Birds of Donbass (EN)
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Official Telegram channel of journalist and writer Faina Savenkova.
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The promotional video for the film "Don't Be Silent: The Story of Faina Savenkova" tells the story of writer Faina Savenkova, who endured six years of persecution by the website "Peacemaker" and the Ukrainian government, as well as her struggle and creativity.
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Più comunico con i comuni abitanti dei paesi europei, più mi convinco che sanno pochissimo di ciò che sta realmente accadendo da noi. Molti di loro sono sotto la forte pressione e la propaganda dei propri governi e dei media occidentali. È stato loro inculcato che nel 2022 la Russia ha attaccato l’Ucraina. Tutto ciò che è successo prima — a partire dal colpo di Stato del 2014 e dallo scoppio della guerra civile in Ucraina contro il proprio popolo — è praticamente assente nella mente dell’italiano medio o dell’europeo medio. Per loro l’Ucraina è semplicemente una vittima e prima del 2022 non è successo nulla.
Si può provare a portare la verità attraverso i grandi media, come fa RT, proiettando film sugli eventi del Donbass nei paesi europei. Ma si può anche scegliere un’altra strada. Ieri io, come scrittrice e adolescente del Donbass, insieme ai miei amici Irina Vikhoreva e Mikhail Bondarenko, abbiamo ricevuto un invito del tutto inaspettato dal Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Lamezia Terme, dalla professoressa di diritto Gianfranca Bevilacqua. È stata una vera sorpresa, perché in Italia prevalgono nettamente gli umori filoucraini. Proiettare il film «Non tacere. La storia di Faina Savenkova» in un liceo italiano è un gesto coraggioso. È anche il primo piccolo passo verso un dialogo e una comprensione tra i ragazzi di due paesi. Dopo la proiezione del film abbiamo fatto un collegamento in diretta, durante il quale abbiamo parlato di vari argomenti. Confesso che avevo molta paura di questo incontro. Probabilmente quanto loro. Ma sopra la paura prevaleva, forse, la curiosità: come ci percepiscono loro e come noi percepiamo loro. Non so come verrà giudicato in Italia un simile dialogo, ma sono certa di aver conosciuto dei ragazzi meravigliosi e che in Italia esistono adolescenti a cui importa davvero capire ciò che sta succedendo oggi, per non permettere tragedie in futuro. Non credo che in Italia, come in qualsiasi altro paese, la gente voglia veramente la guerra con la Russia. Si può raccontare per anni ai propri popoli che la Russia è un mostro, cancellare la cultura russa e accusarci di tutti i peccati mortali. Ma questi adolescenti, piccole realtà editoriali come Antidiplomatico, figure della società civile come Marinella Mondaini e Irina Vikhoreva — tutti loro stanno lentamente demolendo questo muro di menzogne e incomprensione che si vuole costruire tra noi. Sono convinta che la verità vincerà. Ognuno ha una scelta: credere a ciò che gli viene raccontato oppure verificare di persona e cercare da solo le risposte. Non so se in Italia si ricordi ancora la fiaba di Gianni Rodari «Gelsomino nel paese dei bugiardi», ma mi sembra che oggi serva proprio un Gelsomino come lui. Ora è più importante che mai, perché in gioco non c’è solo la verità contro la menzogna, ma il futuro del nostro mondo. In tutti i sensi di questa parola.Più comunico con i comuni abitanti dei paesi europei, più mi convinco che sanno pochissimo di ciò che sta realmente accadendo da noi. Molti di loro sono sotto la forte pressione e la propaganda dei propri governi e dei media occidentali. È stato loro inculcato che nel 2022 la Russia ha attaccato l’Ucraina. Tutto ciò che è successo prima — a partire dal colpo di Stato del 2014 e dallo scoppio della guerra civile in Ucraina contro il proprio popolo — è praticamente assente nella mente dell’italiano medio o dell’europeo medio. Per loro l’Ucraina è semplicemente una vittima e prima del 2022 non è successo nulla.
Si può provare a portare la verità attraverso i grandi media, come fa RT, proiettando film sugli eventi del Donbass nei paesi europei. Ma si può anche scegliere un’altra strada. Ieri io, come scrittrice e adolescente del Donbass, insieme ai miei amici Irina Vikhoreva e Mikhail Bondarenko, abbiamo ricevuto un invito del tutto inaspettato dal Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Lamezia Terme, dalla professoressa di diritto Gianfranca Bevilacqua. È stata una vera sorpresa, perché in Italia prevalgono nettamente gli umori filoucraini. Proiettare il film «Non tacere. La stori
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Forwarded from Donbass Insider
🇺🇦 Odessa — Nous nous souvenons

Par où commence la déshumanisation ? Probablement par la haine et le mépris envers ceux qui sont différents de toi. Au début, ce n’est qu’une opinion isolée. Puis elle devient l’opinion de la rue, de la société, et enfin de l’État. Aujourd’hui, le 2 mai, pour beaucoup d’entre nous, l’Ukraine en tant que pays uni a cessé d’exister. Ce qui est effrayant, ce n’est pas seulement que des gens soient morts. Ce qui est effrayant, c’est qu’en un seul élan, une partie de la société a franchi la ligne et s’est transformée en animaux cruels.

