Comitato Contro La Guerra Milano
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L’Italia ripudia la guerra: non un soldo per la guerra, la guerra è contro i lavoratori.

Web: comitatocontrolaguerramilano.wordpress.com
FB: facebook.com/comitato.milano.5
Email: comitatocontrolaguerramilano@gmail.com
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Aderiamo all'appello del Forum di Belgrado, membro del World Peace Council.

APPELLO DEL FORUM DI BELGRADO

Il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali esprime la sua più profonda preoccupazione per l'aggravarsi del confronto globale che è accompagnato da una profonda crisi economica e sociale in Europa e nel mondo. Questa crisi, che sta peggiorando ogni giorno, costituisce una minaccia per la vita, la pace e la sicurezza nel mondo. Questa preoccupazione è di vitale importanza, dato il fatto che nessuna iniziativa significativa e onesta sostiene il passaggio a una scelta vitale del confronto, del dialogo, della diplomazia e della distensione. Le lezioni della storia non possono essere ignorate. Un tale stato di inerzia e di mancanza di comprensione dei pericoli che si stanno manifestando, incide potenzialmente sulle fondamenta stesse dell'esistenza delle discipline umanistiche. Il conflitto in Ucraina deve essere risolto rivolgendosi alle sue radici. Gli sforzi di pace non devono essere ostacolati, le nuove cortine di ferro devono essere rimosse, le sanzioni unilaterali devono essere escluse dalla prassi internazionale. Partendo dall'esperienza storica della Serbia, comprese quelle del recente passato, le esperienze dell'Europa, il Forum di Belgrado per un Mondo di Eguali rivolge un appello a tutte le associazioni per la pace, i governi, così come le organizzazioni internazionali, in particolare all'ONU, ad appoggiare il dialogo, la diplomazia e la distensione come unica via possibile per prevenire un conflitto globale che minaccia il futuro dell'umanità. Facciamo appello al dialogo immediato e all'azione diplomatica ai massimi livelli tra Washington, Mosca, Pechino e Bruxelles. Il focus di fondo non può che essere sulla “convivenza pacifica” tra nazioni sovrane determinate a prevenire un ulteriore aggravamento del conflitto che potrebbe portare allo scenario della terza guerra mondiale, senza escludere gli incenerimenti nucleari. Il riconoscimento dell'uguaglianza, dell'interdipendenza e del partenariato nel preservare la pace, la sicurezza e lo sviluppo, come valori di civiltà indivisibili, è l'unico modo per la sopravvivenza e il futuro sicuro dell'umanità.
Belgrado, Serbia 26 ottobre 2022

Traduzione a cura di Enrico Vigna, portavoce del Forum Belgrado Italia

Iniziativa per un Mondo Multipolare/CIVG Italia, aderisce e sosterrà questo appello in tutti gli ambiti informativi e di impegno per la pace in Italia. www.civg.it – info@civg.it

Fonte: CIVG - Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia
https://www.facebook.com/ilCIVG/posts/pfbid02VR25CdGs5AHg5rkMJgzXHydroMbrd3cnaUD7BzHv4EhGEijCpWxVApqWHgG89GYkl
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DEMOSTENES FLOROS: “IL RUOLO PONTE DEL GAS NATURALE NELL’AMBITO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA”

Pubblichiamo la relazione dell’analista Demostenes Floros, Senior Energy Economist del Centro Europa Ricerche, ospite al Forum Economico Eurasiatico di Verona che si è tenuto a Baku, in Azerbaijan, il 27 e 28 ottobre. Sottolineiamo e condividiamo l’auspicio di Floros sull’”energia come strumento utile a favorire un processo di de-escalation in questo contesto internazionale cosi drammatico”, così come la citazione presa dai Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci. Da vedere ed ascoltare.

