Forwarded from Wouivre🌀
“Nel momento di massima espansione la stella estremamente compressa è chiamata «stella di Planck», perché è arrivata alla scala della gravità quantistica, la scala di Planck. Per estensione, «stella di Planck» è anche il nome che si dà all'intero fenomeno: la stella che sprofonda nel buco nero, il rimbalzo, il buco bianco, fino a che tutto esce di nuovo.”
Carlo Rovelli - Buchi Bianchi
Carlo Rovelli - Buchi Bianchi
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Se mi si svella, se mi si sprofondi l'essere, tutto l'essere in quel mare d'astre, in quel cupo vortice di mondi!
Veder d'attimo in attimo più chiare
le costellazioni, il firmamento
crescere sotto il mio precipitare!
Precipitare languido, sgomento,
nullo, senza più peso e senza senso:
sprofondar d'un millennio ogni momento! di là da ciò che vedo e ciò che penso, non trovar fondo, non trovar mai posa, da spazio immenso ad altro spazio immenso...
G. Pascoli, La vertigine
Veder d'attimo in attimo più chiare
le costellazioni, il firmamento
crescere sotto il mio precipitare!
Precipitare languido, sgomento,
nullo, senza più peso e senza senso:
sprofondar d'un millennio ogni momento! di là da ciò che vedo e ciò che penso, non trovar fondo, non trovar mai posa, da spazio immenso ad altro spazio immenso...
G. Pascoli, La vertigine
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In generale, la concezione dell'aldilà è in gran parte costituita da desideri e pregiudizi.
Per lo più l'aldilà è rappresentato come luogo piacevole.
Ciò a me non pare tanto ovvio: mi riesce difficile pensare che dopo morti saremo trasposti in qualche amabile prato fiorito.
Se nell'aldilà tutto fosse piacevole e buono, certamente vi sarebbe un'amichevole relazione tra noi e gli spiriti beati, e la bontà e la bellezza si effonderebbero su di noi fin dallo stato prenatale. Ma non capita nulla di simile. Perché vi è questa insormontabile barriera tra i vivi e i morti?.
Almeno la metà dei racconti di incontri con i defunti narra di terrificanti esperienze con spiriti oscuri; e di regola il regno dei morti osserva un silenzio gelido, non turbato dal dolore dei famigliari dei defunti.
Un aldilà nel quale la natura degli opposti non sia del tutto assente.
Il mondo nel quale entreremo dopo la morte sarà grandioso e terribile; e non credo che la sofferenza possa cessare del tutto
C.G. Jung, La vita dopo la morte
Per lo più l'aldilà è rappresentato come luogo piacevole.
Ciò a me non pare tanto ovvio: mi riesce difficile pensare che dopo morti saremo trasposti in qualche amabile prato fiorito.
Se nell'aldilà tutto fosse piacevole e buono, certamente vi sarebbe un'amichevole relazione tra noi e gli spiriti beati, e la bontà e la bellezza si effonderebbero su di noi fin dallo stato prenatale. Ma non capita nulla di simile. Perché vi è questa insormontabile barriera tra i vivi e i morti?.
Almeno la metà dei racconti di incontri con i defunti narra di terrificanti esperienze con spiriti oscuri; e di regola il regno dei morti osserva un silenzio gelido, non turbato dal dolore dei famigliari dei defunti.
Un aldilà nel quale la natura degli opposti non sia del tutto assente.
Il mondo nel quale entreremo dopo la morte sarà grandioso e terribile; e non credo che la sofferenza possa cessare del tutto
C.G. Jung, La vita dopo la morte
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Forwarded from All'Elefante Nero (Désaliénation)
Finché una persona parla, non può respirare. Perciò sacrifica il respiro alla parola. Inoltre, finché una persona respira, non può parlare. Perciò sacrifica la parola al respiro. Questi sono i due sacrifici infiniti, immortali: che si sia svegli o dormienti, si sacrifica in continuazione. Ora gli altri sacrifici hanno una fine, poiché essi sono fatti di opere. Conoscendo ciò, gli antichi non offrirono il sacrificio al fuoco.
- Kauṣitakī Upaniṣad
- Kauṣitakī Upaniṣad
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"Parsi, Ebrei e Maomettani adorano un creatore del mondo; Indù, Buddhisti e Jaina adorano invece un vincitore e in un certo senso un distruttore del mondo. Il Cristianesimo autentico, o neotestamentario, appartiene evidentemente a questa seconda categoria di religioni, nonostante nel corso della storia esso sia stato collegato in modo assurdo e forzoso a una religione della prima classe."
