CAFFÈ SPIRITUALE
LUNEDÌ 30 MARZO 2026
LUNEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
https://www.ambroise-atakpa.it
—–•••—–
«Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte.
Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto,
Signore mio Dio, forza che mi salva». (Sal 34,1-2; Sal 139,8)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,1-11).
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Origene [(ca 185-253) sacerdote e teologo], Commento sul Cantico dei Cantici, II,9; SC 375
«Tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento»
La sposa del Cantico di Cantici dice: «Il mio nardo spande il suo profumo» (1,12)...; ma si può anche leggere «il Suo profumo»... La sposa si è avvicinata allo Sposo, l'ha unto con i suoi unguenti, e sorprendentemente, è come se il nardo non avesse sparso odore prima, finché era nelle mani della sposa, ma soltanto quando entra in contatto col corpo dello Sposo, per cui è meno probabile che questi abbia preso l'odore dal nardo, che non il nardo da lui...
Presentiamo qui la sposa Chiesa nella persona di Maria: si dice che ella porta una libbra di nardo di grande valore, unge i piedi di Gesù, li asciuga coi suoi capelli, e riceve in qualche modo per se stessa, attraverso la sua capigliatura, un profumo impregnato della qualità e potenza del corpo di Gesù... Ella si cosparge la testa di un profumo squisito che viene meno dal nardo che da Cristo, e dice (con la sposa): «Il mio nardo, versato sul corpo di Cristo, mi ha portato in cambio il Suo profumo»...
«E tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento». Ciò indica sicuramente che il profumo della dottrina che proviene da Cristo ed il dolce profumo dello Spirito Santo hanno riempito tutta la casa del mondo, o la casa di tutta la Chiesa. O almeno, hanno riempito tutta la casa di quell'anima che ha ricevuto di condividere il profumo di Cristo, dopo avergli offerto il dono della sua fede come nardo puro, e ricevendo in cambio la grazia dello Spirito Santo ed il dolce profumo della dottrina spirituale..., per poter dire anch'ella: «Noi siamo dinanzi a Dio il profumo di Cristo» (2 Cor 2,15). Perché quel nardo è stato riempito di fede e di un amore preziosissimo, perciò Gesù le rende questa testimonianza: «Ella ha compiuto verso di me un'opera buona» (Mc 14,6).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Guarda, Dio onnipotente,
l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale,
e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unigenito Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Maria di Betania prese trecento grammi
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
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LUNEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
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«Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte.
Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto,
Signore mio Dio, forza che mi salva». (Sal 34,1-2; Sal 139,8)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,1-11).
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Origene [(ca 185-253) sacerdote e teologo], Commento sul Cantico dei Cantici, II,9; SC 375
«Tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento»
La sposa del Cantico di Cantici dice: «Il mio nardo spande il suo profumo» (1,12)...; ma si può anche leggere «il Suo profumo»... La sposa si è avvicinata allo Sposo, l'ha unto con i suoi unguenti, e sorprendentemente, è come se il nardo non avesse sparso odore prima, finché era nelle mani della sposa, ma soltanto quando entra in contatto col corpo dello Sposo, per cui è meno probabile che questi abbia preso l'odore dal nardo, che non il nardo da lui...
Presentiamo qui la sposa Chiesa nella persona di Maria: si dice che ella porta una libbra di nardo di grande valore, unge i piedi di Gesù, li asciuga coi suoi capelli, e riceve in qualche modo per se stessa, attraverso la sua capigliatura, un profumo impregnato della qualità e potenza del corpo di Gesù... Ella si cosparge la testa di un profumo squisito che viene meno dal nardo che da Cristo, e dice (con la sposa): «Il mio nardo, versato sul corpo di Cristo, mi ha portato in cambio il Suo profumo»...
«E tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento». Ciò indica sicuramente che il profumo della dottrina che proviene da Cristo ed il dolce profumo dello Spirito Santo hanno riempito tutta la casa del mondo, o la casa di tutta la Chiesa. O almeno, hanno riempito tutta la casa di quell'anima che ha ricevuto di condividere il profumo di Cristo, dopo avergli offerto il dono della sua fede come nardo puro, e ricevendo in cambio la grazia dello Spirito Santo ed il dolce profumo della dottrina spirituale..., per poter dire anch'ella: «Noi siamo dinanzi a Dio il profumo di Cristo» (2 Cor 2,15). Perché quel nardo è stato riempito di fede e di un amore preziosissimo, perciò Gesù le rende questa testimonianza: «Ella ha compiuto verso di me un'opera buona» (Mc 14,6).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Guarda, Dio onnipotente,
l’umanità sfinita per la sua debolezza mortale,
e fa’ che riprenda vita per la passione del tuo unigenito Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Maria di Betania prese trecento grammi
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
www.bibbiaedu.it
BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Giovanni - 12
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviv…
«Maria di Betania prese trecento grammi
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
di profumo di puro nardo, assai prezioso,
ne cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli». (Cf. Gv 12,3)
In questo modo, da gran peccatore quale era, divenne un grande santo.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui». (Gv 13,31)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Concedi a questa tua famiglia, o Padre,
di celebrare con fede
i misteri della passione del tuo Figlio
per gustare la dolcezza del tuo perdono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato,
e Dio è stato glorificato in lui». (Gv 13,31)
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Giovanni - 13
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino…
CAFFÈ SPIRITUALE
MARTEDÌ 31 MARZO 2026
MARTEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
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—–•••—–
«Non gettarmi in preda ai miei avversari.
