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PRIMA DI RECARSI ALLA CASA BIANCA, ZELENSKY INCONTRERÀ I LEADER EUROPEI
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FABIO SPEAKS:
ITALIANI IN FORMAZIONE
Con l’incontro in Alaska tra i presidenti Trump e Putin è finito il mondiale della globalizzazione e l’isolamento della Russia.
Questo evento ha posto una pietra miliare al nuovo assetto multipolare del Pianeta e ha posto invece una pietra TOMBALE sul ruolo ormai assolutamente NULLO dell’Unione Europea delle Commissioni e delle Lobby (e NON dei cittadini) e della mafia finanziaria Anglo-Franco Sionista che la controlla.
Il Deep State e i DEM che lo gestiscono, non si danno proprio pace…ed è proprio la parola PACE che li infastidisce terribilmente!
Dobbiamo continuare a fare INFORMAZIONE e a svegliare le persone in un numero sempre più grande, proprio per iniziare a creare una “massa critica” sempre più numerosa!
È l’ora, di riprenderci in mano il nostro Stato, l’ITALIA e la sovranità del nostro paese.
Con ITALIANI INFORMAZIONE nasce un’associazione per un’Italia neutrale, protettorato di bellezza e intoccabile da qualunque realtà al di fuori del nostro paese.
ITALIANI INFORMAZIONE non è e non sarà mai un partito: è già una realtà e deve diventare un faro per tutti coloro che vorranno unirsi nel messaggio comune:
“RIPRENDIAMOCI L’ITALIA!” (FabioArmy)
🔗 VIDEO YT VELENO QB
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Con l’incontro in Alaska tra i presidenti Trump e Putin è finito il mondiale della globalizzazione e l’isolamento della Russia.
Questo evento ha posto una pietra miliare al nuovo assetto multipolare del Pianeta e ha posto invece una pietra TOMBALE sul ruolo ormai assolutamente NULLO dell’Unione Europea delle Commissioni e delle Lobby (e NON dei cittadini) e della mafia finanziaria Anglo-Franco Sionista che la controlla.
Il Deep State e i DEM che lo gestiscono, non si danno proprio pace…ed è proprio la parola PACE che li infastidisce terribilmente!
Dobbiamo continuare a fare INFORMAZIONE e a svegliare le persone in un numero sempre più grande, proprio per iniziare a creare una “massa critica” sempre più numerosa!
È l’ora, di riprenderci in mano il nostro Stato, l’ITALIA e la sovranità del nostro paese.
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CRESCE LA SODDISFAZIONE NELLA VITA DELLA POPOLAZIONE RUSSA
L'inviato speciale di #Putin segnala la massima soddisfazione #russa mai registrata, secondo il sito della “Statistica Mondiale”.
La percentuale è sopra al 57% rispetto agli ultimi 32 anni.
L’insoddisfazione è sotto all’11%.
Il contrario di quello che penseresti leggendo i #media tradizionali!
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CRESCE LA SODDISFAZIONE NELLA VITA DELLA POPOLAZIONE RUSSA
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ZELENSKY SI PRESENTERÀ DA TRUMP IN GIACCA NERA SENZA CRAVATTA
La Casa Bianca ha chiesto ai funzionari ucraini se Volodymyr Zelensky sarebbe apparso in abito durante i colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riporta Axios.
Il portale ha ricordato che a febbraio Zelensky si era già presentato alla Casa Bianca per un incontro con Trump indossando un maglione e pantaloni neri, cosa che suscitò una reazione ironica da parte del presidente americano.
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ZELENSKY SI PRESENTERÀ DA TRUMP IN GIACCA NERA SENZA CRAVATTA
La Casa Bianca ha chiesto ai funzionari ucraini se Volodymyr Zelensky sarebbe apparso in abito durante i colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riporta Axios.
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ZELENSKY COMINCIA DALL'INVIATO SPECIALE KELLOGG
Secondo quanto riportato da Ukrinform, Volodymyr Zelensky sta incontrando l'inviato speciale di Donald Trump, Keith Kellogg, prima dell'inizio dei negoziati con i leader statunitensi ed europei a Washington.
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ZELENSKY COMINCIA DALL'INVIATO SPECIALE KELLOGG
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TRUMP: HAMAS DEVE ESSERE DISTRUTTO
Vedremo la restituzione degli ostaggi rimanenti solo quando Hamas sarà affrontato e distrutto!!!! Prima questo avverrà, maggiori saranno le possibilità di successo. Ricordate, sono stato io a negoziare e a far liberare e rilasciare centinaia di ostaggi in Israele (e in America!). Sono stato io a porre fine a 6 guerre, in soli 6 mesi. Sono stato io a OBLITERARE gli impianti nucleari iraniani. Giocate per vincere, o non giocate affatto! Grazie per la vostra attenzione a questo problema!
