del popolo palestinese e per fermare la guerra fratricida in Ucraina, una guerra per procura della NATO, sulla quale pesa la responsabilità di un popolo mandato al macello.
Temiamo che di questo passo esista il rischio concreto di inviare i nostri giovani al fronte e anche quello che il nostro Paese divenga un legittimo obiettivo militare: siamo cobelligeranti senza aver dichiarato alcuna guerra ed ospitiamo sul nostro territorio oltre 100 basi militari NATO e statunitensi, con decine di ordigni nucleari presenti in almeno due di queste basi.
L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, anche come conseguenza diretta delle sanzioni contro la Russia, si sta rivelando devastante per i lavoratori e per i pensionati del nostro Paese. Non ci saranno aumenti salariali che andranno a compensare la corsa dei prezzi: nel bilancio dello Stato mancherà il denaro per sanità, scuola e tutti quei servizi già oggi largamente insufficienti, mentre si troveranno le risorse per aumentare al 2% del PIL le spese militari, così come imposto dall’Alleanza Atlantica.
Ci ritroviamo alla manifestazione Nazionale del 25 Aprile a Milano, alle ore 13.00, nello spazio compreso fra i numeri civici 51 e 53 di corso Venezia (all'altezza dell'uscita della MM1 Palestro), dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano, sfilando in uno spezzone unitario contro la guerra, ricordando così che la Resistenza ha combattuto il nazifascismo per una società libera, solidale ed un mondo senza guerra.
- STOP AL GENOCIDIO DEL POPOLO PALESTINESE
- L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA
- L’ONU PROMUOVA LE TRATTATIVE DI PACE
- NON UN UOMO, NON UN SOLDO, NON UN'ARMA PER LA GUERRA
- NO ALLA PROPAGANDA DI GUERRA
- SÌ AD UNA CORRETTA INFORMAZIONE
Coordinamento per la Pace - Milano
Leggi e sottoscrivi, come organizzazione o singolo, il nostro appello fondativo:
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Partecipiamo alla raccolta fondi per la scultura in memoria di Semyon Isaakovich Kantor, eroe dell'Armata Rossa.
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine.
Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
https://www.gofundme.com/f/scultura-in-memoria-di-un-eroe-mio-nonno-semion?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=copy_link&utm_source=customer
L'opera d'arte verrà inizialmente installata in Casa Rossa, luogo dove fu ospite d'onore in un'iniziativa sulla Grande Guerra Patriottica organizzata il 13 Aprile 2019 in occasione dell'anniversario della Liberazione di Vienna che lo vide protagonista nel 1945.
Con lui abbiamo avuto anche il privilegio di manifestare in occasione del 25 Aprile del 2017 e del 2019 dove fu accolto da un oceano di applausi e riconoscimenti di gratitudine.
Ognuno di noi deve a uomini come lui il proprio ringraziamento per averci liberato dal nazifascismo.
Questo è il nostro modo di mostrarglielo in eterno.
https://www.gofundme.com/f/scultura-in-memoria-di-un-eroe-mio-nonno-semion?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=copy_link&utm_source=customer
gofundme.com
Scultura in memoria di un eroe: mio nonno Semion ♥, organized by Roman Gorskiy
Molti di voi hanno conosciuto mio nonno dalle mie stories e dai miei … Roman Gorskiy needs your support for Scultura in memoria di un eroe: mio nonno Semion ♥
Riportiamo il commento del Ministero degli Esteri russo, in cui si spiega in modo corretto quali dinamiche internazionali siano dietro gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente.
DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO IN RELAZIONE ALL'ATTACCO AL TERRITORIO ISRAELIANO
14 aprile 2024
Nelle prime ore del 14 aprile, un gran numero di missili e droni sono stati lanciati contro il territorio di Israele. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, questo attacco è stato intrapreso nell'ambito del diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, in risposta agli attacchi contro obiettivi iraniani nella regione, compreso l'attacco alla sezione consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco il 1° aprile, azione che il nostro Paese ha fermamente condannato.
Purtroppo, a causa della posizione assunta dai membri occidentali, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non è stato in grado di rispondere adeguatamente all'attacco contro la missione consolare iraniana.
