Comitato Contro La Guerra Milano
402 subscribers
635 photos
89 videos
1 file
640 links
L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com
FB: facebook.com/comitato.milano.5
Email: comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
Download Telegram
Non è la prima volta che chi conosce cos'è la guerra ragiona in modo del tutto diverso rispetto ai nostri politici e propagandisti dei nostri mezzi di informazione.

VOGLIAMO GLI AMMIRAGLI
Marco Travaglio, 25 febbraio 2023

E niente: siccome ormai i generali sono molto più pacifisti dei politici e della stampa al seguito, le Sturmtruppen si sono giocate pure il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Che ieri ha rilasciato una bella intervista a Marco Menduni per la Stampa, che – in bocca a un altro – sarebbe subito liquidata come propaganda del partito putiniano, o “pacifinto” o “della resa”. Sapendo cos’è la guerra e cosa rischiamo con la folle escalation, mentre già si sdoganano caccia e missili a lunga gittata e magari prossimamente truppe e testate nucleari, l’alto ufficiale mette in fila i fatti. Gli stessi che il suo ex collega Mini certifica da un anno sul Fatto e il suo omologo americano Milley ripete da mesi: la Russia non può (o forse – aggiungiamo noi – non ha mai voluto) prendersi l’intera Ucraina e l’Ucraina non può riprendersi i territori invasi dalla Russia. “Questo è un dato che rimane costante nel tempo. Non esiste una soluzione militare”. Di qui dovrebbe partire ogni scelta politica, non dal mantra ovvio e moralistico “c’è un aggressore e un aggredito”, che andava bene un anno fa e ora, dopo 300 mila morti, 10 milioni di profughi, la devastazione fisica di mezza Ucraina ed economica (e anche etica) di tutta Europa, lascia il tempo che trova.

Se fosse realistica l’idea che, inviando armi sempre più devastanti, Kiev riconquisterà i territori perduti, l’opzione dei bellicisti – per quanto spregevole per chi ritiene sacra ogni vita umana, oltreché la Costituzione – avrebbe almeno un senso. Ma tutti gli esperti veri lo negano. La controffensiva ucraina di settembre è durata poco e ha recuperato minime porzioni delle quattro regioni annesse dai russi a Est e a Sud. E ora Kiev paventa una contro-controffensiva russa con 300 o 500 mila uomini. Dice Cavo Dragone: “Non possiamo permetterci un altro conflitto ‘congelato’ nel cuore dell’Europa”. Serve “una riflessione sul dopo”: non sul ripristino dello status quo ante 2022, ma “sul mondo nuovo che verrà, diverso da quello che era prima dell’invasione. Non ci sono alternative a superare le macerie e il dolore”, per evitarne altri. E per disegnare un futuro di sicurezza per Kiev, ma anche per Mosca e gli altri Stati dell’Est Europa, urge in Occidente “un esame di coscienza” per capire se si fece di tutto per evitare l’invasione di Putin: “Ci sono stati elementi di instabilità che non abbiamo colto prima del 24 febbraio?”. Si poteva fare di più “nel proporre dialogo e inclusione?”. Ora ogni iniziativa negoziale va colta al volo, anche quella cinese: “Non dobbiamo trascurare nulla”. E la domanda è: ma Meloni, Mattarella&C. chi ascoltano prima di decidere se, oltre al Parlamento, ignorano anche il capo di Stato maggiore della Difesa?

Fonte: Il Fatto Quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/02/25/vogliamo-gli-ammiragli/
NOI SIAMO LA MINACCIA
Fabio Massimo Parenti, 25 febbraio 2023

Le “chiacchiere” più recenti sulla guerra in Ucraina sono tutte incentrate su nomi di armamenti: ogni santo giorno si pubblicano articoli su Himars, Javelin, Leopard, F16, missili, razzi, carri, aerei, sistemi di difesa ecc. Ciò fa tornare alla mente le “chiacchiere” mediatiche ai tempi della crisi 2007-2008, in cui proliferavano gli acronimi dei mille derivati: MBS, ABC, CDS, CDO ecc. Nell’uno come nell’altro caso, una coltre di tecnicismo veniva e viene messa in circolazione col fine ultimo, sembrerebbe, di non far capire alcunché ai lettori, sull’origine dei fenomeni e sui processi che determinano gli eventi. Ma c’è di più. Questo chiacchiericcio mediatico è utile invero a nascondere le responsabilità, a deresponsabilizzare gli esecutori di tutti gli errori che ci hanno portato fin qui.

CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/6224078530946152/
LETTERA DI UN OBIETTORE DI COSCIENZA UCRAINO

Yurii Sheliazhenko, obiettore di coscienza, è esponente del BEOC (Ufficio europeo obiezione di coscienza) e della War Resisters' International (Internazionale dei resistenti alla guerra), fa parte del direttivo della rete pacifista internazionale World Beyond War. Vive in Ucraina. È segretario esecutivo dell'Ukrainian Pacifist Movement e membro dell'Ufficio europeo per l'obiezione di coscienza. Più volte arrestato e accusato di alto tradimento.

«Cari amici, vi porto i miei saluti da Kiev, capitale dell'Ucraina, e vi ringrazio per essere scesi in piazza contro questa guerra, che sta continuando a perpetuare questo spargimento di sangue.

Qualche giorno fa ha segnato la chiusura di un anno di guerra. Un anno in cui la mia città. la mia splendida città Kiev, è stata bombardata molte volte: casa mia tremava per le esplosioni vicine. Una sensazione terribile.

Ora so cosa hanno passato le persone di Donetsk e Luhansk gli anni scorsi: è dal 2014 che l'esercito ucraino bombarda le loro città. Non solo: la mobilitazione forzata - questa cortina di ferro che mi impedisce di partecipare alla vostra manifestazione, dato che tutti gli uomini dai 18 ai 60 anni non possono lasciare il Paese perché costretti a partecipare alla guerra - e simili privazioni delle libertà individuali è ciò che le persone in Est Ucraina stanno vivendo da ben nove anni.

Credo che persone abituate a vivere in Paesi democratici non possano nemmeno concepire cosa voglia dire vivere in queste orribili condizioni, ma oggi noi stiamo vivendo questa guerra, alimentata dai nostri politici guerrafondai che hanno il supporto di politici nei Paesi occidentali, proprio come politici guerrafondai russi hanno il supporto di politici in altri Paesi.

Tutto ciò è semplicemente sbagliato.

Dovremmo far cessare la guerra subito. Dovremmo supportare la pace e capire che la guerra è un crimine contro l'umanità, e agire insieme per rimuovere le radici che portano alle guerre. Per questo è necessario l'implementazione del diritto a rifiutarsi di uccidere e di sottrarsi alla leva, come garantito dall'articolo 18 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, come è anche necessario chiedere un immediato cessate il fuoco e conseguenti negoziati di pace.

Dobbiamo coltivare una cultura della pace attraverso un giornalismo di pace, educazione, arte e lavoro creativo che rendano il nostro futuro migliore. Perché sul tavolo non c'è la tenuta di una cosa arcaica come la sovranità di uno Stato, quanto piuttosto la stessa tenuta della civilizzazione umana: la nostra capacità di risolvere conflitti senza risolvere alla violenza, la possibilità di preservare la dignità umana. Di essere persone pacifiche, e non bestie selvagge.

Dobbiamo cercare riconciliazione, non vittoria totale, non distruzione del nemico - quella del nemico è una nozione falsa, creata per distorcere la realtà e capri espiatori.

Dobbiamo cercare la pace, costruire la pace.

Grazie per il vostro impegno da parte di tutti gli ucraini assennati.

Vi voglio bene, vi supporto: tutto il movimento pacifista ucraino vi supporta.

Saluti all'Italia: vi auguro pace e felicità.»

La presente lettera è stata letta alla manifestazione del Coordinamento 5 Novembre per la Pace lodigiano, tenuta lo scorso 25 febbraio di fronte alla Prefettura di Lodi.
Oggi, domenica 5 marzo 2023, la comunità srilankese del National People Power (NPP), di cui fa parte il Fronte Popolare di Liberazione dello Sri Lanka (JVP), ha organizzato una manifestazione a Milano contro la volontà dell'attuale governo srilankese di rinviare le elezioni locali. Il governo è cosciente del fatto di non avere il consenso nel Paese e sta cercando in tutti i modi di mantenersi al potere. Il questi anni il Paese sta affrontando una situazione economica e sociale molto grave, in cui dilaga la corruzione e scarseggiano anche i beni di prima necessità. Alla mobilitazione ha partecipato anche una delegazione del Comitato Contro La Guerra Milano.
Segnaliamo questo articolo dello scrittore e sociologo argentino Atilio Borón, in ricordo di Hugo Chávez.
Forwarded from La Casa Rossa
CHÁVEZ, A DIECI ANNI DALLA SUA SCOMPARSA
Atilio Borón, 4 marzo 2023

Comandante. Simbolo della lotta per l'indipendenza politica, economica e culturale dei popoli della Nostra America.