Presidente DJT
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TRUMP: HAMAS DEVE ESSERE DISTRUTTO
Vedremo la restituzione degli ostaggi rimanenti solo quando Hamas sarà affrontato e distrutto!!!! Prima questo avverrà, maggiori saranno le possibilità di successo. Ricordate, sono stato io a negoziare e a far liberare e rilasciare centinaia di ostaggi in Israele (e in America!). Sono stato io a porre fine a 6 guerre, in soli 6 mesi. Sono stato io a OBLITERARE gli impianti nucleari iraniani. Giocate per vincere, o non giocate affatto! Grazie per la vostra attenzione a questo problema!
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TRUMP ATTENDE I QUESTUANTI
Un grande giorno alla Casa Bianca. Non abbiamo mai avuto così tanti leader europei in una sola volta. Un grande onore per l'America!!! Vediamo quali saranno i risultati????
Presidente DJT
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IL TERRORISTA DEGLI ESTERI UCRAINO RISPONDE A SZIJJÁRTÓ
Il capo del Ministero degli Esteri ucraino, con la consueta sfrontatezza della politica ucraina, ha risposto alle accuse di Péter Szijjártó secondo cui l'Ucraina avrebbe nuovamente attaccato l'oleodotto che porta il petrolio russo in Ungheria:
Andrii Sybiha:
"Peter, è la Russia, non l'Ucraina, ad aver iniziato questa guerra e a rifiutarsi di porvi fine. All'Ungheria è stato detto per anni che Mosca è un partner inaffidabile. Nonostante ciò, l'Ungheria ha fatto ogni sforzo per mantenere la sua dipendenza dalla Russia. Anche dopo l'inizio della guerra su vasta scala. Ora puoi inviare le tue lamentele e minacce ai tuoi amici a Mosca."
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Andrii Sybiha:
"Peter, è la Russia, non l'Ucraina, ad aver iniziato questa guerra e a rifiutarsi di porvi fine. All'Ungheria è stato detto per anni che Mosca è un partner inaffidabile. Nonostante ciò, l'Ungheria ha fatto ogni sforzo per mantenere la sua dipendenza dalla Russia. Anche dopo l'inizio della guerra su vasta scala. Ora puoi inviare le tue lamentele e minacce ai tuoi amici a Mosca."
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I DEMOCRATICI DI WASHINGTON SI SONO INFILATI IN UN GROSSO GUAIO
Donald J. Trump:
Washington ha fornito numeri falsi sulla criminalità per creare una falsa illusione di sicurezza. È una cosa molto brutta e pericolosa da fare, e sono sotto inchiesta per questo! Fino a 4 giorni fa, Washington D.C. era la "città" più insicura degli Stati Uniti e forse del mondo. Ora, in un breve periodo di tempo, è forse la più sicura e migliora di ora in ora! La gente sta tornando ad affollare D.C. e presto inizierà l'abbellimento!
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TRUMP PROMETTE DI PORRE FINE AL CONFLITTO UCRAINO IN BARBA AI CRITICI!
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TRUMP PROMETTE DI PORRE FINE AL CONFLITTO UCRAINO IN BARBA AI CRITICI!
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Il Ministero della Guerra Sporca
di Veleno
La nascita di un ministero invisibile
Nel luglio 1940 Winston Churchill firmò un ordine che istituiva una nuova agenzia segreta: lo Special Operations Executive (SOE). La missione, sintetizzata nella celebre frase di Churchill, era semplice e brutale: “Set Europe ablaze” – incendiare l’Europa.
Lo SOE era un vero e proprio ministero della guerra non convenzionale: sabotaggi, spionaggio, propaganda, infiltrazioni. Il suo scopo non era solo distruggere il nemico, ma plasmare i paesi occupati dall’interno, preparando il terreno politico e sociale al dopoguerra.
L’Italia e la Resistenza “guidata”
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia si ritrovò spaccata: al Sud, il governo Badoglio protetto dagli Alleati; al Nord, la Repubblica Sociale di Mussolini sotto occupazione tedesca. In quel vuoto di potere, nacque la Resistenza. Ma a darle ossigeno, mezzi e soprattutto direzione furono gli agenti del SOE.
Secondo lo storico Roderick Bailey (Target Italy: The Secret War Against Mussolini, 1940-1943, 2014), “senza il lavoro del SOE, la Resistenza italiana avrebbe avuto dimensioni molto più limitate e scarso coordinamento”.
Gli inglesi non si limitarono a consegnare armi:
organizzarono missioni paracadutate in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia e Toscana;
fornirono radio trasmittenti che permisero ai partigiani di collegarsi direttamente ai comandi alleati;
inviarono istruttori che addestrarono le bande nelle tecniche di sabotaggio;
e soprattutto scelsero quali gruppi sostenere.
Le formazioni comuniste ricevevano meno rifornimenti, mentre erano privilegiate quelle cattoliche o azioniste. Come ricorda Giorgio Rochat (Le guerre italiane 1935-1943), gli inglesi “temevano che un rafforzamento dei comunisti trasformasse l’Italia in una futura Jugoslavia di Tito”.
Agenti sul campo: Gordon Lett e gli altri
Uno degli episodi più documentati riguarda il Maggiore Gordon Lett, ufficiale del SOE paracadutato in Lunigiana nel 1943. Lett organizzò un’intera brigata partigiana e nel dopoguerra scrisse le sue memorie (Rossano: A Valley in Flames, 1945). Nel libro afferma chiaramente che gli inglesi non erano osservatori neutrali, ma coordinatori: decidevano le priorità, controllavano i rifornimenti e “pesavano” il valore politico delle bande.