Fonte:
https://youtu.be/c0ASna1Wnoc
LULA DA SILVA E’ DI NUOVO PRESIDENTE DEL BRASILE

Il dirigente del Partito dei Lavoratori, Luiz Inacio Lula da Silva, si è imposto di fronte all’esponente dell’estrema destra, Jair Bolsonaro, nel secondo turno delle elezioni presidenziali che si sono svolte questo 30 di ottobre. Il Tribunale Superiore Elettorale (TSE) con il 100% dei voti scrutinati, ha confermato la vittoria di Lula, il quale ha ottenuto 60.345.999 voti, pari al 50,9% dei voti validi, contro i 58.206.354, pari al 49,1%, ottenuti da Bolsonaro.

Dopo essere stato Presidente durante due mandati, 2003-2006 e 2007-2010, Lula da Silva si appresta per la terza volta a governare il più grande e popoloso Paese dell’America Latina.

Gli aventi diritto al voto sono 156,4 milioni, in un Paese dove il voto è obbligatorio. La giornata elettorale è stata caratterizzata dai tentativi della Polizia Stradale Federale (PFC), il cui direttore generale, Silvinei Vasques, aveva apertamente manifestato il suo appoggio a Bolsonaro, di ostacolare il traffico per impedire agli elettori di esercitare il loro diritto al voto. Ciò soprattutto nelle zone del Paese, come ad esempio il nord est, dove più forte è l’appoggio a Lula. Questa azione è stata denunciata dal Partito dei Lavoratori di Lula.

Durante la notte italiana tutti i leader progressisti latinoamericani hanno espresso le loro congratulazioni al neo Presidente. Mentre la Casa Bianca ha emesso un comunicato che legittima le elezioni definendole “libere, giuste ed affidabili”, accompagnandolo dai complimenti di Biden a Lula che ha affermato “spero che lavoreremo insieme durante i prossimi mesi ed anni, per continuare la cooperazione tra i due Paesi”. Questo comunicato si configura come un invito non celato a Bolsonaro a farsi da parte.

Nel momento in cui scriviamo, l’ormai ex Presidente non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione, ma a questo punto il clima che si è creato è a lui totalmente sfavorevole. Vedremo se presenterà un ricorso presso il TSE per contestare il risultato, ma gli esperti dello stesso Tribunale Superiore Elettorale affermano che non cambierebbe il risultato finale.

Comitato Contro La Guerra Milano
31 ottobre 2022
Pubblichiamo l'intervento di Pino Arlacchi, ex vice-segretario dell'ONU, al XV Forum Economico Euroasiatico tenutosi il 27 e 28 ottobre a Baku, in Azerbaijan. Il Forum, dedicato all’attuale crisi NATO-USA-UE-Russia-Cina-Ucraina, è un occasione di confronto e di dialogo ad alto livello tra Europa e Russia animata dal prof. Antonio Fallico, Presidente di Banca Intesa-Russia.

NUOVA GUERRA FREDDA E TERZA GUERRA MONDIALE?

Siamo in molti oggi a domandarci qual è il posto del conflitto tra Russia e NATO-Ucraina rispetto alla long durèe di Braudel, ai megatrends del mondo contemporaneo.

La guerra in corso rappresenta una inversione della tendenza di lungo periodo verso il declino delle guerre e della violenza che si è accentuata nel pianeta dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e che ha quasi eliminato la guerra come strumento di risoluzione delle controversie tra Stati?

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INCONTRO MADURO E PETRO: LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA VOLTA ALLA NORMALIZZAZIONE DEI RAPPORTI DIPLOMATICI, POLITICI ED ECONOMICI TRA VENEZUELA E COLOMBIA

Finalmente, dopo 4 anni in cui la Colombia aveva rotto le relazioni diplomatiche con il suo vicino, in seguito al riconoscimento dell’autoproclamato presidente "ad interim" Juan Guaidò, dopo essersi caratterizzata come base operativa di tutte le azioni sporche e atti di guerra voluti da Washington e volti alla destabilizzazione e al rovesciamento del Governo legittimo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, ora si stanno compiendo i primi atti ufficiali per normalizzare i rapporti tra i due Paesi fratelli della Patria Grande. Questo grazie al nuovo Governo progressista guidato da Gustavo Petro.

