bva - babby valuta album
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Iniziamo l'anno con un po' di novità e una bella rinfrescata.

Era un po' di tempo che sentivo di dovere dare una bella spolverata a questo spazio, sia su Telegram che su Instagram. Niente di personale verso la mia versione "Fantanizzata" che indica un brutto album di Liam Gallagher, ma penso che abbia fatto il suo tempo e non credo rifletta più l'idea che ho di questo posto.

Per questo motivo negli scorsi giorni mi sono concentrato sul creare una nuova identità e sono ovviamente partito dal logo, che come vedete rappresenta un asterisco.
Per spiegarla in breve, sento che quando scrivo una recensione io abbia parlato solo di una minima parte di quello che avrei effettivamente da dire a riguardo (anche per questo il dialogo costruttivo qui sarà sempre ben accetto), quindi considero l'asterisco un modo per includere quello che non riesco ad aggiungere ai miei lavori per limiti che mi riconosco e cercherò di abbattere o semplicemente di caratteri di Instagram.

Un'altra cosa importante: voglio piano piano usare sempre meno il nome "Babby valuta album" un po' per lo stesso motivo della foto di cui sopra. Non sarà un cambio drastico, useremo l'acronimo "bva" tenendo sempre memoria dell'origine, ma cercando di evolvere col tempo
Una cosa su cui mi divertirò in futuro è la questione "colori".

Quello che voglio fare è semplicemente dare l'identità sulla forma del logo e rendere mutevoli i colori in base al format, a un dato evento dell'anno o semplicemente riprendendo i colori di album di cui voglio parlare. La trovo personalmente una cosa carina per rendere più dinamico lo spazio e stimolarmi ad andare avanti.
In questa palette che ho creato ho cercato di dare un'idea visiva di quello che intendo:
- nella prima colonna ci sono 6 combinazioni di colori che ricordano alcuni album più o meno famosi (provate ad indovinarli se volete)
- nella seconda sono fantasie random per dimostrare quanto si possa spaziare con la fantasia
- nella terza altre fantasie random con logo bianco

È un mio tentativo di dare un nuovo volto a questo posto, posso immaginare che nei primi tempi possa essere destabilizzante, ma spero che vi ci abituerete :)
E ultima cosa: il colore attuale cambierà. Ho scelto per ora il magenta perché è stato definito da Pantone il colore del 2023, un mio modo particolare per augurarvi buon anno!
The Murder Capital - Gigi’s Recovery
🎸: Post Punk / Art Rock
📅: 2023
❤️: Return My Head / Gigi’s Recovery / We Had To Disappear

Immaginate di prendere un disco di successo nel mercato irlandese come l’ultimo Skinty Fia dei Fontaines DC, quell’indescrivibile fascino che ha l’accento di Grian Chatten. Ora pensate di snellire la presenza degli strumenti nelle tracce e di renderli più digeribili, magari anche con qualche tocco elettronico à la Radiohead che ne aumenta il senso di occlusione. Con questi “piccoli” accorgimenti possiamo farci un’idea di quale sia lo stile del secondo album dei The Murder Capital “Gigi’s Recovery”.

E’ chiaro fin dai primi secondi che l’impronta che hanno cercato di dare sia molto intima e incentrata su dei concetti cardine. Uno di questi non a caso è il titolo della prima canzone: l’esistenza e il valore che le diamo ogni giorno. Troviamo anche spesso il rapporto con il sogno e con ciò che non è tangibile o lontano: i testi sono pieni di allegorie con lo spazio, come in “Crying” e in “The Stars Will Leave Their Stage”.

Musicalmente parlando, ci sono due elementi che risaltano e fanno scintillare questo album: la voce del cantante, profonda ed espressiva, e la pulizia d’insieme degli strumenti: sempre al posto giusto, mai invasivi.

Stupisce anche la maturità nello riuscire a cambiare coerentemente e continuamente la velocità dell’album, passando da pezzi rilassati come “Belonging” e “The Lie Becomes The Self” a delle hit fulminanti come “Return My Head”, ma anche dei pezzi che sono una fusione delle due cose, come “We Had To Disappear” o la bellissima title track “Gigi’s Recovery”: quasi 6 minuti di climax che alla fine va a collassare su sé stesso e prepara alla fine dell’album “Exist”, che dona una ciclicità all’album davvero interessante collegandosi col primo pezzo di cui abbiamo parlato sopra.

Siamo solo ai primi giorni del 2023 e ho già avuto la prima sorpresa con i The Murder Capital, una band ancora piccola ma con una voglia di esplodere evidente. Teneteli d’occhio perché ne sentiremo parlare per un bel pezzo, ne sono convinto*

VOTO: 9-/10
Ricordo ancora la sensazione di quel 19 settembre 2019: tanta era la voglia di parlare di un mondo che stava già iniziando a darmi tanto (e che mi avrebbe dato molto altro in futuro) come quello della musica; di conseguenza, la creazione di uno spazio in cui potessi materializzare liberamente i miei pensieri a riguardo fu praticamente automatica.

Nacque Babby Valuta Album su Telegram, un social forse non adatto allo scopo di scrivere recensioni, ma oltre alle ragioni già citate sopra ero spinto dal desiderio di condividere questi miei pensieri e questa mia conoscenza (ancora primordiale) a chi mi stava intorno.

