antonoia
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oggi Lisbona
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Forwarded from 01:0010:011
BLACKMETALCYTWÖMBLY by Andrew McLeod
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Leica fa uscire una istantanea digitale con una specie di watermark per evitare la contraffazione di foto

Perché leggere Susan Sontag (cioè ma ci sono mai stati dubbi?)

Auguri arcipelago giapponese


Fino a domani un numero digitale di DWF su Palestina+ femminismi AGGRATIS

Le peggio cover, ma manca quella dei Metallica fatta da Masini (mi pare si chiamasse tipo E chi se ne frega)

Apre una nuova libreria col cibo a Bologna, quindi lavatevi le mani prima

Sempre a Bologna inizia il Festival della violenza illustrata

Il mistero del gatto smarrito di Nino Frassica si infittisce e potrebbe benissimo essere risolto da donmatteo

OST: il nuovo disco di Marta Del Grandi
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Forwarded from Tamu Edizioni / Tangerin
Il sud Italia di Sciroccate è un mosaico di affetti, marcato dallo sradicamento di chi è partito, di chi vive in comunità frammentate o arriva da un diverso sud del mondo.
Dieci racconti in cui le città e i paesi del Meridione si riempiono di parole nuove: traiettorie di affermazione della sessualità e del genere, asimmetrie tipiche della migrazione.
Dieci voci in cui la contrapposizione tra chi parte e chi resta si disfa, e l’appartenenza diventa oggetto di sabotaggio e rivendicazione, affetto e sarcasmo, rimpianto e scelta.

Dal 24 novembre in libreria e in pre-order da oggi sul nostro sito.

Sciroccate. Storie di traverso da sud

Prefazione di Ubah Cristina Ali Farah e Claudia Durastanti

Racconti di Alberto Bile Spadaccini, Francesca Boemia, Michela Iannella, mariel, Graziana Marziliano, Biagio Mazzella, Carmen Notarangelo, Carole Oulato, Antonio Paciello, Alessia Sardella

In copertina: Perturbia, Maurizio Totaro
Grafica: greg olla

https://tamuedizioni.com/tproduct/467310025-172231218401-sciroccate
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il 27 esce questa antologia, ci ho scritto anche io sì, no non parlo di manga trans, sì parlo di Devilman
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Forwarded from kotino logovo
14 ✶ 05 — нетривиальная галерея, посвященная различным граням искусства 🐇
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Forwarded from musick to play in the dark (Higor)
Alejandra Bogue (1990) by Joel-Peter Witkin
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Ciao tutt,
qualche appuntamento è un piccolo cambio di programma.

)-( Mercoledì, 22 novembre, ore 20, nell’aula A4 del Campus Einaudi, Torino, va in scena “Mostre & Fiere” a chiusura del Corso di “Genere, corpo e sessualità” tenuto da Raffaella Ferrero Camoletto. Ingresso libero

)-( In un post dei mesi scorsi avevo accennato al fatto che “Far finta di esserne fuori””, il mio nuovo spettacolo sul carcere, mi è stato commissionato. Doveva debuttare in un festival che, come tante altre tante cose a Bologna in questo periodo, è saltato. E tanti saluti. Anzi, nemmeno quelli, ché l’associazione che il festival lo organizzava non mi ha ritenuta meritevole di una telefonata o una mail di spiegazioni. Cose che accadono quando il fallimento è relazionale ancora prima che economico. Comunque, la prima bolognese salta, ma lo spettacolo va avanti lo stesso, compresa la sua accidentata stesura. Già il prossimo giovedì 30 novembre andrà in scena la seconda prova aperta. L’iniziativa è organizzata da Spazio popolare Neruda (corso Ciriè 7, Torino) e dal Collettivo Transelvatik3. Si comincia alle 19 con l’aperitivo. Lo spettacolo è alle 20.30 (ingresso libero). Poi, da dicembre (tempi e luoghi sono in via di definizione) comincerà il tour in ogni luogo che lo vorrà ospitare. Qui la presentazione:

Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.

“Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto.

Ci incontriamo per le strade
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oggi qui
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