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«Non solo le sanzioni economiche contro la Russia ci tornano come un boomerang. Anche le armi che da mesi l'Occidente fornisce in gran numero all'Ucraina stanno diventando un rischio per la nostra sicurezza. A luglio, l'agenzia di polizia dell'UE, Europol, ha avvertito che le armi fornite dagli Stati occidentali all'Ucraina vengono contrabbandate negli Stati dell'UE e cadono nelle mani di reti criminali. Gli ultimi rapporti confermano questo pericolo: tali armi sono già state sequestrate in Svezia, Danimarca e Paesi Bassi; anche la polizia finlandese segnala che in Finlandia gruppi criminali hanno messo le mani su armi le quali in realtà erano destinate all'Ucraina dai Paesi occidentali.

Questi esempi dimostrano che la consegna di armi all'Ucraina non significa solo un prolungamento dello spargimento di sangue e il crescente pericolo che la guerra si estenda e si intensifichi: minacciano anche la sicurezza in piena Europa. A quanto pare nessuno può impedire che le armi finiscano in questo modo nelle organizzazione estremiste di destra o islamiste. Ecco perché smettere di fornire armi alle zone di crisi e di guerra! Solo i negoziati possono ristabilire la pace in Europa e finalmente porre fine alle sofferenze in Ucraina!»

Sahra Wagenknecht, deputata di Die Linke presso il Bundestag tedesco,
1 novembre 2022

Fonte:
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SULLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 5 NOVEMBRE 2022 A ROMA

La piattaforma “Europe for Peace” di convocazione della manifestazione nazionale del 5 novembre a Roma, a cui hanno aderito centinaia di associazioni ed organizzazioni, ha il merito di chiedere un immediato cessate il fuoco in Ucraina, la convocazione di una Conferenza Internazionale per la Pace volta a garantire la sicurezza condivisa e reciproca per tutti, l’abolizione delle armi nucleari, la riduzione della spesa militare ed il richiamo all’Art 11 della nostra Costituzione Repubblicana che ripudia la guerra.

Questa manifestazione si presenta come un'eccezione di fronte alla compattezza del "partito della guerra", che va dal Partito Democratico a Fratelli d’Italia.

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ETIOPIA: GOVERNO E TPLF HANNO FIRMATO L'ACCORDO DI PACE
2 novembre 2022

Le parti in conflitto in Etiopia hanno firmato l'accordo di pace raggiunto al termine dei colloqui svoltisi a Pretoria, in Sudafrica, con la mediazione dell'Unione Africana. Il Tigray, regione nel Nord dell’Etiopia, torna infatti sotto il pieno controllo del governo etiope, mentre il TPLF (Tigray People's Liberation Front), l'organizzazione che esattamente due anni fa ha scatenato la guerra e preso il controllo della regione con il sostegno dell'Occidente, è ora costretto al disarmo totale. Olusegun Obasanjo, rappresentante dell’Unione Africana che ha ospitato le trattative a Pretoria, ha dichiarato: “E' l'inizio di una nuova alba per l'Etiopia, per il Corno d'Africa e, anzi, per l'Africa nel suo insieme”.

Di seguito il testo della Dichiarazione Congiunta:
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LETTA CONTESTATO ALLA MANIFESTAZIONE A ROMA: «GUERRAFONDAIO», POI IL SUO LAPSUS PARLANDO DELLA GUERRA

«Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta contestato e insultato durante la manifestazione per la pace in Ucraina organizzata a Roma. "Enrico Letta sei un assassino, guerrafondaio" le parole usate da un gruppo di manifestanti che ha puntato il dito contro la posizione del Pd reo di aver sostenuto l'invio armi e il sostegno militare a Kiev.
"Siamo in tutte le piazze che chiedono la pace, purché non siano equidistanti: c'è un invasore, la Russia e c'è un invaso, l'Ucraina" ha detto parlando ai giornalisti. Poi, il lapsus: "Noi dobbiamo difendere l'invasore...Scusate, l'invaso".
Mentre si allontanava velocemente poi, è stato di nuovo contestato da alcuni partecipanti al corteo che gli hanno urlato: "Cosa ci sei venuto a fare qui? Sei un fascista".»

