Comitato Contro La Guerra Milano
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L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

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“DECISIONE AJA SU GAZA BRUTTO COLPO PER ISRAELE, NESSUNO PUÒ PIÙ VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE”
Intervista a Micaela Frulli, docente di Diritto Internazionale all’Università di Firenze
Riccardo Amati, 26/01/2024

"È arrivata a un passo dall’ordinare esplicitamente la cessazione delle ostilità. Praticamente lo ha parafrasato, quell’ordine. Che sotto traccia c’è”. Secondo Micaela Frulli, la decisione della Corte internazionale di giustizia è “storica” ed è un brutto colpo per Israele, che presentandosi alle udienze si è praticamente messo in una trappola e difficilmente potrà sorvolare su quanto deciso, come ha fatto altre volte di fronte al diritto internazionale. E l’ordinanza dell’Aja, se tecnicamente riguarda solo lo Stato ebraico e il Sudafrica che lo accusa, deve “mettere sull'attenti” anche gli Stati terzi parte della Convenzione sul genocidio. Perché dichiara “plausibile” il rischio genocidario nella Striscia.

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GLI USA (E I LORO SERVI) CE L’HANNO CON UNRWA PER UNA RAGIONE: DOCUMENTA IL GENOCIDIO DI ISRAELE
Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2024

Il 26 gennaio, il Commissario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha aperto un’indagine su alcuni dipendenti sospettati di essere coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele e li ha licenziati. Tutto questo sulla sola segnalazione da parte delle autorità israeliane che non hanno ad oggi prodotto alcun dossier con prove documentali.

Lazzarini sperava di poter proteggere la capacità dell’agenzia di poter fornire assistenza umanitaria ma sottovalutava la volontà di vendetta che covava nei confronti della sua agenzia. A distanza di un’ora dalla comunicazione ufficiale il Dipartimento di Stato degli Usa aveva già deciso di sospendere i finanziamenti all’Unrwa.

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Segnaliamo e invitiamo a partecipare al seguente presidio a cui abbiamo aderito. Domani alle ore 15.00 in Largo Cairoli a Milano.

JULIAN ASSANGE: L'ESTRADIZIONE È VICINA, FERMIAMOLA PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE!

ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.

Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.
Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.

Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda.

Per queste ragioni è necessario mobilitarsi fin da subito in vista del GIORNO X, così definito il primo giorno dell'udienza finale.

DOMENICA 4 FEBBRAIO DALLE ORE 15.00 IN LARGO CAIROLI A MILANO

È in corso la raccolta adesioni valida sia per la manifestazione di domenica 4 febbraio h.15:00 in Largo Cairoli sia per quella di martedì 20 febbraio h. 17:00 in piazza del Liberty scrivendo alla email comitatoassange@libero.it

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1489354468576812/
COMMENTO DI MARIA ZAKHAROVA, RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO, IN RELAZIONE ALLA DECISIONE DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA DI RESPINGERE LE ACCUSE MOSSE DALL’UCRAINA ALLA RUSSIA PER VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE SUL GENOCIDIO

Il 2 febbraio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha emesso una sentenza sul caso “Ucraina contro Russia: interpretazione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”. Al momento, la decisione si limita alla questione procedurale relativa alle competenze della Corte. Tuttavia, già in questa fase preliminare, il caso montato dall’Ucraina è stato smontato: la Corte ha interamente respinto tutte le dichiarazioni dell’Ucraina, secondo cui la Russia, per giustificare l’avvio dell'Operazione Militare Speciale, avrebbe abusato della Convenzione, violandola.

La Corte ha ascoltato le obiezioni preliminari della Russia e ha convenuto che le accuse mosse da Kiev non hanno nulla a che vedere con la Convenzione. Non si tratta affatto, peraltro, di un genocidio che la Russia avrebbe commesso o del mancato adempimento dei suoi obblighi volti a prevenirlo: al contrario, Kiev sostiene che la Russia avrebbe attuato la Convenzione «con troppo zelo», lanciando, l'Operazione Militare Speciale, senza sufficienti prove, per proteggere il Donbass dal genocidio. Come noto, tuttavia, l'Operazione Militare Speciale si fonda sul diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta dell'ONU, come è stato notificato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. È stata proprio l’escalation militare da parte delle Forze Armate ucraine, che hanno intensificato gli attacchi armati contro le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk, a causare la reazione di Mosca.

