http://thule-italia.com/wordpress/2011/02/16/il-monte-soratte-la-montagna-sacra/
Mentre in una notte tempestosa vegliava in preghiera, il monaco Silvestro scorse, in direzione dei monti sabini, un intenso bagliore, proprio al di sotto dell’altura da dove stava per sorgere il sole. Nel frattempo che la tempesta si dileguava gradualmente, il baleno del sole cresceva sempre di più. Il santo comprese che Dio intendeva richiamare la sua attenzione su quelle cime boscose e si mise in cammino in direzione del monte Tancia. Giunto sul luogo dopo aver percorso una ventina di chilometri, apprese che proprio sul sito dove era apparsa la luce si trovava una grotta al centro della quale era adagiato una grossa stalattite, adorata come un influente dio sabino, la stalattite era ricoperta di incisioni legate alla divinità Soranus Apollo.
Mentre in una notte tempestosa vegliava in preghiera, il monaco Silvestro scorse, in direzione dei monti sabini, un intenso bagliore, proprio al di sotto dell’altura da dove stava per sorgere il sole. Nel frattempo che la tempesta si dileguava gradualmente, il baleno del sole cresceva sempre di più. Il santo comprese che Dio intendeva richiamare la sua attenzione su quelle cime boscose e si mise in cammino in direzione del monte Tancia. Giunto sul luogo dopo aver percorso una ventina di chilometri, apprese che proprio sul sito dove era apparsa la luce si trovava una grotta al centro della quale era adagiato una grossa stalattite, adorata come un influente dio sabino, la stalattite era ricoperta di incisioni legate alla divinità Soranus Apollo.
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L’iscrizione di Tinia Calusna era dipinta su una patera a vernice nera proveniente dal Tempio del Belvedere
Tinia tenebroso, sotterraneo, con connotazione infera?
"L’iscrizione votiva dipinta su ciotola, proveniente dal tempio del Belvedere, forse della metà del IV secolo, pur presentando lo stesso tipo di grafia (orvietana), documenta l’affermazione della t, con traversa non secante a destra dell’asta, una forma comune al comprensorio tarquiniese e vulcente (...)"
da A. Maggiani in Storia di orvieto Vol.I - Antichità, 2003, p. 380
Tinia tenebroso, sotterraneo, con connotazione infera?
"L’iscrizione votiva dipinta su ciotola, proveniente dal tempio del Belvedere, forse della metà del IV secolo, pur presentando lo stesso tipo di grafia (orvietana), documenta l’affermazione della t, con traversa non secante a destra dell’asta, una forma comune al comprensorio tarquiniese e vulcente (...)"
da A. Maggiani in Storia di orvieto Vol.I - Antichità, 2003, p. 380
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https://www.rigenerazionevola.it/la-lotta-fra-principio-uranico-e-tellurico-nei-miti-delle-origini-di-roma/
LA LOTTA FRA PRINCIPIO URANICO E TELLURICO NEI MITI DELLE ORIGINI DI ROMA
di Julius Evola
LA LOTTA FRA PRINCIPIO URANICO E TELLURICO NEI MITI DELLE ORIGINI DI ROMA
di Julius Evola
RigenerAzione Evola
La lotta fra principio uranico e tellurico nei miti delle origini di Roma - RigenerAzione Evola
di Julius Evola [titolo appositamente creato dalla Redazione di “Rigenerazione Evola” per questo frammento tratto da Rivolta contro il mondo moderno, parte seconda, § 9, il ciclo eroico-uranio occidentale, lett....
Gli Etruschi (Cicrogne Dardaniche).pdf
5.5 MB
Gli Etruschi (le cicogne dardaniche - Atlantide)
Origine, Storia e misteri del popolo Etrusco
#PDF
Lingua: Italiano 🇮🇹
Origine, Storia e misteri del popolo Etrusco
Lingua: Italiano 🇮🇹
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CIPPI DI PIETRA NERA CON SIMBOLO DELLA FOGORE DI AREA VOLSINIESE
Questi cippi erano dagli etruschi considerati come pietre di origine celeste precipitate a terra dai fulmini, che talvolta vi venivano rappresentati, divenivano essi stessi simulacri aniconici divini e quindi oggetti di culto.
Le provenienze di questi cippi quando sono note rimandano, infatti, ad aree sacre con spesso la presenza di un santuario.
Questi cippi erano dagli etruschi considerati come pietre di origine celeste precipitate a terra dai fulmini, che talvolta vi venivano rappresentati, divenivano essi stessi simulacri aniconici divini e quindi oggetti di culto.
Le provenienze di questi cippi quando sono note rimandano, infatti, ad aree sacre con spesso la presenza di un santuario.
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https://it.wikipedia.org/wiki/Quinametzin
I Quinametzin (plurale di Quinametli) sono figure mitologiche mesoamericane, descritte nelle antiche leggende tolteche come giganti, fondatori delle città di Teotihuacan e della piramide Tlahchiualtepetl.
