∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Riguardo il percepirsi estranei dinnanzi alla propria immagine riflessa ho appena letto questa inquietante ma rivelativa considerazione di J. Clair, storico dell'arte e psicologo: " Un mondo in cui scoprendo la nostra immagine allo specchio ci dovessimo dire: "Non mi assomiglia", un mondo in cui non potessimo più fidarci degli specchi, questo mondo, sarebbe, secondo le culture che hanno provato a immaginarlo, il mondo dell’inferno in cui si manifestano i demoni, Lucifero o Mefistofele, i portatori di luce nera; oppure sarebbe il mondo della follia. Ciò che appare allo specchio, quando l’immagine non corrisponde più col suo oggetto, è il volto del demone, la testa del demente, il volto della morte"... Citazione questa che mi fa venire in mente il dipinto, "La testa malefica" Edward Jones, intento a rappresentare la figura di Andromeda che si specchia nell’acqua di un pozzo, esattamente come Narciso... senonché Andromeda non vede riflesso nell’acqua il proprio volto, ma la testa "malefica" di Medusa
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Dobbiamo comprendere che i mondi onirici, gli stati di coscienza che accarezziamo con la meditazione, l'annullamento della forma in virtù di pratiche energetiche, e quanto da tutto ciò emerge e riusciamo a trattenere, non sono di minore realtà rispetto al tavolo che sorregge i miei appunti. Posso anzi affermare che i primi, avendo dipendenza inferiore dalle interazioni esterne, hanno un grado di maggiore autenticità. E’ solamente a causa di uno strabismo culturale e psicologico, di un errato modo di percepire ed elaborare, che noi tendiamo a disconoscere la sostanzialità di tutto ciò che non ha radice nella materia che ci circonda, e nello spazio fisico nel quale ci relazioniamo. Questo strabismo assume i connotati di vera e propria castrazione spirituale, imponendoci di vivere una vita a metà, amputata e involuta, con la conseguenza che sarà amputata e involuta la nostra stessa coscienza.

TRATTO DA UOMO ENTE MAGICO
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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𝗔 𝗡 𝗗 𝗥 𝗢 𝗠 𝗘 𝗗 𝗔 𝗚 𝗔 𝗟 𝗔 𝗫 𝗬
( in wide field )

Canon 1200D
Samyang 135mm lens
Optolong CLS CCD filter
f/2.8, 134sec, iso1600
ioptron skyguider pro ( unguided,undithered)
Total integrations- 3 hours 32 mins
Stacked in DSS , Edited in Pixinsight & Adobe PS.
Dhubri Medical College campus
October , 2022
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GLI ABITANTI DELL’UNIVERSO SONO INFINITI …

Un infinito campo e spazio, il qual comprende e penetra il tutto. In quello sono infiniti corpi simili a questo, de quali l'uno non è più in mezzo de l'universo che l'altro, perché questo è infinito, e però senza centro e senza margine; benché queste cose convegnano a ciascuno di questi mondi, …di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; ma tanti son mondi, quante veggiamo circa di noi lampade luminose, le quali non sono più né meno in un cielo ed un loco ed un comprendente, che questo mondo, in cui siamo noi, è in un comprendente, luogo e cielo. … Sì che ciascuno di questi mondi è un mezzo, verso il quale ciascuna de le sue parti concorre e ove si puosa ogni cosa congenea; …Cossì dunque gli altri mondi sono abitati come questo… Se non cossì e se non megliori, niente meno e niente peggio: perché è impossibile ch'un razionale ed alquanto svegliato ingegno possa imaginarsi, che sieno privi di simili e megliori abitanti di mondi innumerabili, che si mostrano o cossì o più magnifici di questo; i quali o son soli, o a' quali il sole non meno diffonde gli divinissimi e fecondi raggi che non meno argumentano felice il proprio soggetto e fonte, che rendeno fortunati i circostanti partecipi di tal virtù diffusa. Son quenque infiniti gl'innumerabili e principali membri de l'universo, di medesimo volto, faccia, prorogativa, virtù ed effetto.
De l’infinito universo e mondi
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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The Tarantula Nebula
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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« Arthur Machen era un personaggio che ripudiava il materialismo, completamente disinteressato ai soldi e alle cose materiali, sospettoso circa l’utilità del progresso scientifico, essendo ancorato a valori spirituali che lo portavano a regredire ai fasti di un antico passato, in un crocevia di culture tra paganesimo e cristianesimo, passando dalle tradizioni romaniche a quelle celtiche, per interessarsi più alle cose dell’altro mondo – quello a cui si riferiscono gli occultisti – che a quelle del mondo che scandisce i ritmi e determina le scelte di vita della maggior parte delle persone. »

https://axismundi.blog/2022/10/23/laltra-realta-di-arthur-machen/
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A juvenile ceratopsian stumbles upon the remains of an Albertosaurus.
by Corbin Rainbolt
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«Se morirai (combattendo i tuoi nemici), guadagnerai il cielo; se vincerai, godrai la gloria terrena. Perciò, Figlio di Kunti, alzati, deciso a combattere! Rimanendo equanime nella felicità e nel dolore, nel guadagno e nella perdita, nella vittoria e nella sconfitta, affronta la battaglia della vita. Così non commetterai peccato.»

(Bhagavadgītā, II, 37-38)
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La metafora del doppio viene affrontata da un’altra prospettiva in uno dei testi più brevi del volume, Psicologia, pubblicato nella raccolta Ornaments in Jade nel 1924, composta da dieci mistici poemi in prosa. In questo intenso frammento Machen relaziona il contesto di un tranquillo quartiere di Londra con le convulse riflessioni esistenziali di uno scrittore, animate dalla rabbia, dal sogno e dalla follia. La narrazione, che ruota attorno all’insondabilità profonda della natura umana, si conclude con una domanda paradossale: «E ogni giorno […] conduciamo due vite, e la metà della nostra anima è follia, l’altra metà un cielo illuminato da un sole nero. Dico di essere un uomo, ma chi è quell’altro che si nasconde dentro di me?»

Art: Disperazione
Edward Munch , 1892
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Lago delle ombre
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Gands the Scholar
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