Neppure l’inusitato coinvolgimento nel conflitto dell’“Occidente collettivo” ha aiutato Kiev. Ben 47 Paesi (per lo più membri della NATO e dell’UE) hanno dichiarato la propria intenzione di sostenere l’Ucraina aderendo al processo; tra questi, 33 Paesi hanno presentato rilevanti istanze già nella fase giurisdizionale. La Russia ha bloccato l'adesione americana: gli stessi Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia ai sensi di questa Convenzione. In sintesi, nel settembre 2023, 32 squadre di legali (Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Canada, Cipro, Lettonia, Lituania, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda , Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Estonia) erano intervenute a turno alle udienze della Corte dell'Aia, trasformandole in una vera e propria farsa.

Merita notare che, in precedenza, sempre gli stessi Paesi della NATO, accusati dalla Serbia di aver violato, col bombardamento della Jugoslavia, la Convenzione sul genocidio, avevano sostenuto davanti alla stessa Corte che la Convenzione non regola questioni relative all’uso della forza e che la campagna militare per “proteggere” gli albanesi del Kosovo era legale. All’epoca, la Corte Internazionale di Giustizia aveva accolto queste posizioni, respingendo l’istanza serba. Naturalmente, la Russia lo ha fatto presente alla Corte. Da tempo, il nostro Paese aveva avvertito l’Occidente che il Kosovo gli si sarebbe ritorto contro. E questo è successo per l’ennesima volta.

In definitiva, alla Corte resta da affrontare una sola questione: se l’Ucraina abbia commesso un genocidio in Donbass. Ovvero, Kiev stessa, in relazione alle sue proprie rivendicazioni, si è messa sul banco degli imputati. Non resta che applaudire i “mastri” kieviani e i loro mecenati occidentali: si sono dati da soli la zappa sui piedi.

Fonte: Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana (02/02/2024)
https://telegra.ph/Commento-di-Maria-Zakharova-Rappresentante-Ufficiale-del-Ministero-degli-Affari-Esteri-della-Federazione-Russa-in-relazione-alla-02-02
GLI USA SONO FINITI FUORI DAL MONDO
Pino Arlacchi, 6 febbraio 2024

Quattro sconfitte in quattro conflitti combattuti in meno di due anni. Conflitti ancora in corso, indirizzati verso esiti rovinosi. E non solo per le vittime. Gli Stati Uniti e le loro sfortunate estensioni a Kiev, in Europa e a Tel Aviv hanno perso e stanno perdendo su tutta la linea. In Ucraina, a Gaza, nel Libano e nello Yemen gli ex padroni del pianeta collezionano un fiasco dopo l’altro. Il resto del mondo, il cosiddetto Grande Sud, sta a guardare perplesso questo finale di partita.

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Segnaliamo e invitiamo a partecipare a questo importante presidio a cui abbiamo aderito. Contro l'estradizione negli USA del giornalista di WikiLeaks Julian Assange e per la sua liberazione.

JULIAN ASSANGE: IL GIORNO X È ARRIVATO, FERMIAMO L'ESTRADIZIONE!

ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.

Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.

Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.

Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda. Per queste ragioni, in coordinamento con la campagna globale promossa dalla moglie Stella Assange, partecipiamo alla manifestazione del GIORNO X:

MARTEDì 20 FEBBRAIO DALLE ORE 17.00 DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO IN PIAZZA DEL LIBERTY A MILANO

È in corso la raccolta adesioni scrivendo alla email comitatoassange@libero.it

Questo l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/753229893024236
L'Ambasciata israeliana presso la Santa Sede, tramite un comunicato ufficiale in risposta alle dichiarazioni del Vaticano sulla carneficina in atto a Gaza, dichiara senza mezzi termini come i civili palestinesi siano considerati parte attiva del “progetto di Hamas”. Ciò significa che per Israele i civili a Gaza sono un legittimo obiettivo militare.

"Gran parte del 'progetto' di Hamas, vale a dire la costruzione di questa infrastruttura terroristica senza precedenti, è stato attivamente sostenuto dalla popolazione civile locale. I civili di Gaza hanno anche partecipato attivamente all'invasione non provocata del 7 ottobre nel territorio israeliano, uccidendo, violentando e prendendo civili in ostaggio."

Fonte: Israel in HolySee (14/02/2024)
https://twitter.com/IsraelinHolySee/status/1757772849383694727
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ONU: ENNESIMO VETO USA CONTRO RISOLUZIONE PER UN CESSATE IL FUOCO A GAZA

Ieri, per la terza volta, gli Stati Uniti hanno imposto il veto contro una risoluzione presentata dall'Algeria all'interno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, in cui si chiedeva un immediato cessate il fuoco a Gaza. Assieme all'astensione britannica, l'azione statunitense protegge Israele alle Nazioni Unite e li rende compici del massacro in atto in Palestina.

