Comitato Contro La Guerra Milano
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L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

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Alcune immagini dell'iniziativa "PROIEZIONE DEL FILM ERASMUS IN GAZA E INCONTRO CON IL DOTTOR AQEL TAQZ DI RAMALLAH", tenuta in Casa Rossa a Milano il 3 dicembre 2023 e a cui ha partecipato il Dottor Aqel Taqz, coordinatore del Palestinian Committee for Peace and Solidarity e membro del World Peace Council (Consiglio Mondiale della Pace). Il documentario è stato introdotto da Valeria Bacchelli di Assopace Palestina.

Qui il video dell'approfondimento con il Dottor Taqz:
https://fb.watch/oJQj9yse9f/
ONU, GLI USA VOTANO NO ALLA RISOLUZIONE PER IL CESSATE IL FUOCO NELLA STRISCIA DI GAZA
13 Paesi danno voto favorevole, il Regno Unito si astiene e solo gli Usa votano contro
RaiNews, 8 dicembre 2023

Gli Stati Uniti hanno posto il loro veto alla risoluzione dell’Onu, sostenuta dalla stragrande maggioranza del Consiglio di Sicurezza, per un cessate il fuoco immediato a Gaza. Per essere approvata, la risoluzione emiratina sul cessate il fuoco immediato aveva bisogno che non ci fosse nessun veto da parte di nessuno dei 5 membri permanenti del Consiglio, cioè Usa, Russia, Cina, Francia e Regno Unito.

Il voto del Consiglio di Sicurezza, composto da 15 membri, è stato di 13-1, con l'astensione del Regno Unito. Il vice ambasciatore americano Robert Wood ha criticato il Consiglio dopo il voto per la sua incapacità di condannare gli attacchi di Hamas in Israele e di riconoscere il diritto di Israele a difendersi. Wood sostiene che fermare l'azione militare consentirebbe ad Hamas di continuare a governare e di "piantare solo i semi per la prossima guerra". La bozza di risoluzione era stata presentata dagli Emirati Arabi Uniti, rappresentante arabo in Consiglio, dopo che mercoledì il segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, aveva invocato per la prima volta nel suo mandato l'articolo 99 della Carta Onu, strumento che viene usato per richiamare l'attenzione del Consiglio stesso su una questione che il segretario ritiene possa "minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

Fonte:
https://www.rainews.it/video/2023/12/onu-gli-usa-votano-no-alla-risoluzione-per-il-cessate-il-fuoco-nella-striscia-di-gaza-video-2c569048-8d3c-4671-b63e-a1048af605dc.html
Ieri all'ONU, con 153 voti a favore, è stata ampiamente approvata una risoluzione per un immediato cessate il fuoco a Gaza. Il suo esito non è vincolante, essendo una risoluzione presentata all'interno dell'Assemblea Generale, al contrario delle risoluzioni presentate dal Consiglio di Sicurezza e la cui approvazione è sempre stata impedita dal veto degli Stati Uniti. Si tratta comunque di una importante indicazione politica, in cui si evidenziano 10 voti contrari (fra cui Austria, Repubblica Ceca, Stati Uniti e naturalmente Israele) e 23 astensioni (fra cui Italia, Germania, Regno Unito e Ucraina): Paesi che in particolare si definiscono portatori o esempi della democrazia e dei diritti umani, il cui voto invece giustifica i gravissimi crimini di guerra in corso contro la Palestina e la sua intera popolazione.

Fonte dati: ONU (12/12/2023)
https://twitter.com/UN_News_Centre/status/1734686801699491975
CARLO ROVELLI: “LA GUERRA IN UCRAINA È STATA UN DISASTRO: TEMO UN CONFLITTO MONDIALE”
Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2023

- Professor Rovelli, il mondo si riunisce per realizzare la transizione ecologica e il conclave è presieduto dal sultano degli Emirati Arabi che sul petrolio fa soldi a palate.