A. Schopenhauer, "Il mio Oriente"
A. Schopenhauer, "Il mio Oriente"
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"Perché nonostante tutto ciò che la scienza razionalistica e materialistica ha comportato dalla Rivoluzione scientifica in poi, l'uomo non potrà mia abbandonare l’affascinata convinzione che esista una qualche relazione con un’entità più vasta e totalmente altra, un mysterium tremendum dotato di poteri e di intelligenze che vanno al di là di tutte le categorie dell’emisfero sinistro: qualcosa di necessariamente indefinito e oscuro, cui ci si deve accostare con timore reverenziale e meraviglia e quasi muta adorazione, anziché con una concezione chiara; e quindi qualcosa che nel nostro tempo può essere percepito in modo più autentico quanto meno lo si nomina, una configurazione del numinoso altro a cui, nei periodi della nostra angoscia più scura, nessuno di noi può sottrarsi"
Il crollo della mente bicamerale, Julian Jaynes.
Art: Apollyon "Angel from the abyss", the black sun of end days.
Il crollo della mente bicamerale, Julian Jaynes.
Art: Apollyon "Angel from the abyss", the black sun of end days.
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Julian_Jaynes_Il_crollo_della_mente_bicamerale.pdf
4.2 MB
Il crollo della mente bicamerale
- Julian Jaynes
Il crollo della mente bicamerale di Julian Jaynes esplora l'idea che la coscienza come la conosciamo sia un fenomeno relativamente recente, emerso tra il 1000 e il 700 a.C.
Prima di questo periodo, secondo Jaynes, gli esseri umani non possedevano un senso di sé interno.
Le loro azioni e pensieri erano guidati da "voci" percepite come provenienti dagli dèi o da antenati, che risiedevano in un emisfero cerebrale separato.
Il "crollo" di questa mente bicamerale ha portato all'emergere della coscienza individuale, con il suo caratteristico dialogo interno e la consapevolezza di sé.
#PDF
- Julian Jaynes
Il crollo della mente bicamerale di Julian Jaynes esplora l'idea che la coscienza come la conosciamo sia un fenomeno relativamente recente, emerso tra il 1000 e il 700 a.C.
Prima di questo periodo, secondo Jaynes, gli esseri umani non possedevano un senso di sé interno.
Le loro azioni e pensieri erano guidati da "voci" percepite come provenienti dagli dèi o da antenati, che risiedevano in un emisfero cerebrale separato.
Il "crollo" di questa mente bicamerale ha portato all'emergere della coscienza individuale, con il suo caratteristico dialogo interno e la consapevolezza di sé.
Lingua: Italiana 🇮🇹👍3🤩3🙏2
"Si sarà prontamente inteso che nessuna idea assiomatica- nessuna idea fondata sul fluttuante principio dell'evidenza di relazione- può esser così sicura- così attendibile come base per qualsiasi struttura eretta dalla Ragione, come quell'idea che è completamente irrelativa- che non solo non presenta alla comprensione nessuna evidenza di relazione, più o meno grande, ma sottomette l'intelletto, e non superficialmente, alla necessità di non vederne alcuna".
E. A. Poe, "Eureka", 1848
E. A. Poe, "Eureka", 1848
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Se non fosse per la tragedia la razza umana si sarebbe estinta da un pezzo. La tragedia ci sorregge e ci spinge verso il futuro nel paradossale tentativo di espellere il tragico dalla nostra vita. Come disse la saggia marionetta: "Meglio essere inondati dalla tragedia che non avere niente di significativo per cui adoperarsi".
Il tragico è il pedale su cui gli altri propulsori drammatici — per esempio la bellezza e l'amore — ricamano fioriture melodiche che sembrano alludere a qualcosa di diverso dal tragico e tuttavia fanno parte della pièce tanto quanto gli orrori contorti che calcano il palco.
— Thomas Ligotti, "La cospirazione contro la razza umana", 2010
Il tragico è il pedale su cui gli altri propulsori drammatici — per esempio la bellezza e l'amore — ricamano fioriture melodiche che sembrano alludere a qualcosa di diverso dal tragico e tuttavia fanno parte della pièce tanto quanto gli orrori contorti che calcano il palco.
— Thomas Ligotti, "La cospirazione contro la razza umana", 2010
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"Vivere da soli è il destino di tutte le grandi anime: perché la massa non ha con loro nulla da condividere, né pensieri, né sentimenti, né aspirazioni. Per questo essa li considera estranei, pazzi, o invidiosi. Ma la solitudine è il prezzo della grandezza."
Parerga e Paralipomena, Arthur Schopenhauer (1851).
Art: Illustration by Bruce Pennington
Parerga e Paralipomena, Arthur Schopenhauer (1851).
