Webb Discovers Methane, Carbon Dioxide in Atmosphere of Exoplanet K2-18 b (Artist Illustration)
This illustration shows what exoplanet K2-18 b could look like based on science data. The exoplanet K2-18 c is shown between K2-18 b and its star.
Illustration: NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI), Joseph Olmsted (STScI). Science: Nikku Madhusudhan (IoA)
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Illustration: NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI), Joseph Olmsted (STScI). Science: Nikku Madhusudhan (IoA)
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Forwarded from ∴ Sogni nel deserto del tempo ∴ (∴ 𒀭 macs ∆ Ω)
Nel libro XII del Mahâbhârata Viśnu si manifesta sotto forma di una luce paragonabile a quella di
«mille soli» e viene detto che «penetrando in questa luce, i mortali istruiti nella Yoga [cioè negli «esercizî spirituali» simili a quelli svolti alacremente dagli iatromanti apollinei;] raggiungono la liberazione finale»
Nel medesimo libro si può leggere la storia di tre saggi che hanno praticato l’ascesi per mille anni (cioè la stessa età che la tradizione greca assegna agli Iperborei, simbolo numerico di pienezza e perfezione) in un paese localizzato a Settentrione del Monte Meru, con l’anelito di riuscire a vedere Nârâyâna, cioè Viśnu, nella sua forma reale: una voce proveniente dal cielo ingiunse loro di andare a Nord dell’Oceano di Latte, nell’Isola
Bianca chiamata Çveta-dvîpa. Una volta giunti in loco, essi fanno la conoscenza di «uomini bianchi come la luna» — in tutto e per tutto analoghi agli Iperborei dell’isola di Apollo e agli abitanti sovrumani del sovramenzionato «ottavo clima» della tradizione Sufi —, dei quali si dice: «Lo splendore di ciascuno di questi uomini assomigliava a quello proprio del Sole quando si avvicina il momento della dissoluzione dell’universo» .
Mircea Eliade stesso, riportando questa tradizione induista, ne sottolinea i parallelismi con quella apollinea dell’Isola Bianca posizionata all’estremo Settentrione, che si voglia chiamare Çveta-dvîpa o Iperborea, o ancora Leuké o Avalon
«mille soli» e viene detto che «penetrando in questa luce, i mortali istruiti nella Yoga [cioè negli «esercizî spirituali» simili a quelli svolti alacremente dagli iatromanti apollinei;] raggiungono la liberazione finale»
Nel medesimo libro si può leggere la storia di tre saggi che hanno praticato l’ascesi per mille anni (cioè la stessa età che la tradizione greca assegna agli Iperborei, simbolo numerico di pienezza e perfezione) in un paese localizzato a Settentrione del Monte Meru, con l’anelito di riuscire a vedere Nârâyâna, cioè Viśnu, nella sua forma reale: una voce proveniente dal cielo ingiunse loro di andare a Nord dell’Oceano di Latte, nell’Isola
Bianca chiamata Çveta-dvîpa. Una volta giunti in loco, essi fanno la conoscenza di «uomini bianchi come la luna» — in tutto e per tutto analoghi agli Iperborei dell’isola di Apollo e agli abitanti sovrumani del sovramenzionato «ottavo clima» della tradizione Sufi —, dei quali si dice: «Lo splendore di ciascuno di questi uomini assomigliava a quello proprio del Sole quando si avvicina il momento della dissoluzione dell’universo» .
Mircea Eliade stesso, riportando questa tradizione induista, ne sottolinea i parallelismi con quella apollinea dell’Isola Bianca posizionata all’estremo Settentrione, che si voglia chiamare Çveta-dvîpa o Iperborea, o ancora Leuké o Avalon
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"La nostra stella è unica, eppure è doppia.
Sappiate distinguere la sua impronta reale dalla sua immagine, e noterete ch'essa brilla con più intensità alla luce del giorno che nelle tenebre della notte."
(Eugene Canseliet - Prefazione alla Seconda Edizione del Mistero delle Cattedrali)
'The Dreamer of Dreams' by Edmund Dulac, 1915
Sappiate distinguere la sua impronta reale dalla sua immagine, e noterete ch'essa brilla con più intensità alla luce del giorno che nelle tenebre della notte."
(Eugene Canseliet - Prefazione alla Seconda Edizione del Mistero delle Cattedrali)
'The Dreamer of Dreams' by Edmund Dulac, 1915
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