In Piemonte, la missione del colonnello Stevens e di Edgardo Sogno (italiano, ma strettamente legato agli inglesi) orientò la Resistenza liberale e monarchica, mentre nelle Langhe missioni britanniche distribuirono esplosivi selettivamente, per evitare che le brigate garibaldine (comuniste) acquistassero troppo potere.
La storiografia ufficiale riconosce questo doppio ruolo. Claudio Pavone, in Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (1991), scrive:
“Il rapporto tra formazioni partigiane e missioni alleate era segnato da una dialettica costante tra aiuto militare e tentativo di orientamento politico.”
Dalla guerra sporca alle ONG
Il modello del SOE non è scomparso. È stato aggiornato.
Oggi non si paracadutano più sabotatori in abiti civili, ma operatori umanitari con la pettorina colorata.
Le ONG sono lo strumento perfetto per fare ciò che faceva il SOE: infiltrarsi, raccogliere informazioni, orientare società e governi.
In Kosovo (1999), ONG occidentali lavorarono a stretto contatto con la NATO, fornendo copertura logistica.
In Siria (dal 2011), organizzazioni presentate come neutrali furono accusate di essere veicoli di intelligence mascherata.
In Ucraina (2014-2022), decine di ONG hanno sostenuto i movimenti di piazza, canalizzando fondi e addestramento a reti vicine a Washington e Bruxelles.
Lo schema è identico: ingresso civile, finalità militare e politica.
Il filo rosso della guerra invisibile
Dal SOE alle ONG, passando per la CIA e la rete Gladio, la logica è la stessa:
usare una copertura “civile” per introdursi in territori caldi;
selezionare gli alleati interni da rafforzare;
pilotare i movimenti di resistenza o protesta;
di Veleno
La nascita di un ministero invisibile
Nel luglio 1940 Winston Churchill firmò un ordine che istituiva una nuova agenzia segreta: lo Special Operations Executive (SOE). La missione, sintetizzata nella celebre frase di Churchill, era semplice e brutale: “Set Europe ablaze” – incendiare l’Europa.
Lo SOE era un vero e proprio ministero della guerra non convenzionale: sabotaggi, spionaggio, propaganda, infiltrazioni. Il suo scopo non era solo distruggere il nemico, ma plasmare i paesi occupati dall’interno, preparando il terreno politico e sociale al dopoguerra.
L’Italia e la Resistenza “guidata”
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Italia si ritrovò spaccata: al Sud, il governo Badoglio protetto dagli Alleati; al Nord, la Repubblica Sociale di Mussolini sotto occupazione tedesca. In quel vuoto di potere, nacque la Resistenza. Ma a darle ossigeno, mezzi e soprattutto direzione furono gli agenti del SOE.
Secondo lo storico Roderick Bailey (Target Italy: The Secret War Against Mussolini, 1940-1943, 2014), “senza il lavoro del SOE, la Resistenza italiana avrebbe avuto dimensioni molto più limitate e scarso coordinamento”.
Gli inglesi non si limitarono a consegnare armi:
organizzarono missioni paracadutate in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia e Toscana;
fornirono radio trasmittenti che permisero ai partigiani di collegarsi direttamente ai comandi alleati;
inviarono istruttori che addestrarono le bande nelle tecniche di sabotaggio;
e soprattutto scelsero quali gruppi sostenere.
Le formazioni comuniste ricevevano meno rifornimenti, mentre erano privilegiate quelle cattoliche o azioniste. Come ricorda Giorgio Rochat (Le guerre italiane 1935-1943), gli inglesi “temevano che un rafforzamento dei comunisti trasformasse l’Italia in una futura Jugoslavia di Tito”.
Agenti sul campo: Gordon Lett e gli altri
Uno degli episodi più documentati riguarda il Maggiore Gordon Lett, ufficiale del SOE paracadutato in Lunigiana nel 1943. Lett organizzò un’intera brigata partigiana e nel dopoguerra scrisse le sue memorie (Rossano: A Valley in Flames, 1945). Nel libro afferma chiaramente che gli inglesi non erano osservatori neutrali, ma coordinatori: decidevano le priorità, controllavano i rifornimenti e “pesavano” il valore politico delle bande.
In Piemonte, la missione del colonnello Stevens e di Edgardo Sogno (italiano, ma strettamente legato agli inglesi) orientò la Resistenza liberale e monarchica, mentre nelle Langhe missioni britanniche distribuirono esplosivi selettivamente, per evitare che le brigate garibaldine (comuniste) acquistassero troppo potere.
La storiografia ufficiale riconosce questo doppio ruolo. Claudio Pavone, in Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (1991), scrive:
“Il rapporto tra formazioni partigiane e missioni alleate era segnato da una dialettica costante tra aiuto militare e tentativo di orientamento politico.”
Dalla guerra sporca alle ONG
Il modello del SOE non è scomparso. È stato aggiornato.
