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ATTACCHI AEREI CONTRO GLI HOUTHI YEMENITI
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato una serie di attacchi contro gli Houthi dello Yemen.
Diversi attacchi aerei hanno colpito anche la capitale yemenita, Sanaa, secondo quanto riferito dai media locali.
“Washington e Londra pagheranno un prezzo elevato per gli attacchi allo Yemen”, ha affermato il vice ministro degli Esteri del paese, Hussein al-Azi.
Fonte: Andrea Lucidi (12/01/2024)
https://t.me/Andrea_lucidi/3249
AGGIORNAMENTO:
Oggi si terrà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - dietro la richiesa della Russia - in relazione agli attacchi di Usa e Inghilterra contro lo Yemen: https://it.abna24.com/story/1428789
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato una serie di attacchi contro gli Houthi dello Yemen.
Diversi attacchi aerei hanno colpito anche la capitale yemenita, Sanaa, secondo quanto riferito dai media locali.
“Washington e Londra pagheranno un prezzo elevato per gli attacchi allo Yemen”, ha affermato il vice ministro degli Esteri del paese, Hussein al-Azi.
Fonte: Andrea Lucidi (12/01/2024)
https://t.me/Andrea_lucidi/3249
AGGIORNAMENTO:
Oggi si terrà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - dietro la richiesa della Russia - in relazione agli attacchi di Usa e Inghilterra contro lo Yemen: https://it.abna24.com/story/1428789
MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO?
SABATO 20 GENNAIO 2024 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING
Dalla guerra in corso tra la Nato e la Russia, attraverso l’Ucraina, si è avviata una nuova fase della storia mondiale. Oggi l’Occidente ha imboccato una strada estremamente pericolosa a sostegno della guerra permanente alimentata dall’imperialismo USA, potenza economica in declino, nel tentativo anacronistico di mantenere il dominio unipolare e fermare il corso della storia.
Una guerra questa che si svolge non solo sul piano militare, ma anche economico-finanziario e ideologico-culturale, la quale si caratterizza sempre più come uno scontro a livello mondiale e che apre di volta in volta diversi fronti, tra cui quello mediorientale.
Quella di Israele contro la Palestina è di certo una delle guerre più evidenti e durature della storia contemporanea. Da decenni vengono dimostrati i crimini e le continue provocazioni da parte israeliana contro la popolazione palestinese e i suoi territori, assieme alla violazione delle risoluzioni ONU le quali non lasciano dubbi sul carattere apertamente colonialista dell'occupazione israeliana, oggi impegnata nella carneficina in atto contro la popolazione palestinese e nel difendersi dall’accusa di genocidio presentata dal Sudafrica.
Dai territori occupati palestinesi, la guerra coinvolge il Libano, la Siria, l’Iraq, mentre principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna e Bahrein hanno attaccato lo Yemen estendendo così la guerra nel Mar Rosso, via marittima strategica per i commerci tra l’Asia e l’Europa.
Alle ore 18.00, discuteremo dell’attuale situazione in Medio Oriente in collegamento con CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente), con il quale cercheremo di approfondire ciò che sta accadendo. A seguire in collegamento con MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo), con la quale proveremo ad esporre il quadro dei gruppi politici definiti “terroristi” da Israele e dall’Occidente, soffermandoci in particolare sul movimento degli Houthi yemeniti.
Dalle ore 20.00 cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 18 gennaio al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Comitato Contro La Guerra Milano
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1327204651270006/
SABATO 20 GENNAIO 2024 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING
Dalla guerra in corso tra la Nato e la Russia, attraverso l’Ucraina, si è avviata una nuova fase della storia mondiale. Oggi l’Occidente ha imboccato una strada estremamente pericolosa a sostegno della guerra permanente alimentata dall’imperialismo USA, potenza economica in declino, nel tentativo anacronistico di mantenere il dominio unipolare e fermare il corso della storia.
Una guerra questa che si svolge non solo sul piano militare, ma anche economico-finanziario e ideologico-culturale, la quale si caratterizza sempre più come uno scontro a livello mondiale e che apre di volta in volta diversi fronti, tra cui quello mediorientale.