Invece di guardare con sospetto gli altri, perché non ci chiediamo cosa fare noi? I Paesi del Golfo si preparano: utilizzano capitali accumulati dal petrolio per diversificare economie. Noi abbiamo ricchezze (l’Italia è la decima potenza economica del mondo) accumulate in tre secoli di colonialismo e per essere stati fra i primi ad entrare nella rivoluzione industriale. Stiamo meglio degli altri: dobbiamo essere i primi a contribuire a salvare tutti dal disastro che si avvicina.

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https://www.facebook.com/photo/?fbid=754718366695811&set=a.640431738124475
ANCHE L'ITALIA NELL'ALLEANZA NAVALE PER IL MAR ROSSO
AGI, 19 dicembre 2023

L'Italia parteciperà con una fregata all'operazione per difendere la navigazione nel Mar Rosso, minacciata dagli attacchi dei ribelli yemeniti Huthi contro i mercantili diretti in Israele. L'annuncio ufficiale è arrivato dopo un videocollegamento a cui hanno partecipato il ministro alla Difesa, Guido Crosetto, e il capo del Pentagono, Lloyd Austin. "L'Italia", ha assicurato Crosetto, "farà la sua parte, insieme alla comunità internazionale, per contrastare l'attività terroristica di destabilizzazione degli Huthi, che abbiamo già condannato pubblicamente, e per tutelare la prosperità del commercio e garantire la libertà di navigazione e il diritto internazionale".

L'invio della fregata europea multi missione 'Virgilio Fasan' nel Mar Rosso era inizialmente previsto per febbraio nell'ambito della missione antipirateria 'Atalanta' ma a questo punto rafforzerà l'operazione 'Prosperity Guardian' lanciata da Washington, a cui dovrebbero aderire alcuni Paesi arabi come l'Egitto e alleati Nato come Francia, Gran Bretagna, Norvegia e Canada, ma non la Russia che si è chiamata fuori. L'operazione sfrutterà le missioni multinazionali già operanti nell'area, compresa la Combined Task Force 153 creata un anno fa dagli Usa per vigilare su Golfo di Aden e Stretto di Bab el-Mandeb.

Le nuove minacce dei ribelli sciiti e filo-iraniani Huthi, arrivati ora a paventare un attacco ogni 12 ore per premere su Israele affinché fermi l'offensiva su Gaza, hanno portato a un'accelerazione sui tempi: già domenica, vigilia di Natale, la fregata italiana dovrebbe attraversare il canale di Suez.

"Durante il colloquio" con Austin, ha riferito il ministro la Difesa, "è stata affermata l'importanza del principio di libera navigazione, valutato l'impatto sul commercio internazionale e discusse le possibili opzioni per garantire la sicurezza delle rotte marittime al fine di prevenire ripercussioni sull'economia internazionale, con pericolose dinamiche sui prezzi delle materie prime".

I fondamentalisti Huthi hanno usato droni, barchini e missili per colpire le rotte commerciali sul Mar Rosso, arrivando persino ad assaltare e dirottare un mercantile, il 22 novembre. Una petroliera norvegese è stata centrata da un missile e la scorsa settimana una fregata francese ha abbattuto due droni lanciati contro una portacontainer. La fregata Fasan, dotata di missili Aster 30 e 15 in grado di garantire protezione in un raggio di 100 chilometri, potrebbe in futuro essere affiancata da una seconda nave italiana.

Media, per Huthi alleanza navale Mar Rosso "inutile"
Dopo la creazione di un'alleanza internazionale navale per proteggere la navigazione marittima nel Mar Rosso, annunciata dal segretario alla Difesa degli Usa Lloyd Austin, gli Huthi dello Yemen, responsabili del lancio di razzi contro le navi commerciali, non cambieranno la loro posizione sul conflitto di Gaza. Lo ha dichiarato alla Reuters l'esponente del movimento yemenita alleato con l'Iran, Mohammed Abdulsalam.

L'alleanza navale guidata dagli Stati Uniti è "essenzialmente inutile", ha osservato, aggiungendo che tutte le acque adiacenti allo Yemen sono sicure, tranne che per le navi israeliane o per quelle dirette in Israele, a causa della "ingiusta guerra di aggressione contro la Palestina".