Contro di me si sono alzati falsi testimoni
che soffiano violenza». (Sal 26,12)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Uno di voi mi tradirà... Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,21-33.36-38).
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Francesco di Sales [(1567-1622)
vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa],
Il libro dei quattro amori, IV, 5
"Non canterà il gallo prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte"
San Pietro, uno degli Apostoli, arrecò gran torto al suo Maestro, poiché rinnegò e giurò che non lo conosceva, e non contento di questo, lo maledisse e bestemmiò, protestando di non sapere chi egli fosse (Mt 26, 69s). Quale colpo questo, che trafisse il cuore di Nostro Signore! Eh! Povero san Pietro, cosa stai facendo? Cosa stai dicendo? Non sai forse chi egli sia, non lo conosci, proprio tu che sei stato chiamato per bocca sua all'apostolato, tu che hai confessato che proprio lui era il Figlio del Dio vivente (Mt 16, 16)? Ah! Uomo miserabile, come puoi dire che non lo conosci? Non è forse colui che, non molto tempo fa, era ai tuoi piedi per lavarli e ti ha nutrito con il suo Corpo e il suo Sangue?...
Nessuno presuma delle proprie opere buone e pensi di non avere niente da temere, poiché san Pietro, che pur aveva ricevuto tante grazie, e promesso di accompagnare Nostro Signore in carcere, anzi fino alla morte, lo rinnegò subito dopo aver udito il fischio di un drappello di guardie.
San Pietro, sentito cantare il gallo, ricordò ciò che aveva fatto e ciò che gli aveva detto il suo buon Maestro; riconosciuta la sua colpa, uscì e pianse così amaramente da ricevere la remissione di tutti i suoi peccati. O beato san Pietro che a motivo di tale contrizione ricevette il perdono generale di una così grande slealtà... So bene che furono gli sguardi sacri di Nostro Signore ad aver penetrato nel suo cuore per aprirgli gli occhi e fargli riconoscere il suo peccato... Da questo momento non cessò più di piangere, soprattutto quando udiva il gallo di notte e di mattina...
MARTEDÌ 31 MARZO 2026
MARTEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
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«Non gettarmi in preda ai miei avversari.
Contro di me si sono alzati falsi testimoni
che soffiano violenza». (Sal 26,12)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Uno di voi mi tradirà... Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,21-33.36-38).
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
San Francesco di Sales [(1567-1622)
vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa],
Il libro dei quattro amori, IV, 5
"Non canterà il gallo prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte"
San Pietro, uno degli Apostoli, arrecò gran torto al suo Maestro, poiché rinnegò e giurò che non lo conosceva, e non contento di questo, lo maledisse e bestemmiò, protestando di non sapere chi egli fosse (Mt 26, 69s). Quale colpo questo, che trafisse il cuore di Nostro Signore! Eh! Povero san Pietro, cosa stai facendo? Cosa stai dicendo? Non sai forse chi egli sia, non lo conosci, proprio tu che sei stato chiamato per bocca sua all'apostolato, tu che hai confessato che proprio lui era il Figlio del Dio vivente (Mt 16, 16)? Ah! Uomo miserabile, come puoi dire che non lo conosci? Non è forse colui che, non molto tempo fa, era ai tuoi piedi per lavarli e ti ha nutrito con il suo Corpo e il suo Sangue?...
Nessuno presuma delle proprie opere buone e pensi di non avere niente da temere, poiché san Pietro, che pur aveva ricevuto tante grazie, e promesso di accompagnare Nostro Signore in carcere, anzi fino alla morte, lo rinnegò subito dopo aver udito il fischio di un drappello di guardie.