Quella di Israele contro la Palestina è di certo una delle guerre più evidenti e durature della storia contemporanea. Da decenni vengono dimostrati i crimini e le continue provocazioni da parte israeliana contro la popolazione palestinese e i suoi territori, assieme alla violazione delle risoluzioni ONU le quali non lasciano dubbi sul carattere apertamente colonialista dell'occupazione israeliana, oggi impegnata nella carneficina in atto contro la popolazione palestinese e nel difendersi dall’accusa di genocidio presentata dal Sudafrica.
Dai territori occupati palestinesi, la guerra coinvolge il Libano, la Siria, l’Iraq, mentre principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna e Bahrein hanno attaccato lo Yemen estendendo così la guerra nel Mar Rosso, via marittima strategica per i commerci tra l’Asia e l’Europa.
Alle ore 18.00, discuteremo dell’attuale situazione in Medio Oriente in collegamento con CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente), con il quale cercheremo di approfondire ciò che sta accadendo. A seguire in collegamento con MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo), con la quale proveremo ad esporre il quadro dei gruppi politici definiti “terroristi” da Israele e dall’Occidente, soffermandoci in particolare sul movimento degli Houthi yemeniti.
Dalle ore 20.00 cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 18 gennaio al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Comitato Contro La Guerra Milano
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Medio Oriente in fiamme: la guerra si estende allo Yemen e al Mar Rosso. Resistenza o terrorismo?
Event in Milan by Comitato Contro La Guerra Milano on Saturday, January 20 2024
Comitato Contro La Guerra Milano pinned «MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO? SABATO 20 GENNAIO 2024 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Dalla guerra in corso tra la Nato…»
IL PARTITO DEL POPOLO PALESTINESE ACCOGLIE LA PROPOSTA CINESE E SOTTOLINEA L'INTEGRITÀ TERRITORIALE DELL'AUSPICATO STATO PALESTINESE
Palestinian People's Party, 15 gennaio 2024
Il Palestinian People's Party ha accolto con favore la proposta cinese presentata oggi dal ministro degli Esteri Wang Yi, il quale chiede di organizzare una conferenza di pace internazionale più seria e affidabile, basata su decisioni di legittimità, e di trovare un accordo politico per attuare la soluzione a due Stati con un calendario specifico e chiaro.
Il People's Party ha dichiarato in un comunicato stampa che la questione e il futuro della Striscia di Gaza fanno parte della soluzione politica basata sull'unità politica e geografica dei territori dell'auspicato Stato palestinese. Ha sottolineato quanto affermato nella proposta cinese, ovvero che qualsiasi futura misura per governare Gaza deve rispettare pienamente la volontà del popolo palestinese e sostenere i suoi interessi e l'unità delle sue istituzioni.
A conclusione della sua dichiarazione, il People's Party ha sottolineato l'importanza di un coordinamento congiunto con la Cina e la Russia, come necessità improrogabile per affrontare la collusione americana nella guerra genocida israeliana contro il nostro popolo e per frenare le sue politiche ostili.
Fonte:
https://www.ppp.ps/ar_page.php?id=1ad9daay28155306Y1ad9daa
Palestinian People's Party, 15 gennaio 2024
Il Palestinian People's Party ha accolto con favore la proposta cinese presentata oggi dal ministro degli Esteri Wang Yi, il quale chiede di organizzare una conferenza di pace internazionale più seria e affidabile, basata su decisioni di legittimità, e di trovare un accordo politico per attuare la soluzione a due Stati con un calendario specifico e chiaro.
Il People's Party ha dichiarato in un comunicato stampa che la questione e il futuro della Striscia di Gaza fanno parte della soluzione politica basata sull'unità politica e geografica dei territori dell'auspicato Stato palestinese. Ha sottolineato quanto affermato nella proposta cinese, ovvero che qualsiasi futura misura per governare Gaza deve rispettare pienamente la volontà del popolo palestinese e sostenere i suoi interessi e l'unità delle sue istituzioni.
A conclusione della sua dichiarazione, il People's Party ha sottolineato l'importanza di un coordinamento congiunto con la Cina e la Russia, come necessità improrogabile per affrontare la collusione americana nella guerra genocida israeliana contro il nostro popolo e per frenare le sue politiche ostili.