Fonte:
https://www.agi.it/estero/news/2023-12-19/mar-rosso-attacchi-huthi-coalizione-usa-navi-24499730/
IN SERBIA, DOPO LE ELEZIONI CHE HANNO VISTO UNA SCHIACCIANTE VITTORIA DELLE FORZE GOVERNATIVE, LE FORZE AL SERVIZIO DEGLI INTERESSI OCCIDENTALI HANNO TENTATO UN MAIDAN SERBO. LA RUSSIA HA FORNITO IN ANTICIPO I PIANI ALLA SERBIA
Enrico Vigna, 25 dicembre 2023

Pur tra mille contraddizioni, limiti e gravi incognite sul futuro del paese e della sempre più esplosiva situazione nel Kosovo Metohija, la maggioranza schiacciante è andata ai partiti che hanno finora gestito questa delicata e complessa fase politica interna e internazionale. Nei fatti un voto di contenimento e resistenza ai diktat occidentali e NATO. Mentre le forze filo occidentali e natoidi hanno subito una nuova sconfitta, nonostante gli ingenti investimenti economici e mediatici occidentali, e ora tentano una sorta di rivoluzione colorata/Maidan serba, assaltando il parlamento e scatenando violenze nelle strade.

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https://www.facebook.com/photo/?fbid=759835152850799&set=a.640431738124475
Ieri è stata arrestata nei pressi di Ramallah l’avvocatessa, parlamentare palestinese e attivista femminista Khalida Jarrar, leader dell’ufficio politico del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP, partito della sinistra laica e marxista palestinese). La sua casa è stata invasa dai soldati israeliani nella notte, senza preavviso, sfondando la porta di ingresso e trascinando Jarrar con la forza, come raccontato dal marito.

Dal 2016 ad oggi, Khalida Jarrar è stata imprigionata in detenzione amministrativa almeno quattro volte, senza alcuna accusa né processo, come è avvenuto per centinaia di palestinesi e per molte figure politiche appartenenti al suo e ad altri partiti del proprio Paese (la cui Resistenza è considerata da Israele come terrorismo). Nel 2021 non fu autorizzata dai giudici neppure a partecipare ai funerali della figlia, Suha Jarrar, anch'essa attivista e deceduta all'età di 31 anni per un arresto cardiaco.

Risulta evidente come la presunta guerra per "sradicare" Hamas sia soltanto un atto di propaganda, il quale serve a giustificare il fatto che Israele consideri nemico tutto il popolo palestinese. Per come vengono condotti i brutali attacchi e le incursioni, l'obiettivo di ciascuna azione israeliana è indubbiamente volto a deportare il popolo palestinese e arrestare tutti i leader della resistenza palestinese, ora come nei decenni passati.

Comitato Contro La Guerra Milano,
27 dicembre 2023

Per approfondimento:
https://www.presstv.ir/Detail/2023/12/26/717075/ISRAEL-ARMY-ARREST-PALESTINE-LAWMAKER--JARRAR--WEST-BANK
L'IRAN ALL'ONU: «ABBIAMO IL DIRITTO DI RISPONDERE A ISRAELE»
ANSA, 27 dicembre 2023

"Ai sensi del diritto internazionale e dello Statuto delle Nazioni Unite, nel momento opportuno che sarà ritenuto necessario, l'Iran si riserva il diritto legittimo di rispondere con decisione" a Israele per l'uccisione del generale delle Guardie della Rivoluzione Seyyed Razi Mousavi, in Siria.

Lo ha affermato in una lettera al Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, l'ambasciatore di Teheran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, definendo "un atto terroristico" l'operazione che ha portato alla morte di Mousavi, "a causa di tre missili sparati dalle posizioni del regime israeliano sulle Alture del Golan occupate".

Ieri era stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanani, a sottolineare che Teheran "si riserva il diritto di prendere le misure necessarie e di rispondere a tempo e luogo debiti" dopo l'uccisione di Mousavi

"Il regime sionista ha commesso un nuovo atto terroristico vigliacco ed aggressivo. Questo atto odioso è un nuovo, chiaro segno della natura terroristica del regime sionista", ha aggiunto Kanani. "Dalla sua creazione, il regime israeliano ha commesso ogni genere di crimine, violando ripetutamente e continuamente le regole internazionali"; ha concluso il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran.

Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/12/27/liran-allonu-abbiamo-il-diritto-di-rispondere-a-israele_c7ae1503-647d-4340-a5d5-d5e708b04564.html
Assieme all'attacco israeliano avvenuto ieri in Libano e in cui è stato ucciso il numero due dell’Ufficio politico di Hamas, Saleh al-Arouri, è evidente come il rischio di una escalation in tutta la regione sia sempre più concreto.

DUE ESPLOSIONI TERRORISTICHE A KERMAN IN IRAN CAUSANO ALMENO 103 MORTI E 188 FERITI
PressTV, 03 gennaio 2024


Centinaia di persone sono rimaste uccise e ferite in due esplosioni terroristiche vicino al luogo di sepoltura del generale iraniano Qassem Soleimani nella città di Kerman, durante una cerimonia per il quarto anniversario del suo assassinio. L'organizzazione di emergenza iraniana ha dichiarato che le esplosioni hanno causato 103 morti e 188 feriti, bilancio destinato a salire.

Al momento non è stata rivendicata la responsabilità dell'attacco. Nel frattempo, il gabinetto dei ministri iraniani ha annunciato una giornata di lutto nazionale per giovedì. Il ministro degli Interni iraniano Ahmad Vahidi ha dichiarato alla rete di informazione della Repubblica islamica dell'Iran che presto verrà data una risposta severa ai colpevoli. Ha dichiarato inoltre che gli attentati sono parte di vari complotti per uccidere civili innocenti durante le cerimonie in tutto il Paese, molti dei quali sono stati sventati dai servizi di sicurezza iraniani.

Il capo della magistratura iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha assicurato che gli autori e i responsabili dell'attacco saranno rapidamente individuati e consegnati alla giustizia. Egli ha attribuito la colpa degli attacchi ai terroristi sostenuti dall'arroganza mondiale, i quali nutrono un profondo rancore nei confronti del generale Soleimani, affermando che hanno scelto di vendicarsi contro il popolo dopo che i loro complotti per destabilizzare il Paese sono stati sventati.

Il generale Soleimani, comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniane, e Abu Mahdi al-Muhandis, comandante in seconda delle Unità di Mobilitazione Popolare (PMU) irachene, insieme ai loro compagni, furono assassinati con un attacco di droni autorizzato dall'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad il 3 gennaio 2020.

Entrambi i comandanti erano molto rispettati in tutto il Medio Oriente per il loro ruolo chiave nella lotta al gruppo terroristico Daesh (ISIS) nella regione, in particolare in Iraq e Siria.

In meno di una settimana dall'attacco, i legislatori iracheni approvarono una legge che impone al governo di espellere dal Paese tutte le forze straniere guidate dagli Stati Uniti. L'IRGC prese anche di mira la base di Ain al-Asad, gestita dagli Stati Uniti, nella provincia occidentale irachena di Anbar, con un'ondata di attacchi missilistici come ritorsione per l'assassinio del generale Soleimani.

Fonte:
https://www.presstv.ir/Detail/2024/01/03/717528/terror-attack-in-Iran-Kerman-leave-at-least-20-dead
Il Comitato Contro La Guerra Milano condivide, aderisce e invita a sottoscrivere la seguente lettera indirizzata al nostro Capo dello Stato.

NON IN NOSTRO NOME: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA

Signor Presidente,

noi sottoscritti cittadini e cittadine Suoi connazionali, lavoratori della città e della campagna, studenti e persone impegnate nel mondo della cultura, dell’insegnamento, dell’associazionismo, ci permettiamo di ricordarLe la situazione in atto in Palestina:

- circa 30.000 vittime civili a Gaza, senza contare i presumibili 10.000 sotto le macerie;

- 70.000 feriti che non possono essere adeguatamente curati in ospedali distrutti da Israele;

- 1000 bambini che hanno perso uno o entrambi gli arti inferiori o superiori;

- 90% degli edifici rasi al suolo: “non è rimasto brandello di muro”, dichiarano i pochi osservatori ONU rimasti sul campo;

- una economia, una società, un paesaggio annichiliti.