Fonte: Corriere della Sera
Come al solito le ingerenze e le azioni di guerra degli Stati Uniti, i quali sono situati oltreoceano a circa 8000 chilometri dall'Europa, non vengono considerate come la principale minaccia per la pace.

«Un sottomarino nucleare Usa è entrato nel Mediterraneo. Non un battello d’attacco, come vengono chiamati quelli destinati a dare la caccia ai sommergibili avversari, ma uno strumento di deterrenza atomica. Lo Uss Rhode Island infatti imbarca 24 missili intercontinentali Trident II, capaci di colpire a 18mila chilometri di distanza a una velocità di 29mila chilometri orari: ciascuno può seminare fino a quattordici testate atomiche.»

Fonte: La Repubblica (04/11/2022)
https://www.repubblica.it/esteri/2022/11/04/news/nel_mediterraneo_il_sottomarino_americano_rhode_island_dellapocalisse_nucleare-372935565/
PERICOLO DI GOLPE IN BOLIVIA

Il sociologo e scrittore argentino Atilio Borón ha messo in guardia sulla possibilità di un nuovo colpo di Stato in Bolivia, questa volta contro il presidente Luis Arce.

Lo ha denunciato attraverso un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove ha spiegato che c'è una forte offensiva della destra nel Paese, nonché un atteggiamento ambiguo da parte di alcuni settori del Movimento al Socialismo (MAS).

"Ci sono timori che possa verificarsi un nuovo colpo di stato in Bolivia. Vi è un'offensiva tremenda da parte della destra e un atteggiamento ambiguo da parte di alcuni settori del MAS, che esitano a respingere questo tentativo". Ha sottolineato che "se il tentativo dovesse riuscire, non sarà come il precedente".

Ha inoltre affermato che se le forze fasciste e retrograde dell’opposizione decidono di proseguire nel loro piano golpista, faranno precipitare il popolo boliviano in un bagno di sangue, molto peggiore di quello che era avvenuto durante il rovesciamento del presidente Evo Morales.

In questo senso, l'intellettuale argentino ha esortato i membri del MAS a unirsi e unire le forze per frenare questa minaccia.

"Sarebbe una tragedia politica di proporzioni incalcolabili. Non possono permetterlo per il bene della Bolivia, per il bene di tutta l'America Latina e dei Caraibi", ha aggiunto.

Fonte: Atilio Borón (08/11/2022)
https://www.facebook.com/atilioaboron/videos/638803474384586

A cura del Comitato Contro La Guerra Milano
LA PALESTINA ESORTA IL MONDO A FERMARE I CRIMINI DEGLI OCCUPANTI ISRAELIANI

«Il Ministero degli Affari Esteri palestinese ha esortato il mondo, in particolare gli Stati Uniti, a fermare i crimini e il terrorismo di Israele e dei suoi cittadini insediati nei territori occupati.

"Questi crimini sono parte integrante della sanguinosa e sistematica escalation israeliana contro il nostro popolo per spezzare la sua resilienza ed il sostegno ai giusti e legittimi diritti nazionali e alle nostre terre", sottolinea il testo diffuso dall'agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA.

Ha aggiunto a questo proposito che "queste aggressioni sono un tentativo israeliano di costringere il nostro popolo ad arrendersi e a coesistere con l'occupazione e gli insediamenti (paramilitari israeliani) e quindi presentare la loro continuazione come un fatto compiuto che è difficile da cambiare".

Nelle ultime settimane fonti ufficiali palestinesi hanno denunciato la crescente aggressività degli israeliani insediati in Cisgiordania e Gerusalemme Orientale concretizzata in attacchi armati, distruzione dei raccolti della popolazione autoctona e profanazione di luoghi sacri.»

