Comitato Contro La Guerra Milano
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L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

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PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA E L'INVIO DI ARMI: CORTEO A MILANO

SABATO 27 MAGGIO 2023, ORE 15.00, PARTENZA DA LARGO CAIROLI (MM1 CAIROLI)

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/955373758823233

Coordinamento per la Pace - Milano
L'ATOMICA E IL COVID
Raniero La Valle, 17 maggio 2023

Cari Amici,

A missione conclusa, si capisce meglio il senso del giro delle Sette Chiese che il presidente Zelensky ha fatto, dalla Polonia a Roma, al Vaticano, a Berlino, a Parigi, a Londra e a Bruxelles. Tre erano i suoi obiettivi: la conferma dell’appoggio politico dei suoi alleati e l’assicurazione che esso non verrà meno anche se la controffensiva annunciata dovesse durare a lungo; chiedere più armi, e soprattutto i caccia per la guerra aerea con la Russia, perché non si vince una guerra senza il dominio del cielo; stanare il Papa, fargli compromettere la sua terzietà e il ruolo di mediatore, annettere anche lui alla crociata dell’Occidente contro la Russia, distoglierlo dal voler parlare con Putin.

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Leggendo attentamente l'articolo si comprende come, attraverso l'agenzia AID, si aggiri il passaggio di un voto parlamentare, che sarebbe obbligato, in merito alla "donazione" di forniture militari. In questo modo la decisione sull'invio delle armi nei teatri di guerra è decisa dal Governo.

SERVONO PROIETTILI PER L’UCRAINA: 15 MILIONI NEL DECRETO LAVORO
Il Fatto Quotidiano, 17 maggio 2023

Giorgia Meloni lo ha ribadito più volte, da ultimo in Parlamento a marzo: inviare armi all’Ucraina non ha un costo per lo Stato e dire il contrario è solo “puerile propaganda”, visto che – è il ragionamento – a Kiev mandiamo avanzi di magazzino. Così però non è: al momento la spesa stimata è di circa 1 miliardo, ma è destinata a salire. La conferma, nel suo piccolo, arriva da una normetta inserita nel “decreto Lavoro”, ora in discussione al Senato.

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Dichiarazione dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, 21 maggio 2023

È stato riferito che il comunicato dei leader del #G7 di Hiroshima e altri documenti adottati al Vertice contengono commenti volti a enfatizzare le questioni legate alla Cina, tra cui commenti irresponsabili sulla situazione nello Stretto di Taiwan e accuse relative al Mar Cinese Orientale, Mar Cinese Meridionale, Hong Kong, Xinjiang, Tibet e al potere nucleare cinese, la professata opposizione del G7 a qualsiasi tentativo unilaterale di cambiare lo status quo e affermazioni sulla "coercizione economica" che alludono alla Cina.

Di seguito il commento della Cina:

Il G7 fa dichiarazioni altisonanti sulla "promozione di un mondo pacifico, stabile e prospero", ma ciò che fa è ostacolare la pace internazionale, minare la stabilità regionale e frenare lo sviluppo di altri Paesi. Questo dimostra semplicemente quanto sia scarsa la credibilità internazionale del G7.

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FUORI LA NATO DALLA SARDINYA! BASTA CON LE ESERCITAZIONI MILITARI IN TERRA SARDA!
SaDefenza, 17 maggio 2023

La NATO nasce come alleanza militare di carattere difensivo a favore degli stati dell’Europa e dell’America settentrionale costituita durante la guerra fredda. Attualmente, dopo la caduta dell’URSS e del comunismo, un’organizzazione come la NATO non sarebbe più necessaria. Però, ancora oggi, continuano le guerre e le esercitazioni militari. La situazione continua a sussistere anche per quanto riguarda l’utilizzo del territorio, sottratto in gran parte alla disponibilità di cittadini e imprese.

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BREVE INTERVISTA AL GIORNALISTA ANDREA LUCIDI DAL DONBASS

In seguito alle gravi intimidazioni contro i giornalisti indipendenti che operano nel Donbass, fra i quali Andrea Lucidi, esprimiamo la nostra solidarietà e la ferma volontà di continuare con lui la nostra collaborazione.

RACCONTA BREVEMENTE A TUTTI CHI SEI
- Sono Andrea Lucidi, giornalista e reporter indipendente. Da novembre 2022 in Donbass per documentare il conflitto.