Essi sarebbero vissuti in quella che i toltechi chiamano «prima era del mondo», successivamente sopraffatti dagli uomini. Fossili di grandi dimensioni venivano portati a dimostrazione della loro passata esistenza. In realtà, le ossa non erano altro che resti di grandi mammiferi del quaternario come mammut, mastodonti o megatherium.
I Quinametzin (plurale di Quinametli) sono figure mitologiche mesoamericane, descritte nelle antiche leggende tolteche come giganti, fondatori delle città di Teotihuacan e della piramide Tlahchiualtepetl.
Essi sarebbero vissuti in quella che i toltechi chiamano «prima era del mondo», successivamente sopraffatti dagli uomini. Fossili di grandi dimensioni venivano portati a dimostrazione della loro passata esistenza. In realtà, le ossa non erano altro che resti di grandi mammiferi del quaternario come mammut, mastodonti o megatherium.
Wikipedia
Quinametzin
I Quinametzin (plurale di Quinametli) sono figure mitologiche mesoamericane, descritte nelle antiche leggende tolteche come giganti, fondatori delle città di Teotihuacan e della piramide Tlahchiualtepetl.
https://shivaflow.wordpress.com/2017/06/19/shani-saturno/
E’ un dio triste e lento, che non riesce neanche a camminare in maniera corretta e quindi rimanda tutto. Se siete nati sotto la sua influenza, vi aspetta una vita lenta e di lunghe attese. Shani è qui per insegnarci la virtù della pazienza.
Molti temono il potere di questa divinità. Si narra infatti che un giorno Shani liberò gli Hindu di ogni loro ricchezza per insegnar loro la dura lezione del karma. Alcuni addirittura si rifiutano di fare affari durante i periodi in cui si è sotto l’influsso di Saturno.
La sua reputazione peggiorò notevolmente quando accidentalmente staccò la testa a Ganesh (una variante del mito che vuole Shiva come responsabile di questo evento). Come già raccontato quando abbiamo parlato di Surya, Shani è figlio del dio Sole e di Chaya, ombra. Dalla madre ha ereditato il carattere “ombroso” ed è questo elemento che lo rende così temibile. Ma Shani è anche figlio di Surya, per cui il suo lato solare e luminoso si manifesta nella capacità di superare gli ostacoli attraverso il duro lavoro e la responsabilità. Aiuta i nati sotto la propria influenza a trovare la motivazione per cambiare, attraverso la disciplina. Il suo mezzo di trasporto è il corvo.
E’ un dio triste e lento, che non riesce neanche a camminare in maniera corretta e quindi rimanda tutto. Se siete nati sotto la sua influenza, vi aspetta una vita lenta e di lunghe attese. Shani è qui per insegnarci la virtù della pazienza.
Molti temono il potere di questa divinità. Si narra infatti che un giorno Shani liberò gli Hindu di ogni loro ricchezza per insegnar loro la dura lezione del karma. Alcuni addirittura si rifiutano di fare affari durante i periodi in cui si è sotto l’influsso di Saturno.
La sua reputazione peggiorò notevolmente quando accidentalmente staccò la testa a Ganesh (una variante del mito che vuole Shiva come responsabile di questo evento). Come già raccontato quando abbiamo parlato di Surya, Shani è figlio del dio Sole e di Chaya, ombra. Dalla madre ha ereditato il carattere “ombroso” ed è questo elemento che lo rende così temibile. Ma Shani è anche figlio di Surya, per cui il suo lato solare e luminoso si manifesta nella capacità di superare gli ostacoli attraverso il duro lavoro e la responsabilità. Aiuta i nati sotto la propria influenza a trovare la motivazione per cambiare, attraverso la disciplina. Il suo mezzo di trasporto è il corvo.
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Shani – Saturno
E’ il pianeta con la peggior reputazione. Sabato è il giorno a lui dedicato (e alla fine il sabato non è poi così male come giorno, anzi), in sanscrito Shanivar. E’ un dio triste e lent…
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Qualcosa di crudelmente primitivo. Qualcosa che era sopravvissuto, chissà come, all’avanzare dell’umanità, ed ora aveva fatto la sua terribile apparizione, rivelando l’esistenza di una dimensione di vita primordiale e mostruosa. Simpson considerò quell’esperienza come uno sguardo sulle età preistoriche, quando il cuore dell’uomo era ancora oppresso da superstizioni immani e selvagge; quando le forze della natura erano ancora intatte, e non ancora sconfitti i Poteri che devono aver dominato l’universo primitivo. Ancora oggi ripensa a quelle che, anni dopo, definì in un sermone “Potenze formidabili e selvagge che si annidano nelle anime degli uomini, non malvagie in se stesse, ma fondamentalmente ostili all’umanità per come essa è.
— Algernon Blackwood, “The Wendigo”, 1909
— Algernon Blackwood, “The Wendigo”, 1909
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