Sull'esito della risoluzione, la Cina ha espresso ufficialmente il proprio disappunto:
CINA: STATI UNITI SPINGONO LA SITUAZIONE DI GAZA IN UNA POSIZIONE PERICOLOSA
https://italian.cri.cn/2024/02/21/ARTITxZATxH32lHLWP17UWjF240221.shtml

Fonte video:
https://youtu.be/I7oMWAge_78
Invitiamo a partecipare all'iniziativa promossa dal Coordinamento per la Pace - Milano e organizzata con il nostro contributo:

GUERRA E DEMOCRAZIA

SABATO 2 MARZO ALLE ORE 15.00, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO, VIA FESTA DEL PERDONO 7 - AULA 211

Oggi l’Occidente in declino ha imboccato una strada estremamente pericolosa a sostegno della guerra, in nome di un ordine mondiale che non esiste più. Nel tentativo anacronistico di fermare il corso della storia, combatte contro un assetto mondiale emergente, il quale è ritenuto più equo e più sicuro dalla maggioranza degli Stati del pianeta.

I conflitti ancora in corso, tra i quali Ucraina, Palestina, Libano e Yemen, stanno costando centinaia di migliaia di vittime e sono indirizzati verso esiti rovinosi. Stati Uniti ed alleati a Kiev, in Europa e a Tel Aviv stanno collezionando un fiasco dietro l'altro.

Anche i lavoratori del nostro Paese ne stanno pagando il prezzo.

Questa guerra evidenzia ancora una volta come negli ultimi decenni sia avvenuto un processo di deterioramento della democrazia: rimangono le forme, ma si concentrano i poteri e si perdono rappresentanza e partecipazione.

Con il futuro di guerra che ci stanno presentando come "inevitabile", questo processo di deterioramento della democrazia non può che accelerare. Non è più tempo di rimanere spettatori passivi: tutti noi lottiamo per un futuro di Pace.

Ne parleremo con:

ENRICO VIGNA
Iniziativa Mondo Multipolare / CIVG - Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
"Dal mondo unipolare a quello multipolare"

ANDREA FUMAGALLI
Professore associato di Economia Politica, Università di Pavia
"Potenze economico-finanaziarie in ascesa ed economia di guerra in Occidente"

MANUELE BONACCORSI
Giornalista, inviato di Report
"Propaganda di guerra e informazione"

Per aderire come organizzazione o singolo al Coordinamento per la Pace - Milano scrivere alla seguente mail: coordinamentoperlapacemilano@gmail.com

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Invitiamo a partecipare all'iniziativa promossa dal Coordinamento per la Pace - Milano e organizzata con il nostro contributo

GUERRA E DEMOCRAZIA: SABATO 2 MARZO ALLE ORE 15.00, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO, VIA FESTA DEL PERDONO 7 - AULA 211

Qui l'evento Facebook:
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Semyon Isaakovich Kantor, eroe dell'Armata Rossa, ci ha lasciato ieri, martedì 27 febbraio 2024, a quasi cent'anni.

A 17 anni, nel 1941, si offrì volontario per scavare trincee anticarro contro l'avanzata delle truppe nazifasciste. Nel marzo 1943 venne selezionato e addestrato come paracadutista diventando geniere della 18a brigata aviotrasportata. Nel marzo 1944 fu inviato all'istituto militare di lingue straniere per un corso di 6 mesi, formazione che gli permise prima di diventare traduttore di battaglione e successivamente di interrogare i prigionieri tedeschi durante la Liberazione dell'Ungheria. Prese parte alla Liberazione delle seguenti città: Zirec, Papa, Wiener Neustadt, Neuenkirchen, Vienna e Korneyburg.

Dopo la Vittoria sul nazifascismo nella Grande Guerra Patriottica, continuò a fornire il proprio contributo per la realizzazione del Socialismo sviluppando l'agricoltura statale in qualità di direttore della grande colonia agricola Yaltaysky in Kazakistan, tornando poi a Mosca per lavorare nell'officina del 1° autoparco di autobus di linea.

In pensione non ha mai smesso di occuparsi del futuro del proprio Paese.

Come Casa Rossa, Comitato Contro La Guerra Milano e Brigata Garibaldi Immortale abbiamo avuto il privilegio di ospitarlo alla conferenza sulla Grande Guerra Patriottica il 13 aprile 2019 proprio nella nostra sede.

