Giuseppe Ponsetti
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Domani (29 marzo) inizia il processo agli anarchici bielorussi Artem Solovy, Yauhen Rubashko, Aliaksandr Belau e Artem Solovy.

Yauhen Rubashko e Aliaksandr Belau sono stati arrestati il 29 luglio 2021, ed Artyom e Solauye il 4 agosto 2021. I compagni sono stati torturati e picchiati durante la loro detenzione.

Secondo l'ACHK-Belarus, sono accusati di organizzazione/partecipazione attiva alla lotta contro la dittatura (articolo 342.1), così come di creazione/partecipazione alla formazione estremista "Pramen" (articolo 361-1.3).

Come abbiamo scritto in precedenza, crediamo che queste rappresaglie siano un tentativo di vendicarsi del collettivo per il nostro lavoro. Gli organi di sicurezza usano il vecchio trucco di reprimere i compagni nel tentativo di isolare il collettivo dall'intero movimento.
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Nell'esercito ucraino operano reparti georgiani.
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Il Giappone non pagherà il gas russo in rubli

Il governo del Giappone chiederà alle aziende giapponesi di non rispettare la richiesta di Putin di pagare in rubli il gas dalla Russia.

Il Giappone sta anche introducendo un divieto sulle esportazioni di beni di lusso in Russia, comprese le auto di e i gioelli a partire dal 5 aprile.
Guerra ucraina, Joe Biden e le parole per
dirlo
– Tommaso Di Francesco, 29.03.2022
Il commento Dalla dichiarazione del presidente Usa, due scelte occidentali contrapposte:
con Putin non si tratta fino al suo crollo; con Putin, si deve negoziare per fermare la guerra
in Europa
«Putin è un macellaio...non può stare al potere». La frase che Biden ha detto, subito
divisiva tra Europa e Stati uniti, è perfino condivisibile ma allo stesso tempo assolutamente
inaccettabile. È condivisibile perché chi bombarda in modo «chirurgico» le città sa di colpire
indiscriminatamente i civili, seminando terrore utile ai fini della guerra.
Uccidere anche un solo bambino che altro è se non opera di un macellaio? E purtroppo,
secondo l’Onu, i bambini ucraini uccisi finora sono più di 140. Ed è probabile che
sicuramente il popolo russo non sia proprio contento del suo presidente che ha scelto la
guerra come soluzione della crisi ucraina a costo della vita di civili ucraini, ragazzi russi
mandati al fronte a morire e di milioni di profughi. Dov’è allora l’inaccettabile? Nel fatto che
a pronunciare questa accusa sia un presidente degli Stati uniti che nella sua vita politica ha
votato a favore di ogni guerra americana bipartisan, di destra e di sinistra, diretta o
indiretta, che ha disseminato di mattatoi l’intero Medio Oriente.
Dove le vittime civili sono state centinaia di migliaia, da stragi sotto bombardamenti aerei o
da massacri per sanzioni micidiali. Parliamo delle tre guerre contro l’Iraq, dell’Afghanistan
occupata per 20 anni, della Palestina, della Siria, della Libia, dello Yemen in corso. Un
universo di centinaia di migliaia di morti, sempre secondo fonte Onu.
Crimini impuniti. Che conosciamo – così come sappiamo la verità sui crimini in Cecenia
grazie al sacrificio di Anna Politkovskaja e a Novaja Gazeta che ieri ha chiuso per le
imposizioni della censura russa – solo grazie al lavoro di controinformazione di WikiLeaks, il
