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POTUS SULLA GUERRA IN UCRAINA:
"Non sono contento di nulla di questa guerra . Niente ...credo che nelle prossime due settimane scopriremo da che parte andrà, e sarà meglio che io sia molto contento".
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TRUMP: GLI STATI UNITI PRENDERANNO UNA PARTECIPAZIONE DEL 10% IN INTEL❗
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TRUMP: CHICAGO SARÀ LA PROSSIMA CITTÀ IN CUI INVIEREMO LE TRUPPE
"...e poi New York!"
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DONALD TRUMP SU LISA COOK: SE NON SI DIMETTE LA LICENZIO!
Dopo che Bill Pulte, Direttore Federale per l'Edilizia Abitativa di Trump, ha pubblicato nuovi documenti bomba che implicano la Governatrice Democratica della Federal Reserve Lisa Cook, in una frode sui mutui, il presidente Donald Trump non ammette ulteriori perdite di tempo:
"La licenzierò se non si dimette.
Quello che ha fatto è stato grave.
Quindi la licenzierò se non si dimette".
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SI DIMETTE IL MINISTRO DEGLI ESTERI OLANDESE
Il ministro degli Esteri dell’#Olanda si dimette dopo il dibattito sulle sanzioni a #Israele — AFP
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Il mito del grafene nei vaccini Covid-19: un caso di disinformazione programmata
Con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19, la rete è stata inondata da un flusso di informazioni contrastanti, spesso non verificabili. Tra le narrazioni più diffuse, una delle più persistenti è quella che sostiene la presenza di ossido di grafene nei sieri.
Origine della narrativa
Le prime segnalazioni sono apparse nel 2021 da parte di alcuni ricercatori indipendenti spagnoli, che dichiaravano di aver osservato tracce di grafene nei vaccini tramite analisi al microscopio. Tali documenti non sono mai stati pubblicati in riviste scientifiche peer-reviewed né replicati da laboratori indipendenti. Ciononostante, la notizia ha trovato terreno fertile nei canali Telegram e nei circuiti di controinformazione.
Perché il grafene?
Il grafene è un materiale dalle proprietà straordinarie: è leggerissimo, resistente e ottimo conduttore. In ambito militare e tecnologico, viene studiato per applicazioni che vanno dai sensori biometrici alle batterie. L’idea che un materiale del genere possa essere iniettato ha alimentato la fantasia di chi teme un controllo di massa attraverso tecnologie nanometriche.
La posizione ufficiale
Le agenzie regolatorie (EMA, FDA, AIFA) hanno reso pubblici gli ingredienti dei vaccini. Nessuno contiene grafene. In parallelo, diversi gruppi di ricerca universitari hanno verificato la composizione dei lotti, confermando l’assenza di tale sostanza.
Il meccanismo di psyops
Qui emerge il lato più interessante: la narrativa del grafene non è solo una bufala scientifica, ma un caso da manuale di psyops e guerra cognitiva.
Alimenta la paura di un nemico invisibile e tecnologico.
Polarizza il dibattito: chi non ci crede è accusato di “fidarsi del sistema”, chi ci crede si sente parte di una resistenza consapevole.
Distrae dall’analisi critica dei veri problemi dei vaccini (effetti collaterali, gestione politica, brevetti, conflitti di interesse).
Un parallelo con la Guerra Fredda
Questa strategia non è nuova. Durante la Guerra Fredda, sia Stati Uniti che Unione Sovietica diffusero sistematicamente notizie su armi segrete inesistenti o esagerate.
Negli anni ’60, la CIA lasciava trapelare informazioni su presunti “progetti psichici” sovietici, in modo da spaventare l’opinione pubblica e giustificare le proprie ricerche sul controllo mentale (MK-ULTRA).
Allo stesso tempo, Mosca diffondeva teorie sul fatto che il virus dell’AIDS fosse stato creato in laboratori militari americani. Anche in quel caso, la verità scientifica era secondaria: ciò che contava era destabilizzare la fiducia e alimentare sospetti.
Il mito del grafene funziona nello stesso modo: non importa la sua realtà fisica, importa la sua efficacia come narrativa di distrazione e paura.
Effetto sul pubblico
Questa narrativa ha avuto un impatto enorme perché mescola elementi reali (ricerche sul grafene, interesse militare e industriale) con fantasie incontrollate (nanorobot, antenne 5G, controllo mentale). È la stessa dinamica già vista in altre psyops storiche: si fornisce al pubblico uno specchietto per le allodole, affinché concentri l’attenzione su un falso bersaglio e non ponga domande più scomode.
La vicenda del grafene nei vaccini è l’ennesima dimostrazione che la guerra del futuro – e del presente – si combatte nella mente delle persone. Non è importante se il grafene ci sia davvero, ma che milioni di individui abbiano parlato di esso, condiviso contenuti, diviso amicizie e comunità.
È il segno che la vera arma invisibile non è un materiale nei vaccini, ma la manipolazione dell’immaginario collettivo.
Con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19, la rete è stata inondata da un flusso di informazioni contrastanti, spesso non verificabili. Tra le narrazioni più diffuse, una delle più persistenti è quella che sostiene la presenza di ossido di grafene nei sieri.
Origine della narrativa
Le prime segnalazioni sono apparse nel 2021 da parte di alcuni ricercatori indipendenti spagnoli, che dichiaravano di aver osservato tracce di grafene nei vaccini tramite analisi al microscopio. Tali documenti non sono mai stati pubblicati in riviste scientifiche peer-reviewed né replicati da laboratori indipendenti. Ciononostante, la notizia ha trovato terreno fertile nei canali Telegram e nei circuiti di controinformazione.
Perché il grafene?
Il grafene è un materiale dalle proprietà straordinarie: è leggerissimo, resistente e ottimo conduttore. In ambito militare e tecnologico, viene studiato per applicazioni che vanno dai sensori biometrici alle batterie. L’idea che un materiale del genere possa essere iniettato ha alimentato la fantasia di chi teme un controllo di massa attraverso tecnologie nanometriche.
La posizione ufficiale
Le agenzie regolatorie (EMA, FDA, AIFA) hanno reso pubblici gli ingredienti dei vaccini. Nessuno contiene grafene. In parallelo, diversi gruppi di ricerca universitari hanno verificato la composizione dei lotti, confermando l’assenza di tale sostanza.
Il meccanismo di psyops
Qui emerge il lato più interessante: la narrativa del grafene non è solo una bufala scientifica, ma un caso da manuale di psyops e guerra cognitiva.
Alimenta la paura di un nemico invisibile e tecnologico.
Polarizza il dibattito: chi non ci crede è accusato di “fidarsi del sistema”, chi ci crede si sente parte di una resistenza consapevole.
Distrae dall’analisi critica dei veri problemi dei vaccini (effetti collaterali, gestione politica, brevetti, conflitti di interesse).
Un parallelo con la Guerra Fredda
Questa strategia non è nuova. Durante la Guerra Fredda, sia Stati Uniti che Unione Sovietica diffusero sistematicamente notizie su armi segrete inesistenti o esagerate.
Negli anni ’60, la CIA lasciava trapelare informazioni su presunti “progetti psichici” sovietici, in modo da spaventare l’opinione pubblica e giustificare le proprie ricerche sul controllo mentale (MK-ULTRA).
Allo stesso tempo, Mosca diffondeva teorie sul fatto che il virus dell’AIDS fosse stato creato in laboratori militari americani. Anche in quel caso, la verità scientifica era secondaria: ciò che contava era destabilizzare la fiducia e alimentare sospetti.
Il mito del grafene funziona nello stesso modo: non importa la sua realtà fisica, importa la sua efficacia come narrativa di distrazione e paura.
Effetto sul pubblico
Questa narrativa ha avuto un impatto enorme perché mescola elementi reali (ricerche sul grafene, interesse militare e industriale) con fantasie incontrollate (nanorobot, antenne 5G, controllo mentale). È la stessa dinamica già vista in altre psyops storiche: si fornisce al pubblico uno specchietto per le allodole, affinché concentri l’attenzione su un falso bersaglio e non ponga domande più scomode.
La vicenda del grafene nei vaccini è l’ennesima dimostrazione che la guerra del futuro – e del presente – si combatte nella mente delle persone. Non è importante se il grafene ci sia davvero, ma che milioni di individui abbiano parlato di esso, condiviso contenuti, diviso amicizie e comunità.
È il segno che la vera arma invisibile non è un materiale nei vaccini, ma la manipolazione dell’immaginario collettivo.
