∴ Sogni nel deserto del tempo ∴
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"Conosci te stesso" - Oracolo di Delfi.
“Il dubbio è l'inizio della conoscenza.” - Cartesio.
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Giove
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super human
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"Dinnanzi a me, sotto un sole enorme e spietato, Yondo si estendeva senza fine, sullo sfondo di un cielo nero, allucinante come le visioni da incubo prodotte dall'hashish. Procedevo a fatica, fra grosse buche prodotte dalla caduta di meteoriti e pietre splendenti di diverso colore... cipressi contorti che avevano messo radici fra mausolei in rovina, sui marmi dei quali, invasi dai licheni, grossi camaleonti passavano strisciando, con splendide perle in bocca"
"Fu allora che udii una specie di riso demoniaco..." "mi voltai e scorsi l'ingresso di una buia caverna, nell'oscurità poi emerse una Cosa mostruosa. Aveva un corpo pallido, senza pelame, a forma d'uovo, grosso come quello di una capra gravida, dotato di nove zampe, lunghe e vacillanti, con molte flange, simili a quelle di un ragno gigante... la sua testa, curiosamente inclinata, era priva di occhi ma possedeva orecchie a forma di coltello e naso sottile e rugoso che pendeva davanti alla bocca con labbra flosce, dischiuse in quell'interminabile cachinno che metteva in mostra i denti da pipistrello..."
"... Ancora più allucinante di quel diabolico riso, dalla sabbia impregnata di sale, a poca distanza da me, si levò il grido di una donna che sembrava essere in preda ad atroci dolori o forse in balia al demonio. Voltandomi a guardare scorsi un'autentica venere, con il corpo nudo ed ebruneo di una perfezione che non temeva confronto, immersa nella sabbia fino all'ombelico. Aveva gli occhi spalancati per il terrore e le mani che sembravano fiori di loto protese in supplice implorazione. Mi precipitai verso di lei... toccai una statua di marmo. Le palpebre scolpite si erano abbassate, come per fissare nelle pupille il ricordo di un sogno misterioso, forse di secoli prima. Ripresi a fuggire traumatizzato da quel nuovo terrore senza nome e, per quanto il grido straziante della donna si facesse riudire, continuai a correre senza voltarmi indietro, convinto nel subconscio che l'avrei riveduta con gli occhi e le mani imploranti..."
"indietro, attraverso eoni di follia e di incubi, indietro, nel crepuscolo spettrale, verso le rovine senza nome, il lago infernale, la foresta di cactus da malebolge e i crudeli cinici e inquisitori di Ong, in attesa del mio ritorno"
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Riguardo il percepirsi estranei dinnanzi alla propria immagine riflessa ho appena letto questa inquietante ma rivelativa considerazione di J. Clair, storico dell'arte e psicologo: " Un mondo in cui scoprendo la nostra immagine allo specchio ci dovessimo dire: "Non mi assomiglia", un mondo in cui non potessimo più fidarci degli specchi, questo mondo, sarebbe, secondo le culture che hanno provato a immaginarlo, il mondo dell’inferno in cui si manifestano i demoni, Lucifero o Mefistofele, i portatori di luce nera; oppure sarebbe il mondo della follia. Ciò che appare allo specchio, quando l’immagine non corrisponde più col suo oggetto, è il volto del demone, la testa del demente, il volto della morte"... Citazione questa che mi fa venire in mente il dipinto, "La testa malefica" Edward Jones, intento a rappresentare la figura di Andromeda che si specchia nell’acqua di un pozzo, esattamente come Narciso... senonché Andromeda non vede riflesso nell’acqua il proprio volto, ma la testa "malefica" di Medusa
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Dobbiamo comprendere che i mondi onirici, gli stati di coscienza che accarezziamo con la meditazione, l'annullamento della forma in virtù di pratiche energetiche, e quanto da tutto ciò emerge e riusciamo a trattenere, non sono di minore realtà rispetto al tavolo che sorregge i miei appunti. Posso anzi affermare che i primi, avendo dipendenza inferiore dalle interazioni esterne, hanno un grado di maggiore autenticità. E’ solamente a causa di uno strabismo culturale e psicologico, di un errato modo di percepire ed elaborare, che noi tendiamo a disconoscere la sostanzialità di tutto ciò che non ha radice nella materia che ci circonda, e nello spazio fisico nel quale ci relazioniamo. Questo strabismo assume i connotati di vera e propria castrazione spirituale, imponendoci di vivere una vita a metà, amputata e involuta, con la conseguenza che sarà amputata e involuta la nostra stessa coscienza.