COSA TI HA SPINTO A RECARTI IN DONBASS?
- Ho deciso di seguire il conflitto in Donbass per cercare di offrire una prospettiva diversa al pubblico italiano. I grandi mezzi di informazione purtroppo sembrano voler far ascoltare solo una versione, che nel corso dei mesi è diventata sempre più simile ad un mantra. Siamo addirittura arrivati a leggere sui quotidiani italiani che le armi italiane salverebbero delle vite.

PARLACI DEGLI ATTACCHI CHE HAI SUBITO RECENTEMENTE
- A causa del mio lavoro in Donbass alcuni account sui social hanno iniziato a prendermi di mira, prima cercando di ridicolizzare il mio lavoro, poi si è passati direttamente alle minacce. Sono stato accusato di essere un "collaborazionista", un "terrorista", un "torturatore". I punti più gravi sono stati raggiunti quando due professori universitari, Luca Lanini, dell'Università di Pisa e Daniele Zuddas dell'Università di Trieste, hanno fatto i seguenti commenti pubblici: Lanini "Fun fact, la durata di vita media dei collaborazionisti nei territori temporaneamente occupati dalla dittatura fascista e genocida del Cremlino è più breve rispetto a quella dei loro coetanei che non hanno tradito" [1]. Zuddas invece mi ha definito un "obiettivo legittimo per le forze armate ucraine" [2].

[1] https://twitter.com/HerrGlanz/status/1655109462493999104
[2] https://twitter.com/HerrGlanz/status/1661023478261358594
Ieri, sabato 27 maggio 2023, abbiamo partecipato al corteo organizzato dal Coordinamento per la Pace - Milano, in cui si è chiesto di fermare l'invio delle armi in Ucraina e di promuovere i negoziati di pace. Ottima la partecipazione al corteo che da largo Cairoli si è diretto in piazza della Scala, dove si sono tenuti gli interventi delle organizzazioni che hanno aderito alla manifestazione.

Qui il video degli interventi: https://fb.watch/kPeJGfHMrh
AVEVAMO FRAINTESO
Marco Travaglio, 25 maggio 2023

Quando, esattamente 15 mesi fa, la Russia attaccò l’Ucraina, qualche certezza l’avevamo tutti.

Pensavamo che Kiev non c’entrasse nulla con la Nato, fuorché nella propaganda di Putin; poi la Nato intervenne cobelligerando e armando Kiev fino ai denti.

Pensavamo che il governo ucraino non c’entrasse nulla coi nazisti, fuorché nella propaganda di Putin. Poi Zelensky si portò un nazi del battaglione Azov (inquadrato nelle forze armate di Kiev) nel collegamento col Parlamento greco. E altre centinaia ne vedemmo uscire dall’acciaieria di Mariupol con i loro simpatici simboli nazisti e le loro svastiche tatuate.

Pensavamo che le nostre armi servissero per la resistenza dell’Ucraina contro gli attacchi della Russia; ora scopriamo che l’Ucraina le usa per attaccare la Russia con milizie di estrema destra che i giornaloni chiamano “partigiani russi”, ma senza spiegare perché partono dall’Ucraina e quando mai i nostri governi han dichiarato guerra alla Russia.

Pensavamo che, fra Ucraina e Russia, lo Stato terrorista fosse la Russia, come da black list della Nato e dunque dell’Ue. Poi gli ucraini hanno assassinato a Mosca Darya Dugina, figlia del filosofo Aleksandr. Poi il capo dei Servizi militari ucraini Budanov s’è vantato di “uccidere” i propagandisti russi “ovunque sulla faccia della terra fino alla vittoria”. Confermando che l’Ucraina è uno Stato terrorista che fa attentati con le nostre armi. Cosa peraltro già nota dal 2014, quando le sue forze armate assassinarono il giornalista italiano Andrea Rocchelli e il collega russo Andrej Mironov in Donbass, coperte dai depistaggi dei regimi Poroshenko-Zelensky.

Pensavamo che l’obiettivo fosse un cessate il fuoco e un negoziato per risparmiare altri morti e distruzioni; oggi basta dire “cessate il fuoco” per essere putiniani.

Pensavamo che Bakhmut fosse la Maginot degli ucraini, tant’è che in sei mesi ci han bruciato decine di migliaia di uomini e un’infinità di proiettili e armi; ora che l’esercito più potente d’Europa, armato dai 40 Stati della temibile “Nato allargata”, l’ha persa, nessuno ne parla più, come se fosse un paesucolo qualunque.