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LA ROMANIA NON INVIERÀ TRUPPE IN UCRAINA
Bolojan prende le distanza: “In #Ucraina non andranno truppe dalla Romania come parte delle garanzie di sicurezza” - Primo Ministro
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LA ROMANIA NON INVIERÀ TRUPPE IN UCRAINA
Bolojan prende le distanza: “In #Ucraina non andranno truppe dalla Romania come parte delle garanzie di sicurezza” - Primo Ministro
"In tutti questi mesi, come sapete, quando è stata sollevata la questione di fornire garanzie di sicurezza per raggiungere una pace duratura in #Ucraina, la #Romania ha dichiarato nel modo più chiaro possibile: non invieremo truppe, non assumeremo alcun obbligo riguardo alla possibile presenza di truppe rumene sul territorio ucraino," ha detto Ilie #Bolojan.
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Chi arma Israele: tra ipocrisie occidentali, interessi militari e doppia faccia americana
Quando si parla di conflitto in Medio Oriente, la parola “pace” viene evocata spesso nei discorsi ufficiali. Ma dietro le quinte, mentre si condannano pubblicamente le azioni di Israele a Gaza, molti governi occidentali continuano ad alimentare la sua macchina bellica.
Stati Uniti: l’alleato numero uno, ma con due facce
Gli Stati Uniti restano di gran lunga il principale sponsor di Israele. Negli ultimi dieci anni, circa il 69% delle armi israeliane sono arrivate da Washington.
Ma la differenza tra l’amministrazione Trump e quella Biden è netta.
Con Trump (2017–2020): il sostegno era totale e senza esitazioni. Trump non solo ha confermato i miliardi per il sistema Iron Dome, ma ha dato via libera a nuovi programmi militari con Israele, promuovendo un’alleanza militare strategica con i Paesi arabi del Golfo (Accordi di Abramo). Le forniture di armi non conoscevano rallentamenti, anzi aumentavano, con un’esplicita narrativa filo-israeliana.
Con Biden (2021–oggi): formalmente il sostegno militare è rimasto altissimo, ma l’intensità delle forniture è stata più oscillante. Nel 2024, sotto la pressione dell’opinione pubblica internazionale per la crisi a Gaza, la Casa Bianca ha rallentato alcune consegne e rinviato la fornitura di bombe di grosso calibro (le famose “bunker buster”). Tuttavia, il Pentagono ha comunque continuato a finanziare i sistemi di difesa e a garantire la manutenzione dei jet F-35.
La realtà è che con Biden non c’è stata una vera rottura, ma solo una gestione di facciata: le forniture non sono cessate, solo rese meno visibili per non alimentare lo scandalo.
In sintesi: Trump sosteneva Israele senza ipocrisie, Biden lo fa dietro il velo di un finto equilibrio diplomatico.
Germania: la memoria corta e le forniture pesanti
Berlino è il secondo grande partner militare di Israele. Ha fornito missili, difese aeree e componenti elettronici per decenni. Solo di recente, sotto pressione dell’opinione pubblica, ha annunciato una sospensione parziale delle esportazioni verso Israele.
Una mossa di facciata, che arriva dopo anni in cui le industrie belliche tedesche hanno contribuito direttamente alla superiorità militare israeliana.
Italia e Francia: piccoli fornitori, grandi contraddizioni
Roma e Parigi amano presentarsi come difensori dei diritti umani, ma intanto hanno fornito munizioni, elicotteri e artiglierie.
L’Italia ha sospeso le esportazioni solo nell’ottobre 2024, dopo mesi di ambiguità. La Francia, dal canto suo, ha rifornito Tel Aviv con centinaia di migliaia di munizioni leggere: proiettili che finiscono nelle guerre urbane, non certo in parate militari.
Regno Unito e l’ipocrisia delle “licenze sospese”
Londra dichiara di aver sospeso alcune licenze di esportazione, ma continua a produrre e consegnare componenti fondamentali per gli F-35, i caccia di punta israeliani.
Risultato: mentre si proclama contraria al conflitto, resta parte integrante della catena produttiva che tiene in aria l’aviazione israeliana.
Canada, Spagna, Olanda e altri: sospensioni simboliche
Molti altri Paesi occidentali hanno annunciato il blocco delle esportazioni verso Israele, ma parliamo di forniture marginali. È il classico “lavarsi le mani” per mostrarsi moralmente superiori davanti all’opinione pubblica, senza realmente intaccare il flusso di armi.
Australia e la complicità indiretta
L’Australia non esporta direttamente, ma produce parti per gli F-35 insieme a Stati Uniti e Regno Unito. In pratica, anche se non appare in prima fila, contribuisce in pieno alla potenza militare israeliana.
La verità dietro la facciata
Dietro i proclami umanitari e i finti blocchi alle esportazioni, resta un dato inconfutabile: Israele continua a essere rifornito, direttamente o indirettamente, dai suoi alleati occidentali.
Quando si parla di conflitto in Medio Oriente, la parola “pace” viene evocata spesso nei discorsi ufficiali. Ma dietro le quinte, mentre si condannano pubblicamente le azioni di Israele a Gaza, molti governi occidentali continuano ad alimentare la sua macchina bellica.
Stati Uniti: l’alleato numero uno, ma con due facce
Gli Stati Uniti restano di gran lunga il principale sponsor di Israele. Negli ultimi dieci anni, circa il 69% delle armi israeliane sono arrivate da Washington.
Ma la differenza tra l’amministrazione Trump e quella Biden è netta.
Con Trump (2017–2020): il sostegno era totale e senza esitazioni. Trump non solo ha confermato i miliardi per il sistema Iron Dome, ma ha dato via libera a nuovi programmi militari con Israele, promuovendo un’alleanza militare strategica con i Paesi arabi del Golfo (Accordi di Abramo). Le forniture di armi non conoscevano rallentamenti, anzi aumentavano, con un’esplicita narrativa filo-israeliana.
Con Biden (2021–oggi): formalmente il sostegno militare è rimasto altissimo, ma l’intensità delle forniture è stata più oscillante. Nel 2024, sotto la pressione dell’opinione pubblica internazionale per la crisi a Gaza, la Casa Bianca ha rallentato alcune consegne e rinviato la fornitura di bombe di grosso calibro (le famose “bunker buster”). Tuttavia, il Pentagono ha comunque continuato a finanziare i sistemi di difesa e a garantire la manutenzione dei jet F-35.
La realtà è che con Biden non c’è stata una vera rottura, ma solo una gestione di facciata: le forniture non sono cessate, solo rese meno visibili per non alimentare lo scandalo.
In sintesi: Trump sosteneva Israele senza ipocrisie, Biden lo fa dietro il velo di un finto equilibrio diplomatico.
Germania: la memoria corta e le forniture pesanti
Berlino è il secondo grande partner militare di Israele. Ha fornito missili, difese aeree e componenti elettronici per decenni. Solo di recente, sotto pressione dell’opinione pubblica, ha annunciato una sospensione parziale delle esportazioni verso Israele.
Una mossa di facciata, che arriva dopo anni in cui le industrie belliche tedesche hanno contribuito direttamente alla superiorità militare israeliana.
Italia e Francia: piccoli fornitori, grandi contraddizioni
Roma e Parigi amano presentarsi come difensori dei diritti umani, ma intanto hanno fornito munizioni, elicotteri e artiglierie.
L’Italia ha sospeso le esportazioni solo nell’ottobre 2024, dopo mesi di ambiguità. La Francia, dal canto suo, ha rifornito Tel Aviv con centinaia di migliaia di munizioni leggere: proiettili che finiscono nelle guerre urbane, non certo in parate militari.
Regno Unito e l’ipocrisia delle “licenze sospese”
Londra dichiara di aver sospeso alcune licenze di esportazione, ma continua a produrre e consegnare componenti fondamentali per gli F-35, i caccia di punta israeliani.
Risultato: mentre si proclama contraria al conflitto, resta parte integrante della catena produttiva che tiene in aria l’aviazione israeliana.
Canada, Spagna, Olanda e altri: sospensioni simboliche
Molti altri Paesi occidentali hanno annunciato il blocco delle esportazioni verso Israele, ma parliamo di forniture marginali. È il classico “lavarsi le mani” per mostrarsi moralmente superiori davanti all’opinione pubblica, senza realmente intaccare il flusso di armi.
Australia e la complicità indiretta
L’Australia non esporta direttamente, ma produce parti per gli F-35 insieme a Stati Uniti e Regno Unito. In pratica, anche se non appare in prima fila, contribuisce in pieno alla potenza militare israeliana.
La verità dietro la facciata
Dietro i proclami umanitari e i finti blocchi alle esportazioni, resta un dato inconfutabile: Israele continua a essere rifornito, direttamente o indirettamente, dai suoi alleati occidentali.
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La differenza tra Trump e Biden mostra una dinamica chiara: non si tratta di decidere se sostenere Israele, ma di come venderlo all’opinione pubblica. Trump lo faceva apertamente, Biden lo fa con strategie di “soft power” e comunicazione ambigua.
Le “sospensioni” annunciate servono solo a placare le piazze e a gestire l’opinione pubblica, non a fermare il conflitto.