Fonte: Prensa Latina (07/11/2022)
https://italiano.prensa-latina.cu/index.php?option=com_content&view=article&id=107178:&opcion=pl-ver-noticia
PAKISTAN, IMRAN KHAN: SAPEVO CHE VOLEVANO UCCIDERMI

«L’ex primo ministro pakistano Imran Khan era a conoscenza di un complotto per ucciderlo. Lo ha detto lui stesso in un discorso alla nazione, affermando che ”il giorno prima dell’attacco ho saputo che sia a Wazirabad sia nel Gujrat avevano pianificato di uccidermi”. E che la persona arrestata per l’aggressione ”non è un estremista. C’è un piano dietro il tentato omicidio e lo scopriremo”. Due sono state le raffiche di proiettili sparate contro di lui durante la marcia, ha detto Khan, affermando che ”c’erano due persone” che hanno sparato. E se le raffiche di proiettili fossero stati sincronizzate, non sarebbe sopravvissuto. “Poiché sono caduto, penso che l’assassino abbia pensato che fossi morto ed è fuggito”, ha detto Khan.

L’ex premier ha quindi accusato il “governo e i suoi responsabili” di volerlo uccidere nello stesso modo in cui è stato ucciso l’ex governatore del Punjab, Salman Taseer. ”Prima mi hanno accusato di blasfemia” e poi ”il loro piano è stato quello che hanno fatto a Wazirabad, un estremista religioso che uccide Imran Khan”, ha detto il leader del PTI. Khan ha detto di aver già raccontato questo piano pubblicamente durante una manifestazione del 24 settembre. ”Questo tentato omicidio è avvenuto esattamente secondo quella sceneggiatura”, ha aggiunto.»

Fonte: Pars Today (05/11/2022)
https://parstoday.com/it/news/world-i314892-pakistan_imran_khan_sapevo_che_volevano_uccidermi
ONU, OCCIDENTE E NAZISMO

«Come ogni anno dal 2012, il 4 novembre la Russia ha presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una bozza di risoluzione contro la glorificazione del nazismo, sollecitando la vigilanza di fronte alle moderne forme di xenofobia e la riabilitazione del Terzo Reich. Questa risoluzione non vincolante è stata adottata dalla maggioranza dei paesi (105 voti favorevoli, 52 contrari, 15 astenuti) durante la 77ᵃ sessione del Comitato per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tra i paesi che hanno votato contro figurano tutti gli Stati europei. Gli Stati Uniti sono l’unico paese ad avere votato sistematicamente contro tale risoluzione negli ultimi 10 anni. La stessa Ucraina, astenutasi in precedenza, ha iniziato a votare “no” nel 2014.»

Fonte:
https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-8-novembre-guerra-ucraina-russia-progozhin-ungheria-ue-brics-algeria-chip-usa-cina-oms-clima/129922
La nostra solidarietà al Popolo ed al Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Condividiamo il seguente comunicato del Ministero degli Esteri del Paese latinoamericano e denunciamo la doppia morale ed il doppio standard della UE, retaggio del colonialismo europeo, la quale da un lato pretende di difendere il diritto internazionale ed i diritti umani, dall’altro li viola costantemente.

IL VENEZUELA RESPINGE LA DECISIONE DELL’UNIONE EUROPEA DI RINNOVARE LE SANZIONI CONTRO IL POPOLO VENEZUELANO

Il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge la sventurata decisione dell'Unione Europea, annunciata l'11 novembre 2022, di rinnovare per un altro anno consecutivo le sanzioni contro il Popolo venezuelano.

Con questa decisione anacronistica si vuole insistere su una strategia completamente sbagliata, con la quale l'UE non è riuscita, negli ultimi cinque anni, a compiere il suo obiettivo di rovesciare il Governo bolivariano né di allontanare il nostro popolo dalla rotta politica sancita dalla nostra Costituzione.

