Era un pianeta strano, anzi.. più che pianeta era un satellite, come potrebbe per noi essere la luna. Costanti i terremoti su di esso, mediamente con un magnitudo a noi sconosciuto.
Questa civiltà nascosta si proteggeva grazie ad una sorta di cupola energetica che permetteva agli abitanti nascosti nel sottosuolo di non subire i terremoti che si mostravano in superficie in piena potenza, prima che essi si verifichino scattano degli allarmi sonori che avvisano tutti coloro che si trovano in una zona pericolosa di fuggire il più velocemente possibile, e di scendere nei meandri di questo satellite dove non si verrà colpiti dalle fortissime scosse di terremoto.
Questo strano satellite sembra orbitare vicino ad una stella circondata da anelli, chiaramente visibili dalla superficie.
Per scendere nelle profondità sono stati scavati chiari tunnel dalla forma cupolare, i meandri di questo satellite rimangono sconosciuti ai miei occhi, non ancora pronti per svelare i misteri di questa strana civilità che lo abita.
Questa civiltà nascosta si proteggeva grazie ad una sorta di cupola energetica che permetteva agli abitanti nascosti nel sottosuolo di non subire i terremoti che si mostravano in superficie in piena potenza, prima che essi si verifichino scattano degli allarmi sonori che avvisano tutti coloro che si trovano in una zona pericolosa di fuggire il più velocemente possibile, e di scendere nei meandri di questo satellite dove non si verrà colpiti dalle fortissime scosse di terremoto.
Questo strano satellite sembra orbitare vicino ad una stella circondata da anelli, chiaramente visibili dalla superficie.
Per scendere nelle profondità sono stati scavati chiari tunnel dalla forma cupolare, i meandri di questo satellite rimangono sconosciuti ai miei occhi, non ancora pronti per svelare i misteri di questa strana civilità che lo abita.
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«Risalendo quel fiume era come tornare ai primi inizi del mondo, quando la vegetazione si ribellava sulla terra ei grandi alberi erano i re. […] Eravamo viandanti su una terra preistorica, su una terra che aveva l'aspetto di un pianeta sconosciuto. Avremmo potuto immaginarci primi tra gli uomini che si impossessano di un'eredità maledetta, da sottomettere a prezzo di profonde angosce e di eccessiva fatica. […] L'uomo preistorico ci malediceva, ci pregava, ci accoglieva – chi poteva dirlo? […] Non potevamo capire, perché eravamo troppo lontani e non potevamo ricordare, perché viaggiavamo nella notte delle prime ere, di quelle ere che se ne sono andate, lasciando appena un segno – e nessun ricordo. »
(J. Conrad, Heart of Darkness, II)
(J. Conrad, Heart of Darkness, II)
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