Mentre si parla di diritti umani, le industrie belliche fatturano miliardi. E i governi, complici, recitano la parte dei moralisti indignati, quando in realtà sono i principali sponsor del massacro. L’inversione con il ritorno di Trump (2025)
Con l’insediamento della nuova amministrazione Trump nel gennaio 2025, si è registrato un netto ridimensionamento delle forniture americane verso Israele. A differenza del periodo Biden, in cui gli invii erano costanti (pur se a volte mascherati o rallentati), la Casa Bianca ha ridotto drasticamente gli ordini di nuove bombe aeree e rinviato diversi programmi di cooperazione tecnica.
Le stime parlano di una contrazione di circa il 25–30% nei primi mesi del 2025 rispetto all’anno precedente, con tagli mirati su munizionamento pesante e sistemi d’attacco a lungo raggio. Restano in piedi i finanziamenti all’Iron Dome e ai sistemi difensivi, ma la logica è chiara: Washington sotto Trump vuole mostrarsi meno coinvolta nelle operazioni offensive israeliane, pur continuando a garantire la protezione strategica.
Si tratta di una scelta politica con un messaggio preciso: Trump non rinnega l’alleanza con Israele, ma non intende più permettere che le forniture militari americane alimentino senza limiti il conflitto in Medio Oriente, soprattutto in un momento in cui l’opinione pubblica mondiale è sempre più critica. In questo momento Germani e America sono quasi alla pari come fornitori principali dello stato di Israele
Le “sospensioni” annunciate servono solo a placare le piazze e a gestire l’opinione pubblica, non a fermare il conflitto.
Mentre si parla di diritti umani, le industrie belliche fatturano miliardi. E i governi, complici, recitano la parte dei moralisti indignati, quando in realtà sono i principali sponsor del massacro. L’inversione con il ritorno di Trump (2025)
Con l’insediamento della nuova amministrazione Trump nel gennaio 2025, si è registrato un netto ridimensionamento delle forniture americane verso Israele. A differenza del periodo Biden, in cui gli invii erano costanti (pur se a volte mascherati o rallentati), la Casa Bianca ha ridotto drasticamente gli ordini di nuove bombe aeree e rinviato diversi programmi di cooperazione tecnica.
Le stime parlano di una contrazione di circa il 25–30% nei primi mesi del 2025 rispetto all’anno precedente, con tagli mirati su munizionamento pesante e sistemi d’attacco a lungo raggio. Restano in piedi i finanziamenti all’Iron Dome e ai sistemi difensivi, ma la logica è chiara: Washington sotto Trump vuole mostrarsi meno coinvolta nelle operazioni offensive israeliane, pur continuando a garantire la protezione strategica.
Si tratta di una scelta politica con un messaggio preciso: Trump non rinnega l’alleanza con Israele, ma non intende più permettere che le forniture militari americane alimentino senza limiti il conflitto in Medio Oriente, soprattutto in un momento in cui l’opinione pubblica mondiale è sempre più critica. In questo momento Germani e America sono quasi alla pari come fornitori principali dello stato di Israele
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Il mito del grafene nei vaccini Covid-19: un caso di disinformazione programmata Con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19, la rete è stata inondata da un flusso di informazioni contrastanti, spesso non verificabili. Tra le narrazioni più diffuse, una delle…
💉 Il feticcio del grafene e i veri pericoli dimenticati
In tanti gridano al “grafene nei vaccini”.
Ora, diciamolo chiaramente: il grafene è un materiale incredibile in molti campi industriali, ma non in quello medico. È vero, potrebbero esserci residui come inquinamento di processo in qualche fase della produzione, ma ad oggi non è mai stato trovato in maniera verificabile.
Il punto è un altro: mentre si corre dietro alla narrativa del grafene, nessuno parla della vera questione centrale, ovvero la tecnologia a mRNA. Una tecnologia che, passo dopo passo, sta aprendo le porte allo sdoganamento di pratiche eugenetiche, alla manipolazione genetica su larga scala e alla normalizzazione dell’idea che si possa “riscrivere” il DNA a piacimento.
Questa è la minaccia concreta, non un fantasma agitato per distrarre.
Si spinge la gente a fissarsi su “grafene sì / grafene no”, mentre il vero pericolo – il controllo e la ridefinizione dell’essere umano attraverso la biotecnologia – passa in sordina.
👉 I rischi che corriamo sono molto più profondi e gravi: una società in cui il corpo diventa un software aggiornabile a discrezione di chi comanda.
In tanti gridano al “grafene nei vaccini”.
Ora, diciamolo chiaramente: il grafene è un materiale incredibile in molti campi industriali, ma non in quello medico. È vero, potrebbero esserci residui come inquinamento di processo in qualche fase della produzione, ma ad oggi non è mai stato trovato in maniera verificabile.
Il punto è un altro: mentre si corre dietro alla narrativa del grafene, nessuno parla della vera questione centrale, ovvero la tecnologia a mRNA. Una tecnologia che, passo dopo passo, sta aprendo le porte allo sdoganamento di pratiche eugenetiche, alla manipolazione genetica su larga scala e alla normalizzazione dell’idea che si possa “riscrivere” il DNA a piacimento.
Questa è la minaccia concreta, non un fantasma agitato per distrarre.
Si spinge la gente a fissarsi su “grafene sì / grafene no”, mentre il vero pericolo – il controllo e la ridefinizione dell’essere umano attraverso la biotecnologia – passa in sordina.
👉 I rischi che corriamo sono molto più profondi e gravi: una società in cui il corpo diventa un software aggiornabile a discrezione di chi comanda.
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SPOILER: NON È IL GRAFENE, MA LA SCIENZA
Ogni giorno spunta qualcuno che urla al mistero del "grafene nei vaccini".
Ma qui ci sono le prove reali che smontano la bufala.
Il brevetto CN112220919A:
Vaccino sperimentale a subunità contro il coronavirus, che usa ossido di grafene (GO) come vettore – solo in studi su topi, senza alcuna approvazione clinica real-world.
Link: https://patents.google.com/patent/CN112220919A/en
PDF completo: https://patentimages.storage.googleapis.com/ef/0c/d4/2ed14dae3576f1/CN112220919A.pdf
MHRA (Regno Unito) – conferma ufficiale:
I vaccini contro il Covid-19 autorizzati non contengono grafene ossido.
Link: https://www.gov.uk/government/publications/freedom-of-information-responses-from-the-mhra-week-commencing-13-september-2021/freedom-of-information-request-on-graphene-oxide-in-covid-19-vaccinations-foi-211035
Fact-check Reuters:
Nessuna evidenza credibile che il grafene sia presente nei vaccini disponibili.
Link: https://www.reuters.com/article/fact-check/no-evidence-graphene-oxide-is-present-in-available-covid-19-vaccines-via-lipid-n-idUSL1N2PI2XH/
Cosa significa tutto questo:
Lo studio con GO è un pezzo di ricerca sperimentale, NON prova che i vaccini contengano grafene.
Le autorità sanitarie – MHRA, EMA, FDA – hanno confermato che i vaccini contengono solo gli ingredienti dichiarati per legge.
Il problema reale non è il grafene, ma capire come gestire reazioni avverse serie (coagulazione, effetti immunitari), basandosi su dati reali, studi e trasparenza.
In sintesi:
Il “grafene” nei vaccini è una teoria infondata.
Abbiamo link, documenti ufficiali e dichiarazioni indipendenti.
Basta rincorrere bufale: la verità si difende con i fatti e le fonti, non con il terrore novax.
Ogni giorno spunta qualcuno che urla al mistero del "grafene nei vaccini".
Ma qui ci sono le prove reali che smontano la bufala.
Il brevetto CN112220919A:
Vaccino sperimentale a subunità contro il coronavirus, che usa ossido di grafene (GO) come vettore – solo in studi su topi, senza alcuna approvazione clinica real-world.
Link: https://patents.google.com/patent/CN112220919A/en
PDF completo: https://patentimages.storage.googleapis.com/ef/0c/d4/2ed14dae3576f1/CN112220919A.pdf
MHRA (Regno Unito) – conferma ufficiale:
I vaccini contro il Covid-19 autorizzati non contengono grafene ossido.
Link: https://www.gov.uk/government/publications/freedom-of-information-responses-from-the-mhra-week-commencing-13-september-2021/freedom-of-information-request-on-graphene-oxide-in-covid-19-vaccinations-foi-211035
Fact-check Reuters:
Nessuna evidenza credibile che il grafene sia presente nei vaccini disponibili.
Link: https://www.reuters.com/article/fact-check/no-evidence-graphene-oxide-is-present-in-available-covid-19-vaccines-via-lipid-n-idUSL1N2PI2XH/
Cosa significa tutto questo:
Lo studio con GO è un pezzo di ricerca sperimentale, NON prova che i vaccini contengano grafene.
