Ci sono cuori che sanno pregare così, con l’insistenza delle parole.
Ma ci sono poi cuori che sanno farlo con il più assoluto dei silenzi.
Ci sono cuori disperati che pregano urlando e altri sussurrando dolci parole.
Alcuni poi lo fanno semplicemente così,
alzando con la voce melodie dal cuore.
Ci sono cuori che pregano su uno strumento, alcuni con un battito rock, altri soul, altri jazz… qualche cuore un ritmo nuovo lo crea.
Ci sono poi cuori che pregano tra pennelli e tinte su tela,
e altri che lo fanno con delle penne su tavolette digitali.
Cuori che pregano tra sfumature pastello e altri tra toni vividi.
Qualche cuore prega in ginocchio, qualche altro con le braccia al cielo.
Qualche cuore prega donandosi tutto, qualche altro donandosi a pezzetti.
Ci sono cuori che pregano volando alto, altri impastandosi di fango.
Alcuni con una fame d’Assoluto insaziabile e altri a cui bastano le briciole.
Ma esiste davvero un modo giusto o sbagliato di pregare?
Non ascolta forse, Dio Padre, ogni singola parola del cuore di ogni singolo figlio?
Perché cos’è dunque la preghiera se non un incessante parlare a Dio dal cuore, nel cuore, trovandolo lì e tenendo ardente la Sua scintilla in noi?
Cos’è la preghiera se non la fiducia in un orecchio che ama, proteso ad accogliere il nostro dire, lodare, sentire?
… forse non esiste un modo giusto o sbagliato di pregare,
ma possiamo riscoprirci fratelli in quel battito di cuore unico,
come battiti che si alzano dalla terra in armonia,
per diventare insieme una splendida sinfonia di unità.
Perché pregare è amare,
e chiunque ama è di Dio.
E nel Suo amore allora, diversi e uguali, possiamo dire tutti:
Padre nostro,
accogli le preghiere dei nostri cuori,
così come sappiamo pregarTi,
tra cuori alzati e in ginocchio,
tra terra e cielo,
tra luci e ombre,
tra parole e silenzi;
perché qui
ci troverai,
con cuori che pregano
(a loro modo)
e ardono di Te,
portando, missionari,
il Tuo amore e la Tua Parola
nel mondo.
🪔 @alumera_
{ Lc 18,1-8}
Ma ci sono poi cuori che sanno farlo con il più assoluto dei silenzi.
Ci sono cuori disperati che pregano urlando e altri sussurrando dolci parole.
Alcuni poi lo fanno semplicemente così,
alzando con la voce melodie dal cuore.
Ci sono cuori che pregano su uno strumento, alcuni con un battito rock, altri soul, altri jazz… qualche cuore un ritmo nuovo lo crea.
Ci sono poi cuori che pregano tra pennelli e tinte su tela,
e altri che lo fanno con delle penne su tavolette digitali.
Cuori che pregano tra sfumature pastello e altri tra toni vividi.
Qualche cuore prega in ginocchio, qualche altro con le braccia al cielo.
Qualche cuore prega donandosi tutto, qualche altro donandosi a pezzetti.
Ci sono cuori che pregano volando alto, altri impastandosi di fango.
Alcuni con una fame d’Assoluto insaziabile e altri a cui bastano le briciole.
Ma esiste davvero un modo giusto o sbagliato di pregare?
Non ascolta forse, Dio Padre, ogni singola parola del cuore di ogni singolo figlio?
Perché cos’è dunque la preghiera se non un incessante parlare a Dio dal cuore, nel cuore, trovandolo lì e tenendo ardente la Sua scintilla in noi?
Cos’è la preghiera se non la fiducia in un orecchio che ama, proteso ad accogliere il nostro dire, lodare, sentire?
… forse non esiste un modo giusto o sbagliato di pregare,
ma possiamo riscoprirci fratelli in quel battito di cuore unico,
come battiti che si alzano dalla terra in armonia,
per diventare insieme una splendida sinfonia di unità.