Oggi non si paracadutano più sabotatori in abiti civili, ma operatori umanitari con la pettorina colorata.
Le ONG sono lo strumento perfetto per fare ciò che faceva il SOE: infiltrarsi, raccogliere informazioni, orientare società e governi.
In Kosovo (1999), ONG occidentali lavorarono a stretto contatto con la NATO, fornendo copertura logistica.
In Siria (dal 2011), organizzazioni presentate come neutrali furono accusate di essere veicoli di intelligence mascherata.
In Ucraina (2014-2022), decine di ONG hanno sostenuto i movimenti di piazza, canalizzando fondi e addestramento a reti vicine a Washington e Bruxelles.
Lo schema è identico: ingresso civile, finalità militare e politica.
Il filo rosso della guerra invisibile
Dal SOE alle ONG, passando per la CIA e la rete Gladio, la logica è la stessa:
usare una copertura “civile” per introdursi in territori caldi;
selezionare gli alleati interni da rafforzare;
pilotare i movimenti di resistenza o protesta;
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garantire che il dopoguerra o il post-crisi si risolva nell’interesse delle grandi potenze.
Il mito della Resistenza come fenomeno interamente “spontaneo” nasconde questa verità scomoda: senza il SOE, essa avrebbe avuto un altro volto, forse meno efficace, forse più radicale, ma sicuramente più indipendente.
E oggi, quando vediamo proteste, rivoluzioni colorate o interventi umanitari, dovremmo ricordare la lezione storica: dietro i sorrisi delle ONG, come dietro i sabotatori inglesi di ieri, c’è sempre il Ministero invisibile della guerra sporca.
Fonti principali:
Roderick Bailey, Target Italy: The Secret War Against Mussolini, 1940-1943 (Faber & Faber, 2014).
Gordon Lett, Rossano: A Valley in Flames (1955).
Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943 (Einaudi, 2005).
Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (Bollati Boringhieri, 1991).
Il mito della Resistenza come fenomeno interamente “spontaneo” nasconde questa verità scomoda: senza il SOE, essa avrebbe avuto un altro volto, forse meno efficace, forse più radicale, ma sicuramente più indipendente.
E oggi, quando vediamo proteste, rivoluzioni colorate o interventi umanitari, dovremmo ricordare la lezione storica: dietro i sorrisi delle ONG, come dietro i sabotatori inglesi di ieri, c’è sempre il Ministero invisibile della guerra sporca.
Fonti principali:
Roderick Bailey, Target Italy: The Secret War Against Mussolini, 1940-1943 (Faber & Faber, 2014).
Gordon Lett, Rossano: A Valley in Flames (1955).
Giorgio Rochat, Le guerre italiane 1935-1943 (Einaudi, 2005).
Claudio Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza (Bollati Boringhieri, 1991).
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Le ONG come eredi del SOE: dalla guerra sporca alle rivoluzioni colorate
di Veleno
Dal SOE alle ONG: un filo rosso invisibile
Nel 1940, Winston Churchill fondò il Special Operations Executive (SOE), con lo slogan “Set Europe ablaze”.
Sabotaggi, infiltrazioni, propaganda: il SOE era il “ministero occulto della guerra sporca”.
In Italia e in tutta Europa, il SOE sostenne gruppi partigiani “selezionati”, li armò e ne orientò la linea politica.
Oggi, la dinamite e i sabotaggi sono stati sostituiti da fondazioni, borse di studio e ONG umanitarie.
Il linguaggio è cambiato, ma la logica è la stessa: usare civili, associazioni e movimenti come armi geopolitiche.
Le rivoluzioni colorate: manuale di destabilizzazione
Dagli anni 2000 in poi, questo schema si è aggiornato nel format delle cosiddette “rivoluzioni colorate”: proteste di piazza, pacifiche all’apparenza, ma alimentate da reti di ONG e fondazioni occidentali.
Ecco la cronologia:
Serbia (2000) – Otpor!
Il movimento studentesco Otpor! (“Resistenza”) guidò le proteste che portarono alla caduta di Slobodan Milošević.
Finanziamenti provenienti da Open Society e National Endowment for Democracy (NED).
Training organizzato da ONG occidentali per coordinare la piazza, stampare simboli e slogan.
Molti leader di Otpor! furono poi “esportati” in altre rivoluzioni.
Georgia (2003) – Rivoluzione delle Rose
Il presidente Eduard Shevardnadze fu rovesciato da manifestazioni di piazza.
ONG e media indipendenti sostenuti da Soros Open Society Georgia Foundation furono cruciali.
L’OSF finanziò anche il movimento giovanile Kmara!, gemello di Otpor!.
Lo stesso Shevardnadze accusò pubblicamente Soros di “aver finanziato un colpo di Stato soft”.
Ucraina (2004) – Rivoluzione Arancione
Dopo le elezioni contestate, Kiev fu teatro di proteste di massa.
OSF e altre ONG finanziarono media, attivisti e corsi di “democrazia digitale”.
L’ambasciatore USA dell’epoca, John Herbst, ammise che milioni di dollari erano stati convogliati a ONG “per rafforzare la società civile”.