Le autorità sanitarie – MHRA, EMA, FDA – hanno confermato che i vaccini contengono solo gli ingredienti dichiarati per legge.
Il problema reale non è il grafene, ma capire come gestire reazioni avverse serie (coagulazione, effetti immunitari), basandosi su dati reali, studi e trasparenza.
In sintesi:
Il “grafene” nei vaccini è una teoria infondata.
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Google
CN112220919A - Nano coronavirus recombinant vaccine taking graphene oxide as carrier
- Google Patents
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The invention belongs to the field of nano materials and biomedicine, and relates to a vaccine, in particular to development of 2019-nCoV coronavirus nuclear recombinant nano vaccine. The invention also comprises a preparation method of the vaccine and application…
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Dal mRNA all’Eugenetica 2.0: il vero pericolo dietro la biotecnologia del futuro
Negli ultimi anni il dibattito pubblico intorno ai vaccini anti-Covid a mRNA si è spesso concentrato su elementi marginali o inesistenti — grafene, microchip, complotti da laboratorio. Ma così facendo si è ignorata la questione davvero centrale: la tecnologia mRNA non è pericolosa solo in sé, bensì per le sue implicazioni sociali, politiche ed etiche, che potrebbero aprire la strada a una nuova forma di eugenetica globale.
Cos’è la tecnologia mRNA e cosa può fare
I vaccini a mRNA introdotti dal 2020 hanno mostrato che è possibile usare sequenze di RNA messaggero sintetico per “istruire” le cellule umane a produrre proteine specifiche.
Nel caso del Covid-19, queste proteine erano parti della proteina spike del virus, stimolando così la risposta immunitaria.
L’mRNA non entra nel nucleo della cellula e non modifica direttamente il DNA, ma la ricerca biotecnologica sta evolvendo rapidamente verso terapie geniche che combinano mRNA con altre tecniche, come CRISPR-Cas9 o mRNA auto-amplificante.
Fonte: Nature Reviews Drug Discovery, "mRNA vaccines — a new era in vaccinology" (2018).
Retrotrascrizione e rischi genetici
Una delle obiezioni sollevate da parte della comunità scientifica riguarda la possibilità che, in particolari condizioni, l’mRNA sintetico possa essere retrotrascritto in DNA e integrarsi nel genoma.
Studi condotti al MIT e pubblicati su PNAS (2021) hanno dimostrato che il materiale genetico di SARS-CoV-2 può, in rari casi, retrotrascriversi nelle cellule umane.
Sebbene non vi siano prove definitive che questo accada con i vaccini mRNA, la possibilità teorica esiste, soprattutto con l’uso di enzimi endogeni come le trascrittasi inverse LINE-1.
Fonte: Zhang et al., PNAS (2021), "Reverse-transcribed SARS-CoV-2 RNA can integrate into the genome of cultured human cells and can be expressed in patient-derived tissues".
Il ritorno dell’eugenetica
Il vero nodo non è tanto tecnico, quanto politico e culturale. La storia ci insegna che la scienza della genetica è stata usata come strumento di controllo sociale.
L’eugenetica del ‘900
Negli Stati Uniti, tra il 1907 e il 1937, oltre 60.000 persone furono sterilizzate forzatamente in base a leggi eugenetiche approvate in più di 30 stati.
La Germania nazista portò l’eugenetica all’estremo, con i programmi di “igiene razziale” e le politiche di eliminazione dei “non idonei”.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’eugenetica fu screditata, ma non scomparve: si trasformò in genetica medica, biologia molecolare, politiche di salute pubblica selettive.
Fonti:
Edwin Black, War Against the Weak (2003).
Daniel Kevles, In the Name of Eugenics (1985).
Eugenetica 2.0: biotecnologia e controllo sociale
Oggi, la tecnologia mRNA e altre forme di bioingegneria aprono uno scenario nuovo: non la sterilizzazione forzata, ma la possibilità di riscrivere il corpo umano, renderlo dipendente da aggiornamenti biotecnologici, differenziare le popolazioni sulla base dell’accesso a cure genetiche personalizzate.
Disuguaglianza biologica: chi potrà permettersi “upgrade genetici” sarà avvantaggiato rispetto agli altri, creando una nuova classe privilegiata biologicamente.
Sorveglianza sanitaria: combinando biotecnologia e identità digitale, i governi potrebbero imporre trattamenti e monitorare i cittadini in tempo reale.
Biocontrollo: l’mRNA, legato a nanoparticelle lipidiche, apre la porta a terapie “programmabili”, che possono essere attivate o disattivate. Questo pone la domanda: chi decide i limiti?
Fonte: Yu et al., Nature (2022), “mRNA therapeutics in cancer immunotherapy and beyond”.
Dal denaro al controllo: la logica delle élite
Molti pensano che le grandi élite cerchino solo denaro. In realtà, il denaro è uno strumento secondario: può essere creato dal nulla dalle banche centrali.
Il vero obiettivo è il controllo dell’essere umano nella sua totalità.
La salute, il corpo, la genetica diventano il terreno di battaglia più importante. Se controlli la biologia, controlli la vita stessa.
Negli ultimi anni il dibattito pubblico intorno ai vaccini anti-Covid a mRNA si è spesso concentrato su elementi marginali o inesistenti — grafene, microchip, complotti da laboratorio. Ma così facendo si è ignorata la questione davvero centrale: la tecnologia mRNA non è pericolosa solo in sé, bensì per le sue implicazioni sociali, politiche ed etiche, che potrebbero aprire la strada a una nuova forma di eugenetica globale.
Cos’è la tecnologia mRNA e cosa può fare
I vaccini a mRNA introdotti dal 2020 hanno mostrato che è possibile usare sequenze di RNA messaggero sintetico per “istruire” le cellule umane a produrre proteine specifiche.
Nel caso del Covid-19, queste proteine erano parti della proteina spike del virus, stimolando così la risposta immunitaria.
L’mRNA non entra nel nucleo della cellula e non modifica direttamente il DNA, ma la ricerca biotecnologica sta evolvendo rapidamente verso terapie geniche che combinano mRNA con altre tecniche, come CRISPR-Cas9 o mRNA auto-amplificante.
Fonte: Nature Reviews Drug Discovery, "mRNA vaccines — a new era in vaccinology" (2018).
Retrotrascrizione e rischi genetici
Una delle obiezioni sollevate da parte della comunità scientifica riguarda la possibilità che, in particolari condizioni, l’mRNA sintetico possa essere retrotrascritto in DNA e integrarsi nel genoma.
Studi condotti al MIT e pubblicati su PNAS (2021) hanno dimostrato che il materiale genetico di SARS-CoV-2 può, in rari casi, retrotrascriversi nelle cellule umane.
Sebbene non vi siano prove definitive che questo accada con i vaccini mRNA, la possibilità teorica esiste, soprattutto con l’uso di enzimi endogeni come le trascrittasi inverse LINE-1.
Fonte: Zhang et al., PNAS (2021), "Reverse-transcribed SARS-CoV-2 RNA can integrate into the genome of cultured human cells and can be expressed in patient-derived tissues".
Il ritorno dell’eugenetica
Il vero nodo non è tanto tecnico, quanto politico e culturale. La storia ci insegna che la scienza della genetica è stata usata come strumento di controllo sociale.
L’eugenetica del ‘900
Negli Stati Uniti, tra il 1907 e il 1937, oltre 60.000 persone furono sterilizzate forzatamente in base a leggi eugenetiche approvate in più di 30 stati.
La Germania nazista portò l’eugenetica all’estremo, con i programmi di “igiene razziale” e le politiche di eliminazione dei “non idonei”.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’eugenetica fu screditata, ma non scomparve: si trasformò in genetica medica, biologia molecolare, politiche di salute pubblica selettive.
Fonti:
Edwin Black, War Against the Weak (2003).
Daniel Kevles, In the Name of Eugenics (1985).
Eugenetica 2.0: biotecnologia e controllo sociale
Oggi, la tecnologia mRNA e altre forme di bioingegneria aprono uno scenario nuovo: non la sterilizzazione forzata, ma la possibilità di riscrivere il corpo umano, renderlo dipendente da aggiornamenti biotecnologici, differenziare le popolazioni sulla base dell’accesso a cure genetiche personalizzate.
Disuguaglianza biologica: chi potrà permettersi “upgrade genetici” sarà avvantaggiato rispetto agli altri, creando una nuova classe privilegiata biologicamente.
Sorveglianza sanitaria: combinando biotecnologia e identità digitale, i governi potrebbero imporre trattamenti e monitorare i cittadini in tempo reale.
Biocontrollo: l’mRNA, legato a nanoparticelle lipidiche, apre la porta a terapie “programmabili”, che possono essere attivate o disattivate. Questo pone la domanda: chi decide i limiti?
Fonte: Yu et al., Nature (2022), “mRNA therapeutics in cancer immunotherapy and beyond”.