Una sorta di giochetto tra amici che alla fine ha portato me ad amare ancora di più la musica e ad interessarmi sempre di più all’industria che ne è il motore pulsante, e spero abbia portato voi a conoscere anche solo una piccola cosa che prima magari non conoscevate a riguardo.

A voi va la mia gratitudine, perché sebbene i numeri non siano mai ancora stati alti, ho sempre sentito un affetto manifestato in mille modi diversi, e probabilmente anche senza quei pochi (ma buoni) complimenti non sarei arrivato quattro anni dopo a perseverare con questo progetto.

Tralasciando i ringraziamenti, questo articolo nasce per presentarvi un mio nuovo traguardo: vi presento bvalbum.com, la nostra nuova casa!

Per molti l’apertura di un sito nel 2023 potrà sembrare un po’ âgée, ma ero arrivato al punto in cui i limiti di caratteri imposti da Instagram non bastavano più per esprimere le mie opinioni in un modo che ritenessi accettabile; quindi, oltre ad una scelta puramente stilistica bvalbum.com viene in seguito a delle esigenze che mi permetteranno di migliorare la qualità di quello che leggerete.

Il canale Telegram e il profilo Instagram rimarranno attivi, ma d’ora in poi conterranno solo una versione ridotta dell’articolo completo che troverete d’ora in poi nel sito.

ARTICOLO COMPLETO: bvalbum.com/articolo/introduzione-sito/
Diamo il benvenuto al nuovo sito!
E aggiungiamo anche una recensione perché introdurlo senza qualcosa di nuovo mi sembrava triste
È incredibile pensare che una band con un suono così moderno sia arrivata oltre il ventesimo anno di esistenza riuscendo sempre a portare un alto standard di qualità nel corso di una discografia che anche alcuni mostri sacri possono invidiare.

Il progetto dei Gorillaz è andato ben oltre il semplice concetto di band: c’è una lore composta da personaggi animati come 2D, Murdoc e Noodle che non mi permetto nemmeno di andare a toccare per via della profonda stratificazione data dallo stesso leader – in questo caso fisico – Damon Albarn, che funge da “tuttofare”, dando vita a questi membri virtuali che tra un music video e l’altro passano innumerevoli avventure dettate dai temi dell’album o della singola canzone in questione.

Ma veniamo a Cracker Island, l’ottavo album che viene a meno di due anni dall’uscita di Song Machine, un progetto che mischiava stili diversissimi di innumerevoli ospiti e dava loro un collante nell’inconfondibile stile “Lo-Fi” che contraddistingue i Gorillaz.

ARTICOLO COMPLETO: bvalbum.com/review/recensione-gorillaz-cracker-island/
Che questo sia il vostro primo approccio o meno alla figura di Tyron Frampton (aka slowthai), l’ascolto di UGLY non può fare altro che lasciarvi un segno. Per molti potrebbe essere una lacrima amara, per altri un semplice pugno nello stomaco, per lui sicuramente è la rappresentazione musicale di un urlo stremato.

Partiamo però con calma, abbiamo tempo. UGLY è solo il terzo album di un talento britannico che fino ad adesso non aveva trovato ancora la formula ideale per esprimersi a pieno. Ci ha provato con Nothing Great About Britain prendendosela con la società, ha riformulato poi con TYRON mettendo sul tavolo le sue due anime: una più spensierata, l’altra più intima e fragile.

Tutti tentativi pregevolissimi di cui vi consiglio l’ascolto, ma in entrambi casi sembrava mancare qualcosa e finalmente in questo album viene fuori tutto in una doccia gelata di realtà e rimpianti.

Va citata anche la sterzata netta che ha fatto in quest’ultima fatica a livello di suono, che si avvicina molto di più al concetto di punk rispetto al rap già sentito nei primi due album, grazie anche all’aiuto in produzione di membri dei Fontaines D.C.

Come avrete potuto intuire più volte dalle mie parole, non si tratta di un album felice e leggero da ascoltare, ma qualora voleste aprirvi a lui durante l’ascolto come ha fatto lui con noi nella stesura del disco, vi assicuro che ne uscirete arricchiti.

ARTICOLO COMPLETO: https://bvalbum.com/review/recensione-slowthai-ugly/
https://bvalbum.com/review/recensione-boygenius-the-record/ Quella che vedete è la recensione che mi ha richiesto più tempo e dedizione in assoluto, probabilmente anche la più lunga e dettagliata (nei limiti del possibile): sono passato da Lignano Sabbiadoro ed Ernest Hemingway agli Slowdive ed Elliott Smith, ma ha tutto un suo significato. Fatemi sapere cosa ne pensate
https://bvalbum.com/articolo/analisi-live-frank-ocean-coachella/ Un'analisi (forse un po' tardiva) di un trending topic delle ultime due settimane. Difficilmente mi capita di avere un'opinione in contrasto con quasi la totalità delle testate online, ma questo è uno di quei pochi casi.
https://bvalbum.com/articolo/racconto-primavera-sound-2023-ciutat-days/ Eccomi tornato anche qua. Oggi inizia una miniserie di quattro articoli dove vi racconterò nel dettaglio la magnifica esperienza vissuta al Primavera Sound di Barcellona di quest'anno. Fatemi sapere come al solito cosa ne pensate ❤️