Esprimiamo la nostra massima preoccupazione per l'ennesima pericolosa escalation nella regione. Abbiamo ripetutamente avvertito che le numerose crisi irrisolte in Medio Oriente, soprattutto nell'ambito del conflitto israelo-palestinese, spesso alimentate da azioni provocatorie irresponsabili, porteranno ad un aumento della tensione.
Invitiamo tutte le parti coinvolte alla moderazione. Ci aspettiamo che gli Stati regionali risolvano i problemi esistenti attraverso mezzi politici e diplomatici. Riteniamo importante che gli attori internazionali dalla mentalità costruttiva contribuiscano a questo sforzo.
Fonte:
https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/1944202/?lang=en
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO IN RELAZIONE ALL'ATTACCO AL TERRITORIO ISRAELIANO
14 aprile 2024
Nelle prime ore del 14 aprile, un gran numero di missili e droni sono stati lanciati contro il territorio di Israele. Secondo il Ministero degli Esteri iraniano, questo attacco è stato intrapreso nell'ambito del diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, in risposta agli attacchi contro obiettivi iraniani nella regione, compreso l'attacco alla sezione consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco il 1° aprile, azione che il nostro Paese ha fermamente condannato.
Purtroppo, a causa della posizione assunta dai membri occidentali, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU non è stato in grado di rispondere adeguatamente all'attacco contro la missione consolare iraniana.
Esprimiamo la nostra massima preoccupazione per l'ennesima pericolosa escalation nella regione. Abbiamo ripetutamente avvertito che le numerose crisi irrisolte in Medio Oriente, soprattutto nell'ambito del conflitto israelo-palestinese, spesso alimentate da azioni provocatorie irresponsabili, porteranno ad un aumento della tensione.
Invitiamo tutte le parti coinvolte alla moderazione. Ci aspettiamo che gli Stati regionali risolvano i problemi esistenti attraverso mezzi politici e diplomatici. Riteniamo importante che gli attori internazionali dalla mentalità costruttiva contribuiscano a questo sforzo.
Fonte:
https://www.mid.ru/ru/foreign_policy/news/1944202/?lang=en
Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
UNO SMEMORATO NATO
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2024
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno parte: uniti nella difesa della libertà e della democrazia”.
Possono ben testimoniarlo i giornalisti e gli oppositori arrestati, i manifestanti repressi e i curdi bombardati nella Turchia dell’alleato Erdogan. Il Presidente, in vena di scoop, ha aggiunto che la Nato “non è mai venuta meno” alla “funzione deterrente di garanzia della pace in Europa” e a “regole e principi che trovano ancoraggio nella Carta dell’Onu” per “il diritto di tutti gli Stati all’autodifesa”, “a dispetto della retorica bellicista russa tesa ad attribuirle inesistenti logiche aggressive ed espansionistiche”.
Certo, come no: la Nato è un’alleanza difensiva che attacca solo chi aggredisce un suo membro.
Infatti nel 1999, senz’alcun mandato Onu, attaccò la Serbia di Milosevic che non aveva attaccato nessun membro Nato: oltre 2 mila morti, quasi tutti civili.
Nel 2001, senza mandati specifici dell’Onu, invase l’Afghanistan dei talebani, che non avevano attaccato nessun membro Nato: oltre 200 mila morti, più 80 mila in Pakistan.
Nel 2003, sempre senza avallo preventivo dell’Onu, Usa, Uk, Italia e Spagna invasero l’Iraq di Saddam Hussein, che non aveva attaccato nessun membro Nato: dagli 800 mila al milione di morti.
Nel 2011, aggirando ancora l’Onu, la Nato bombardò la Libia di Gheddafi, che non aveva attaccato nessun membro Nato, ma fu messo in fuga dalle bombe e brutalmente trucidato.
Milosevic, Saddam e Gheddafi erano i migliori alleati della Russia in Europa, Golfo Persico e Nordafrica: infatti quei bellicisti dei russi si fecero l’idea che la Nato fosse un’alleanza offensiva contro di loro, che avevano sciolto il Patto di Varsavia nel 1991. Nel 1990 la Nato aveva pure promesso a Gorbaciov di non allargarsi di un palmo oltre il confine tedesco dopo la riunificazione delle Germanie. Poi purtroppo passò da 16 a 32 membri e nel 2008 annunciò l’ingresso di altri due vicini di casa della Russia: Ucraina e Georgia.