Dal denaro al controllo: la logica delle élite
Molti pensano che le grandi élite cerchino solo denaro. In realtà, il denaro è uno strumento secondario: può essere creato dal nulla dalle banche centrali.
Il vero obiettivo è il controllo dell’essere umano nella sua totalità.
La salute, il corpo, la genetica diventano il terreno di battaglia più importante. Se controlli la biologia, controlli la vita stessa.
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La vera minaccia
Il grafene è un diversivo. La vera minaccia è che la tecnologia mRNA diventi il cavallo di Troia per un nuovo ordine biotecnologico, in cui il confine tra cura e manipolazione si dissolve.
Il rischio non è la “fantascienza”, ma una società in cui l’eugenetica viene riproposta in chiave moderna, sotto il nome rassicurante di “scienza medica avanzata”.
Se nel ‘900 l’eugenetica parlava di “razze da migliorare”, oggi parla di genomi da ottimizzare.
E chi non si adegua rischia di essere escluso dal nuovo sistema sociale e politico globale.
Fonti principali:
Zhang et al., PNAS (2021).
Nature Reviews Drug Discovery (2018).
Yu et al., Nature (2022).
Edwin Black, War Against the Weak (2003).
Daniel Kevles, In the Name of Eugenics (1985).
Il grafene è un diversivo. La vera minaccia è che la tecnologia mRNA diventi il cavallo di Troia per un nuovo ordine biotecnologico, in cui il confine tra cura e manipolazione si dissolve.
Il rischio non è la “fantascienza”, ma una società in cui l’eugenetica viene riproposta in chiave moderna, sotto il nome rassicurante di “scienza medica avanzata”.
Se nel ‘900 l’eugenetica parlava di “razze da migliorare”, oggi parla di genomi da ottimizzare.
E chi non si adegua rischia di essere escluso dal nuovo sistema sociale e politico globale.
Fonti principali:
Zhang et al., PNAS (2021).
Nature Reviews Drug Discovery (2018).
Yu et al., Nature (2022).
Edwin Black, War Against the Weak (2003).
Daniel Kevles, In the Name of Eugenics (1985).
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#VQBChannel 🇷🇺🇺🇸
PUTIN: CON TRUMP COOPERAZIONE RUSSIA-USA NELL’ARTICO E IN ALASKA
Durante l'incontro con i lavoratori del settore atomico a Sarov:, #Putin ha dichiarato:
#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
PUTIN: CON TRUMP COOPERAZIONE RUSSIA-USA NELL’ARTICO E IN ALASKA
Durante l'incontro con i lavoratori del settore atomico a Sarov:, #Putin ha dichiarato:
"Con l'arrivo di #Trump alla Casa Bianca, è apparsa una luce alla fine del tunnel nelle relazioni tra Russia e #Stati_Uniti. La Russia si aspetta un pieno ripristino delle relazioni con gli Stati Uniti. Tutta l'Europa occidentale di oggi è praticamente privata della sovranità, ma la Russia non può vivere così. La #Russia sta discutendo la possibilità di cooperare con gli Stati Uniti nell'Artico e in #Alaska".
#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
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Profilo accademico e pubblicazioni
Ricardo Delgado Martín si presenta come statistico e fondatore del canale La Quinta Columna, noto per sostenere teorie come la presenza di grafene nei vaccini anti-COVID.
Fonte: dettagli del canale e presentazione in podcast
Link completo: https://podcasts.apple.com/us/podcast/entrevista-a-ricardo-delgado-distinta-fm/id1705669959?i=1000672137629
Non sono emersi profili accademici affidabili (ad esempio su Google Scholar, Semantic Scholar o Scopus) con h-index verificabili o pubblicazioni peer-reviewed a suo nome.
Conclusione: Non ha una carriera accademica scientificamente riconosciuta.
Contenuti divulgati e fact-checking
Delgado ha diffuso la teoria che vaccini, mascherine o tamponi contengano grafene o siano responsabili del COVID-19 tramite ossido di grafene, affermando anche che si attiverebbe con il 5G.
Fonte: analisi di Maldita Ciencia
Link completo: https://www.maldita.es/malditaciencia/20210707/video-ricardo-delgado-martin-quinta-columna-oxido-grafeno-covid-19-vacuna/
Ha riportato un “report” visivo con presunte microstrutture artificiali nei vaccini, come micro-tecnologie o grafene autoassemblanti. Tuttavia:
Il campione analizzato non ha tracciabilità.
La metodologia (microscopia ottica) non è scientificamente valida per distinguere grafene da cristalli o proteine.
Non esistono repliche indipendenti del suo studio.
Fonte:
Link completo: https://www.laquintacolumna.info/docs/docs/delgado-informe-identificacion-micro-tecnologia-patrones-artificiales-en-vacuna-es.pdf
Verifiche indipendenti
Science Feedback ha smentito le affermazioni sul grafene nei vaccini, citando l’assenza di prove, la mancata tracciabilità e il rappels della Università di Almería.
Link completo: https://sciencefeedback.org/review/there-is-no-conclusive-evidence-that-the-pfizer-biontech-covid-19-vaccine-contains-graphene-oxide/
Maldita Ciencia ha verificato che le affermazioni di Delgado su grafene, 5G, vaccini, mascherine e tamponi sono false, e riportato commenti di esperti sul fatto che il grafene non è presente nei vaccini e la sua tossicità nell'organismo umano non è dimostrata.
Link completo: https://www.maldita.es/malditaciencia/20210707/video-ricardo-delgado-martin-quinta-columna-oxido-grafeno-covid-19-vacuna/
Maldita ha anche chiarito che Walter Richard Campra (Università di Almería), citato nel report, non approvava ufficialmente lo studio e si distanziava.
Fonte: Science Feedback + Maldita Riferimenti incrociati
Riepilogo credibilità
Aspetto Valutazione
Formazione accademica Non verificabile
Pubblicazioni scientifiche Nessuna peer-reviewed nota
Metodo delle analisi fatte Non replicabile o tracciabile
Precisione delle affermazioni Largamente smentita
Figure di fatto o teorie Speculative e non supportate Conclusione: Ricardo Delgado non ha credenziali scientifiche, le sue affermazioni sono prive di validazione indipendente, e sono state smentite da fonti autorevoli. Si tratta di una figura riconosciuta soprattutto nella controinformazione più estrema
Ricardo Delgado Martín si presenta come statistico e fondatore del canale La Quinta Columna, noto per sostenere teorie come la presenza di grafene nei vaccini anti-COVID.
Fonte: dettagli del canale e presentazione in podcast
Link completo: https://podcasts.apple.com/us/podcast/entrevista-a-ricardo-delgado-distinta-fm/id1705669959?i=1000672137629
Non sono emersi profili accademici affidabili (ad esempio su Google Scholar, Semantic Scholar o Scopus) con h-index verificabili o pubblicazioni peer-reviewed a suo nome.
Conclusione: Non ha una carriera accademica scientificamente riconosciuta.
Contenuti divulgati e fact-checking
Delgado ha diffuso la teoria che vaccini, mascherine o tamponi contengano grafene o siano responsabili del COVID-19 tramite ossido di grafene, affermando anche che si attiverebbe con il 5G.
Fonte: analisi di Maldita Ciencia
Link completo: https://www.maldita.es/malditaciencia/20210707/video-ricardo-delgado-martin-quinta-columna-oxido-grafeno-covid-19-vacuna/
Ha riportato un “report” visivo con presunte microstrutture artificiali nei vaccini, come micro-tecnologie o grafene autoassemblanti. Tuttavia:
Il campione analizzato non ha tracciabilità.
La metodologia (microscopia ottica) non è scientificamente valida per distinguere grafene da cristalli o proteine.
Non esistono repliche indipendenti del suo studio.
Fonte:
Link completo: https://www.laquintacolumna.info/docs/docs/delgado-informe-identificacion-micro-tecnologia-patrones-artificiales-en-vacuna-es.pdf
Verifiche indipendenti
Science Feedback ha smentito le affermazioni sul grafene nei vaccini, citando l’assenza di prove, la mancata tracciabilità e il rappels della Università di Almería.
Link completo: https://sciencefeedback.org/review/there-is-no-conclusive-evidence-that-the-pfizer-biontech-covid-19-vaccine-contains-graphene-oxide/
Maldita Ciencia ha verificato che le affermazioni di Delgado su grafene, 5G, vaccini, mascherine e tamponi sono false, e riportato commenti di esperti sul fatto che il grafene non è presente nei vaccini e la sua tossicità nell'organismo umano non è dimostrata.
Link completo: https://www.maldita.es/malditaciencia/20210707/video-ricardo-delgado-martin-quinta-columna-oxido-grafeno-covid-19-vacuna/
Maldita ha anche chiarito che Walter Richard Campra (Università di Almería), citato nel report, non approvava ufficialmente lo studio e si distanziava.