Assieme a lui, al KPRF Italia e al Reggimento Immortale, abbiamo celebrato l'Anniversario della Liberazione d'Italia, sfilando in corteo il 25 Aprile del 2017 e 2019 a Milano, ritenendo imprescindibile ricordare unite la lotta di Liberazione dei Partigiani italiani con quella dei Partigiani sovietici e dell'Armata Rossa contro la barbarie nazifascista; sottolineando la storia comune di amicizia e fratellanza fra il popolo italiano e quello russo, in particolar modo nel contesto della guerra attualmente in corso, la quale ci sta riportando in uno dei periodi più bui dell'Europa e del mondo.

Forte è il dolore per questa perdita che pesa come un macigno. Uomini come lui sono merce sempre più rara in questi tempi ed è per questo che onoreremo la sua memoria, continuando a portare avanti i valori per cui Semyon Isaakovich Kantor si è battuto tutta la vita.

Lo faremo sin dalle prossime commemorazioni della Vittoria sul nazifascismo, in occasione del 25 Aprile e del 9 Maggio. Lo faremo con tutti i nostri Compagni, con i suoi cari, a cui ci stringiamo attorno in questo momento difficile, e assieme a tutti coloro che stanno dalla parte della civiltà contro la barbarie.

Concludiamo con le parole di Ernest Hemingway, fondamentali per rendere onore alla Storia e a uomini come Semyon:
"Ogni essere umano che ami la libertà deve più ringraziamenti all'Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare in tutta la sua vita!"

Grazie Compagno Semyon!
Che la terra ti sia lieve.

I compagni e gli amici del Comitato Contro La Guerra Milano,
28 febbraio 2024

MILANO ACCOGLIE IL VETERANO DELL'ARMATA ROSSA SEMYON KANTOR, COSÌ SI SALUTANO GLI EROI! (25 APRILE 2019)
https://fb.watch/qv9HN2dyF5/

IL VIDEO DELLA BRIGATA IMMORTALE AL CORTEO DEL 25 APRILE 2017 A MILANO
Con Semion Kantor, veterano della 114sima divisione dell'Armata Rossa che liberò Vienna
https://fb.watch/qv9KSiPAAV/

INCONTRO CON KANTOR SEMYON ISAAKOVICH, VETERANO DELL'ARMATA ROSSA (13 APRILE 2019)
https://youtu.be/ExdQ1fmRcZo
UKRAINE ON FIRE DI OLIVER STONE

SABATO 9 MARZO 2024 ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2 MILANO (MM1 TURRO)

Sui mezzi di informazione ci viene raccontato come il 24 febbraio 2022 e il 7 ottobre 2023 dei cattivi di turno abbiano deciso inaspettatamente di scatenare delle guerre devastanti, perché in fondo non potevano tollerare l’esistenza di nazioni così benestanti, civili, libere e democratiche.

Ci sono buoni e cattivi, aggrediti e aggressori, ma nel mondo reale non è mai così scontato distinguerli ed i conflitti non scoppiano mai all’improvviso: si preparano con anni di anticipo e hanno origini e sviluppi anche nei decenni precedenti.

Persino Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, dopo un fiasco dietro l’altro, si è dovuta togliere l’abito da cantastorie senza mai togliersi il proprio elmetto, confessando che le guerre vanno preparate: "potenziare la nostra capacità industriale della difesa nei prossimi cinque anni", riferendosi al rischio di una guerra diretta con la Russia. Eventualità che si prospetta sempre più incombente.

Per approfondire le cause del conflitto ucraino, proietteremo il docufilm Ukraine on Fire, di Oliver Stone e Igor Lopatonok, nel quale si parla della storia dell’Ucraina a partire dal XVII secolo fino al 2016. Sono documentati eventi significativi come il collaborazionismo filonazista ucraino nella seconda guerra mondiale, il colpo di Stato di Euromaidan del 2014 e il ruolo svolto dalle formazioni filo naziste; il referendum sullo status della Crimea, la strage di Odessa, la guerra contro il Donbass e altro.

Alle ore 18.00 introdurrà ANDREA LUCIDI, reporter e giornalista in collegamento dalla Russia.

Dalle ore 20.00 cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 7 marzo al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

Comitato Contro La Guerra Milano

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1102407701099146/
Il menù della cena che si terrà questo sabato in Casa Rossa, subito dopo l'iniziativa delle ore 18.00 "Ukraine on Fire di Oliver Stone". Per la cena chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 7 marzo al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

Qui l'evento Facebook:
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Comitato Contro La Guerra Milano pinned «UKRAINE ON FIRE DI OLIVER STONE SABATO 9 MARZO 2024 ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2 MILANO (MM1 TURRO) Sui mezzi di informazione ci viene raccontato come il 24 febbraio 2022 e il 7 ottobre 2023 dei cattivi di turno abbiano deciso inaspettatamente…»