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I SELFIE DEI SOLDATI ISRAELIANI A GAZA

Immagini, come i seguenti tre video circolati in queste settimane, dimostrano qualcosa di inaccettabile: il completo distacco da ogni valore umano, da parte di chi si compiace scattandosi un selfie, brindando o facendo del sarcasmo mentre fa saltare in aria interi quartieri.
DI CHI È LA GUYANA ESEQUIBA?
PATRIA GRANDE CIVG / ANALISI / SPECIALE ESEQUIBO

A cura di Adelina Bottero, dicembre 2023

I PRECEDENTI STORICI

La disputa territoriale sul territorio dell’Esequibo, che coinvolge Venezuela e Guyana ex-britannica, è uno degli infausti lasciti della colonizzazione che le voracità imperiali continuano ad usare a proprio beneficio. Per capirne le radici e l’attuale portata occorre ripercorrerne, anche per sommi capi, la storia.

Già due anni dopo il primo sbarco di Colombo, quel fatidico 1492 che segnò l’inizio del genocidio e della conquista, i regni di Spagna e Portogallo stabilivano la spartizione del "Nuovo Mondo”, assegnando alla Spagna anche il vasto territorio che dal massiccio di Guyana digrada verso l’Oceano Atlantico, subito sopra l’Equatore.

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ATTACCHI AEREI CONTRO GLI HOUTHI YEMENITI

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato una serie di attacchi contro gli Houthi dello Yemen.
Diversi attacchi aerei hanno colpito anche la capitale yemenita, Sanaa, secondo quanto riferito dai media locali.
“Washington e Londra pagheranno un prezzo elevato per gli attacchi allo Yemen”, ha affermato il vice ministro degli Esteri del paese, Hussein al-Azi.

Fonte: Andrea Lucidi (12/01/2024)
https://t.me/Andrea_lucidi/3249

AGGIORNAMENTO:
Oggi si terrà una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - dietro la richiesa della Russia - in relazione agli attacchi di Usa e Inghilterra contro lo Yemen: https://it.abna24.com/story/1428789
MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO?

SABATO 20 GENNAIO 2024 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING

Dalla guerra in corso tra la Nato e la Russia, attraverso l’Ucraina, si è avviata una nuova fase della storia mondiale. Oggi l’Occidente ha imboccato una strada estremamente pericolosa a sostegno della guerra permanente alimentata dall’imperialismo USA, potenza economica in declino, nel tentativo anacronistico di mantenere il dominio unipolare e fermare il corso della storia.

Una guerra questa che si svolge non solo sul piano militare, ma anche economico-finanziario e ideologico-culturale, la quale si caratterizza sempre più come uno scontro a livello mondiale e che apre di volta in volta diversi fronti, tra cui quello mediorientale.

Quella di Israele contro la Palestina è di certo una delle guerre più evidenti e durature della storia contemporanea. Da decenni vengono dimostrati i crimini e le continue provocazioni da parte israeliana contro la popolazione palestinese e i suoi territori, assieme alla violazione delle risoluzioni ONU le quali non lasciano dubbi sul carattere apertamente colonialista dell'occupazione israeliana, oggi impegnata nella carneficina in atto contro la popolazione palestinese e nel difendersi dall’accusa di genocidio presentata dal Sudafrica.

Dai territori occupati palestinesi, la guerra coinvolge il Libano, la Siria, l’Iraq, mentre principalmente Stati Uniti, Gran Bretagna e Bahrein hanno attaccato lo Yemen estendendo così la guerra nel Mar Rosso, via marittima strategica per i commerci tra l’Asia e l’Europa.

Alle ore 18.00, discuteremo dell’attuale situazione in Medio Oriente in collegamento con CARLO REMENY (giornalista e ex-inviato speciale per gli affari internazionali in Europa centro-orientale e Medio Oriente), con il quale cercheremo di approfondire ciò che sta accadendo. A seguire in collegamento con MARIA MORIGI (archeologa, saggista esperta di Islam e fondamentalismo), con la quale proveremo ad esporre il quadro dei gruppi politici definiti “terroristi” da Israele e dall’Occidente, soffermandoci in particolare sul movimento degli Houthi yemeniti.