Fonte: Science Feedback + Maldita Riferimenti incrociati
Riepilogo credibilità
Aspetto Valutazione
Formazione accademica Non verificabile
Pubblicazioni scientifiche Nessuna peer-reviewed nota
Metodo delle analisi fatte Non replicabile o tracciabile
Precisione delle affermazioni Largamente smentita
Figure di fatto o teorie Speculative e non supportate Conclusione: Ricardo Delgado non ha credenziali scientifiche, le sue affermazioni sono prive di validazione indipendente, e sono state smentite da fonti autorevoli. Si tratta di una figura riconosciuta soprattutto nella controinformazione più estrema
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ENTREVISTA A RICARDO DELGADO - DISTINTA FM -
Podcast Episode · LA QUINTA COLUMNA · October 7, 2024 · 1h 14m
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Profilo accademico e pubblicazioni Ricardo Delgado Martín si presenta come statistico e fondatore del canale La Quinta Columna, noto per sostenere teorie come la presenza di grafene nei vaccini anti-COVID. Fonte: dettagli del canale e presentazione in podcast…
🟥 Chi è Ricardo Delgado (La Quinta Columna)?
📌 Si presenta come: statistico, fondatore di La Quinta Columna.
📌 Dice: i vaccini e persino le mascherine contengono ossido di grafene, che si attiva col 5G.
📌 In realtà:
✅ Nessuna pubblicazione peer-review.
✅ Nessun h-index accademico rilevante.
✅ Report senza metodo scientifico né tracciabilità.
✅ Università di Almería (citata da lui) si è dissociata dal presunto studio.
✅ Le sue tesi sono state smentite da più fact-checker (Maldita, Science Feedback, Reuters).
🔍 Valutazione di credibilità
🔴 Carriera scientifica: inesistente.
🔴 Analisi tecniche: non replicabili.
🔴 Affermazioni: false o fuorvianti.
👉 In sintesi: Delgado è un amplificatore di teorie infondate, non una fonte scientifica.
📌 Si presenta come: statistico, fondatore di La Quinta Columna.
📌 Dice: i vaccini e persino le mascherine contengono ossido di grafene, che si attiva col 5G.
📌 In realtà:
✅ Nessuna pubblicazione peer-review.
✅ Nessun h-index accademico rilevante.
✅ Report senza metodo scientifico né tracciabilità.
✅ Università di Almería (citata da lui) si è dissociata dal presunto studio.
✅ Le sue tesi sono state smentite da più fact-checker (Maldita, Science Feedback, Reuters).
🔍 Valutazione di credibilità
🔴 Carriera scientifica: inesistente.
🔴 Analisi tecniche: non replicabili.
🔴 Affermazioni: false o fuorvianti.
👉 In sintesi: Delgado è un amplificatore di teorie infondate, non una fonte scientifica.
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Formazione e ruolo attuale
Ph.D. in Fisica (elettronica) conseguito all’Università di Siviglia nel 1993; oggi Professore Ordinario e Preside/vice-Preside della Facoltà di Ingegneria Informatica.
Link: Università di Siviglia – biografia
Produzione scientifica
Oltre 120 pubblicazioni sul tema robotica, sensori, reti di sensori, sistemi distribuiti. Oltre 1.400 citazioni secondo ResearchGate.
Link: ResearchGate – profilo
Articoli peer-review recenti
Pubblicazioni su PLoS One, Sensors, JMIR, Electronic, Applied Sciences, BMC Medical Informatics, tra 2016 e 2023.
Link: Riferimenti articoli recenti
Attività in ambito controinformativo
Coinvolgimento in “La Quinta Columna”
Compare in video e interviste in cui sostiene teorie come: la COVID non da virus ma da radiazioni elettromagnetiche, la presenza di grafene in vaccini e mascherine, controllo tramite 5G.
Critiche
“Consideriamo che Ricardo Delgado e il Dr. Sevillano non esitano a tergiversare o interpretare male studi scientifici per i loro interessi.”
Link: Periodistas por la Verdad
Tabella di valutazione
Aspetto Valutazione
Formazione accademica Solida e verificabile; Ph.D. e ruolo istituzionale pubblico.
Pubblicazioni Ampia produzione peer-reviewed e citata in ambito tecnico-scientifico.
h-index Non disponibile, ma il volume e le citazioni indicano riconoscimento accademico.
Coinvolgimento mediatico Presenti in canali controinformativi, con affermazioni prive di rigore scientifico.
Credibilità complessiva Alta come ricercatore; bassa quando partecipa a narrazioni pseudoscientifiche.
Conclusione
José Luis Sevillano Ramos è un accademico rispettabile e prolifico, con contributi scientifici reali e qualificati. Tuttavia, la sua partecipazione in ambito controinformativo introduce una forte contraddizione tra rigore accademico e narrative verosimili ma infondate.
Ph.D. in Fisica (elettronica) conseguito all’Università di Siviglia nel 1993; oggi Professore Ordinario e Preside/vice-Preside della Facoltà di Ingegneria Informatica.
Link: Università di Siviglia – biografia
Produzione scientifica
Oltre 120 pubblicazioni sul tema robotica, sensori, reti di sensori, sistemi distribuiti. Oltre 1.400 citazioni secondo ResearchGate.
Link: ResearchGate – profilo
Articoli peer-review recenti
Pubblicazioni su PLoS One, Sensors, JMIR, Electronic, Applied Sciences, BMC Medical Informatics, tra 2016 e 2023.
Link: Riferimenti articoli recenti
Attività in ambito controinformativo
Coinvolgimento in “La Quinta Columna”
Compare in video e interviste in cui sostiene teorie come: la COVID non da virus ma da radiazioni elettromagnetiche, la presenza di grafene in vaccini e mascherine, controllo tramite 5G.
Critiche
“Consideriamo che Ricardo Delgado e il Dr. Sevillano non esitano a tergiversare o interpretare male studi scientifici per i loro interessi.”
Link: Periodistas por la Verdad
Tabella di valutazione
Aspetto Valutazione
Formazione accademica Solida e verificabile; Ph.D. e ruolo istituzionale pubblico.
Pubblicazioni Ampia produzione peer-reviewed e citata in ambito tecnico-scientifico.
h-index Non disponibile, ma il volume e le citazioni indicano riconoscimento accademico.
Coinvolgimento mediatico Presenti in canali controinformativi, con affermazioni prive di rigore scientifico.
Credibilità complessiva Alta come ricercatore; bassa quando partecipa a narrazioni pseudoscientifiche.
Conclusione
José Luis Sevillano Ramos è un accademico rispettabile e prolifico, con contributi scientifici reali e qualificati. Tuttavia, la sua partecipazione in ambito controinformativo introduce una forte contraddizione tra rigore accademico e narrative verosimili ma infondate.
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Chi è “La Quinta Columna”?
È un canale spagnolo di controinformazione attivo su YouTube e Telegram. Ha guadagnato notorietà durante la pandemia per diffondere teorie non supportate da evidenze scientifiche — ad esempio, la presenza di grafene nei vaccini o pandemie controllate da fonti occulte.
Quanto è influente?
EDMO (European Digital Media Observatory) la classifica come uno dei canali più popolari di disinformazione in lingua spagnola su Telegram, con oltre 240.000 follower, attivo nella diffusione di bufale su COVID, 5G e guerra in Ucraina.
edmo.eu
Ruolo nei media pseudo-informativi
Uno studio sul contesto spagnolo dei “pseudo-media” (media che somigliano a quelli tradizionali ma propongono “alternative facts”) include simili realtà editoriali come parte della catena di disinformazione contemporanea. Sebbene lo studio non citi espressamente La Quinta Columna, il quadro è coerente con la sua attività.
revista.profesionaldelainformacion.com
Critica accademica (disinformazione sistemica)
Un capitolo su “media regressivi e disinformazione” evidenzia come media simili contribuiscano a esplodere bolle cognitive, frammentare la percezione della realtà e favorire teorie contrarie alle fonti istituzionali. La Quinta Columna è un esempio perfetto di questo modello.
link.springer.com
Conclusioni sulla credibilità
Criterio Valutazione
Trasparenza Bassa — spesso anonimi o poco verificabili
Evidenze scientifiche Nessuna: le affermazioni si basano su supposizioni, video non tracciabili
Collaborazioni Frequente con figure di dubbia credibilità (es. Kalcker, Delgado)
Impatto reale Alto, data l’ampia audience su Telegram e social
In sintesi:
La Quinta Columna è un catalizzatore di disinformazione massiva, priva di affidabilità o rigore giornalistico. Rientra nel modello di “pseudo-media” che sfruttano notorietà e strani sospetti per diffondere contenuti fuorvianti. La Quinta Columna come PSYOPS
“La Quinta Columna” non è semplicemente un gruppo di controinformazione improvvisato: le sue caratteristiche corrispondono in modo quasi perfetto al modello di una psyops (operazione psicologica).