Fonte:
https://www.ppp.ps/ar_page.php?id=1ad9daay28155306Y1ad9daa
www.ppp.ps
حزب الشعب يرحب بالمقترح الصيني ويؤكد على وحدة أراضي الدولة الفلسطينية المنشودة
Il menù della cena che si terrà questo sabato in Casa Rossa, subito dopo l'iniziativa delle ore 18.00 "Medio Oriente in fiamme: la guerra si estende allo Yemen e al Mar Rosso. Resistenza o terrorismo?". Per la cena chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 18 gennaio al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1327204651270006
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https://www.facebook.com/events/1327204651270006
ANSA.it
Nato, 'la pace non è più scontata, dobbiamo essere pronti'
Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato "devono capire" che non si può più dare la pace per "scontata" nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari "con uomini e mezzi". (ANSA)
Detto da una organizzazione che fa capo in ogni sua decisione agli Stati Uniti, i quali hanno inviato decine di miliardi in armamenti verso l'Ucraina e Israele, ostacolando ogni soluzione diplomatica di buon senso per un cessate il fuoco, fa pensare a una precisa volontà offensiva anziché a una necessità difensiva.
NATO, 'LA PACE NON È PIÙ SCONTATA, DOBBIAMO ESSERE PRONTI'
ANSA, 18 gennaio 2024
Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato "devono capire" che non si può più dare la pace per "scontata" nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari "con uomini e mezzi".
Lo ha detto il Presidente del Comitato militare della Nato, l'ammiraglio Rob Bauer, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore alleati.
Commentando la pubblicazione dei piani militari tedeschi di un possibile scontro con la Russia a est, Bauer ha detto: "non mi pare una novità, Mosca per noi è una minaccia e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure".
Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/18/nato-la-pace-non-e-piu-scontata-dobbiamo-essere-pronti_721be4c4-eb8f-46f6-8489-40a776ea3a34.html
Per approfondimento:
LA NATO PREPARA LA PIÙ IMPONENTE ESERCITAZIONE DALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA: 90MILA SOLDATI AL CONFINE CON LA RUSSIA
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/18/la-nato-prepara-la-piu-imponente-esercitazione-dalla-fine-della-guerra-fredda-90mila-soldati-al-confine-con-la-russia/7415131/
NATO, 'LA PACE NON È PIÙ SCONTATA, DOBBIAMO ESSERE PRONTI'
ANSA, 18 gennaio 2024
Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato "devono capire" che non si può più dare la pace per "scontata" nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari "con uomini e mezzi".
Lo ha detto il Presidente del Comitato militare della Nato, l'ammiraglio Rob Bauer, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore alleati.
Commentando la pubblicazione dei piani militari tedeschi di un possibile scontro con la Russia a est, Bauer ha detto: "non mi pare una novità, Mosca per noi è una minaccia e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure".
Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/18/nato-la-pace-non-e-piu-scontata-dobbiamo-essere-pronti_721be4c4-eb8f-46f6-8489-40a776ea3a34.html
Per approfondimento:
LA NATO PREPARA LA PIÙ IMPONENTE ESERCITAZIONE DALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA: 90MILA SOLDATI AL CONFINE CON LA RUSSIA
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/18/la-nato-prepara-la-piu-imponente-esercitazione-dalla-fine-della-guerra-fredda-90mila-soldati-al-confine-con-la-russia/7415131/
In diretta dalla Casa Rossa Milano, con CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente) e con MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo):
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/1083159069698025/
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/1083159069698025/
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Medio Oriente in fiamme: la guerra si estende allo Yemen e al Mar...
In diretta dalla Casa Rossa Milano, con CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio...
Alcune immagini dell'iniziativa "MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO?", tenuta in Casa Rossa a Milano il 20 gennaio 2024 e a cui hanno partecipato CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente) e MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo).
Qui il video dell'iniziativa:
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/1083159069698025/
Qui il video dell'iniziativa:
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/videos/1083159069698025/
Persino La Repubblica si rende conto del vero piano di Israele...
DISTRUTTI I REGISTRI DELLA STRISCIA, ISRAELE CI HA RIDOTTI A UN POPOLO SENZA IDENTITÀ
Con i bombardamenti degli archivi la gente non ha più documenti, certificati e proprietà
Di Sami al-Ajrami, 23 gennaio 2024
Uno Stato palestinese. Un miraggio di cui si parla tanto. Ma volete una prova concreta del fatto che oggi Israele cerca di impedirne in ogni modo la nascita? Ha sistematicamente distrutto i registri pubblici della Striscia. Qualche giorno fa ha di nuovo bombardato una delle sedi. Questo significa che i palestinesi stanno perdendo le prove del loro passato.