Risultato: Viktor Yushchenko, filo-occidentale, al potere.
Kirghizistan (2005) – Rivoluzione dei Tulipani
Il presidente Akayev fu deposto dopo proteste alimentate da ONG locali, sostenute da fondazioni occidentali.
L’Open Society Institute di Bishkek finanziò media e attivisti.
Secondo il giornalista Andrei Grozin, “l’intera opposizione era cresciuta nei programmi OSF”.
Ucraina (2013-2014) – Euromaidan
Il copione si ripeté: piazza, ONG, media “indipendenti”.
OSF e altre reti finanziarono progetti di “educazione civica” e logistica per i manifestanti.
Nel 2014 un documento interno OSF trapelato (DC Leaks) dichiarava:
«L’Open Society ha contribuito al rafforzamento della società civile per facilitare la transizione democratica in Ucraina».
La transizione significò però un cambio di governo con forti interessi occidentali, non solo “democrazia”.
Open Society: il SOE in versione umanitaria
Come il SOE paracadutava esplosivi e direttive politiche, la Open Society oggi paracaduta fondi, ONG e media.
Come il SOE selezionava le bande partigiane da armare, OSF seleziona i movimenti “democratici” da finanziare.
Il fine è sempre lo stesso: piegare gli equilibri politici dall’interno, sotto la copertura del bene comune.
Il passaggio è chiaro:
Ieri: armi ai civili “giusti”.
Oggi: fondi e borse di studio ai movimenti “giusti”.
Le ONG moderne – e in particolare la Open Society di Soros – non sono solo filantropia. Sono il SOE del XXI secolo:
non più il ministero della guerra sporca con paracadutisti e dinamitardi,
ma una rete globale di attivisti, media e associazioni capaci di plasmare governi e società dall’interno.
Il marchio è cambiato, la missione no: incendiare il mondo, questa volta con il linguaggio dei diritti umani.
Fonti principali:
Roderick Bailey, Target Italy, 2014.
Gordon Lett, Rossano: A Valley in Flames, 1955.
Giuseppe De Lutiis, Storia dei servizi segreti in Italia, 1991.
William Colby, Honorable Men, 1978.
UK National Archives, HS Series.
DC Leaks, documenti interni OSF, 2016.
di Veleno
Dal SOE alle ONG: un filo rosso invisibile
Nel 1940, Winston Churchill fondò il Special Operations Executive (SOE), con lo slogan “Set Europe ablaze”.
Sabotaggi, infiltrazioni, propaganda: il SOE era il “ministero occulto della guerra sporca”.
In Italia e in tutta Europa, il SOE sostenne gruppi partigiani “selezionati”, li armò e ne orientò la linea politica.
Oggi, la dinamite e i sabotaggi sono stati sostituiti da fondazioni, borse di studio e ONG umanitarie.
Il linguaggio è cambiato, ma la logica è la stessa: usare civili, associazioni e movimenti come armi geopolitiche.
Le rivoluzioni colorate: manuale di destabilizzazione
Dagli anni 2000 in poi, questo schema si è aggiornato nel format delle cosiddette “rivoluzioni colorate”: proteste di piazza, pacifiche all’apparenza, ma alimentate da reti di ONG e fondazioni occidentali.
Ecco la cronologia:
Serbia (2000) – Otpor!
Il movimento studentesco Otpor! (“Resistenza”) guidò le proteste che portarono alla caduta di Slobodan Milošević.
Finanziamenti provenienti da Open Society e National Endowment for Democracy (NED).
Training organizzato da ONG occidentali per coordinare la piazza, stampare simboli e slogan.
Molti leader di Otpor! furono poi “esportati” in altre rivoluzioni.
Georgia (2003) – Rivoluzione delle Rose
Il presidente Eduard Shevardnadze fu rovesciato da manifestazioni di piazza.
ONG e media indipendenti sostenuti da Soros Open Society Georgia Foundation furono cruciali.
L’OSF finanziò anche il movimento giovanile Kmara!, gemello di Otpor!.
Lo stesso Shevardnadze accusò pubblicamente Soros di “aver finanziato un colpo di Stato soft”.
Ucraina (2004) – Rivoluzione Arancione
Dopo le elezioni contestate, Kiev fu teatro di proteste di massa.
OSF e altre ONG finanziarono media, attivisti e corsi di “democrazia digitale”.
L’ambasciatore USA dell’epoca, John Herbst, ammise che milioni di dollari erano stati convogliati a ONG “per rafforzare la società civile”.
Risultato: Viktor Yushchenko, filo-occidentale, al potere.
Kirghizistan (2005) – Rivoluzione dei Tulipani
Il presidente Akayev fu deposto dopo proteste alimentate da ONG locali, sostenute da fondazioni occidentali.
L’Open Society Institute di Bishkek finanziò media e attivisti.
Secondo il giornalista Andrei Grozin, “l’intera opposizione era cresciuta nei programmi OSF”.
Ucraina (2013-2014) – Euromaidan
Il copione si ripeté: piazza, ONG, media “indipendenti”.
OSF e altre reti finanziarono progetti di “educazione civica” e logistica per i manifestanti.