cui protagonista, Julian Assange non a caso sta in galera pronto ad essere consegnato alla
giustizia Usa, la stessa che nega validità alle Corti penali internazionali. Chi dunque dice
macellaio a chi?
MA L’IMPROPRIETÀ dell’accusa vale, forse di più, anche per la seconda parte della frase
di Biden. Il segretario di Stato Blinken si è affrettato a dire che no «gli Stati uniti non hanno
alcuna strategia di cambio di regime per la Russia», il cancelliere Scholz afferma che
«Biden non ha detto» quello che invece tutti hanno sentito, ma più forte contro le parole di
Biden si schiera Macron perché «io parlo con Putin», vale a dire tenta una trattativa, e
perfino quelle di Erdogan, il Sultano atlantico,: «Se bruciamo tutti i ponti come faremo a
trattare». In contropiede Draghi che solo poche ore prima, ringraziando il papa che ha
chiamato «pazzi» i leader europei che aumentano le spese militari, dichiarava: «Io cerco la
pace, io parlerò con Putin».
ECCO IL PUNTO, dalla dichiarazione di Biden emergono due scelte occidentali
contrapposte: con il macellaio non si tratta avanti fino all’abbattimento di Putin, con Putin si
deve trattare per fermare la guerra nel cuore d’Europa. Nessuno s’illuda. Biden non si è
sbagliato, non trova le parole per dirlo, ma ha rivelato quello che pensa e vuole fare
l’Amministrazione americana: trasformare l’occasione Ucraina come resa dei conti con il
nemico russo. Anche come avvertimento all’indecisa Cina. La guerra quindi non solo non
deve fermarsi ma approfondirsi.
FINALMENTE ABBIAMO capito il motivo di tanta ilarità, delle sue risate, degli
ammiccamenti sganasciati, dell’allegria di Biden, prima tra i leader Ue e poi tra i militari
americani nella base polacca. Dagli a ridere... Perché? Perché l’invasione russa dell’Ucraina
è considerata in ambiente atlantico la più grande vittoria della Nato – dopo tante sconfitte –
dalla Siria, alla Libia, a Kabul – dalla guerra «umanitaria» vittoriosa del 1999 contro la
piccola Jugoslavia di Milosevic. E ora il problema è fare con Putin quello che venne fatto con
Milosevic che, è bene ricordarlo, cadde un anno e mezzo dopo la fine della guerra ma per
iniziativa violenta di nazionalisti ben peggiori di lui. I russi dovrebbero autodeterminarsi, ma
siamo all’etero-determinazione americana dei popoli chetra l’altro scatena la repressione di
Putin: torna l’esportazione della democrazia.
ALTRO CHE TRATTATIVA di pace, altro che bandire la guerra dalla storia come chiede
inascoltato il papa. L’importante è dissimulare – è l’arte della guerra – le decisioni e
alimentare il più possibile il conflitto armato aspettando dunque la «rivolta russa»? È a
questa la sceneggiatura alla quale dovremmo partecipare come comparse con l’invio di
armi e l’aumento di un terzo delle spese militari? Fatto sconcertante, questo progetto Usa
dovrà ricadere sulle spalle europee e nello spazio strategico dell’Europa. Un Afghanistan
allargato, devastante per ogni progetto futuro, ormai residuale, di un’Unione europea (altro
che Next generation Eu e lotta alla pandemia) ricompattata in armi intorno all’asse
transatlantico.
CHI VUOLE L’INVIO di armi all’Ucraina – piena da anni di depositi di armi e di addestratori
Nato, come confessa il segretario Stoltenberg – ha chiaro che a dire «No» sono proprio gli
Stati uniti? Che infatti non consegnano le armi vere, quelle decisive, a gran voce richieste