Avevamo capito che la controffensiva ucraina di primavera per riconquistare gli oblast di Lugansk, Donetsk, Kherson, Zhaporizhzhia e ovviamente la Crimea e poi trattare la resa di Putin sarebbe scattata in primavera; e ci auguriamo che arrivi in fretta, perché fra 26 giorni ci toccherà attendere la controffensiva d’estate.

Avevamo capito che la Russia sarebbe andata in default nella primavera 2022; ora leggiamo che il default lo rischiano gli Stati Uniti nella primavera 2023.

Avevamo capito che la prima vittima delle guerre è la verità. Ma forse stavolta si esagera.

Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/05/25/avevamo-frainteso/7172498/
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L'intervento di Marcello, in rappresentanza del Coordinamento per la Pace - Milano, durante la manifestazione dello scorso 27 maggio, tenuta a Milano per chiedere la cessazione dell'invio di armi in Ucraina e per promuovere i negoziati di pace.

Qui il video integrale con gli interventi delle organizzazioni che hanno aderito all'iniziativa: https://youtu.be/CJvAIGdigJI
PERCHÉ L’UCRAINA NON PUÒ VINCERE
Pino Arlacchi (ex vicesegretario generale dell'ONU), 31 maggio 2023

Il conflitto in Ucraina viene spesso definito come una guerra di posizione, di trincea, più simile alla Prima che alla Seconda guerra mondiale. La guerra di posizione si distingue per la sua brutalità, dove a pesare sul risultato sono il numero di morti nel campo di battaglia causati soprattutto dalla potenza del re delle stragi, l’artiglieria.

I fattori che contano nelle guerre di posizione non sono gli armamenti disponibili all’inizio dello scontro, ma quelle che vengono chiamate le capabilities dei contendenti: la popolazione, il territorio, l’apparato industriale, le fonti di energia, le risorse naturali. Cioè l’hardware che consente di finalizzare verso lo sforzo bellico le risorse di un Paese.

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UCRAINA TRA GUERRA, NEONAZISTI E NATO: UN POPOLO SACRIFICATO. L'ALTERNATIVA DEL MONDO MULTILATERALE

SABATO 17 GIUGNO 2023 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO) E IN DIRETTA STREAMING

Un metro di ghiaccio non si forma in una sola notte di gelo: ciò a cui stiamo assistendo è l’esito di un processo che è in atto da anni. Il racconto della Storia non sempre è uniforme e soprattutto in periodo di guerra assume le caratteristiche della propaganda.

Ci sono profonde ragioni dietro a questo conflitto che vede la NATO confrontarsi con la Russia attraverso l’Ucraina: tra queste non sfuggono agli analisti seri ed esperti di politica internazionale, di qualsiasi colore politico essi siano, l’impetuosa crescita economico-finanziaria della Cina e la crescente influenza politica sul resto del mondo da parte dei Paesi appartenenti ai BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) in associazione con Pechino.

Ne parleremo alle ore 18.00 con SARA REGINELLA (autrice e documentarista), ANDREA LUICIDI (reporter in Donbass) e FRANCESCO MARINGIÒ (presidente dell’Associazione italo-cinese per la promozione della Nuova Via della Seta e studioso della Cina contemporanea).

Con i nostri ospiti proveremo inoltre ad approfondire i ruoli svolti dalle bande neonaziste nell’indirizzare il colpo di Stato di Euromaidan del 2014 a favore delle potenze occidentali, nel contribuire ad accendere la miccia di questa guerra fratricida e nello stroncare qualsiasi forma di dissenso all’interno del Paese.

Infine ci sarà un aggiornamento delle notizie dal fronte ucraino e rifletteremo sui possibili esiti di questa guerra a livello internazionale e per il nostro Paese.

Nel corso dell’iniziativa si potrà firmare per i referendum contro l’invio di armi in Ucraina.

Alle ore 20.00 circa, cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 15 giugno al numero 353-4351278 oppure alla mail comitatocontrolaguerramilano@gmail.com o lacasarossamilano@gmail.com

Ci ritroviamo sabato 17 giugno alle ore 18.00 in Casa Rossa, via Privata Monte Lungo 2, Milano (MM1 Turro).

Comitato Contro La Guerra Milano

Qui l'evento Facebook:
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