Le Misure Coercitive Unilaterali attuate illegalmente dall'Unione Europea in modo premeditato, puniscono e violano massicciamente i diritti umani del Popolo venezuelano, poiché le loro conseguenze indirette finiscono per limitare l'accesso a cibo, medicine, investimenti primari, macchinari, ricambi e attrezzature necessarie per garantire i diritti fondamentali ed assicurare il normale sviluppo della nostra società.

La decisione dell'Unione Europea, pubblicata lo stesso giorno in cui il presidente Emmanuel Macron ha manifestato pubblicamente la volontà di sostenere i negoziati tra il governo venezuelano ed un settore dell'opposizione, non è coerente e costituisce uno schiaffo all'iniziativa francese denominata Forum per la Pace.

Ripudiamo la politica insana di ricorrere a questi strumenti di ricatto politico, contravvenendo ai principi democratici e ai diritti umani, istituendo una pericolosa pratica contraria ai principi del diritto internazionale e della coesistenza pacifica tra gli Stati.

Il Popolo ed il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela insisteranno nel proseguire la difesa della nostra sovranità, in base ai nostri principi costituzionali, riaffermando in ogni momento la nostra indipendenza conquistata già più di 200 anni fa.

Caracas, 12 novembre 2022

Fonte:
https://mppre.gob.ve/comunicado/venezuela-rechaza-decision-ue-renovar-medidas-coercitivas-unilaterales-contra-pueblo-nacional/

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
E pensare che i Paesi dell'UE e gli Stati Uniti stanno armando e finanziando proprio formazioni di questo stampo in Ucraina...

«I CONTATTI CON IL BATTAGLIONE AZOV - Sono stati arrestati Maurizio Ammendola, Michele Rinaldi, Massimiliano Mariano e Giampaolo Testa; ha l’obbligo di dimora invece Fabio Colarossi. Dalle intercettazioni è emerso tra l’altro che Testa progettava un attentato a una caserma dei carabinieri mentre un complice ucraino, che ha lasciato da tempo l’Italia, voleva provocare un’esplosione in un centro commerciale. La cellula aveva contatti con formazioni ultranazionaliste ucraine come il Battaglione Azov, Pravi Sector, e Centuria, verosimilmente in vista di possibili reclutamenti nelle fila di questi gruppi combattenti.»

Fonte: Corriere del Mezzogiorno (15/11/2022)
https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/22_novembre_15/campania-scoperta-cellula-neonazista-4-arresti-napoli-caserta-avellino-28d08bb0-64b3-11ed-86e0-7bd3cb81bfd3.shtml
Il World Peace Council (WPC - Consiglio Mondiale della Pace), dall’anno della sua nascita nel 1950, è la più grande organizzazione di pace al mondo. Il Comitato Contro La Guerra Milano nasce nel 2012 e partecipa per la prima volta al WPC durante i lavori della scorsa assemblea mondiale, a San Luis in Brasile nel 2016, continuando a partecipare in questi ultimi 6 anni. Siamo onorati dal fatto che la nostra lotta, il nostro costante lavoro di informazione, la nostra linea politica ed il nostro tentativo di dare visibilità al WPC nel nostro Paese, pur con tutti i nostri limiti, siano apprezzati da un’organizzazione internazionale così importante.

Saremo presenti con un nostro delegato e daremo il nostro contributo anche all’Assemblea Mondiale di Hanoi in Vietnam, con la consapevolezza che oggi, più che mai, la questione della guerra e della pace sia centrale. Rivolgiamo un appello agli amanti della Pace ed ai sinceri democratici affinché contribuiscano, ognuno secondo le proprie possibilità, ad aiutarci a coprire le spese del viaggio sul conto intestato ad un nostro integerrimo compagno:

IBAN: IT27A 03025 01601 TB8880281790
Intestatario: Pietro Morace
Causale: Donazione liberale per partecipazione all'assemblea WPC Hanoi

LA XXII ASSEMBLEA E CONFERENZA DI PACE DI HANOI DEL WORLD PEACE COUNCIL SI TERRÀ IN VIETNAM DAL 21 AL 26 NOVEMBRE 2022

La prossima 22a Assemblea del World Peace Council (WPC) si terrà nella capitale del Vietnam, Hanoi, dal 21 al 26 novembre 2022. Per una settimana, Hanoi si trasformerà nella "capitale mondiale della lotta anti-imperialista per la pace", dopo 6 anni dallo svolgimento della precedente Assemblea a Sao Luis in Brasile.