Fonte:
https://www.repubblica.it/esteri/2024/01/23/news/gaza_registri_stato_civile_distrutti-421949842/
DISTRUTTI I REGISTRI DELLA STRISCIA, ISRAELE CI HA RIDOTTI A UN POPOLO SENZA IDENTITÀ
Con i bombardamenti degli archivi la gente non ha più documenti, certificati e proprietà
Di Sami al-Ajrami, 23 gennaio 2024
Uno Stato palestinese. Un miraggio di cui si parla tanto. Ma volete una prova concreta del fatto che oggi Israele cerca di impedirne in ogni modo la nascita? Ha sistematicamente distrutto i registri pubblici della Striscia. Qualche giorno fa ha di nuovo bombardato una delle sedi. Questo significa che i palestinesi stanno perdendo le prove del loro passato.
Fonte:
https://www.repubblica.it/esteri/2024/01/23/news/gaza_registri_stato_civile_distrutti-421949842/
FERMIAMO LA GUERRA ALLO YEMEN!
International Action Center, 11 gennaio 2024
L’International Action Center condanna i governi imperialisti statunitense e britannico per i loro attacchi ingiustificabili allo Yemen dall’11 gennaio. Quest’ultima aggressione è un’espansione diretta della guerra genocida con cui hanno collaborato a Gaza. Ciò coincide con le accuse di quel genocidio contro Israele presentate alla Corte internazionale di giustizia dal Sudafrica.
Questo attacco allo Yemen smaschera le bugie dell’amministrazione Biden sull’adozione di ogni misura necessaria per evitare l’espansione della guerra nella regione. Ancora una volta, dopo le invasioni dell’Iraq, della Libia e dell’Afghanistan, Washington e i suoi alleati della NATO, primo fra tutti il suo partner minore a Londra, hanno attaccato un altro paese nella regione dell’Asia occidentale.
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https://www.facebook.com/photo/?fbid=778463804321267&set=a.640431738124475
International Action Center, 11 gennaio 2024
L’International Action Center condanna i governi imperialisti statunitense e britannico per i loro attacchi ingiustificabili allo Yemen dall’11 gennaio. Quest’ultima aggressione è un’espansione diretta della guerra genocida con cui hanno collaborato a Gaza. Ciò coincide con le accuse di quel genocidio contro Israele presentate alla Corte internazionale di giustizia dal Sudafrica.
Questo attacco allo Yemen smaschera le bugie dell’amministrazione Biden sull’adozione di ogni misura necessaria per evitare l’espansione della guerra nella regione. Ancora una volta, dopo le invasioni dell’Iraq, della Libia e dell’Afghanistan, Washington e i suoi alleati della NATO, primo fra tutti il suo partner minore a Londra, hanno attaccato un altro paese nella regione dell’Asia occidentale.
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Il Comitato Contro La Guerra Milano parteciperà alla manifestazione per la Palestina questo sabato, 27 gennaio, in piazzale Loreto a Milano alle ore 15.00, dietro allo striscione del Coordinamento per la Pace - Milano.
“DECISIONE AJA SU GAZA BRUTTO COLPO PER ISRAELE, NESSUNO PUÒ PIÙ VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE”
Intervista a Micaela Frulli, docente di Diritto Internazionale all’Università di Firenze
Riccardo Amati, 26/01/2024
"È arrivata a un passo dall’ordinare esplicitamente la cessazione delle ostilità. Praticamente lo ha parafrasato, quell’ordine. Che sotto traccia c’è”. Secondo Micaela Frulli, la decisione della Corte internazionale di giustizia è “storica” ed è un brutto colpo per Israele, che presentandosi alle udienze si è praticamente messo in una trappola e difficilmente potrà sorvolare su quanto deciso, come ha fatto altre volte di fronte al diritto internazionale. E l’ordinanza dell’Aja, se tecnicamente riguarda solo lo Stato ebraico e il Sudafrica che lo accusa, deve “mettere sull'attenti” anche gli Stati terzi parte della Convenzione sul genocidio. Perché dichiara “plausibile” il rischio genocidario nella Striscia.
CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/photo/?fbid=780426580791656&set=a.640431738124475
Intervista a Micaela Frulli, docente di Diritto Internazionale all’Università di Firenze
Riccardo Amati, 26/01/2024
"È arrivata a un passo dall’ordinare esplicitamente la cessazione delle ostilità. Praticamente lo ha parafrasato, quell’ordine. Che sotto traccia c’è”. Secondo Micaela Frulli, la decisione della Corte internazionale di giustizia è “storica” ed è un brutto colpo per Israele, che presentandosi alle udienze si è praticamente messo in una trappola e difficilmente potrà sorvolare su quanto deciso, come ha fatto altre volte di fronte al diritto internazionale. E l’ordinanza dell’Aja, se tecnicamente riguarda solo lo Stato ebraico e il Sudafrica che lo accusa, deve “mettere sull'attenti” anche gli Stati terzi parte della Convenzione sul genocidio. Perché dichiara “plausibile” il rischio genocidario nella Striscia.
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GLI USA (E I LORO SERVI) CE L’HANNO CON UNRWA PER UNA RAGIONE: DOCUMENTA IL GENOCIDIO DI ISRAELE
Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2024
Il 26 gennaio, il Commissario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha aperto un’indagine su alcuni dipendenti sospettati di essere coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele e li ha licenziati. Tutto questo sulla sola segnalazione da parte delle autorità israeliane che non hanno ad oggi prodotto alcun dossier con prove documentali.
Lazzarini sperava di poter proteggere la capacità dell’agenzia di poter fornire assistenza umanitaria ma sottovalutava la volontà di vendetta che covava nei confronti della sua agenzia. A distanza di un’ora dalla comunicazione ufficiale il Dipartimento di Stato degli Usa aveva già deciso di sospendere i finanziamenti all’Unrwa.
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https://www.facebook.com/photo/?fbid=782306270603687&set=a.640431738124475
Il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2024
Il 26 gennaio, il Commissario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti ai palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha aperto un’indagine su alcuni dipendenti sospettati di essere coinvolti negli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele e li ha licenziati. Tutto questo sulla sola segnalazione da parte delle autorità israeliane che non hanno ad oggi prodotto alcun dossier con prove documentali.
Lazzarini sperava di poter proteggere la capacità dell’agenzia di poter fornire assistenza umanitaria ma sottovalutava la volontà di vendetta che covava nei confronti della sua agenzia. A distanza di un’ora dalla comunicazione ufficiale il Dipartimento di Stato degli Usa aveva già deciso di sospendere i finanziamenti all’Unrwa.
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Segnaliamo e invitiamo a partecipare al seguente presidio a cui abbiamo aderito. Domani alle ore 15.00 in Largo Cairoli a Milano.
JULIAN ASSANGE: L'ESTRADIZIONE È VICINA, FERMIAMOLA PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE!
ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.
Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.
Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.
Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda.
Per queste ragioni è necessario mobilitarsi fin da subito in vista del GIORNO X, così definito il primo giorno dell'udienza finale.
DOMENICA 4 FEBBRAIO DALLE ORE 15.00 IN LARGO CAIROLI A MILANO
È in corso la raccolta adesioni valida sia per la manifestazione di domenica 4 febbraio h.15:00 in Largo Cairoli sia per quella di martedì 20 febbraio h. 17:00 in piazza del Liberty scrivendo alla email comitatoassange@libero.it
Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1489354468576812/
JULIAN ASSANGE: L'ESTRADIZIONE È VICINA, FERMIAMOLA PER LA LIBERTÀ D'INFORMAZIONE!
ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.
Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.
Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.
Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda.
Per queste ragioni è necessario mobilitarsi fin da subito in vista del GIORNO X, così definito il primo giorno dell'udienza finale.