Nel 2014 un documento interno OSF trapelato (DC Leaks) dichiarava:
«L’Open Society ha contribuito al rafforzamento della società civile per facilitare la transizione democratica in Ucraina».
La transizione significò però un cambio di governo con forti interessi occidentali, non solo “democrazia”.
Open Society: il SOE in versione umanitaria
Come il SOE paracadutava esplosivi e direttive politiche, la Open Society oggi paracaduta fondi, ONG e media.
Come il SOE selezionava le bande partigiane da armare, OSF seleziona i movimenti “democratici” da finanziare.
Il fine è sempre lo stesso: piegare gli equilibri politici dall’interno, sotto la copertura del bene comune.
Il passaggio è chiaro:
Ieri: armi ai civili “giusti”.
Oggi: fondi e borse di studio ai movimenti “giusti”.
Le ONG moderne – e in particolare la Open Society di Soros – non sono solo filantropia. Sono il SOE del XXI secolo:
non più il ministero della guerra sporca con paracadutisti e dinamitardi,
ma una rete globale di attivisti, media e associazioni capaci di plasmare governi e società dall’interno.
Il marchio è cambiato, la missione no: incendiare il mondo, questa volta con il linguaggio dei diritti umani.
Fonti principali:
Roderick Bailey, Target Italy, 2014.
Gordon Lett, Rossano: A Valley in Flames, 1955.
Giuseppe De Lutiis, Storia dei servizi segreti in Italia, 1991.
William Colby, Honorable Men, 1978.
UK National Archives, HS Series.
DC Leaks, documenti interni OSF, 2016.
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QFS, NESARA, GESARA e New Age: la nuova guerra sporca delle ONG e dell’ONU
di Veleno
Dal SOE alle ONG: mutazione genetica della guerra psicologica
Il Special Operations Executive (SOE) nella Seconda guerra mondiale manipolava la resistenza europea con propaganda, armi e promesse.
Oggi non servono più sabotatori col paracadute: al loro posto ci sono ONG internazionali e agenzie sovranazionali che, sotto la bandiera della solidarietà e dei diritti umani, diffondono un immaginario spirituale e politico globale.
Il passaggio è evidente:
ieri volantini clandestini,
oggi conferenze ONU sulla “coscienza planetaria”,
ieri armi ai partigiani,
oggi fondi a ONG che diffondono spiritualità New Age, ambientalismo apocalittico e programmi di “educazione globale”.
L’ONU e la spiritualità planetaria
Non è un mistero che l’ONU abbia avuto un ruolo chiave nella diffusione di un pensiero spirituale di tipo New Age.
Lucis Trust (ex Lucifer Publishing Company), fondata da Alice Bailey, è stata per decenni ufficialmente accreditata presso l’ONU e gestisce una sala di meditazione nella sede di New York. Bailey, una delle madri del New Age, parlava di una “Nuova Religione Mondiale” sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Dag Hammarskjöld, segretario generale ONU negli anni ’50, promosse una “spiritualità universale” per cementare la cooperazione internazionale.
Negli anni ’90, Maurice Strong (figura chiave nelle conferenze ONU sull’ambiente) sposava visioni mistiche, parlando della necessità di una “nuova etica globale” con forti connotazioni spirituali.
Non si tratta di aneddoti marginali: la narrativa New Age – ascensione, coscienza collettiva, vibrazioni planetarie – è entrata nelle politiche culturali dell’ONU come cornice soft di una governance globale.
ONG come strumenti della nuova psico-guerra
Le ONG legate a fondazioni e network globali hanno un doppio volto:
Ufficialmente si occupano di diritti umani, educazione, inclusione.
Nei fatti diffondono un linguaggio spirituale “light”, pacifista e universalista che smorza il dissenso politico e lo trasforma in conformismo emotivo.
Esempi concreti:
Open Society Foundations di George Soros ha finanziato movimenti che mischiano attivismo politico, spiritualità e linguaggio inclusivo. In Ucraina, già nel 2014, ha supportato campagne che presentavano l’integrazione occidentale come un “salto di coscienza collettivo”.
In America Latina, diverse ONG hanno promosso corsi di “educazione olistica” legati ai programmi UNESCO, spingendo le giovani generazioni verso una visione New Age del mondo (coscienza planetaria, armonia globale) compatibile con la globalizzazione neoliberale.
Durante conferenze internazionali sull’ambiente, finanziate da ONU e ONG occidentali, non mancano workshop di meditazione collettiva, pratiche di “guarigione planetaria” e rituali pseudo-indigeni, usati come cornice simbolica a decisioni economiche e finanziarie globali.
New Age come oppio politico
La spiritualità New Age funziona esattamente come la propaganda del SOE:
Depoliticizza: chi è insoddisfatto non protesta, ma “alza le vibrazioni”.
Divide: chi dubita è “negativo”, “non allineato”.
Neutralizza: invece di organizzare resistenza sociale, si partecipa a meditazioni collettive online.
Esempio: durante il lockdown del 2020, diverse ONG e gruppi collegati a programmi ONU promossero meditazioni globali per la pace e la guarigione della Terra.
