ALEKSANDR PUSKIN (1799-1837)
IL PROFETA
In un cupo deserto io vagavo
dalla sete dello spirito oppresso,
ed ecco un serafino con sei ali
mi apparve ad un tratto da presso.
Lieve come un sogno si avvicinò
e gli occhi stanchi mi sfiorò.
Si aprirono le profetiche pupille
come alle aquile impaurite.
Poi toccò le mie orecchie,
e di suoni esse furono empite:
e vidi in alto degli angeli il volo
e udii il cielo che fremeva,
e scorsi il moto delle serpi marine
e il vinco delle valli che cresceva.
Poi si accostò alla mia bocca,
strappò la mia lingua veemente,
ma frivola, vuota e maligna,
e l'aculeo del saggio serpente
nella mia bocca agghiacciata
ficcò con la destra sanguigna.
Poi il petto mi aprì con la spada,
ne tolse il mio cuore tremante,
e nel petto aperto egli depose
un carbone ardente e fiammante.
Come salma nel deserto giacevo,
ma la voce divina intendevo:
"alzati, guarda e ascolta, o profeta,
fa ciò che ho scritto nella mente,
percorri terre e mari senza tregua,
con la parola accendi il cuore della gente"
IL PROFETA
In un cupo deserto io vagavo
dalla sete dello spirito oppresso,
ed ecco un serafino con sei ali
mi apparve ad un tratto da presso.
Lieve come un sogno si avvicinò
e gli occhi stanchi mi sfiorò.
Si aprirono le profetiche pupille
come alle aquile impaurite.
Poi toccò le mie orecchie,
e di suoni esse furono empite:
e vidi in alto degli angeli il volo
e udii il cielo che fremeva,
e scorsi il moto delle serpi marine
e il vinco delle valli che cresceva.
Poi si accostò alla mia bocca,
strappò la mia lingua veemente,
ma frivola, vuota e maligna,
e l'aculeo del saggio serpente
nella mia bocca agghiacciata
ficcò con la destra sanguigna.
Poi il petto mi aprì con la spada,
ne tolse il mio cuore tremante,
e nel petto aperto egli depose
un carbone ardente e fiammante.
Come salma nel deserto giacevo,
ma la voce divina intendevo:
"alzati, guarda e ascolta, o profeta,
fa ciò che ho scritto nella mente,
percorri terre e mari senza tregua,
con la parola accendi il cuore della gente"
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"Il soggetto assoluto non è non-Dio, eppure non è neanche Dio, è anche ciò che non è Dio. In questo senso dunque esso è al di sopra di Dio, e lo facciamo notare qui espressamente affinché non s'abbia per avventura a confondere l'Assoluto- quel soggetto assoluto- con Dio stesso. Dunque, chi vuole collocarsi nel punto iniziale della filosofia deve abbandonate anche Dio... Ciò che secondo Dante sta scritto sulle porte dell'inferno dovrebbe iscriversi, con un senso diverso, anche sull'ingresso della filosofia: ' lasciate ogni speranza, o voi che entrate'
Per designare tale situazione si potrebbe usare il termine estasi. Vale a dire: il nostro io viene collocato fuori di sé. Il suo posto è quello di essere soggetto. Ma rispetto al soggetto assoluto non può essere soggetto, giacché quel soggetto assoluto non può comportarsi come oggetto. Deve dunque abbandonare il proprio luogo, dev'esser posto fuori di sé come qualcosa di non più ivi esistente"
F. W. Schelling- Conferenze di Erlangen
(trad. L. Pareyson)
Per designare tale situazione si potrebbe usare il termine estasi. Vale a dire: il nostro io viene collocato fuori di sé. Il suo posto è quello di essere soggetto. Ma rispetto al soggetto assoluto non può essere soggetto, giacché quel soggetto assoluto non può comportarsi come oggetto. Deve dunque abbandonare il proprio luogo, dev'esser posto fuori di sé come qualcosa di non più ivi esistente"
F. W. Schelling- Conferenze di Erlangen
(trad. L. Pareyson)
Schemonach, Priest of the God Ra by Lucas Staniec
A dark cloud bearing the water,
traversed many realms, searching…
as it yearned to rain,
upon seeing the rays of light,
It asked them to help him,
to release the water, the weight, the burden,
the mountains too came to help,
but none could help release its waters,
Then the cloud looked at the parched Earth,
the faces of birds, the petrified branches,
The cracks & rashes on the land,
and it started to weep, it felt like singing,
The rays blended in those waters,
merging day and night,
fading time over a world asleep,
germinating dreams of torrential rebirth,
an emptiness enveloped…
…and the dream began to dream again.
art by Abhi
traversed many realms, searching…
as it yearned to rain,
upon seeing the rays of light,
It asked them to help him,
to release the water, the weight, the burden,
the mountains too came to help,
but none could help release its waters,
Then the cloud looked at the parched Earth,
the faces of birds, the petrified branches,
The cracks & rashes on the land,
and it started to weep, it felt like singing,
The rays blended in those waters,
merging day and night,
fading time over a world asleep,
germinating dreams of torrential rebirth,
an emptiness enveloped…
…and the dream began to dream again.
art by Abhi
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https://it.wikipedia.org/wiki/Antro_della_Sibilla
L'Antro della Sibilla è una galleria artificiale di epoca greco-romana, rinvenuta a seguito degli scavi archeologici dell'antica città di Cuma: viene identificato come il luogo all'interno del quale la Sibilla Cumana operava e divulgava i suoi oracoli.
L'Antro della Sibilla è una galleria artificiale di epoca greco-romana, rinvenuta a seguito degli scavi archeologici dell'antica città di Cuma: viene identificato come il luogo all'interno del quale la Sibilla Cumana operava e divulgava i suoi oracoli.
Wikipedia
Antro della Sibilla
galleria artificiale e sito archeologico in Italia
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