Il Comitato per la Pace del Vietnam, fondato nel 1950 con lo stesso leader rivoluzionario Ho Chi Minh come primo presidente, ospiterà l'Assemblea Mondiale del WPC il 23-24 novembre e seguirà una Conferenza Internazionale Anti-Imperialista il 25 novembre. Il comitato esecutivo uscente del WPC si riunirà anche ad Hanoi, mentre verranno effettuate visite ai siti storici e altri monumenti del Paese. Ci saranno riunioni separate con le organizzazioni e le autorità del Paese come il Fronte Patriottico, il Ministero della Difesa e l'Unione delle Organizzazioni di Amicizia del Vietnam (VUFO). I delegati incontreranno il Presidente della Repubblica e all'apertura dell'Assemblea del WPC parteciperà il Vicepresidente Permanente dell'Assemblea Popolare.

In Vietnam sono attese delegazioni di oltre 60 movimenti anti-imperialisti per la pace del mondo e di diverse organizzazioni amiche invitate. Parteciperanno anche le organizzazioni internazionali anti-imperialiste dei Sindacati (WFTU), della Gioventù (WFDY), delle Donne (WIDF) e degli Avvocati (IADL). L'Assemblea farà una valutazione delle azioni del WPC negli ultimi sei anni e determinerà le priorità per i prossimi quattro anni, eleggendo la sua nuova leadership.

Lo slogan della 22a Assemblea del WPC "RAFFORZIAMO LA LOTTA ANTI-IMPIERIALISTA E LA SOLIDARIETÀ PER UN MONDO DI PACE E GIUSTIZIA SOCIALE" rappresenta il bisogno e il peso che le organizzazioni WPC attribuiscono oggi alla lotta dei popoli, in un mondo dominato dall'imperialismo come sistema internazionale, dove i popoli si trovano di fronte a guerre, miseria e ingiustizia sociale, contemporaneamente all'aumento dei profitti dei monopoli e delle multinazionali ogni giorno.

Fonte:
http://www.wpc-in.org/statements/xxii-assembly-and-hanoi-peace-conference-world-peace-council-wpc-soon-start-vietnam-21-26

Traduzione a cura del Comitato Contro La Guerra Milano
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ECCO I CARRI ARMATI E GLI ELICOTTERI: I PORTUALI MOSTRANO GLI ARMAMENTI STATUNITENSI CHE TRANSITANO DA GENOVA

“Da qualche mese osserviamo un’escalation non tanto nella frequenza, ma nella quantità di armamenti, carri armati ed elicotteri da guerra che transitano dal porto di Genova verso l’Arabia Saudita”. Così il Collettivo Autonomo dei Lavoratori Portuali denuncia, mostrando foto e documenti, l’aumento del traffico di armamenti gestito dalla flotta saudita Bahri. Il timore è che questo aumento sia legato alla preparazione di un conflitto tra i sauditi di Mohammad bin Salman Al Sa’ud e l’Iran: “Non abbiamo ovviamente alcuna competenza geopolitica particolare – ci tiene a precisare Riccardo Rudino, uno dei delegati sindacali che il Calp esprime nelle principali società che operano in porto – ci limitiamo a osservare un’impressionante crescita del traffico di armamenti, e non vogliamo essere complici di questa logica di guerra”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano (10/11/2022)
Comitato Contro La Guerra Milano pinned «Il World Peace Council (WPC - Consiglio Mondiale della Pace), dall’anno della sua nascita nel 1950, è la più grande organizzazione di pace al mondo. Il Comitato Contro La Guerra Milano nasce nel 2012 e partecipa per la prima volta al WPC durante i lavori della…»