Il 5 marzo ricorre il decimo anniversario della scomparsa fisica di Hugo Chávez Frías, del suo lascito ed è giusto e necessario ricordare l'eredità lasciata dal suo folgorante passaggio in Venezuela, in America Latina e nei Caraibi. Come era già successo con Fidel ed il trionfo della Rivoluzione cubana, l'emergere di Chávez nella politica del suo Paese si è rapidamente internazionalizzato e ha raggiunto una proiezione non solo continentale ma anche globale.

CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/lacasa.rossa.3/photos/a.796629467091608/6037023783052124/
SIRIA: L'AGGRESSIONE ALL'AEROPORTO DI ALEPPO EVIDENZIA ANCORA UNA VOLTA LA PIÙ BRUTTA FORMA DI BARBARIE E DISUMANITÀ DELL'ENTITÀ ISRAELIANA
Syrian Arab News Agency, 7 marzo 2023

Il Ministero degli Esteri e degli Espatriati ha sottolineato che l'aggressione criminale perpetrata dall'entità israeliana oggi all'alba, la quale ha preso di mira l'aeroporto internazionale di Aleppo e ne ha causato l'interruzione del servizio, è da considerarsi un doppio crimine, in quanto da un lato ha preso di mira un aeroporto civile e dall'altro ha colpito uno dei principali canali per l'invio di aiuti umanitari, dall'interno e dall'esterno della Siria, alle vittime del devastante terremoto che ha colpito la zona il 6 febbraio.

Il Ministero ha aggiunto, in una dichiarazione pubblicata sulla sua pagina su Twitter, che questa aggressione evidenzia ancora una volta la più brutta forma di barbarie e disumanità dell'entità israeliana e la sua pratica delle più oltraggiose violazioni del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario.

La Siria mette in guardia l'entità israeliana contro le ripercussioni della prosecuzione di questi crimini, ha dichiarato il Ministero, invitando la comunità internazionale a condannarli e ad adoperarsi per porvi fine, soprattutto perché essi lasciano presagire ulteriori minacce e rischi per la sicurezza e la pace della regione e del mondo.

Fonte:
http://sana.sy/en/?p=302874

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
NASCE L'OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE
ANSA, 3 marzo 2023

Si è costituito in Italia l'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, in seguito al quale è nato un appello i cui firmatari si prefiggono, come scrivono, "una decisa e costante attività di denuncia di quel processo di militarizzazione delle nostre istituzioni scolastiche già in atto da troppo tempo nel nostro Paese".

"Le scuole stanno sempre più diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di un controllo securitario che si fa spazio attraverso l'intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all'estero, e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che pertengono alla società civile.

Questa invasione di campo vede come protagonisti rappresentanti delle forze militari addirittura in qualità di "docenti", che tengono lezioni su vari argomenti (dall'inglese affidato a personale NATO a tematiche inerenti la legalità e la Costituzione) e arriva a coinvolgere persino i percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) attraverso l'organizzazione di visite a basi militari o caserme. Il tutto suffragato da protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell'Esercito con il ministero dell'Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole", affermano gli organizzatori dell'Osservatorio, per i quali "Smilitarizzare le scuole e l'educazione vuol dire rendere gli spazi scolastici veri luoghi di pace e di accoglienza, opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori i linguaggi e le pratiche belliche, allontanare dai processi educativi le derive nazionaliste, i modelli di forza e di violenza, l'irrazionale paura di un "nemico" (interno ed esterno ai confini nazionali) creato ad hoc come capro espiatorio. Smilitarizzare la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana".

L'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole sarà presentato giovedì 9 Marzo alle ore 12, presso la sala stampa di Montecitorio a Roma.