Elementi tipici di una psyops
Targeting emotivo: invece di fornire dati verificabili, punta a stimolare paura, indignazione e senso di appartenenza (“noi contro loro”).
Mezza verità + salto logico: cita brevetti, studi preliminari o immagini decontestualizzate, trasformandoli in “prove” di complotti globali.
Creazione di nemici invisibili: il “grafene”, il “5G”, le “élite occulte”: minacce sfuggenti, impossibili da confutare in modo definitivo, perfette per alimentare paranoia.
Amplificazione virale: sfrutta Telegram, YouTube e social alternativi per aggirare i fact-check tradizionali e costruire comunità chiuse, autoreferenziali.
Distrazione strategica: sposta l’attenzione dai problemi concreti (abusi normativi, interessi economici reali, fallimenti istituzionali) a narrazioni fantasmagoriche che consumano energie e dividono l’opinione pubblica.
Obiettivo di una psyops del genere
Confondere il dibattito pubblico.
Polarizzare la società, separando “svegliati” e “addormentati”.
Delegittimare la ricerca scientifica reale presentando pseudo-scienziati come fonti alternative.
Neutralizzare potenziali movimenti critici: le persone invece di organizzarsi su basi legali e concrete finiscono a inseguire fantasie tossiche.
🟥 In sintesi
La Quinta Columna si comporta come un’operazione di psywar:
non cerca di convincere con la verità, ma di influenzare le percezioni e manipolare la realtà percepita, creando una comunità fidelizzata e facilmente controllabile.
È un canale spagnolo di controinformazione attivo su YouTube e Telegram. Ha guadagnato notorietà durante la pandemia per diffondere teorie non supportate da evidenze scientifiche — ad esempio, la presenza di grafene nei vaccini o pandemie controllate da fonti occulte.
Quanto è influente?
EDMO (European Digital Media Observatory) la classifica come uno dei canali più popolari di disinformazione in lingua spagnola su Telegram, con oltre 240.000 follower, attivo nella diffusione di bufale su COVID, 5G e guerra in Ucraina.
edmo.eu
Ruolo nei media pseudo-informativi
Uno studio sul contesto spagnolo dei “pseudo-media” (media che somigliano a quelli tradizionali ma propongono “alternative facts”) include simili realtà editoriali come parte della catena di disinformazione contemporanea. Sebbene lo studio non citi espressamente La Quinta Columna, il quadro è coerente con la sua attività.
revista.profesionaldelainformacion.com
Critica accademica (disinformazione sistemica)
Un capitolo su “media regressivi e disinformazione” evidenzia come media simili contribuiscano a esplodere bolle cognitive, frammentare la percezione della realtà e favorire teorie contrarie alle fonti istituzionali. La Quinta Columna è un esempio perfetto di questo modello.
link.springer.com
Conclusioni sulla credibilità
Criterio Valutazione
Trasparenza Bassa — spesso anonimi o poco verificabili
Evidenze scientifiche Nessuna: le affermazioni si basano su supposizioni, video non tracciabili
Collaborazioni Frequente con figure di dubbia credibilità (es. Kalcker, Delgado)
Impatto reale Alto, data l’ampia audience su Telegram e social
In sintesi:
La Quinta Columna è un catalizzatore di disinformazione massiva, priva di affidabilità o rigore giornalistico. Rientra nel modello di “pseudo-media” che sfruttano notorietà e strani sospetti per diffondere contenuti fuorvianti. La Quinta Columna come PSYOPS
“La Quinta Columna” non è semplicemente un gruppo di controinformazione improvvisato: le sue caratteristiche corrispondono in modo quasi perfetto al modello di una psyops (operazione psicologica).
Elementi tipici di una psyops
Targeting emotivo: invece di fornire dati verificabili, punta a stimolare paura, indignazione e senso di appartenenza (“noi contro loro”).
Mezza verità + salto logico: cita brevetti, studi preliminari o immagini decontestualizzate, trasformandoli in “prove” di complotti globali.
Creazione di nemici invisibili: il “grafene”, il “5G”, le “élite occulte”: minacce sfuggenti, impossibili da confutare in modo definitivo, perfette per alimentare paranoia.
Amplificazione virale: sfrutta Telegram, YouTube e social alternativi per aggirare i fact-check tradizionali e costruire comunità chiuse, autoreferenziali.
Distrazione strategica: sposta l’attenzione dai problemi concreti (abusi normativi, interessi economici reali, fallimenti istituzionali) a narrazioni fantasmagoriche che consumano energie e dividono l’opinione pubblica.
Obiettivo di una psyops del genere
Confondere il dibattito pubblico.
Polarizzare la società, separando “svegliati” e “addormentati”.
Delegittimare la ricerca scientifica reale presentando pseudo-scienziati come fonti alternative.
Neutralizzare potenziali movimenti critici: le persone invece di organizzarsi su basi legali e concrete finiscono a inseguire fantasie tossiche.
🟥 In sintesi
La Quinta Columna si comporta come un’operazione di psywar:
non cerca di convincere con la verità, ma di influenzare le percezioni e manipolare la realtà percepita, creando una comunità fidelizzata e facilmente controllabile.
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Identità pubblica e attività principali
Esperta in “space clearing” e Feng Shui
Kingston è conosciuta come esperta mondiale di space clearing e clutter clearing. Ha pubblicato bestseller internazionali e organizzato corsi online molto seguiti.
Fonte: Penguin Random House – Autrice
Fonte: IFS Guild – Organizzatrice
Autrice di libri
È autrice di libri come Clear Your Clutter with Feng Shui, e della serie Space Clearing (Conscious Living), con ottime vendite e bestseller.
Fonte: Goodreads – Profilo autrice
Rivendicazione del passato in Pfizer
Kingston si presenta come ex dipendente Pfizer (1996–1998) e si definisce "BioTech Analyst". Questa affermazione compare sui media e su IMDb.
Fonte: IMDb – Ruolo come “Former Pfizer Employee”
Tuttavia, non è stata fornita nessuna documentazione accademica o aziendale che confermi effettivamente un suo impiego scientifico in ambito biotecnologico.
Affermazioni controinformative sul grafene nei vaccini
Verifica (in Catalogna) ha considerato false le sue affermazioni secondo cui i vaccini mRNA contengano ossido di grafene. Kingston affermava di avere prove "irrefutabili", ma tali prove non sono state validate da fonti indipendenti.
Fonte: Verificat – “mRNA vaccines do not carry graphene in their lipid nanoparticles”
Anche Reuters ha smentito emisfericamente la presenza di grafene nei vaccini autorizzati (Pfizer e Moderna), includendo dichiarazioni ufficiali di Pfizer e Moderna sull'assenza del composto.
Fonte: Reuters Fact Check – “No evidence graphene oxide is present in available COVID-19 vaccines”
Sintesi di credibilità
Aspetto Valutazione
Formazione/scientifico Nessuna prova documentata di background biotecnologico o farmacologico
Riconoscimento per lo spazio clearing Alta: autrice affermata, formatrice Feng Shui
Origine delle affermazioni sul grafene Non verificate e smentite da fact-check indipendenti
Affidabilità in ambito medico/scientifico Molto bassa. Nessuna pubblicazione peer-reviewed.
Conclusione
Karen Kingston è un’esperta nel settore “conscious living” e “space clearing”, riconosciuta nel suo campo. Tuttavia, non ci sono elementi che confermino un suo profilo accademico o scientifico in ambito medico-biologico. Le sue asserzioni sul grafene contenuto nei vaccini non trovano alcun riscontro nelle evidenze, risultando scientificamente infondate. 🟥 Karen Kingston: Reality Check
✅ Profilo reale
Autrice ed esperta di Space Clearing & Feng Shui
Penguin Random House – Autrice
Goodreads – Profilo autrice
IFSG – Organizzatrice e formatrice
❌ Affermazioni controverse
Si presenta come ex Pfizer, ma non esistono prove documentate di un background biotecnologico.
IMDb – “Former Pfizer Employee”
Ha diffuso teorie secondo cui i vaccini mRNA conterrebbero grafene ossido.
Verificat – Fact-check “mRNA vaccines do not carry graphene”
Reuters – Fact-check “No evidence graphene oxide is present in available COVID-19 vaccines”
📌 Conclusione:
Karen Kingston è riconosciuta come autrice di best-seller nel Feng Shui, non come scienziata. Le sue dichiarazioni sui vaccini sono state ampiamente smentite da fonti indipendenti e regolatori.
Esperta in “space clearing” e Feng Shui
Kingston è conosciuta come esperta mondiale di space clearing e clutter clearing. Ha pubblicato bestseller internazionali e organizzato corsi online molto seguiti.
Fonte: Penguin Random House – Autrice
Fonte: IFS Guild – Organizzatrice
Autrice di libri
È autrice di libri come Clear Your Clutter with Feng Shui, e della serie Space Clearing (Conscious Living), con ottime vendite e bestseller.