Forse, mentre tutto ciò accadeva, Mattarella risiedeva su un altro pianeta o si occupava di giardinaggio?
Macché: dal 1983 al 2008 fu deputato, poi giudice costituzionale e infine, dal 2015, capo dello Stato. Nel 1999, quando l’Italia partecipò ai 78 giorni di bombardamenti su Belgrado e il Kosovo, con 1.200-2.500 morti (quasi tutti civili) e fiumane di profughi, e chiamò la prima guerra in Europa dal 1945 “ingerenza umanitaria”, un certo Sergio Mattarella era vicepremier e subito dopo divenne ministro della Difesa.
Ma magari era un omonimo.
Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/04/17/uno-smemorato-nato/7516174/
Il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2024
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno parte: uniti nella difesa della libertà e della democrazia”.
Possono ben testimoniarlo i giornalisti e gli oppositori arrestati, i manifestanti repressi e i curdi bombardati nella Turchia dell’alleato Erdogan. Il Presidente, in vena di scoop, ha aggiunto che la Nato “non è mai venuta meno” alla “funzione deterrente di garanzia della pace in Europa” e a “regole e principi che trovano ancoraggio nella Carta dell’Onu” per “il diritto di tutti gli Stati all’autodifesa”, “a dispetto della retorica bellicista russa tesa ad attribuirle inesistenti logiche aggressive ed espansionistiche”.
Certo, come no: la Nato è un’alleanza difensiva che attacca solo chi aggredisce un suo membro.
Infatti nel 1999, senz’alcun mandato Onu, attaccò la Serbia di Milosevic che non aveva attaccato nessun membro Nato: oltre 2 mila morti, quasi tutti civili.
Nel 2001, senza mandati specifici dell’Onu, invase l’Afghanistan dei talebani, che non avevano attaccato nessun membro Nato: oltre 200 mila morti, più 80 mila in Pakistan.
Nel 2003, sempre senza avallo preventivo dell’Onu, Usa, Uk, Italia e Spagna invasero l’Iraq di Saddam Hussein, che non aveva attaccato nessun membro Nato: dagli 800 mila al milione di morti.
Nel 2011, aggirando ancora l’Onu, la Nato bombardò la Libia di Gheddafi, che non aveva attaccato nessun membro Nato, ma fu messo in fuga dalle bombe e brutalmente trucidato.
Milosevic, Saddam e Gheddafi erano i migliori alleati della Russia in Europa, Golfo Persico e Nordafrica: infatti quei bellicisti dei russi si fecero l’idea che la Nato fosse un’alleanza offensiva contro di loro, che avevano sciolto il Patto di Varsavia nel 1991. Nel 1990 la Nato aveva pure promesso a Gorbaciov di non allargarsi di un palmo oltre il confine tedesco dopo la riunificazione delle Germanie. Poi purtroppo passò da 16 a 32 membri e nel 2008 annunciò l’ingresso di altri due vicini di casa della Russia: Ucraina e Georgia.
Forse, mentre tutto ciò accadeva, Mattarella risiedeva su un altro pianeta o si occupava di giardinaggio?
Macché: dal 1983 al 2008 fu deputato, poi giudice costituzionale e infine, dal 2015, capo dello Stato. Nel 1999, quando l’Italia partecipò ai 78 giorni di bombardamenti su Belgrado e il Kosovo, con 1.200-2.500 morti (quasi tutti civili) e fiumane di profughi, e chiamò la prima guerra in Europa dal 1945 “ingerenza umanitaria”, un certo Sergio Mattarella era vicepremier e subito dopo divenne ministro della Difesa.
Ma magari era un omonimo.
Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/04/17/uno-smemorato-nato/7516174/
Il Fatto Quotidiano
Uno smemorato Nato - Il Fatto Quotidiano
Dopo giorni di tregenda e notti insonni per la dipartita di Amadeus dalla Rai, stavamo quasi per perderci le clamorose rivelazioni di Sergio Mattarella nel 75° compleanno della Nato. Che “non ha mai tradito l’impegno di garanzia per i 32 Paesi che ne fanno…