Perché pregare è amare,
e chiunque ama è di Dio.
E nel Suo amore allora, diversi e uguali, possiamo dire tutti:
Padre nostro,
accogli le preghiere dei nostri cuori,
così come sappiamo pregarTi,
tra cuori alzati e in ginocchio,
tra terra e cielo,
tra luci e ombre,
tra parole e silenzi;
perché qui
ci troverai,
con cuori che pregano
(a loro modo)
e ardono di Te,
portando, missionari,
il Tuo amore e la Tua Parola
nel mondo.
🪔 @alumera_
{ Lc 18,1-8}
❤16
Ha il profumo della vita, la santità: delle cose semplici, ma anche dei desideri grandi.
Ha la dimensione dell’anima tutta, perché solo l’anima può contenerla intera.
È ciò a cui aneliamo quando cerchiamo la felicità, perché è nostra attitudine naturale la ricerca della gioia piena: il ritorno costante a Dio.
Perché la santità è il sogno di Dio in noi, è l’amore di Dio in noi, è Dio in noi.
E non è una cosa alta, irraggiungibile, impraticabile: è impressa in noi da sempre, è il richiamo di Dio a sé.
Sii santo amando oltre ogni misura, amando Dio con tutto il tuo cuore e nel tuo prossimo; pontificando unità, diffondendo la buona notizia.
Cerca la santità, perché scoprirai che ha il tuo unico volto — ad immagine del Padre.
Sarai santo quando scoprirai di essere fatto per il cielo, quando vivrai pienamente, qui sulla terra, la missione che Dio ti ha affidato sognandoti.
Perché tu, noi, siamo pensiero santo di Dio, pensati e immaginati da sempre.
E se la santità è un sogno, tu sei santo perché sei il sogno di Dio.
Apri gli occhi del cuore,
vedila quella santità in te.
Ama, vivi e sii felice,
e così sarai realtà visibile del sogno di Dio.
🪔 @alumera_
Ha la dimensione dell’anima tutta, perché solo l’anima può contenerla intera.
È ciò a cui aneliamo quando cerchiamo la felicità, perché è nostra attitudine naturale la ricerca della gioia piena: il ritorno costante a Dio.
Perché la santità è il sogno di Dio in noi, è l’amore di Dio in noi, è Dio in noi.
E non è una cosa alta, irraggiungibile, impraticabile: è impressa in noi da sempre, è il richiamo di Dio a sé.
Sii santo amando oltre ogni misura, amando Dio con tutto il tuo cuore e nel tuo prossimo; pontificando unità, diffondendo la buona notizia.
Cerca la santità, perché scoprirai che ha il tuo unico volto — ad immagine del Padre.
Sarai santo quando scoprirai di essere fatto per il cielo, quando vivrai pienamente, qui sulla terra, la missione che Dio ti ha affidato sognandoti.
Perché tu, noi, siamo pensiero santo di Dio, pensati e immaginati da sempre.
E se la santità è un sogno, tu sei santo perché sei il sogno di Dio.
Apri gli occhi del cuore,
vedila quella santità in te.
Ama, vivi e sii felice,
e così sarai realtà visibile del sogno di Dio.
🪔 @alumera_
❤7
Quando ci troviamo di fronte ad una scomparsa c’è da fare i conti.
Ho pensato per anni di doverli fare con la morte… e invece ho scoperto che i conti, alla fine, li fai con la resurrezione.
Perché é tutta lí la chiave, il passaggio segreto, la via stretta.
La morte, lo sai, alla fine arriva per tutti - anche se il più delle volte, per qualcuno inaspettatamente - ma è proprio in quel momento che fai i conti con la tua fede, con il tuo credo… con Dio.
Succede in un attimo, quello in cui si ferma il tempo.
É un sottile passaggio tra l’abbandono alla fiducia smisurata nella Sua speranza e la disperazione.