Fonte:
https://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/speciali_eventi/2023/03/03/nasce-losservatorio-contro-la-militarizzazione-delle-scuole_73eb45cb-ab7c-454c-96b1-c974ef0e6c65.html

Pagina Facebook "Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole":
https://www.facebook.com/profile.php?id=100088851167159
Questo il risultato del buon lavoro diplomatico da parte della Cina: un'ulteriore spinta per scongiurare guerre e conflitti e incrementare la stabilità in quella regione.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA TRA CINA, ARABIA SAUDITA E IRAN
Radio Cina Internazionale, 11 marzo 2023

Il 10 marzo a Beijing, la Repubblica Popolare Cinese, il Regno dell'Arabia Saudita e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno rilasciato una dichiarazione tripartita. La Dichiarazione afferma che in risposta all'iniziativa positiva del presidente cinese Xi Jinping in favore dello sviluppo dei rapporti di amicizia e di buon vicinato tra il Regno dell'Arabia Saudita e la Repubblica Islamica dell'Iran, il ministro di Stato, membro del Consiglio dei ministri e consigliere per la sicurezza nazionale dell'Arabia Saudita, Musaed bin Mohammed Al Aiban, e il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Shamkhani, hanno guidato rispettivamente delegazione a tenere colloqui a Beijing dal 6 al 10 marzo. La parte saudita e quella iraniana apprezzano e ringraziano il leader e il governo cinesi per aver ospitato e sostenuto i colloqui e promosso il successo del loro incontro. Le tre parti annunciano che l'Arabia Saudita e l'Iran hanno raggiunto un accordo, tra i contenuti il consenso di ripristinare le relazioni diplomatiche bilaterali, la riapertura delle rispettive ambasciate e uffici di rappresentanza entro un massimo di due mesi, lo scambio reciproco di ambasciatori e la discussione sul rafforzamento delle relazioni bilaterali. I tre paesi hanno espresso la volontà di compiere ogni sforzo per rafforzare la pace e la sicurezza internazionale e regionale.

Fonte:
https://italian.cri.cn/2023/03/11/ARTI83URcudw6cDb6ohzAm94230311.shtml
SERBIA: SE IL GOVERNO CEDE AL RICATTO PER LE SANZIONI ALLA RUSSIA, SI SPACCA IL PAESE E I BALCANI ENTRANO IN PIENA DESTABILIZZAZIONE
Enrico Vigna, 12 marzo 2023

Da quando il Parlamento europeo ha votato che la Serbia deve imporre sanzioni alla Russia o i negoziati dell'UE saranno interrotti, i ricatti e le pressioni NATO, legate alla situazione del Kosovo stanno arrivando a conclusione.
I Balcani occidentali sono un insieme di sei paesi, che comprende Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia che i rappresentanti dell'Unione europea hanno ripetutamente affermato devono appartenere alla famiglia europea. La regione dell'Europa meridionale e orientale, abitata da circa 18 milioni di persone, è ormai nota come l'arena della rivalità geostrategica tra, Bruxelles, Washington e Mosca degli ultimi decenni.

CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/6276676689019669/
«In un'ampia intervista concessa al canale televisivo satellitare russo RT il Presidente siriano Bashar al Assad, fra le numerose questioni affrontate, ha detto quattro cose fondamentali.

La prima è che oggi si riscontra un'azione araba che punta ad interessarsi a quanto accade in Siria, invece di far finta come se nulla fosse avvenuto, e al processo ha sicuramente contribuito l'alleanza fra la Siria e l'Iran.
La seconda è che l'atteggiamento occidentale in generale e statunitense in particolare verso Damasco si è sempre basato sull'ipocrisia e sulle calunnie.
La terza è che gli Stati Uniti si sono dimostrati nel corso degli anni lo Stato canaglia per eccellenza.
La quarta è inerente alla recente visita del capo di Stato maggiore congiunto Usa nel nord della Siria, al di fuori del controllo delle autorità governative centrali, che costituisce una flagrante violazione delle leggi internazionali.»