Mentre milioni di persone erano chiuse in casa e i governi centralizzavano poteri d’emergenza, il messaggio era: non protestate, meditate.
QFS, NESARA e ONG: l’alleanza perfetta
Ed ecco il cortocircuito: le narrazioni di QFS, NESARA e GESARA, spacciate come alternative al sistema, finiscono per essere complementari al linguaggio delle ONG e dell’ONU.
Entrambi parlano di nuova era, coscienza collettiva, abbondanza universale.
Entrambi propongono un salvatore dall’alto (che sia Trump, i Pleiadiani o le istituzioni globali).
Entrambi neutralizzano l’azione dal basso: non serve organizzarsi, basta aspettare o meditare.
di Veleno
Dal SOE alle ONG: mutazione genetica della guerra psicologica
Il Special Operations Executive (SOE) nella Seconda guerra mondiale manipolava la resistenza europea con propaganda, armi e promesse.
Oggi non servono più sabotatori col paracadute: al loro posto ci sono ONG internazionali e agenzie sovranazionali che, sotto la bandiera della solidarietà e dei diritti umani, diffondono un immaginario spirituale e politico globale.
Il passaggio è evidente:
ieri volantini clandestini,
oggi conferenze ONU sulla “coscienza planetaria”,
ieri armi ai partigiani,
oggi fondi a ONG che diffondono spiritualità New Age, ambientalismo apocalittico e programmi di “educazione globale”.
L’ONU e la spiritualità planetaria
Non è un mistero che l’ONU abbia avuto un ruolo chiave nella diffusione di un pensiero spirituale di tipo New Age.
Lucis Trust (ex Lucifer Publishing Company), fondata da Alice Bailey, è stata per decenni ufficialmente accreditata presso l’ONU e gestisce una sala di meditazione nella sede di New York. Bailey, una delle madri del New Age, parlava di una “Nuova Religione Mondiale” sotto l’egida delle Nazioni Unite.
Dag Hammarskjöld, segretario generale ONU negli anni ’50, promosse una “spiritualità universale” per cementare la cooperazione internazionale.
Negli anni ’90, Maurice Strong (figura chiave nelle conferenze ONU sull’ambiente) sposava visioni mistiche, parlando della necessità di una “nuova etica globale” con forti connotazioni spirituali.
Non si tratta di aneddoti marginali: la narrativa New Age – ascensione, coscienza collettiva, vibrazioni planetarie – è entrata nelle politiche culturali dell’ONU come cornice soft di una governance globale.
ONG come strumenti della nuova psico-guerra
Le ONG legate a fondazioni e network globali hanno un doppio volto:
Ufficialmente si occupano di diritti umani, educazione, inclusione.
Nei fatti diffondono un linguaggio spirituale “light”, pacifista e universalista che smorza il dissenso politico e lo trasforma in conformismo emotivo.
Esempi concreti:
Open Society Foundations di George Soros ha finanziato movimenti che mischiano attivismo politico, spiritualità e linguaggio inclusivo. In Ucraina, già nel 2014, ha supportato campagne che presentavano l’integrazione occidentale come un “salto di coscienza collettivo”.
In America Latina, diverse ONG hanno promosso corsi di “educazione olistica” legati ai programmi UNESCO, spingendo le giovani generazioni verso una visione New Age del mondo (coscienza planetaria, armonia globale) compatibile con la globalizzazione neoliberale.
Durante conferenze internazionali sull’ambiente, finanziate da ONU e ONG occidentali, non mancano workshop di meditazione collettiva, pratiche di “guarigione planetaria” e rituali pseudo-indigeni, usati come cornice simbolica a decisioni economiche e finanziarie globali.
New Age come oppio politico
La spiritualità New Age funziona esattamente come la propaganda del SOE:
Depoliticizza: chi è insoddisfatto non protesta, ma “alza le vibrazioni”.
Divide: chi dubita è “negativo”, “non allineato”.
Neutralizza: invece di organizzare resistenza sociale, si partecipa a meditazioni collettive online.
Esempio: durante il lockdown del 2020, diverse ONG e gruppi collegati a programmi ONU promossero meditazioni globali per la pace e la guarigione della Terra.
Mentre milioni di persone erano chiuse in casa e i governi centralizzavano poteri d’emergenza, il messaggio era: non protestate, meditate.
QFS, NESARA e ONG: l’alleanza perfetta
Ed ecco il cortocircuito: le narrazioni di QFS, NESARA e GESARA, spacciate come alternative al sistema, finiscono per essere complementari al linguaggio delle ONG e dell’ONU.
Entrambi parlano di nuova era, coscienza collettiva, abbondanza universale.
Entrambi propongono un salvatore dall’alto (che sia Trump, i Pleiadiani o le istituzioni globali).
Entrambi neutralizzano l’azione dal basso: non serve organizzarsi, basta aspettare o meditare.
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Il risultato è lo stesso che cercava il SOE: popolazioni addomesticate, facilmente indirizzabili, incapaci di costruire una resistenza autonoma.
Il Ministero della Guerra Sporca oggi parla di pace
Il SOE lanciava sabotatori.
