Leica fa uscire una istantanea digitale con una specie di watermark per evitare la contraffazione di foto
Perché leggere Susan Sontag (cioè ma ci sono mai stati dubbi?)
Auguri arcipelago giapponese
Fino a domani un numero digitale di DWF su Palestina+ femminismi AGGRATIS
Le peggio cover, ma manca quella dei Metallica fatta da Masini (mi pare si chiamasse tipo E chi se ne frega)
Apre una nuova libreria col cibo a Bologna, quindi lavatevi le mani prima
Sempre a Bologna inizia il Festival della violenza illustrata
Il mistero del gatto smarrito di Nino Frassica si infittisce e potrebbe benissimo essere risolto da donmatteo
OST: il nuovo disco di Marta Del Grandi
Perché leggere Susan Sontag (cioè ma ci sono mai stati dubbi?)
Auguri arcipelago giapponese
Fino a domani un numero digitale di DWF su Palestina+ femminismi AGGRATIS
Le peggio cover, ma manca quella dei Metallica fatta da Masini (mi pare si chiamasse tipo E chi se ne frega)
Apre una nuova libreria col cibo a Bologna, quindi lavatevi le mani prima
Sempre a Bologna inizia il Festival della violenza illustrata
Il mistero del gatto smarrito di Nino Frassica si infittisce e potrebbe benissimo essere risolto da donmatteo
OST: il nuovo disco di Marta Del Grandi
macitynet.it
Leica M11-P firma le foto contro fake news e disinformazione
Fotocamera, Leica
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Forwarded from Tamu Edizioni / Tangerin
Il sud Italia di Sciroccate è un mosaico di affetti, marcato dallo sradicamento di chi è partito, di chi vive in comunità frammentate o arriva da un diverso sud del mondo.
Dieci racconti in cui le città e i paesi del Meridione si riempiono di parole nuove: traiettorie di affermazione della sessualità e del genere, asimmetrie tipiche della migrazione.
Dieci voci in cui la contrapposizione tra chi parte e chi resta si disfa, e l’appartenenza diventa oggetto di sabotaggio e rivendicazione, affetto e sarcasmo, rimpianto e scelta.
Dal 24 novembre in libreria e in
Sciroccate. Storie di traverso da sud
Prefazione di Ubah Cristina Ali Farah e Claudia Durastanti
Racconti di Alberto Bile Spadaccini, Francesca Boemia, Michela Iannella, mariel, Graziana Marziliano, Biagio Mazzella, Carmen Notarangelo, Carole Oulato, Antonio Paciello, Alessia Sardella
In copertina: Perturbia, Maurizio Totaro
Grafica: greg olla
https://tamuedizioni.com/tproduct/467310025-172231218401-sciroccate
Dieci racconti in cui le città e i paesi del Meridione si riempiono di parole nuove: traiettorie di affermazione della sessualità e del genere, asimmetrie tipiche della migrazione.
Dieci voci in cui la contrapposizione tra chi parte e chi resta si disfa, e l’appartenenza diventa oggetto di sabotaggio e rivendicazione, affetto e sarcasmo, rimpianto e scelta.
Dal 24 novembre in libreria e in
pre-order da oggi sul nostro sito.Sciroccate. Storie di traverso da sud
Prefazione di Ubah Cristina Ali Farah e Claudia Durastanti
Racconti di Alberto Bile Spadaccini, Francesca Boemia, Michela Iannella, mariel, Graziana Marziliano, Biagio Mazzella, Carmen Notarangelo, Carole Oulato, Antonio Paciello, Alessia Sardella
In copertina: Perturbia, Maurizio Totaro
Grafica: greg olla
https://tamuedizioni.com/tproduct/467310025-172231218401-sciroccate
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Forwarded from kotino logovo
14 ✶ 05 — нетривиальная галерея, посвященная различным граням искусства 🐇
❤8😱2👍1
Arriva l'irriverente serie animata di Exploding Kittens , di cui non sapevate di avere bisogno
https://www.wired.it/article/exploding-kittens-serie-animata-netflix-trailer-trama-cast/
https://www.wired.it/article/exploding-kittens-serie-animata-netflix-trailer-trama-cast/
WIRED.IT
Arriva l'irriverente serie animata di Exploding Kittens, di cui non sapevate di avere bisogno
E c'è anche un videogame sviluppato in contemporanea
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Forwarded from filo sottile - punkastorie
Ciao tutt,
qualche appuntamento è un piccolo cambio di programma.