San Pietro, sentito cantare il gallo, ricordò ciò che aveva fatto e ciò che gli aveva detto il suo buon Maestro; riconosciuta la sua colpa, uscì e pianse così amaramente da ricevere la remissione di tutti i suoi peccati. O beato san Pietro che a motivo di tale contrizione ricevette il perdono generale di una così grande slealtà... So bene che furono gli sguardi sacri di Nostro Signore ad aver penetrato nel suo cuore per aprirgli gli occhi e fargli riconoscere il suo peccato... Da questo momento non cessò più di piangere, soprattutto quando udiva il gallo di notte e di mattina...
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Giovanni - 13
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino…
Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».
Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte». (Cf. Gv 13,21-33.36-38).
Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte». (Cf. Gv 13,21-33.36-38).
CAFFÈ SPIRITUALE
MERCOLEDÌ 01 APRILE 2026
MERCOLEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
https://www.ambroise-atakpa.it
—–•••—–
«Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
perché Gesù umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Gesù Cristo è Signore a gloria di Dio Padre». (Cf. Fil 2,10.8.11)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26,14-25).
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942)
carmelitana, martire, compatrona dell'Europa
La preghiera della Chiesa, 19-20
"Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?"
Sappiamo dai racconti degli evangelisti che Cristo ha pregato come ogni ebreo credente e fedele alla Legge. (...) Pronunciò le antiche orazioni di benedizione, che ancora oggi sono recitate, per il pane, il vino e i frutti della terra, come testimoniano i racconti dell'ultima Cena, tutta consacrata all'adempimento di uno dei obblighi religiosi più santi: il solenne pasto della Pasqua, che commemorava la liberazione dalla schiavitù d'Egitto. Forse qui ci è data la visione più profonda della preghiera di Cristo, e come una chiave che ci introduce nella preghiera di tutta la Chiesa. (...)
La benedizione e la condivisione del pane e del vino facevano parte del rito del pasto pasquale. Ma l'una e l'altra ricevono qui un senso interamente nuovo. Qui nasce la vita della Chiesa. Certamente è solo alla Pentecoste che nasce in quanto comunità spirituale e visibile. Ma nella Cena si compie l'innesto del tralcio sul ceppo, che rende possibile l'effusione dello Spirito. Le antiche orazioni di benedizione sono divenute nella bocca di Cristo parole creatrici di vita. I frutti della terra sono divenuti la sua carne e il suo sangue, pieni della sua vita. (...) La Pasqua dell'antica Alleanza è divenuta la Pasqua dell'Alleanza nuova.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Padre misericordioso,
tu hai voluto che il Cristo tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico:
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Salve, nostro Re, obbediente al Padre:
sei stato condotto alla croce,
come agnello mansueto al macello».
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
MERCOLEDÌ 01 APRILE 2026
MERCOLEDÌ DELLA SETTIMANA SANTA
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«Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
perché Gesù umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Gesù Cristo è Signore a gloria di Dio Padre». (Cf. Fil 2,10.8.11)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26,14-25).
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942)
carmelitana, martire, compatrona dell'Europa
La preghiera della Chiesa, 19-20
"Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?"
Sappiamo dai racconti degli evangelisti che Cristo ha pregato come ogni ebreo credente e fedele alla Legge. (...) Pronunciò le antiche orazioni di benedizione, che ancora oggi sono recitate, per il pane, il vino e i frutti della terra, come testimoniano i racconti dell'ultima Cena, tutta consacrata all'adempimento di uno dei obblighi religiosi più santi: il solenne pasto della Pasqua, che commemorava la liberazione dalla schiavitù d'Egitto. Forse qui ci è data la visione più profonda della preghiera di Cristo, e come una chiave che ci introduce nella preghiera di tutta la Chiesa. (...)
La benedizione e la condivisione del pane e del vino facevano parte del rito del pasto pasquale. Ma l'una e l'altra ricevono qui un senso interamente nuovo. Qui nasce la vita della Chiesa. Certamente è solo alla Pentecoste che nasce in quanto comunità spirituale e visibile. Ma nella Cena si compie l'innesto del tralcio sul ceppo, che rende possibile l'effusione dello Spirito. Le antiche orazioni di benedizione sono divenute nella bocca di Cristo parole creatrici di vita. I frutti della terra sono divenuti la sua carne e il suo sangue, pieni della sua vita. (...) La Pasqua dell'antica Alleanza è divenuta la Pasqua dell'Alleanza nuova.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Padre misericordioso,
tu hai voluto che il Cristo tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico:
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
************** «Salve, nostro Re, obbediente al Padre:
sei stato condotto alla croce,
come agnello mansueto al macello».
In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, luce del nostro cammino, sia benedetta questa giornata.
D. Ambroise Atakpa.
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Lettere Paoline - Filippesi - 2
Se dunque c'è qualche consolazione in Cristo, se c'è qualche conforto, frutto della carità, se c'è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amor…
grembiule senza la stola sarebbe fatalmente sterile...