Art: Illustration by Bruce Pennington
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Dal classico della fantascienza di Frank Herbert del 1965 ai recenti adattamenti cinematografici di Denis Villeneuve, passando per il film mai realizzato di Alejandro Jodorowsky, la trasposizione del 1984 di David Lynch e i molti volumi che hanno arricchito la saga, Dune è un autentico mito contemporaneo che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo. Ma qual è il vero segreto del suo successo? In questo saggio, gli autori provano a rispondere facendo luce sui tanti temi che si celano dietro la saga: i culti messianici mediorientali, l’intelligenza artificiale, l’esplorazione dello spazio, le dinamiche della società feudale, la mistica medievale sufi dei Fremen, la droga sacra e le suggestive ipotesi tecnologiche dell’autore, tra plausibilità e fantasia.
https://www.youtube.com/watch?v=n5XB1KNLLos
https://www.youtube.com/watch?v=n5XB1KNLLos
YouTube
I segreti di DUNE, con PAOLO RIBERI e Daniele Palmieri
Dal classico della fantascienza di Frank Herbert del 1965 ai recenti adattamenti cinematografici di Denis Villeneuve, passando per il film mai realizzato di Alejandro Jodorowsky, la trasposizione del 1984 di David Lynch e i molti volumi che hanno arricchito…
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Perse era il titano che rappresentava il primordiale sole greco, un sole per ciò stesso infero, terrifico. Perseo (Pterseus = “il distruttore”), che taglia la testa di Medusa (Med-/Men- è prefisso che identifica sempre la misura, e quindi la luna, al pari di Medea e Menerua, l’arcaica Minerva latina) è il Sole che occulta la Luna (luna nuova), restituendoci un’immagine saturnina, quando i due cicli, solare e lunare, sembrano combaciare. Perseo è infatti anche nome imparentato con paršu, la “misura” akkadica, analoga ai me sumerici, alla maat egizia, alla ma indù. Dante attribuisce il colore “perso”, che è un colore rosso cupo, quasi viola, all’acqua dello Stige (Inferno, VII, 103).
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" ... La mia seconda regola potrebbe definirsi principio di variazione. Supponiamo che il verificarsi di un fenomeno X nelle condizioni ABC e solo in queste; se se ne registrasse l' accadimento in un altro tempo e in un altro luogo nelle condizioni BCD, ci sarebbe da presumere che né la presenza di A, né l' assenza di D sono necessarie perché il fenomeno si verifichi. In un caso del genere, dal momento che le condizioni sono in parte identiche, possiamo considerare accertato in qualche misura che la registrazione più antica del fenomeno non è un' invenzione gratuita. E se è così, l' elemento di diversità tra due situazioni può essere molto istruttivo: perché vale a mostrarci quali fra le condizioni sono causalmente connesse con il fenomeno e quali sono semplicemente il riflesso di un sistema di credenze contemporaneo"
- Eric R Dodds (Parapsicologia nel mondo antico)
Art by Paolo Uberti
- Eric R Dodds (Parapsicologia nel mondo antico)
Art by Paolo Uberti
❤5
“Ma la saggezza, dove trovarla?
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
L'uomo non ne sa la via,
non la si trova sulla terra dei viventi.
L'abisso dice: "Non è in me";
il mare dice: "Non sta da me".
Non la si ottiene in cambio d'oro,
né la si compra a peso d'argento.”
Giobbe XXVIII, 12 – 15
Space Time Wizard
Gray Morrow - Faust Aleph Null, 1967
Dov'è il luogo dell'intelligenza?
L'uomo non ne sa la via,
non la si trova sulla terra dei viventi.
L'abisso dice: "Non è in me";
il mare dice: "Non sta da me".
Non la si ottiene in cambio d'oro,
né la si compra a peso d'argento.”
Giobbe XXVIII, 12 – 15
Space Time Wizard
Gray Morrow - Faust Aleph Null, 1967
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La tradizione induista suddivide ogni ciclo temporale dell’umanità in quattro parti. Nell’ultima, il Kali-Yuga, tutto diviene pesante e volgare, lontano dallo spirito; la Menzogna prevale sulla Verità, l’Ombra sulla Luce, la Materia sullo Spirito, il Caos sull’Ordine, la Prevaricazione e l’Arbitrio sulla Giustizia, gli Interessi Particolari di ognuno sull’idea di Servizio, la Disarmonia sulla Bellezza. Anche la civiltà greca ha creduto in una simile suddivisione dei cicli del tempo e l’era finale, l’Età del Ferro, ha le stesse caratteristiche del Kali-Yuga dell’induismo.