Fonte: SYRIA - L'altra faccia della rivolta (17/03/2023)
VENTI ANNI DOPO: L’IMPATTO DELLA GUERRA IN IRAQ IN TUTTO IL MONDO
Francesco Maringiò per italian.cri.cn e marx21.it, 20 marzo 2023

Dopo venti anni, bisogna prendere atto del fatto che la guerra in Iraq non è ancora finita. Figlia dell’unipolarismo, le cui storture giungono fino a noi e condizionano il mondo contemporaneo, quella fase è stata messa in crisi dal protagonismo del così detto sud globale e, soprattutto, dall’ascesa pacifica cinese. La cui iniziativa diplomatica è l’alleato fondamentale di chi, ancora oggi, si batte contro le guerre.

CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/6288127354541269/
Vi segnaliamo questa interessante iniziativa:

ARMENIA: EFFETTI COLLATERALI DELLA GUERRA IN UCRAINA E UN PAESE IN LOTTA PER LA SUA SOPRAVVIVENZA

SABATO 25 MARZO 2023 ALLE ORE 18.00 IN CASA ROSSA, VIA PRIVATA MONTE LUNGO 2, MILANO (MM1 TURRO)

Con il raddoppio delle forniture di gas verso l’Europa, previsto entro il 2027 tramite il gasdotto TAP, l’Azerbaigian può permettersi il lusso di non essere annoverato tra i cosiddetti “Stati canaglia”.

Poco si è parlato dell’aggressione avviata nel settembre 2020 dall’Azerbaigian contro gli armeni che popolano l'Artsakh (Nagorno Karabakh) e nulla si dice sulla situazione attuale: un conflitto a bassa intensità che si affaccia direttamente sui confini dell’Iran, che rafforza la destabilizzazione in corso nei Paesi attorno alla Russia e in cui, ancora una volta, è coinvolto un membro di rilievo della NATO come la Turchia.

In una regione già incendiata dalle guerre che si sono succedute nei decenni, con un tessuto politico ed etnico già messo a dura prova dalla disgregazione dell’Unione Sovietica e con una Russia impegnata militarmente in Ucraina, l’Armenia rischia di soccombere stretta nella tenaglia di Turchia e Azerbaigian, Paesi sostenuti anche da Israele.

Alle ore 18.00 ne parleremo con Ani Balian, consigliera dell'Unione Armeni d'Italia.

Ore 20.00 circa, cena popolare di autofinanziamento, per la quale chiediamo di prenotare entro le ore 20.00 di giovedì 23 marzo al numero 353-4351278 oppure alla mail lacasarossamilano@gmail.com

Ci ritroviamo sabato 25 marzo alle ore 18.00 in Casa Rossa, via Privata Monte Lungo 2, Milano (MM1 Turro). L'iniziativa sarà solo in presenza, in quanto non verrà trasmessa la diretta streaming.

La Casa Rossa - Milano

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1215568642430090/
24 MARZO 1999 – 24 MARZO 2023: NOI NON DIMENTICHIAMO
A cura di Enrico Vigna

“Ho appena dato mandato al comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Clark, di avviare le operazioni d'aria (ndt: bombardamenti aerei…) sulla Repubblica Federale di Jugoslavia… Tutti gli sforzi per raggiungere una soluzione politica negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e non ci sono alternative all'intraprendere l'azione militare…”.
Così, il 23 marzo 1999, l'allora Segretario generale della NATO J. Solana, davanti ai mass media del mondo, decretava l'inizio della fine della “piccola” Jugoslavia e del popolo serbo in particolare.

CONTINUA A LEGGERE...
https://www.facebook.com/comitato.milano.5/photos/a.773452456008814/6300338496653488/
Aderiamo e invitiamo a partecipare a questa importante iniziativa per la liberazione del giornalista Julian Assange: domenica 2 aprile alle ore 15.00, davanti al Consolato britannico, in piazza del Liberty a Milano (MM1 San Babila).

Qui l'evento Facebook:
https://www.facebook.com/events/1227105841576981
Il Comitato Contro La Guerra Milano ha contribuito a promuovere e costituire, assieme ad altre organizzazioni, il Coordinamento per la Pace - Milano. Invitiamo a diffondere il seguente appello, ricordando che sono in corso le adesioni scrivendo all'indirizzo mail coordinamentoperlapacemilano@gmail.com

LEGGI L'APPELLO:
https://www.facebook.com/coordinamentoperlapacemilano/posts/pfbid0WsJmGhWGEbtXo7tmWiWPm5bTKmf8uiR5PZUHJAE7L3qVcXDyVqaBeHp6cW46E3U9l