Nel nostro linguaggio canonico, ai tempi del seminario, c'era una
espressione che oggi, almeno così pare, sta fortunatamente
scomparendo: "diritti di stola".
E c'erano anche delle sottospecie colorate: "stola bianca" e "stola
nera".Ci sarebbe da augurarsi che il vuoto lessicale lasciato da questa frase
fosse compensato dall'ingresso di un'altra terminologia nel nostro
vocabolario sacerdotale: "doveri di grembiule"!
Questi doveri mi pare che possano sintetizzarsi in tre parole chiave:
condivisione, profezia, formazione politica.
Speriamo che i seminari formino i futuri presbiteri ai "doveri di
grembiule" non solo con la stessa puntigliosità con cui li informavano sui
"diritti di stola", ma con la stessa tenacia, col medesimo empito
celebrativo e con l'identico rigore scientifico con cui li preparano ai loro
compiti liturgici.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». (Cf. Gv 13,34) In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, Umile Servo del Padre per la nostra salvezza sia benedetta questa giornata. Santo Triduo pasquale.
D. Ambroise Atakpa.
Nel nostro linguaggio canonico, ai tempi del seminario, c'era una
espressione che oggi, almeno così pare, sta fortunatamente
scomparendo: "diritti di stola".
E c'erano anche delle sottospecie colorate: "stola bianca" e "stola
nera".Ci sarebbe da augurarsi che il vuoto lessicale lasciato da questa frase
fosse compensato dall'ingresso di un'altra terminologia nel nostro
vocabolario sacerdotale: "doveri di grembiule"!
Questi doveri mi pare che possano sintetizzarsi in tre parole chiave:
condivisione, profezia, formazione politica.
Speriamo che i seminari formino i futuri presbiteri ai "doveri di
grembiule" non solo con la stessa puntigliosità con cui li informavano sui
"diritti di stola", ma con la stessa tenacia, col medesimo empito
celebrativo e con l'identico rigore scientifico con cui li preparano ai loro
compiti liturgici.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». (Cf. Gv 13,34) In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, Umile Servo del Padre per la nostra salvezza sia benedetta questa giornata. Santo Triduo pasquale.
D. Ambroise Atakpa.
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Giovanni - 13
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino…
CAFFÈ SPIRITUALE
GIOVEDÌ 02 APRILE 2026
GIOVEDÌ SANTO «CENA DEL SIGNORE»
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
https://www.ambroise-atakpa.it
—–•••—–
«Non ci sia per noi altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati».
(Cf. Gal 6,14)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Li amò sino alla fine.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15).
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Antonio BELLO [don Tonino, vescovo di Molfetta (Alessano, 18 marzo 1935 – Molfetta, 20 aprile 1993)], Stola e Grembiule , ED Insieme 1993, 21-22
Stola e grembiule
Forse a qualcuno può sembrare un'espressione irriverente, e
l'accostamento della stola col grembiule può suggerire il sospetto di un
piccolo sacrilegio. Si, perché di solito la stola richiama l'armadio della
sacrestia, dove con tutti gli altri paramenti sacri, profumata d'incenso, fabella mostra di sé, con la sua seta ed i suoi colori, con i suoi simboli ed i
suoi ricami.
Non c'è novello sacerdote che non abbia in dono dalle buone suore del
suo paese, per la prima messa solenne, una stola preziosa.
Il grembiule, invece, ben che vada, se non proprio gli accessori di un
lavatoio, richiama la credenza della cucina, dove, intriso di intingoli e
chiazzato di macchie, è sempre a portata di mano della buona massaia.
Ordinariamente non è articolo da regalo: tanto meno da parte delle
suore, per un giovane prete. Eppure, è l'unico paramento sacerdotale
registrato dal Vangelo.
Il quale Vangelo, per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte
del Giovedì Santo, non parla né di casule, né di amitti, né di stole, né di
piviali.
Parla solo di questo panno rozzo che il Maestro si cinse ai fianchi con
un gesto squisitamente sacerdotale.
Chi sa che non sia il caso di completare il guardaroba delle nostre
sacrestie con l'aggiunta di un grembiule tra le dalmatiche di raso e le
pianete di camice d'oro, tra i veli omerali di broccato e le stole a lamine
d'argento!
La cosa più importante, comunque, non è introdurre il "grembiule"
nell'armadio dei paramenti sacri, ma comprendere che la stola ed il
grembiule sono quasi il diritto ed il rovescio di un unico simbolo
sacerdotale.
Anzi, meglio ancora, sono come l'altezza e la larghezza di un unico
panno di servizio: il servizio reso a Dio e quello offerto al prossimo.
La stola senza il grembiule resterebbe semplicemente calligrafica. Il
GIOVEDÌ 02 APRILE 2026
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«Non ci sia per noi altro vanto
che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo.
Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati».
(Cf. Gal 6,14)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Li amò sino alla fine.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15).
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Antonio BELLO [don Tonino, vescovo di Molfetta (Alessano, 18 marzo 1935 – Molfetta, 20 aprile 1993)], Stola e Grembiule , ED Insieme 1993, 21-22
Stola e grembiule
Forse a qualcuno può sembrare un'espressione irriverente, e
l'accostamento della stola col grembiule può suggerire il sospetto di un
piccolo sacrilegio. Si, perché di solito la stola richiama l'armadio della
sacrestia, dove con tutti gli altri paramenti sacri, profumata d'incenso, fabella mostra di sé, con la sua seta ed i suoi colori, con i suoi simboli ed i
suoi ricami.
Non c'è novello sacerdote che non abbia in dono dalle buone suore del
suo paese, per la prima messa solenne, una stola preziosa.
Il grembiule, invece, ben che vada, se non proprio gli accessori di un
lavatoio, richiama la credenza della cucina, dove, intriso di intingoli e
chiazzato di macchie, è sempre a portata di mano della buona massaia.
Ordinariamente non è articolo da regalo: tanto meno da parte delle
suore, per un giovane prete. Eppure, è l'unico paramento sacerdotale
registrato dal Vangelo.
Il quale Vangelo, per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte
del Giovedì Santo, non parla né di casule, né di amitti, né di stole, né di
piviali.
Parla solo di questo panno rozzo che il Maestro si cinse ai fianchi con
un gesto squisitamente sacerdotale.
Chi sa che non sia il caso di completare il guardaroba delle nostre
sacrestie con l'aggiunta di un grembiule tra le dalmatiche di raso e le
pianete di camice d'oro, tra i veli omerali di broccato e le stole a lamine
d'argento!
La cosa più importante, comunque, non è introdurre il "grembiule"
nell'armadio dei paramenti sacri, ma comprendere che la stola ed il
grembiule sono quasi il diritto ed il rovescio di un unico simbolo
sacerdotale.
Anzi, meglio ancora, sono come l'altezza e la larghezza di un unico
panno di servizio: il servizio reso a Dio e quello offerto al prossimo.
La stola senza il grembiule resterebbe semplicemente calligrafica. Il
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Lettere Paoline - Gàlati - 6
Fratelli, se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi, che avete lo Spirito, correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere te…
CAFFÈ SPIRITUALE
VENERDÌ 03 APRILE 2026
VENERDÌ SANTO «PASSIONE DEL SIGNORE»
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«Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome».
(Cf. Fil 2,8-9)
VANGELO
Passione del Signore.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42).
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato»[…]
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò […]
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito […]
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
MEDITAZIONE
San Nerses Snorhali [(1102-1173) patriarca armeno] Gesù, Figlio unico del Padre, § 727-736; SC 203
“Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra” (Lc 23,33)
In cambio dell’albero che ha dato la morte,
che sta in mezzo al Paradiso (Gen 3,3),
hai portato sulle spalle il legno della croce,
l’hai fatto salire sul luogo chiamato Golgota.
Solleva l’anima mia, caduta nel peccato
che porta un peso sì grande;
sollevala col "dolce giogo"
e col "carico leggero" della croce (Mt 11,30).
Il venerdì, alle ore tre,
nel giorno dove il primo uomo è stato sedotto,
sei stato inchiodato, Signore, sul legno
insieme al ladrone criminale.
Le mani che avevano creato la terra,
le hai stese sulla croce,
in cambio delle mani di Adamo e di Eva che si erano tese
verso l’albero dove avevano colto la morte.
VENERDÌ 03 APRILE 2026
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«Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome».
(Cf. Fil 2,8-9)
VANGELO
Passione del Signore.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni (Gv 18,1-19,42).
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato»[…]
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò […]
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito […]
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
MEDITAZIONE
San Nerses Snorhali [(1102-1173) patriarca armeno] Gesù, Figlio unico del Padre, § 727-736; SC 203
“Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra” (Lc 23,33)
In cambio dell’albero che ha dato la morte,
che sta in mezzo al Paradiso (Gen 3,3),
hai portato sulle spalle il legno della croce,
l’hai fatto salire sul luogo chiamato Golgota.
Solleva l’anima mia, caduta nel peccato
che porta un peso sì grande;
sollevala col "dolce giogo"
e col "carico leggero" della croce (Mt 11,30).
Il venerdì, alle ore tre,
nel giorno dove il primo uomo è stato sedotto,
sei stato inchiodato, Signore, sul legno
insieme al ladrone criminale.