O ci credi o ti perdi.
O speri… o un po’ muori anche tu.
Quante lunghe sono state le giornate in cui ho chiesto a Dio di darmi tempo, perché umanamente questo distacco - diciamoci la verità - non si può sopportare.
Ma più chiedevo a Lui spazio, più sentivo in me il vuoto, ed è lí che ho capito che non c’è buio in cui si possa stare senza la luce della Sua Bellezza, della Sua Grazia.
Che quando scende fitta la notte nell’anima, come due astri luminosissimi nel cielo, brillano per fare luce ai tuoi passi stanchi e affaticati la Sua Speranza e la Misericordia.
É nell’attimo in cui sembra tutto crollare, che scopri più che mai quell’abisso di cielo che hai dentro e lo senti, in quella calda carezza misericordiosa, che no, non finisce la vita.
Che cambia sí, ma é eterna.
E lo sussurri e lo urli proprio lí, ai piedi di una croce: Io credo Signore!
Credo nella Resurrezione
e nella vita eterna.
Credo nel Tuo Amore
che ci tiene uniti per sempre;
Nella tua Speranza,
che rende saldo il nostro stare;
Nella tua Misericordia,
che trasforma il nostro dolore;
nella tua Grazia,
in cui dimorano tutti
quelli amiamo in cielo.
Perché io lo so dove sono,
ci ho già fatto i conti,
sono tutti lí,
tra le Tue braccia Sante.
E io verrò…
aspettatemi un altro
pezzo di vita!
Continuate da lí
a fare luce
ad ogni notte,
in attesa
della vita piena
…quella eterna.
🪔 @alumera_
Ho pensato per anni di doverli fare con la morte… e invece ho scoperto che i conti, alla fine, li fai con la resurrezione.
Perché é tutta lí la chiave, il passaggio segreto, la via stretta.
La morte, lo sai, alla fine arriva per tutti - anche se il più delle volte, per qualcuno inaspettatamente - ma è proprio in quel momento che fai i conti con la tua fede, con il tuo credo… con Dio.
Succede in un attimo, quello in cui si ferma il tempo.
É un sottile passaggio tra l’abbandono alla fiducia smisurata nella Sua speranza e la disperazione.
O ci credi o ti perdi.
O speri… o un po’ muori anche tu.
Quante lunghe sono state le giornate in cui ho chiesto a Dio di darmi tempo, perché umanamente questo distacco - diciamoci la verità - non si può sopportare.
Ma più chiedevo a Lui spazio, più sentivo in me il vuoto, ed è lí che ho capito che non c’è buio in cui si possa stare senza la luce della Sua Bellezza, della Sua Grazia.
Che quando scende fitta la notte nell’anima, come due astri luminosissimi nel cielo, brillano per fare luce ai tuoi passi stanchi e affaticati la Sua Speranza e la Misericordia.
É nell’attimo in cui sembra tutto crollare, che scopri più che mai quell’abisso di cielo che hai dentro e lo senti, in quella calda carezza misericordiosa, che no, non finisce la vita.
Che cambia sí, ma é eterna.
E lo sussurri e lo urli proprio lí, ai piedi di una croce: Io credo Signore!
Credo nella Resurrezione
e nella vita eterna.
Credo nel Tuo Amore
che ci tiene uniti per sempre;
Nella tua Speranza,
che rende saldo il nostro stare;
Nella tua Misericordia,
che trasforma il nostro dolore;
nella tua Grazia,
in cui dimorano tutti
quelli amiamo in cielo.
Perché io lo so dove sono,
ci ho già fatto i conti,
sono tutti lí,
tra le Tue braccia Sante.
E io verrò…
aspettatemi un altro
pezzo di vita!
Continuate da lí
a fare luce
ad ogni notte,
in attesa
della vita piena
…quella eterna.
🪔 @alumera_
❤14👏1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🪔📖 «[...] io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena» (Lc 14,24).
🔥1