∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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My words are echoes of forbidden truths!
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Vision of glory
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"noi ci rendiamo conto, più di quanto se ne rendesse conto la scienza di una volta, che non c' è un sicuro punto di partenza per le vie che conducono a tutti i campi dello scibile, e che ogni conoscenza è sospesa in un certo modo sopra un abisso senza fondo"

W. Heisenberg
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Sono ancora grandi le difficoltà che ha di fronte a sé l' accettazione della teoria secondo la quale l' uomo non possiede né l' immortalità, né il libero arbitrio né un' anima. Infatti la coscienza è, di per sé stessa, una qualità che distingue in maniera alquanto netta gli uomini dalla materia inerte. Sembra impossibile che l' uomo, il grande Uomo, con la sua ragione, la sua conoscenza dell' universo, le sue idee del bene e del male, con le sue emozioni, i suoi amori e i suoi odi e la sua religione, che quest' Uomo debba essere un composto chimico deperibile, il cui carattere riservato e le sue capacità dipendano unicamente dai particolari movimenti delle molecole del suo cervello, e che tutti i più grandi uomini siano stati tali in ragione di qualche molecola che ne ha colpita un' altra un po' più frequentemente che in altri uomini. Non sembra del tutto incredibile, e non è forse matto chi creda un' assurdità del genere?. Qual è, però, l' alternativa?

B. Russell
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«Il mondo si sta distruggendo. Noi siamo passeggeri di una nave che non rispetta i segnali dei fari. C'è il diavolo a bordo, e dà grandi feste. Sono feste in cui promette continui godimenti. Ma la vita non è un godimento continuo, è un errore credere che lo sia. Godere fa bene al corpo forse, ma non all'anima.»

(La notte dei giaguari)
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The eclipse is a mirror, reflecting the darkness that festers within every human heart.
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Sombrero Galaxy (Messier 104) - LRGB

By Jon Gascoyne
(https://www.astrobin.com/7hnhos/)
Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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DA JULIUS EVOLA, DIONISO E LA "VIA DELLA MANO SINISTRA" IN RICOGNIZIONI. UOMINI E PROBLEMI, ROMA, 1985, pp.81-82

"Così tutta la vita della gran massa degli uomini prende il senso di un fuggire dal centro, di una volontà di stordirsi e di ignorare il fuoco che arde in loro e che essi non sanno sopportare. Tagliati fuori dall'essere, essi parlano, si agitano, si cercano, si amano e si accoppiano in richiesta reciproca di conferma. Moltiplicano le illusioni e così erigono una grande piramide di idoli: è la costituzione della società, delle moralità, delle idealità, delle finalità metafisiche, del regno degli dei o di una tranquillizzante provvidenza, per supplire all'inesistenza di una ragione centrale, di un significato fondamentale. Tutte ' macchie luminose a soccorso dell'occhio offeso per aver fissato nell'orribile tenebra' - per usare le parole di Nietzsche"

Art: Prometheus, Jean Delville, 1907.
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Mick Brownfield, 1980
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Amon: The Darkside of Devilman
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Questi monaci trascorrono la loro vita in un monastero davanti al monte Fuji.

Giappone, 1968
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Apollo Soranus
Forwarded from All'Elefante Nero (Désaliénation)
Essere una cosa sola con tutto ciò che vive, far ritorno, beatamente dimentichi di se stessi, nel seno universale della natura, ecco il vertice di ogni pensiero e di ogni gioia.

- Friedrich Hölderlin
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Saturno si stabili ai piedi del Campidoglio, detto per questo motivo (Festo, p. 430) Saturnius mons; ivi sorgeva difatti il suo tempio, uno dei più antichi di Roma. Il primo modesto santuario gli era stato ivi dedicato da Tullo Ostilio, nell'occasione dell'istituzione dei «Saturnalia»; Tarquinio concepì il progetto di sostituirlo con un tempio, e la repubblica due o quattro anni dopo la caduta del tiranno lo costruì in effetti nel posto prescelto dedicandolo a Saturno. Fu restaurato ai tempi di Augusto e ne rimangono tuttora otto imponenti colonne ioniche. La leggenda diceva che tale ara sul colle capitolino gli era stata dedicata prima della guerra troiana (Festo, p. 430); e che sulla collina sabina del Campidoglio si elevava una città di Saturno (Dionigi di Alic., I, 34; VI, I, 4)"
A. Reghini, "Sulla tradizione occidentale"

*nell'immagine: Saturno, in compagnia del Capricorno, tiene in mano l'Uroboro, simbolo di Chronos (il Tempo).
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TRADIZIONE GENTILE, LA LEGGENDA DI SATURNO.

Secondo la Tradizione, Saturno discese nel territorio italico dissimulando il suo incantevole aspetto esteriore, e incamminandosi, come un viandante lungo le strade, alla ricerca di qualcuno che lo ospitasse per una notte.

L’aspetto esteriore che Saturno assunse durante il suo pellegrinaggio era mutevole e dipendeva dall’ indole delle persone che egli stesso incontrava. La forma nella quale egli si trasformò con maggiore frequenza, e che poi divenne la sua rappresentazione più popolare, era quello di un uomo avanti con l’età, avvolto da un mantello consumato che gli copriva il capo e con una falce impugnata nella mano destra.

Il cammino di Saturno durò nove giorni. All’imbrunire del nono giorno il Dio venne accolto da Giano, un anziano signore proprietario di alcune terre che, in seguito, sarebbero diventate il cuore di Roma.

Giano, inizialmente ignaro della natura divina del gentile ospite, lo accolse con cordialità e gli offri come rifugio il colle di fronte al quale egli stesso risiedeva. Passarono così i giorni e nel momento in cui Giano comprese la reale natura del suo illustre ospite, decise di dedicargli il colle nel quale il Dio risiedeva e lo rinominò in suo onore: Mons Saturnius, ossia -Monte di Saturno-. In seguito, il Mons Saturnius assunse il nome di Capitolium (odierno Campidoglio).
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“Nulla dura all’infuori della morte. La vita non è che una scintilla, un lampo che scaturisce dalla notte”.

Jean Lahor
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“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”

(W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)
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“Di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; ma tanti son mondi quante veggiamo circa di noi lampade luminose, le quali non sono più né meno in un cielo ed un loco ed un comprendente, che questo mondo, in cui siamo noi, è in un comprendente, luogo e cielo”.

Giordano Bruno - De l’infinito, universo et mondi - 1583

Art: Miyamoto Musashi (Vagabond)
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Supponiamo che tu sia in grado, ogni notte, di fare qualsiasi sogno tu voglia; naturalmente, immergendoti in quest'avventura di sogni, cominceresti ad esaudire ogni tuo desiderio. Sperimenteresti ogni tipo di piacere durante il sonno, e dopo parecchie notti penseresti che è stato incredibile.
Ma ora, supponiamo che ci sia una sorpresa, un sogno che non sia sotto il tuo controllo: qualcosa che sta per accaderti, ma non sai di cosa si tratti.
Faresti molte congetture su quel che sei in procinto di sognare, per poi infine sognare te stesso in questo momento.
Se ti svegli da questa illusione e comprendi che il nero implica il bianco, il sé implica l'altro, la vita implica la morte, potrai sentire te stesso non come un estraneo nel mondo, non come un qualcuno in libertà vigilata, non come un qualcosa che è arrivato qui per caso, ma potrai cominciare a percepire la tua esistenza come assolutamente fondamentale.
Quel che tu sei in sostanza, in fondo in fondo, molto, molto all'interno, è semplicemente il tessuto e la struttura dell'esistenza stessa.


Alan W. Watts
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