Le mani che avevano creato la terra,
le hai stese sulla croce,
in cambio delle mani di Adamo e di Eva che si erano tese
verso l’albero dove avevano colto la morte.
Io ho peccato come loro,
e li ho anche superati…
Perdona il mio misfatto
come a loro nella regione dove la speranza è bandita.
Sei salito sulla santa croce,
hai tolto la trasgressione degli uomini ;
inchiodandovi
il nemico della nostra natura.
Fortificami sotto la protezione
di questo santo segno, sempre vincitore,
e quando si leverà in Oriente (Mt 24,30),
illuminami della sua luce.
Al ladrone che era alla tua destra
hai aperto la porta del Paradiso;
ricordati di me anche quando ritornerai
con la regalità di tuo Padre (Lc 23,42).
Possa anch’io sentir pronunciare
la risposta che fa esultare:
“Oggi sarai con me nell’Eden,
nella tua prima patria!”
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Ricordati, o Padre, della tua misericordia
e santifica con eterna protezione i tuoi fedeli,
per i quali Cristo, tuo Figlio,
ha istituito nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R/. Amen.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Adoriamo la tua Croce, o Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo». In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, Umile Servo del Padre per la nostra salvezza sia benedetta questa giornata. Santo venerdì 'In Passione Domini'. D. Ambroise Atakpa.
e li ho anche superati…
Perdona il mio misfatto
come a loro nella regione dove la speranza è bandita.
Sei salito sulla santa croce,
hai tolto la trasgressione degli uomini ;
inchiodandovi
il nemico della nostra natura.
Fortificami sotto la protezione
di questo santo segno, sempre vincitore,
e quando si leverà in Oriente (Mt 24,30),
illuminami della sua luce.
Al ladrone che era alla tua destra
hai aperto la porta del Paradiso;
ricordati di me anche quando ritornerai
con la regalità di tuo Padre (Lc 23,42).
Possa anch’io sentir pronunciare
la risposta che fa esultare:
“Oggi sarai con me nell’Eden,
nella tua prima patria!”
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
Ricordati, o Padre, della tua misericordia
e santifica con eterna protezione i tuoi fedeli,
per i quali Cristo, tuo Figlio,
ha istituito nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R/. Amen.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Adoriamo la tua Croce, o Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo». In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, Umile Servo del Padre per la nostra salvezza sia benedetta questa giornata. Santo venerdì 'In Passione Domini'. D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
SABATO 04 APRILE 2026
SABATO SANTO
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«Non ci sia per noi altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati». (Ant. d’ingresso Cf. Gal 6,14)
VANGELO
Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 38-42).
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Da un’antica «Omelia sul Sabato santo» (PG 43, 439. 451. 462-463)
La discesa agli inferi del Signore
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione. Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura. Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te. Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso.
SABATO 04 APRILE 2026
SABATO SANTO
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«Non ci sia per noi altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo. Egli è nostra salvezza, vita e risurrezione; per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati». (Ant. d’ingresso Cf. Gal 6,14)
VANGELO
Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 38-42).
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Da un’antica «Omelia sul Sabato santo» (PG 43, 439. 451. 462-463)
La discesa agli inferi del Signore
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi. Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione. Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà. Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi, mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura. Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te. Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso.
Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio. Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo Unigenito disceso nelle viscere della terra, fa’ che, sepolti con lui nel battesimo, risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Si è allontanato il nostro pastore, la fonte di acqua viva, alla cui morte si è oscurato il sole.
Colui che teneva schiavo il primo uomo è stato fatto schiavo lui stesso: oggi il nostro Salvatore ha abbattuto le porte e le sbarre della morte.» Nell’attesa della vittoria di Cristo Gesù sulla morte buon Sabato Santo.
D. Ambroise Atakpa.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio eterno e onnipotente, che ci concedi di celebrare il mistero del Figlio tuo Unigenito disceso nelle viscere della terra, fa’ che, sepolti con lui nel battesimo, risorgiamo con lui nella gloria della risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Si è allontanato il nostro pastore, la fonte di acqua viva, alla cui morte si è oscurato il sole.
Colui che teneva schiavo il primo uomo è stato fatto schiavo lui stesso: oggi il nostro Salvatore ha abbattuto le porte e le sbarre della morte.» Nell’attesa della vittoria di Cristo Gesù sulla morte buon Sabato Santo.
D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
SABATO 04 APRILE 2026
«RESURREZIONE DEL SIGNORE» - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
https://www.ambroise-atakpa.it
—–•••—–
«Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.
Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!» (Dall’ Exsultet)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
È risorto e vi precede in Galilea.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,1-10).