)-( Mercoledì, 22 novembre, ore 20, nell’aula A4 del Campus Einaudi, Torino, va in scena “Mostre & Fiere” a chiusura del Corso di “Genere, corpo e sessualità” tenuto da Raffaella Ferrero Camoletto. Ingresso libero
)-( In un post dei mesi scorsi avevo accennato al fatto che “Far finta di esserne fuori””, il mio nuovo spettacolo sul carcere, mi è stato commissionato. Doveva debuttare in un festival che, come tante altre tante cose a Bologna in questo periodo, è saltato. E tanti saluti. Anzi, nemmeno quelli, ché l’associazione che il festival lo organizzava non mi ha ritenuta meritevole di una telefonata o una mail di spiegazioni. Cose che accadono quando il fallimento è relazionale ancora prima che economico. Comunque, la prima bolognese salta, ma lo spettacolo va avanti lo stesso, compresa la sua accidentata stesura. Già il prossimo giovedì 30 novembre andrà in scena la seconda prova aperta. L’iniziativa è organizzata da Spazio popolare Neruda (corso Ciriè 7, Torino) e dal Collettivo Transelvatik3. Si comincia alle 19 con l’aperitivo. Lo spettacolo è alle 20.30 (ingresso libero). Poi, da dicembre (tempi e luoghi sono in via di definizione) comincerà il tour in ogni luogo che lo vorrà ospitare. Qui la presentazione:
Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.
“Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto.
Ci incontriamo per le strade
qualche appuntamento è un piccolo cambio di programma.
)-( Mercoledì, 22 novembre, ore 20, nell’aula A4 del Campus Einaudi, Torino, va in scena “Mostre & Fiere” a chiusura del Corso di “Genere, corpo e sessualità” tenuto da Raffaella Ferrero Camoletto. Ingresso libero
)-( In un post dei mesi scorsi avevo accennato al fatto che “Far finta di esserne fuori””, il mio nuovo spettacolo sul carcere, mi è stato commissionato. Doveva debuttare in un festival che, come tante altre tante cose a Bologna in questo periodo, è saltato. E tanti saluti. Anzi, nemmeno quelli, ché l’associazione che il festival lo organizzava non mi ha ritenuta meritevole di una telefonata o una mail di spiegazioni. Cose che accadono quando il fallimento è relazionale ancora prima che economico. Comunque, la prima bolognese salta, ma lo spettacolo va avanti lo stesso, compresa la sua accidentata stesura. Già il prossimo giovedì 30 novembre andrà in scena la seconda prova aperta. L’iniziativa è organizzata da Spazio popolare Neruda (corso Ciriè 7, Torino) e dal Collettivo Transelvatik3. Si comincia alle 19 con l’aperitivo. Lo spettacolo è alle 20.30 (ingresso libero). Poi, da dicembre (tempi e luoghi sono in via di definizione) comincerà il tour in ogni luogo che lo vorrà ospitare. Qui la presentazione:
Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.
“Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto.
Ci incontriamo per le strade
Giap
Questi anni a Bologna: le balle «green» della giunta Lepore-Clancy - 1 di 2
Ricorderemo gli anni di Lepore-Clancy come quelli delle balle green, del combinato disposto di lavaggi-in-verde e devastazione ambientale.
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La Corte europea condanna l’Italia a pagare per i maltrattamenti ai migranti: costretti a denudarsi, privati della libertà e malnutriti - La Stampa
https://www.lastampa.it/cronaca/2023/11/18/news/litalia_condannata_a_pagare_per_i_maltrattamenti_ai_migranti-13871399/
https://www.lastampa.it/cronaca/2023/11/18/news/litalia_condannata_a_pagare_per_i_maltrattamenti_ai_migranti-13871399/
La Stampa
La Corte europea condanna l’Italia a pagare per i maltrattamenti ai migranti: costretti a denudarsi, privati della libertà e malnutriti
La causa avviata da quattro esuli sudanesi: dovranno ricevere in tutto 36 mila euro dallo Stato
Forwarded from DINAMOpress
DINAMOpress
Centinaia di intellettuali ebrei statunitensi: «La critica a Israele non è antisemitismo» - DINAMOpress
Un gruppo di intellettuali ebrei statunitensi denuncia la scorrettezza dell'affermazione secondo cui criticare Israele è antisemita. La lettera ha raccolto in pochi giorni centinaia di adesioni. Dopo che diverse testate statunitensi, su consiglio dei loro…
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