Nessun raggio scende dal sacro cielo
nella lunga notte di quella città
per illuminare il mare spettrale.
Si innalzano torrette silenti, pinnacoli lontani e liberi,
si alzano cupole, si elevano scale, sale regali,
macchiate mura simili a Babilonia,
e arcate nell’ombra da tanto dimenticate.
Edera scolpita e fiori di pietra che si inerpicano
fino a templi meravigliosi respirano con loro,
e lagano e uniscono l'abietto, il violetto e il divino.
Le alture e le ombre sono così sfumate
che sembrano tutte fluttuare nell’ aria,
mentre da una fiera torre nella città la Morte gigantesca guarda dall’alto.
Le onde hanno bagliori roventi ora,
le ore respirano deboli e piano
e quando nel mezzo di gemiti non di questa terra,
negli abissi quella città precipiterà,
l’Inferno sorgerà da mille bocche... e vi inchinerete con riverenza.
20.000 leghe sotto la terra (1965)
nella lunga notte di quella città
per illuminare il mare spettrale.
Si innalzano torrette silenti, pinnacoli lontani e liberi,
si alzano cupole, si elevano scale, sale regali,
macchiate mura simili a Babilonia,
e arcate nell’ombra da tanto dimenticate.
Edera scolpita e fiori di pietra che si inerpicano
fino a templi meravigliosi respirano con loro,
e lagano e uniscono l'abietto, il violetto e il divino.
Le alture e le ombre sono così sfumate
che sembrano tutte fluttuare nell’ aria,
mentre da una fiera torre nella città la Morte gigantesca guarda dall’alto.
Le onde hanno bagliori roventi ora,
le ore respirano deboli e piano
e quando nel mezzo di gemiti non di questa terra,
negli abissi quella città precipiterà,
l’Inferno sorgerà da mille bocche... e vi inchinerete con riverenza.
20.000 leghe sotto la terra (1965)
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<< Racconta Plutarco nel suo trattato sui motivi per cui gli oracoli non davano più responsi che Petrone, pitagorico della scuola italica antica e contemporaneo e amico del grande medico Alcmeone (ca 550 a.C.), teorizzava che ci dovevano essere numerosi mondi — centoottantatré per l'esattezza. Altre notizie di questi centoottantatré mondi sono riportate da Cleombroto, uno dei partecipanti alla conversazione sull'obsolescenza degli oracoli, il quale le aveva avute da un
"uomo" misterioso, che soleva incontrarsi con gli esseri umani una sola volta all'anno nei pressi del Golfo Persico e "passa il resto del suo tempo in compagnia di ninfe erranti e di semidèi".
Secondo Cleombroto, costui collocava quei mondi su un triangolo equilatero: sessanta per lato più uno a ogni angolo: "...essi erano ordinati in modo che uno toccava sempre l'altro in un circolo, come coloro che danzano in cerchio. La pianura all'interno del triangolo è... il fondamento e l'altare comune di tutti questi mondi, ed è chiamata Pianura della Verità; in essa si trovano i disegni, gli 'stampi', le idee e gli esempi invariabili di tutte le cose che furono o mai saranno; e all'interno c'è l'Eternità, donde il Tempo, come un fiume, fluì nei mondi. Inoltre diceva che le anime degli uomini, se han vissuto bene in questo mondo, vedono queste idee una volta sola ogni diecimila anni; e che le più sante cerimonie mistiche che quaggiù si compiono non sono altro che un sogno di questa sacra visione". >>
— Giorgio de Santillana / Hertha von Dechend, "Il Mulino di Amleto"
"uomo" misterioso, che soleva incontrarsi con gli esseri umani una sola volta all'anno nei pressi del Golfo Persico e "passa il resto del suo tempo in compagnia di ninfe erranti e di semidèi".
Secondo Cleombroto, costui collocava quei mondi su un triangolo equilatero: sessanta per lato più uno a ogni angolo: "...essi erano ordinati in modo che uno toccava sempre l'altro in un circolo, come coloro che danzano in cerchio. La pianura all'interno del triangolo è... il fondamento e l'altare comune di tutti questi mondi, ed è chiamata Pianura della Verità; in essa si trovano i disegni, gli 'stampi', le idee e gli esempi invariabili di tutte le cose che furono o mai saranno; e all'interno c'è l'Eternità, donde il Tempo, come un fiume, fluì nei mondi. Inoltre diceva che le anime degli uomini, se han vissuto bene in questo mondo, vedono queste idee una volta sola ogni diecimila anni; e che le più sante cerimonie mistiche che quaggiù si compiono non sono altro che un sogno di questa sacra visione". >>
— Giorgio de Santillana / Hertha von Dechend, "Il Mulino di Amleto"
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