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Un’omelia greca del IV secolo Sulla santa Pasqua, §1 e 58ss; PG 59, 743; SC 27 (ispirata da un’omelia perduta di Sant’Ippolito di Roma)
“Ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi” (Sal 118,23)
Ecco venire l’ora in cui appare la luce benedetta di Cristo; si levano i puri raggi dello Spirito ed il cielo apre i tesori della gloria divina. La notte vasta e oscura è inghiottita, le spesse tenebre si disperdono, l’ombra triste della morte annega nel buio. La vita si riflette su ogni cosa; tutto è riempito di luce senza fine. L’Aurora delle aurore sale sulla terra e "colui che era prima della stella del mattino" (Sal 110,3), prima degli astri, immortale e infinito, il grande Cristo brilla su tutti gli esseri più del sole.
Per noi che crediamo in lui comincia un giorno di luce, vasto, eterno, che nulla spegnerà: è la pasqua mistica, celebrata in prefigurazione dalla Legge, compiuta in verità da Cristo, pasqua magnifica, meraviglia della potenza di Dio, opera di potenza, la vera festa, il memoriale eterno: la liberazione da ogni sofferenza nasce dalla Passione, l’immortalità nasce dalla morte, la vita dalla tomba, dalla ferita nasce la guarigione, dalla caduta il rialzarsi, dalla discesa agli inferi l’ascendere. (…)
Sono le donne dapprima che l’hanno visto risorto. Come una donna per prima aveva introdotto il peccato nel mondo, così lei per prima, ancora una volta, porta la notizia della vita. Perciò loro sentono questa parola sacra: “Donne, rallegratevi!" (Mt 28,9 greco) affinché la prima tristezza sia cancellata dalla gioia della risurrezione. (…)
Alla vista di sì grande mistero – un uomo che sale ora con Dio – le potenze dei cieli gridavano con gioia alle schiere degli angeli: "Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria!” Hanno visto la meraviglia, la natura umana unita a quella di Dio ed hanno esclamato a loro volta: “Chi è questo re della gloria?” Altri hanno risposto: “Il Signore degli eserciti è il re della gloria, forte e potente in battaglia” (Sal 23,7ssLXX).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua Chiesa lo spirito di adozione filiale,
perché, rinnovati nel corpo e nell’anima,
SABATO 04 APRILE 2026
«RESURREZIONE DEL SIGNORE» - VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA
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«Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.
Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!» (Dall’ Exsultet)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
È risorto e vi precede in Galilea.
✠ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,1-10).
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Un’omelia greca del IV secolo Sulla santa Pasqua, §1 e 58ss; PG 59, 743; SC 27 (ispirata da un’omelia perduta di Sant’Ippolito di Roma)
“Ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi” (Sal 118,23)
Ecco venire l’ora in cui appare la luce benedetta di Cristo; si levano i puri raggi dello Spirito ed il cielo apre i tesori della gloria divina. La notte vasta e oscura è inghiottita, le spesse tenebre si disperdono, l’ombra triste della morte annega nel buio. La vita si riflette su ogni cosa; tutto è riempito di luce senza fine. L’Aurora delle aurore sale sulla terra e "colui che era prima della stella del mattino" (Sal 110,3), prima degli astri, immortale e infinito, il grande Cristo brilla su tutti gli esseri più del sole.
Per noi che crediamo in lui comincia un giorno di luce, vasto, eterno, che nulla spegnerà: è la pasqua mistica, celebrata in prefigurazione dalla Legge, compiuta in verità da Cristo, pasqua magnifica, meraviglia della potenza di Dio, opera di potenza, la vera festa, il memoriale eterno: la liberazione da ogni sofferenza nasce dalla Passione, l’immortalità nasce dalla morte, la vita dalla tomba, dalla ferita nasce la guarigione, dalla caduta il rialzarsi, dalla discesa agli inferi l’ascendere. (…)
Sono le donne dapprima che l’hanno visto risorto. Come una donna per prima aveva introdotto il peccato nel mondo, così lei per prima, ancora una volta, porta la notizia della vita. Perciò loro sentono questa parola sacra: “Donne, rallegratevi!" (Mt 28,9 greco) affinché la prima tristezza sia cancellata dalla gioia della risurrezione. (…)
Alla vista di sì grande mistero – un uomo che sale ora con Dio – le potenze dei cieli gridavano con gioia alle schiere degli angeli: "Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria!” Hanno visto la meraviglia, la natura umana unita a quella di Dio ed hanno esclamato a loro volta: “Chi è questo re della gloria?” Altri hanno risposto: “Il Signore degli eserciti è il re della gloria, forte e potente in battaglia” (Sal 23,7ssLXX).