TRATTO DA UOMO ENTE MAGICO
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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𝗔 𝗡 𝗗 𝗥 𝗢 𝗠 𝗘 𝗗 𝗔 𝗚 𝗔 𝗟 𝗔 𝗫 𝗬
( in wide field )

Canon 1200D
Samyang 135mm lens
Optolong CLS CCD filter
f/2.8, 134sec, iso1600
ioptron skyguider pro ( unguided,undithered)
Total integrations- 3 hours 32 mins
Stacked in DSS , Edited in Pixinsight & Adobe PS.
Dhubri Medical College campus
October , 2022
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GLI ABITANTI DELL’UNIVERSO SONO INFINITI …

Un infinito campo e spazio, il qual comprende e penetra il tutto. In quello sono infiniti corpi simili a questo, de quali l'uno non è più in mezzo de l'universo che l'altro, perché questo è infinito, e però senza centro e senza margine; benché queste cose convegnano a ciascuno di questi mondi, …di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; ma tanti son mondi, quante veggiamo circa di noi lampade luminose, le quali non sono più né meno in un cielo ed un loco ed un comprendente, che questo mondo, in cui siamo noi, è in un comprendente, luogo e cielo. … Sì che ciascuno di questi mondi è un mezzo, verso il quale ciascuna de le sue parti concorre e ove si puosa ogni cosa congenea; …Cossì dunque gli altri mondi sono abitati come questo… Se non cossì e se non megliori, niente meno e niente peggio: perché è impossibile ch'un razionale ed alquanto svegliato ingegno possa imaginarsi, che sieno privi di simili e megliori abitanti di mondi innumerabili, che si mostrano o cossì o più magnifici di questo; i quali o son soli, o a' quali il sole non meno diffonde gli divinissimi e fecondi raggi che non meno argumentano felice il proprio soggetto e fonte, che rendeno fortunati i circostanti partecipi di tal virtù diffusa. Son quenque infiniti gl'innumerabili e principali membri de l'universo, di medesimo volto, faccia, prorogativa, virtù ed effetto.
De l’infinito universo e mondi
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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The Tarantula Nebula
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Forwarded from Unionis🗝️Cultus🪶
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« Arthur Machen era un personaggio che ripudiava il materialismo, completamente disinteressato ai soldi e alle cose materiali, sospettoso circa l’utilità del progresso scientifico, essendo ancorato a valori spirituali che lo portavano a regredire ai fasti di un antico passato, in un crocevia di culture tra paganesimo e cristianesimo, passando dalle tradizioni romaniche a quelle celtiche, per interessarsi più alle cose dell’altro mondo – quello a cui si riferiscono gli occultisti – che a quelle del mondo che scandisce i ritmi e determina le scelte di vita della maggior parte delle persone. »

https://axismundi.blog/2022/10/23/laltra-realta-di-arthur-machen/
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A juvenile ceratopsian stumbles upon the remains of an Albertosaurus.
by Corbin Rainbolt
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«Se morirai (combattendo i tuoi nemici), guadagnerai il cielo; se vincerai, godrai la gloria terrena. Perciò, Figlio di Kunti, alzati, deciso a combattere! Rimanendo equanime nella felicità e nel dolore, nel guadagno e nella perdita, nella vittoria e nella sconfitta, affronta la battaglia della vita. Così non commetterai peccato.»

(Bhagavadgītā, II, 37-38)
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