Comitato Contro La Guerra Milano
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L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

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SINISA MIHAJLOVIC SE NE È ANDATO. RITRATTO E RICORDO DI UN UOMO VERO, DI UN SERBO FIERO E GENUINO
A cura di Enrico Vigna

Dopo la sua morte, avvenuta il 16 dicembre, data la grande personalità e popolarità di famoso calciatore e allenatore di calcio, in ogni dove ci sono stati ricordi e aneddoti sulla sua figura sportiva e poi personale.
Qui intendo solo tracciare un altro aspetto, quello dell’uomo Mihajlovic, molto meno trattato nei riflettori dei media ufficiali.

Lo faccio a nome dell’Associazione SOS Yugoslavia e personalmente, avendo avuto, all’interno delle iniziative contro la guerra di aggressione alla Jugoslavia e della solidarietà, la fortuna di conoscerlo e condividere sentimenti e riflessioni soprattutto amare, sulle tragiche vicende jugoslave, prima nel 1999 con il suo grande impegno per organizzare la partita in solidarietà al popolo jugoslavo “Diamo un calcio alla guerra” con i calciatori serbi, realizzatasi sopratutto grazie al suo impegno personale...

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UCRAINA, IL RITO FILONAZISTA DEL BATTAGLIONE AZOV... E LI CHIAMANO EROI

Il rituale, che nasce dalle celebrazioni nordiche e venne adottato dalla Germania nazista, si è svolto lo scorso 22 dicembre in Ucraina.

Fonte: Il Fatto Quotidiano (24/12/2022)
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/12/24/ucraina-il-rito-filonazista-della-brigata-azov-la-cerimonia-per-i-caduti-in-battaglia-video/6917070/
SABATO 31 DICEMBRE DALLE ORE 15.00 IN PIAZZA CASTELLO A MILANO (MM1 CAIROLI)

Segnaliamo ed invitiamo a partecipare al presidio organizzato dalla comunità peruviana a Milano, in sostegno al legittimo Presidente del Perù Pedro Castillo, destituito e arrestato lo scorso 7 dicembre in seguito a quel che è a tutti gli effetti un colpo di Stato.
LA LEZIONE CINESE: LA GUERRA SI VINCE SENZA COMBATTERE
Pino Arlacchi (ex ViceSegretario ONU), 29 dicembre 2022

Si moltiplicano in questi giorni gli interrogativi su chi, infine, prevarrà nel conflitto tra Russia e Ucraina, e su come andrà a finire la guerra per procura tra Washington e Mosca di cui il conflitto è espressione.

Che la guerra sia animata soprattutto dall’ostilità americana verso la Russia è provato dal fallimento dei negoziati di pace avviati poche settimane dopo l’invasione dell’Ucraina. Quando Putin e Zelensky erano sul punto di incontrarsi per definire i punti principali dell’accordo – quali la neutralità dell’Ucraina, una garanzia credibile di sicurezza sia per le regioni russe del Donbass sia per la sovranità della stessa Ucraina –, inglesi e americani sono intervenuti per far saltare i negoziati e radicalizzare le posizioni di Kiev. Da allora in poi è diventato ancora più evidente che si tratta di una partita le cui poste sono molto più grandi di quelle dichiarate.

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Sabato 31 dicembre, in piazza Castello di fronte al Castello Sforzesco, l’associazione “Peruanos en el exterior” (cittadini peruviani residenti all’estero) ha ricordato e reso omaggio alle oltre 30 vittime assassinate dall’esercito e dalla polizia peruviana inviati dal Governo golpista a reprimere la mobilitazione popolare, la quale condanna il colpo di Stato parlamentare e giudiziario contro il Presidente legittimamente eletto, Pedro Castillo, chiedendo la sua immediata liberazione, il ripristino alla carica che gli spetta, una nuova Costituzione, l’allontanamento della nuova Presidente Dina Boluarte e lo scioglimento del Congresso corrotto e golpista.