da Zelenski che accusa l’Occidente di mancanza di coraggio: gli aerei e i carri armati, la no-
fly zone rivisitata alla polacca con il governo di Varsavia che insiste per l ’invio di aerei e

per il «peace keeping» ma della Nato. – attenzione, perché ognuna di queste scellerate
proposte sarà tentata. Vale a dire la terza guerra mondiale tutta intera, non a pezzi: perché
Putin con l’atomica non è Milosevic.
O PRENDONO IL SOPRAVVENTO le logiche del negoziato, a salvaguardia dell’Ucraina ma
anche dell’Europa messa a repentaglio dall’avventura dell’aggressione all’Ucraina della
Russia ma anche dal disegno sotteso finora ma ormai evidente, degli Stati uniti; oppure
siamo coinvolti e in guerra.
I LEADER EUROPEI DEVONO spiegare ai propri governati com’è che la promessa di
tenere fuori dalla guerra il Vecchio Continente è naufragata e quanto è stata grave la
responsabilità di avere delegato la sicurezza e la politica estera dell’Unione all’Alleanza
atlantica che pure secondo gli strateghi della sicurezza Usa, come Kissinger e Kennan, non
doveva assolutamente allargarsi a Est, né tantomeno coinvolgersi in Ucraina. Non
salvaguardando così gli accordi di Minsk con l‘indipendenza ma anche la neutralità di Kiev,
che gira e rigira, tornano alla fine come contenuti realistici di ogni mediazione. Non a caso
garantito solo dal “tappo” di Angela Merkel: dopo di lei il diluvio. Perché dal disastro di
quegli accordi è scaturita una guerra civile durata dal 2014 e ora la ferocia di questa nuova
scellerata guerra d’aggressione decisa da Putin. Non c’è alcuna equidistanza nel denunciare
questo clima di piombo e morte che ci sovrasta. E se c’è chiaro che c’è un aggressore e un
aggredito, non siamo né-né. Ma contro-contro. Contro entrambe le volontà di distruzione.
Noi rifiutiamo questa guerra. Che va fermata con attori che recitino la loro parte autorevole,
autonoma e indipendente, non quella altrui.
Ricccardo Rosati
L'avvocaticchio rappresenta la maggioranza degli italiani, sullo specifico del 2% dell'investimento negli armamenti. Tanto per difendere quel poco di solidarietà sociale che ancora persiste in questo paese. A proposito di democrazia. Con quale legittimazione Draghi ignora i sentimenti, i bisogni, le aspirazioni di un Paese intero? Questo governo va oltre ogni tollerante mediazione. E' ora di rinnovare una concreta resistenza contro questo governo di teste di legno, e di rinnovare un conflitto di bisogni che si lega alle ragioni della democrazia.
Cristiano Bordin
Qualche settimana fa la polemica sui "profughi veri" e "profughi finti" la avevano fatta giornali come Libero e la Verità.
Da qualche giorno il tormentone, con tutto il suo carico di razzismo, si è trasferito in sede istituzionale.
Ha iniziato Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia: "Il problema non sono gli ucraini ma sono gli altri migranti che arrivano dall'Africa e soprattutto dalla rotta balcanica. Bisogna creare percorsi differenti, non possiamo immaginare di mischiare il flusso di profughi ucraini, composto da donne e bambini, con quello che giunge dai Balcani, soprattutto da Pakistan e Afghanistan, che comprende tanti giovani uomini sedicenti diciasettenni che in realtà sono maggiorenni"
Oltre che "finto" quindi il profugo della rotta balcanica è anche "furbo".
Le dichiarazioni di Zaia vanno proprio in questa direzione; " Ci sono migranti di altre nazionalità infiltrati tra i profughi ucraini. Qualcuno cerca di infilarsi, perchè qualcuno che prova a fare il furbo c'è sempre".
Zaia, come al solito, è prodigo di cifre: calcola circa 10 mila profughi ospitati in Veneto in gran parte da reti familiari, 6 mila, e da associazioni, altri 2 mila, ma solo 300 sono accolti negli hub della regione.
Un po' pochi per la disponibilità del Veneto e del resto anche Fedriga stavolta parla di "cifre gestibili" mentre in altre occasioni aveva gridato "all'invasione"
Ma i due governatori leghisti sono in buona compagnia: Amnesty International ha infatti denunciato che in Francia succede esattamente la stessa cosa: "La Francia discrimina i non ucraini ed è molto lontana dall'esemplarità che ci si potrebbe aspettare da questo paese. Ciò che vediamo da qualche settimana si distingue rispetto al modo in cui lo scorso anno i poteri pubblici hanno parlato dell'accoglienza degli afgani"...
Forwarded from Russia e altre sciocchezze (Giovanni)
Bisognerebbe capire se, nell’analizzare la società russa – conclude Savino – riteniamo sia possibile parlare di consenso con le categorie a cui ci hanno abituato il ’900 e le sue società, anche quelle con regimi dittatoriali. La propaganda putiniana è unidirezionale e vede non la partecipazione come principale richiesta al pubblico, ma rendere spettatori i cittadini, che non devono disturbare le autorità e autoconvincersi che il prodotto proposto, cioè il regime, sia insostituibile e ideale. Questo tipo di approccio non richiede la mobilitazione permanente ed effettiva della popolazione, ma la sua totale depoliticizzazione» https://www.linkiesta.it/2022/03/putin-russia-propaganda-mass-media/?fbclid=IwAR3yQ3AcIdaUqO4T6jaE0CSqvaAp9clzU-nD6CTMr3wPRr-ms8RbF4rrEiA
Forwarded from Russia e altre sciocchezze (Giovanni)
Lo stato dell'offensiva ad oggi, secondo i dati del Ministero francese della Difesa
Peter Freeman
MI CONSENTA UN PO' DI POPULISMO
Se davvero volete alzare al 2 per cento le spese militari, e se due anni di pandemia non vi hanno insegnato nulla, mettete una bella patrimoniale. E fatevi finanziare il riarmo con i soldi dei più ricchi: sono quelli che a crepare e ammazzare in guerra non ci andranno mai, e che per curarsi tanto c'è il privato "per solventi".
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Forwarded from Russia e altre sciocchezze (Giovanni)
Il passaggio al pagamento in rubli del gas russo non avverrà dal 31 marzo, è un processo di lungo periodo, secondo quanto ha dichiarato Dmitrij Peskov nella conferenza stampa di oggi.

Giustamente, come scrive Khazbi Budunov a commento di questa dichiarazione, "andiamocene".
Forwarded from Matrioska.info
C'e un martellamento pazzesco dell'artiglieria russa questa notte su quasi tutte le città ucraine.
Come si vede non è che spendiamo così poco. Comunque se si vuole arrivare al 2% lo si finanzi con un aumento della tassazione, patrimoniale compresa, per il 10% più ricco degli italiani.
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