antonoia
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Forwarded from dead archive
[ yubi__saki ]
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9🔥8🤡1
stasera alle 19.45 a porta pratello si presenta Onde Ribelli con Valerio Minnella, puntuali che poi si va a casa a leggere
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Buone liberazioni.
Buone liberazioni dai fascismi, quelli a bassa e quelli ad alta intensità;
Buone liberazioni dalle gabbie, dalle sbarre, dai recinti, dalle segregazioni, dalle bolle;
Buone liberazioni dai corpi conformi, dal corpo sbagliato, dalle gerarchie, dal rispetto dei ruoli, dal seguire la prassi;
Buone liberazioni dalla Patria, dalla Nazione, dalla Tradizione, dalla Famiglia, dai sacri confini;
Buone liberazioni dalle deleghe, dalla buona educazione, dalla reputazione e dal prestigio;
Buone liberazioni dai ricatti, dalle relazioni tossiche e dai doppi legami;
Buone liberazioni dal voto utile, dal “cambiare dal di dentro”, dal lusso di chiamarsene fuori;
Buone liberazioni dai curricula, i pedigree, i certificati di purezza, i titoli, gli attestati, le stellette militanti;
Buone liberazioni dai percorsi solitari e dai compromessi inevitabili;
Buone liberazioni dall’intersezionalità che ha tutto il gusto della politica identitaria;
Buone liberazioni dalle identità, dalle aspettative sociali, dai protocolli;
Buone liberazioni dalla performatività, dal migliorarsi sempre, dal senza sosta;
Buone liberazioni dai falsi amici, dai nemici di prossimità, dai nemici troppo remoti;
Buone liberazioni dai percorsi partecipativi, dai green-pink-black-rainbow washing;
Buone liberazioni dalle grammatiche dell’inclusione;
Buone liberazioni dal primitivismo, dall’ accelerazionismo, dal presentismo e dal presenzialismo;
Buone liberazioni dalle verità biologiche, dai “è sempre stato così”, dai “si stava meglio quando si stava peggio”, dai revival e dalla nostalgia;
Buone liberazioni dal quieto vivere, dai maledettismi, dagli accademismi, dal conformismo delle trasgressioni;
Buone liberazioni dalla trascuratezza di sé che impedisce la connessione con le comunità;
Buone liberazioni dalla cura noncurante, dalla libertà liberale, dalla solidarietà condizionata
Buone liberazioni.
Anche oggi me lo ripeto: “Schioda il culo, la strada, la piazza, il sentiero e la macchia sono generatrici di incontri.”

Poi un giorno racconterò la vicenda editoriale del pezzo qui sotto. Oggi mi preme solo liberarmene e liberarlo. Nasce dalla lettura di Song of myself (Feltrinelli, 2024) di Fabio Geda.
La rabbia è un meraviglioso motore e ha potere fondativo. Questo è il primo capitolo di quella incazzatura. Enjoy

Nessun compianto. Disobbedisci insieme a noi.
Decolonizzare e depatologizzare la narrazione trans
https://filosottile.noblogs.org/post/2024/04/25/nessun-compianto-disobbedisci-insieme-a-noi-decolonizzare-e-depatologizzare-la-narrazione-trans/
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Sull'arte contemporanea che ci prende in giro, che birbante

Mille ricette vegetali (wink wink)

Su Baby reindeer e la rappresentazione trans

Ancora su Baby reindeer e sui pericoli dell' autobiografia (cioè gli spettatori)

Non l'ho letto ma ha un bel titolo

Sono un po' commossa perché forse è la prima volta che capisco cosa scrive Bifo

È un grande giorno per Budrio

Reato di Travaglio ma se fosse vero sarebbe peggio della censura
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in questo libro ci sono 8 capitoli brevi ma densi tipo latte concentrato solo che poi non so con cosa vanno diluiti.
parlare di corpi è un po' un pretesto perché è una cosa talmente vasta che una categorizzazione arbitraria del genere sarebbe come dire nel mare ci sono i pesci ma i pesci non esistono (cit.)