Una delegazione del Comitato Contro La Guerra Milano ha portato la solidarietà al Popolo peruviano in lotta, sottolineando, tra le altre cose, la doppia morale del nostro sistema mediatico: quando i nemici di USA e UE si azzardano ad inviare la polizia per tenere sotto controllo le manifestazioni violente (definite pacifiche dai nostri media) finiscono in prima pagina (Cuba e Venezuela ad esempio); quando invece un “Governo amico” invia l’esercito a sparare contro il proprio Popolo, semplicemente la notizia non esiste e viene censurata, per cui i morti non sono “assassinati”, ma vittime generiche di “scontri”.
Come al solito, quando Israele attacca militarmente un altro Paese e le sue infrastrutture civili, non lo si considera come un atto di guerra e una minaccia per la pace.

NUOVA AGGRESSIONE DI ISRAELE CONTRO LA SIRIA: UCCISI 2 SOLDATI, DANNEGGIATO AEROPORTO DI DAMASCO

«L'aeroporto internazionale della capitale siriana di Damasco è stato messo fuori uso a causa di un ennesimo attacco missilistico del regime sionista, con l'uccisione di due soldati siriani, stando a quanto dichiarato dal Ministero della Difesa della Siria.

In precedenza, il canale televisivo statale siriano Al-Ikhbariya aveva riferito che Israele aveva colpito il sud della capitale della Repubblica Araba di Siria. L'agenzia di stampa SANA ha riferito di esplosioni nel cielo e dell’attivazione della difesa aerea.

Il Ministero della Difesa siriano ha dichiarato che l'attacco è avvenuto intorno alle 02:00 ora locale (mezzanotte ora italiana) dal lago di Tiberiade sull'aeroporto di Damasco e i suoi dintorni.»

Fonte: Pars Today (02/01/2023)
L’ATLANTISMO FELPATO DEL PRESIDENTE MATTARELLA
Domenico Gallo, 3 gennaio 2023

Nel messaggio di fine anno del Presidente Mattarella, quello che mi ha veramente entusiasmato è questo passaggio: “L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra.”

Nooo! Ho sbagliato Presidente, quello era il messaggio di fine anno (1978) di Sandro Pertini. Un uomo che aveva conosciuto le carceri del fascismo, l’orrore della guerra e aveva guidato la Resistenza. Quindi comprendeva perfettamente il valore della pace riconquistata nel 1945 ed insediata nella Carta Costituzionale come principio fondante della Repubblica.

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Era il 3 gennaio del 2020 quando il generale Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dell‘IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps), venne assassinato su ordine dell'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con la collaborazione logistica di Israele, Regno Unito e Qatar.

L'attacco, compiuto con un drone, colpì il convoglio del generale Soleimani al suo arrivo all’aeroporto internazionale di Baghdad, invitato dal governo iracheno, uccidendo anche Abu Mahdi al-Muhandis, il secondo in comando delle Unità di Mobilitazione Popolare irachena, così come altri otto tra iraniani e iracheni.

I due comandanti erano molto popolari, sia nei rispettivi Paesi che in tutto il Medio Oriente, grazie al ruolo chiave che svolsero contro i terroristi dell'ISIS in Siria e Iraq. Aspetto, quest'ultimo, pesantemente sottaciuto dai mezzi di informazione occidentali, nonostante il gruppo terroristico rappresentasse una minaccia a livello globale.
IL “PADRONE DEL GLOBO” CI PORTA LE BOMBE NUCLEARI
Manlio Dinucci, 31 dicembre 2022

Gli Stati Uniti – come annunciato lo scorso mese – hanno cominciato in dicembre a inviare in Italia e altri paesi europei le nuove bombe nucleari B61-12. Lo conferma un documento ufficiale del Dipartimento della US Air Force. Esso stabilisce “le norme di sicurezza per le operazioni degli aerei C-17 che trasportano armi B61-12 nell’area di responsabilità del Comando Europeo degli Stati Uniti”. Tale area, nella geografia del Pentagono, comprende non solo l’Europa ma l’intera Federazione Russa.

Il documento specifica quali armi nucleari vengono trasportate con i C-17 Globemaster, i più grandi aerei USA da trasporto militare. Essi portano dagli Stati Uniti in Europa le bombe nucleari B61-12 e dall’Europa negli Stati Uniti le bombe che esse sostituiscono: le B61-3, B61-4 e B61-7.

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