Oggi le ONG lanciano corsi di meditazione e “educazione globale”.
Il linguaggio è cambiato, il fine no:
controllare le masse,
diffondere un immaginario funzionale al potere,
preparare i cittadini ad accettare una governance mondiale, magari con valuta digitale, identità biometrica e spiritualità di Stato.
QFS, NESARA, GESARA, ONG e ONU sono i volti diversi dello stesso progetto: il Ministero della Guerra Sporca del XXI secolo.
Fonti e riferimenti:
Alice Bailey, The Externalisation of the Hierarchy, 1957.
Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium, 1957.
Leon Festinger, When Prophecy Fails, 1956.
Roderick Bailey, Target Italy, 2014.
Documenti DC Leaks (2016) su Open Society Foundations.
UNESCO, Learning: The Treasure Within, 1996 (Rapporto Delors, con elementi di spiritualità globale).
David Icke, The Global Agenda, 2009 (sulla Lucis Trust e ONU).
Il Ministero della Guerra Sporca oggi parla di pace
Il SOE lanciava sabotatori.
Oggi le ONG lanciano corsi di meditazione e “educazione globale”.
Il linguaggio è cambiato, il fine no:
controllare le masse,
diffondere un immaginario funzionale al potere,
preparare i cittadini ad accettare una governance mondiale, magari con valuta digitale, identità biometrica e spiritualità di Stato.
QFS, NESARA, GESARA, ONG e ONU sono i volti diversi dello stesso progetto: il Ministero della Guerra Sporca del XXI secolo.
Fonti e riferimenti:
Alice Bailey, The Externalisation of the Hierarchy, 1957.
Norman Cohn, The Pursuit of the Millennium, 1957.
Leon Festinger, When Prophecy Fails, 1956.
Roderick Bailey, Target Italy, 2014.
Documenti DC Leaks (2016) su Open Society Foundations.
UNESCO, Learning: The Treasure Within, 1996 (Rapporto Delors, con elementi di spiritualità globale).
David Icke, The Global Agenda, 2009 (sulla Lucis Trust e ONU).
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#VQBChannel 🇵🇸🇮🇱🇺🇸
HAMAS PARE ABBIA ACCETTATO LA PROPOSTA DEI MEDIATORI SENZA ALCUNA RISERVA❗
Una fonte palestinese responsabile lo ha dichiarato all'agenzia Al-Hadath.
#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome
Per capire cosa succede nel mondo segui: t.me/VQBChannel
HAMAS PARE ABBIA ACCETTATO LA PROPOSTA DEI MEDIATORI SENZA ALCUNA RISERVA❗
Una fonte palestinese responsabile lo ha dichiarato all'agenzia Al-Hadath.
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TRUMP: UN GRANDE GIORNO ALLA CASA BIANCA
I “Tre Punti Interrogativi” sono d’obbligo e assai eloquenti, vista la valenza dei “leader europei”…
#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome
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TRUMP: UN GRANDE GIORNO ALLA CASA BIANCA
“Non abbiamo mai avuto così tanti leader europei qui in una volta sola.
Un grande onore per l'America!!! Vediamo quali saranno i risultati???” - Presidente D J Trump
I “Tre Punti Interrogativi” sono d’obbligo e assai eloquenti, vista la valenza dei “leader europei”…
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#NonInMioNome
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TRAPELANO NOTIZIE SULL'ACCORDO
Una fonte della leadership palestinese ha dichiarato ad Al Mayadeen che la proposta prevede il ritiro delle forze fino a un chilometro di profondità nelle aree a nord e a est della Striscia di Gaza, escluse Shuja'iyya e Beit Lahia.
In cambio dei 10 ostaggi vivi, verrebbero rilasciati 140 prigionieri palestinesi che scontano l'ergastolo e altri 60 che scontano più di 15 anni.
La fonte ha dichiarato ad Al Mayadeen che gli aiuti saranno inviati alla Striscia di Gaza immediatamente dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in grandi quantità coordinate.
Gli aiuti includeranno carburante, acqua, elettricità, riabilitazione di ospedali e panetterie e attrezzature per la rimozione delle macerie.
#ThisIsNotForMe
#NonInMioNome
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TRAPELANO NOTIZIE SULL'ACCORDO
Una fonte della leadership palestinese ha dichiarato ad Al Mayadeen che la proposta prevede il ritiro delle forze fino a un chilometro di profondità nelle aree a nord e a est della Striscia di Gaza, escluse Shuja'iyya e Beit Lahia.
In cambio dei 10 ostaggi vivi, verrebbero rilasciati 140 prigionieri palestinesi che scontano l'ergastolo e altri 60 che scontano più di 15 anni.
La fonte ha dichiarato ad Al Mayadeen che gli aiuti saranno inviati alla Striscia di Gaza immediatamente dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in grandi quantità coordinate.
Gli aiuti includeranno carburante, acqua, elettricità, riabilitazione di ospedali e panetterie e attrezzature per la rimozione delle macerie.
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LO STUDIO OVALE È PRONTO PER L'INCONTRO TRUMP-ZELENSKY
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