c'è un capitolo sul manicomio che quest'anno sono cento anni dalla nascita di basaglia che è un esempio lampante di quando c'è uno che fa uno strappo importantissimo (non da solo, perché insieme a basaglia c'era prima di tutto franca ongaro con lui e poi la sua equipe, se proprio non la si vuole chiamare con un numero perché poi sembra un autobus almeno la si chiami legge basaglias) poi per forza di cose cioè la resistenza e la mortalità umana la gestione passa avpersone che non potranno mai essere al suo livello per una serie di ragioni, e il suo lavoro sarà rovinato dalla burocrazia e dall'ottusità della razza umana.
detta così non sembra parli di corpi ma Basaglia forse è il primo che li vede come tali cioè delle persone trattate male.

poi c'è un capitolo sulle migrazioni e l'ho messa sul concetto di confine ma soprattutto sul fatto che siamo sempre noi i soggetti, vi ascoltiamo vi accolgiamo (più o meno) ma parlando di noi come pietra angolare.

poi c'è un capitolo sull'aborto e ok dai, lo sappiamo come stanno andando le cose che tutti ci vogliono mettere bocca (ma almeno non sono un maschio cishet seppur non provvista di utero). non starò a dire che chi proibisce l'aborto non ha capito assolutamente il punto del problema che non è permettere con gentilezza e paternalismo di togliersi un capriccio ma di permettere o meno un aborto dove chi abortisce (quasi tutte donne nate con l'apparato genitale nella spettro della norma donna, nota per le femministe che non sanno leggere tra le righe, perché le cose sono due o si fa l' appello delle singole soggettività con utero che potrebbero voler aver bisogno di abortire che in un' ottica intersezionalista si dovrebbe indicare anche almeno la classe per cui non ci sono solo le donne ma andrebbero nominate per fasce di reddito, oppure si cerca una formula certamente anatomica come "persone con utero" che andrebbe utilizzata solo in riferimento al diritto all' aborto e in casi molto specifici e non in sostituzione di "donna" ma evidentemente usare termini diversi a seconda del contesto è più difficile che usare la terminologia psicanalitica anche se si è diffusa tutto un cabaret di termini psicologici fuori contesto che porta a considerare narcisista anche un girasole).

poi c'è un capitolo sulle persone trans e anche lì insomma, ho provato a spiegare le cose in maniera diversa dal solito soprattutto perché ormai è tutta una litania che mi fa scendere la pressione, ma è un problema mio (uno dei tanti).

poi ce n'è un altro sul corpo delle donne nella televisione e lì mi sono un po' divertita perché ci mancava poco che partivo dall'arte paleolitica (ma spero di farlo presto altrove).

poi uno sul sex work, uno sul carcere e uno sulle fabbriche, tutte cose che non conosco direttamente, ma sono sempre situazioni in un certo senso di segregazione funzionale a qualcosa. soprattutto sul carcere non basterebbe un trattato scritto sui muri lungo tutte le superfici calpestabili di tutte le prigioni del mondo per spiegare quanto sia aberrante, inefficace e semplicemente crudele anche perché per la stesura di questo trattato probabilmente verrebbe fornite delle matite spuntate e una serie di vessazioni che porterebbero a una resa calligrafica scadente.

ma non vorrei dilungarmi su ogni singolo capitolo perché ne verrebbe fuori un ottalogo di Opinioni Forti, che il libro effettivamente non è, né vorrei che lo fosse, perché è più un latte condensato dicevo che un altro bignamino dei Temi Forti e Svolgimento.

e poi ci sono tantissime illustrazioni ma non sono io a doverne parlare.
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Ferraioli cit. in De Mauro - "Le parole e i fatti", p. 19
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buone pratiche di autocoscienza
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ah il 15 esce questa antologia
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