DOMENICA 4 FEBBRAIO DALLE ORE 15.00 IN LARGO CAIROLI A MILANO
È in corso la raccolta adesioni valida sia per la manifestazione di domenica 4 febbraio h.15:00 in Largo Cairoli sia per quella di martedì 20 febbraio h. 17:00 in piazza del Liberty scrivendo alla email comitatoassange@libero.it
Qui l'evento Facebook:
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COMMENTO DI MARIA ZAKHAROVA, RAPPRESENTANTE UFFICIALE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI RUSSO, IN RELAZIONE ALLA DECISIONE DELLA CORTE INTERNAZIONALE DI GIUSTIZIA DI RESPINGERE LE ACCUSE MOSSE DALL’UCRAINA ALLA RUSSIA PER VIOLAZIONE DELLA CONVENZIONE SUL GENOCIDIO
Il 2 febbraio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha emesso una sentenza sul caso “Ucraina contro Russia: interpretazione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”. Al momento, la decisione si limita alla questione procedurale relativa alle competenze della Corte. Tuttavia, già in questa fase preliminare, il caso montato dall’Ucraina è stato smontato: la Corte ha interamente respinto tutte le dichiarazioni dell’Ucraina, secondo cui la Russia, per giustificare l’avvio dell'Operazione Militare Speciale, avrebbe abusato della Convenzione, violandola.
La Corte ha ascoltato le obiezioni preliminari della Russia e ha convenuto che le accuse mosse da Kiev non hanno nulla a che vedere con la Convenzione. Non si tratta affatto, peraltro, di un genocidio che la Russia avrebbe commesso o del mancato adempimento dei suoi obblighi volti a prevenirlo: al contrario, Kiev sostiene che la Russia avrebbe attuato la Convenzione «con troppo zelo», lanciando, l'Operazione Militare Speciale, senza sufficienti prove, per proteggere il Donbass dal genocidio. Come noto, tuttavia, l'Operazione Militare Speciale si fonda sul diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta dell'ONU, come è stato notificato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. È stata proprio l’escalation militare da parte delle Forze Armate ucraine, che hanno intensificato gli attacchi armati contro le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk, a causare la reazione di Mosca.
Neppure l’inusitato coinvolgimento nel conflitto dell’“Occidente collettivo” ha aiutato Kiev. Ben 47 Paesi (per lo più membri della NATO e dell’UE) hanno dichiarato la propria intenzione di sostenere l’Ucraina aderendo al processo; tra questi, 33 Paesi hanno presentato rilevanti istanze già nella fase giurisdizionale. La Russia ha bloccato l'adesione americana: gli stessi Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia ai sensi di questa Convenzione. In sintesi, nel settembre 2023, 32 squadre di legali (Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Canada, Cipro, Lettonia, Lituania, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda , Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Estonia) erano intervenute a turno alle udienze della Corte dell'Aia, trasformandole in una vera e propria farsa.
Merita notare che, in precedenza, sempre gli stessi Paesi della NATO, accusati dalla Serbia di aver violato, col bombardamento della Jugoslavia, la Convenzione sul genocidio, avevano sostenuto davanti alla stessa Corte che la Convenzione non regola questioni relative all’uso della forza e che la campagna militare per “proteggere” gli albanesi del Kosovo era legale. All’epoca, la Corte Internazionale di Giustizia aveva accolto queste posizioni, respingendo l’istanza serba. Naturalmente, la Russia lo ha fatto presente alla Corte. Da tempo, il nostro Paese aveva avvertito l’Occidente che il Kosovo gli si sarebbe ritorto contro. E questo è successo per l’ennesima volta.
In definitiva, alla Corte resta da affrontare una sola questione: se l’Ucraina abbia commesso un genocidio in Donbass. Ovvero, Kiev stessa, in relazione alle sue proprie rivendicazioni, si è messa sul banco degli imputati. Non resta che applaudire i “mastri” kieviani e i loro mecenati occidentali: si sono dati da soli la zappa sui piedi.
Fonte: Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana (02/02/2024)
https://telegra.ph/Commento-di-Maria-Zakharova-Rappresentante-Ufficiale-del-Ministero-degli-Affari-Esteri-della-Federazione-Russa-in-relazione-alla-02-02
Il 2 febbraio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha emesso una sentenza sul caso “Ucraina contro Russia: interpretazione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio”. Al momento, la decisione si limita alla questione procedurale relativa alle competenze della Corte. Tuttavia, già in questa fase preliminare, il caso montato dall’Ucraina è stato smontato: la Corte ha interamente respinto tutte le dichiarazioni dell’Ucraina, secondo cui la Russia, per giustificare l’avvio dell'Operazione Militare Speciale, avrebbe abusato della Convenzione, violandola.
