stasera alle 19.45 a porta pratello si presenta Onde Ribelli con Valerio Minnella, puntuali che poi si va a casa a leggere
Forwarded from filo sottile - punkastorie
Buone liberazioni.
Buone liberazioni dai fascismi, quelli a bassa e quelli ad alta intensità;
Buone liberazioni dalle gabbie, dalle sbarre, dai recinti, dalle segregazioni, dalle bolle;
Buone liberazioni dai corpi conformi, dal corpo sbagliato, dalle gerarchie, dal rispetto dei ruoli, dal seguire la prassi;
Buone liberazioni dalla Patria, dalla Nazione, dalla Tradizione, dalla Famiglia, dai sacri confini;
Buone liberazioni dalle deleghe, dalla buona educazione, dalla reputazione e dal prestigio;
Buone liberazioni dai ricatti, dalle relazioni tossiche e dai doppi legami;
Buone liberazioni dal voto utile, dal “cambiare dal di dentro”, dal lusso di chiamarsene fuori;
Buone liberazioni dai curricula, i pedigree, i certificati di purezza, i titoli, gli attestati, le stellette militanti;
Buone liberazioni dai percorsi solitari e dai compromessi inevitabili;
Buone liberazioni dall’intersezionalità che ha tutto il gusto della politica identitaria;
Buone liberazioni dalle identità, dalle aspettative sociali, dai protocolli;
Buone liberazioni dalla performatività, dal migliorarsi sempre, dal senza sosta;
Buone liberazioni dai falsi amici, dai nemici di prossimità, dai nemici troppo remoti;
Buone liberazioni dai percorsi partecipativi, dai green-pink-black-rainbow washing;
Buone liberazioni dalle grammatiche dell’inclusione;
Buone liberazioni dal primitivismo, dall’ accelerazionismo, dal presentismo e dal presenzialismo;
Buone liberazioni dalle verità biologiche, dai “è sempre stato così”, dai “si stava meglio quando si stava peggio”, dai revival e dalla nostalgia;
Buone liberazioni dal quieto vivere, dai maledettismi, dagli accademismi, dal conformismo delle trasgressioni;
Buone liberazioni dalla trascuratezza di sé che impedisce la connessione con le comunità;
Buone liberazioni dalla cura noncurante, dalla libertà liberale, dalla solidarietà condizionata
Buone liberazioni.
Anche oggi me lo ripeto: “Schioda il culo, la strada, la piazza, il sentiero e la macchia sono generatrici di incontri.”
Poi un giorno racconterò la vicenda editoriale del pezzo qui sotto. Oggi mi preme solo liberarmene e liberarlo. Nasce dalla lettura di Song of myself (Feltrinelli, 2024) di Fabio Geda.
La rabbia è un meraviglioso motore e ha potere fondativo. Questo è il primo capitolo di quella incazzatura. Enjoy
Nessun compianto. Disobbedisci insieme a noi.
Decolonizzare e depatologizzare la narrazione trans
https://filosottile.noblogs.org/post/2024/04/25/nessun-compianto-disobbedisci-insieme-a-noi-decolonizzare-e-depatologizzare-la-narrazione-trans/
Buone liberazioni dai fascismi, quelli a bassa e quelli ad alta intensità;
Buone liberazioni dalle gabbie, dalle sbarre, dai recinti, dalle segregazioni, dalle bolle;
Buone liberazioni dai corpi conformi, dal corpo sbagliato, dalle gerarchie, dal rispetto dei ruoli, dal seguire la prassi;
Buone liberazioni dalla Patria, dalla Nazione, dalla Tradizione, dalla Famiglia, dai sacri confini;
Buone liberazioni dalle deleghe, dalla buona educazione, dalla reputazione e dal prestigio;
Buone liberazioni dai ricatti, dalle relazioni tossiche e dai doppi legami;
Buone liberazioni dal voto utile, dal “cambiare dal di dentro”, dal lusso di chiamarsene fuori;
Buone liberazioni dai curricula, i pedigree, i certificati di purezza, i titoli, gli attestati, le stellette militanti;
Buone liberazioni dai percorsi solitari e dai compromessi inevitabili;
Buone liberazioni dall’intersezionalità che ha tutto il gusto della politica identitaria;
Buone liberazioni dalle identità, dalle aspettative sociali, dai protocolli;
Buone liberazioni dalla performatività, dal migliorarsi sempre, dal senza sosta;
Buone liberazioni dai falsi amici, dai nemici di prossimità, dai nemici troppo remoti;
Buone liberazioni dai percorsi partecipativi, dai green-pink-black-rainbow washing;
Buone liberazioni dalle grammatiche dell’inclusione;
Buone liberazioni dal primitivismo, dall’ accelerazionismo, dal presentismo e dal presenzialismo;
Buone liberazioni dalle verità biologiche, dai “è sempre stato così”, dai “si stava meglio quando si stava peggio”, dai revival e dalla nostalgia;
Buone liberazioni dal quieto vivere, dai maledettismi, dagli accademismi, dal conformismo delle trasgressioni;
Buone liberazioni dalla trascuratezza di sé che impedisce la connessione con le comunità;
Buone liberazioni dalla cura noncurante, dalla libertà liberale, dalla solidarietà condizionata
Buone liberazioni.
Anche oggi me lo ripeto: “Schioda il culo, la strada, la piazza, il sentiero e la macchia sono generatrici di incontri.”
Poi un giorno racconterò la vicenda editoriale del pezzo qui sotto. Oggi mi preme solo liberarmene e liberarlo. Nasce dalla lettura di Song of myself (Feltrinelli, 2024) di Fabio Geda.
La rabbia è un meraviglioso motore e ha potere fondativo. Questo è il primo capitolo di quella incazzatura. Enjoy
Nessun compianto. Disobbedisci insieme a noi.
Decolonizzare e depatologizzare la narrazione trans
https://filosottile.noblogs.org/post/2024/04/25/nessun-compianto-disobbedisci-insieme-a-noi-decolonizzare-e-depatologizzare-la-narrazione-trans/
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Sull'arte contemporanea che ci prende in giro, che birbante
Mille ricette vegetali (wink wink)
Su Baby reindeer e la rappresentazione trans
Ancora su Baby reindeer e sui pericoli dell' autobiografia (cioè gli spettatori)
Non l'ho letto ma ha un bel titolo
Sono un po' commossa perché forse è la prima volta che capisco cosa scrive Bifo
È un grande giorno per Budrio
Reato di Travaglio ma se fosse vero sarebbe peggio della censura
Mille ricette vegetali (wink wink)
Su Baby reindeer e la rappresentazione trans
Ancora su Baby reindeer e sui pericoli dell' autobiografia (cioè gli spettatori)
Non l'ho letto ma ha un bel titolo
Sono un po' commossa perché forse è la prima volta che capisco cosa scrive Bifo
È un grande giorno per Budrio
Reato di Travaglio ma se fosse vero sarebbe peggio della censura
Il Post
“Sedia con corpo adagiato” e altri scherzi
«Sebbene Alberto Sordi e Aldo, Giovanni e Giacomo sfottano un mondo che prendo seriamente perché è la mia vita e il mio lavoro, non riesco a non ridere. L’arte non è per tutti come vogliamo invece far credere con la retorica insopportabile della "bellezza…
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