Fonte: Goodreads – Profilo autrice
Rivendicazione del passato in Pfizer
Kingston si presenta come ex dipendente Pfizer (1996–1998) e si definisce "BioTech Analyst". Questa affermazione compare sui media e su IMDb.
Fonte: IMDb – Ruolo come “Former Pfizer Employee”
Tuttavia, non è stata fornita nessuna documentazione accademica o aziendale che confermi effettivamente un suo impiego scientifico in ambito biotecnologico.
Affermazioni controinformative sul grafene nei vaccini
Verifica (in Catalogna) ha considerato false le sue affermazioni secondo cui i vaccini mRNA contengano ossido di grafene. Kingston affermava di avere prove "irrefutabili", ma tali prove non sono state validate da fonti indipendenti.
Fonte: Verificat – “mRNA vaccines do not carry graphene in their lipid nanoparticles”
Anche Reuters ha smentito emisfericamente la presenza di grafene nei vaccini autorizzati (Pfizer e Moderna), includendo dichiarazioni ufficiali di Pfizer e Moderna sull'assenza del composto.
Fonte: Reuters Fact Check – “No evidence graphene oxide is present in available COVID-19 vaccines”
Sintesi di credibilità
Aspetto Valutazione
Formazione/scientifico Nessuna prova documentata di background biotecnologico o farmacologico
Riconoscimento per lo spazio clearing Alta: autrice affermata, formatrice Feng Shui
Origine delle affermazioni sul grafene Non verificate e smentite da fact-check indipendenti
Affidabilità in ambito medico/scientifico Molto bassa. Nessuna pubblicazione peer-reviewed.
Conclusione
Karen Kingston è un’esperta nel settore “conscious living” e “space clearing”, riconosciuta nel suo campo. Tuttavia, non ci sono elementi che confermino un suo profilo accademico o scientifico in ambito medico-biologico. Le sue asserzioni sul grafene contenuto nei vaccini non trovano alcun riscontro nelle evidenze, risultando scientificamente infondate. 🟥 Karen Kingston: Reality Check
✅ Profilo reale
Autrice ed esperta di Space Clearing & Feng Shui
Penguin Random House – Autrice
Goodreads – Profilo autrice
IFSG – Organizzatrice e formatrice
❌ Affermazioni controverse
Si presenta come ex Pfizer, ma non esistono prove documentate di un background biotecnologico.
IMDb – “Former Pfizer Employee”
Ha diffuso teorie secondo cui i vaccini mRNA conterrebbero grafene ossido.
Verificat – Fact-check “mRNA vaccines do not carry graphene”
Reuters – Fact-check “No evidence graphene oxide is present in available COVID-19 vaccines”
📌 Conclusione:
Karen Kingston è riconosciuta come autrice di best-seller nel Feng Shui, non come scienziata. Le sue dichiarazioni sui vaccini sono state ampiamente smentite da fonti indipendenti e regolatori.
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H-index e Pubblicazioni
Profilo su Semantic Scholar (autore: A. L. Kalcker) → h-index: 1, con 2 pubblicazioni e 6 citazioni totali.
Link: https://www.semanticscholar.org/author/A.-L.-Kalcker/1686285448
Pagine su editori “predatory” come Hilaris Publisher che rilanciano titoli legati al diossido di cloro (CDS).
Link: https://www.hilarispublisher.com/author/andreas-ludwig-kalcker-3140
Controversie legali e sanitarie
El País (Spagna): articolo su indagini della polizia spagnola per pratica medica abusiva
Clarín (Argentina): caso del 2021 in cui la giustizia argentina indaga il movimento legato a Kalcker dopo la morte di un bambino a seguito di pratica medica abusiva
📌 Conclusione
h-Index: 1 (produzione scientifica minima e irrilevante).
Pubblicazioni peer-review solide: nessuna.
Profilo accademico: assente.
Profilo pubblico: noto per la promozione del CDS, con avvisi e indagini in più Paesi per pratica medica abusiva.
👉 In sintesi: credibilità scientifica nulla, attività principalmente legate a narrativa pseudoscientifica
Profilo su Semantic Scholar (autore: A. L. Kalcker) → h-index: 1, con 2 pubblicazioni e 6 citazioni totali.
Link: https://www.semanticscholar.org/author/A.-L.-Kalcker/1686285448
Pagine su editori “predatory” come Hilaris Publisher che rilanciano titoli legati al diossido di cloro (CDS).
Link: https://www.hilarispublisher.com/author/andreas-ludwig-kalcker-3140
Controversie legali e sanitarie
El País (Spagna): articolo su indagini della polizia spagnola per pratica medica abusiva
Clarín (Argentina): caso del 2021 in cui la giustizia argentina indaga il movimento legato a Kalcker dopo la morte di un bambino a seguito di pratica medica abusiva
📌 Conclusione
h-Index: 1 (produzione scientifica minima e irrilevante).
Pubblicazioni peer-review solide: nessuna.
Profilo accademico: assente.
Profilo pubblico: noto per la promozione del CDS, con avvisi e indagini in più Paesi per pratica medica abusiva.
👉 In sintesi: credibilità scientifica nulla, attività principalmente legate a narrativa pseudoscientifica
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🔎 Conclusione: Chi sono davvero?
🧪 Andreas Kalcker
Profilo scientifico: quasi nullo (h-index 1, pochissime citazioni, nessuna pubblicazione rilevante).
Realtà: più che ricercatore, è un promotore di cure miracolose (CDS), oggetto di indagini legali per pratica medica abusiva.
Definizione: “Un venditore di soluzioni pericolose spacciate per scienza”.
🧪 Ricardo Delgado
Profilo scientifico: inesistente, nessuna pubblicazione peer-reviewed.
Realtà: si presenta come “statistico”, ma è soprattutto un amplificatore di teorie complottiste (grafene, 5G, vaccini letali).
Definizione: “Un influencer della disinformazione, non uno scienziato”.
🧪 José Luis Sevillano
Profilo scientifico: autentico professore universitario con pubblicazioni accademiche solide.
Realtà: la sua adesione a La Quinta Columna genera una frattura: da docente rispettabile a voce che presta credibilità a teorie pseudoscientifiche.
Definizione: “Un accademico che ha scelto di confondere il proprio ruolo con narrazioni prive di fondamento”.
📡 La Quinta Columna
Cos’è davvero: non un gruppo di ricerca, ma una centrale di disinformazione in stile psyops.
Funzione: distogliere energie dai problemi reali, dividere la società, costruire comunità chiuse di “iniziati”, alimentare paura e senso di missione.
Definizione: “Un’operazione psicologica di disinformazione che usa pseudo-scienza, paura e mezza verità per manipolare le percezioni”.
📌 Sintesi finale
Non si tratta di “ricercatori indipendenti perseguitati dal sistema”, ma di figure senza credibilità scientifica (o che l’hanno sprecata) che alimentano un ecosistema di propaganda: La Quinta Columna.
👉 In termini netti: non scienza, ma una psyops travestita da controinformazione.
🧪 Andreas Kalcker
Profilo scientifico: quasi nullo (h-index 1, pochissime citazioni, nessuna pubblicazione rilevante).
Realtà: più che ricercatore, è un promotore di cure miracolose (CDS), oggetto di indagini legali per pratica medica abusiva.
Definizione: “Un venditore di soluzioni pericolose spacciate per scienza”.
🧪 Ricardo Delgado
Profilo scientifico: inesistente, nessuna pubblicazione peer-reviewed.
Realtà: si presenta come “statistico”, ma è soprattutto un amplificatore di teorie complottiste (grafene, 5G, vaccini letali).
Definizione: “Un influencer della disinformazione, non uno scienziato”.
🧪 José Luis Sevillano
Profilo scientifico: autentico professore universitario con pubblicazioni accademiche solide.
Realtà: la sua adesione a La Quinta Columna genera una frattura: da docente rispettabile a voce che presta credibilità a teorie pseudoscientifiche.
Definizione: “Un accademico che ha scelto di confondere il proprio ruolo con narrazioni prive di fondamento”.
📡 La Quinta Columna
Cos’è davvero: non un gruppo di ricerca, ma una centrale di disinformazione in stile psyops.
Funzione: distogliere energie dai problemi reali, dividere la società, costruire comunità chiuse di “iniziati”, alimentare paura e senso di missione.
Definizione: “Un’operazione psicologica di disinformazione che usa pseudo-scienza, paura e mezza verità per manipolare le percezioni”.
📌 Sintesi finale
Non si tratta di “ricercatori indipendenti perseguitati dal sistema”, ma di figure senza credibilità scientifica (o che l’hanno sprecata) che alimentano un ecosistema di propaganda: La Quinta Columna.
👉 In termini netti: non scienza, ma una psyops travestita da controinformazione.
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