Dalle ore 20.00 cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 18 gennaio al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

Comitato Contro La Guerra Milano

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1327204651270006/
Comitato Contro La Guerra Milano pinned «MEDIO ORIENTE IN FIAMME: LA GUERRA SI ESTENDE ALLO YEMEN E AL MAR ROSSO. RESISTENZA O TERRORISMO? SABATO 20 GENNAIO 2024 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING Dalla guerra in corso tra la Nato…»
IL PARTITO DEL POPOLO PALESTINESE ACCOGLIE LA PROPOSTA CINESE E SOTTOLINEA L'INTEGRITÀ TERRITORIALE DELL'AUSPICATO STATO PALESTINESE
Palestinian People's Party, 15 gennaio 2024

Il Palestinian People's Party ha accolto con favore la proposta cinese presentata oggi dal ministro degli Esteri Wang Yi, il quale chiede di organizzare una conferenza di pace internazionale più seria e affidabile, basata su decisioni di legittimità, e di trovare un accordo politico per attuare la soluzione a due Stati con un calendario specifico e chiaro.

Il People's Party ha dichiarato in un comunicato stampa che la questione e il futuro della Striscia di Gaza fanno parte della soluzione politica basata sull'unità politica e geografica dei territori dell'auspicato Stato palestinese. Ha sottolineato quanto affermato nella proposta cinese, ovvero che qualsiasi futura misura per governare Gaza deve rispettare pienamente la volontà del popolo palestinese e sostenere i suoi interessi e l'unità delle sue istituzioni.

A conclusione della sua dichiarazione, il People's Party ha sottolineato l'importanza di un coordinamento congiunto con la Cina e la Russia, come necessità improrogabile per affrontare la collusione americana nella guerra genocida israeliana contro il nostro popolo e per frenare le sue politiche ostili.

Fonte:
https://www.ppp.ps/ar_page.php?id=1ad9daay28155306Y1ad9daa
Il menù della cena che si terrà questo sabato in Casa Rossa, subito dopo l'iniziativa delle ore 18.00 "Medio Oriente in fiamme: la guerra si estende allo Yemen e al Mar Rosso. Resistenza o terrorismo?". Per la cena chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 18 gennaio al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1327204651270006
Detto da una organizzazione che fa capo in ogni sua decisione agli Stati Uniti, i quali hanno inviato decine di miliardi in armamenti verso l'Ucraina e Israele, ostacolando ogni soluzione diplomatica di buon senso per un cessate il fuoco, fa pensare a una precisa volontà offensiva anziché a una necessità difensiva.

NATO, 'LA PACE NON È PIÙ SCONTATA, DOBBIAMO ESSERE PRONTI'
ANSA, 18 gennaio 2024

Le opinioni pubbliche dei Paesi che compongono la Nato "devono capire" che non si può più dare la pace per "scontata" nei prossimi anni e che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società, che deve sostenere i militari "con uomini e mezzi".

Lo ha detto il Presidente del Comitato militare della Nato, l'ammiraglio Rob Bauer, al termine della riunione dei capi di Stato Maggiore alleati.

Commentando la pubblicazione dei piani militari tedeschi di un possibile scontro con la Russia a est, Bauer ha detto: "non mi pare una novità, Mosca per noi è una minaccia e proprio per questo abbiamo sviluppato contromisure".

Fonte:
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/01/18/nato-la-pace-non-e-piu-scontata-dobbiamo-essere-pronti_721be4c4-eb8f-46f6-8489-40a776ea3a34.html

Per approfondimento:
LA NATO PREPARA LA PIÙ IMPONENTE ESERCITAZIONE DALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA: 90MILA SOLDATI AL CONFINE CON LA RUSSIA
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/18/la-nato-prepara-la-piu-imponente-esercitazione-dalla-fine-della-guerra-fredda-90mila-soldati-al-confine-con-la-russia/7415131/