La Corte ha ascoltato le obiezioni preliminari della Russia e ha convenuto che le accuse mosse da Kiev non hanno nulla a che vedere con la Convenzione. Non si tratta affatto, peraltro, di un genocidio che la Russia avrebbe commesso o del mancato adempimento dei suoi obblighi volti a prevenirlo: al contrario, Kiev sostiene che la Russia avrebbe attuato la Convenzione «con troppo zelo», lanciando, l'Operazione Militare Speciale, senza sufficienti prove, per proteggere il Donbass dal genocidio. Come noto, tuttavia, l'Operazione Militare Speciale si fonda sul diritto all'autodifesa sancito dall'articolo 51 della Carta dell'ONU, come è stato notificato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. È stata proprio l’escalation militare da parte delle Forze Armate ucraine, che hanno intensificato gli attacchi armati contro le Repubbliche Popolari di Doneck e Lugansk, a causare la reazione di Mosca.
Neppure l’inusitato coinvolgimento nel conflitto dell’“Occidente collettivo” ha aiutato Kiev. Ben 47 Paesi (per lo più membri della NATO e dell’UE) hanno dichiarato la propria intenzione di sostenere l’Ucraina aderendo al processo; tra questi, 33 Paesi hanno presentato rilevanti istanze già nella fase giurisdizionale. La Russia ha bloccato l'adesione americana: gli stessi Stati Uniti non riconoscono la giurisdizione della Corte Internazionale di Giustizia ai sensi di questa Convenzione. In sintesi, nel settembre 2023, 32 squadre di legali (Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Canada, Cipro, Lettonia, Lituania, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Nuova Zelanda , Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Francia, Croazia, Repubblica Ceca, Svezia, Estonia) erano intervenute a turno alle udienze della Corte dell'Aia, trasformandole in una vera e propria farsa.
Merita notare che, in precedenza, sempre gli stessi Paesi della NATO, accusati dalla Serbia di aver violato, col bombardamento della Jugoslavia, la Convenzione sul genocidio, avevano sostenuto davanti alla stessa Corte che la Convenzione non regola questioni relative all’uso della forza e che la campagna militare per “proteggere” gli albanesi del Kosovo era legale. All’epoca, la Corte Internazionale di Giustizia aveva accolto queste posizioni, respingendo l’istanza serba. Naturalmente, la Russia lo ha fatto presente alla Corte. Da tempo, il nostro Paese aveva avvertito l’Occidente che il Kosovo gli si sarebbe ritorto contro. E questo è successo per l’ennesima volta.
In definitiva, alla Corte resta da affrontare una sola questione: se l’Ucraina abbia commesso un genocidio in Donbass. Ovvero, Kiev stessa, in relazione alle sue proprie rivendicazioni, si è messa sul banco degli imputati. Non resta che applaudire i “mastri” kieviani e i loro mecenati occidentali: si sono dati da soli la zappa sui piedi.
Fonte: Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana (02/02/2024)
https://telegra.ph/Commento-di-Maria-Zakharova-Rappresentante-Ufficiale-del-Ministero-degli-Affari-Esteri-della-Federazione-Russa-in-relazione-alla-02-02
Telegraph
Commento di Maria Zakharova, Rappresentante Ufficiale del Ministero degli Esteri russo, in relazione alla decisione della Corte…
Ambasciata della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Il 2 febbraio, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha emesso una sentenza sul caso “Ucraina contro Russia: interpretazione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione…
GLI USA SONO FINITI FUORI DAL MONDO
Pino Arlacchi, 6 febbraio 2024
Quattro sconfitte in quattro conflitti combattuti in meno di due anni. Conflitti ancora in corso, indirizzati verso esiti rovinosi. E non solo per le vittime. Gli Stati Uniti e le loro sfortunate estensioni a Kiev, in Europa e a Tel Aviv hanno perso e stanno perdendo su tutta la linea. In Ucraina, a Gaza, nel Libano e nello Yemen gli ex padroni del pianeta collezionano un fiasco dopo l’altro. Il resto del mondo, il cosiddetto Grande Sud, sta a guardare perplesso questo finale di partita.
CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/photo/?fbid=787295170104797&set=a.640431738124475
Pino Arlacchi, 6 febbraio 2024
Quattro sconfitte in quattro conflitti combattuti in meno di due anni. Conflitti ancora in corso, indirizzati verso esiti rovinosi. E non solo per le vittime. Gli Stati Uniti e le loro sfortunate estensioni a Kiev, in Europa e a Tel Aviv hanno perso e stanno perdendo su tutta la linea. In Ucraina, a Gaza, nel Libano e nello Yemen gli ex padroni del pianeta collezionano un fiasco dopo l’altro. Il resto del mondo, il cosiddetto Grande Sud, sta a guardare perplesso questo finale di partita.
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Segnaliamo e invitiamo a partecipare a questo importante presidio a cui abbiamo aderito. Contro l'estradizione negli USA del giornalista di WikiLeaks Julian Assange e per la sua liberazione.
JULIAN ASSANGE: IL GIORNO X È ARRIVATO, FERMIAMO L'ESTRADIZIONE!
ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.
Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.
Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.
Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda. Per queste ragioni, in coordinamento con la campagna globale promossa dalla moglie Stella Assange, partecipiamo alla manifestazione del GIORNO X:
MARTEDì 20 FEBBRAIO DALLE ORE 17.00 DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO IN PIAZZA DEL LIBERTY A MILANO
È in corso la raccolta adesioni scrivendo alla email comitatoassange@libero.it
Questo l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/753229893024236
JULIAN ASSANGE: IL GIORNO X È ARRIVATO, FERMIAMO L'ESTRADIZIONE!
ll 20 e 21 febbraio si terrà presso l'Alta Corte del Regno Unito l'udienza finale sulla richiesta di estradizione di Julian Assange negli USA. Se estradato, il fondatore di WikiLeaks rischia una condanna a 175 anni di carcere per aver svelato i crimini di guerra commessi dagli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq.
Per aver svolto il mestiere di giornalista ha già trascorso 7 anni da rifugiato politico e gli ultimi 5 da prigioniero a Belmarsh, conosciuta come la Guantanamo britannica, subendo una costante tortura psicofisica come riconosciuto da Nils Melzer, Relatore Speciale dell'ONU sulla tortura.
Lui che ha rivelato i crimini di guerra viene perseguitato, coloro che li hanno commessi sono a piede libero. Ricorda ciò che avviene in Palestina dove oltre 100 giornalisti sono stati uccisi dall'indisturbato governo israeliano nel massacro in atto a Gaza.
Colpire Assange non significa soltanto distruggere l'uomo, ma lanciare un messaggio intimidatorio a tutti coloro che fanno del vero giornalismo, libero ed indipendente, di cui ciascuno di noi ha un gran bisogno per comprendere la realtà che ci circonda. Per queste ragioni, in coordinamento con la campagna globale promossa dalla moglie Stella Assange, partecipiamo alla manifestazione del GIORNO X:
MARTEDì 20 FEBBRAIO DALLE ORE 17.00 DAVANTI AL CONSOLATO BRITANNICO IN PIAZZA DEL LIBERTY A MILANO
È in corso la raccolta adesioni scrivendo alla email comitatoassange@libero.it
Questo l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/753229893024236
L'Ambasciata israeliana presso la Santa Sede, tramite un comunicato ufficiale in risposta alle dichiarazioni del Vaticano sulla carneficina in atto a Gaza, dichiara senza mezzi termini come i civili palestinesi siano considerati parte attiva del “progetto di Hamas”. Ciò significa che per Israele i civili a Gaza sono un legittimo obiettivo militare.
"Gran parte del 'progetto' di Hamas, vale a dire la costruzione di questa infrastruttura terroristica senza precedenti, è stato attivamente sostenuto dalla popolazione civile locale. I civili di Gaza hanno anche partecipato attivamente all'invasione non provocata del 7 ottobre nel territorio israeliano, uccidendo, violentando e prendendo civili in ostaggio."
Fonte: Israel in HolySee (14/02/2024)
https://twitter.com/IsraelinHolySee/status/1757772849383694727
"Gran parte del 'progetto' di Hamas, vale a dire la costruzione di questa infrastruttura terroristica senza precedenti, è stato attivamente sostenuto dalla popolazione civile locale. I civili di Gaza hanno anche partecipato attivamente all'invasione non provocata del 7 ottobre nel territorio israeliano, uccidendo, violentando e prendendo civili in ostaggio."
Fonte: Israel in HolySee (14/02/2024)
https://twitter.com/IsraelinHolySee/status/1757772849383694727