Questo libro si propone di dare brevi e sintetiche visioni delle manifestazioni del Kali-Yuga nella nostra epoca. Accecati dal materialismo, abbiamo abbandonato l’idea che esistano dimensioni sottili della realtà, il che ci lascia indifesi di fronte alle forze invisibili al servizio della disgregazione e della dispersione delle coscienze, che nessuno più contrasta.
https://www.youtube.com/live/5-51MDAcYOY
Questo libro si propone di dare brevi e sintetiche visioni delle manifestazioni del Kali-Yuga nella nostra epoca. Accecati dal materialismo, abbiamo abbandonato l’idea che esistano dimensioni sottili della realtà, il che ci lascia indifesi di fronte alle forze invisibili al servizio della disgregazione e della dispersione delle coscienze, che nessuno più contrasta.
https://www.youtube.com/live/5-51MDAcYOY
YouTube
LAMPI DI TENEBRA. Manifestazioni del KALI-YUGA nel mondo moderno, con ALESSANDRO ORLANDI
La tradizione induista suddivide ogni ciclo temporale dell’umanità in quattro parti. Nell’ultima, il Kali-Yuga, tutto diviene pesante e volgare, lontano dallo spirito; la Menzogna prevale sulla Verità, l’Ombra sulla Luce, la Materia sullo Spirito, il Caos…
👍4🙏2
Sopra il laghetto bianco
Sono volati via gli uccelli selvatici
Di sera soffia dalle nostre stelle un vento glaciale.
Sopra le nostre tombe
Si china la fronte infranta della notte.
Sotto querce ci dondoliamo su una barca argentea.
Sempre suonano le mura bianche della città
Sotto archi di spine
O fratello mio, ci inerpichiamo noi lancette cieche verso mezzanotte.
[Georg Trakl, 1913]
Art: Joel K H Rafsson
Sono volati via gli uccelli selvatici
Di sera soffia dalle nostre stelle un vento glaciale.
Sopra le nostre tombe
Si china la fronte infranta della notte.
Sotto querce ci dondoliamo su una barca argentea.
Sempre suonano le mura bianche della città
Sotto archi di spine
O fratello mio, ci inerpichiamo noi lancette cieche verso mezzanotte.
[Georg Trakl, 1913]
Art: Joel K H Rafsson
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"Attraverso molte vite, nascita dopo nascita,
vissi e soffrii, senza conoscere sosta o riposo.
Scambiai il dolore per gioia.
Scambiai per acque ristoratrici i miraggi del deserto.
Mi aggrappai ai piaceri e ne trassi sconforto.
Il potere e i beni materiali, ricchezza e forza,
amici e figli, mogli e seguaci, tutto ció che stimola i sensi:
ogni cosa io volli,
poiché ero convinto che ció mi avrebbe recato la beatitudine.
Ma, nell'attimo in cui diventava mia,
ogni cosa mutava d'aspetto, diventando come fuoco ardente.
Poi mi avventurai nel mondo degli dèi
ed essi mi accolsero come un compagno.
Ma, anche qui, dove fermarsi? Dove riposare?
Tutti, compresi gli dèi, sono vittima del Samsara.
Tutti affrontano dolori e sofferenze di ogni genere.
Anch'io sono stato preda del mondo, ho vagato in un labirinto di errori, imprigionato nella gabbia dell'egoismo.
Ora desidero solo liberarmi da tutto ció."
Muchukunda (parafrasato)
Art: John Charles Dollman (1851-1934) / Famine
vissi e soffrii, senza conoscere sosta o riposo.
Scambiai il dolore per gioia.
Scambiai per acque ristoratrici i miraggi del deserto.
Mi aggrappai ai piaceri e ne trassi sconforto.
Il potere e i beni materiali, ricchezza e forza,
amici e figli, mogli e seguaci, tutto ció che stimola i sensi:
ogni cosa io volli,
poiché ero convinto che ció mi avrebbe recato la beatitudine.
Ma, nell'attimo in cui diventava mia,
ogni cosa mutava d'aspetto, diventando come fuoco ardente.
Poi mi avventurai nel mondo degli dèi
ed essi mi accolsero come un compagno.
Ma, anche qui, dove fermarsi? Dove riposare?
Tutti, compresi gli dèi, sono vittima del Samsara.
Tutti affrontano dolori e sofferenze di ogni genere.
Anch'io sono stato preda del mondo, ho vagato in un labirinto di errori, imprigionato nella gabbia dell'egoismo.
Ora desidero solo liberarmi da tutto ció."
Muchukunda (parafrasato)
Art: John Charles Dollman (1851-1934) / Famine
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