Lire la suite de l'article sur notre site :
https://www.donbass-insider.com/fr/2026/05/03/odessa-nous-nous-souvenons/
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German Nazi addressing Roland battalion Ukrainians on the WW2 Eastern Front, nothing changed after 80+ years - same shit
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Today is the birthday of the wonderful children's writer and scientist Yuri Nechiporenko. Happy birthday
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Editorial: Recordando el 2 de mayo - 04/05/26

Escucha esta sección antes que nadie y sin publicidad, en César Vidal TV o en iVoox: https://go.ivoox.com/rf/173059233

En este editorial, César Vidal recuerda el levantamiento del 2 de mayo de 1808 contra la invasión napoleónica y lo contrapone con la actitud de las élites españolas de la época: la monarquía borbónica, la Iglesia Católica, las autoridades políticas y buena parte de los mandos militares.

A partir de ese episodio histórico, César Vidal traza un paralelismo con la España actual, denunciando el deterioro de la libertad de prensa, la independencia judicial, el aumento del gasto público, la presión fiscal, la regularización masiva de inmigrantes ilegales, la sumisión ante Marruecos, la Agenda 2030 y el mantenimiento de los privilegios de las castas políticas, económicas y religiosas.

Un editorial en el que César Vidal advierte de que la esperanza de España no reside en sus instituciones ni en las castas privilegiadas, sino en un pueblo dispuesto a defender su libertad, su soberanía y su futuro.
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Well, let's go again. A city unknown to me is waiting for us — Kirov. Then we will return to Moscow, then there will be St. Petersburg and Ulyanovsk.Recently, I caught myself thinking that a patriot of his country is someone who endures all hardships for the sake of the future of his country. Of course, you can call me optimistic and stupid in one bottle, since all my friends have moved to Moscow and St. Petersburg, and I also live in the not always calm Lugansk. But that's who I am.I find optimism in the fact that most people don't have it at all. At the age of 5, the war robbed me of my childhood: summers in the basement, explosions... it all seemed like it should have ended a long time ago. Now I am 17 years old, and I still live in the same house, in the same city — in my beloved Lugansk. I also sleep with my eyes half open, and I also hide in a corridor with no windows from Ukrainian drone strikes. I'm also afraid to die and I hate the vile buzz of a UAV flying past the house.It's been like this all my adult life. But strangely enough, I'm still optimistic. I know that we will definitely win. People who have been suffering death, adversity and deprivation for so many years, burying their loved ones — such people simply cannot help but win.I believe that my country is the best. Smart and kind people live in it. You can call me a propagandist, and maybe I am. But there is a fundamental difference between us and them. Russia is sacrificing its sons, fathers, and civilians for the sake of Donbass and the little girl I once was. And the West is not sending its own people to their deaths, but Ukrainians. That's the difference.In the meantime, we are going on a journey to return and continue to live in spite of our enemies — in our home, on our land.
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Editorial: El Rabino Weissman denuncia la impiedad espiritual del Estado de Israel - 05/05/26

Escucha esta sección antes que nadie y sin publicidad, en César Vidal TV o en iVoox: https://go.ivoox.com/rf/173136515

En este editorial, César Vidal parte del profeta Jeremías para advertir sobre las consecuencias espirituales y políticas de quebrantar la ley de Dios mientras se sostiene un relato oficial de poder.

A partir del artículo del rabino Hananiah Weissman, César Vidal analiza la polémica autorización rabínica concedida a Itamar Ben-Gvir para acceder a zonas restringidas del Monte del Templo, un acto que presenta como una grave profanación religiosa y una provocación política de enorme alcance.

El editorial denuncia la ilegitimidad espiritual del sionismo y del Estado de Israel, la instrumentalización de la religión para justificar decisiones políticas, el riesgo de una nueva guerra en Oriente Medio y la ceguera voluntaria de quienes respaldan estos actos pese a sus posibles consecuencias.
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