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua Chiesa lo spirito di adozione filiale,
perché, rinnovati nel corpo e nell’anima,
siamo sempre fedeli al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi». (Dall’ Exsultet) «Christòs anesti. Alithòs anésti. – Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluia !» Buona Pasqua! D. Ambroise Atakpa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi». (Dall’ Exsultet) «Christòs anesti. Alithòs anésti. – Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluia !» Buona Pasqua! D. Ambroise Atakpa.
CAFFÈ SPIRITUALE
DOMENICA 05 APRILE 2026
DOMENICA DI PASQUA «RESURREZIONE DEL SIGNORE»
===☕️===
Twitter: @ambroDeusdedit
https://www.ambroise-atakpa.it
—–•••—–
«Il Signore è veramente risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza
nei secoli eterni. Alleluia, alleluia». (Cf. Lc 24,34; Ap 1,6)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9).
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Libro delle ore del Sinai (9° secolo) Beatitudini della Risurrezione, SC 486
Rallegratevi, Cristo è risorto dalla tomba!
Ascolta, Adamo, e rallegrati con Eva, poiché quello che vi aveva spogliati entrambi e con l’inganno vi aveva resi schiavi, sulla Croce di Cristo è stato ridotto all’impotenza. Oggi, Cristo, hai abolito con la tua potenza l’impero della morte e hai liberato, Datore di vita, le anime degli uomini grazie alla risurrezione, tu nostro Salvatore. Come la moltitudine degli angeli in cielo, così il genere umano sulla terra fa festa per la santa Risurrezione della tua bontà, Signore. Oggi Cristo è risorto dalla tomba, da cui fa sgorgare l’immortalità per tutti i mortali e nella sua misericordia inaugura con le donne e il loro profumo la gioia della Risurrezione. Risvegliamoci dalla tomba del peccato, noi, messi a morti sotto un cumulo di passioni, Salvatore che con la tua risurrezione hai distrutto la tirannia della Morte, vero Amico dell’uomo. Rallegratevi, sagge Donne che portate il profumo, che per prime avete visto la risurrezione di Cristo e avete annunciato agli apostoli la risurrezione del mondo intero. Ti adoro, Padre senza inizio che sei vita, adoro con te il tuo Figlio Eterno che è vita, vita e sorgente viva è lo Spirito Santo: glorifico l’univa Vita vera.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la risurrezione del Signore,
di rinascere nella luce della vita,
rinnovati dal tuo Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
**************
«Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa». (SEQUENZA) «Christòs anesti. Alithòs anésti. – Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluia !» Buona Pasqua! D. Ambroise Atakpa.
DOMENICA 05 APRILE 2026
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«Il Signore è veramente risorto. Alleluia.
A lui gloria e potenza
nei secoli eterni. Alleluia, alleluia». (Cf. Lc 24,34; Ap 1,6)
✠ Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
VANGELO
Egli doveva risuscitare dai morti.
✠ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9).
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore.
MEDITAZIONE
Libro delle ore del Sinai (9° secolo) Beatitudini della Risurrezione, SC 486
Rallegratevi, Cristo è risorto dalla tomba!
Ascolta, Adamo, e rallegrati con Eva, poiché quello che vi aveva spogliati entrambi e con l’inganno vi aveva resi schiavi, sulla Croce di Cristo è stato ridotto all’impotenza. Oggi, Cristo, hai abolito con la tua potenza l’impero della morte e hai liberato, Datore di vita, le anime degli uomini grazie alla risurrezione, tu nostro Salvatore. Come la moltitudine degli angeli in cielo, così il genere umano sulla terra fa festa per la santa Risurrezione della tua bontà, Signore. Oggi Cristo è risorto dalla tomba, da cui fa sgorgare l’immortalità per tutti i mortali e nella sua misericordia inaugura con le donne e il loro profumo la gioia della Risurrezione. Risvegliamoci dalla tomba del peccato, noi, messi a morti sotto un cumulo di passioni, Salvatore che con la tua risurrezione hai distrutto la tirannia della Morte, vero Amico dell’uomo. Rallegratevi, sagge Donne che portate il profumo, che per prime avete visto la risurrezione di Cristo e avete annunciato agli apostoli la risurrezione del mondo intero. Ti adoro, Padre senza inizio che sei vita, adoro con te il tuo Figlio Eterno che è vita, vita e sorgente viva è lo Spirito Santo: glorifico l’univa Vita vera.
PADRE NOSTRO…
ORAZIONE
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo Figlio unigenito,
hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la risurrezione del Signore,
di rinascere nella luce della vita,
rinnovati dal tuo Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
✠ Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.
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«Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa». (SEQUENZA) «Christòs anesti. Alithòs anésti. – Cristo è risorto, è veramente risorto. Alleluia !» Buona Pasqua! D. Ambroise Atakpa.
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BibbiaEdu: Bibbia CEI 2008 - Nuovo Testamento - Vangeli - Luca - 24
Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era …